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L'assistenza al singolo lavoratore nell'impugnazione del licenziamento


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Laureata in giurisprudenza

Il lavoratore che contesti la legittimità del licenziamento intimatogli ha l'onere di impugnarlo entro 60 giorni dalla ricezione della sua comunicazione a pena di decadenza.

Il termine decorre dalla comunicazione del licenziamento e, dopo il recente intervento della Corte di Cassazione a sezioni unite con sentenza del 14 aprile 2010 n. 8830, che ha dopo lungo tempo ribaltato quanto aveva essa stessa enunciato, possiamo ora affermare che esso indica solamente il momento entro il quale il lavoratore deve proporre l'impugnativa, indipendentemente dal momento in cui il datore di lavoro ne riceve comunicazione, che può essere quindi anche successivo.

Detto principio rileva soprattutto per le modalità con cui nella maggior parte dei casi il licenziamento viene impugnato per cui l'invio della comunicazione e la sua ricezione non sempre coincidono.
L'impugnazione può avvenire ai sensi dell'art. 6 della l. n. 604/1966 con «qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore anche attraverso l'intervento dell'organizzazione sindacale diretto ad impugnare il licenziamento stesso».

Non è dunque necessario che dall'atto emergano i singoli ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...fanno ritenere illegittimo il licenziamento ma la volontà di contestarlo deve risultare in maniera chiara ed univoca.
Infine circa i soggetti legittimati ad impugnare questi sono, secondo la norma, il lavoratore el'associazione sindacale cui il lavoratore aderisce o comunque conferisce mandato.

Il lavoratore potrà eventualmente anche farsi assistere dal legale di fiducia ma in quel caso sarà necessario che sottoscriva comunque l'atto e nel caso conferisca mandato a rappresentarlo dovrà farlo con procura speciale avente forma scritta, che dovrà essere portata a conoscenza del datore di lavoro.

Il lavoratore, dunque, che ritenga illegittimo il licenziamento irrogatogli può percorrere strade differenti. Innanzitutto autonomamente può impugnare il licenziamento ed eventualmente esperire tentativo di conciliazione, fermo restando che vista la delicatezza della questione potrebbe essere opportuno rivolgersi a soggetti competenti in materia e che in caso il tentativo di conciliazione fallisca e/o comunque decida di adire la via giudiziale sarà comunque necessaria l'assistenza di un difensore.

Può appunto rivolgersi ad un legale. O può rivolgersi al sindacato. In en... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...si gli sarà fornita assistenza in tutte le fasi del procedimento e soprattutto gli saranno forniti gli strumenti per valutare quale via sia più opportuno intraprendere e se effettivamente le sue pretese abbiano un fondamento.

I tempi sempre più ridotti in cui all'impugnazione deve seguire l'azione giudiziale nonché l'assoluta e precipua esigenza di economicità impone oggi che già prima dell'atto con cui il licenziamento viene impugnato stragiudizialmente venga compiuta una valutazione più accorta.

Per concludere sul punto è opportuno quindi precisare che l'impugnazione stragiudiziale che non sia seguita entro 180 giorni (270 prima della l. n. 92/2012) dall'azione giudiziale è inefficace.Ma la comunicazione della richiesta di espletamento del tentativo di conciliazione di cui all'art. 410 c.p.c. oltre ad interrompere la prescrizione, sospende, per la durata del tentativo di conciliazione e per i venti giorni successivi alla sua conclusione, il decorso di ogni termine di decadenza.


 
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