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Il rapporto dell'impresa appaltatrice con l'espropriazione per pubblica utilità


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titolo:SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2018
pagine: 2922 in formato A4, equivalenti a 4967 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

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SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> IMPRESA APPALTATRICE

In base al disposto dalla L. n. 2248 del 1865, art. 324, All. F, le espropriazioni potevano essere accollate all'appaltatore.

L'impresa incaricata della materiale esecuzione delle attività di espropriazione non può considerarsi controinteressata nel giudizio conseguente all'impugnazione degli atti della procedura espropriativa, salvo che gli sia stata affidata, nell'ambito di un vero e proprio rapporto concessorio, anche l'adozione dei provvedimenti gravati, esercitando direttamente funzioni pubblicistiche trasferitele dall'Amministrazione.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> IMPRESA APPALTATRICE --> MANLEVA

La clausola di capitolato con la quale l'ente committente si è impegnato a rimborsare in favore dell'impresa appaltatrice tutte le somme "inerenti alle espropriazioni, danni ed indennità accessorie", con esclusione dei soli oneri per il "completo espletamento delle procedure espropriative e per gli asservimenti", già compresi nel prezzo dell'appalto, deve intendersi comprensiva anche dei danni effetto della procedura espropriativa non conclusa legittimamente, dei quali lo stesso ente committent... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...so corresponsabile.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> IMPRESA APPALTATRICE --> TITOLARE OBBLIGAZIONE

In caso di occupazione illegittima per edilizia residenziale, risponde il comune, non l'impresa costruttrice.

Qualora la competenza a provvedere in ordine alle procedure espropriative sia stata meramente delegata quanto al suo esercizio, ne consegue che, sul piano degli effetti sostanziali, i relativi risultati sono comunque imputabili all'Amministrazione delegante, cui spetta peraltro la titolarità dell'immobile cui accede l'opera pubblica realizzata in appalto e che adotta gli atti espropriativi.

L'appalto è un contratto, perciò di natura privatistica, che intercorre tra stazione appaltante ed appaltatore, che agisce quale nudus minister del committente anche in relazione ai procedimenti espropriativi affidatigli; ne consegue che l'appaltatore non risponde degli atti della procedura compiuti necessariamente in nome e per conto del committente, né delle obbligazioni indennitarie gravanti esclusivamente su quest'ultimo, ma soltanto dei danni che abbia arrecato a terzi nell'esecuzione dell'opera, in violazione del precetto del neminem laedere posto dall'art. 2043 cod. civ..

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... il contenuto dell'incarico affidato all'impresa appaltatrice inerisca soltanto all'esecuzione della procedura espropriativa per conto del concedente, senza alcun conferimento di poteri per agire in nome proprio, non risulta ipotizzabile una concessione traslativa a rilevanza esterna, con la conseguenza che le obbligazioni derivanti dalla procedura rimangono in capo al concedente.

Nel contratto di appalto l'appaltatore agisce quale nudus minister del committente; anche in relazione ai procedimenti espropriativi affidatigli, deve limitarsi ad eseguire l'incarico tramite atti privi di rilevanza esterna, e perciò risponde non già degli atti della procedura compiuti necessariamente in nome e per conto del committente, né delle obbligazioni indennitarie gravanti esclusivamente su quest'ultimo, ma soltanto dei danni che abbia arrecato a terzi nell'esecuzione dell'opera, in violazione del precetto del neminem laedere posto dall'art. 2043 c.c..

Qualora tra le parti sia intercorso un rapporto obbligatorio analogo all'appalto, sussistono a carico della stazione appaltante, in ordine ai danni conseguenti ad illegittimità verificatesi nel corso dell'espletamento della procedura espropriativa, profili di responsabilità tant... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... in eligendo, quanto per culpa in vigilando.

Affinché l'impresa, cui è stato attribuito l'incarico di provvedere per conto dell'ente pubblico ad espletare le procedure amministrative, tecniche e finanziarie per il perfezionamento delle espropriazioni ed occupazioni temporanee, possa essere ritenuta soggetto responsabile delle obbligazione derivanti dalla procedura espropriativa, è necessario che la stessa sia abilitata ad agire in nome proprio.

Qualora, a seguito di intervenuto negozio pubblicistico traslativo di funzioni dall'ente, l'impresa appaltatrice non sia mera esecutrice delle opere, bensì delegata all'esercizio dal potare espropriativi, la stessa è la sola responsabile per le obbligazioni strumentalmente preordinate alla esecuzione delle opere oggetto della concessione, restando escluso che l'obbligo cumulativo del committente possa derivare dall'applicazione della disciplina civilistica dell'accollo, seppur richiamato, ma senza specifico collegamento all'istituto civilistico di cui all'art. 1273 c.c.,dall'art. 324 L. 20 marzo 1865 n. 2248, all. F.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> IMPRESA APPALTATRICE --> TITOLARE OBBLIGAZIONE --> INDENNITARIA

L'istituto della ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...appaltatore al compimento sia delle opere sia delle espropriazioni necessarie, previsto fin dalla L. n. 2248 del 1865, art. 324, All. F. sui lavori pubblici e recepito da numerose leggi speciali (cfr. L. n. 865 del 1971, art. 60), in tutto e per tutto assimilabile al mandato, comporta che l'appaltatore agisce in nome e per conto dell'ente espropriante, che resta conseguentemente il solo beneficiario del decreto di espropriazione; e, per converso il solo soggetto tenuto all'assolvimento dell'obbligazione indennitaria nei confronti dell'espropriato (quali che siano i rapporti interni intercorrenti con la stazione appaltante).

La mera attribuzione alla ditta esecutrice dei lavori dell'incarico di provvedere, per conto dell'ente pubblico affidante, all'espletamento delle procedure amministrative, tecniche e finanziarie per il perfezionamento delle espropriazioni ed occupazioni temporanee, non è sufficiente a configurare l'istituto della concessione traslativa nell'esercizio di funzioni pubbliche proprie del concedente e, dunque, ad escludere la legittimazione passiva di quest'ultimo nel giudizio di opposizione alla stima.

Restano irrilevanti le clausole contrattuali relative a obbligazioni indennitarie, quando non sono stati espressamente conferi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ltatore poteri espropriativi ma lo stesso abbia ricevuto solamente il mandato di svolgere tutte le procedure tecniche e finanziarie in rappresentanza e non in nome proprio e per proprio conto del delegante.

In ipotesi di contratto di appalto con il quale è attribuito alla società appaltatrice il solo compito di eseguire gli atti necessari e prodromici alla definizione della procedura ablativa, peraltro "in nome e per conto" del concedente, senza alcun trasferimento di funzioni, non può ravvisarsi una concessione traslativa e conseguente legittimazione passiva della società appaltratrice nel giudizio di opposizione alla stima.

Sussiste il difetto di legittimazione passiva della società appaltatrice nel giudizio di opposizione alla stima, qualora manchi il trasferimento alla medesima del potere di esercitare in nome proprio le funzioni oggettivamente pubbliche di competenza del concedente, inerenti la procedura ablativa, con accollo degli obblighi indennitari.

Legittimata passiva rispetto alle pretese indennitarie non è l'impresa affidataria dei lavori che risulta aver agito in nome e per conto dell'espropriante e che comunque, sulla base del capitolato speciale allegato al ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i appalto, doveva essere tenuta indenne dall'onere derivante da maggiori somme determinate in seguito a vertenze giudiziarie.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> IMPRESA APPALTATRICE --> TITOLARE OBBLIGAZIONE --> RISARCITORIA

Gli atti e le convenzioni intercorsi, anche se si concretano in assunzioni unilaterali di responsabilità, rilevano nei soli rapporti interni tra gli enti eventualmente corresponsabili, mentre dei danni causati nella materiale costruzione dell'opera pubblica, risponde solo l'appaltatore-esecutore, in quanto gli stessi non sono collegabili né all'esecuzione del progetto, né a direttive specifiche dell'amministrazione concorrente, ma a propri comportamenti materiali in violazione del precetto generale dell'art. 2043 c.c.

Se senza dubbio l'autonomia dell'appaltatore nell'organizzazione dei mezzi e nell'esecuzione dell'appalto ne comporta la responsabilità esclusiva per i danni cagionati a terzi, tuttavia non può non rilevarsi che tale principio non può essere esteso al sindacato di validità degli atti con i quali l'amministrazione appaltante, previa emanazione del decreto di occupazione d'urgenza di un suolo, lo abbia immesso nel possesso dell'immobile per l'e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ell'opera pubblica, tutte le volte in cui il terzo danneggiato non abbia esperito alcuna azione giudiziaria avverso il decreto assertivamente illegittimo, e l'appaltatore abbia, sua sponte, inizialmente sospeso i lavori - salvo poi a riprenderli in epoca successiva - a fronte delle informali rimostranze L'appaltatore va esente da responsabilità se il committente, reso edotto delle carenze e degli errori, gli abbia chiesto di dare egualmente esecuzione al progetto o abbia ribadito le indicazioni, riducendosi in tale ipotesi l'appaltatore al rango di "nudus minister".

L'annullamento, da parte del giudice amministrativo, degli atti della procedura espropriativa fa sì che l'occupazione, anche parziale, di terreni da parte della P.A. assuma le connotazioni di un illecito permanente, mentre il privato rimane proprietario dei terreni medesimi. Di questo illecito deve rispondere la pubblica amministrazione, non l'appaltatore essendo l'occupazione intervenuta non per sua iniziativa.

In ipotesi di danno procurato dalla realizzazione dell'opera (nel caso di specie durante la costruzione di un collettore fognario), trattandosi di illecito comune, il soggetto o i soggetti responsabili (e perciò tenuti al risarcimento del danno nei... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dei proprietari), non possono che essere individuati in base ai principi stabiliti da detta norma e dall'art. 2055 cod. civ.: primo fra tutti quello per cui detta responsabilità grava - sempre e comunque - anzitutto sul soggetto che ha realizzato l'opera.

Le imprese delegate anche al compimento delle espropriazioni, portando a compimento le irreversibili trasformazioni dei terreni, non possono essere dichiarate esenti da responsabilità per il fatto che l'opera sia stata ultimata in periodo di occupazione legittima perché su di esse ricade l'onere di armonizzare attività materiale e attività amministrativa, facendo sì che il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e che quindi la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità, altrimenti essa degrada in illecito, di cui il soggetto, delegato anche alla cura dell'espropriazione, non può non rispondere per il suo colpevole comportamento omissivo.

Non è imputabile alcuna responsabilità per l'omessa emanazione, nei tempi previsti dalla legge, del decreto di esproprio definitivo, alla società appaltatrice delegata anche al compimento degli atti della procedura ablativa, qualora l'Amministra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tante abbia disposto la rescissione del relativo contratto, con conseguente restituzione dei beni in favore dell'Ente espropriante, con congruo anticipo rispetto alla scadenza dei termini di occupazione.

Anche nell'appalto di opera pubblica trovano applicazione i principi generali sulla responsabilità dell'appaltatore, che vedono costui, di regola, unico responsabile dei danni cagionati a terzi nell'esecuzione dell'opera; a questa responsabilità potrà aggiungersi quella dell'amministrazione committente solo qualora il fatto dannoso sia stato cagionato in esecuzione del progetto o di direttive impartite dall'amministrazione stessa, mentre una responsabilità esclusiva di quest'ultima è configurabile solo allorquando essa abbia rigidamente vincolato l'attività dell'appaltatore, così da neutralizzarne completamente la libertà di decisione.

Qualora il progetto sia stato predisposto dalla società appaltatrice e alla stessa siano stati conferiti anche i poteri espropriativi, non ricorrono i presupposti per escludere la responsabilità dell'appaltatore nei confronti del terzo, danneggiato dalla sua condotta.

Nel caso di occupazione divenuta illegittima per scadenza dei ter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ste la responsabilità dell'Amministrazione per non aver provveduto tempestivamente all'emanazione dei provvedimenti di proroga dei termini previsti per l'espropriazione e di occupazione d'urgenza e della ditta appaltatrice per non aver questa contemplato negli elaborati progettuali l'esistenza delle strutture insistenti sull'immobile da occupare, nonostante i vincoli assunti in sede di partecipazione alla gara, qualora tale carenza progettuale abbia contribuito a rallentare l'esecuzione dei lavori.

L'impresa obbligata col contratto di appalto anche per quanto riguarda le pratiche di occupazione dei terreni e per le espropriazioni degli stessi e per il pagamento delle relative indennità ai proprietari, risponde in solido del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento.

Dei danni subiti dal privato per effetto dell'intervenuto fenomeno dell'accessione invertita, risponde solo ed esclusivamente l'ente divenuto proprietario del bene e non anche l'impresa a carico della quale non è mosso alcun rilievo in ordine alla non corretta esecuzione delle opere appaltate.

In ipotesi di occupazione sine titulo legittimati passivi e responsabili della condotta usurpativa illecita ai sensi dell'art. 2043 c.c. risul... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ido sia l'Ente committente divenuto di fatto proprietario dell'area che l'appaltatore dell'opera che sia incaricato anche delle procedure di occupazione ed espropriazione delle aree interessate dall'opera pubblica.

In ipotesi in cui l'impresa appaltatrice si sia, in data antecedente al decreto di occupazione, materialmente impossessata senza titolo di terreno di proprietà privata, dei conseguenti danni risponde esclusivamente l'impresa medesima; ciò in quanto il comportamento tenuto costituisce un' iniziativa autonoma, priva di ogni supporto di idonei atti autorizzativi o anche di manifestazioni di mera acquiescenza dell'Autorità amministrativa.

Solo a decorrere dalla data di formale immissione in possesso, che segna il momento dell'effettiva possibilità di regolare avvio delle opere previste per l'esecuzione dell'appalto, consegue la possibilità di esercizio dei poteri di vigilanza e di controllo da parte della stazione appaltante. Dei comportamenti illeciti posti in essere dall'impresa appaltatrice prima di tale momento, risponde pertanto unicamente quest'ultima.

L'accollo delle espropriazioni all'appaltatore ex art. 324 della L. 20/3/1865 n. 2248 non fa venir meno la responsabilità dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cui interesse l'accollo è disposto.

All'impresa esecutrice dei lavori, in assenza di conferimento degli oneri inerenti alla procedura ablativa con delega dei relativi poteri, non può essere imputato il mancato completamento dell'iter espropriativo; ne conseguente che la stessa non può essere ritenuta responsabile del conseguente danno, salva l'eventuale rivalsa dell'Amministrazione nel caso di violazione degli obblighi assunti dalla ditta.

Il fatto che l'impresa appaltatrice, variando il tracciato dell'arteria stradale, abbia utilizzato un terreno non ricompreso nell'originario piano di esproprio, non toglie che il sedime, per effetto dell'incorporazione nella strada, sia divenuto di proprietà del Comune per accessione invertita, con la contestuale insorgenza a carico di quest'ultimo dell'obbligazione indennitaria nei confronti del titolare del bene, qualora l'Ente stesso abbia approvato il nuovo tracciato stradale, accettandone l'esecuzione non puntuale.

Sussiste la legittimazione passiva, nel giudizio di risarcimento per intervenuta occupazione illegittima, dell' impresa appaltatrice qualora la stessa non sia meramente incaricata dell'attuazione dell'intervento ma risulti beneficiario dello stesso in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egnataria dell'area (nel caso di specie inclusa in piano ASI) e come tale obbligata alla corresponsione del risarcimento ai proprietari espropriandi.

Corresponsabile del danno da occupazione appropriativa è l'impresa appaltatrice per la mancata, oggettiva, emanazione del decreto di esproprio, ove siano state ad essa trasferite le potestà relative al procedimento ablatorio, permanendo in tal caso la responsabilità dell'ente committente per il mancato esercizio dei poteri di vigilanza.

L'impresa appaltatrice chiamata a realizzare l'opera pubblica in nome e per conto dell'ente destinatario dell'opera stessa, non risponde dei danni subiti dal proprietario dell'area occupata, soltanto nell'ipotesi di ultimazione dell'opera entro il termine di occupazione legittima, mentre risponde in solido con il destinatario del decreto di occupazione (nonché beneficiario "dell'opus"), se l'attività di costruzione si sia protratta anche dopo la scadenza del predetto termine.

In ipotesi di intervenuta occupazione appropriativa, nella responsabilità del danno conseguente non può coinvolgersi l'impresa esecutrice dell'opera pubblica, salvo che a questa non siano addebitabili dolo o colpa nell'e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ei lavori; in tal caso, l'Amministrazione può rivalersi, in sede civile, nei suoi confronti.

Una responsabilità esclusiva dell'impresa esecutrice è ravvisabile solo nel caso di delegazione amministrativa intersoggettiva cosiddetta propria.

Il fatto che il Capitolato speciale dell'Appalto abbia posto a carico dell'appaltatore tutti gli oneri ed incombenze occorrenti per l'espletamento delle pratiche per l'acquisizione delle aree, e tutto quanto occorre fino alla completa definizione di tutte le espropriazioni, non comporta una qualche forma di delegazione delle attribuzioni amministrative in materia di esproprio e conseguente legittimazione passiva all'azione risarcitoria.

L'impresa che abbia assunto contrattualmente esclusivamente il compito di realizzare le opere e di porre in essere le operazioni istruttorie necessarie per la conclusione del procedimento espropriativo, non può essere ritenuta competente ad emanare il decreto di esproprio, che rimane di competenza dell'Autorità (nel caso di specie Prefetto). La medesima impresa non può pertanto essere ritenuta responsabile dell'intervenuta occupazione illegittima conseguente alla mancata emanazione del provvedimento ablatorio.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...Nel caso in cui l'attività di costruzione dell'opera si sia protratta anche dopo la scadenza del decreto di occupazione d'urgenza, sussiste un regime di responsabilità solidale tra l'impresa appaltatrice, chiamata a realizzare l'opera pubblica in nome e per conto dell'ente beneficiario dell'opera stessa, e quest'ultimo.

Nel caso di affidamento all'impresa appaltatrice, mediante apposita convenzione, delle procedure espropriative e delle occupazioni temporanee e d'urgenza, in rappresentanza del concedente con spendita del nome, deve ritenersi non sussistente una concessione traslativa bensì una delega al compimento di determinati atti e quindi sussistente in capo al concedente il potere di esercitare tutti i controlli sulle procedure espropriative; va pertanto esclusa l'estraneità dell'ente delegante alle procedure medesime con conseguente sua responsabilità in caso di deviazione del procedimento dallo schema legale.

Un atto convenzionale stipulato tra ente appaltante ed impresa esecutrice dei lavori, contenente la delega a quest'ultima al compimento della procedura espropriativa, ha valore di contratto tra le parti e giova nei rapporti interni a distribuire obblighi e responsabilità, ma non è oppo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...erzi; nei confronti di questi ultimi, nel caso di danni conseguenti all'intervenuta occupazione acquisitiva, i soggetti responsabili vanno individuati secondo i principi generali in materia di responsabilità extracontrattuale, per cui rispondono i soggetti che hanno concorso alla produzione dell'illecito.

Del danno prodotto a terzi causa l'intervenuta occupazione acquisitiva, per essere stato il decreto di esproprio emanato dopo il termine di efficacia della PU, deve ravvisarsi un'esclusiva responsabilità dell'amministrazione appaltante, con esclusione dell'impresa esecutrice dei lavori, seppur delegata al compimento delle procedure espropriative; ciò in quanto l'illecito è dipeso non già dalla materiale esecuzione dei lavori, bensì dall'emanazione tardiva del decreto di espropriazione, sulla cui tempestiva emanazione l'amministrazione appaltante, quale esclusiva beneficiaria del provvedimento, ha il potere/dovere di vigilare.

Per il risarcimento dei danni conseguenti ad occupazione acquisitiva, determinata dalla mancata tempestiva emanazione del provvedimento ablatorio, va affermata, accanto alla responsabilità dell'impresa appaltatrice con mandato a svolgere tutte le operazioni connesse alle pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...opriative e di occupazione d'urgenza, la corresponsabilità dell'ente committente, qualora questo abbia omesso di esercitare i poteri previsti in capitolato concernenti la ingerenza e vigilanza sull'impresa, cui poteva ordinare l'immediata regolarizzazione delle procedure ablative eseguite in forme non corrette.

La p.a. nel cui nome e conto si svolge la procedura espropriativa affidata all'impresa appaltatrice dei lavori conserva un potere/dovere di controllo e di stimolo, il cui mancato esercizio, con omessa tempestiva conclusione della procedura, è fonte di corresponsabilità con l'impresa delegata.

L'impresa appaltatrice risponde in solido con il destinatario del decreto di occupazione dei danni subiti dal proprietario dell'area occupata soltanto nell'ipotesi che l'attività di costruzione si sia protratta anche dopo la scadenza del termine di efficacia dell'anzidetto decreto con irreversibile trasformazione del fondo.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> IMPRESA APPALTATRICE --> TITOLARE OBBLIGAZIONE --> RISARCITORIA --> CORRESPONSABILITÀ

La condotta attiva od omissiva, l'elemento psicologico della colpa, il danno, il nesso di causalità tra condotta e pregiudi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tutti gli elementi della responsabilità aquiliana, sono da imputarsi al soggetto che ha materialmente appreso il bene ed eseguito su di esso l'opera nonostante l'illegittimità dell'occupazione di cui sia consapevole, e non è possibile trasferire la responsabilità dell'illegittima vicenda ablatoria in capo all'ente beneficiario o destinatario dell'opera pubblica inglobante quel fondo, ovvero a quello che per legge o per atto amministrativo ne diviene proprietario.

Chi, sia delegato ovvero concessionario o semplice appaltatore L. n. 2248 del 1848, ex art. 324, all. F, ha posto in essere le attività materiali, di apprensione dei bene e di esecuzione dell'opera pubblica di pertinenza di altro Ente cui è conseguito il mutamento del regime di appartenenza del bene, deve rispondere dell'illecito ed a prescindere dalla questione dei rapporti interni con il diverso Ente, non potendo la corresponsabilità di quest'ultimo valere ad eliminare o ad escludere la responsabilità dell'appaltatore nei confronti del proprietario dell'immobile appreso ed irreversibilmente trasformato in assenza del decreto ablativo.

Costituisce principio a più riprese affermato dalla giurisprudenza quello per cui sussiste... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...abilità solidale dell'ente espropriante - appaltante e dell'appaltatore ogni quale volta entrambi abbiano concorso a determinare l'evento dannoso ed anche alla luce delle vigenti prescrizioni normative va ribadita la permanente vigenza del principio secondo il quale anche laddove ci si trovi al cospetto dell'utilizzo dell'istituto della delega, l'amministrazione è responsabile dell'operato del delegato. Né l'appaltatore delegato può ancorarsi alla "provvisoria vigenza" e non ancora affermata illegittimità degli atti della procedura espropriativa per andare esente da responsabilità, essendo comune onere di diligenza una puntuale verifica preventiva.

Poiché di regola nell'esecuzione dei lavori appaltati opera in autonomia, con propria organizzazione ed apprestando i relativi mezzi, anche in ipotesi di opera pubblica, l'appaltatore è esclusivo responsabile dei danni cagionati a terzi nell'esecuzione dell'opera. E'invece salva (a parte l'ipotesi di una culpa in eligendo), l'esclusiva responsabilità del committente laddove questi si sia ingerito nei lavori con direttive vincolanti, che abbiano ridotto l'appaltatore al rango di nudus minister; ovvero la corresponsabilità del medesimo, qualora si sia i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... direttive che abbiano solamente ridotto l'autonomia dell'appaltatore.

E' autonomamente ipotizzabile una corresponsabilità del committente per i danni prodotti nel corso dei lavori appaltati a terzi. Difatti, a differenza che nell'appalto privato, gli specifici poteri di autorizzazione, controllo ed ingerenza della P.A. nella esecuzione dei lavori, con la facoltà, a mezzo del direttore, di disporre varianti e di sospendere i lavori stessi, ove potenzialmente dannosi per i terzi, escludono ogni esenzione da responsabilità per l'ente committente.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> IMPRESA APPALTATRICE --> TITOLARE OBBLIGAZIONE --> RISARCITORIA --> DANNI DA CANTIERE

E' l'appaltatore a dover rispondere dei danni provocati a terzi a causa delle modalità di esecuzione delle opere appaltate da lui prescelte.

L'appaltatore conserva margini di autonomia, per cui di regola, è da considerarsi unico responsabile dei danni cagionati ai terzi nel corso dei lavori; sussiste, tuttavia, la responsabilità concorrente e solidale dell'amministrazione committente solo qualora il fatto dannoso sia stato posto in essere in esecuzione del progetto o di direttive impartite dall'amministrazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ente, mentre una responsabilità esclusiva di quest'ultima resta configurabile solo allorquando essa abbia rigidamente vincolato l'attività dell'appaltatore, così da neutralizzare completamente la sua libertà di decisione.

Del danno derivante dalla mera attività di cantiere (nella specie, demolizione di manufatti di protezione dell'area circostante, e conseguenti spese ulteriori a carico dei proprietari per l'assunzione di un servizio di guardia notturna), è responsabile la sola impresa appaltatrice, trattandosi di attività propria di questa; viene meno ogni ragione di solidarietà con il committente, a meno che l'appaltatore non abbia, all'uopo, eseguito, in qualità di "nudus minister", precise ed inequivoche disposizioni di quest'ultimo.

L'appaltatore di opere pubbliche è l'unico responsabile per i danni arrecati durante l'esecuzione dell'opera, non collegabili né all'esecuzione del progetto né a direttive specifiche dell'amministrazione committente, ma a propri comportamenti materiali attuati in violazione del precetto generale dell'art. 2043 c.c

L'appaltatore di opere pubbliche è di regola l'unico responsabile per i danni arrec... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... durante l'esecuzione dell'opera, anche se consti l'inerzia del direttore lavori.

Nell'appalto in generale, compreso quello di opera pubblica, l'unico responsabile dei danni cagionati a terzi nell'esecuzione dei lavori è, di regola, l'appaltatore.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> IMPRESA APPALTATRICE --> TITOLARE OBBLIGAZIONE --> RISARCITORIA --> DOPO LA CONSEGNA DELLE AREE

Riconsegnata l'area, l'appaltatore non può rispondere delle conseguenze ulteriori dell'illecita trasformazione, della mancata adozione da parte dell'amministrazione delegante di iniziative tese a scongiurare il protrarsi dell'illecito (oggi: adozione del provvedimento ex art. 42 bis del TU), né è in suo potere l'adozione di alcuna utile condotta idonea a scongiurare detta permanenza della situazione illecita.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> IMPRESA APPALTATRICE --> TITOLARE OBBLIGAZIONE --> RISARCITORIA --> MATERIALE DI SCAVO

Del danno conseguente ad ingombro di proprietà privata con materiale di risulta dei lavori di costruzione dell'opera pubblica va ritenuto corresponsabile l'Ente appaltante (Anas), insieme con la ditta appaltatrice, posto che i lavori sono stati eseg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la direzione dell'ente appaltante che ha continuato a mantenere l'ingombro anche dopo la fine dei lavori e l'avvenuto collaudo dell'opera.

Anche in ipotesi di applicazione dell'istituto di cui all'art. 43 del T.U., il danno conseguente alla mancata percezione da parte del proprietario del fondo degli utili di commercializzazione del materiale estratto dal fondo in conseguenza della realizzazione dell'opera pubblica non è ascrivibile alla responsabilità dell'Amministrazione che ha proceduto all'esproprio, ma ad un mero comportamento materiale dell'impresa che ha eseguito i lavori.



 
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