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DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO

PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> STRUTTURE COMMERCIALI

Gli atti di programmazione territoriale non vanno esenti dalle verifiche prescritte dalla Direttiva 2006/123/CE per il solo fatto di essere adottati nell’esercizio del potere di pianificazione urbanistica, dovendosi verificare se in concreto essi perseguano finalità di tutela dell’ambiente urbano o, comunque, riconducibili all’obiettivo di dare ordine e razionalità all’assetto del territorio, oppure perseguano la regolazione autoritativa dell’offerta sul mercato dei servizi attraverso restrizioni territoriali alla libertà di insediamento delle imprese.

Il D. Lgs. 59/2010, gli artt. 31 e 34 d.l. 201/2011 e l'art. 1 d.l. 1/2012 impongono al G.A. chiamato a sindacare la legittimità degli atti di pianificazione urbanistica che dispongono limiti o restrizioni all’insediamento di nuove attività economiche in determinati ambiti territoriali, l’obbligo di effettuare un riscontro molto più penetrante di quello che si riteneva essere consentito in passato; e ciò per verificare, attraverso un’analisi degli atti preparatori e delle concrete circostanze di fatto che a tali atti fanno da sfondo, se effettivamente i divieti imposti possano ritenersi correlati e proporzionati a effettive esigenze di tutela dell’ambiente urbano o afferenti all’ordinato assetto del territorio sotto il profilo della viabilità, della necessaria dotazione di standard o di altre opere pubbliche, dovendosi, in caso contrario, reputare che le limitazioni in parola non siano riconducibili a motivi imperativi di interesse generale e siano, perciò, illegittime.

È illegittima la variante che prevede il divieto di insediamento di medie strutture di vendita in ambito urbano, ove risulti l'istruttoria non ha avuto riguardo ai problemi relativi all’assetto del territorio urbano, ma si è concentrata esclusivamente su un’analisi socio-economica relativa alla sufficienza e adeguatezza della rete distributiva nelle sue varie articolazioni a soddisfare la domanda.

Non vi è alcuna incompatibilità urbanistica fra le medie strutture di vendita (anche di superficie superiore a 600 mq.) e le zone residenziali, essendo, anzi, normale, in contesti urbani moderni, la presenza di supermercati nell’ambito di zone destinate alla residenza.

È illegittima l'introduzione di un generalizzato divieto di insediamento di medie strutture commerciali di superficie superiore a 600 mq. per una intera zona della città a prescindere da una specifica valutazione in ordine alle caratteristiche urbanistiche e viabilistiche della stessa, e ciò tanto pi&ugr... _OMISSIS_ ...zona della città, sia prevista la possibilità di insediare strutture di vendita aventi superficie commerciale superiore previa dimostrazione della compatibilità della struttura con la viabilità.

Non è irragionevole la previsione dello strumento urbanistico che, in un ambito destinato a "parco commerciale", elenchi tra le destinazioni vietate il cen... _OMISSIS_ ...