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Gli immobili E.R.P. sono sottoposti ad I.C.I. e ad imposta di registro?

Poiché le finalità assistenziali perseguite dall'ente territoriale non esclude che nell'ERP sia insita anche una caratteristica commerciale, gli immobili realizzati non sono esenti da ICI. Analogamente, i contratti di locazione sono sottoposti ad imposta di registro.

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titolo:IL CODICE DELL'EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E AGEVOLATA
anno:2015
pagine: 1681 in formato A4, equivalenti a 2858 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA --> I.C.I./I.M.U.

Sintesi: La concessione all'IACP di aree espropriate dai Comuni per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica ai sensi dell'art. 10 legge 167/1962 attribuisce al medesimo IACP il diritto di superficie, ovvero le facoltà ad esso riconducibili, sulle aree su cui il concessionario costruisce gli alloggi di edilizia economica e popolare, e rende, quindi, quest'ultimo soggetto passivo I.C.I. ex art. 3 D. Lgs. 504/1992, non occorrendo, a tal fine, un ulteriore atto costitutivo del diritto di superficie, in quanto l'incontro delle volontà dei due soggetti rileva su un diverso piano.


Sintesi: In materia di assoggettamento dell'IACP ad I.C.I. deve ritenersi irrilevante la mancata stipula della convenzione di cui all'art. 35 legge 865/1971.

Estratto: «B. L'infondatezza del secondo motivo ("sussistenza del presupposto soggettivo"), poi, discende dal principio già univocamente affermato da questa sezione (sentenze 30 giugno 2010 n. 15447 e 12 novembre 2010 n. 22987 - che deve essere ribadito per assoluta carenza di argomentazioni contrarie - secondo cui "in tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), la concessione a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...aree - espropriate dai Comuni per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica ai sensi della L. n. 167 del 1962, art. 10 come sostituito dalla L. n. 865 del 1971, art. 35 -attribuisce al medesimo IACP il diritto di superficie, ovvero le facoltà ad esso riconducibili, sulle aree su cui il concessionario costruisce gli alloggi di edilizia economica e popolare, e rende, quindi, quest'ultimo soggetto passivo dell'imposta D.Lgs. n. 504 del 1992, ex art. 3 non occorrendo, a tal fine, un ulteriore atto costitutivo del diritto di superficie, in quanto l'incontro delle volontà dei due soggetti rileva su un diverso piano".Nella prima di dette decisioni, invero, richiamata (opportunamente) "la giurisprudenza di questa Corte" circa la "soggezione all'imposta comunale sugli immobili" di quello costruito su di un' "area demaniale" all'uopo concessa (laddove si chiarisce che "per stabilire se il provvedimento amministrativo, qualificabile come concessione ad aedificandum, sia costitutivo di un diritto reale di superficie, con conseguente imponibilità, ovvero di un diritto avente natura meramente personale - configurabile ai sensi dell'art. 1322 cod. civ. -, assume rilievo decisivo la destinazione dell'opera costru... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cessionario al momento della cessazione del rapporto, atteso che, se essa torna nella disponibilità del concedente, si è in presenza di un rapporto obbligatorio, mentre, se essa passa in proprietà del concessionario, il diritto in virtù del quale questi l'ha realizzata ha sicuramente la natura reale del diritto di superficie") si è convincentemente "osservato, che nella concessione di aree espropriate dai Comuni (o in nome e per conto dei comuni) per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, in base alla L. 18 aprile 1962, n. 16, art. 10", come sostituito dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 35, l'ente territoriale concede il diritto di superficie per la costruzione di case di tipo economico e popolare e dei relativi servizi urbani (comma 4); l'istanza per ottenere la concessione è diretta al Sindaco... tra più istanze concorrenti è data la preferenza a quelle presentate da enti pubblici istituzionalmente operanti nel settore dell'edilizia economica e popolare (comma 6); la concessione è deliberata dal consiglio comunale ... Con la stessa delibera viene determinato il contenuto della convenzione ... (comma 7)", rettamente traendo la conclusione secondo cui "è .... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...hema tipico della concessione di aree ai sensi della L. n. 865 del 1971, art. 35 ... l'attribuzione del diritto di superficie, ovvero di facoltà riconducibili al diritto di superficie, sulle aree su cui il concessionario costruisce gli alloggi di edilizia economica e popolare" : "la delibera del soggetto concedente", quindi, "secondo le disposizioni richiamate", attribuisce al "concessionaria" il "diritto di superficie".Nell'altra decisione, di poi, in base "alla espressa volontà di legge "per la quale la concessione è deliberata dal Consiglio comunale o dall'assemblea del consorzio (L. n. 865 del 1971, art. 35, comma 7)", e "proprio con lo stesso atto, secondo la medesima disposizione, deve essere determinato il contenuto della convenzione da stipularsi, per atto pubblico, da trascriversi presso il competente ufficio dei registri immobiliari, tra l'ente concedente ed il richiedente si è illustrata la "diversità dei piani" tra l'atto di concessione ed il successivo "incontro delle volontà dei due soggetti" spiegando che "la concessione ... trae diretta origine dalla delibera, che consente l'utilizzazione, ai fini previsti nella legge, di aree rientr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...trimonio indisponibile del Comune o del consorzio per effetto della approvazione del p.e.e.p. (art. cit., comma 3) e costituisce, pertanto, l'atto scritto necessario e sufficiente per individuare il presupposto della imposta di cui si discute" mentre "la convenzione è intesa invece a regolare - secondo parametri predeterminati - il rapporto concessorio, con particolare riguardo al corrispettivo, finalizzato al pareggio delle spese sopportate dal Comune per l'attuazione del p.e.e.p., ricomprendenti sia i costi per la realizzazione delle opere di urbanizzazione che quelli di acquisizione delle aree", con la conseguenza che "le facoltà (equiparate a quelle di un superficiario) del concessionario - con i relativi obblighi di natura tributaria - traggono origine direttamente dalla delibera di concessione" , e "con l'ulteriore precisazione ... che la trascrizione di tale atto non sarà per incidere sulla esistenza dell'atto concessorio propriamente detto, essendo chiamata a rivestire la funzione propria di ogni forma di pubblicità similare, che è quella della opponibilità ai terzi".Discende da tanto l'assoluta irrilevanza, ai fini della individuazione del soggetto passivo (D.Lgs. n. 504 del 1992, ex art. 3) de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...chiesta dal Comune, del fatto - unico posto dalla ricorrente a fondamento della sua complessiva doglianza - dato dalla mancata stipula ("non è mai stata stipulata") della "convenzione ...L. n. 865 del 1971, ex art. 35".»

Sintesi: L'esenzione da I.C.I. per gli immobili destinati ad edilizia residenziale pubblica non può essere affermata sulla base dell'art. 7, lett. i), D. Lgs. 504/1992, poiché le finalità assistenziali perseguite dall'ente territoriale con detta destinazione non esclude che nell'attività dell'ente sia insita anche una caratteristica commerciale, in quanto percepisce dagli assegnatari canoni che vanno a remunerare, almeno in parte, il capitale investito: manca, di conseguenza, il requisito dell'assenza di profitto richiesta dalla norma, senza che, peraltro, la caratteristica commerciale della attività espletata venga meno in forza della destinazione data al successivo utilizzo dell'eventuale profitto conseguito.

Estratto: «C. L'esenzione dall'imposta comunale per gli immobili destinati ad edilizia residenziale pubblica, infine, in difetto di espressa previsione normativa, non è tradibile neppure dalla lett. i) dell'art. 7 D.Lgs. (della quale l'Azi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ente ha denunziato la "violazione" con la terza censura) perché, come già convincentemente precisato (Cass., trib., 16 giugno 2010 n. 14530) e ribadito (Cass, trib., 30 dicembre 2011 nn. 30733 e 30734), le "finalità assistenziali" perseguite dall'ente territoriale con detta destinazione non esclude che nell'"attività dell'ente" sia "insita anche una caratteristica commerciale, in quanto percepisce dagli assegnatari canoni che vanno a remunerare, almeno in parte, il capitale investito", per cui manca il "rigoroso requisito della assenza di profitto richiesta dalla norma in questione secondo la interpretazione confermata dal giudice delle leggi"; "la caratteristica commerciale della attività espletata", peraltro, come opportunamente aggiunto, "non viene meno in forza della destinazione data al successivo utilizzo dell'eventuale profitto conseguito".»

Sintesi: Gli immobili E.R.P. appartenenti al comune e dati in locazione a terzi sono soggetti ad ICI e per essi non opera l'esenzione di cui all'art. 7, co. 1, lett. a), D. Lgs. 504/1992.

Estratto: «Con il secondo motivo, denunciando "violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...992, art. 7 e della L. n. 25 del 1980, come modificata dalla L. n. 385 del 1980 e dalle leggi della Regione Lazio L. n. 12 del 1999 e L. n. 33 del 1987, in relazione all'art. 360 c.p.c.. Omessa pronuncia su un punto decisivo della controversia, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 4", il Comune ricorrente censura la sentenza per non aver riconosciuto l'esenzione dall'ici "per gli immobili dell'E.R.P.", ai sensi della lett. a), comma 1, prima disposizione in rubrica, statuendo che il beneficio spetta per i soli immobili destinati in via diretta ed immediata a fini istituzionali.Osserva in proposito che nella specie ricorrerebbero entrambi i requisiti perché gli immobili siano ritenuti parte del patrimonio indisponibile dell'ente territoriale: l'acquisto in proprietà del bene da parte dell'ente pubblico e la concreta destinazione ad un pubblico servizio."Il patrimonio dell'ERP, per essere considerato indisponibile, infatti, è necessariamente destinato ad un servizio di carattere sociale rientrante nelle finalità istituzionali del Comune", ai sensi delle leggi statali e regionali che regolano la materia, "sicché l'interpretazione restrittiva dei compiti istituzionali dell'ente locale operata dalla CTR di Roma non &egr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...isibile, poiché si viene a limitare solo alla utilizzazione diretta degli immobili la esenzione, rendendo più oneroso perseguire interessi della comunità previsti da precise disposizioni di legge.La censura è infondata alla luce della giurisprudenza di questa Corte, cui il Collegio intende dare continuità - in relazione alla disciplina del tributo vigente nei periodi d'imposta interessati dalla presente controversia -, in assenza di valide ragioni per discostarsene: l'esenzione dall'imposta comunale sugli immobili (ici) prevista dal D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 7, comma 1, lett. a), per gli immobili posseduti dagli enti ivi indicati "destinati esclusivamente ai compiti istituzionali", spetta soltanto se l'immobile è direttamente e immediatamente destinato allo svolgimento di tali compiti, ipotesi che non si configura nel caso di semplice utilizzazione indiretta, quando il bene venga utilizzato per attività di carattere privato, cerne avviene, in linea di massima, in tutti i casi in cui il godimento del bene stesso sia concesso a terzi verso il pagamento di un canone: nella specie, la S.C. ha escluso che potessero fruire dell'esenzione alcuni immobili, posseduti da un comune fuori del suo territorio, destinati ad... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...esidenziale pubblica, ovvero concessi in locazione a famiglie bisognose, per far fronte all'emergenza abitativa, ed ha sottolineato come non assumesse alcun rilievo, ai fini della detta esenzione, il fatto che la locazione di detti alloggi, aventi connotati di economicità, fosse assistita da finalità di pubblico interesse (Cass. n. 14098 del 2010, n. 20577 del 2005 e n. 142 del 2004).Si è altresì precisato che "l'esenzione dall'imposta che il D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 7, comma 1, lett. i), prevede per gli immobili utilizzati dai soggetti di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 87, comma 1, lett. c), (enti pubblici e privati, diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato e non aventi per oggetto esclusivo o principale l'esercizio d'attività commerciali), purché destinati esclusivamente - fra l'altro - allo "svolgimento d'attività assistenziali", esige la duplice condizione dell'utilizzazione diretta degli immobili da parte dell'ente possessore e dell'esclusiva loro destinazione ad attività peculiari che non siano produttive di reddito" (Cass. n. 18838 del 2006).»

Sintesi: L'esenzione I.C.I. prevista dall'art. 7, co. 1, lett. i) d. lgs. 504/1... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a duplice condizione dell'utilizzazione diretta degli immobili da parte dell'ente possessore e dell'esclusiva loro destinazione ad attività peculiari che non siano produttive di reddito, con la conseguenza che tale esenzione non spetta nel caso di semplice utilizzazione indiretta, come nel caso di alloggi di edilizia residenziale pubblica concessi in locazione a privati cittadini, non assumendo alcun rilievo, ai fini dell'esenzione in esame, il fatto che l'attività di locazione di detti alloggi, avente connotati d'economicità, persegua una finalità di pubblico interesse.

Estratto: «2. Col primo motivo di ricorso, deducendo violazione ed errata applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, oltre che vizio di motivazione, l'Agenzia Territoriale per la Casa della Provincia di Torino afferma che nella specie sussistono i requisiti sia oggettivi che soggettivi per l'applicazione dell'esenzione di cui al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7 sia perché il C.I.T. è un consorzio tra Comuni, sia perché, secondo la legge 11/93 della Regione Piemonte, la realizzazione e gestione delle Case popolari è una funzione pubblica che spetta esclusivamente all'A.T.C., ai Comuni e ai loro consorzi, sia infine perché ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nsorziati hanno attribuito statutariamente al C.I.T. compiti di gestione nell'ambito della edilizia popolare, realizzando così il requisito della diretta e immediata destinazione a finalità istituzionali dell'ente, senza che rilevi in contrario il pagamento di un canone, perché esso è fissato dal legislatore, corrisponde a circa un quinto del canone standard di una comune abitazione ed è distinto in quattro quote, rispettivamente destinate a coprire l'ammortamento del costo convenzionale a vano, le spese generali e di amministrazione, le spese di manutenzione e quelle per i servizi (custodia, pulizia, ascensore ecc), dovendo peraltro rilevarsi che l'uso dell'alloggio avviene sulla base di una assegnazione, che è provvedimento amministrativo di natura concessoria, disposto sulla base di criteri di solidarietà sociale e non di schemi contrattuali privatistici, mentre la convenzione di locazione successiva all'assegnazione serve solo per fissare le modalità di uso dell'alloggio.La censura è infondata, anche se la motivazione della sentenza impugnata deve essere integrata nei termini che seguono.Prescindendo da ogni valutazione in ordine al carattere istituzionale, assistenziale o commerciale della attività di ges... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... alloggi di edilizia economica e popolare, è infatti sufficiente evidenziare che la concorde giurisprudenza di questo giudice di legittimità, formatasi con riguardo alla lett. a), ma soprattutto in relazione al citato art. 7, comma 1, lett. i) (lettera, quest'ultima, da ritenersi applicabile nella specie, in quanto prevedente l'esenzione dall'imposta per gli immobili utilizzati dai soggetti di cui al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 87, comma 1, lett. c - enti pubblici e privati, diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato e non aventi per oggetto esclusivo o principale esercizio d'attività commerciali-, purché destinati esclusivamente, fra l'altro, allo "svolgimento d'attività assistenziali") esige la duplice condizione dell'utilizzazione diretta degli immobili da parte dell'ente possessore e dell'esclusiva loro destinazione ad attività peculiari che non siano produttive di reddito, con la conseguenza che tale esenzione non spetta nel caso di semplice utilizzazione indiretta, come nel caso di alloggi di edilizia residenziale pubblica concessi in locazione a privati cittadini, non assumendo alcun rilievo, ai fini dell'esenzione in esame, il fatto che l'attività di locazione di detti alloggi, avente con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onomicità, persegua una finalità di pubblico interesse (v. tra le altre Cass. n. 10827 del 2005, n. 18838 del 2006 e, da ultimo, SU n. 28160 del 2008).Peraltro, anche con riguardo alla previsione di cui alla lett. a), la giurisprudenza di questo giudice di legittimità ha affermato che l'esenzione dall'ICI prevista dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. a), per gli immobili posseduti dagli enti ivi indicati "destinati esclusivamente ai compiti istituzionali", spetta soltanto se l'immobile è direttamente e immediatamente destinato allo svolgimento di tali compiti, ipotesi che non si configura quando il bene venga utilizzato per attività di carattere privato, come avviene, in linea di massima, in tutti i casi in cui il godimento del bene stesso sia concesso a terzi verso il pagamento di un canone (v. Cass. n. 20577 del 2005).»

Sintesi: Ai fini della soggettività passiva ICI deve ritenersi «possessore» (art. 3 d. lgs. 504/1992) soltanto il proprietario o il titolare di un diritto reale di godimento sull'immobile: pertanto deve escludersi che sia soggetto passivo dell'ICI, l'assegnatario con patto di futura vendita di alloggio di edilizia residenziale pubblica, che è essendo tit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... diritto personale di godimento sull'immobile.

Estratto: «Il D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 1, comma 2, in materia di ICI stabilisce che "Presupposto dell'imposta e' il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio e' diretta l'attivita' dell'impresa". La definizione giuridica del soggetto passivo di imposta e' contenuta, invece, nel successivo art. 3, secondo cui e' tale "il proprietario di immobile.. ovvero il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie...". La lettura combinata di queste disposizioni porta a ritenere che, avendo dato la legge esclusiva rilevanza, nell'indicare chi sia soggetto al tributo, alla titolarita' di un diritto di natura reale, il significato da attribuire al termine "possesso", utilizzato ai fini della definizione del presupposto di imposta, non possa essere l'atto coincidere con la situazione di mera disponibilita' del bene, rinvenibile anche nei confronti di chi sia titolare di un diritto personale di godimento, ma si sostanzi soltanto nei confronti di situazioni giuridiche soggettive aventi carattere reale.Possessore... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ontesto normativo, e' pertanto il proprietario o il titolare di un diritto reale di godimento sull'immobile.Tanto precisato sul piano della interpretazione delle norme di riferimento, nel passare ad esaminare la fattispecie concreta puo' osservarsi che l'assegnatario dell'alloggio di edilizia residenziale pubblica, sia pure nel caso in cui l'atto di assegnazione preveda la futura vendita del bene, si trova in una situazione, in relazione all'immobile che occupa, qualificabile nell'ambito dei diritti personali di godimento ed non assimilabile ad un diritto reale.In questo senso l'orientamento costante di questa Corte, che non solo ha precisato che rassegnazione in locazione di un immobile di edilizia residenziale pubblica attribuisce al suo destinatario un mero diritto personale di godimento (Cass. n. 6588 del 2003; Cass. n. 6410 del 1984), ma altresi' che, nel caso in cui l'atto di assegnazione preveda il patto di futura vendita, il trasferimento della proprieta' si realizza non per effetto del pagamento del prezzo, ma solo laddove sia posto in essere l'atto traslativo, i quale implica il riconoscimento da parte dell'Istituto dell'esistenza dei presupposti fissali dalla normativa per l'esercizio del diritto dell'assegnatario al trasferimento e quindi l'implicita inesistenza di r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ecadenza dell'assegnatario da quel diritto (Cass. n. 9468 del 1993). L'effetto traslativo del bene in capo all'assegnatario al termine della locazione non e' quindi ne' automatico ne integra un negozio meramente riproduttivo, ma e' subordinato al formale compimento di un atto di trasferimento, a sua volta condizionato all'accertamento da parte dell'ente trasferente di tutti i presupposti richiesti dalla legge e dall'atto di assegnazione per il passaggio di proprieta' del bene.Proprio queste caratteristiche del rapporto di cui trattasi, impediscono non solo di affermare che l'assegnatario sia titolare di un diritto reale, ma altresi' di escludere - contrariamente alla tesi sostenuta dall'Amministrazione ricorrente qualsiasi assimilabilita' o vicinanza della sua posizione a quella che si rinviene nella categoria dei diritti reali. I suddetti rilievi dimostrano, inoltre, che la situazione in esame non e' nemmeno comparabile con quella del socio di cooperativa edilizia nell'intervallo tra l'assegnazione del bene e l'atto di acquisto della proprieta', nei cui confronti questa Corte ha affermato la debenza dell'ICI (Cass. n. 18294 del 2004), essendo in quest'ultimo caso rassegnazione del bene atto a carattere meramente temporaneo e strumentale, in attesa de compimento delle formalita'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....Ulteriore conferma della soluzione accolta puo' trarsi dalla lettura delle disposizioni normative concernenti altri tributi, che in modo esplicito assoggettano ad imposizione, equiparandole alla cessione di beni, le locazioni con clausola di trasferimento della proprieta' (D.P.R. n. 643 del 1972, art. 2, comma 3 in tema di Invim; D.P.R. n. 633 del 1972, art. 2, comma 2, n. 2 per l'Iva; cfr. anche D.P.R. n. 917 del 1986, art. 109, comma 2, lett. a). La circostanza che il legislatore abbia in questi casi previsto espressamente tale equiparazione, discostandosi dalle qualificazioni scaturenti dalla disciplina civilistica propria di tali atti, conferma che, in materia di ICI, tale equiparazione, in diletto di diversa previsione, non e' consentita.In conclusione, alla luce delle considerazioni che precedono, si ritiene, in adesione alla statuizione impugnata, che l'assegnatario con patto di futura vendita di alloggio di edilizia residenziale pubblica, essendo titolare di un diritto personale di godimento sull'immobile, non sia soggetto passivo dell'ici, come del resto gia' affermato da questa Corte con la sentenza n. 654 del 2005.»

Sintesi: In tema di ICI, l'esenzione riconosciuta dall'art. 7, co. 1, lett. i), d. lgs. 504/1992 non spetta agli Istituti autonom... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...se popolari, relativamente agli immobili di edilizia residenziale pubblica, che potranno invece beneficiare della riduzione d'imposta prevista dall'art. 8, co. 4. Tuttavia, per i tributi maturati a partire dal 1° gennaio 2008, potrà essere riconosciuta l'esenzione totale a norma dell'art. 1, co. 3, d.l. 93/2008 conv. in l. 126/2008.

Estratto: «Con i quattro motivi del ricorso l'IACP censura la sentenza d'appello, sotto il profilo della violazione di legge e del vizio di motivazione, per non aver ritenuto sussistente il presupposto oggettivo dell'esenzione, vale a dire la destinazione degli immobili ad attività assistenziali nel settore della casa.Il ricorso è manifestamente infondato.Costituisce infatti principio consolidato nella giurisprudenza di questa Corte quello secondo cui "in tema d'imposta comunale sugli immobili (ICI), l'esenzione riconosciuta dal D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 1, comma 1, lett. i), per gli immobili utilizzati dai soggetti di cui al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 87, comma 1, lett. c), (enti pubblici e privati, diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato e non aventi per oggetto esclusivo o principale l'esercizio d'attività commerciali), purché destinati es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e - fra l'altro - allo "svolgimento d'attività assistenziali", non spetta agli Istituti autonomi per le case popolari, relativamente agli immobili di edilizia residenziale pubblica. Da un lato, infatti, il carattere "patrimoniale" dell'imposta medesima (Corte Cost. nn. 113/1996 e 119/1999) - dovuta in misura predeterminata in relazione a fabbricati e terreni posseduti, senza alcun riferimento ad indici di produttività - esclude che l'esenzione di un'intera categoria d'immobili (quale quella in esame) possa arguirsi dalla loro pretesa destinazione "esclusiva" allo svolgimento ai attività assistenziale; dall'altro, il beneficio dell'esonero non consegue al solo fatto che l'immobile sia destinato esclusivamente ad attività assistenziale, essendo anche necessaria l'utilizzazione diretta di esso, a tal fine, da parte dell'ente possessore" (Cass. n. 8054 e n. 10827 del 2005; Cass. n. 18549 del 2003).In proposito, le sezioni unite di questa Corte hanno altresì affermato che "in tema dì ICI, non spetta agli immobili degli IACP l'esenzione prevista dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. i), che esige la duplice condizione -insussistente per questa categoria di beni - dell'utilizzazione diretta d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...li da parte dell'ente possessore e dell'esclusiva loro destinazione ad attività peculiari che non siano produttive di reddito. Gli immobili medesimi possono, invece, beneficiare della riduzione di imposta, prevista dall'art. 8, comma 4, del medesimo decreto. Per effetto, poi, della disposizione di cui al D.L. n. 93 del 2008, art. 1, comma 3, convertito con modificazioni nella L. n. 126 del 2008, gli immobili degli enti citati, per i tributi maturati a partire dal 1^ gennaio 2008, potranno godere della totale esenzione dall'imposta comunale in esame" (Cass. 26 novembre 2008, n. 28160).»

EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA --> IMPOSTA DI REGISTRO

Sintesi: I contratti di locazione di alloggi di E.R.P. sono sottoposti ad imposta di registro.

Estratto: «Nel merito, il motivo della Agenzia è fondato.Occorre premettere che... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ivo potere, il cui esercizio è possibile solo da parte di un privato.»



 
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