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Competenza di Regioni e Province nel rilascio del condono per opere edilizie abusive

La disciplina del condono edilizio attiene, da un lato, alla competenza esclusiva dello Stato in materia di sanzionabilità penale e dall'altro alla competenza legislativa di Regioni/province, e relativa al governo del territorio. Essendo, tuttavia, la fattispecie in esame di stretta interpretazione, al controllo del legislatore regionale sono sottratti alcuni limitati contenuti di principio.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
pagine: 5843 in formato A4, equivalenti a 9933 pagine in formato libro
formato: pdf  
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> REGIONI/PROVINCE

In materia di condono edilizio, spettano alla legislazione statale oltre ai profili penalistici (integralmente sottratti al legislatore regionale), le scelte di principio sul versante della sanatoria amministrativa, in particolare quelle relative all'an, al quando e al quantum; la decisione sul se disporre, nell'intero territorio nazionale, un condono straordinario, e quindi la previsione di un titolo abilitativo edilizio straordinario; quella relativa all'ambito temporale di efficacia della sanatoria; infine l'individuazione delle volumetrie massime condonabili. Nel rispetto di tali scelte di principio, competono alla legislazione regionale l'articolazione e la specificazione delle disposizioni dettate dal legislatore statale.

Esula dalla potestà legislativa concorrente delle Regioni il potere di ampliare i limiti applicativi della sanatoria oppure di allargare l'area del condono edilizio rispetto a quanto stabilito dalla legge dello Stato. A maggior ragione, esula dalla potestà legislativa regionale il potere di disporre autonomamente una sanatoria straordinaria per il solo territorio regionale.

La Regione non ha il potere di st... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...asi di onerosità del condono edilizio.

Nella disciplina del condono edilizio convergono la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di sanzionabilità penale e la competenza legislativa concorrente in tema di governo del territorio: pertanto, alcuni limitati contenuti di principio di questa legislazione possono ritenersi sottratti alla disponibilità dei legislatori regionali, come la previsione del titolo abilitativo edilizio in sanatoria, il limite temporale massimo di realizzazione delle opere condonabili, la determinazione delle volumetrie massime condonabili, mentre per tutti i restanti profili occorre riconoscere riconoscere al legislatore regionale un ruolo rilevante.di articolazione e specificazione delle disposizioni dettate dal legislatore statale in tema di condono sul versante amministrativo.

L'individuazione delle fattispecie condonabili è di stretta interpretazione e attiene ad un principio generale afferente ai limiti della sanatoria: esse, dunque, non possono essere comunque ampliate o interpretate estensivamente dalla legislazione regionale.

La clausola di salvezza degli artt. 32 e 33 legge 47/1985 contenuta all'inizio dell'art. 32, co. 27, d.l. 269/2003 ha il solo fine di coor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...revigente disciplina della sanatoria con quella sopravvenuta, ma non legittima le Regioni a sottrarre le opere realizzate su aree sottoposte a vincolo idrogeologico dall'elenco di quelle considerate insanabili dal legislatore statale.

Il secondo comma dell'articolo 37 (contributo di concessione) della legge 28 febbraio 1985, n. 47 ha dato facoltà alle regioni di modificare, ai fini della sanatoria, le norme di attuazione degli articoli 5, 6 e 10 della legge 28 gennaio 1977, n. 10.

Il termine dall'art. 5 d.l. 168/2004, conv. in legge 191/2004 (quattro mesi dalla data in vigore del provvedimento) per l'esercizio del potere legislativo regionale in tema di condono concerne esclusivamente le disposizioni che, specificando l'ambito degli interventi condonabili sul versante amministrativo, si discostano dalla disciplina nazionale, non invece quelle relative ai tempi del procedimento amministrativo di condono, che è un aspetto rientrante nell'ambito della competenza legislativa della Regione.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> REGIONI/PROVINCE --> BASILICATA

La Regione Basilicata ha esercitato la facoltà di modificare, ai fini della sanatoria, le norme di attuazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rticoli 5, 6 e 10 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, con la legge regionale 26 aprile 1985, n. 22.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> REGIONI/PROVINCE --> CAMPANIA

Nella Regione Campania, le domande di condono proposte ai sensi della L. 326/2003 sono assoggettate al regime di cui all'art. 7 della L.Reg. n. 10 del 2004, sicché devono essere definite con un provvedimento espresso entro il termine di 24 mesi dalla presentazione, il cui decorso non equivale a titolo abilitativo in sanatoria ma configura un mero inadempimento, avverso il quale è azionabile la tutela giurisdizionale ai sensi degli artt. 31 e 117 del codice del processo amministrativo.

L'art. 3, comma 2 lett. a), della L. R. Campania n. 10/2004 prescrive il divieto di sanatoria per le opere abusive di cui alla tipologia 1 dell'allegato 1 (nuove opere) al D.L. n. 269/2003, se eseguite su immobili soggetti a vincoli di tutela, anche successivamente alla commissione dell'abuso, se esse sono difformi dalle norme urbanistiche e dalle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti alla data di esecuzione delle stesse.

La legge Regione Campania n. 10 del 18 novembre 2004, prescrive il divieto di sanatoria p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... abusive di cui alla tipologia 1 dell'allegato 1 (nuove opere) al D.L. n.269/2003, se eseguite su immobili soggetti a vincoli di tutela, anche successivamente alla commissione dell'abuso, se esse sono difformi dalle norme urbanistiche e dalle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti alla data di esecuzione delle stesse.

Nella Regione Campania, le domande di condono presentate ai sensi della legge n. 326 del 2003, a differenza di quelle presentate ai sensi delle leggi n. 47 del 1985 e n. 724 del 1994, per cui opera il regime del silenzio – assenso, devono essere definite con un provvedimento espresso entro il termine di 24 mesi dalla presentazione della domanda, il cui decorso non equivale a titolo abilitativo in sanatoria ma configura un mero inadempimento.

Nella Regione Campania l'istituto del silenzio assenso non può trovare applicazione con riferimento all'art. 32 d.l. 269/2003, ostandovi le contrarie previsioni contenute nella L.R. Campania 10/2004: pertanto, il decorso del termine di 24 mesi non vale a titolo abilitativo in sanatoria, ma configura un silenzio inadempimento avverso il quale il privato può agire ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a..

Nella Regione Campania, il decorso del termine di 24 me... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...esentazione dell'istanza di condono si risolve in un mero silenzio-inadempimento ed in nessun caso equivale al provvedimento abilitativo in sanatoria.

La legge Regione Campania n. 10 del 18 novembre 2004 rescrive il divieto di sanatoria per le opere abusive di cui alla tipologia 1 dell'allegato 1 (nuove opere) al D.L. n.269/2003, se eseguite su immobili soggetti a vincoli di tutela, anche successivamente alla commissione dell'abuso, se esse sono difformi dalle norme urbanistiche e dalle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti alla data di esecuzione delle stesse.

In coerenza con l'effetto retroattivo collegato alle pronunce di incostituzionalità, l'interessato al condono di opere non condonabili in virtù di una legge regionale poi dichiarata incostituzionale avrebbe potuto comunque presentare la domanda di condono nei termini previsti dalla legge nazionale, salva l'impugnazione del diniego basato sull'applicazione delle contestate previsioni della norma regionale, con possibilità di invocare, nel corso del giudizio, l'illegittimità costituzionale di tali norme.

Nella Regione Campania, le domande di condono presentate ai sensi della d.l. 26/2003 conv. in legge 326/2003 non sono assoggettate al regim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zio-assenso, ma a quello del silenzio-rifiuto sicché devono essere definite con un provvedimento espresso entro il termine di 24 mesi dalla presentazione, il cui decorso non equivale a titolo abilitativo in sanatoria ma configura un mero inadempimento, avverso il quale, oltre alla possibilità di sollecitare l'intervento sostitutivo regionale (art. 4 L.R. Campania 19/2001) è azionabile la tutela giurisdizionale ai sensi dell'art.21-bis legge 1034/1971.

La parziale declaratoria di incostituzionalità della L.R. Campania 10/2004 ad opera di Corte Cost. 49/2006 non ha travolto le disposizioni concernenti i tempi del procedimento amministrativo di condono, ma soltanto quelle relative alla tipologia degli interventi condonabili.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> REGIONI/PROVINCE --> EMILIA-ROMAGNA

L'art. 27 della l.r. Emilia-Romagna n. 23 del 2004 costituisce ordinaria espressione del potere regionale di definizione delle norme di dettaglio necessarie alla determinazione dei limiti e delle condizioni della condonabilità amministrativa dei manufatti edilizi abusivi, sicché è legittimo dichiarare l'irricevibilità di istanze di condono non integ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ermini richiesti dalla normativa regionale, con gli elaborati grafici e l'asseverazione tecnica del professionista.

La circolare regionale esplicativa dell'art. 32 della L.R. Emilia-Romagna 23/04 non tipizza (né potrebbe) alcuna fattispecie ostativa ulteriore rispetto a quella di legge, ma si limita a richiamare il concetto di rilevanza per illustrare le fattispecie tipizzate dalla norma.

L'art. 32 della L.R. Emilia-Romagna 23/04, che esclude la condonabilità quando sia stata già concessa una pregressa sanatoria per nuova costruzione, oppure per ristrutturazione, oppure per ampliamento o sopraelevazione con aumento delle unità abitative, è applicabile anche se sopravvenuta alle domande di condono, sia in quanto lo prevede espressamente la legge, sia in quanto non si tratta di retroattività, ma di normale applicazione di norme di sanatoria a fattispecie conclusa.

In caso di diniego di condono ai sensi della prima ipotesi contemplata dall'art. 32 della L.R. Emilia-Romagna 23/04 è irrilevante che il precedente abuso sanato non abbia comportato aumento delle unità immobiliari: tale aumento, infatti, non compare affatto tra gli elementi costitutivi della prima fattispecie ostativa (un... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...abitativa già beneficiaria di precedente condono per nuova costruzione).

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> REGIONI/PROVINCE --> FRIULI-VENEZIA GIULIA

L'insanabilità degli interventi di rilevanza urbanistico-ambientale di cui all'art. 66 L.R. Friuli Venezia Giulia 52/1991 prevista dalla L.R. Friuli Venezia Giulia 26/2004, con riferimento ai movimenti di terra va riferita a tre diversi e distinti parametri: superficie, volume e profondità. A tal fine l'intervento deve essere valutato unitariamente e non può essere artificiosamente scomposto.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> REGIONI/PROVINCE --> LAZIO

La legge regionale del Lazio n. 12/2004, escludendo dalla sanatoria gli immobili abusivi siti in zone vincolate ancorché, costruiti anteriormente all'apposizione del vincolo, rende irrilevante la data di realizzazione dell'abuso, mentre concentra l'esame sull'ulteriore presupposto della non conformità del manufatto alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Nella regione Lazio, la formazione tacita del titolo abilitativo edilizio in sanatoria non si ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l solo fatto dell'inutile decorso del termine indicato dalla normativa e del pagamento dell'oblazione, senza alcuna risposta del Comune, ma occorre la prova della ricorrenza dei requisiti soggettivi e oggettivi stabiliti dall'art. 6 L.r. n.12 del 2004, cui è subordinata l'ammissibilità del condono, che non può ritenersi consentito in assenza dei requisiti e a mezzo di un provvedimento tacito, che nella prefigurazione normativa per null'altro si distingue dall'accoglimento esplicito se non per l'aspetto formale. Il semplice decorso del termine per provvedere costituisce, pertanto, solo uno degli elementi necessari, di per sé non sufficiente, per il perfezionamento della fattispecie.

La legge regionale 12/2004 del Lazio, escludendo dalla sanatoria gli immobili abusivi siti in zone vincolate, pur se costruiti anteriormente all'apposizione del vincolo, rende irrilevante la data di realizzazione dell'abuso, mentre concentra l'esame sull'ulteriore presupposto della non conformità del manufatto alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

La legge regionale n. 12/2004 del Lazio, escludendo dalla sanatoria gli immobili abusivi siti in zone vincolate, pur se eseguiti anteriormente all'apposizion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lo, rende irrilevante la data di realizzazione dell'abuso, mentre concentra l'esame sull'ulteriore presupposto della non conformità del manufatto alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Ai fini dell'art. 3 L.R. Lazio 12/2004 non ha alcuna rilevanza la circostanza per cui l'abuso sarebbe stato realizzato in epoca precedente all'apposizione del vincolo.

Ai sensi della L.R. Lazio 12/2004 è comunque esclusa la condonabilità delle opere realizzate, anche prima della apposizione del vincolo, in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici, su immobili soggetti a vincoli.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> REGIONI/PROVINCE --> LIGURIA

Sia l'art. 3, co. 3, (attraverso un'applicazione riduttiva all'art. 32, co. 27, lett. d), d.l. 269/2003, consistente nella circoscrizione delle fattispecie di insanabilità ai soli vincoli idrogeologici di natura assoluta), sia l'art. 4, co. 1 (che estende la sanabilità alle opere realizzate successivamente all'apposizione del vincolo), della L.R. Liguria 5/2004 esorbitano dalla com... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ionale attribuita nella materia del condono, violando in tal modo i limiti fissati dalla normativa statale di principio.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> REGIONI/PROVINCE --> LOMBARDIA

La legge regionale lombarda 3 novembre 2004, n. 31, emanata in attuazione della previsione di cui al comma 33 dell'art. 32, all'art. 2 ha ristretto l'ambito dimensionale delle opere edilizie in ampliamento, sanabili solo se contenute entro il limite del 20% della volumetria della costruzione originaria, o non superiori a 500 mc., escludendo la sanatoria per le nuove costruzioni, residenziali o meno, non conformi agli strumenti urbanistici vigenti alla data di entrata in vigore della legge regionale, con la sola eccezione delle strutture pertinenziali degli edifici prive di funzionalità autonoma.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> REGIONI/PROVINCE --> PROVINCIA DI BOLZANO

Il condono rende legittima l'esistenza di un fabbricato fin dal momento della presentazione della domanda, per cui la precedente abusività dello stesso non preclude l'applicazione dell'art. 107, comma 16, legge n. 13 del 1997 (legge urbanistica della Provincia di Bolzan... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ente, a determinate condizioni, l'ampliamento di edifici esistenti.

In tema di condono edilizio gli istituti di cui alle leggi 28 febbraio 1985, n. 47, 23 dicembre 1994, n. 724, e del 24 novembre 2003, n. 326 trovano applicazione nell'ordinamento autonomistico provinciale attraverso l'esercizio da parte della Provincia autonoma della potestà legislativa primaria ad essa attribuita dall'art. 8 n. 5) in relazione all'art. 4 dello statuto speciale, peraltro espressamente fatta salva dalle clausole di salvaguardia contenute negli artt. 1, comma 3, l. n. 47 del 1985, 39, comma 21, l. n. 724 del 1994 e 32, comma, 4, d.l. n. 269 del 2003 convertito dalla l. n. 326 del 2003.

A norma degli artt. 44 l. prov. 21 gennaio 1987, n. 4, 6 l. prov. 22 giugno 1995, n. 15, e 13, comma 2, l. prov. 19 ottobre 2004, n. 6, emanati nell'esercizio della potestà legislativa primaria spettante alla Provincia Autonoma di Bolzano, le istanze di sanatoria presentate prima della loro entrata in vigore devono ritenersi presentate ai sensi e per gli effetti delle leggi n. 47 del 1985, n. 724 del 1994 e n. 326 del 2003.

Nella Provincia Autonoma di Bolzano, l'art. 1, comma 2, lett. a), della l. prov. 22 giugno 1995, n. 15 ha espressamente sancito l'insana... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e;, in sede di c.d. secondo condono edilizio – nell'ordinamento statale disciplinato dall'art. 39 l. 23 dicembre 1994, n. 724, contenente al comma 21 una clausola di salvezza con riguardo alla potestà legislativa spettante alle regioni a statuto speciale e alle provincie autonome di Trento e di Bolzano –, delle opere abusive costruite in violazione delle previsioni sulle distanze stabilite dallo strumento urbanistico.

L'insanabilità delle opere, nelle ipotesi sancite dall'art. 1, comma 2, l. prov. Bolzano n. 15 del 1995, alla luce di un'interpretazione sistematica della normativa provinciale vigente in materia deve ritenersi ostativa alla formazione del silenzio-assenso sull'istanza di condono per decorso del biennio di cui al comma 9 del citato art. 1.

Nella Provincia di Bolzano, l'ipotesi della violazione delle distanze stabilite nello strumento urbanistico approvato o adottato, ostativa al c.d."secondo condono", deve essere riferita anche alle distanze di arretramento dal ciglio stradale stabilite negli strumenti urbanistici, e non alle sole distanze dai confini e dalle costruzioni dei fondi privati limitrofi.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> REGIONI/PRO... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; PUGLIA

Ai sensi dell'art. 2, comma 1, della L.R. n. 28 del 2003, nella Regione Puglia sono sanabili, oltre agli abusi maggiori (nn. da 1 a 3 dell'Allegato 1 al D.L. n.269 del 2003) anche gli abusi minori (nn. da 4 a 6 dell'allegato).

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> REGIONI/PROVINCE --> SICILIA

In Sicilia, ex art. 26 della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37, non può legittimamente formarsi il silenzio - assenso sulla domanda di condono edilizio relativamente a opere che siano state realizzate in contrasto con vincoli d'inedificabilità assoluta, quale quello di 150 metri dalla battigia.

In Sicilia il condono edilizio del 2003 è disciplinato dalle stesse norme individuate dalla richiamata legge nazionale, salvo per quanto attiene al pagamento dell'anticipazione degli oneri di concessione.

Con il condono del 2003 non si richiamano più le pregresse disposizioni regionali siciliane e, segnatamente, quelle di cui alla l.r. 37/85, che, quindi, non trovano più applicazione.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> REGIONI/PROVINCE --> TOSCANA

La disciplina della... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...scana sulla sanatoria straordinaria relativamente ad abusi realizzati in area paesaggisticamente vincolata prevede (art. 2, comma 5, lettera "a", della L.R.T. n. 53/2004) che laddove l'intervento sia compatibile con il vincolo (nel senso che non avrebbe richiesto, se effettuato regolarmente, neppure il rilascio di autorizzazione paesaggistica), la sanatoria operi - per così dire - "a pieno regime", con conseguente sanabilità anche degli interventi contrastanti con gli strumenti urbanistici vigenti al momento di presentazione della domanda; viceversa, laddove il vincolo entri in gioco (nel senso che l'intervento avrebbe necessitato del previo rilascio di parere paesaggistico) la sanatoria sia possibile solo se risultano "verificate entrambe le condizioni: parere favorevole e conformità agli strumenti urbanistici alla data di presentazione della domanda".

In tema di condono, l'art. 5, comma 5, l.r. Toscana 20 ottobre 2004, n. 53, in luogo del silenzio-accoglimento in assenza di diniego esplicito decorsi ventiquattro mesi, previsto dall'art. 32, comma 37, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 ha implicitamente previsto una diversa specifica figura del silenzio-inadempimento.

In tema di condono, appare legi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...assamento operato dalla Regione Toscana del limite volumetrico di 750 metri cubi contemplato dalla norma statale.

Il decorso del termine di due anni per la conclusione del procedimento di condono previsto dall'art. 5 L.R. Toscana 53/2004 comporta il formarsi del silenzio inadempimento rispetto all'obbligo di pronunciarsi sull'istanza, ma non consuma il potere del Comune di pronunciarsi sulla domanda di condono.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> REGIONI/PROVINCE --> UMBRIA

Nella Regione Umbria, l'ipotesi di condono prevista dall'articolo 20, comma 1, lettera a), della l.r. 21/2004 si riferisce ai soli edifici legittimamente esistenti.


 
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