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INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> SOTTOSUOLO: CAVE E GIACIMENTI

Un terreno non incluso nel Piano cave ha la stessa possibilità di essere escavabile dai proprietari di quella di un terreno agricolo di diventare edificabile. Tale potenzialità non può quindi essere indennizzata, né può essere considerata come parte del valore da attribuirsi al bene. Dovendosi, infatti, calcolare il valore di mercato dell’area occupata e cioè il presumibile valore di scambio sul libero mercato del terreno a destinazione, sia di fatto, che urbanistica, agricola, insuscettibile di sfruttamento con escavazione del materiale ghiaioso da parte del privato, non si può ritenere che esso possa essere influenzato dalla ragionevole presenza, nel sottosuolo, di materiale ghiaioso, non potendosi configurare - come detto - alcuna aspettativa, in capo ai proprietari, dello sfruttamento di esso, in assenza di un’inclusione nell’apposito Piano cave.

Poichè la cava non è un tertium genus di destinazione rispetto al binomio delle aree edificabili-non edificabili (i giacimenti possono, infatti, sussistere in entrambe le categorie di terreni), la questione relativa alla natura conformativa o espropriativa del vincolo imposto sul bene non ha ragion d'essere, essendo tale indagine indispensabile esclusivamente per operare la ricognizione legale, imposta dall'art. 37, comma 3 TU "ai soli fini dell'applicabilità" delle disposizioni della sezione relative alle aree edificabili. Pertanto, ove l'attività estrattiva risulti preclusa dall'approvazione del progetto preliminare dell'opera e dalle relative fasce di rispetto, il bene non può essere indennizzato come cava.

L'indennità di esproprio deve tenere conto delle capacità estrattive e commerciali e industriali del bene oggetto di esproprio, con incidenza sul valore di mercato di esso, da accertare anche in ragione delle caratteristiche fisiche di esso e della sua natura come in concreto individuata.

Un giacimento di sabbia e ghiaia nel sottosuolo del fondo espropriato può essere considerato suscettibile di autonomo indennizzo, stante la necessità di tenere conto delle capacità estrattive del fondo, a condizione che: 1) il terreno sia suscettibile di ottenere tutti i permessi/licenze/autorizzazioni/nulla osta necessari per legge per lo sfruttamento del giacimento ivi presente e lo stabilimento in loco di una cava; 2) il terreno sia concretamente adibibile a cava, sussistendo i requisiti strutturali e spaziali per lo svolgimento in sicurezza e conformemente alla legge di tale tipo di attività; 3) siano stimati i guadagni verosimilmente realizzabili da un'attività estrattiva di questo tipo, al netto delle spese di avviamento, produzione e amministrative, distinguendo ove la ... _OMISSIS_ ...

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