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Limiti volumetrici nel condono delle opere edilizie abusive


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titolo:ALTEZZE VOLUMI INDICI DENSITÀ EDILIZIA
anno:2019
pagine: 631 in formato A4, equivalenti a 1073 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> INCREMENTI PLANIVOLUMETRICI

L'applicabilità del c.d. terzo condono esclude che nelle zone vincolate possano essere assentiti interventi rientranti nella tipologia 1 dell'Allegato 1 al d.l. n. 269/2003, ovverosia interventi di nuova costruzione o ampliamento di manufatti preesistenti con creazione di nuova volumetria conseguente a nuova superficie

Non è sanabile l'abuso edilizio consistente nell'ampliamento di un ripostiglio con incremento di superficie e di volume e mutamento di destinazione d'uso da non residenziale a residenziale con opere edilizie, collocato in area vincolata, in contrasto con le previsioni dello strumento urbanistico.

L'acquisizione del parere di cui al d.l. 269/2003 non può in ogni caso superare la impraticabilità della sanatoria in presenza di abusi comportanti aumento di superficie e non collocabili per questo tra le opere minori.

Laddove un'area su cui insiste un'immobile sia soggetta a vincolo paesaggistico, è possibile la sanatoria solo degli interventi che contemplano opere di restauro e risanamento conservativo; in particolare, per quelli da ricondurre al regime delle pertinenze... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...he, sì come finalizzati ad un miglior sfruttamento dell'immobile preesistente cui accedono, e per quelli riguardanti i volumi tecnici, per tali dovendosi intendere quelli strettamente necessari a contenere e a consentire la sistemazione di quelle parti di impianti tecnici, aventi un rapporto di strumentalità necessaria con l'utilizzo delle costruzioni che non possono, per esigenze tecniche di funzionalità degli impianti stessi, trovare allocazione entro il corpo dell'edificio e che, in ogni caso, non sono generatori del cd."carico urbanistico".

Ai sensi dell'art. 32 comma 27 lett. d), d.l. 30 settembre 2003, n. 269, convertito in l. 24 novembre 2003,n. 326, le opere abusivamente realizzate in aree sottoposte a specifici vincoli, fra cui quello ambientale e paesistico, sono sanabili solo se ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni: a) si tratti di opere realizzate prima della imposizione del vincolo; b) seppure realizzate in assenza o in difformità del titolo edilizio, siano conformi alle prescrizioni urbanistiche; c) siano opere minori senza aumento di superficie (restauro, risanamento conservativo, manutenzione straordinaria); d) vi sia il previo parere dell'Autorità preposta alla tutela del vincolo; in ogni cas... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ono essere sanate le opere che hanno comportato la realizzazione di nuove superfici e nuova volumetria in zona assoggettata a vincolo paesaggistico, sia esso di natura relativa o assoluta, o comunque di inedificabilità, anche relativa.

E' legittimo il diniego di condono edilizio richiesto in area vincolata per opere che non sono abusi minori senza aumento di superficie, riconducibili alle tipologie 4, 5 e 6 della tabella allegata al d.l. 269/2003 (restauro, risanamento conservativo, manutenzione straordinaria).

In ipotesi di vincolo paesaggistico, anche di tipo relativo, l'opera abusiva è suscettibile di sanatoria solo qualora si tratti di abuso minore, rientrante nella tipologie nn. 4, 5 e 6 dell'allegato 1 del cit. D.L. n. 269 del 2003: restauro, risanamento conservativo e manutenzione straordinaria, senza quindi aumento di superficie, mentre non è sanabile un'opera di nuova costruzione.

Ai sensi della l. n. 326 del 2003, art. 32 comma 26, lett. a), le uniche opere condonabili nelle zone vincolate sono quelle di minore rilevanza, corrispondenti alle tipologie di illecito di cui ai nn. 4, 5 e 6, dell'allegato 1 del d.l. n. 269 del 2003 (restauro, risanamento conservativo e manutenzione straordinaria) senza quindi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... superficie o di volume.

Quando le opere abusive ricadano in zone soggette a vincolo, può ammettersi la sanatoria, ai sensi dell'art. 32, comma 26, del d.l. n. 269 del 2003, per i soli interventi di manutenzione straordinaria e restauro e risanamento conservativo.

In caso di condono di opere eseguite su immobili soggetti alla legge 1497 del 1939 e al d.l. 312 del 1985, conv. con modif. dalla legge 431/1985, relative ad ampliamenti o tipologie di abuso che non comportano aumento di superficie o di volume, il parere dell'amministrazione preposta al vincolo deve essere rilasciato entro centoventi giorni: trascorso tale termine il parere stesso si intende reso in senso favorevole.

Gli immobili di ridotta superficie (nella specie due cabine della superficie media di circa 20 mq. ognuna e un ripostiglio di circa 5 mq.) non rientrano nella previsione di cui al secondo comma dell'art. 32 legge 47/85, il quale - in deroga alla disciplina contenuta nel primo comma - stabilisce che per le opere eseguite su immobili soggetti alla legge 1497 del 1939 e al d.l. 312 del 1985, conv. con modif. dalla legge 431/1985, relative ad ampliamenti o tipologie di abuso che non comportano aumento di superficie o di volume, il parere dell'amministrazione ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... vincolo deve essere rilasciato entro centoventi giorni e che trascorso tale termine il parere stesso si intende reso in senso favorevole.

ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI --> LIMITI VOLUMETRICI

In tema di abusi edilizi, ai sensi dell'art. 39, comma 1, l. n. 724 del 1994, i limiti di cubatura cui è condizionata la sanabilità dell'abuso sono riferibili anche agli edifici ad uso non residenziale, secondo un'interpretazione che valorizzi l'intenzione del legislatore di porre un limite inderogabile alla sanabilità ricollegato all'entità oggettiva degli abusi edilizi e, di conseguenza, della lesione inferta ai valori espressi dalla normativa urbanistica a tutela di un interesse pubblico preminente, non rilevando in senso contrario le disposizioni di deroga ('ai limiti di cubatura di cui al comma 1') dell'art. 39, comma 16, della stessa legge, che si riferiscono unicamente al pagamento (e alla misura) dell'oblazione, e non alla condonabilità dell'abuso.

Va dato rilievo al tenore letterale dell'art. 39, co. 1, legge 724/1994 il quale, nell'individuare gli immobili oggetto di sanatoria, non opera alcuna distinzione in relazione alla destinazione degli stessi, sottolineando ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...isposizione ponga un limite volumetrico per tutte le opere abusive, indipendentemente dalla loro destinazione d'uso.

L'art. 39 della Legge 724/1994 pone il limite di 750 mc. per il condono degli immobili abusivi senza distinzione di sorta nel trattare le diverse destinazioni d'uso dei manufatti che compongono il fabbricato nella sua intera consistenza, non consentendo le norme di riferimento alcun scorporo della cubatura totale del fabbricato.

La soglia massima di cubatura di 750 mc, fissata dall'articolo 39 l. n. 724/1994 quale norma di chiusura, costituisce un limite assoluto ed inderogabile riguardante la singola richiesta di condono, che si aggiunge al limite di ampliamento che deve essere contenuto nel trenta per cento della volumetria originaria, ad evitare che fabbricati, inizialmente, di cubatura considerevole possano ampliarsi in modo ulteriormente notevole.

L'art. 39, comma 1, L. n. 724/1994, nell'individuare gli immobili oggetto di sanatoria, non opera alcuna distinzione in merito alla destinazione degli stessi, ammettendo il superamento del limite volumetrico solo nel caso di annullamento della concessione edilizia; sarebbe del tutto irragionevole, infatti, ritenere indiscriminatamente condonabili gli immobili a destinazi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...idenziale, spesso di rilevante impatto sul territorio, ponendo invece limiti volumetrici rigorosi per quelli ad uso abitativo e non si spiegherebbe per quale motivo una simile distinzione non sia stata operata dal legislatore direttamente nell'art. 39, comma 1, prevedendo, invece, tale distinguo attraverso un involuto riferimento nelle disposizioni riguardanti il calcolo dell'oblazione.

L'art. 39, comma 1, L. n. 724/1994, pone un limite volumetrico per tutte le opere abusive, indipendentemente dalla loro destinazione, mentre il comma 16 del medesimo articolo, il quale a sua volta richiama la L. n. 47 del 1985, art. 34, comma 7, disciplina esclusivamente il calcolo dell'oblazione e la deroga alla volumetria è giustificata dai motivi del tutto peculiari.

La dizione adoperata dal primo comma dell'art. 39, L. n. 724/1994 e l'intenzione ivi espressa dal legislatore di porre un limite inderogabile e generale alla sanabilità degli abusi edilizi, ricollegando detto limite all'oggettiva entità dell'abuso e, di conseguenza, all'entità della lesione da esso inferta ai valori espressi dalla normativa urbanistica a tutela di un interesse pubblico preminente, inducono ad escludere un'interpretazione della norma che vada al di là... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...in essa enunciato e sia tesa a circoscriverne la portata ai soli edifici a destinazione residenziale, rilevando che la deroga di cui all'art. 39, comma 16, concerne esclusivamente l'oblazione e la sua misura e non anche la sanatoria.

Il disposto dell'art. 39 L. n. 724/1994 subordina l'ammissibilità della sanatoria ad un limite quantitativo espresso in termini volumetrici (non più di 750 mc) posto in relazione a qualsiasi tipo di costruzione, senza alcuna distinzione a seconda della destinazione, sia che trattasi di ampliamento che di nuova costruzione. Peraltro, la previsione massima di cubatura di 750 mc, quale norma di "chiusura", costituisce un limite assoluto ed inderogabile riguardante la singola richiesta di condono.

In materia di condono edilizio disciplinato dalla legge 24 novembre 1994, n. 724, ai fini della individuazione dei limiti stabiliti per la concedibilità della sanatoria, ogni edificio va inteso quale complesso unitario che faccia capo ad unico soggetto legittimato alla proposizione della domanda di condono, con la conseguenza che le eventuali singole istanze presentate in relazione alle separate unità che compongono tale edificio devono riferirsi ad una unica concessione in sanatoria, onde evitare la el... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...limite di 750 mc. attraverso la considerazione di ciascuna parte in luogo dell'intero complesso.

La previsione a opera del legislatore, nel condono ex art. 39, comma 1 della legge n. 724 del 1994, di un limite di cubatura deve essere intesa come norma di chiusura al limite di ampliamento fissato in termini percentuali, ad evitare che fabbricati, inizialmente, di cubatura considerevole possano ampliarsi in modo ulteriormente notevole. Tale interpretazione, anche se restrittiva dell'ambito di applicazione della sanatoria è la più corretta, in considerazione del carattere di eccezionalità proprio della disciplina del condono.

Sono inammissibili le ipotesi di condono prive di limiti quantitativi di carattere assoluto, posto che le stesse ben si presterebbero a concretizzare una rottura incondizionata del controllo edilizio passato. L'introduzione di limiti afferenti alla previsione di una determinata cubatura costituiscono espressione della chiara volontà del legislatore di porre un limite cogente e inderogabile, di carattere generale, alla sanabilità degli abusi edilizi, ricollegando detto limite all'oggettiva entità dell'abuso e, quindi, all'entità della lesione inferta ai valori presidiati dalla normat... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tica a tutela di un interesse pubblico preminente.

La verifica dei presupposti necessari al rilascio del condono edilizio non può che essere svolta con riferimento all'opera realizzata indipendentemente dal numero dei soggetti che ne fruiscono, altrimenti qualunque opera abusiva, anche palesemente eccedente i limiti volumetrici richiesti dalla normativa, potrebbe essere oggetto di sanatoria, purché utilizzata da numerosi fruitori, laddove gli stessi presentassero domande di condono uti singuli, ciò che contrasterebbe con la ratio legis sottesa alla disposizioni dettate in materia di condono, aventi natura eccezionale, e come tali, soggette ad interpretazione restrittiva.

E' esclusa una sanatoria parziale con scorporo postumo della volumetria realizzata in eccesso rispetto ai limiti volumetrici del condono.

La disciplina del condono del 2003 è applicabile solamente per le opere di minore rilevanza, corrispondenti alle tipologie di illecito di cui ai nn. 4, 5 e 6 dell'allegato 1 del d. l. n. 269 del 2003, ossia opere di restauro, risanamento conservativo e manutenzione straordinaria, caratterizzate per l'assenza di aumento di superficie o di volume.

Nella disciplina del condono del 2003, non pu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sere concessa la sanatoria per le opere che, nelle aree sottoposte a vincolo, comportino un aumento di volumetria, come l'ampliamento realizzato mediante chiusura di una tettoia di un immobile oggetto di precedente autorizzazione.

La previsione massima di cubatura di 750 mc prevista dalla Legge n. 724/1994 costituisce un limite assoluto ed inderogabile riguardante una singola richiesta di condono.

La previsione massima di cubatura di 750 metri cubi fissata nel condono edilizio disciplinato dalla legge 24 novembre 1994, n. 724 è un limite assoluto ed inderogabile, che si aggiunge come norma di chiusura al limite di ampliamento che deve essere contenuto nel trenta per cento della volumetria originaria.

Come già nell'art. 39, comma 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, anche i limiti volumetrici fissati dal comma 25 dell'art. 32 d.l. n. 269/2003 operano non già disgiuntamente, bensì congiuntamente, sicché gli incrementi volumetrici consentiti non devono essere superiori al 30% della cubatura della costruzione originaria e non possono in ogni caso eccedere i 750 mc.

L'art. 39 comma 1, l. n. 724 del 1994, che esclude dalla sanabilità volumetrie superiori a 750 metri cubi, non &egr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...to alla sola edilizia abitativa, né dal suo testo è possibile ricavare elementi interpretativi che inducano a ritenere limitata in tal senso l'ipotesi di esclusione; sicché il suddetto limite di volumetria deve ritenersi applicabile anche alle opere non residenziali.

Non può essere ammesso un condono che sia irragionevolmente privo di limiti quantitativi: è evidente che la rimozione di qualsiasi limite quantitativo alla condonabilità degli edifici industriali convertirebbe la disposizione di eccezione dell'art. 39 1. 23 dicembre 1994, n. 724 in una disposizione di rottura incondizionata del controllo edilizio passato. In realtà, la norma prevede indistintamente per gli edifici residenziali come per quelli industriali la condonabilità solo se non vi è un ampliamento del manufatto superiore al 30% della volumetria originaria, ovvero, indipendentemente dalla volumetria iniziale, un ampliamento superiore a 750 mc.

Ai fini del perfezionamento del condono edilizio di cui alla L. n. 724 del 1994, il limite volumetrico di 750 metri cubi previsto dall'art. 39, comma 1, è applicabile a tutte le opere, senza alcuna distinzione tra residenziali e non residenziali.

La previsione... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... cubatura di 750 mc stabilita dall'art. 39 della legge n. 724/1994 quale norma di "chiusura" costituisce un limite assoluto ed inderogabile riguardante la singola richiesta di condono.

Ai sensi della l. n. 326 del 2003, art. 32 comma 26, lett. a), le uniche opere condonabili sono quelle di minore rilevanza, corrispondenti alle tipologie di illecito di cui ai nn. 4, 5 e 6, dell'allegato 1 del d.l. n. 269 del 2003 (restauro, risanamento conservativo e manutenzione straordinaria) senza quindi aumento di superficie o di volume.

I limiti volumetrici previsti dall'art. 32, co. 25, d.l. 269/2003 si applicano anche agli interventi assentiti in base a titoli abilitativi edilizi giurisdizionalmente annullati, nonostante l'interpretazione contraria prospettata nella circolare ministeriale n. 2699 del 7.12.2005.

I limiti volumetrici fissati dal citato art. 32, co. 25, d.l. 269/2003 operano non già disgiuntamente, bensì congiuntamente.

Ai fini del condono previsto dal d.l. 269/2003 gli incrementi volumetrici consentiti del manufatto non devono essere superiori al 30% della cubatura della costruzione originaria e non possono in ogni caso eccedere 750 mc: di conseguenza, all'esistente non è comunque permesso aggiu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... 750 mc prescindendo dal rapporto percentuale rispetto alla preesistenza.

Se ad un fabbricato venne rilasciata concessione edilizia in sanatoria, ai sensi della legge n. 724/1994, ciò sta indubitabilmente a significare che per l'immobile de quo è stata utilizzata tutta la volumetria assegnabile in via ordinaria sicché appare impossibile configurare l'esistenza di ulteriori volumi in aggiunta a quelli per i quali è intervenuta una sanatoria.

In tema di condono, i limiti volumetrici assoluti (750 o 100 metri cubi) e percentuali (30 per cento della volumetria della costruzione originaria) costituiscono parametri congiunti e non disgiuntivi.

In tema di condono, il limite volumetrico di 750 metri cubi non trova applicazione nel caso di annullamento della concessione edilizia.

La violazione dell'art. 35, terzo comma lett. b), della legge 28 febbraio 1985, n. 47, richiamato dall'art. 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724 (ai sensi del quale qualora la volumetria da sanare sia superiore a 450 metri cubi alla domanda di sanatoria deve essere allegata una perizia giurata sulle dimensioni e sullo stato delle opere) ai sensi del quattordicesimo comma del suddetto art. 35 non comporta automaticamente i... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ell'istanza ma solo l'obbligo, per il sindaco del comune interessato, di richiedere le eventuali integrazioni documentali.

Il limite volumetrico per l'ammissibilità della sanatoria ex art. 39 legge 724/1994 si applica alle costruzioni abusive a carattere residenziale e non a quelle destinate ad altri usi.

È accoglibile la domanda di sanatoria degli abusi edilizi, inizialmente negata per il superamento del limite volumetrico condonabile stabilito dalla legge, laddove sia intervenuta la successiva parziale demolizione della volumetria realizzata in eccesso rispetto al predetto limite.

Se alla data del 31 dicembre 1993 gli interventi abusivi erano stati completati ma non era ancora scaduto il termine triennale di validità della concessione edilizia, occorre considerare ammissibile il condono per una volumetria abusiva pari al valore più alto tra il limite del 30% della volumetria assentita (con la soglia di 750 mc) e la differenza tra la soglia di 750 mc e la volumetria assentita.

La parziale demolizione dell'opera abusiva, che riduca la volumetria della stessa al di sotto della soglia di 750 mc di cui all'art. 32, comma 25, D.L. 269/03, determina l'accoglibilità della domanda di condono.... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... /> Il limite massimo volumetrico imposto dalla normativa sul condono edilizio riguarda la vera e propria realizzazione di nuovi volumi, in senso fisico, e non il calcolo virtuale o la computabilità ai fini urbanistici di volumi edilizi già esistenti.

Le norme che fissano dei limiti volumetrici al condono non vietano che la sanatoria sia concessa per il riuso di volumi preesistenti, senza che vi sia stata alcuna attività costruttiva di ampliamento.



 
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