DEMANIO E PATRIMONIO - ABUSI DEI PRIVATI - REATI - FURTO
Il prelievo di materiale inerte da parte dell'ex-titolare di concessione demaniale costituisce furto aggravato, trattandosi di beni destinati a pubblica utilità.
Costituisce mezzo fraudolento, e pertanto integra l'aggravante al reato di furto di cui all'art. 625 c.p., n. 2, l'allacciamento abusivo alla rete elettrica tramite un cavo volante.
La sottrazione di materiale calcareo da una cava dismessa, di proprietà demaniale, in assenza di un'espressa autorizzazione dell'ente titolare del diritto, e, dunque, al di fuori del suo controllo, integra l'impossessamento di una cosa mobile altrui configurando la fattispecie di furto ex art. 624 c.p. e art. 625 c.p., n. 2 e 7; è irrilevante della circ... _OMISSIS_ ...ACQUE
La giurisprudenza più recente sembra attestata sulla tesi per la quale l'impossessamento abusivo di acque pubbliche integra esclusivamente un illecito amministrativo ed è attualmente punito solo con la sanzione amministrativa di cui all'art. 17 R.D. 1755/1933 - così come sotituito dall'art. 23 D. Lgs. 152/1999 e dall'art. 96, co. 4, D. Lgs. 152/2006 - e non anche a titolo di furto, ex art. 624 c.p.: infatti, in virtù della specialità del citato art. 17 rispetto alla disposizione codicistica, prevale la norma speciale su quella generale, ai sensi dell'art. 9 legge 689/1981.
Un problema di concorso apparente di norme tra l'art. 17 R.D. 1755/1933 e l'art. 624 c.p. può porsi solo nel caso in cui si tratti di acque pubbliche.
L'impossessamento d... _OMISSIS_ ...non sono più pubbliche: invero un problema di concorso tra le due norme che si sono citate può porsi unicamente per le acque pubbliche così come definite dal D.P.R. 238/1999 altrimenti si finirebbe con il sovrapporre questa nozione con quella che trae causa dalla natura pubblica dell'ente proprietario.
L'impossessamento abusivo di acque pubbliche - in virtù dell'art. 23 D. Lgs. 152/1999, che ha sostituito l'art. 17 R.D. 1775/1933 - integra esclusivamente un illecito amministrativo ed è attualmente punito solo con la sanzione amministrativa prevista dallo stesso art. 23 D. Lgs. 152/1999 e non a titolo di furto, a norma dell'art. 624 c.p., poiché, attesa la natura di norma speciale del citato art. 23 rispetto alla disposizione del codice penale, prevale la norma speciale su... _OMISSIS_ ...izzatori non può valere ad elidere la già intervenuta commissione del reato: l'eventuale diritto di utilizzare le acque in pendenza della domanda di concessione del prelievo, anche in sanatoria, non potrebbe far venir meno la configurazione del reato con riferimento al prelievo realizzato antecedentemente alla presentazione della detta domanda di concessione.
Il prelievo abusivo di acqua pubblica già convogliata nell'acquedotto integra il delitto di furto (art. 624 c.p.) e non l'illecito amministrativo di cui all'art. 23 D. Lgs. 152/1999.
L'illecito di abusiva captazione di acque pubbliche è da qualificare come illecito permanente, dal momento che consegue da un'attività di continuo emungimento dell'acqua, anche se realizzato uno actu mediante l'escavazione di pozzi.|... _OMISSIS_ ...ricoltura, e quindi sebbene provochi un danno di lieve valore economico, integra il reato di furto aggravato.
Ricorre la circostanza aggravante di cui all'art. 625 c.p., n. 7 nel furto d'acqua dalla rete idrica comunale, in ragione della destinazione pubblica della "res furtiva" a rischio per la pubblica utilità, dato che riduce la possibilità di fruizione collettiva.
Non può dubitarsi della qualificazione giuridica del fatto in termini di condotta furtiva e non già di mero illecito amministrativo, nel caso non di derivazione del corso di acque pubbliche dalla loro sede naturale, ma di un impossessamento (anche tentato) di acque mediante un precario sistema di prelievo (es.: tubo di gomma applicato alla forte erogatrice di acqua).
L'impossessamento abusivo ... _OMISSIS_ ...to all'art. 624 cod. pen., ai sensi della L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 9.
L'impossessamento abusivo delle acque già convogliate nelle condutture dell'acquedotto municipale integra il reato di furto aggravato, e non già la violazione amministrativa prevista dal D.Lgs. n. 152 del 1999, art. 23 che si riferisce soltanto alle acque pubbliche, ossia ai flussi non ancora convogliati in vasi o cisterne.
La sottrazione dalla rete idrica comunale di acque potabili contro la volontà del comune che le immette nella rete e ne consente il prelievo dietro il pagamento di un canone a consumo integra il reato di furto aggravato e non la violazione amministrativa prevista dal D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152, art. 23, che si riferisce alle sole acque pubbliche, ossia ai flussi non a... _OMISSIS_ ...amministrativa prevista dal D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152, art. 23 che si riferisce alle sole acque pubbliche, ossia ai flussi non ancora convogliati in invasi o cisterne.
L'impossessamento abusivo dell'acqua convogliata nelle condutture dell'acquedotto municipale integra il reato di furto aggravato e non la violazione amministrativa prevista dal D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152, art. 23, che si riferisce alle sole acque pubbliche, ossia ai flussi non ancora convogliati in invasi o cisterne.
L'impossessamento abusivo dell'acqua convogliata nelle condutture dell'acquedotto municipale integra il reato di furto aggravato e non la violazione amministrativa prevista dal D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152, art. 23 che si riferisce alle sole acque pubbliche, ossia ai flussi non anco... _OMISSIS_ ...l legale rappresentante di un consorzio di acquedotti che utilizzi l'acqua di un fiume in misura superiore a quanto stabilito nell'atto di concessione, trattandosi di norme che tutelano beni giuridici diversi, ossia la proprietà, con la sanzione penale, e l'ambiente e la salubrità delle acque, con quella amministrativa.
Chi sottrae acqua appartenente ad altri commette furto aggravato, potendosi ritenere legittimo ed autonomo possessore solo del quantitativo stabilito con il provvedimento di concessione e l'impossessamento di acqua in quantitativi maggiori rispetto a quelli consentiti implica una condotta cosciente e volontaria di sottrazione del bene altrui, nella quale non può ravvisarsi la buona fede.
L'impossessamento abusivo dell'acqua convogliata nelle condutture... _OMISSIS_ ...ossia ai flussi non ancora convogliati in invasi o cisterne.
Nel concetto di impossessamento abusivo di acque pubbliche, occorre distinguere tra l'attingimento di acqua e l'allacciamento abusivo a condutture, con acqua già convogliata: ove si tratti di acque sotterranee o superficiali (laghi, fiumi, ecc.) l'acqua è da qualificarsi pubblica, in quanto appartenente al demanio, sicchè l'attingimento abusivo integra l'illecito amministrativo di cui al R.D. n. 1775 del 1933, art. 17; ove si tratti di acque convogliate in acquedotti, l'attingimento abusivo integra il delitto di furto.
La disponibilità di acqua già convogliata da parte dell'ente gestore, ancorchè pubblico, dà luogo ad una gestione della rete idrica che comporta dei costi e dei profitti e, pertanto, la sottra... _OMISSIS_ ...amministrativa prevista dal D.Lgs. 11 maggio 199, n. 152, art. 23, che si riferisce alle sole acque pubbliche, ossia, appunto, ai flussi non ancora convogliati in invasi o cisterne.
L'impossessamento abusivo delle acque sotterranee e di quelle superficiali, anche raccolte in invasi o cisterne, integra esclusivamente l'illecito amministrativo di cui al D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 96, comma 4, e non anche il delitto di furto, atteso che tali beni appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico.
La condotta di un soggetto agente che si sostanzia nell'impossessamento di acque destinate alla pubblica fruizione in misura eccessiva e con modalità diverse da quelle stabilite dall'ente gestore (senza che ciò comporti un mutamento della destinazione impressa al bene... _OMISSIS_ ...pubbliche attraverso un allaccio abusivo all'acquedotto comunale integra il reato di furto aggravato, in quanto commesso su cose destinate a pubblico servizio, e non la semplice violazione amministrativa prevista dall'art. 23 D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152, che si riferisce alle acque sotterranee e superficiali non ancora artificialmente convogliate in invasi o cisterne.
DEMANIO E PATRIMONIO - ABUSI DEI PRIVATI - REATI - FURTO - FAUNA
Il furto aggravato di fauna ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato è ancora oggi configurabile, pur nel regime della legge 157/1992, con riferimento al caso in cui l'apprensione o il semplice abbattimento della stessa siano opera di persona non munita della licenza medesima.
Il reato di furt... _OMISSIS_ ... caccia di frodo; per contro, il bracconiere senza licenza non rientra nelle citate previsioni, né in altre specifiche, e quindi il furto venatorio appare ancora applicabile a suo carico, atteso che la fauna resta pur sempre patrimonio indisponibile dello Stato.
L'esercizio dell'uccellaggione - così come del resto l'esercizio della caccia con mezzi vietati - non assorbe in sè l'intero disvalore espresso dalla condotta incriminata dall'art. 544 ter c.p., che si caratterizza, rispetto alla contravvenzione, per l'evento (la lesione all'animale), non richiesto per l'integrazione della L. n. 157 del 1992, art. 30, lett. e), e per la diversa oggettività giuridica (la fauna selvatica quale patrimonio indisponibile dello Stato nel caso della contravvenzione, il sentimento per gli... _OMISSIS_ ... stata regolamentata dalla L. 11 febbraio 1992, n. 157, qualora l'apprensione, o il semplice abbattimento della fauna sia commesso da persona non munita di licenza di caccia.
Allorché l'apprensione o l'abbattimento della fauna selvatica avvenga ad opera di persona non munita di licenza di caccia, è configurabile il reato di furto aggravato di fauna ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato, realizzandosi in tal modo una vera e propria attività di bracconaggio, perché il soggetto privo di licenza agisce nella più assoluta incontrollabilità, come persona ignota alle pubbliche autorità e che pure esercita attività venatoria nelle condizioni più propizie per non essere controllato, donde la pericolosità del suo comportamento che si concreta in vere e proprie azioni furtive a... _OMISSIS_ ...iversi da armi da sparo (reti, panie, ecc.) avendo il legislatore inteso sanzionare in modo specifico un sistema di cattura che ha in genere una potenzialità offensiva più indeterminata e comporta pericolo, di depauperamento, anche se parziale, della fauna selvatica.
Tra il reato di uccellagione di cui alla L. n. 157 del 1992, art. 30 e quello di maltrattamento di animali previsto dall'art. 544-ter c.p. non sussiste rapporto di specialità, in quanto le due disposizioni di legge non disciplinano la stessa materia, tutelando beni giuridici diversi, la fauna selvatica quale patrimonio indisponibile dello Stato nel caso della contravvenzione ed il sentimento per gli animali, nel caso del delitto.
Ai fini della concessione della riabilitazione in relazione al reato di furt... _OMISSIS_ ...ealizzare la condizione dell'avvenuto adempimento delle obbligazioni civili di cui all'art. 179, quarto comma, n. 2 cod. pen., l'onere di sollecitare nelle forme previste l'amministrazione competente alla valutazione del danno ed all'accettazione della somma risarcitoria conseguentemente quantificata: la sottrazione al servizio pubblico della tutela dell'ambiente faunistico verificatasi con il cosiddetto furto venatorio, ha prodotto un danno, se non quantificabile da un punto di vista economico, sicuramente valutabile da un punto di vista equitativo in relazione alla gravità della lesione dell'interesse della collettività.
DEMANIO E PATRIMONIO - ABUSI DEI PRIVATI - REATI - FURTO - FLORA
Nel caso di piante boschive su di un terreno di propriet... _OMISSIS_ ...rende idonea al taglio, ovvero quando la recisione non si sia limitata alla semplice amputazione di rami o di parti, la cui mancanza non impedisce alla pianta di percorrere egualmente il suo ciclo vegetativo: si verifica, in tal caso, la mutata destinazione, giacchè, se è vero che la pianta è destinata ad essere abbattuta, tuttavia, la sua eliminazione deve coincidere con il raggiungimento del suo ciclo vegetativo, il quale, invece, viene interrotto anzitempo
Nell'ipotesi specifica di querce secolari su di un terreno di proprietà demaniale, si configura il furto aggravato di cui all'art. 625 c.p., n. 2, nel caso di taglio che importa un mutamento non soltanto nella loro destinazione naturale, ma anche nella destinazione giuridica, il quale integra "violenza sulle cose", secondo ... _OMISSIS_ ...clo vegetativo.
Nel caso di asporto di rami e tronchi da querce secolari ubicate in zona demaniale, essi dovevano ritenersi esposti alla pubblica fede, in ragione delle loro qualità e, quindi, principalmente per destinazione, oltre che per necessità naturale, con la conseguente configurabilità della fattispecie di furto aggravato ex art. 625 c.p., n. 7.
Sussiste il requisito della doppia punibilità sia per il furto di legname che per l'abbattimento degli alberi, inquadrabile nella previsione dell'art. 635 c.p., comma 1 e comma 2, u.p., nel caso di abbattimento di alberi di alto fusto e conseguente trasporto del il legname presso la propria abitazione per venderlo.
Il tentato furto di ceppaie in area boschiva demaniale, che reca pregiudizio a beni sottoposti... _OMISSIS_ ...late senza la preventiva autorizzazione, indipendentemente dal danno arrecato al paesaggio.
Integra l'aggravante di cui all'art. 625 c.p., comma 1, n. 7 la sottrazione di piante costituenti la dotazione di un bosco demaniale, in quanto ciò determina un pregiudizio alla pubblica utilità che il bene pubblico assolve, in quanto rivolto alla generalità degli utenti.
In tema di furto di alberi, l'aggravante della violenza sulle cose prevista dall'art. 625 c.p., comma 1, n. 2 è configurabile in caso di abbattimento o recisione dei rami di alberi infissi al suolo, ovvero di sezionamento di tronchi interi, tale da renderli inidonei all'utilizzo programmato.
Nell'ipotesi di furto di piante in buono stato di vegetazione, soggette a vincolo forestale, ricorre l'aggrav... _OMISSIS_ ...che giuridica.
Integra il reato di furto aggravato ai sensi dell'art. 625, comma primo, n. 7, cod. pen., la sottrazione di piante costituenti la dotazione di un bosco demaniale, in quanto determina un pregiudizio alla pubblica utilità che il bene pubblico assolve, in termini di benefici ecologici, idrografici e climatici, nei confronti della collettività.
Agli effetti del reato di furto aggravato ai sensi dell'art. 625 n 7 cod. pen., gli alberi appartenenti ad un comune, e adibiti a una funzione ornamentale, debbono considerarsi destinati a pubblica utilità.
DEMANIO E PATRIMONIO - ABUSI DEI PRIVATI - REATI - FURTO - SABBIA O GHIAIA
In tema di furto, la sottrazione o asportazione della sabbia o della ghiaia dal lido del m... _OMISSIS_ ...la destinazione della cosa a pubblica utilità, giacché il prelievo del materiale lede, attraverso il danno idrogeologico all'arenile, la pubblica utilità dei fiumi o la fruibilità dei lidi marini.
La circostanza aggravante del reato di furto di sabbia o ghiaia dal lido del mare o dal letto dei fiumi sussiste anche se l'esposi...