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Poteri del comune nell'individuare le categorie urbanistiche di destinazione d’uso


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titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
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PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> CATEGORIE D'USO

L'amministrazione conserva il potere di determinare discrezionalmente la possibilità di mutamento di destinazione d'uso quando questa concerna non un singolo edificio bensì un'intera categoria di immobili, purché tale opzione si palesi non illogica né irrazionale.

Il comune, nell'esercizio delle valutazioni che competono alla sua autonomia normativa in materia di pianificazione urbanistica e in materia edilizia, è abilitato a dettare prescrizioni circa la destinazione d'uso degli immobili.

Il Comune non può presumere che la destinazione residenziale soddisfi sempre e comunque il proprietario e renda quindi automaticamente legittima l'espulsione delle attività insediate dal momento che le valutazioni sulla maggiore utilità o sulla preferibilità di una destinazione rispetto a un'altra competono unicamente al titolare del diritto di proprietà.

Il Comune, nell'esercizio della propria potestà di pianificazione del territorio, può individuare categorie di destinazione d'uso ulteriori e div... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to a quelle predefinite dalla legislazione nazionale e regionale e può suddividere le categorie di destinazione d'uso in più sottocategorie o sottofunzioni, laddove ciò sia giustificato da significative diversità del carico urbanistico implicato dall'una o dall'altra di esse, tale da giustificare diverse modulazioni di calcolo del contributo concessorio.

Le categorie di destinazione d'uso stabilite dal legislatore si presumono omogenee, e pertanto è illegittimo assoggettare il passaggio da una sottocategoria a un'altra all'interno di una medesima categoria al medesimo regime autorizzatorio previsto per il passaggio da una categoria all'altra.

I Comuni, in sede di pianificazione territoriale, possono certamente individuare categorie di destinazione d'uso diverse da quelle stabilite dal legislatore statale o regionale e possono altrettanto certamente dividere tali categorie in sottocategorie, ma hanno l'obbligo di considerare rilevante sul piano del regime autorizzatorio il solo mutamento di destinazione d'uso che comporti il passaggio da una categoria urbanistica ad un'altra: essi, pertanto, non possono sottoporre il passaggio da una sottocategoria all'altra all'interno di una medes... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ia al medesimo regime autorizzatorio previsto per il passaggio da una categoria all'altra.

Prima della legge 47/1985, dovevano ritenersi illegittime le disposizioni contenute negli strumenti urbanistici che prevedessero limitazioni del mutamento di destinazione d'uso degli immobili attuato senza opere edilizie.

L'asserita inutilità di area privata ad assolvere le finalità identificate nel progetto di PRG di assicurare l'unitarietà di un ambiente integrato e ricco di servizi, implicano valutazioni discrezionali di stretto merito amministrativo, che come tali sono del tutto estranee al sindacato del giudice amministrativo.

Il potere di escludere determinate destinazioni d'uso per certe z.t.o. include anche il potere di limitare determinate destinazioni che in linea di principio siano ammesse.

Il riferimento contenuto nell'art. 41 Cost. alla utilità sociale, quale limite alla libertà d'iniziativa economica privata, giustifica, la diversificazione funzionale delle aree attraverso la quale l'autorità investita della pianificazione contempera la molteplicità di interessi convergenti in subiecta materia, quali quelli inerenti la sicurezza, l'igi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ezione e razionalizzazione dello sviluppo urbano, la conservazione di determinati ambiti.

L'individuazione di aree, e finanche di edifici, schedati dal p.r.g. all'interno di limitati e pregevoli contesti storici, con specifica destinazione d'uso, non esula dalle prerogative comunali in sede di pianificazione urbanistica del proprio territorio.

La vocazione residenziale non postula la costruzione esclusiva di abitazioni, ma riserva all'amministrazione la ricerca del giusto equilibrio tra edilizia residenziale ed edilizia destinata al commercio ed all'artigianato.

Deve ritenersi legittima la suddivisione delle categorie di destinazione d'uso in più sottocategorie o sottofunzioni, laddove ciò sia giustificato da significative diversità del carico urbanistico implicato dall'una o dall'altra di esse, tale da giustificare diverse modulazioni di calcolo del contributo concessorio.

L'obbligo di considerare rilevante sul piano del regime autorizzatorio il solo mutamento di destinazione d'uso cha comporti il passaggio da una categoria urbanistica ad un'altra costituisce il limite della richiamata autonomia dei Comuni nell'individuazione di sottocategorie e so... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... in sede di pianificazione territoriale.



 
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