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Cambi di orientamento amministrativo nella pianificazione urbanistica: il peggioramento dello jus aedificandi

La variante urbanistica che imprime una nuova destinazione più sfavorevole ad aree che sono state già diversamente classificate necessita di puntuale motivazione. Non è del resto invocabile da parte dei privati proprietari una sorta di diritto all'immutabilità della classificazione urbanistica dell’area.

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titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
pagine: 2099 in formato A4, equivalenti a 3568 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> MOTIVAZIONE --> PEGGIORAMENTO DELLO IUS AEDIFICANDI

In caso di variante ad uno strumento urbanistico, l'esistenza di una precedente diversa previsione urbanistica non comporta per l'Amministrazione la necessità di fornire particolari spiegazioni sulle ragioni delle differenti scelte operate, anche quando queste siano nettamente peggiorative per i proprietari e per le loro aspettative, dovendosi in tali casi dare prevalente rilievo all'interesse pubblico che le nuove scelte pianificatorie intendono perseguire.

L'esistenza di una precedente e diversa previsione urbanistica non comporta per l'Amministrazione la necessità di fornire particolari spiegazioni sulle ragioni delle differenti scelte operate, anche quando queste siano nettamente peggiorative per i proprietari e per le loro aspettative, non essendo tale circostanza sufficiente a fondare in capo a quest'ultimi quell'aspettativa qualificata la cui sussistenza imporrebbe all'Amministrazione un obbligo di più puntuale e specifica motivazione rispetto a quella, di regola sufficiente, basata sul richiamo alle linee generali di impostazione del piano, dovendosi in tali casi dare prevalente... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'interesse pubblico che le nuove scelte pianificatorie intendono perseguire.

L'Amministrazione deve motivare le proprie scelte urbanistiche quando il soggetto interessato dall'atto di pianificazione versi in situazione di particolare affidamento, che può derivare da una convenzione urbanistica stipulata con il medesimo Comune, che riservi all'area un trattamento più favorevole rispetto a quello introdotto con il piano sopravvenuto, ovvero da una sentenza di annullamento di un provvedimento di diniego al rilascio un titolo edilizio, o ancora quando l'Amministrazione intenda imprimere destinazione agricola ad un lotto intercluso da fondi legittimamente edificati.

In assenza di un piano attuativo approvato e convenzionato, nessun affidamento deriva dalla diversa destinazione urbanistica pregressa della medesima area, rispetto alla quale l'amministrazione conserva ampia discrezionalità, ben potendo apportare modificazioni «peggiorative» rispetto agli interessi del proprietario, in capo al quale è configurabile nulla più che una generica aspettativa al mantenimento della destinazione urbanistica gradita, ovvero a una reformatio in melius, analoga a quella di ogni altro proprietario di aree, che aspiri ad un... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione comunque proficua dell'immobile.

L'onere di motivazione, gravante sull'amministrazione in sede di adozione di uno strumento urbanistico, risulta soddisfatto con l'indicazione dei profili generali e dei criteri che sorreggono il complesso delle scelte effettuate per il governo del territorio, senza necessità di una motivazione puntuale, salvo i casi in cui tali scelte incidano su zone territorialmente circoscritte ledendo legittime aspettative.

In sede di adozione di strumenti urbanistici l'Amministrazione è assoggettata ad un onere di motivazione attenuato che non richiede ampiezza di argomentazioni a sostegno di decisioni contrastanti con i desideri del privato.

Sussistono casi-limite in cui la presenza di un'aspettativa qualificata o di un legittimo affidamento richiedono, a fronte di una reformatio in peius operata dallo strumento programmatorio, una motivazione dettagliata e circostanziata; tale non può considerarsi la semplice "storica vocazione edificatoria" dell'area o la precedente presentazione di proposte di piani attuativi.

Nessun affidamento qualificato può derivare dalla diversa destinazione urbanistica pregressa della medesima area: pure rispetto ad essa, infatti, l'amminis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nserva ampia discrezionalità, ben potendo apportare modificazioni peggiorative rispetto agli interessi del proprietario, titolare di una aspettativa al mantenimento della destinazione urbanistica gradita analoga a quella di ogni altro proprietario di aree che aspiri ad una utilizzazione comunque proficua dell'immobile.

A fronte della osservazione con la quale i privati propongono una diversa "zonizzazione" delle aree di loro proprietà, il Comune - non vantando gli stessi una aspettativa qualificata derivante da preesistente e più favorevole destinazione - non è tenuto né ad una motivazione puntuale, né, comunque, a prescindere dalle proprie valutazioni generali di pianificazione urbanistica.

La modificabilità delle previsioni urbanistiche vale sia quando da una destinazione più favorevole l'Amministrazione intenda passare ad una deteriore, sia nel caso inverso in cui si postula il passaggio da una destinazione di zona più sfavorevole, ad una migliorativa delle aspettative, in senso edificatorio, dei privati.

L'aspettativa del privato alla salvaguardia della precedente tipizzazione più favorevole dei suoli di sua proprietà e/o all'ottenimento di una tipizzazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; gradita è di per sé cedevole rispetto all'esercizio della potestà pianificatoria finalizzata alla più corretta e razionale disciplina urbanistica del territorio comunale: in altri termini, il proprietario delle aree investite dall'esercizio in concreto della potestà pianificatoria gode di una mera aspettativa di fatto, e non di un interesse legittimo, a che le scelte di piano accontentino le sue aspirazioni o comunque non peggiorino la precedente situazione edificatoria, salvo, beninteso, le particolari situazioni di aspettativa e di affidamento sopra evidenziate.

La differente destinazione di un immobile nella precedente pianificazione urbanistica non determina l'insorgenza in capo al privato di un affidamento qualificato alla conservazione della destinazione né comporta un aggravamento degli oneri motivazionali in capo all'amministrazione che voglia modificare la precedente destinazione.

Nessun affidamento in capo al privato deriva dalla diversa destinazione urbanistica pregressa della medesima area, rispetto alla quale l'amministrazione conserva ampia discrezionalità, ben potendo apportare modificazioni "peggiorative" rispetto agli interessi del proprietario, in capo al quale è configurab... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iù che una generica aspettativa generica al mantenimento della destinazione urbanistica gradita, ovvero a una reformatio in melius, analoga a quella di ogni altro proprietario di aree, che aspiri ad una utilizzazione comunque proficua dell'immobile.

L'esistenza di una precedente diversa previsione urbanistica non comporta per l'Amministrazione la necessità di fornire particolari spiegazioni sulle ragioni delle diverse scelte operate, anche quando queste siano nettamente peggiorative per i proprietari e per le loro aspettative, dovendosi in tali altri casi dare prevalente rilievo all'interesse pubblico che le nuove scelte pianificatorie intendono perseguire.

Le scelte di tipo urbanistico sono connotate da una lata discrezionalità dell'amministrazione per cui solo in presenza di aspettative qualificate del privato l'amministrazione ha l'obbligo di motivare in modo specifico la scelta di tipizzare un'area in maniera difforme da quanto già previsto da uno strumento urbanistico in vigore.

Le scelte amministrative pianificatorie sulla destinazione dei suoli non richiedono una specifica motivazione, salvi i casi in cui sussiste in capo al privato una aspettativa qualificata che tuttavia non può derivare dal... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...destinazione urbanistica precedentemente attribuita alla stessa area, rispetto alla quale l'amministrazione conserva ampia discrezionalità potendo anche modificarla in senso peggiorativo.

Le scelte operate dall'amministrazione in ordine alla destinazione delle singole aree data con i p. r. g. non necessitano di apposita motivazione, oltre quella che può evincersi dai criteri generali seguiti nell'impostazione del piano; tuttavia, un obbligo di motivazione specifica sussiste in caso di incisione in senso peggiorativo della destinazione di un'area con riferimento anche all'affidamento creato in capo al privato derivante dalla destinazione urbanistica modificata.

L'Amministrazione è libera di mutare il proprio orientamento pianificatorio, ben "potendo modificare la destinazione urbanistica in peius rispetto agli interessi del proprietario" senza necessità di specifica ed analitica motivazione.

Anche nei casi in cui lo strumento sopravvenuto introduca una disciplina peggiorativa rispetto a quella previgente, la giurisprudenza afferma che va considerato affidamento generico quello alla non "reformatio in peius" delle precedenti previsioni urbanistiche, con la conseguenza che pure in tali casi non sussiste la nec... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; di una motivazione specifica delle nuove previsioni.

Una volta che in sede progettuale l'interessato osservi tutte le prescrizioni dei piani urbanistici di riferimento, l'esercizio della discrezionalità che residua in capo all'Amministrazione, anche a voler ritenere ammissibile per una variante semplificata l'esercizio di un potere di "politica urbanistica", deve essere sostenuta da una specifica e congrua motivazione che dia conto della regola di indirizzo individuata per il caso concreto.

Affinché in capo all'amministrazione che eserciti il suo ius variandi in materia urbanistica, sussista un obbligo di corredare le sue scelte discrezionali di una puntuale motivazione giustificativa, i proprietari delle aree interessate devono essere titolari di una posizione giuridicamente qualificata, non riscontrabile in caso di proposta di accordo con l'Amministrazione manchevole del necessario e conforme assenso comunale, reso nelle forme all'uopo prescritte.

In fattispecie non concernente un nuovo strumento urbanistico di carattere generale, destinato ad una complessiva ridefinizione e regimazione del territorio comunale, ma una variante di carattere specifico, incidente su singole e circoscritte aree, le scelte urbanistiche, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; se determinanti un repentino disconoscimento della pregressa destinazione residenziale, devono essere sorrette da adeguata e congrua istruttoria ed assistite da una motivazione di carattere specifico, idonea a giustificare i singoli operati mutamenti, certamente non riducibile al richiamo di profili e criteri di ordine generale o, meramente, al carattere discrezionale del potere pianificatorio.

La regola generale secondo cui l'amministrazione non è tenuta a motivare specificamente le scelte urbanistiche riguardanti singole aree non opera quando il soggetto interessato versi in situazione di particolare affidamento derivante da una convenzione, stipulata con l'ente preposto alla pianificazione, che riservi alla sua area un trattamento più favorevole rispetto a quello introdotto con il piano sopravvenuto, nonché nel caso in cui l'autorità intenda imprimere destinazione agricola ad un lotto intercluso da fondi legittimamente edificati ed infine nel caso in cui lo strumento urbanistico effettui un sovradimensionamento delle aree destinate ad ospitare attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale.

E' legittima la previsione del regolamento urbanistico edilizio che inibisce nuove destinazioni abitative in dete... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zioni di territorio atteso che le scelte operate in sede locale restano rimesse a valutazioni discrezionali censurabili solo per irrazionalità o travisamento di fatto.

L'amministrazione è tenuta a motivare specificamente le scelte riguardanti le singole zone, effettuate con lo strumento di pianificazione territoriale quando il soggetto interessato dall'atto di pianificazione versi in posizioni di particolare affidamento derivanti da una convenzione di lottizzazione, stipulata con il Comune, che riservi alla sua area un trattamento più favorevole rispetto a quello introdotto con il piano sopravvenuto ovvero derivanti da una sentenza di annullamento di un provvedimento di diniego al rilascio un titolo edilizio.

Le modifiche di carattere urbanistico imposte dall'amministrazione con effetto immediato su un'area occupata da un'attività sgradita non possono essere talmente gravose da impedire il normale svolgimento della medesima attività né, una nuova destinazione introdotta al posto di quella sgradita può essere svincolata dal reale stato dei luoghi.

Per consolidata giurisprudenza i cambi di orientamento nella pianificazione urbanistica rientrano in una sfera di ampia discrezionalità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...atio in peius non richiede una motivazione puntualmente riferita a ogni singola proprietà che subisca il ridimensionamento o la cancellazione delle facoltà edificatorie; tuttavia le modifiche apportate alla zonizzazione non possono essere arbitrarie. È sempre necessario che il disegno alla base della nuova disciplina urbanistica sia complessivamente ragionevole e che i sacrifici imposti ai proprietari siano proporzionati alle finalità dichiarate.

La variante urbanistica che imprime una nuova destinazione più sfavorevole ad aree che sono state già diversamente classificate necessita di puntuale motivazione, quando l'amministrazione abbia creato in capo ai titolari specifiche aspettative che risultano fondate su atti di contenuto concreto, quali la stipula della convenzione di lottizzazione.

La trasformazione di una zona da edificabile a verde privato, non necessita di particolare motivazione in ordine all'aspirazione del privato a mantenere la precedente destinazione urbanistica gradita, essendo sufficiente la dichiarata intenzione del Comune di conservare spazi di verde idonei a garantire una più equilibrata distribuzione degli insediamenti abitativi, in quanto in capo ai privati coinvolti nelle nuove... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... urbanistiche non è configurabile un'aspettativa qualificata alla conservazione della destinazione edificatoria, ma soltanto un'aspettativa generica ad una "reformatio in melius", analoga a quella di ogni altro proprietario che aspiri ad un uso proficuo dell'immobile.

In sede di scelte urbanistiche, il generico affidamento alla "non reformatio in pejus" della precedente destinazione richiede solo che una motivazione possa agevolmente evincersi dai criteri seguiti per la redazione del nuovo strumento pianificatorio, in modo che siano chiari ed espliciti le finalità e gli obiettivi che hanno indotto il pianificatore comunale a disattendere precedenti scelte.

La semplice preesistenza della capacità edificatoria non onera l'amministrazione di una più penetrante motivazione, poiché il mutamento di destinazione trova pur sempre esauriente giustificazione nelle sopravvenute ragioni che possono determinare la convenienza di migliorare la pianificazione territoriale.

La preesistente destinazione urbanistica non impedisce l'introduzione di previsioni di segno diverso in virtù dell'esercizio di uno jus variandi pacificamente riconosciuto all'Amministrazione; non è al riguardo invocabile ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i diritto all'immutabilità della classificazione urbanistica dell'area di proprietà.

Non costituisce affidamento qualificato, tale da richiedere una motivazione specifica, l'interesse del proprietario a mantenere la destinazione dell'area impressa dai precedenti strumenti urbanistici, essendo sempre possibile per l'amministrazione procedere, con il nuovo piano, ad una reformatio in peius.

I cambi di orientamento nella pianificazione urbanistica rientrano in una sfera di ampia discrezionalità. La reformatio in peius e parallelamente il diniego di reformatio in melius non richiedono una motivazione puntualmente riferita a ogni singola proprietà che subisca il ridimensionamento delle facoltà edificatorie o veda frustrata la propria vocazione residenziale.

Non è ravvisabile un'aspettativa qualificata, che esige un'approfondita motivazione degli strumenti urbanistici generale o loro varianti, rispetto al mutamento della destinazione urbanistica pregressa della medesima area, mutamento rispetto al quale l'Amministrazione ha ampia discrezionalità e può modificare la destinazione stessa, anche in senso peggiorativo rispetto agli interessi del proprietario.

La destinazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... pregressa, cioè risultante dallo strumento vigente al momento della nuova pianificazione, non radica in capo ai proprietari delle aree una aspettativa legittima alla conservazione della destinazione medesima, poiché rispetto ad essa l'Amministrazione conserva una discrezionalità di ampia latitudine, ben potendo modificare in peius, rispetto agli interessi dei proprietari, la destinazione dell'area medesima.

È ragionevole la scelta pianificatoria di sostituire precedenti previsioni di espansione, con il carico di edificazione e consumo del territorio che ciò comporta, con la ristrutturazione e recupero a fini residenziali di edifici esistenti, specie qualora il recupero del patrimonio edilizio esistente, soprattutto quello permanentemente non utilizzato, da attuarsi preventivamente rispetto alla realizzazione di nuovi insediamenti sia obiettivo esplicitato dal P.T.R.C. e dal P.T.C.P..

La sentenza che accerta l'illegittimità del silenzio sull'istanza di piano di lottizzazione non basta a radicare in capo ai ricorrenti un'aspettativa alla conservazione della destinazione urbanistica delle aree di loro proprietà.

Un affidamento qualificato del privato che rende necessaria una motivazione s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lle scelte effettuate in sede di pianificazione urbanistica, non sussiste in ipotesi di una generica aspettativa alla conservazione della precedente previsione urbanistica, onde conseguire un utilizzo, più proficuo dell'area.

Va affermata l'ampia discrezionalità che connota le scelte dell'amministrazione in ordine alla destinazione dei suoli in sede di pianificazione generale del territorio, tali da non richiedere una particolare motivazione al di là di quella ricavabile dai criteri e principi generali che ispirano il PRG, derogandosi a tale regola solo in presenza di specifiche situazioni di affidamento qualificato del privato a una specifica destinazione del suolo, ipotesi non sussistente qualora la precedente destinazione edificabile risulti inattuata per circa 20 anni.

L'onere di motivazione specifica in sede di adozione del piano regolatore generale, non è richiesto quando sussiste l'ipotesi dell'interesse correlato ad una precedente previsione urbanistica che consenta un utilizzo dell'area in modo più proficuo.

L'azione del Comune che, intervenendo su una propria precedente determinazione nell'ambito del governo del territorio, incide sulle situazioni giuridiche dei terzi, non è di per s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...legittima, essendo certamente esplicazione di una potestà generale di ordine per la fruizione del bene comune, ma in quanto tale rimane soggetta alle regole generali dell'azione amministrativa, prima tra tutte quella di rendere conto delle ragioni del proprio agire.

Ad imporre una più pregnante motivazione delle scelte urbanistiche non è sufficiente la semplice preesistente possibilità edificatoria, poiché, in questo caso, il mutamento di destinazione può trovare esauriente giustificazione, ex art. 10, co. 7, legge 1150/1942 nelle «sopravvenute ragioni che determinino la totale o parziale inattuabilità del piano o la convenienza di migliorarlo».

Non sussiste uno specifico onere di motivazione se le definizioni di zone con ridotto indice trovino coerente giustificazione nelle linee portanti della pianificazione; ciò esclude la necessità di dar conto della comparazione con gli interessi dei privati incisi da vincoli o altre prescrizioni (salvo impegni già presi, ad esempio, con la stipula di una convenzione di lottizzazione).

Una precedente miglior collocazione non fa maturare in capo al proprietario specifiche aspettative di conservare vantaggi, che gli d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...precedenti scelte programmatorie. La naturale evoluzione delle esigenze di cura e gestione del territorio devono limitare le ipotesi di "congelamento" a situazioni più specifiche, laddove il proprietario abbia investito in iniziative assentite, o concordate con le autorità preposte; situazioni comunque reversibili, ma che esigono una attenzione particolare, sì da rendere necessario esplicitare gli interessi pubblici prevalenti su tali qualificate aspettative.

Nessuna aspettativa, comportante la necessità di una più incisiva e singolare motivazione degli strumenti urbanistici, deriva dalla diversa destinazione urbanistica pregressa della medesima area, rispetto alla quale l'Amministrazione conserva ampia discrezionalità, potendo modificare in peius rispetto agli interessi del proprietario la destinazione urbanistica.

Non può ritenersi qualificato l'interesse del privato proprietario correlato ad una precedente previsione urbanistica che consenta un utilizzo dell'area in modo più proficuo.

L'aspettativa generica del privato alla non reformatio in pejus delle destinazioni di zona edificabili cede a fronte della discrezionalità del potere pubblico di pianificazione urbanistica... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ale vale il principio generale della non necessità di motivazione ulteriore rispetto a quelle che si possono evincere dai criteri di ordine tecnico urbanistico seguiti per la redazione del progetto di strumento.

L'esercizio dello "jus variandi" in sede pianificatoria include il potere di mutare discrezionalmente il regime giuridico-urbanistico dell'area, nel senso di cambiare la sua "vocazione" in senso giuridico.

Nessuna aspettativa comportante puntuale motivazione deriva dalla diversa destinazione urbanistica pregressa della medesima area, rispetto alla quale l'Amministrazione conserva ampia discrezionalità, potendo modificare in peius rispetto agli interessi del proprietario la destinazione urbanistica.

Non esiste una preclusione assoluta a nuovi interventi di pianificazione urbanistica, che vanifichino in tutto o in parte le aspettative edilizie dei privati, atteso che lo ius variandi, relativo alle prescrizioni di Piano Regolatore Generale, include - eventualmente - anche uno ius poenitendi, relativo ai successivi vincoli assunti dal Comune mediante convenzioni di lottizzazione, salva la necessità di motivazione, intesa pure come giusta considerazione di quelle aspettative.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i imprimere una determinata destinazione ad una determinata zona non necessitano di specifica motivazione se non nel caso che la scelta vada ad incidere su una preesistente posizione giuridica soggettiva differenziata.

Avuto riguardo alla destinazione delle singole aree, la scelta urbanistica non abbisogna di specifica motivazione se non nel caso che si vada ad incidere su posizioni giuridicamente differenziate.

Per una più penetrante motivazione delle scelte urbanistiche non è sufficiente la semplice preesistente possibilità edificatoria, onde non può essere invocata la cd. polverizzazione della motivazione, la quale si porrebbe in contrasto con la natura generale dell'atto che - come tale - non richiede altra motivazione rispetto a quella automaticamente esplicitata dai criteri di ordine tecnico osservati per la redazione dello stesso.

Il contrasto fra la destinazione urbanistica dell'area previgente alla modifica del piano regolatore generale e quella impressa da quest'ultimo non determina alcun vizio d'illegittimità, costituendo espressione del legittimo esercizio dello jus variandi in sede pianificatoria, il quale comporta il potere di mutare il regime giuridico-urbanistico dell'area e quindi ca... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ua «vocazione» in senso giuridico, sussistendone le ragioni giustificative.

Non è ravvisabile alcuna contraddizione tra le zonizzazioni di un nuovo PRG ed le classificazioni dei precedenti piani regolatori, che riconoscevano maggiori prospettive edificatorie ai proprietari; la scelta di contenere le volumetrie deve essere ricondotta alla sfera di libera determinazione dell'ente locale, il quale è istituzionalmente rappresentativo di tutti gli appartenenti alla comunità, ivi compresi i non proprietari di terreni.

Solo un giudicato di annullamento del diniego, espresso o tacito, di un titolo edilizio può costituire situazione idonea a creare aspettative e affidamenti giuridicamente tutelabili, tali da obbligare l'amministrazione a estrinsecare una più incisiva e singolare motivazione del mutamento «in pejus» delle previsioni urbanistiche.

È legittima la riduzione dell'indice di densità fondiaria e dell'altezza degli edifici che sia motivata dalla necesità di salvaguardare l'armonia dello sviluppo urbanistico del territorio, evitando un'edificazione sproporzionata per altezza e volumetria e dalla necessità di porre rimedio alle problematiche sorte a ca... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...evatezza dell'indice fondiario.

Per l'approvazione di una variante al piano regolatore che comporta un'incisione in senso peggiorativo della destinazione di un terreno sul quale è da tempo operante un'attività produttiva è sempre necessaria una motivazione adeguata e specifica in ordine alle ragioni che impongono quella scelta, le quali possono essere anche desumibili - purché univocamente - dalle linee generali dello strumento urbanistico, e che dia conto delle modalità con cui è stata effettuata la ponderazione degli interessi pubblici e di quelli privati coinvolti.

Non è configurabile alcuna pretesa alla non reformatio in pejus della precedente disciplina urbanistica.

Le scelte adottate per ciò che attiene alla destinazione delle singole aree non necessitano di una specifica motivazione, se non nel caso in cui la scelta vada ad incidere negativamente su posizioni giuridicamente differenziate, ravvisabili nell'esistenza di piani e/o progetti di lottizzazione già approvati.

Costituisce affidamento generico quello relativo alla non reformatio in pejus di precedenti previsioni urbanistiche, con la conseguenza che in tali casi non sussiste la necessità ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vazione specifica delle nuove destinazioni urbanistiche rispetto a quelle che possono agevolmente evincersi dai criteri di ordine tecnico - urbanistico seguiti per la redazione dello strumento stesso.

Nei casi in cui la modifica della precedente destinazione urbanistica va ad incidere su singole posizioni, connotate da una fondata aspettativa sulla destinazione dell'area, che per questo si differenziano dalle posizioni degli altri soggetti interessati, l'amministrazione ha il dovere di valutare con attenzione l'opportunità di mutare la precedente destinazione urbanistica di un'area e, se ritiene di dover diversamente disciplinare tale area e sacrificare comunque gli interessi dei soggetti coinvolti, deve indicare le ragioni logiche che hanno portato a tale nuova scelta pianificatoria.

Le evenienze che giustificano una più incisiva e singolare motivazione della variante a piano regolatore generale sono da ravvisare: a) nel superamento degli standard minimi di cui al D.M. 1444/1968; b) nella lesione dell'affidamento qualificato del privato - convenzioni di lottizzazione, accordi di diritto privato tra il comune e i proprietari delle aree, aspettative nascenti da giudicati di annullamento di dinieghi di concessione edilizia o di silenzio ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...una domanda di concessione; c) nella modificazione in zona agricola della destinazione di un'area limitata, interclusa da fondi edificati in modo non abusivo. Al di fuori di tali circostanze, anche nel caso della semplice preesistente possibilità edificatoria, è sufficiente il rinvio alla relazione di accompagnamento al piano regolatore generale dalla quale si possono evincere i criteri generali di ordine tecnico- discrezionale seguito nell'impostazione del piano stesso.

La presenza di una sentenza passata in giudicato che assegna all'area una precisa destinazione urbanistica e la stipula tra P.A. e privato di una convenzione che conferma tale destinazione giustifica la presenza di un'affidamento in capo al privato al mantenimento della destinazione e obbliga la P.A. che la modifichi ad una precisa motivazione sul punto, anche in presenza di titolo edilizio decaduto.

Non sussiste alcun affidamento del privato all'immodificabilità della destinazione urbanistica qualora il piano di lottizzazione da lui presentato sia stato approvato ma poi sospeso dal co.re.co..

Una previsione in sede di adozione dello strumento urbanistico più favorevole al privato non è in grado di creare un'aspettativa giuridicament... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tale da giustificare particolari oneri motivazionali nel mutamento della medesima in sede di approvazione.

In capo ai privati coinvolti nelle previsioni di piano non è comunque configurabile un'aspettativa qualificata ad una destinazione edificatoria in relazione ad una precedente determinazione dell'amministrazione, ma soltanto un'aspettativa generica ad una reformatio in melius, analoga a quella di ogni altro proprietario di aree che aspiri ad una utilizzazione più proficua dell'immobile.

Un titolo edilizio decaduto è inidoneo a fondare una posizione di aspettativa qualificata di cui tener conto in sede di variante urbanistica, per cui nessun specifico onere motivazionale può essere imposto alla P.A..

Per la necessità di una più penetrante motivazione delle scelte pianificatorie, non è sufficiente la semplice, preesistente, possibilità edificatoria, poiché, in questo caso, il mutamento di destinazione trova esauriente giustificazione nelle "sopravvenute ragioni che determinino la totale o parziale inattuabilità del piano o la convenienza di migliorarlo".

E' obbligo del pianificatore fornire adeguata e congrua motivazione delle proprie spec... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te laddove decida di mutare la classificazione di zona in pendenza di domanda di concessione edilizia, e ciò vale precipuamente in relazione a riclassificazioni che peggiorino il dato circa l'edificabilità dei terreni, per l'incidenza delle stesse sullo ius aedificandi dei privati.


 
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