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I poteri espropriativi in casi di delega nell'edilizia residenziale


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titolo:SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2018
pagine: 2922 in formato A4, equivalenti a 4967 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

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SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> DELEGA --> EDILIZIA RESIDENZIALE

L'ente espropriante, che resta pur sempre "dominus" della procedura anche nella ipotesi in cui ricorra (L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 60) all'istituto della delega, è responsabile dell'operato del delegato (si tratti di un ente di una cooperativa o di un'impresa), poiché la legge dispone che l'espropriazione si svolge non soltanto "in nome e per conto" del delegante, ma anche "d'intesa" con quest'ultimo, che conserva ogni potere di controllo e di stimolo, il cui mancato esercizio è fonte di corresponsabilità con il delegato per i danni da questi materialmente arrecati, senza che assuma rilievo - qualora sia, comunque, avvenuta la radicale trasformazione del fondo in difetto di tempestiva emanazione del decreto di esproprio - la natura del negozio intercorso tra delegante e delegato.

L'ente espropriante (nella specie, il Comune) resta sempre dominus della procedura anche nelle ipotesi in cui ricorra all'istituto della delega, ex art. 60, l. n. 865/1971, e, come tale, responsabile per l'operato del delegato, conservando ogni potere di controllo e di stimolo, il cui mancato esercizio è fonte di responsabilit&agra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che assuma rilevo la natura del negozio intercorso tra delegante e delegato.

Ai fini dell'individuazione del soggetto obbligato alla restituzione del bene interessato dalla realizzazione di un programma costruttivo peep ed al risarcimento del danno derivante da illegittima occupazione, la delega al compimento delle operazioni espropriative delle aree ai fini della realizzazione delle opere di urbanizzazione — svolgendosi la procedura non solo in nome e per conto, ma anche d'intesa con il delegante — non priva entrambi i soggetti della legittimazione passiva.

L'ente espropriante resta sempre dominus della procedura anche nelle ipotesi in cui ricorra all'istituto della delega, ex art. 60, l. n. 865/1971, e, come tale, responsabile per l'operato del delegato, conservando ogni potere di controllo e di stimolo, il cui mancato esercizio è fonte di corresponsabilità, senza che assuma rilevo la natura del negozio intercorso tra delegante e delegato. Tale ente pertanto è legittimato passivo nell'azione risarcitoria promossa dai proprietari dei beni illegittimamente occupati.

Nel caso di espropriazione disposta per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, obbligato al pagamento dell'indenni... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egrave; il Comune, che è, dunque, obbligato alla corresponsione del conguaglio della cessione volontaria, quale beneficiario delle aree espropriate e parte del contratto di cessione; non assume rilevanza la circostanza che, per effetto della convenzione L. n. 865 del 1971, ex art. 35, l'onere economico deve gravare sullo IACP quale spesa di acquisizione dell'area espropriata, essendo il relativo titolo (convenzione) diverso da quello (cessione volontaria equivalente all'espropriazione) fatto valere con la domanda principale.

L'Ente espropriante resta dominus della procedura ablativa anche quando ricorra all'istituto della delega (L. n. 865 del 1971, art. 60), e, poiché la legge dispone che l'espropriazione si svolge non soltanto "in nome e per conto" del delegante ma anche "d'intesa" con quest'ultimo, lo stesso resta responsabile dell'operato del delegato (si tratti di un ente, di una cooperativa o di un'impresa). L'espropriante conserva, infatti, ogni potere di controllo e di stimolo, in riferimento all'osservanza della procedura espropriativa secondo i parametri propri, soprattutto temporali, ed il mancato esercizio di detto potere è fonte di corresponsabilità con il delegato per i danni da questi arrecati con le... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; materiali di apprensione del bene e di esecuzione dell'opera pubblica.

Nell'ipotesi di procedimento espropriativo condotto mediante delega ex lege n. 865 del 1971, artt. 35 e 60, l'illecito in cui consiste l'occupazione appropriativa, è ascrivibile anzitutto al soggetto che ne sia stato autore materiale. Il delegato resta dunque responsabile dei danni subiti dal privato, anche se la pronuncia del decreto ablativo sia mancata o ritardata per omissione o inerzia di altri, in quanto nel comportamento di chi conserva l'occupazione dell'immobile senza titolo (o persevera nell'esecuzione dell'opera) pur essendo a conoscenza della prospettata illegittimità dell'occupazione, possono individuarsi tutti gli elementi della responsabilità aquiliana.

Per i danni cagionati all'espropriato per occupazione illegittima, si configura la responsabilità del soggetto titolare della procedura espropriativa; tale è il comune che abbia affidato alle società cooperative, in virtù delle convenzioni con esse stipulate, la realizzazione delle opere di edilizia economica e popolare, in quanto titolari del diritto di superficie, ma sia rimasto titolare dell'iter amministrativo volto all'acquisizione della proprietà d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...procedendo esso stesso allo svolgimento delle procedure espropriative.

Del comportamento illecito consistente nella radicale trasformazione del fondo in difetto di tempestiva emanazione del decreto di esproprio devono rispondere in via solidale il Comune delegante e le cooperative delegate; ciò in quanto l'ente espropriante (nella specie, il Comune), che resta pur sempre "dominus" della procedura anche nella ipotesi in cui ricorra (art. 60 legge 22 ottobre 1971 n. 865) all'istituto della delega, è responsabile dell'operato del delegato (si tratti di un ente, di una cooperativa o di un'impresa) poiché la legge dispone che l'espropriazione si svolge non soltanto "in nome e per conto" del delegante, ma anche "d'intesa" con quest'ultimo, che conserva ogni potere di controllo e di stimolo.

In tema di espropriazione di aree da destinare ad edilizia economica e popolare sussiste la corresponsabilità dell'ente delegante e dell'ente delegato, essa svolgendosi nell'interesse di entrambi, integrando l'occupazione appropriativa un fatto illecito imputabile al delegato alla conduzione della procedura, persino quando l'opera risulti ultimata nel periodo di occupazione legittima, ricadendo su di esso l'oner... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rsi affinché il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità.

Qualora un Comune disponga l'occupazione di un terreno per la realizzazione di interventi di edilizia agevolata affidati ad una cooperativa, l'illecito risultante dall'illegittima apprensione e trasformazione del fondo, in assenza o nonostante l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità o per effetto dell'annullamento della stessa, è imputabile solidalmente sia alla cooperativa che al Comune, indipendentemente dall'individuazione del beneficiario della procedura espropriativa.

Qualora tra le parti (nel caso di specie Comune Aterp) sia intercorso solo un rapporto di delega L. 22 ottobre 1971, n. 865, ex art. 60, deve escludersi che si sia in presenza di una concessione traslativa, con la conseguenza che resta unico obbligato al pagamento dell'indennità di occupazione legittima il comune, beneficiario formale e sostanziale dell'espropriazione, perché destinato ad acquisire la proprietà esclusiva del bene immobile.

Il Comune espropriante resta dominus della procedura anche nell'ipotesi in cui ricorra all'istituto della delega L. 22 ot... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... n. 865, ex art. 60 e dunque responsabile dell'operato del delegato; la legge dispone che l'espropriazione si svolge non soltanto "in nome e per conto" del delegante, ma anche "d'intesa" con quest'ultimo, che conserva ogni potere di controllo e di stimolo, il cui mancato esercizio è dunque fonte di corresponsabilità con il delegato per i danni da questo materialmente arrecati.

Nell'ipotesi di espropriazione disposta per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, obbligato al pagamento dell'indennità resta il comune, quale beneficiario ai sensi della L. n. 865 del 1971, art. 60 delle aree espropriate, anche quando, in ottemperanza alla menzionata disposizione venga delegato altro soggetto per l'acquisizione delle aree, esaurendosi in tal caso la delega in un mero incarico a compiere in nome e per conto del comune e d'intesa con quest'ultimo gli atti necessari per l'adozione del provvedimento ablatorio.

Nei procedimenti di espropriazione finalizzati alla realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, la delega per il compimento degli atti espropriativi conferita al soggetto incaricato dell'attuazione del programma non esclude la configurabilità del Comune quale benefici... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...spropriazione; il soggetto delegato agisce in nome e per conto del Comune, sul quale grava pertanto l'obbligo di provvedere al pagamento delle indennità di espropriazione ed occupazione, con la conseguente legittimazione a resistere alla domanda di liquidazione proposta dall'espropriato, restando del tutto estraneo al giudizio il soggetto delegato, il quale non è parte del rapporto espropriativo.

Allorché il concessionario riceve delega a porre in essere gli atti della procedura espropriativa nei casi di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 35, esso è l'autore materiale dell'illecito, che trasforma le aree occupate e concorre con l'ente locale, anche in rapporto alla tardiva legittima acquisizione delle aree occupate, potendo acquisirle con atto "nel nome e per conto dei comuni e d'intesa con questi ultimi"(L. n. 865 del 1971, art. 60).

La legittimazione attiva e passiva nel giudizio di opposizione alla stima spetta alle parti del rapporto espropriativo, ossia all'espropriato e all'espropriante, da identificare nel soggetto in favore del quale è pronunciato il decreto di esproprio, dunque, in caso di espropriazione per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica ai sensi della L. n. 865 ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l comune, non la cooperativa edilizia che procede alla costruzione sui terreni cedutile dal comune, e ciò anche nel caso in cui sia stata la stessa cooperativa a promuovere gli atti espropriativi.

In tema di espropriazione di suoli per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, ai sensi della L. n. 865 del 1971, beneficiario dell'espropriazione è il Comune, in favore del quale l'espropriazione è pronunciata, sicché è il Comune stesso ad essere obbligato al pagamento dell'indennità di espropriazione e di occupazione, anche quando gli atti espropriativi vengano delegati e l'occupazione delle aree sia attuata dagli istituti e dalle cooperative, a norma degli artt. 35 e 60 della predetta legge. Pertanto, nel giudizio di opposizione alla stima proposta dall'espropriato, la legittimazione passiva spetta al Comune.

Va affermata l'esclusiva legittimazione del Comune a fronte di una domanda di pagamento dell'indennità per espropriazioni dei quali il Comune sia il destinatario del decreto ed anche in presenza di delega L. n. 865 del 1971, ex artt. 35 e 60.

Qualora l'amministrazione espropriante avvalendosi dello schema di cui alla L. n. 865 del 1971, artt. 35 e 60, affidi ad... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...etto, anche mediante una concessione, la realizzazione di un'opera pubblica, e gli deleghi nello stesso tempo gli oneri concernenti la procedura ablatoria, l'illecito in cui consiste l'occupazione appropriativa, per cui, a causa della trasformazione irreversibile del suolo in mancanza del decreto di esproprio, si verifica comunque la perdita della proprietà a danno del privato (L. n. 458 del 1988, art. 3), è ascrivibile anzitutto al soggetto che ne sia stato autore materiale (artt. 40 e 41 cod. pen.), senza possedere un titolo autorizzativo.

Ove agli enti ed istituti indicati dall'art. 35 L. n. 865/71, sia stato delegato soltanto il compimento dell'opera, ne può essere affermata la responsabilità nell'illegittima vicenda ablativa soltanto se l'irreversibile trasformazione dell'immobile si sia verificata in pendenza di occupazione illegittima (o perché tale originariamente o perché tale divenuta per decorso del termine); nell'ipotesi, invece, in cui quest'ultima unitamente alla realizzazione dell'opera siano compiute durante il periodo in cui ne è consentita l'occupazione, non appare possibile configurare, a carico del delegato neppure una situazione di corresponsabilità posto che la delega si esaurisce, per i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el suo oggetto, con l'ultimazione dell'opera, senza altri doveri per costui.

In materia di edilizia economica e popolare, in caso di mancata emanazione nei termini del provvedimento ablatorio, allorché vi sia la delega al compimento dell'espropriazione al concessionario e non della sola realizzazione delle opere, il fatto che l'edificio sia stato realizzato dal delegato nei termini dell'occupazione legittima non esonera lo stesso dalla responsabilità, ricadendo su di lui l'onere di attivarsi per far sì che il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente.

In materia di edilizia economica e popolare, l'espropriazione si svolge non solo in nome e per conto del Comune, ma anche d'intesa con questo, ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 60 per cui l'ente non si spoglia con la delega delle responsabilità dello svolgimento della procedura espropriativa, conservando un potere di controllo e di stimolo il cui mancato o insufficiente esercizio è ragione di corresponsabilità. Legittimati passivi del risarcimento del danno da occupazione appropriativa sono pertanto entrambi i soggetti.

In materia di edilizia economica e popolare, dell'indennità di occupazione legittima deve rispo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lo Comune, quale ente espropriante, tenuto a reintegrare i proprietari anche per le occupazioni preordinate all'esproprio.

Qualora l'amministrazione avvalendosi dello schema di cui agli art. 35 e 60 L. n. 865 del 1971 affidi ad soggetto attuatore la realizzazione dell'intervento, e nello stesso tempo gli deleghi gli oneri concernenti la procedura ablatoria, l'illecito in cui consiste l'occupazione appropriativa, comportante la perdita della proprietà del privato, deve ritenersi ascrivibile anzitutto al soggetto che ne è l'autore materiale ed il beneficiario dell'illecito.

Nel campo dell'edilizia convenzionata, il soggetto attuatore, che costruisce ed assegna gli alloggi ai proprio soci, è in concreto il beneficiario immediato dell'intervento per cui deve ritenersi che, con il trasferimento di funzioni conseguenti al conferimento del mandato, vengano trasferite anche le responsabilità relative allo svolgimento di una procedura espropriativa, che avviene a suo autonomo ministero e nel suo esclusivo interesse.

Nel campo dell'edilizia convenzionata, vengono meno le ragioni logiche e giuridiche su cui è fondato l'art. 2049 c.c., vale a dire l'utilità per il committente e la mancanza di autonomia e ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... per il delegato, per cui, di conseguenza, la responsabilità oggettiva non può applicarsi alla delegazione di funzioni amministrative in suddetta materia.

Secondo le regole generali del "neminem ledere", la dimostrazione della sussistenza delle circostanze che comportino la deroga al principio della responsabilità del solo esecutore dell'intervento operante nel campo dell'edilizia convenzionata, deve far carico al danneggiato.

Del danno conseguente all'intervenuta occupazione illegittima per mancata conclusione del procedimento risponde anche il Comune delegante qualora lo stesso, in caso di inerzia da parte della Cooperativa delegata ex art. 60 L .n. 865/71, non abbia esercitato il potere di revoca della delega, rendendosi così corresponsabile dell'illecito.

Ai sensi dell'art. 60 L. n. 865/1971 gli Enti e le Cooperative edilizie, delegati dal Comune all'espropriazione delle aree, acquisiscono direttamente tali aree, ma "in nome e per conto dei Comuni, di intesa con questi ultimi"; in ordine alla domanda di risarcimento del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento sussiste pertanto responsabilità solidale.

In caso di occupazione appropriativa verificatasi nell'amb... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rocedimento di espropriazione finalizzato alla realizzazione di alloggi popolari, la delega conferita all'Iacp per il compimento degli atti espropriativi non esclude la configurabilità di una concorrente responsabilità del Comune, ove quest'ultimo, in qualità di beneficiario dell'espropriazione e soggetto competente a conseguire il decreto di esproprio, abbia omesso ogni controllo sulla procedura ablatoria, soprattutto in riferimento ai parametri temporali di svolgimento della stessa ed al conseguimento di atti espropriativi esenti da vizi.

L'esistenza della delega ex L. n. 865 del 1971, art. 60 per gli atti procedurali non spoglia il Comune delle responsabilità relative al procedimento secondo i suoi parametri temporali, conservando quest'ultimo poteri di controllo e di stimolo sull'operato del delegato; anche il mancato o insufficiente esercizio di tale potere è fonte di responsabilità.

Del danno conseguente ad illegittima ed irreversibile trasformazione dell'immobile privato, va affermata la corresponsabilità del Comune che abbia omesso ogni controllo sulla procedura espropriativa e conseguito tanto il decreto di occupazione, quanto quelli di espropriazione affetti da vizi causativi dell'annull... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arte del giudice amministrativo; ciò in quanto, malgrado il mandato conferito allo IACP, la L. n. 865 del 1971, art. 60 non lo esenta delle responsabilità relative allo svolgimento della procedura espropriativa secondo i suoi parametri soprattutto temporali.

Del risarcimento del danno conseguente ad intervenuta irreversibile trasformazione del bene risponde in via solidale il Comune delegante che ha mantenuto durante tutta la procedura i poteri di controllo e stimolo nell'espletamento delle relative operazioni del procedimento espropriativo e l'ATER delegato, ai sensi dell'art. 60 L. n. 865/1971, a procedere in nome e per conto del Comune stesso.

Ai fini dell'individuazione del soggetto obbligato al risarcimento del danno derivante da occupazione appropriativa, la delega al compimento delle operazioni espropriative delle aree per la costruzione di alloggi di edilizia economica e popolare – svolgendosi la procedura non solo in nome e per conto, ma anche d'intesa con il delegante – non priva quest'ultimo, pur sempre tenuto a promuovere correttamente la procedura ablatoria, dei propri poteri di controllo e di stimolo dell'attività del delegato, il cui mancato o insufficiente esercizio vale a rendere il delegante c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ile dell'illecito.

L'ente territoriale, beneficiario dell'esproprio, è l'unico soggetto obbligato alla restituzione del suolo in ipotesi di mancata conclusione del procedimento ed è tenuto a rispondere, in via solidale con la cooperativa delegata ex art. 35 L. n. 865/71, anche dei danni da questa causati, in virtù del potere di controllo e di stimolo che gli competevano nei riguardi dell'azione della delegata.

Del risarcimento del danno conseguente ad intervenuta occupazione illegittima rispondono in solido dal Comune e Cooperativa delegata ex art. 60 L. n. 865/1971; ciò in quanto il Comune, nella qualità di Autorità delegante, mantiene durante tutta la procedura i poteri di controllo e stimolo nell'espletamento delle operazioni della procedura ablativa anche in relazione all'eventuale occupazione di terreni ulteriori rispetto a quelli di cui era stata autorizzata l'occupazione.

Il Comune che, nell'ambito di attuazione del piano di edilizia economica e popolare, abbia fatto ricorso all'istituto della delega a favore della cooperativa assegnataria, non si spoglia dei propri poteri pubblicistici atteso che la procedura si svolge in nome e per conto ed anche di intesa con il delegante e non... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t'ultimo titolare della pubblica potestà del potere-dovere di agire e vigilare sul legittimo svolgimento della procedura ablatoria; ne consegue che in ipotesi di occupazione illegittima il Comune è quantomeno, corresponsabile dell'illecito conseguente ad intervenuta occupazione illegittima.

La convenzione stipulata col beneficiario dell'espropriazione nell'ambito dell'attuazione di programma di edilizia residenziale pubblica, non può in alcun caso elidere la legittimazione passiva del Comune delegante nel giudizio concernente il risarcimento del danno conseguente ad intervenuta occupazione sine titulo, sol potendo aggiungere ad essa quella (solidale) di detto soggetto beneficiario.

In ipotesi di irreversibile trasformazione dei beni occupati illegittimamente, per la realizzazione di piano di zona per l'edilizia economico popolare, in conseguenza di mancata conclusione della procedura, soggetti responsabili dell'illecito devono essere considerati tanto la Cooperativa assegnataria, in quanto soggetto che ha materialmente proceduto all'occupazione ed all'attività di esecuzione delle opere quanto il soggetto pubblico delegante per conto del quale sono stati posti in essere gli atti della procedura espropriativa.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...aso di mancata emanazione del decreto di esproprio nel termine dell'occupazione temporanea legittima, sussiste la responsabilità dell'ente delegante in ordine al risarcimento dei danni da accessione invertita, qualora la delega sia stata effettuata ex L. n. 865 del 1971, art. 60; ciò in quanto l'ente delegante, avvenendo l'espropriazione in suo nome e per suo conto, mantiene, nonostante la delega, un potere di controllo e di stimolo nell'espletamento delle operazioni della procedura ablativa.

L'accertamento della responsabilità nei confronti del privato proprietario, anche in caso di applicazione della L. n. 865 del 1971, art. 35, è autonomo rispetto all'accertamento nei rapporti interni tra ente espropriante e istituto delegato, ai fini della distribuzione del relativo onere risarcitorio, che postula di regola l'esame del contenuto della convenzione stipulata tra le parti.

In ipotesi di occupazione d'urgenza di suoli finalizzata all'espropriazione per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, in cui beneficiario sostanziale dell'espropriazione è l'ente territoriale, quest'ultimo resta obbligato a corrispondere l'indennità di occupazione temporanea anche se, ai sensi della L. n. 865 d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t. 60, altro ente sia delegato a procedere direttamente in nome e per conto del Comune all'acquisizione delle aree necessarie per la costruzione degli alloggi, posto che, in tal caso, l'attività del delegato è pur sempre riferibile al medesimo delegante.

In caso di responsabilità risarcitoria per l'occupazione di suoli finalizzata all'espropriazione per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica divenuta illegittima, il perdurare della detenzione del terreno in assenza di un titolo costituisce un fatto illecito ascrivibile anzitutto al soggetto che ne sia autore materiale; ciò in quanto è decisiva per configurarne la responsabilità, la perdurante sottrazione ed il conseguente godimento illecito del bene senza aver tempestivamente conseguito (malgrado la delega al compimento degli atti della procedura ablativa) un titolo.

In ipotesi in cui l'occupazione di suoli finalizzata all'espropriazione per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica divenga illegittima, accanto alla responsabilità del delegato può sussistere una corresponsabilità solidale dell'Ente delegante, il quale, con il conferimento del mandato, non si spoglia delle responsabilit&ag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ive allo svolgimento della procedura espropriativa e conserva, quindi, l'obbligo di sorvegliarne il corretto svolgimento; ciò anche in quanto la procedura si svolge non solo in nome e per conto di detta amministrazione, ma altresì d'intesa con essa.

In ipotesi di espropriazione di suoli per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, ai sensi della L. n. 865/1971, unico obbligato al pagamento delle indennità di espropriazione e di occupazione, nonché, di conseguenza, unico legittimato passivo nel giudizio di opposizione alla stima è il Comune; ciò in quanto i soggetti delegati ex art. 35 e 60, svolgono la procedura ablatoria e provvedono, in particolare, alla diretta acquisizione delle aree stesse "in nome e per conto dei Comuni" (enti esproprianti) a cui vantaggio è pronunciato il decreto di esproprio.

In caso di delega ex L. n. 865/71 art. 60, l'ente pubblico territoriale resta obbligato alla vigilanza ed al controllo della regolarità della procedura espropriativa; ciò in quanto questa si svolge non solo in nome e per conto dell'amministrazione delegante, ma altresì d'intesa con essa. Il Comune delegante è pertanto corresponsabile ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enuta trasformazione irreversibile di un fondo, in assenza di un valido decreto di espropriazione.

In ipotesi di delega ex L. n. 865 del 1971, artt. 35 e 60, ad istituto autonomo per le case popolari o a cooperativa, al compimento dell'espropriazione "in nome e per conto" del comune, l'ente delegato è responsabile dell'illegittima espropriazione conseguente alla mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio; ciò in quanto è sul delegato che ricade l'onere di attivarsi per far sì che il decreto suddetto intervenga tempestivamente e che la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità.

In ipotesi di delega ex L. n. 865 del 1971, artt. 35 e 60, accanto alla responsabilità del delegato per l'illegittima espropriazione derivante dalla mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio, sussiste una corresponsabilità dell'ente delegante, in quanto l'espropriazione si svolge non solo "in nome e per conto" del Comune, ma d'"intesa" con questo; è da ritenere pertanto che tale ente non si spogli, con la delega, della responsabilità relativa allo svolgimento della procedura, ma conservi un potere di controllo e di stimolo.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el caso di delega effettuata ai sensi della L. n. 865 del 1971, artt. 35 e 60, l'illecito in cui consiste l'occupazione appropriativa è ascrivibile anzitutto al soggetto che ne sia stato autore materiale, a nulla rilevando l'invalidità dei provvedimenti emessi dell'ente delegante nell'esercizio dei poteri conservati per lo svolgimento della procedura ablatoria; è infatti decisiva, per configurarne comunque la responsabilità nei confronti del proprietario, la definitiva illecita sottrazione del suo bene da parte del delegato.

Con riferimento alla realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, la speciale facoltà concessa dalla legge ai comuni di delegare l'esercizio di funzioni pubblicistiche di propria titolarità a soggetti diversi, anche privati, come le cooperative edilizie, non può che svolgersi sotto il vincolo dell'osservanza di regole precise; ne consegue che, nel caso di reiterato inadempimento da parte del delegato, è corresponsabile l'amministrazione che non abbia considerato, come estremo rimedio, la possibilità del ritiro della delega.

In ipotesi in cui la realizzazione di alloggi di edilizia economica e popolare sia avvenuta in situazione di illegittimit&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... intervenuta scadenza dell'occupazione legittima, sussiste la responsabilità concorrente del Comune, per non avere tempestivamante portato a termine la procedura espropriativa (non delegata) e per non avere restituito il fondo e dell'Ente costruttore (nel caso di specie IACP), per avere eseguito l'opera pubblica, nonostante fosse cessata l'occupazione legittima.

Ai fini dell'individuazione del soggetto obbligato al risarcimento del danno derivante da occupazione appropriativa, la delega al compimento delle operazioni espropriative delle aree per la costruzione di alloggi di edilizia economica e popolare, svolgendosi la procedura non solo in nome e per conto, ma anche d'intesa con il delegante, non priva quest'ultimo, pur sempre tenuto a promuovere correttamente la procedura ablatoria, dei propri poteri di controllo e di stimolo dell'attività del delegato, il cui mancato o insufficiente esercizio, da presumersi nel caso di mancata adozione nei termini del decreto di esproprio, vale a rendere il delegante corresponsabile dell'illecito.

Alla luce del disposto di cui agli artt. 35 e 60 della L. n. 865/1971, qualora il procedimento espropriativo si svolga regolarmente, obbligato al pagamento della relativa indennità è sol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... nel cui patrimonio indisponibile l'opera pubblica entra a far parte; in tal caso, infatti, nell'attività degli "enti ed istituti" delegati alla sua realizzazione ed al compimento della procedura espropriativa eseguita "in nome e per conto del Comune", si configura una rappresentanza in senso tecnico.

Alla luce del disposto di cui agli artt. 35 e 60 della L. n. 865/1971, qualora si verifichi il fenomeno della cosiddetta accessione invertita, va ravvisata, accanto alla responsabilità dell'autore materiale dell'illecito delegato alla cura della procedura amministrativa, anche la responsabilità del delegante Comune per l'omesso esercizio del suo dovere di controllo che il citato art. 60 gli impone, con la previsione che l'attività del delegato deve procedere "d'intesa" con il delegante.

In tema di espropriazione di aree da destinare ad edilizia economica e popolare, sussiste la corresponsabilità dell'ente delegante e dell'ente delegato in ipotesi di occupazione appropriativa; ciò in quanto quest'ultima integra un fatto illecito imputabile al delegato alla conduzione della procedura, persino quando l'opera risulti ultimata nel periodo di occupazione legittima, ricadendo su di es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di attivarsi, affinché il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità.

Nel caso in cui la delega si esaurisca in un mero incarico di compiere direttamente per il Comune e in suo nome gli atti necessari per l'adozione del provvedimento ablatorio, utilizzando lo schema dell'art. 60 della L. n. 865/71, è il concedente il soggetto attivo del rapporto espropriativo ed il solo passivamente legittimato nel relativo giudizio di opposizione alla stima.

L'obbligo del pagamento dell'indennità di espropriazione e di occupazione temporanea spetta al soggetto a cui favore ed a beneficio del quale risulta adottato il provvedimento, anche quando, a norma degli artt. 35 e 60 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, gli atti espropriativi e quelli legati all'attuazione dell'occupazione, siano stati delegati, in nome e per conto del delegante, ad istituti o a cooperative incaricati della realizzazione del relativo programma edilizio.

L'obbligo del pagamento dell'indennità di occupazione temporanea, compete al soggetto a cui favore ed a beneficio del quale risulta adottato il provvedimento, anche quando, a norma degli artt. 35 e 60 del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...5/1971, gli atti espropriativi e quelli legati all'attuazione dell'occupazione, siano stati delegati, in nome e per conto del delegante, ad istituti o a cooperative incaricati della realizzazione del relativo programma edilizio, posto che, in tal caso, l'attività dei delegati, resta pur sempre riferibile al medesimo delegante.

Nell'ipotesi di delega ad IACP ex art. art. 60 L. n. 865/71 a procedere all'acquisizione dell'area "in nome e per conto" del Comune, deve escludersi la ricorrenza di una delegazione amministrativa intersoggettiva ovvero di una concessione (traslativa), nelle quali il delegato (o il concessionario) agisce in nome proprio e in tale qualità compie materialmente l'attività espropriativa, divenendo così il solo responsabile delle obbligazioni assunte in dipendenza di essa.

In caso di espropriazione di suoli per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica ai sensi della L. n. 865/1971, beneficiario sostanziale dell'espropriazione è l'ente territoriale in favore del quale il provvedimento espropriativo viene pronunciato e che acquista l'esclusiva proprietà del bene ai sensi dell'art. 35 della citata legge; pertanto tale Ente resta unico obbligato al pagament... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ennità di espropriazione e di occupazione temporanea.

Qualora, a norma degli artt. 35 e 60 della L. n. 865/71, gli atti espropriativi vengano delegati e l'occupazione venga attuata dagli istituti o dalle cooperative, deve ritenersi che l'attività dei predetti agenti delegati si esaurisca nel compimento, in nome e per conto dell'ente territoriale, degli atti necessari a conseguire il provvedimento ablatorio, che risulta perciò riferibile all'ente stesso, con conseguente legittimazione passiva di quest'ultimo nel giudizio di opposizione alla stima promosso dall'espropriato.

La legge n. 865 del 1971 (art. 60) in materia di realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ha introdotto una nuova forma di cooperazione, in virtù della quale un soggetto è abilitato a compiere determinate attività per conto di un altro, di cui spende il nome, ed al quale, dunque, continua a competere la qualifica di espropriante.

In tema di realizzazione di programmi di edilizia economia e popolare in cui, normativamente (L. 22 ottobre 1971, n. 865, artt. 35 e 60), la procedura espropriativa si svolge in nome e per conto del Comune, titolare del potere espropriativo e d'intesa con lo stesso, lasciandogli... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vigilanza e controllo, la giurisprudenza configura la solidarietà passiva nel debito risarcitorio da occupazione appropriativa.

Anche quando gli atti necessari a conseguire il provvedimento ablatorio siano stati delegati, in nome e per conto dell'ente territoriale delegante, a istituti o cooperative incaricati dell'attuazione dei programmi di edilizia economica e polare a norma della L. 22 ottobre 1971, n. 865, artt. 35 e 60, la legittimazione passiva appartiene al soggetto a favore del quale sia stato adottato il provvedimento di espropriazione o sia stata eseguita la cessione volontaria dell'immobile

Nel caso di intervento di edilizia residenziale pubblica del risarcimento del danno conseguente alla verificata ipotesi di occupazione acquisitiva a seguito di annullamento giudiziali degli atti acquisitivi per vizio di incompetenza non risponde neppure in termini di corresponsabilità la impresa assegnataria dei terreni e delegata all'espletamento della procedura espropriativa, non avendo questa nessun ruolo in ordine alla scelta dell'organo competente alla adozione degli atti.

In tema di espropriazione di suoli per la realizzazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica ai sensi della L. n. 865 del 1971, bene... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ll'espropriazione, nonché obbligato al pagamento delle indennità sia di espropriazione che di occupazione temporanea è il Comune quale beneficiario della espropriazione medesima.

In tema di espropriazione di suoli per la realizzazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica, il Comune è l'unico beneficiario e conseguentemente il soggetto legittimato nel giudizio di opposizione alla stima anche quando gli atti espropriativi vengano delegati ad istituti o cooperative ai sensi della L. n. 865 del 1971, artt. 35 e 60.

L'obbligo del pagamento dell'indennità di espropriazione e di occupazione temporanea compete al soggetto a cui favore ed a beneficio del quale risulta adottato il provvedimento ablatorio "anche" quando, a norma della L. 22 ottobre 1971, n. 865, artt. 35 e 60, gli atti espropriativi e quelli in specie necessari a conseguire il provvedimento anzidetto, ovvero quelli legati alla stessa attuazione dell'occupazione, siano stati "delegati", ma in nome e per conto del delegante, ad istituti o a cooperative incaricati della realizzazione del relativo programma edilizio, posto che, in tal caso, l'attività dei delegati resta pur sempre riferibile al medesimo delegante.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ggetto obbligato al pagamento dell'indennità e passivamente legittimato nel giudizio di opposizione alla stima è quello a cui favore è adottato il decreto di esproprio o eseguita la cessione volontaria dell'immobile, anche quando, a norma della L. 22 ottobre 1971, n. 865, artt. 35 e 60, l'espletamento della procedura sia stato delegato, ma in nome e per conto dell'ente territoriale delegante, ad istituti o a cooperative incaricati della attuazione dei programmi di edilizia economica e popolare.

Obbligato al pagamento dell'indennità di esproprio e legittimato passivo nel giudizio di opposizione alla stima è il soggetto che diventa proprietario del bene espropriato, e non il delegatario che agisce in nome e per conto dello stesso. (Nell'edilizia economica e popolare tale soggetto è il Comune e non cooperative, imprese o IACP).

In caso di espropriazione di suoli per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica ai sensi della legge n. 865 del 1971 - essendo beneficiario sostanziale e formale dell'espropriazione il Comune in favore del quale il provvedimento espropriativo viene pronunciato - l'ente territoriale resta l'unico obbligato al pagamento delle indennità di espropriazione e di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... temporanea anche quando, a norma della stessa legge, gli atti espropriativi siano stati delegati ad un concessionario.

Nel caso di delega ex art. 35 e 60 L. n. 865/71, del risarcimento del danno conseguente ad omessa conclusione della procedura, la (cor)responsabilità dell'amministrazione comunale è collegata esclusivamente al fatto che, secondo la disciplina della legge 865/1971, l'espropriazione si svolge non solo in nome e per conto di quest'ultima, ma più pregnatamente "d'intesa" con essa e che, dunque, detto ente pubblico conserva un potere di controllo e di stimolo sullo svolgimento della procedura che ove non esercitato può assumere connotati di illiceità in merito all'iter causativo del danno.

La Legge 22.10.1971 n. 865, nel disciplinare l'acquisto delle aree necessarie alla realizzazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica, prevede un duplice procedimento a seconda che le stesse siano acquisite direttamente dal Comune (art. 35) ovvero dagli istituti o dalle cooperative incaricati della costruzione dei relativi alloggi che provvedono in tal caso al compimento degli atti necessari al conseguimento dei decreti ablativi in base ad una delega che li autorizzi ad agire "in nome e pe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Comuni" (art. 60).

In entrambe le ipotesi di cui agli artt. 36 e 60 L. n. 865/71 le aree necessarie alla realizzazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica entrano a far parte del patrimonio indisponibile dei Comuni i quali, risultando beneficiari sostanziali della espropriazione nei relativi decreti, sono obbligati al pagamento delle indennità e legittimati nei relativi giudizi.

Qualora, per una deviazione dal modello legale di cui agli artt 35 e 60 della L. n. 865/71, le cooperative o gli istituti agiscano in nome proprio nel curare l'acquisizione delle aree e comunque risultino i diretti beneficiari dell'espropriazione nel relativo decreto, obbligate al pagamento della indennità nei confronti dell'espropriato e legittimate nei relativi giudizi sono le stesse cooperative (o gli istituti), essendo decisiva a tal fine l'indicazione nel provvedimento ablativo del soggetto a favore del quale risulta disposta l'espropriazione.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> DELEGA --> EDILIZIA RESIDENZIALE --> COOPERATIVA

Di un'occupazione illegittima di terreni di proprietà privata per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, rispondono in solido il Comune e la ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... realizzatrice del programma costruttivo, salvo le eventuali azioni di regresso derivanti dai rapporti interni.

Qualora nessuna delega all'adozione di atti della procedura ablativa per la realizzazione di alloggi di edilizia economico – popolare sia stata conferita a favore della cooperativa assegnataria, la responsabilità dello svolgimento del procedimento ablatorio incombe esclusivamente sul Comune; gli effetti del giudizio risarcitorio promosso dal privato riguardano i rapporti interni tra il Comune e la cooperativa in forza della convenzione intercorrente inter partes, cui è e resta estranea la parte ricorrente, proprietaria dell'area.

In ipotesi di delega al compimento degli atti della procedura ablativa in nome e per conto dell'ente pubblico delegante, in conformità al disposto della L. n. 865 del 1971, artt. 35 e 60, la responsabilità dell'illegittima ablazione grava anzitutto ai sensi degli artt. 2043 e 2055 cod. civ. sulla coop.va delegata che ha consumato l'illecita ablazione ponendo in essere il mutamento del regime di appartenenza dell'immobile. In tal caso può residuare un'eventuale responsabilità concorrente dell'ente delegante o concedente, ove ne ricorra un comportamento parimenti colpo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l caso in cui sia proprio quest'ultimo il soggetto competente a conseguire il decreto di esproprio che, se tempestivamente adottato, avrebbe mantenuto la vicenda ablatoria nei binari di una espropriazione rituale.

Il difetto di legittimazione della cooperativa esecutrice di programmi ai sensi della L. n. 865 del 1971, nei giudizi di opposizione alla stima, è applicazione della regola generale per cui la legittimazione processuale spetta esclusivamente alle parti del rapporto sostanziale dedotto in giudizio. La cooperativa edilizia che riceve i suoli dal comune con cui sottoscrive una convenzione ai sensi della L. n. 865 del 1971, art. 35, non ha un rapporto con gli espropriati, bensì con il comune nei confronti del quale essa può certamente far valere ogni sua pretesa.

La mera assegnazione del suolo da parte del Comune, ancorché anteriormente al decreto di esproprio, non vale a trasformare la cooperativa assegnataria dei terreni su cui la stessa realizzerà gli interventi di edilizia residenziale pubblica ai sensi della L. n. 865 del 1971, in espropriante, come tale legittimato passivo nei giudizi di opposizione alla stima: qualifica, questa, anche in tal caso spettante sempre al Comune, quale soggetto destinata... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tribuzione della proprietà disposta col decreto ablativo.

La Cooperativa incaricata, in forza di convenzione, di curare direttamente le procedure espropriative (per la realizzazione, nel caso di specie, di alloggi sociali), risponde solidalmente in ipotesi di occupazione divenuta illegittima, essendo suo onere attivarsi per far si che il decreto di esproprio intervenga tempestivamente e che la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità.

Nell'ipotesi in cui l'amministrazione espropriante abbia affidato ad una cooperativa, mediante concessione ex art. 35 L. 22.10.1971 n. 865, la realizzazione dell'opera di edilizia residenziale delegandole nel contempo gli oneri concernenti la procedura ablatoria, l'inadempimento del delegato all'obbligo di attivarsi per il completamento della procedura concorre a cagionare l'illecito in cui consiste l'occupazione appropriativa a danno del privato, indipendentemente dal fatto che l'autore materiale delle opere sia un soggetto terzo. In tale evenienza deve riconoscersi la concorrente responsabilità del delegante e del delegato.

In ipotesi di occupazione illegittima va affermata la responsabilità solidale della cooperativa che abbia agito sia pur... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del Comune e che abbia proseguito nell'attività di occupazione, prima, e poi di trasformazione irreversibile del terreno nonostante la sospensione giudiziale del procedimento ablatorio.

In ipotesi di irreversibile trasformazione dei beni occupati per la realizzazione di piano di zona per l'edilizia economico popolare, conseguente ad annullamento degli atti comportanti la dichiarazione di PU, passivamente legittimato, rispetto alla domanda di risarcimento del danno è il Comune, con esclusione delle cooperative assegnatarie, non sussistendo per quest'ultime il requisito della colpa; ciò in quanto nel caso di specie l'illecito è dipeso non già dalla materiale esecuzione dei lavori ma dall'illegittimità dell'atto contenente la dichiarazione di pubblica utilità.

In ipotesi di "delega all'esproprio" ex art. 60 L. n. 865/71 a cooperativa edilizia, sussiste corresponsabilità nella causazione del danno consistente nella perdita della proprietà per effetto dell'intervenuta occupazione appropriativa, con conseguente condanna in solido al risarcimento del danno del delegante, che abbia omesso l'esercizio dei poteri di controllo e di intervento e del delegato, che abbia omesso la conclusio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ocedura mediante emanazione del decreto di esproprio.

Qualora un Comune affidi la realizzazione di interventi di edilizia agevolata ad una Cooperativa (destinata a divenire cessionaria della proprietà del bene mediante convenzione ex L. n. 865/71, art. 35, comma 11) e, nello stesso tempo, deleghi gli oneri concernenti la procedura ablatoria, l'illecito in cui consiste l'occupazione appropriativa, è ascrivibile al soggetto autore materiale delle opere che resta solidalmente obbligato con l'ente espropriante, senza che rilevi, da un lato, a favore cioè della Cooperativa, che i lavori siano stati esauriti entro il termine di scadenza dell'occupazione d'urgenza.

Non può essere imputato alla cooperativa, a titolo di corrispettivo per la cessione del diritto di superficie ai fini della realizzazione di alloggi di edilizia economica e popolare, l'inadempimento colposo del Comune, da cui è sorta l'obbligazione risarcitoria giudizialmente determinata a carico dell'Ente pubblico: nessuna responsabilità ha la cooperativa, delegata alla realizzazione degli alloggi sui terreni espropriati, per la lesione patrimoniale subita dai proprietari dei terreni a seguito della irreversibile trasformazione dei fondi.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di edilizia economica e popolare, è alla cooperativa delegata che, in veste di autrice materiale, deve imputarsi l'illecito aquiliano risultante dal concorso della radicale trasformazione del bene e della illegittimità della occupazione in ragione del perdurare di questa senza titolo, sussistendo, tuttavia, la corresponsabilità solidale dell'ente delegante, il quale avrebbe dovuto promuovere correttamente la procedura espropriativa, atteso che questa si svolge non solo in nome e per conto del Comune, ma altresì d'intesa con esso, sicché e da ritenere che il Comune conservi un potere di controllo o di stimolo.

In caso di ultimazione, da parte di una cooperativa delegata dal comune soltanto alla realizzazione dei lavori, delle opere previste dal peep, in pendenza del termina di occupazione temporanea legittima, va esclusa la sua responsabilità conseguente all'irreversibile trasformazione dal fondo per omessa tempestiva emanazione del decreto di esproprio, atteso che la fattispecie di danno viene in essere con lo spirare del periodo di occupazione legittima; il comportamento omissivo dell'ente delegante, che ha trascurato di azionare o sollecitare la procedura espropriativa, è da solo sufficiente a determinare l'event... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br />
Dalla previsione convenzionale dell'obbligo della cooperativa delegata all'esecuzione delle opere (nel caso specifico all'interno di piano PEEP ex L. n. 167/1962) di rimborsare al comune il costo dell'approprio (o comunque acquisizione) dall'area, non può farsi derivare la conseguenza della diretta (nonché esclusiva) responsabilità della medesima cooperativa nei confronti dei proprietari del suolo per il danno conseguente ad intervenuta occupazione acquisitiva.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> DELEGA --> EDILIZIA RESIDENZIALE --> IACP

Ai fini del riparto delle responsabilità risarcitorie tra Comune e IACP, in ipotesi di espropriazione di aree incluse in piano per l'edilizia economico – popolare, qualora l'occupazione sia stata ritenuta illegittima ab origine essendo stato annullato con effetto ex tunc dal giudice competente lo stesso piano in zona ed in mancanza quindi del decreto di occupazione legittima, a sua volta conseguente alla mancanza di dichiarazione di pubblica utilità è sufficiente, per radicare la responsabilità dello IACP, il fatto che sia stato "autore materiale" delle opere e materiale occupante dei fondi, non assumendo rilevanza a tal ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tinzione tra delega al compimento dei soli lavori e delega al compimento anche delle operazioni di espropriazione.

Nel caso di espropriazione disposta per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, mentre relativamente all'indennizzo risarcitorio per l'illecita "occupazione appropriativa", la correlativa obbligazione di pagamento ricade sull'occupante, in ragione della ormai acquisita natura di atto illecito della c.d. accessione invertita e del principio generale di personalità della responsabilità ex art. 2043 c.c., lo stesso non può dirsi con riferimento all'indennità di occupazione legittima, collocata all'interno del procedimento espropriativo per cui l'Iacp è stato delegato dal Comune e la cui debenza deve effettivamente, perciò, far capo all'ente delegante.

Dei danni da occupazione appropriativa, subiti dal proprietario del fondo per l'irreversibile trasformazione del medesimo verificatasi nell'ambito di un procedimento di espropriazione finalizzato alla realizzazione di alloggi popolari, in assenza di tempestiva emanazione, da parte del Comune delegante, del decreto d'esproprio, sono corresponsabili l'ente delegante e quello delegato (IACP) alla realizzazione dell'oper... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... in assenza di idonea dimostrazione della realizzazione dell'opera stessa entro il termine di occupazione legittima.

Nel caso in cui nell'ambito della procedura di localizzazione, ai sensi e per gli effetti dell'art. 52 della legge 865/71, di un programma costruttivo, l'I.a.c.p., in forza della stipulazione di apposita convenzione, sia soltanto il soggetto attuatore dell'intervento, delegato alla effettuazione dell'esproprio ed eventuale acquisto delle aree concesse in diritto di superficie e delle aree non residenziali in nome e per conto del Comune, in caso di mancata conclusione del procedimento resta ferma la esclusiva responsabilità per eventuali danni cagionati a terzi del Comune predetto, con salvezza della facoltà di eventuale rivalsa nei confronti del soggetto attuatore.

In tema di occupazione appropriativa, nel caso in cui l'Ater (già Iacp) sia stata delegata al compimento delle operazioni espropriative, grava su di essa l'onere di armonizzare l'attività amministrativa con l'attività materiale, facendo sì che il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e che quindi la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità: altrimenti essa degrada ad illecito, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oggetto delegato anche alla cura dell'espropriazione deve rispondere per il suo colpevole comportamento omissivo, se non prova di aver fatto il possibile per evitare il danno, sollecitando la collaborazione dell'ente espropriante all'emissione degli atti della procedura.

Nel giudizio promosso dal privato concernente una procedura espropriativa divenuta illegittima per mancata adozione, entro i termini di legge, del decreto di esproprio, sussiste la legittimazione passiva dello IACP che sia stato espressamente incaricato dell'attuazione del programma costruttivo e delegato dal Comune a procedere direttamente all'espropriazione e a porre in essere tutti gli atti occorrenti per la definizione della procedura espropriativa, fermo restando eventuali future azioni di rivalsa dell'Istituto nei confronti del Comune beneficiario dell'esproprio.

Deve affermarsi la responsabilità solidale del Comune e dell'Istituto Autonomo per le Case Popolari in ordine al diritto vantato dal privato al risarcimento dei danni derivanti dall'occupazione appropriativa di un terreno di proprietà dei medesimo, in applicazione della regola generale di cui all'art. 2055 c.c., in base alla quale, in assenza di elementi certi dai quali ricavare la gravità delle... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ste ultime devono presumersi uguali, qualora difetti una specifica disposizione in tal senso nella convenzione stipulata tra le parti ex L. n. 865 del 1971, art. 35.

Ai fini del risarcimento del danno viene in rilievo la responsabilità dello IACP che abbia agito in qualità di ente delegato dal Comune all'espropriazione e che abbia acquisito al suo patrimonio i terreni di proprietà privata.

L'I.A.C.P. che, delegato dal Comune (L. 22 ottobre 1971, n. 865, artt. 35 e 60) per la sola realizzazione dell'opera, la ultimi quando è ancora pendente il termine di occupazione temporanea legittima, non è responsabile, in caso di occupazione appropriativa, per il danno conseguente all'irreversibile trasformazione del fondo, atteso che la fattispecie di danno viene in essere con lo spirare del periodo di occupazione legittima e che non spetta al delegato occuparsi del decreto di espropriazione, mentre il comportamento omissivo dell'ente delegante, che ha trascurato di azionare o sollecitare la procedura espropriativa, è da solo sufficiente a determinare l'evento dannoso.

In tema di occupazione appropriativa, nel caso in cui l'ATER (già IACP) sia stato delegato anche all'acquisizione delle aree e,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cessariamente al compimento dell'espropriazione, il fatto che l'opera sia stata ultimata in periodo di occupazione legittima non esonera definitivamente il delegato da responsabilità, ricadendo su di lui l'onere di armonizzare l'attività amministrativa con l'attività materiale, facendo sì che il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e che quindi la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità.

In caso di ultimazione da parte dell'IACP dell'opera pubblica in pendenza del termine di occupazione temporanea legittima e di mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio, ove detto Istituto sia stato delegato dal Comune (L. n. 865/1971) anche al compimento dell'espropriazione, il fatto che l'opera sia stata ultimata in periodo di occupazione legittima non esonera il delegato da responsabilità, perché proprio su di lui ricade l'onere di attivarsi per far sì che il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e che la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità. Tuttavia, in questo secondo caso, sussiste anche una corresponsabilità dell'ente delegante, in quanto l'espropriazione si svolge non solo "in nome e per co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el Comune, ma d'"intesa" con questo (art. 60 legge cit).

In caso di ultimazione da parte dell'I.A.C.P. dell'opera pubblica in pendenza del termine di occupazione temporanea legittima e di mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio, ove detto Istituto sia stato delegato dal Comune (L. n. 865/71, artt. 35 e 60) soltanto alla realizzazione dell'opera, va esclusa la sua responsabilità per la lesione patrimoniale subita dal proprietario a seguito dell'irreversibile trasformazione del fondo, atteso che non spetta al delegato occuparsi del decreto di espropriazione. In tale ipotesi l'illecito è effetto solo del ritardo e dell'omissione dell'ente locale, che deve rispondere da solo dei danni.

In tema di espropriazione per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica da parte di un I.A.C.P. su delega del comune, quest'ultimo, quale ente delegante, è tenuto al pagamento dell'indennità di occupazione legittima.

In tema di espropriazione per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, l'Iacp delegato dal Comune che, al termine dell'occupazione legittima, non abbandoni il suolo del privato, ma continuando ad occuparlo sine titulo vi costuisca l'opera pubblica, c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e l'acquisizione all'ente pubblico territoriale in collaborazione con il quale è stato avviato detto procedimento, è responsabile nei confronti del privato per il risarcimento del danno derivante dall'abusiva occupazione del suolo e dall'irreversibile incorporazione ad esso dell'opera eseguita, con la conseguenza che l'Istituto è legittimato passivamente rispetto alla domanda risarcitoria del danneggiato.

In ipotesi in cui il Comune abbia delegato l'IACP alla realizzazione delle opere comprese nel Piano di zona nonché ad espropriare, in suo nome e per suo conto, i vari lotti necessari per l'attuazione del Piano medesimo, deve affermarsi la sussistenza della legittimazione passiva nel giudizio in cui è richiesta tutela risarcitoria, sia in capo allo IACP, quale ente formalmente delegato alle espropriazioni, che al Comune, in quanto ente titolare del potere espropriativo, nonché beneficiario finale delle espropriazioni.

Qualora un Comune deleghi la sola realizzazione dell'opera all'IACP e non anche il compimento della procedura espropriativa, del danno arrecato risponde solo il Comune delegante che ha trascurato di compiere legittimamente e /o di azionare tempestivamente la procedura espropriativa.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cp delegato ex art. 60 L n. 865/1971, risponde dei danni conseguente alla materiale apprensione di fondi non compresi nel piano particellare di esproprio.

In materia di edilizia economica e popolare, nell'ipotesi di occupazione senza titolo del fondo di proprietà privata, per illiceità dell'intera procedura ablatoria, del fatto illecito risponde sempre e comunque l'autore materiale della trasformazione, ovvero l'ente (nel caso di specie IACP), che ha posto in essere le attività di apprensione del bene stesso e di esecuzione dell'opera pubblica.

Nell'ipotesi in cui un Comune abbia delegato all'I.a.c.p. la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica su area privata ed il compimento della procedura espropriativa, il verificarsi dell'accessione invertita integra un fatto illecito imputabile all'Istituto anche nel caso in cui l'opera risulti ultimata durante il periodo di occupazione legittima; ciò in quanto ricade sul predetto ente l'onere di attivarsi affinché il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità.

In tema di procedimento espropriativo preordinato all'edificazione di case economiche e po... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...acp che, al termine dell'occupazione legittima, non abbandoni il suolo del privato, ma continuando ad occuparlo sine titulo vi costruisca l'opera pubblica, consentendone l'acquisizione all'ente pubblico territoriale, è responsabile nei confronti del privato per il risarcimento del danno conseguente e legittimato passivamente rispetto alla domanda risarcitoria del danneggiato.

In ipotesi di applicazione dell'art. 60 della L. n. 865/71, in base al quale l'acquisizione delle aree da parte dei soggetti delegati avviene «in nome e per conto» del Comune, soggetto obbligato nei confronti dei proprietari e, pertanto, legittimato passivo nel giudizio di risarcimento del danno per intervenuta occupazione acquisitiva, è il Comune, quale Ente beneficiario dell' area da espropriare, esaurendosi la delega in favore dell'IACP in un mero incarico a compiere direttamente per il Comune stesso ed in suo nome gli atti necessari per l'adozione del provvedimento ablatorio.

Nei giudizi di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione, l'unico legittimato passivo è il Comune e non anche l'I.a.c.p., per legge concessionario del diritto di superficie dei suoli espropriati, quando la concessione, pur attribuendogli le ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ampie facoltà per la realizzazione dell'opera pubblica, abbia conferito le stesse a condizione che il concessionario agisca in nome e per conto del Comune, secondo il dettato di cui alla L. n. 865/71 art. 60.

Ove la costruzione su area privata di alloggi dell'edilizia residenziale pubblica sia dal comune delegata ad un Istituto Autonomo per le case popolari, il verificarsi di "accessione invertita" integra un fatto illecito comunque imputabile al Comune, e ciò anche se la delega includa l'onere di attivarsi per ottenere il decreto di esproprio, atteso che essa, se può essere rilevante al fine del riscontro della corresponsabilità del delegato, non priva il delegante dell'onere di controllare e stimolare i comportamenti del delegato.

Nell'ipotesi in cui il Comune abbia delegato all'IACP la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica nonché il compimento della procedura espropriativa ed il delegato agisca non solo "in nome e per conto" del delegante, ma anche "d'intesa" con esso (art. 60 L. n. 865/71), ciò non priva quest'ultimo dei propri poteri di controllo e di stimolo dell'attività del delegato. Sussiste di conseguenza corresponsabilità del ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el caso di mancata tempestiva emissione del decreto di esproprio, evenienza questa, atta a far presumere, salvo prova contraria, il mancato esercizio di tali poteri di controllo.

Nell'ipotesi in cui un Comune abbia delegato all'IACP la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica su area privata ed il compimento della procedura espropriativa, il verificarsi dell'accessione invertita integra un fatto illecito imputabile all'Istituto anche nel caso in cui l'opera risulti ultimata durante il periodo di occupazione legittima, giacché ricade sul predetto Istituto l'onere di attivarsi affinché il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità.

Nel caso in cui la costruzione su area privata di alloggi destinati all'edilizia residenziale pubblica sia delegata dal comune espropriante ad un istituto autonomo per le case popolari, ai sensi della L. n. 865 del 1971, artt. 35 e 60, la responsabilità risarcitoria per i danni conseguenti all'occupazione appropriativa possa essere posta a carico dell'istituto delegato, il quale abbia ultimato l'opera entro il periodo dell'occupazione legittima, soltanto alla condizione che la delega non sia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla sola realizzazione dell'opera, ma risulti estesa anche al compimento della procedura espropriativa.

Lo I.a.c.p. che, al termine dell'occupazione legittima non abbandoni il suolo del privato, ma continuando ad occuparlo "sine titulo" vi abbia costruito l'opera pubblica, consentendone l'acquisizione all'ente pubblico territoriale in collaborazione col quale è stato avviato detto procedimento, è responsabile nei confronti del privato per il risarcimento del danno dovuto dall'abusiva occupazione del suolo e dall'irreversibile incorporazione ad esso dell'opera eseguita, con la conseguenza che l'Istituto è passivamente legittimato rispetto alla domanda risarcitoria del danneggiato.

In caso di mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio, ove lo I.a.c.p. sia stato delegato dal Comune, oltre che alla realizzazione dell'opera, anche al compimento dell'espropriazione, il fatto che l'opera sia stata ultimata nel periodo di occupazione legittima non esonera il delegato da responsabilità. Sussiste anche una corresponsabilità dell'ente delegante, in quanto l'espropriazione si svolge non solo "in nome e per conto" del Comune, ma "d'intesa" con questo (L. 865/1971, art. 60), sicché... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... non si spoglia, con la delega, della responsabilità della procedura, ma conserva un potere di controllo e di stimolo.

Lo IACP non è legittimato passivo nel giudizio di determinazione dell'indennità, se nel procedimento ablatorio abbia agito in nome e per conto del comune.

Del risarcimento del danno conseguente ad omessa conclusione della procedura espropriativa risponde l'IACP delegato ex art. 35 e 60 L n. 865/71, il quale resta tenuto, per effetto della ricevuta delega, ad armonizzare l'attività materiale ed attività amministrativa al fine di evitare che l'espropriazione del bene fuoriesca dalla fisiologica cornice di legittimità.



 
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