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Furto di beni pubblici: furto di acque e furto venatorio

 FURTO DI ACQUE
 FURTO VENATORIO

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titolo:ABUSI SU BENI DEMANIALI - giurisprudenza sistematica 2009-2015
anno:2016
pagine: 763 in formato A4, equivalenti a 1297 pagine in formato libro
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DEMANIO E PATRIMONIO --> ABUSI DEI PRIVATI --> REATI --> FURTO

Il prelievo di materiale inerte da parte dell'ex-titolare di concessione demaniale costituisce furto aggravato, trattandosi di beni destinati a pubblica utilità.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ABUSI DEI PRIVATI --> REATI --> FURTO --> ACQUE

Non può dubitarsi della qualificazione giuridica del fatto in termini di condotta furtiva e non già di mero illecito amministrativo, nel caso non di derivazione del corso di acque pubbliche dalla loro sede naturale, ma di un impossessamento (anche tentato) di acque mediante un precario sistema di prelievo (es.: tubo di gomma applicato alla forte erogatrice di acqua).

Nel caso di sottrazione di acqua destinata alla irrigazione e dunque con una finalità pubblica, tale azione pregiudica la fruizione della fonte di approvvigionamento per le esigenze dell'agricoltura, e quindi sebbene provochi un danno di lieve valore economico, integra il reato di furto aggravato.

Ricorre la circostanza aggravante di cui all'art. 625 c.p., n. 7 nel furto d'acqua dalla rete idrica comunale, in ragione della destinazione pubblica della "res furtiva" a rischio per la pubblica uti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., dato che riduce la possibilità di fruizione collettiva.

L'illecito di abusiva captazione di acque pubbliche è da qualificare come illecito permanente, dal momento che consegue da un'attività di continuo emungimento dell'acqua, anche se realizzato uno actu mediante l'escavazione di pozzi.

Il prelievo abusivo di acqua pubblica già convogliata nell'acquedotto integra il delitto di furto (art. 624 c.p.) e non l'illecito amministrativo di cui all'art. 23 D. Lgs. 152/1999.

Il fatto che il soggetto, dopo l'accertamento del prelievo non autorizzato di acque demaniali, abbia ottenuto i necessari titoli autorizzatori non può valere ad elidere la già intervenuta commissione del reato: l'eventuale diritto di utilizzare le acque in pendenza della domanda di concessione del prelievo, anche in sanatoria, non potrebbe far venir meno la configurazione del reato con riferimento al prelievo realizzato antecedentemente alla presentazione della detta domanda di concessione.

L'impossessamento abusivo di acque pubbliche - in virtù dell'art. 23 D. Lgs. 152/1999, che ha sostituito l'art. 17 R.D. 1775/1933 - integra esclusivamente un illecito amministrativo ed è attualmente punito solo co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne amministrativa prevista dallo stesso art. 23 D. Lgs. 152/1999 e non a titolo di furto, a norma dell'art. 624 c.p., poiché, attesa la natura di norma speciale del citato art. 23 rispetto alla disposizione del codice penale, prevale la norma speciale su quella generale, ai sensi dell'art. 9 legge 689/1981.

L'impossessamento di acque già convogliate in una rete idrica pubblica costituisce una condotta punita ai sensi dell'art. 624 c.p. e non dell'art. 17 R.D. 1775/1933, dal momento che queste acque, una volta convogliate, non sono più pubbliche: invero un problema di concorso tra le due norme che si sono citate può porsi unicamente per le acque pubbliche così come definite dal D.P.R. 238/1999 altrimenti si finirebbe con il sovrapporre questa nozione con quella che trae causa dalla natura pubblica dell'ente proprietario.

La giurisprudenza più recente sembra attestata sulla tesi per la quale l'impossessamento abusivo di acque pubbliche integra esclusivamente un illecito amministrativo ed è attualmente punito solo con la sanzione amministrativa di cui all'art. 17 R.D. 1755/1933 - così come sotituito dall'art. 23 D. Lgs. 152/1999 e dall'art. 96, co. 4, D. Lgs. 152/2006 - e non anche a titolo di fur... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 624 c.p.: infatti, in virtù della specialità del citato art. 17 rispetto alla disposizione codicistica, prevale la norma speciale su quella generale, ai sensi dell'art. 9 legge 689/1981.

Un problema di concorso apparente di norme tra l'art. 17 R.D. 1755/1933 e l'art. 624 c.p. può porsi solo nel caso in cui si tratti di acque pubbliche.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ABUSI DEI PRIVATI --> REATI --> FURTO --> FAUNA

Il reato di furto aggravato di fauna ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato è configurabile, nonostante la disciplina dell'attività venatoria sia stata regolamentata dalla L. 11 febbraio 1992, n. 157, qualora l'apprensione, o il semplice abbattimento della fauna sia commesso da persona non munita di licenza di caccia.

L'esercizio dell'uccellaggione - così come del resto l'esercizio della caccia con mezzi vietati - non assorbe in sé l'intero disvalore espresso dalla condotta incriminata dall'art. 544 ter c.p., che si caratterizza, rispetto alla contravvenzione, per l'evento (la lesione all'animale), non richiesto per l'integrazione della L. n. 157 del 1992, art. 30, lett. e), e per la diversa oggettività giuridica (la fauna selvatica quale... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... indisponibile dello Stato nel caso della contravvenzione, il sentimento per gli animali, nel caso del delitto).

Il furto aggravato di fauna ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato è ancora oggi configurabile, pur nel regime della legge 157/1992, con riferimento al caso in cui l'apprensione o il semplice abbattimento della stessa siano opera di persona non munita della licenza medesima.

Il reato di furto venatorio è escluso soltanto nei casi circoscritti dall'art. 30, prima parte e dall'art. 31 legge 157/1992 e cioè quelli riguardanti il cacciatore munito di licenza che viola la stessa e caccia di frodo; per contro, il bracconiere senza licenza non rientra nelle citate previsioni, né in altre specifiche, e quindi il furto venatorio appare ancora applicabile a suo carico, atteso che la fauna resta pur sempre patrimonio indisponibile dello Stato.



 
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