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Zone urbanizzate e non urbanizzate nelle scelte urbanistiche della P.A.

In una zona che risulti già urbanizzata, dunque dotata di tutti gli standard previsti dalla legge, non è corretto dal punto di vista giuridico e logico imporre al privato la presentazione di un piano attuativo, che si rivelerebbe un onere sostanzialmente inutile.

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titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
pagine: 2099 in formato A4, equivalenti a 3568 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> VICINANZA ZONA URBANIZZATA

E' corretta l'impostazione del piano regolatore nella parte in cui introduce previsioni di destinazione non edificatoria al fine di salvaguardare l'ambiente urbano ritenuto poco vivibile a causa delle costruzioni che lo caratterizzano.

La scelta del Comune di riperimetrare l'area che si trova al confine con altre due zone già edificate, espressamente riconosciute come "consolidate", e alla confluenza tra due strade (per cui è oggettivamente difficile immaginare che il rilievo istruttorio dovesse essere svolto come se si trattasse di una zona di prima urbanizzazione e non dovesse invece essere adeguato alla situazione di fatto) è legittima anche se posta in essere tramite una scelta motivazionale succinta, essendo consequenziale alla situazione esistente.

La natura di "lotto incluso in zona già edificata" non comporta la necessaria attribuzione di destinazione edilizia al lotto stesso.

L'eventuale contiguità ad aree edificate non può ex se inficiare la validità della destinazione a zona agricola, perché la posizione al confine della zona urbanizzata n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; giustificare per ciò solo l'estensione della edificazione.

La posizione al confine della zona urbanizzata non può evidentemente giustificare per ciò solo l'estensione dell'edificazione.

PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> ZONE BOSCHIVE

Ai sensi dell'art. 2, co. 6, D. Lgs. 227/2001, in mancanza di una disciplina regionale, la nozione di bosco va riconosciuta non ad ogni formazione di vegetazione arborea e/o arbustiva che presenta estensione non inferiore a 2.000 mq e larghezza media non inferiore a 20 metri e copertura non inferiore al 20%, ma soltanto a quelle formazioni che, oltre ad avere tale requisito dimensionale, siano costituite da vegetazione forestale, castagneti, sugherete, macchia mediterranea; in assenza di tali caratteristiche, è illegittima la previsione del P.R.G. che prevede l'inserimento di un'area tra le zone boscate.

È ragionevole imprimere uniformemente la destinazione di "zone a bosco" anche alle singole radure ed ai puntuali insediamenti che siano contornati dalla superficie arborea dell'ampia area boschiva ad essi circostante.

PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE S... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ISTICHE --> ZONE NON URBANIZZATE

Una previsione edificatoria può sostenersi nella mera prospettiva della realizzazione delle opere ad essa strumentali, come essere successivamente eliminata, in mancanza di adeguate prospettive di realizzazione delle opere stesse; in questo secondo caso, peraltro, la carenza delle opere in parola non solo non costituisce ostacolo giuridico al mutamento di destinazione urbanistica, in senso restrittivo, ma ne supporta la dichiarata finalità di preservare il territorio da destinazioni che consentano l'edificazione.

PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> ZONE URBANIZZATE --> OBBLIGO DI PIANO ATTUATIVO

In una zona che risulti già urbanizzata e in cui quindi tutti gli standard previsti sono stati già realizzati in modo compiuto, non è corretto dal punto di vista giuridico e logico imporre al privato la presentazione di un piano attuativo, che si rivelerebbe un onere sostanzialmente inutile.



 
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