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Demanio e patrimonio pubblico: gli impianti pubblicitari stradali

La pubblicità stradale non si configura come un servizio reso all’ente locale, ma come forma di svolgimento di un’attività economica, soggetta ad autorizzazione da parte dell'A.N.A.S.. Autorizzazione non concessa sulla rete autostradale su cui è ammessa sotanto l'installazione di insegne di esercizio, per consentire alla clientela di individuare agevolmente il punto di accesso ai locali dell’impresa.

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titolo:LE STRADE
anno:2017
pagine: 2523 in formato A4, equivalenti a 4289 pagine in formato libro
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DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI PUBBLICITARI

Il bene primario protetto dall'art. 23 D. Lgs. 285/1992 è quello della sicurezza stradale, che deve essere tutelato da lesioni anche solo astrattamente ipotizzabili.

L'impianto pubblicitario mantiene natura pubblicitaria e non segnaletica, anche se collocato in prossimità della sede stradale.

La potestà regolamentare prevista dal comma 6 dell'art. 23 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, concerne espressamente ed esclusivamente le dimensioni, le caratteristiche, l'ubicazione dei mezzi pubblicitari lungo le strade, le fasce di pertinenza e nelle stazioni di servizio e di rifornimento di carburante, ed è finalizzata a garantire, in generale, la sicurezza stradale. Tale potere non coincide con quello spettante ai comuni in materia di disciplina dell'imposta di pubblicità e di diritti sulle pubbliche assunzioni, in ragione dell'assoluta diversità sia delle materie considerate - la prima mirante ad assicurare la sicurezza stradale, la seconda volta a disciplinare l'applicazione dell'imposta sulla pubblicità e l'effettuazione del servizio delle pubbliche affissioni; sia degli interessi tutelati.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../> Il provvedimento abilitativo alla collocazione del mezzo pubblicitario è provvedimento tipizzato previsto a tutela di interesse distinto da quello che caratterizza l'imposta sulla pubblicità e segnatamente a tutela dell'amministrazione e della gestione del suolo pubblico.

Gli impianti pubblicitari di tipo trittico o portale trifilare contrastano con la normativa dettata dal d. lgs. 285/1992.

La pubblicità stradale non si configura come un servizio reso all'ente locale, ma come forma di svolgimento di un'attività economica, soggetta ad autorizzazione sia perché gli enti locali hanno funzione di salvaguardia del decoro delle strade sia perché da essa traggono specifiche entrate espressamente volte anche a compensare l'eventuale occupazione del suolo pubblico.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> AUTOSTRADE

L'art. 23, co. 7, D. Lgs. 285/1992 sancisce il divieto di qualsiasi forma di pubblicità lungo le autostrade e le strade extraurbane principali e i relativi accessi.

Lungo i percorsi autostradali l'installazione di impianti pubblicitari è vietata nel vigore del nuovo codice de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...come lo era nel codice anteriore.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> AUTOSTRADE --> INSEGNE DI ESERCIZIO

Ha finalità pubblicitarie e non può essere installata lungo un'autostrada l'insegna che duplichi altra insegna già esistente e sia posizionata su un lato in cui non vi è alcuna entrata.

Dall'art. 23, co. 7, d. lgs. 285/1992 si desume che lungo le autostrade può essere autorizzata l'installazione soltanto delle insegne di esercizio, che sono quelle che hanno la finalità di individuare il punto di accesso dell'impresa e sempre che le stesse non pregiudichino la sicurezza della circolazione stradale; nessuna autorizzazione, invece, può esere rilesciate per quelle insegne che hanno funzione promozionale dell'attività imprenditoriale del richiedente.

L'autorizzazione all'installazione delle insegne di esercizio deve essere rilasciata dall'A.N.A.S. per il semplice fatto che ad essa sia affidata la gestione del raccordo autostradale, indipendentemente dal fatto che esso sia in un centro abitato.

Anche le insegne di esercizio debbono essere autorizzate dall'Ente proprietario dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l nulla osta favorevole è subordinato alla condizione che le stesse non si configurino per le loro caratteristiche, quale mezzo essenzialmente pubblicitario e che, pur trattandosi effettivamente di insegne di esercizio, esse non pregiudichino la sicurezza della circolazione.

Lungo le autostrade è ammessa l'installazione soltanto di insegne di esercizio necessarie ai fini della normale attività aziendale, in quanto atte a consentire alla clientela di individuare agevolmente il punto di accesso ai locali dell'impresa: pertanto, non può essere legittimamente autorizzata una insegna che - in quanto posta non in prossimità dell'accesso all'impresa, ma sul tetto dell'edificio - non configuri una semplice insegna di esercizio, quanto piuttosto un mezzo pubblicitario.

Un'insegna luminosa posta sul tetto di un edificio, ove sia visibile non dalla strada di accesso, ma solo dalla vicina autostrada, non può essere annoverata tra le cosiddette insegne di esercizio, ma piuttosto tra le insegne pubblicitarie vietate in assoluto dall'art. 23, co. 7, d. lgs. 285/1992 allorquando l'insegna stessa evidenzi anche la tipologia del prodotto o del settore nel quale l'azienda opera.

In sede di valutazione della prat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ente l'installazione di insegne di esercizio visibili dall'autostrada, l'ente gestore dell'autostrada ha facoltà di richiedere all'ANAS un apposito parere, senza che ciò costituisca aggravamento del procedimento.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> CONCESSIONE, INAMMISSIBILITÀ

La previsione di un doppio binario di limitazioni che condizioni l'accesso alla pubblicità stradale esterna, oltre che all'autorizzazione del Comune, anche alla concessione, mediante pubblica gara, dell'area necessaria alla installazione degli impianti, ove questa sia di titolarità dell'Ente, supera l'ambito delle attribuzioni che, in materia, la normativa statale ha inteso demandare all'Ente locale.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> CURVE

L'installazione dei cartelli pubblicitari non è mai consentita lungo le curve, a prescindere dalla distinzione tra «lato interno» e «lato esterno», che non è dato rinvenire nell'art. 51 D.P.R. 495/1992.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA -->... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...PUBBLICITARI --> DISTANZA MINIMA

Ai sensi dell'art. 23, comma sesto, del decreto legislativo n. 285/1992, nell'interno dei centri abitati, nel rispetto di quanto previsto dal primo comma della disposizione, i Comuni hanno facoltà di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, nel rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale.

Sia a norma del piano generale degli impianti pubblicitari, che del Regolamento comunale sulla pubblicità e pubbliche affissioni di cui agli artt. 3 e 36, d.lg. 15 novembre 1993 n. 507, il posizionamento dei cartelli deve essere autorizzato ed effettuato nel rispetto delle distanze minime indicate dall'art. 51 comma 2 del regolamento di attuazione dell'art 23 del Codice della strada, distanza che deve essere rispettata anche per i cartelli installati sulle aree private, ma con affaccio alla pubblica via.

L'art. 23, comma 6, del Codice della Strada, stabilendo che nell'interno dei centri abitati, limitatamente alle strade urbane di quartiere e locali, i Comuni hanno la facoltà di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mez... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tari, nel rispetto delle esigenze della circolazione stradale, può trovare applicazione soltanto con riferimento alla fattispecie ex art. 51, comma 4, lett. b), DPR n. 495/1992 del rispetto della distanza minima di 30 m. dalle intersezioni e/o dagli incroci, ma non nel diverso caso degli impianti pubblicitari installati "in corrispondenza delle intersezioni", "lungo le curve", "sui ponti e sottoponti non ferroviari", "sui cavalcavia stradali e loro rampe". Risulta evidente che in tali luoghi l'ubicazione di un impianto pubblicitario, anche se non di grandi dimensioni, può provocare un disturbo visivo ai conducenti di un veicolo, distraendone l'attenzione, con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione.

L'art. 58 D.P.R. 495/1992 è una normativa riferibile esclusivamente agli impianti installati prima del nuovo codice della strada, in forza di autorizzazioni ancora vigenti, che non può essere invocata per disciplinare l'adeguamento di impianti collocati dopo l'entrata in vigore delle nuove disposizioni e con autorizzazioni la cui efficacia è stata interamente sfruttata dal titolare; per queste ultime il rinnovo delle autorizzazioni è subordinato all'adeguamento dell'impianto alle disposizioni del codice della s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... relativo regolamento, il che sta a significare che la richiesta di rinnovo deve prospettare una collocazione del mezzo pubblicitario in posizione conforme alla nuova disciplina.

Le distanze da rispettare nel posizionamento di mezzi pubblicitari dipendono dal fatto che il tratto stradale di ubicazione sia collocato dentro o fuori dal centro abitato.

Il segnale di indicazione del centro abitato non ha effetto costitutivo del regime giuridico stradale, che dipende invece dai provvedimenti adottati dalle competenti autorità, con la conseguenza che la mancata predisposizione del progetto sulla segnaletica stradale da parte dell'ente proprietario della strada non è sufficiente per applicare la distanza minima tra i cartelli pubblicitari dettata per le strade extraurbane.

Nell'ambito della competenza regolamentare riconosciuta al Comune al fine di disciplinare la collocazione di mezzi pubblicitari sul proprio territorio, all'interno del centro abitato, rientra anche la facoltà di adottare distanze minime più restrittive di quelle inderogabili del d. lgs. 185/92.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> FORMA

Gli impi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...naletica territoriale di tipo trittico o trifilare contrastano con la disciplina dettata dal D. Lgs. 285/1992.

La forma "a totem" dell'insegna ne fa venir meno la natura prettamente indicatoria, per assumere invece una valenza pubblicitaria: in quanto tale, non può essere autorizzata l'installazione dell'insegna a totem lungo i percorsi autostradali.

I mezzi pubblicitari possono, nel rispetto della normativa, avere forme liberamente scelte.

Il fatto che l'ente proprietario della strada abbia ritenuto che forma, disegno e colori dei cartelloni pubblicitari richiesti non ingenerano confusione con la segnaletica stradale e non arrecano disturbo visivo agli utenti della strada non implica che l'ente non possa rigettare l'autorizzazione all'installazione per mancanza degli ulteriori requisiti degli impianti pubblicitari.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> IMPIANTI DI SERVIZIO

Gli impianti pubblicitari di servizio sono sottoposti ad una disciplina peculiare e sotto certi aspetti derogatoria rispetto agli impianti pubblicitari ordinari.

Agli impianti pubblicitari di servizio non sono applicabili le limitazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eti previsti in generale dall'art. 51, co. 3, D.P.R. 495/1992 e tra questi, in particolare, quello secondo cui il posizionamento dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari è comunque vietato in corrispondenza delle intersezioni.

Nel caso di impianti pubblicitari di servizio, la semplice circostanza che l'impianto debba essere collocato in corrispondenza di una intersezione (o di una rotatoria) non può costituire ragione in sé ostativa al rilascio dell'autorizzazione, ma è necessario che la P.A. svolga caso per caso un'istruttoria specifica al fine di accertare se, nella particolare posizione richiesta e alla luce della peculiare tipologia del mezzo, quest'ultimo sia idoneo (o meno) ad arrecare disturbo o intralcio alla circolazione stradale.

Dal combinato disposto dell'art. 51 comma 8 D.P.R. 16.12.1992, n. 495 e dell'art. 23 comma 1 del codice della strada si evince che la diffusione di messaggi pubblicitari effettuata mediante impianti pubblicitari di servizio deve essere disciplinata mediante apposito regolamento comunale nel rispetto delle disposizioni dell'art. 23 comma 1 del codice della strada, il quale richiede che i mezzi pubblicitari siano autorizzati solo laddove gli stessi, per la... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ogia o per le loro dimensioni, non rechino intralcio o pericolo per la circolazione stradale.

Deve escludersi che ai mezzi pubblicitari di servizio siano applicabili le limitazioni e i divieti previsti in generale dall'art. 51 comma 3 del regolamento di attuazione del codice della strada, e tra questi, in particolare, quello di cui al comma 1 lettera b), secondo cui il posizionamento dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari è comunque vietato in corrispondenza delle intersezioni.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> INTERSEZIONI STRADALI

L'art. 23 D. Lgs. 285/1992 indica chiaramente l'intento perseguito dal legislatore, che è quello di prevenire la collocazione sugli spazi destinati alla circolazione veicolare, così come sugli spazi a questi adiacenti, di fonti di captazione o disturbo dell'attenzione dei conducenti e di consequenziale sviamento della stessa dall'unica ed essenziale funzione al momento commessale, che è quella della guida del veicolo.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> ITINERARI INTERNAZIONALI
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... fini del divieto di installazione di impianti pubblicitari sulle strade costituenti «itinerari internazionali», stabilito dall'art. 23, co. 7, D. Lgs. 285/1992, per individuare tale tipologia di strade occorre far riferimento unicamente agli accordi internazionali così come trasfusi nell'ordinamento italiano dalla legge 922/1980, a nulla rilevando, per converso, un decreto ministeriale che classifichi una strada come «itinerario internazionale».

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> LIMITI QUANTITATIVI

L'installazione di impianti pubblicitari è un'attività economica "contingentata", stante la limitatezza degli spazi a ciò destinati e siffatto contingentamento non si pone in contrasto con la tutela costituzionale della libera iniziativa privata, giacché lo stesso art. 41 Cost. ammette la possibilità di limitare tale libertà onde contemperarla con l'utilità sociale.

Rientra nella potestà delle amministrazioni comunali la possibilità di contenere sul piano quantitativo la pubblicità ordinaria, in maniera coerente con l'esigenza di un'equilibrata protezione d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ata trama dei molteplici interessi - di natura urbanistica, edilizia, economica, culturale, viaria - tra loro interferenti e che in diversa misura vengono in rilievo nell'attività pubblicitaria.

La precisazione, secondo cui la strada statale oggetto della proposta di installazione di cartelli pubblicitari è già satura, costituisce motivazione di per sé adeguata e sufficiente a giustificare il sacrificio dell'interesse del privato.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> PERICOLOSITÀ

L'intento perseguito dall'art. 23 del Codice della Strada è quello di prevenire la collocazione sugli spazi destinati alla circolazione veicolare, così come sugli spazi a questi adiacenti, di fonti di captazione o disturbo dell'attenzione dei conducenti e di consequenziale sviamento della stessa dall'unica ed essenziale funzione al momento commessale, che è quella della guida del veicolo.

Non vi può essere dubbio alcuno che l'autorizzazione ex art. 23 Cod. Strada possa essere negata quando, a giudizio del Comune, un impianto, e qualunque messaggio pubblicitario esso contenga, potrebbe essere fonte di distrazione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ucenti dei veicoli, con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione veicolare e pedonale.

Le valutazioni circa la pericolosità dell'installazione dei cartelli stradali hanno carattere tecnico-discrezionale, sindacabili dunque solo per manifesta illogicità o per difetto di motivazione o travisamento dei fatti.

È legittimo il diniego all'installazione di due impianti pubblicitari di riproduzione e/o trasmissione di immagini motivato sulla base del fatto che essi sono collocati in prossimità di uno dei nodi più complessi e trafficati della città e che la loro posizione potrebbe distrarre l'attenzione dell'utenza veicolare e pedonale con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione.

La valutazione del Comune sull'istanza di installazione degli impianti pubblicitari e sulla loro pericolosità per la sicurezza della circolazione ha natura tecnico-discrezionale e può essere sindacata soltanto per manifesta illogicità o travisamento dei presupposti di fatto.

La collocazione di un cartello pubblicitario, su suolo privato, in prossimità di svincolo autostradale è soggetta, del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, ex art. 23, comma 4, a ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...utorizzazione da parte dell'ente proprietario della strada, finalizzata a verificare che i mezzi pubblicitari non costituiscano un pericolo per la circolazione in relazione alla distrazione che possono determinare negli utenti della strada.

In tema di abusiva installazione di cartelli ed altri mezzi pubblicitari interferenti con la circolazione stradale, costituente sempre fonte di pericolo o di disordine del sistema stradale o autostradale, se i beni immobili su cui essi sono collocati sono di proprietà privata, l'ente (o il concessionario) ha il dovere della previa diffida dell'autore della violazione e del proprietario o del possessore dell'area, ove risulti installato il mezzo, per la sua rimozione entro dieci giorni dalla notifica, potendo in mancanza procedere all'asporto in danno dei responsabili, con la possibilità di recuperare le relative spese proponendo le normali azioni civili.

L'art. 23 D. Lgs. 285/1992 tutela la sicurezza della circolazione, per cui il giudizio formulato dalla P.A., tramite gli organi di settore a ciò deputati, può essere contestato dal privato solo se viziato nei suoi presupposti di fatto.

Se il divieto di collocare cartelli per interi tratti stradali vale per le strade extr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ncipali non è in assoluto da escludersi che per determinati tratti di altre categorie di strade, pur con caratteristiche costruttive diverse da quelle extraurbane principali possa sussistere un'interferenza generatrice di pericoli per la circolazione tra impianti stradali e caratteristiche della strada stessa, a tal punto da imporre alla P.A. il divieto di collocazione di impianti pubblicitari e quindi il relativo diniego di autorizzazioni al riguardo.

L'installazione di un totem presso l'autostrada può essere negata, oltre che per la sua natura pubblicitaria, anche per la suapericolosità per la circolazione: situazione che l'Amministrazione può valutare con ampia discrezionalità, contestabile solo per macroscopica irragionevolezza.

Anche se l'art. 23 del codice della strada non pone precisi limiti dimensionali per le insegne di esercizio, l'autorizzazione alla relativa installazione può essere negata laddove dimensioni, luminosità e collocazione determinino un pericolo per la circolazione.

La valutazione della pericolosità della installazione, sia essa mezzo pubblicitario o insegna, è espressione della discrezionalità tecnica dell'amministrazione e pertanto sindaca... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ei limiti del provvedimento illogico o abnorme.

E' legittimo il diniego all'autorizzazione di cartelli pubblicitari a forma di freccia, motivato con il rilievo che essi possono, in ragione di tale forma, generare confusione negli utenti della strada.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> RAPPORTO CON L'INSEGNA

L'insegna verde bifocale luminosa a forma di croce che identifica una farmacia posta a cento metri dall'esercizio e in prossimità ad un intersezione rientra nel concetto di «insegna di esercizio» e non è assoggettata alla distanza di trenta metri dalle intersezioni prevista dall'art. 51, co. 4, D.P.R. 495/1992.

Per le farmacie, il concetto di «insegna di esercizio» va interpretato congiuntamente alla normativa in materia di servizio farmaceutico che impone che le farmacie siano identificabili chiaramente dall'utenza: pertanto, alla locuzione «pertinenza accessoria» del luogo in cui l'insegna viene collocata rispetto alla sede dell'attività di cui all'art. 47 D.P.R. 495/1992 va data una interpretazione estensiva.

Il fatto che una farmacia abbia un'insegna in prossimità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ata non esclude che possa essere qualificata come insegna di esercizio ai sensi dell'art. 47 D.P.R. 495/1992 anche ad una croce luminosa verde installata a cento metri di distanza e in prossimità di un'intersezione per favorire il riconoscimento dell'esercizio da parte degli utenti che percorrono la via pubblica.

L'insegna di esercizio, per essere qualificata come tale, deve essere strettamente contigua all'esercizio commerciale cui inerisce e sia, nel contempo, funzionale e diretta a identificare l'ubicazione della sede della stessa impresa.

La nozione di insegna di esercizio deve essere intesa in senso rigorosamente restrittivo, circoscrivendola a quei soli casi in cui l'insegna - con le modalità prescritte dall'art. 47, co. 1, del D.P.R. 495/1992 - serve esclusivamente a segnalare il luogo ove si esercita l'attività di impresa.

Un'insegna d'esercizio visibile dall'autostrada è consentita solo ove non presenti alcun contenuto riconducibile a finalità pubblicitarie.

Verificare se una determinata insegna integri il divieto di pubblicità di cui all'art. 23 D. Lgs. 285/1992 impone un esame in concreto sulle caratteristiche della singola insegna e, ciò, al fine di individuar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... la funzione che si intenda perseguire con l'installazione del singolo manufatto e, quindi, se quest'ultima vada ricondotta (o meno) ad un intento meramente pubblicitario.

L'insegna d'esercizio non è soggetta a canone per superfici fino a 5 metri quadrati.

L'insegna d'esercizio è assoggettata al canone pubblicitario in quanto sia visibile dalla strada provinciale, a prescindere che essa sia necessaria per l'identificazione della sede dell'impresa e a prescindere da un eventuale ricavo da parte dell'imprenditore.

Può definirsi «insegna di esercizio» quella che - con le modalità prescritte dall'art. 47, co. 1, D.P.R. 495/1992 - serve esclusivamente a segnalare il luogo ove si esercita l'attività di impresa.

Ai fini della disciplina del D. Lgs. 285/1992 e del D.P.R. 495/1992 non è qualificabile come «insegna di esercizio» ma costituisce «impianto pubblicitario» il cartello che contenga non solo il nome della società ma anche il suo sito web.

Allorché l'insegna esorbiti dalla funzione di render nota l'esistenza della ditta, facendo individuare la collocazione della sede, essa assume una valenza pubblicitaria.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...siste una differenza ontologica assoluta tra insegna e mezzo pubblicitario dal momento che anche l'insegna unica e collocata all'ingresso della sede dell'azienda svolge indirettamente una funzione pubblicitaria oltre che individuatrice.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> SPESE DI RIMOZIONE

La sanzione di cui all'art. 23 C.d.S., comma 13 quater, - concernente il pagamento delle spese sostenute per la rimozione in danno di cartelli pubblicitari abusivi installati su suolo demaniale - deve ritenersi accessoria rispetto alla sanzione di cui al comma 11 del citato art. 23, comminabile a seguito della violazione della normativa in tema di pubblicità sulle strade e sui veicoli.

Non vi è motivo per ritenere che la disciplina prevista dall'art. 211 C.d.S., comma 4, per il recupero delle spese di rimozione non sia di carattere generale e, quindi, sia limitata alle ipotesi prevista dal e non anche art. 23 C.d.S., art. 13 bis, comma 13 quater; ciò che, invece, cambia sono le modalità di esecuzione della rimozione.

Per ottenere le spese di rimozione degli impianti pubblicitari abusivi dalle strade, l'ente proprietario può sce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...il ricorso alla procedura semplificata dell'ingiunzione prefettizia e la normale azione di accertamento e condanna avanti all'Autorità Giudiziaria ordinaria.

DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI PUBBLICITARI --> TARIFFA

In tema di concessione di impianti pubblicitari su strada pubblica, non viola l'art. 27 del codice della strada la quantificazione dei canoni motivata in relazione allo scopo di destinare le relative risorse per interventi di sicurezza stradale.

Dagli artt. 23 e 27 del codice della strada e dall'art. 53 del relativo regolamento di esecuzione si desume che il canone pubblicitario è dovuto, in quanto sia visibile dalla strada provinciale, anche se l'impianto pubblicitario è collocato su suolo privato.

In tema di impianti pubblictari può essere imposto un corrispettivo anche per il rilascio del nulla osta tecnico e non solo per il rilascio di autorizzazioni, in quanto viene effettuata l'istruttoria anche se viene richiesto il nulla osta tecnico.


 
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