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Affidamento o aspettative da parte del privato in merito alle scelte urbanistiche della p.a.


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titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
pagine: 2099 in formato A4, equivalenti a 3568 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> ASPETTATIVE

La mera presentazione di una istanza, sebbene esaminata in sede di VIA/AIA, non può costituire ex se "legittima aspettativa", impeditiva di qualsivoglia nuova determinazione urbanistica.

Nessun affidamento deriva dalla diversa destinazione urbanistica pregressa della medesima area, rispetto alla quale l'amministrazione conserva ampia discrezionalità, ben potendo apportare modificazioni peggiorative rispetto agli interessi del proprietario, in capo al quale è configurabile nulla più che una generica aspettativa generica al mantenimento della destinazione urbanistica gradita, ovvero a una reformatio in melius, analoga a quella di ogni altro proprietario di aree, che aspiri ad una utilizzazione comunque proficua dell'immobile.

L'attribuzione di una determinata qualificazione di un'area (cd. zonizzazione) avvenuta in sede di adozione del piano regolatore non fa sorgere alcuna aspettativa qualificata in capo al proprietario dell'area medesima.

Una destinazione di zona precedentemente impressa non determina l'acquisizione, una volta e per sempre, di una aspettativa di edificazione non più mu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...endo appunto questa modificabile (oltre che in variante) con un nuovo PRG, conseguenza di una nuova e complessiva valutazione del territorio, alla luce dei mutati contesti e delle esigenze medio tempore sopravvenute.

L'interesse del privato a conservare, in sede di nuova pianificazione, la disciplina urbanistica previgente, non costituisce ex se un legittimo affidamento ma un mero interesse di fatto che non può ricevere tutela giuridica.

Non può rinvenirsi un ragionevole affidamento o aspettativa da parte del privato sulla adozione della disposizione particolare nel caso in cui non rivesta alcuna posizione differenziata e qualificata, che può sorgere solo a seguito di un piano attuativo approvato e convenzionato ovvero di un permesso di costruire già rilasciato oppure in esito a sentenza di suo annullamento o dichiarativa dell'obbligo di suo rilascio.

In sede di adozione del piano di classificazione acustica i comuni devono tenere in adeguata considerazione le preesistenti destinazioni d'uso delle aree, come individuate dagli strumenti urbanistici in vigore, al fine di non sacrificare le consolidate aspettative di coloro che vi si sono legittimamente insediati.

Le scelte urbanistiche necessit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rua motivazione solo quando incidono su aspettative dei privati particolarmente qualificate, come quelle ingenerate da impegni già assunti dall'amministrazione mediante approvazione di piani attuativi o stipula di convenzioni.

In sede di approvazione di uno strumento urbanistico generale, l'esistenza di una precedente diversa previsione urbanistica non comporta per l'amministrazione la necessità di fornire particolari spiegazioni sulle ragioni delle diverse scelte operate, anche quando queste siano nettamente peggiorative per i proprietari e per le loro aspettative, dovendosi in tali casi dare prevalente rilievo all'interesse pubblico che le nuove scelte pianificatorie intendono perseguire.

La mera esistenza, nella pianificazione previgente, di una destinazione urbanistica più favorevole al proprietario non è circostanza sufficiente a fondare in capo a quest'ultimo un'aspettativa qualificata tale da imporre all'amministrazione un obbligo di più puntuale e specifica motivazione rispetto a quella, di regola sufficiente, basata sul richiamo alle linee generali di impostazione del piano.

Non è comunque configurabile un'aspettativa qualificata ad una destinazione edificatoria in relazione a precede... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione ma soltanto un'aspettativa generica ad una reformatio in melius analoga a quella di ogni altro proprietario che aspira ad una utilizzazione più proficua dell'immobile, salvo i casi di previsioni di standard superiori al minimo, di introduzione della destinazione agricola, di giudicati favorevoli al privato proprietario e di convenzioni di lottizzazione precedentemente approvate.

Il riconoscimento di una potenzialità edificatoria su terreni di proprietà privata in sede di adozione degli strumenti di pianificazione urbanistica configura una mera aspettativa di fatto non tutelabile in sede giurisdizionale, atteso che un affidamento legittimo è stato ravvisato in fattispecie (e certamente non nel caso di "semplice" precedente diversa destinazione) quali ad esempio al ricorrere convenzioni di lottizzazione, di accordi di diritto privato intercorsi fra il Comune e i proprietari delle aree, ovvero in presenza di aspettative nascenti da giudicati di annullamento di concessioni edilizie o di silenzio rifiuto su una domanda di concessione e, infine, dalla modificazione in zona agricola della destinazione di un'area limitata, interclusa da fondi edificati in modo non abusivo.

La semplice pendenza del procedimento di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla concessione edilizia non è circostanza idonea a fondare un'aspettativa qualificata, posto che l'eventuale contrasto dell'intervento oggetto della domanda di permesso di costruire con lo strumento urbanistico adottato determina ex lege l'obbligo di sospendere ogni determinazione per periodo non eccedente tre anni dall'adozione del piano o cinque anni se trasmesso entro un anno ai fini dell'approvazione da parte dell'amministrazione competente, onde evitare che gli obiettivi perseguiti dal nuovo disegno programmatorio restino pregiudicati.

L'attività di certificazione dell'amministrazione riguardante la vocazione di un'area (nella specie industriale) non incide sulla legittimità delle diverse decisioni assunte in fase di pianificazione, in quanto non risulta idonea a fondare una aspettativa qualificata alla destinazione dell'area, quale risultante dagli errati certificati, ma eventualmente una obbligazione di natura risarcitoria.

Va escluso che le scelte di pianificazione compiute dal Comune nell'ambito di uno strumento urbanistico non ancora approvato possano essere idonee a fondare un'aspettativa qualificata dei proprietari interessati al mantenimento di una determinata destinazione di zona, restando il Comune stesso, fino a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione del piano, pienamente titolare della propria potestà pianificatoria e potendo in ogni caso modificare le proprie scelte.

In sede di nuove scelte di pianificazione, nessun affidamento deriva dalla diversa destinazione urbanistica pregressa della medesima area, rispetto alla quale l'amministrazione conserva ampia discrezionalità, ben potendo apportare modificazioni "peggiorative" rispetto agli interessi del proprietario, in capo al quale è configurabile nulla più che una generica aspettativa generica al mantenimento della destinazione urbanistica gradita, ovvero a una reformatio in melius, analoga a quella di ogni altro proprietario di aree, che aspiri ad una utilizzazione comunque proficua dell'immobile.

La presenza di un insediamento industriale nell'area poi fatta oggetto di diversa scelta urbanistica non termina una situazione dissimile da quella che può vantare ogni altro soggetto titolare di diritti dominicali su immobili insistenti su aree destinatarie di nuove destinazioni, senza che perciò possa ravvisarsi la sussistenza di una aspettativa particolarmente qualificata.

La presentazione di un piano di lottizzazione non fa sorgere, in capo ai privati, un'aspettativa giuridicamente tut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...otrebbe sorgere solo dalla sua approvazione.

L'esistenza di precedenti favorevoli previsioni pianificatorie non implica l'esistenza di una posizione giuridicamente tutelata in capo ai beneficiari, perché l'amministrazione è sempre libera di modificare le proprie scelte pianificatrici a seguito di una nuova e complessiva valutazione del territorio alla luce di un mutamento del contesto e del sopravvenire di nuove esigenze.

Sono inconfigurabili le censure di disparità di trattamento, irrazionalità, insufficienza di motivazione, vizi del tutto inconciliabili con la natura e la portata delle scelte di carattere tecnico-discrezionale operate dall'amministratore comunale in sede di pianificazione territoriale, qualora il privato possa vantare rispetto alle aree di proprietà unicamente dei desiderati, che certo non possono avere valenza vincolistica in ordine all'immutabilità della destinazione originaria e neppure costituiscono un affidamento apprezzabile da meritare, in sede di introduzione di prescrizioni di tipo esecutivo della stessa destinazione, una specifica motivazione circa il divisamento assunto dall'Amministrazione.

L'interesse pretensivo ad una modifica migliorativa della destinazione di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la capacità edificatoria dell'area, formalizzato in una proposta non approvata dal Consiglio comunale può consentire di ravvisare sul piano procedimentale la sussistenza di una posizione legittimante idonea a permettere la contestazione della scelta pianificatoria finale restando l'accoglimento della proposta da parte del Consiglio comunale un atto meramente eventuale e altamente discrezionale.

La circostanza che un'area non edificata sia interclusa tra aree edificate determina un aggravamento dell'onere motivazionale in capo all'amministrazione.

Nessuno può invocare la disparità di trattamento, a fronte di provvedimenti illegittimi adottati dalla pubblica amministrazione nei confronti di terzi, al fine di reclamare eguale illegittimità in proprio favore.

L'aspettativa del privato alla salvaguardia della precedente tipizzazione come zona edificabile dei suoli di sua pertinenza e/o all'ottenimento di una tipizzazione più gradita, è cedevole rispetto all'esercizio della potestà pianificatoria finalizzata alla corretta e razionale disciplina urbanistica del territorio comunale.

Dalla destinazione urbanistica impressa all'area dal previgente PRG ovvero dalla mera prese... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... un PdL (il cui iter è stato arrestato dal parere contrario), non deriva al proprietario una situazione potiore rispetto a quella di altri proprietari, essendo il medesimo titolare di un'aspettativa generica ad una reformatio in melius o alla conservazione dell'originario regime urbanistico, analoga a quella di ogni altro proprietario che aspiri ad un uso proficuo dell'immobile.

Nel corso del procedimento volto all'approvazione di un regolamento urbanistico alcun legittimo affidamento può nascere in capo all'interessato perché il piano adottato contempla una disciplina non ancora vigente, la quale ben può essere mutata fino all'approvazione, e viene pubblicizzata proprio per verificare se contrasti con altri interessi pubblici e privati, al fine di pervenire ad un provvedimento finale di approvazione che contemperi il più possibile tutti gli interessi rilevanti nell'affare.

I privati interessati da nuove previsioni urbanistiche vantano soltanto un'aspettativa generica sia rispetto ad una "non reformatio in pejus" della posizione giuridica in cui si trovano i terreni di loro proprietà, sia rispetto ad una "reformatio in melius", quali proprietari di aree che aspirano a utilizzare più... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ente tali immobili.

Sussiste ampia discrezionalità della p.a. in sede di programmazione urbanistica, a fronte della quale non sussiste un diritto soggettivo degli interessati a ottenere una specifica destinazione, ben potendo la pubblica amministrazione proporre vincoli espropriativi e, nell'ambito del potere conformativo del territorio, destinare l'area a utilizzi diversi.

Le scelte dell'Amministrazione in ordine alla destinazione dei suoli in sede di pianificazione generale del territorio sono caratterizzate da ampia discrezionalità per cui non è richiesta una particolare motivazione al di là di quella ricavabile dai criteri e principi generali che ispirano il piano regolatore generale derogandosi a tale regola solo in presenza di specifiche situazioni di affidamento qualificato del privato a una specifica destinazione del suolo le quali sono pacificamente individuate in pronunce giurisprudenziali passate in giudicato ovvero in accordi con l'ente locale.

In assenza di situazioni che determinano il sorgere di un'aspettativa qualificata in capo al privato possessore di aree non si realizza alcuna compressione del principio di buona fede dal momento che una destinazione edificatoria non è destinata a ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ine die.

Considerata la natura ampiamente discrezionale degli atti comunali di pianificazione urbanistica, i proprietari delle aree investite dall'esercizio in concreto della potestà pianificatoria hanno una mera aspettativa e non un interesse legittimo a che le scelte di piano accontentino le loro aspirazioni o comunque non peggiorino la loro precedente situazione edificatoria (salvo le particolari situazioni di aspettativa e affidamento).

La generica aspettativa alla "reformatio in melius" delle destinazioni di zona, per giurisprudenza pacifica, è posizione sostanziale sfornita di tutela in quanto del tutto cedevole dinanzi alla discrezionalità del potere pubblico di pianificazione urbanistica.

Le osservazioni prodotte dai proprietari interessati al piano regolatore generale o alle sue varianti costituiscono un mero apporto collaborativo alla formazione degli strumenti urbanistici e non danno luogo a peculiari aspettative, con la conseguenza che il loro rigetto non richiede una dettagliata motivazione, essendo sufficiente che siano state esaminate e ragionevolmente ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano regolatore o della sua variante
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...giurisprudenza costante, le scelte di pianificazione urbanistica costituiscono apprezzamento di merito - o sono, comunque, espressione di un'ampia potestà discrezionale - sottratto al sindacato di legittimità, salvo che non siano inficiate da errori di fatto o abnormi illogicità. Il maggiore vantaggio e convenienza per il privato di una differente soluzione urbanistica rispetto a quella accolta dall'amministrazione non integra, invero, una causa di manifesta illogicità di quest'ultima.

La precedente miglior qualificazione urbanistica di un fondo non fa maturare in capo al proprietario dello stesso specifiche aspettative di conservare vantaggi che gli derivano da precedenti scelte programmatorie operate dall'amministrazione.

In materia urbanistica non sussiste un particolare affidamento del privato a vedere riconfermata la destinazione urbanistica preesistente.

Le scelte di pianificazione effettuate dall'Ente locale in sede di adozione dello strumento urbanistico, afferendo ad una prima fase del più ampio e complesso procedimento di pianificazione generale, culminante nell'approvazione del Piano regolatore, non possono far sorgere aspettative in ordine ad una definitiva zonizzazione.

Le... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pianificazione effettuate dall'ente locale in sede di adozione di uno strumento urbanistico non possono ex sé far sorgere aspettative in ordine alla destinazione edificatoria di un terreno.

La mera aspirazione del privato alla riconferma della destinazione urbanistica preesistente non impone un obbligo di motivazione ulteriore rispetto a quanto può ricavarsi dall'insieme degli atti del procedimento.

Non possono sorgere aspettative "legittime" da mere interlocuzioni procedimentali dell'amministrazione, ovvero per il solo fatto che l'Ente abbia preso in considerazione una istanza di privati (tendente ad una possibile nuova destinazione dei loro terreni a scopo edificatorio), commissionando a tal fine, nella specie, uno studio di fattibilità, che costituisce mera evidenziazione di "apertura partecipativa" dell'amministrazione nei confronti dei privati.

L'aspettativa qualificata del privato non può derivare dalla diversa destinazione urbanistica precedentemente attribuita alla stessa area, rispetto alla quale l'Amministrazione conserva ampia discrezionalità potendo anche modificarla in senso peggiorativo.

L'affidamento del privato in un particolare esercizio di potestà pianificatori... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...orevole si riferisce a circostanze obiettive, come quelle risultanti da atti con i quali l'amministrazione ha inequivocabilmente espresso la propria volontà pianificatoria, ovvero da giudicati.

In capo ai privati interessati dalle nuove previsioni urbanistiche non è mai configurabile un'aspettativa qualificata alla destinazione edificatoria prevista da precedenti determinazioni dell'amministrazione, ma soltanto un'aspettativa generica sia al mantenimento della destinazione urbanistica "gradita" sia ad una "reformatio in melius", analogamente a quanto si aspetta ogni altro proprietario di aree che aspira a utilizzare più proficuamente i propri immobili.

La circostanza di avere un terreno in passato del tutto libero da vincoli, non implica alcuna aspettativa ad un mantenimento dello status quo, venendo in rilievo scelte altamente discrezionali sul futuro assetto del territorio comunale, sindacabili sotto lo specifico profilo della razionalità.

L'ampia discrezionalità riconosciuta alla pubblica amministrazione in sede di pianificazione urbanistica può trovare un limite, quando particolari situazioni abbiano creato aspettative o situazioni qualificate di affidamento, in favor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti le cui posizioni appaiono meritevoli di specifica considerazione, come nel caso in cui sia stata approvata una lottizzazione; tale circostanza non è rinvenibile qualora il procedimento per lottizzazione sia ancora nelle fasi iniziali, e nessuna aspettativa giuridicamente qualificata possa dunque vantare il privato.

Le evenienze generatrici di affidamento "qualificato", sulla scia della giurisprudenza ormai consolidata, sono state ravvisate nell'esistenza di convenzioni di lottizzazione, di accordi di diritto privato intercorsi tra Comune e proprietari, di giudicati di annullamento di dinieghi di concessioni edilizie o di silenzio-rifiuto su domanda di concessione. In mancanza di tali eventi non è configurabile un'aspettativa qualificata ad una destinazione edificatoria, ma una mera "spes" e quindi solo l'aspettativa generica ad una "reformatio in melius", analoga a quella di qualunque altro proprietario di aree che aspiri all'utilizzazione più proficua dell'immobile.

La potestà pianificatoria non può trovare limiti logico-giuridici nelle pregresse scelte urbanistiche, essendo queste l'oggetto della potestà stessa; le scelte compiute dalla variante, pertanto, possono evidentemente essere modifica... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ieguo del tempo (a maggior ragione dopo un notevole lasso temporale), con il solo limite di dover fornire adeguata motivazione a supporto di quei mutamenti che vengano a ridurre o eliminare le potenzialità edificatorie in precedenza riconosciute. L'esercizio di tale potere non può quindi per definizione rappresentare alcun vizio di contraddizione.

Riguardo alle scelte di pianificazione, la generica aspettativa ad una reformatio in melius, non è meritevole di particolare tutela, né idonea a configurare obblighi di puntuale motivazione.

Una generica aspettativa alla "non reformatio in peius" o alla "reformatio in melius" delle destinazioni di zona, è posizione sostanziale sfornita di tutela, in quanto del tutto cedevole dinanzi alla discrezionalità del potere pubblico di pianificazione urbanistica.

I proprietari delle aree investite dall'esercizio in concreto della potestà pianificatoria hanno una mera aspettativa e non un interesse legittimo a che le scelte di piano accontentino le loro aspirazioni o comunque non peggiorino la loro precedente situazione edificatoria.

In ipotesi di opera realizzata pur in decadenza del titolo edilizio o in difformità ad esso, il pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...on può vantare alcuna aspettativa qualificata al mantenimento della destinazione urbanistica corrispondente all'opera realizzata, trattandosi di situazione contra ius e non già di situazione giuridica soggettiva acquisita in forza di precedente atto concessorio.

In sede di adozione di uno strumento urbanistico generale, nessuna aspettativa qualificata deriva dalla diversa destinazione urbanistica pregressa della medesima area, rispetto alla quale l'Amministrazione conserva ampia discrezionalità, potendo modificare la destinazione urbanistica in peius rispetto agli interessi del proprietario.

La mera aspirazione alla riconferma della destinazione urbanistica preesistente, ovvero l'attribuzione di una destinazione urbanistica diversa da quella auspicata, non danno luogo ad un obbligo di motivare ulteriormente rispetto a quanto può ricavarsi dalle relazioni progettuali e dall'insieme degli atti del procedimento, incluse le puntuali risposte alle osservazioni. Si tratta invero di atti di pianificazione urbanistica, caratterizzati per i contenuti generali e per i poteri ampiamente discrezionali.

Il privato proprietario dell'area non può trarre affidamenti qualificati al mantenimento della destinazione di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le previsioni del Piano di Zonizzazione Acustica o dal rilascio di titoli abilitativi avvenuto sulla base della situazione in essere.

Le scelte discrezionali effettuate in sede di pianificazione, non necessitano di una specifica motivazione, ulteriore rispetto alla indicazione delle ragioni che possono evincersi dai criteri generali seguiti nella impostazione del piano, in riferimento alle contrapposte aspirazioni dei privati non titolari di interessi qualificati.

Non è configurabile un'aspettativa qualificata ad una destinazione edificatoria in relazione ad una precedente determinazione dell'Amministrazione, ma soltanto un'aspettativa generica ad una reformatio in melius, analoga a quella di ogni altro proprietario di aree che aspira ad un'utilizzazione più proficua dell'immobile.

Subisce eccezione la regola generale della non necessità di puntuale onere motivazionale delle nuove destinazioni urbanistiche conferite dallo strumento urbanistico, in ipotesi in cui la nuova destinazione urbanistica rispetto alla precedente vada ad incidere su singole posizioni, connotate da una fondata aspettativa sulla destinazione dell'area, che per questo si differenziano dalle posizioni degli altri soggetti interessati.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...capo ai privati coinvolti nelle previsioni di piano non è configurabile un'aspettativa qualificata ad una destinazione edificatoria in relazione ad una precedente determinazione dell'amministrazione, ma soltanto un'aspettativa generica ad una reformatio in melius, analoga a quella di ogni altro proprietario di aree che aspiri ad una utilizzazione più proficua dell'immobile.

Le scelte urbanistiche, che di norma non comportano la necessità di specifica giustificazione oltre quella desumibile dai criteri generali di impostazione del piano o della sua variante, necessitano di congrua motivazione quando incidono su aspettative dei privati particolarmente qualificate, come quelle ingenerate da impegni già assunti dall'amministrazione mediante approvazione di piani attuativi o stipula di convenzioni.

Se è vero che l'Amministrazione, per regola generale, ha la più ampia discrezionalità nell'individuare le scelte ritenute migliori per disciplinare l'uso del proprio territorio, è altrettanto pacifico che tale regola generale subisca un'eccezione in alcune situazioni specifiche in cui il principio della tutela dell'affidamento impone che lo strumento urbanistico dia conto del modo in cui è stata ef... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ponderazione degli interessi pubblici e sono state operate le scelte di pianificazione: questa eventualità si verifica solo nei casi in cui la modifica progettata vada ad incidere su singole posizioni, connotate da una fondata aspettativa sulla destinazione dell'area, che per tale ragione si differenziano dalle posizioni degli altri soggetti interessati, imponendo all'Amministrazione il dovere di valutare con attenzione l'opportunità di modificare la precedente destinazione urbanistica di un'area e, comunque, di indicare articolatamente le ragioni che hanno portato a una nuova scelta pianificatoria.

La richiesta di un parere preventivo di fattibilità per la demolizione e per la successiva ricostruzione di un fabbricato di sua proprietà è inidonea a creare un affidamento che obblighi l'amministrazione a motivare in modo più approfondito le proprie scelte urbanistiche.

Il mutamento della disciplina urbanistica richiede una particolare motivazione soltanto qualora le destinazioni preesistenti siano assistite un affidamento qualificato in capo ai rispettivi titolari, fondato su specifiche aspettative, come quelle derivanti da un piano di lottizzazione approvato, da un giudicato di annullamento di un diniego di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... edilizia o dalla reiterazione di un vincolo scaduto.

L'aspettativa a mutamenti di destinazione urbanistica in direzione di riconoscimento di vocazione residenziale, è aspettativa di mero fatto (che non si sa se e quando potrà realizzarsi), e che quindi non può dare consistenza ad un interesse concreto degno di sopravanzare gli altri interessi tenuti in considerazione nell'operazione di scelta di localizzazione dell'opera pubblica.

In merito alle scelte urbanistiche, una generica aspettativa del privato ad una reformatio in melius, non è meritevole di particolare tutela, né è idonea a configurare obblighi di puntuale motivazione.

La modificazione degli strumenti urbanistici necessita di apposita motivazione, se le classificazioni preesistenti erano assistite da un affidamento qualificato, in capo ai rispettivi titolari, fondato su specifiche aspettative, come quelle derivanti da un piano di lottizzazione approvato, da un giudicato di annullamento di un diniego di concessione edilizia o dalla reiterazione di un vincolo scaduto.

La regola generale per la quale l'amministrazione ha la più ampia discrezionalità nell'individuare le scelte ritenute migliori per disci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...so del proprio territorio (ed anche nel rivedere le proprie precedenti previsioni urbanistiche) e che non deve dare motivazione specifica delle singole scelte urbanistiche, subisce un'eccezione in alcune situazioni specifiche in cui il principio della tutela dell'affidamento impone che il piano regolatore dia conto del modo in cui è stata effettuata la ponderazione degli interessi pubblici e sono state operate le scelte di pianificazione.

Le scelte urbanistiche in variante richiedono puntuale motivazione esclusivamente quando incidono su zone territorialmente circoscritte, ledendo legittime aspettative dei privati proprietari, in conseguenza di statuizioni giurisdizionali passate in giudicato, nonché di accordi con l'ente locale e di convenzioni di lottizzazione.

La titolarità di una posizione giuridica qualificata va esclusa quando l'interesse coinvolto concerna esclusivamente una precedente previsione urbanistica, che consentiva l'utilizzazione dell'area in modo più proficua; in tale ipotesi sussiste unicamente un'aspettativa generica del privato, avente ad oggetto la non reformatio in pejus della destinazione di zona, destinata a cedere dinanzi alla natura discrezionale del potere pubblico di pianificazione urbanistica... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r /> Un limite "di metodo" nell'esercizio della discrezionale pianificazione del territorio, è costituito dalla necessità di tenere conto dell'affidamento eventualmente ingenerato nei privati a seguito di determinati eventi specificamente individuati.

La regola generale che riserva all'Amministrazione ampia discrezionalità nel rivedere le proprie precedenti previsioni urbanistiche senza necessità di motivare specificamente le singole scelte di piano subisce eccezione solo in quelle situazioni particolari in cui il principio della tutela dell'affidamento impone che il piano regolatore dia conto del modo in cui è stata effettuata la ponderazione degli interessi pubblici e sono state operate le scelte di pianificazione, così rendendole sindacabili davanti al giudice amministrativo.

L'ampia discrezionalità connota le scelte in materia di pianificazione del territorio, non potendo il privato certo vantare alcuna legittima aspettativa ad un regime più favorevole.

L'interesse del privato relativa alla non reformatio in peius ovvero all'attribuzione di una specifica destinazione edilizia costituisce aspettativa generica, che deve ritenersi cedevole dinanzi alla discrezionalità de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bblico di pianificazione urbanistica.

L'amministrazione dispone generalmente della più ampia discrezionalità nell'individuare le scelte ritenute migliori per disciplinare l'uso del proprio territorio ed anche nel rivedere le proprie precedenti previsioni urbanistiche non deve dare motivazione specifica delle singole scelte; tuttavia, tale regola subisce un'eccezione in quelle situazioni in cui viene in rilievo il principio della tutela dell'affidamento, che impone che il piano regolatore dia conto del modo in cui è stata effettuata la ponderazione degli interessi pubblici e sono state operate le scelte di pianificazione, rendendole, quindi, sindacabili davanti al giudice amministrativo.

Di regola la modifica della precedente destinazione urbanistica impressa all'area risulta sufficientemente motivata in relazione ai criteri generali di impostazione del Piano Regolatore, enunciati nella Relazione illustrativa dello stesso: tuttavia, sussiste un onere motivazionale più penetrante in quelle situazioni in cui la modifica della precedente destinazione urbanistica va ad incidere su singole posizioni, connotate da una fondata aspettativa sulla destinazione dell'area, che per questo si differenziano dalle posizioni degli altri so... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ressati.

Il soggetto che ha proposto un piano di lottizzazione solo approvato ma non seguito dalla stipula della convenzione di lottizzazione non ha alcuna aspettativa all'approvazione di una variante che aumenti le potenzialità edificatorie.

Il principio per cui la P.A. ha la più ampia discrezionalità nell'individuare le scelte ritenute migliori per disciplinare l'uso del proprio territorio e non deve dare motivazione specifica delle singole scelte urbanistiche subisce un'eccezione in tutti quei casi in cui la modifica progettata (della precedente destinazione urbanistica) va ad incidere su singole posizioni, connotate da una fondata aspettativa sulla destinazione dell'area, che per questo si differenziano dalle posizioni degli altri soggetti interessati.

In capo ai privati coinvolti nelle previsioni di piano non è configurabile un'aspettativa qualificata ad una destinazione edificatoria in relazione ad una precedente determinazione dell'amministrazione, ma soltanto un'aspettativa generica al mantenimento della destinazione urbanistica "gradita" ovvero ad una reformatio in melius, analoga a quella di ogni altro proprietario di aree, che aspiri ad una utilizzazione comunque proficua dell'immobile.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eresse del privato relativa alla non reformatio in peius delle destinazioni di zona edificabili costituisce aspettativa generica, che deve ritenersi cedevole dinanzi alla discrezionalità del potere pubblico di pianificazione urbanistica.

Il rilascio del titolo abilitativo legittimante l'edificazione radica nel proprietario una specifica aspettativa circa la futura destinazione dell'area, e pone correlativamente a carico dell'amministrazione un onere motivatorio certamente più rigoroso, quanto alla ineluttabilità del sacrificio che travolga tali aspettative, rispetto agli ordinari standards motivazionali propri degli atti di pianificazione.

In materia urbanistica non vige alcun divieto di reformatio in pejus della disciplina urbanistica gravante su di un'area.

L'affidamento del privato al ripristino di una destinazione edificatoria del suo terreno non può basarsi su un'edificabilità che l'area possedeva in epoca assai remota.

La presenza di semplici richieste di permesso di costruire, anche se sfociate nel conseguimento di pareri favorevoli al loro accoglimento, non è idoneo a fondare legittime aspettative del privato in ordine all'esercizio del potere di pianificazione della P.A... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br /> L'attribuzione della facoltà edificatoria ad area privata avvenuta soltanto con l'adozione del piano, e quindi con un atto amministrativo ancora in attesa di consolidarsi a seguito della conclusione della procedura amministrativa di approvazione, con conferisce al privato un affidamento qualificato all'edificazione comportante un obbligo motivazionale specifico sul superamento dello stesso; le modifiche adottate in un piano migliorative della potenzialità edificatoria di un fondo, infatti, a differenza di quelle in peius, non entrano in vigore fino al perfezionamento del piano.

Rispetto alle determinazioni assunte dall'amministrazione all'atto dell'adozione del piano regolatore generale o di variante al piano medesimo, non integra un affidamento qualificato quello correlato, genericamente, ad una precedente previsione urbanistica che consenta un utilizzo dell'area in modo più proficuo.

Quando le classificazioni preesistenti siano assistite da specifiche aspettative, in capo ai rispettivi titolari, fondate su atti di contenuto concreto, tali da ingenerare un legittimo affidamento in capo a determinati soggetti, la variante che conferisca una nuova destinazione alle aree già urbanisticamente classificate, necessita d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...motivazione.

La concessione in sanatoria per manufatti abusivi genera specifiche aspettative in capo ai titolari del beni interessati; la variante urbanistica che imponga una diversa destinazione (nel caso di specie a strada) deve pertanto essere assistita da puntuale motivazione che dia conto delle ragioni di pubblico interesse che giustifichino il mutamento della qualificazione urbanistica della zona interessata a svantaggio del proprietario.

A fronte di una variante al P.R.G. il privato lottizzante non può invocare alcun affidamento ove si sia in presenza di una lottizzazione che non abbia avuto alcun seguito.

L'aspettativa generica alla non "reformatio in peius" delle destinazioni di zona è senz'altro cedevole dinanzi alla discrezionalità del potere pubblico di pianificazione urbanistica.

E' idonea a determinare un affidamento qualificato e meritevole di tutela l'attività dell'amministrazione consistente in reiterati atti anche endoprocedimentali a rilevanza esterna, volti ad accogliere le istanze pretensive degli interessati; tali atti, pur se non giunti per diverse ragioni a completamento dell'iter per la formazione del nuovo strumento urbanistico generale, danno consisten... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...icazione ad una aspettativa legittima che, lungi dal vincolare la pianificazione comunale, deve però farsi carico di motivazione specifica in ipotesi di suo sacrificio.

Non si può evincere un indebito sacrificio delle aspettative del proprietario se la scelta operata dall'Amministrazione, pur determinando una riduzione del valore economico del bene, risulti assistita da una congrua e convincente motivazione che esuli da profili di illogicità e travisamento dei fatti.

La posizione al confine con zone urbanizzate non può, per ciò solo, giustificare un'estensione dell'edificazione.

Le scelte urbanistiche che l'Amministrazione compie per la disciplina del territorio comunale non comportano di regola la necessità di una specifica motivazione che tenga conto delle aspirazioni dei privati.

È illegittima la modifica alla destinazione urbanistica dell'area, operata dall'organo regionale in sede di approvazione del PRG, incidente su una posizione di affidamento qualificata in capo al privato sprovvista di motivazione in ordine alle sopravvenute valutazioni intervenute riguardo la citata modifica.

La possibilità di recintare l'area di proprietà, espress... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... facoltà dominicale, non comporta, di per sé, l'insorgere di alcuna aspettativa ad una più proficua destinazione dell'area.

Le scelte urbanistiche costituiscono espressione di ampia discrezionalità dell'amministrazione, con la conseguenza che una motivazione specifica in ordine ad esse è richiesta solo in presenza di una situazione di aspettativa qualificata.

Qualora un'area avesse già una preesistente vocazione a verde privato, non sussiste in capo ai proprietari di essa un'aspettativa tutelabile circa il permanere della destinazione dell'area, e la variante allo strumento urbanistico generale che preveda una destinazione a verde pubblico attrezzato non necessita di una specifica motivazione.

Costituisce affidamento generico quello relativo alla non reformatio in peius di precedenti previsioni urbanistiche (anche se di piano particolareggiato), con nuove previsioni che non consentono una più proficua utilizzazione dell'area; ne consegue che in tali casi non sussiste la necessità di una motivazione specifica delle nuove destinazioni urbanistiche rispetto a quelle che possono agevolmente evincersi dai criteri di ordine tecnico - urbanistico seguiti per la redazione dello strumento... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... />
Non vi è una differenziata posizione nel caso dell'interesse correlato ad una precedente previsione urbanistica che consenta un utilizzo dell'area in modo più proficuo poiché in questo caso, infatti, viene in considerazione un'aspettativa generica del privato alla non reformatio in peius delle destinazioni di zona, cedevole dinanzi alla discrezionalità del potere pubblico di pianificazione urbanistica.

In assenza di qualsivoglia approvazione di piani attuativi o stipula di convenzioni ovvero adozione di altri atti, accordi o impegni, da parte dell'amministrazione comunale, idonei a far sorgere aspettative qualificate in ordine alla classificazione imprimenda ai terreni di proprietà privata, non sussiste un affidamento qualificato in ordine alla futura disciplina urbanistica dell'area, ovvero alle aspettative edificatorie dei proprietari.

Il privato non vanta alcuna posizione di affidamento al mantenimento, in sede di revisione dello strumento urbanistico generale, della destinazione d'uso dell'area a lui favorevole, tale da implicare l'onere di una motivazione particolarmente diffusa: rispetto ad una precedente previsione urbanistica che consente di utilizzare l'area in modo più proficuo si co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...atti un'aspettativa generica alla non reformatio in pejus, cedevole di fronte alla discrezionalità del potere pubblico di pianificazione urbanistica.

Le scelte urbanistiche sottese all'approvazione di una variante necessitano di congrua motivazione quando incidono su aspettative dei privati particolarmente qualificate, come quelle ingenerate da impegni già assunti dalla P.A. mediante approvazione di piani attuativi o stipula di convenzioni: in tali evenienze, la completezza della motivazione costituisce infatti lo strumento dal quale deve emergere l'avvenuta comparazione tra il pubblico interesse cui si finalizza la nuova scelta e quello del privato.

Il privato che si ritenga leso da una scelta di piano non favorevole ai suoi interessi in ordine alla destinazione data ad una certa area di sua proprietà, non può chiedere ragione della scelta amministrativa; il sistema amministrativo non tutela, infatti, la pretesa ad una giustificazione analitica delle scelte amministrative giustificata dalla violazione dell'affidamento sull'edificabilità di una certa area.

Deve negarsi che il titolare del bene abusivamente edificato con costruzioni destinate ad insediamento produttivo commerciale - possa essere riten... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e di una legittima aspettativa a vedere destinata ad insediamenti produttivi l'area occupata, o, in ogni caso, ad opporsi alla destinazione pubblica (nel caso di specie edilizia scolastica) dell'area abusivamente costruita, per effetto dell'attività esercitata, delle autorizzazioni ad essa inerenti o sulla base di certificazioni meramente provvisorie di agibilità dei manufatti medesimi.

L'aspettativa generica del privato alla non "reformatio in peius" delle destinazioni di zona, è interesse cedevole di fronte alla discrezionalità del potere pubblico di pianificazione urbanistica.

Con riferimento alle precedenti previsioni urbanistiche, che consentivano una più proficua utilizzazione dell'area, viene in considerazione un'aspettativa generica del privato alla non reformatio in peius delle destinazioni di zona, interesse comunque cedevole dinanzi alla discrezionalità del potere pubblico di pianificazione urbanistica.

Non può vantare una posizione di aspettativa qualificata tale da determinare un obbligo di motivazione della variante urbanistica comportante modificazione rispetto a piano di lottizzazione già approvato, colui che è subentrato nella proprietà dei beni in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uccessivamente all'adozione ed approvazione definitiva della variante medesima, non potendo il medesimo vantare alcun affidamento su atti ed impegni intercorsi tra Comune e i precedenti proprietari.

Dalla generica aspettativa ad una reformatio in melius del proprio terreno del tutto identica a quella di ogni altro proprietario che aspiri ad un'utilizzazione edificatoria della propria area, non discende un'aspettativa particolarmente qualificata che possa giustificare un onere motivazionale puntuale in sede di pianificazione urbanistica, a carico dell'Amministrazione.

Il sistema amministrativo non tutela la pretesa ad una giustificazione analitica delle scelte amministrative, giustificata dalla violazione dell'affidamento sull'edificabilità di una certa area.

L'esistenza di un piano di lottizzazione non priva l'amministrazione della potestà di adottare in prosieguo differenti scelte urbanistiche, a condizione che siano esplicitate le ragioni di pubblico interesse che hanno indotto a ritenere superato il precedente assetto urbanistico. In seguito al mutamento della disciplina urbanistica, le aspettative del privato lottizzante al conseguimento degli atti abilitativi alle costruzioni, restano sacrificate ed in riferimento ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fiche si determina la degradazione dei diritti scaturenti dalla convenzione urbanistica ad interessi legittimi.

La giurisprudenza ha tassativizzato i casi (stipula di una convenzione di lottizzazione, annullamento con sentenza passata in giudicato di diniego di concessione edilizia, reiterazione di un vincolo espropriativo scaduto), in cui il privato può vantare un affidamento qualificato all'esercizio della potestà pianificatoria da parte del Comune, superabile dall'amministrazione solo previa motivazione specifica; tra le suddette ipotesi di affidamento giuridicamente tutelabile non rientra l'avvenuta cessione, da parte del privato, a favore dell'Amministrazione, di aree per realizzazione di infrastrutture del territorio.

La variante di un piano regolatore, che conferisce nuova destinazione ad aree che risultano già urbanisticamente classificate, necessita di apposita motivazione solo quando le classificazioni preesistenti siano assistite da specifiche aspettative in capo ai rispettivi titolari, fondate su atti di contenuto concreto.

Il rilascio della concessione edilizia non preclude all'ente locale di attribuire una diversa destinazione urbanistica all'area interessata dall'intervento assentito, tuttavia imp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...esso ente un onere di motivazione congrua ed articolata in ordine alla nuova scelta effettuata, atteso che la posizione qualificata di cui è titolare il soggetto al quale era stato rilasciato il permesso di costruire ha determinato in lui un giusto affidamento, che richiede una particolare considerazione.

Per ingenerare in capo alla P.A. un onere di congrua motivazione sulle scelte urbanistiche effettuate le aspettative dei privati devono essere fondate su atti di contenuto concreto, come quelle derivanti da un piano di lottizzazione approvato, da un giudicato di annullamento di un diniego di concessione edilizia o dalla reiterazione di un vincolo scaduto.



 
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