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Calcolo dell'indennità di esproprio per cave e giacimenti minerari


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titolo:IL CODICE DELLE CAVE E MINIERE
anno:2018
pagine: 1769 in formato A4, equivalenti a 3007 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 35,00

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INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> CAVE E GIACIMENTI --> CRITERIO DI CALCOLO

Le cave, quali entità fruibili direttamente in termini di appropriazione materiale non reversibile né rinnovabile, costituiscono beni dotati di una propria consistenza giuridica ed economica, non assimilabili ai terreni a vocazione agricola, con la conseguenza che non possono trovare applicazione i criteri indennitari previsti per le aree non edificabili, dovendosi fare invece riferimento al reddito netto ricavabile per tutto il tempo della prevista coltivazione della cava, ovvero, in caso di affitto a terzi, alla relativa rendita, salvi i calcoli di attualizzazione.

Quando non possa derivare dal fondo ablato alcun reddito netto dall'estrazione di materiale inerte, indipendentemente dalla (in)esistenza dell'autorizzazione amministrativa, non può che farsi riferimento, ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio, al valore agricolo del terreno. Va infatti escluso che l'esistenza di un giacimento di materiale inerte, data l'accertata antieconomicità dello sfruttamento, possa essere considerata elemento idoneo a incrementare il valore dell'area, sia con riferimento alla possibilità di utilizzazion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ietario, sia avendo riguardo a eventuali atti di disposizione che egli abbia a porre in essere, ossia in relazione a una libera contrattazione di compravendita.

Ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio della L. n. 2359 del 1865, ex art. 39, il valore venale di un bene destinato a cava va ragguagliato al parametro del materiale complessivamente estraibile dalla cava stessa sino al suo esaurimento. Tale valore, che è omnicomprensivo e che riflette la specificità della destinazione del bene a cava, non può, all'evidenza, cumularsi, con la valutazione dell'appetibilità del fondo in ragione di diversi possibili sfruttamenti economici, incoerenti, appunto, con l'identità del bene espropriato.

Rispetto alla ordinaria dicotomia - pur non costituendo un tertium genus – la destinazione di un terreno a cava si caratterizza per la concomitante presenza dell'aspetto negativo della inedificabilità e del contestuale dato positivo della possibilità di consentire una utilizzazione ed uno sfruttamento economico del suolo diverso rispetto a quello che può trarsi da un terreno a vocazione esclusivamente agricola e, comunque, non edificabile. É, dunque, al tratto peculiare della... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ccorre fare riferimento per determinare il valore venale del terreno e l'unico criterio soddisfacente per giungere alla quantificazione dell'indennizzo è quello che rinvia al parametro della capacità estrattiva della cava secondo le sue specifiche potenzialità economiche e materiali.

L'indennità di esproprio di una cava ragguagliata al valore economico dell'area determinato facendo riferimento al valore del volume di materiale inerte suscettibile di estrazione, correttamente va depurata dei costi industriali di produzione e delle spese di ricomposizione ambientale, sulla base della considerazione che l'utile retraibile dall'attività estrattiva deve scontare spese ed oneri della produzione, compresi quelli obbligatori in discussione.

Non è rilevante, ai fini dell'indennità di espropriazione di un terreno utilizzato a cava, l'eventuale reddito risultante da ricolmamento dello scavo una volta esso effettuato, con materiale proveniente da altri scavi (utilizzazione, cioè, dello scavo come discarica); chi acquista una cava, nella prospettiva di utilizzarla come tale, sa sempre che, esaurito il giacimento, l'area potrebbe essere utilizzata altrimenti, e il valore venale, quantunque determinato ca... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o l'impiego più vantaggioso (valore dell'intero materiale estraibile), include sempre gli impieghi minori consentiti, che pertanto non giustificano un aumento del valore venale della cava come tale.

La cava viene in considerazione quale strumento di produzione del reddito correlato alla estrazione del materiale per tutto il tempo (e solo per il tempo) della sua prevista utilizzabilità, e tale reddito costituisce il razionale riferimento da tener presente ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione dovuta per l'ablazione di tale fonte reddituale, pure in mancanza di autorizzazione regionale e senza che al risultato della valutazione compiuta secondo siffatto criterio possa sommarsi il valore del soprassuolo e dell'area di sedime, in funzione di una loro destinazione agricola incompatibile con la suddetta attività.

Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione di area adibita a cava, deve essere accertato il valore pieno di mercato della cava, ragguagliandolo alle relative potenzialità materiali ed economiche ed alla sua condizione di libertà e non al minore valore desunto dal pregiudizio reddituale che presumibilmente il proprietario espropriato, non essendo imprendit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...be in concreto subire.

L'indennità di espropriazione (o l'indennizzo per la cd. occupazione acquisitiva) degli immobili contenenti una cava o un giacimento, in alternativa al valore venale del suolo secondo la sua destinazione legale, può essere parametrata alle capacità estrattive secondo le potenzialità materiali ed economiche degli stessi, quale fonte dei proventi che il proprietario poteva, in una libera contrattazione, conseguire per effetto dell'esercizio dell'attività estrattiva nel corso della sua presumibile durata materiale e giuridica e fino a totale esaurimento della cava medesima.

Il valore venale dell'immobile destinato a cava può essere calcolato in base al parametro delle capacità estrattive secondo le potenzialità materiali ed economiche della stessa e non in base a quello che si può su di esso costruire (area edificabile) o dal suo soprassuolo trarre (area agricola), né per le molteplici opportunità comunque offerte dal soprassuolo.

L'indennità di esproprio della cava va ragguagliata solo al valore economico dell'area tenuto conto delle caratteristiche del terreno, determinato facendo riferimento al valore del volume di materiale ine... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ibile di estrazione, depurato dei costi industriali di produzione e delle spese di ricomposizione ambientale.

L'esproprio di una cava va indennizzato secondo valore venale ed alla stregua dell'originale parametro delle capacità estrattive secondo le potenzialità materiali ed economiche della stessa.

La cava va indennizzata secondo valore venale.

Nel calcolo del valore della cava non si può considerare il periodo di coltivazione i cui costi superino i ricavi.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> CAVE E GIACIMENTI --> CRITERIO DI CALCOLO --> COLTIVATA E NON COLTIVATA

In presenza di un giacimento in un suolo espropriato, il criterio di determinazione dell'indennizzo sfugge alla logica che presiede alla distinzione delle aree in suoli agricoli e suoli edificatori, ma, in considerazione della natura produttiva di siffatto bene, deve esser parametrato al valore dei materiali estraibili dalla cava sino al suo esaurimento materiale o economico (con inconfigurabilità di ogni ulteriore indennizzo per reddito e cause ulteriori). Tale criterio non necessita che al tempo della vicenda ablativa il bene stesso costituisca già una cava in coltivazione, giacch... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i fini indennitari, la stima dell'area come cava non richiede che l'attività estrattiva sia in corso, dovendo, invece, tenersi conto delle potenzialità materiali ed economiche della stessa. Tutto ciò, beninteso, alla condizione che l'attività estrattiva possa essere legittimamente autorizzata, e che di tale autorizzazione il proprietario non sia munito per ragioni di mero fatto, in quanto, per il suo rilevante impatto ambientale, tale attività non può ritenersi libera, ma deve inserirsi in un contesto di interventi pianificati.

Ai fini dell'applicazione del criterio per il calcolo dell'indennità dovuta per terreno destinato a cava, consistente nel rinvio al parametro della capacità estrattiva della cava secondo le sue specifiche potenzialità economiche e materiali, è del tutto indifferente che il proprietario, nel momento in cui si produce l'effetto giuridico della ablazione del terreno, sia o meno dotato della necessaria autorizzazione amministrativa per lo svolgimento dell'attività estrattiva. Si tratta, infatti, di circostanza che non incide sul grado di apprezzamento della utilità economica del bene, atteso che - sia con riferimento al proprietario che ai terzi eventualmente in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...d acquisire il bene - la mancanza della autorizzazione, quando questa possa intervenire in futuro, non esclude la potenzialità reddituale del bene e dunque il suo valore economico nella prospettiva del diretto sfruttamento o della cessione a terzi.

Ai fini della liquidazione dell'indennità di espropriazione di terreno, nei cui sottosuolo esista un giacimento naturale, la determinazione del suo valore venale come cava non esige né che l'attività estrattiva abbia già avuto inizio né che essa sia stata autorizzata, richiedendosi soltanto che nel caso concreto essa possa essere autorizzata, non essendo vietata dalla legislazione regionale.

La sussistenza del valore di terreno destinato a cava calcolato in base al parametro delle capacità estrattive e con essa la rilevanza della privazione di esso ai fini indennitari, e/o risarcitori non vengono meno per il solo fatto che l'esercizio della specifica attività sia condizionato ad una autorizzazione amministrativa e che di tale autorizzazione il proprietario non sia munito nell'attualità; una situazione di tal genere, infatti, non fa venir meno l'utilità economica del bene, apprezzabile come tale sia nella prospettiva del proprietario ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la dei terzi.

Ai fini della liquidazione dell'indennità di espropriazione di una cava secondo il criterio del valore venale ai sensi dell'art. 39 della L. 25 giugno 1865 n. 2359 del 1865, è necessario che il bene espropriato costituisca effettivamente una cava, e non già un mero giacimento non ancora coltivato.

Ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio di una cava, la mancanza dell'autorizzazione richiesta dalla legislazione regionale per l'esercizio dell'attività estrattiva, in quanto situazione contingente, non fa venire meno l'utilità economica del bene, e non ne esclude la potenzialità reddituale correlata al possibile futuro conseguimento dell'autorizzazione; ciò in quanto la potenzialità reddituale del bene è legata alla potenzialità estrattiva dello stesso.

Ai fini della liquidazione dell'indennità di espropriazione di una cava secondo il criterio del valore venale ai sensi della L. n. 2359 del 1865, art. 39, piuttosto che secondo i criteri stabiliti dalla L. n. 861 del 1971 per i suoli agricoli, è necessario che il bene espropriato costituisca effettivamente una cava, e non un mero giacimento non coltivato, fattispecie ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enibile in ipotesi in cui non risulti rinnovata la relativa autorizzazione all'attività estrattiva.

Se la base di ogni indennizzo è data dal valore venale del bene, a determinarne il prezzo sul mercato concorreranno tutte le qualità del bene, e quindi anche le potenzialità estrattive, pur se non ancora sfruttate, purché provate.

Se la cava non era coltivata al momento dell'occupazione va indennizzata col VAM.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> CAVE E GIACIMENTI --> CRITERIO DI CALCOLO --> SOPRASSUOLI

Riguardo a terreni destinati a cava, non compete alcun ulteriore indennizzo con riferimento al valore dei manufatti esistenti sul terreno che non possono essere oggetto di autonoma valutazione in quanto le zone interessate dall'attività estrattiva non possono avere una doppia valutazione, una secondo il criterio della capacità estrattiva, una per il valore agricolo del soprassuolo e per il valore venale di fabbricati che, laddove esistenti presso la cava, possono essere considerati solo per gli impieghi ad essa strumentali e non anche per quelli con la stessa incompatibili, quali quelli di destinazione a fabbricati rurali.

Ai fini... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rminazione dell'indennità di espropriazione di area adibita a cava, non devono essere contemplate, quali voci di indennizzo, i parametri rappresentati dal riempimento dello scavo e dal valore dell'area ad avvenuta sua sistemazione.

Qualora la valutazione di un immobile contenente una cava o un giacimento sia stata compiuta secondo il criterio della capacità estrattiva, pur esso riconducibile alla regola della L. n. 2359 del 1865, art. 39, al risultato ottenuto non può sommarsi il valore del soprassuolo e della area di sedime, in funzione di una loro destinazione urbanistica, non compatibile con la suddetta attività, altrimenti pervenendosi all'abnorme risultato di indennizzare il medesimo bene in base a due valori venali calcolati con criteri diversi.

Il riferimento alla perdita economica effettivamente subita dall'espropriato trova giustificazione nella qualificazione della cava come bene suscettibile di utilizzazione industriale o commerciale, e quindi oggetto di autonoma considerazione da parte dell'ordinamento, che, imponendo di tener presente, nella liquidazione dell'indennità, il prezzo di mercato dell'immobile, esclude la possibilità di includervi il valore de soprassuolo.

Se è... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e cava, nella sua globalità, ad essere oggetto della libera contrattazione, e non la cava cui occorra aggiungere il soprassuolo, ne consegue che il procedimento determinativo dell'indennità di esproprio non consente la valutazione del suolo oltre che come cava anche come terreno agricolo o terreno edificatorio.

Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione di una cava occorre tenere conto della specifica qualità di tale immobile quale fonte di proventi, senza che al risultato della valutazione compiuta possa sommarsi il valore del soprassuolo e dell'area di sedime, in funzione di una loro destinazione agricola, non compatibile con la suddetta attività.

I soprassuoli non possono essere valutati per un utilizzo diverso da quello strumentale alla coltivazione della cava.



 
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