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IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> DINIEGO

E’ legittimo il diniego di condono edilizio straordinario, ex art. 32 del d.l. n. 269 del 2003, non preceduto dalla comunicazione all'interessato dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza.

Il combinato disposto dell'art. 32 l. 28 febbraio 1985 n. 47 e dell'art. 32, comma 27, lett. d), d.l. 30 settembre 2003 n. 269 comporta che non sia condonabile un'opera realizzata in assenza o in difformità del titolo abilitativo e non conforme alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici commesso su un bene sottoposto a vincolo di inedificabilità, sia esso di natura relativa o assoluta, che non può essere condonato quando ricorrono, contemporaneamente le seguenti condizioni: a) imposizione del vincolo di inedificabilità prima della esecuzione delle opere; b) realizzazione delle stesse in assenza o difformità dal titolo edilizio; c) non conformità alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Non vi è alcun obbligo di allegare al diniego di sanatoria i pareri interni, che sono ostensibili semmai a domanda.

Il provvedimento di diniego del condono edilizio costituisce espressione di un potere vincolato rispetto ai presupposti normativi richiesti per cui trova applicazione il disposto dell’articolo 21... _OMISSIS_ ...parte, della legge n. 241/1990.

Nel caso intervenga il diniego di sanatoria edilizia straordinaria ai sensi della l. 326/2003, l’Amministrazione comunale dovrà adottare nuovamente i provvedimenti sanzionatori miranti alla demolizione del manufatto illecito.

I presupposti che debbono sussistere contestualmente e che rendono il diniego di condono un atto dovuto, sono la sussistenza di un vincolo anteriore all’abuso, l’assenza o difformità dal titolo abilitativo prescritto ed il contrasto con norme urbanistiche e con prescrizioni degli strumenti urbanistici.

I provvedimenti di diniego della sanatoria edilizia, in quanto momento finale di procedimenti avviati su istanza di parte, non devono essere preceduti dalla comunicazione di avvio.

In base all’art. 32, comma 27, lett. d), del d.l. n. 269/2003, i presupposti che debbono sussistere contestualmente, ai fini del rigetto della domanda di sanatoria di un abuso edilizio, sono la sussistenza di un vincolo anteriore all’abuso, l’assenza o difformità dal titolo abilitativo prescritto ed il contrasto con norme urbanistiche e con prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Il provvedimento di diniego di condono edilizio costituisce espressione di un potere vincolato rispetto ai presupposti normativi richiesti e dei quali deve farsi applicazione, con la conseguenza che, in ordine ... _OMISSIS_ ...e in rilievo profili di eccesso di potere quali la disparità di trattamento, propri invece dell'esercizio del potere discrezionale, atteso altresì che il rilascio del condono registratosi in analoghi casi di abusi non condonabili, e quindi suscettibili di annullamento giurisdizionale o amministrativo, non può, ex se, legittimare la pretesa a identico trattamento.

Il provvedimento di diniego del condono edilizio intervenuto in pendenza di un giudizio sull'ordinanza di demolizione rende tale giudizio improcedibile in quanto l'esito negativo della domanda obbliga l'amministrazione a rideterminarsi con una nuova sanzione che sostituisce quella impugnata.

La mera contrarietà alle prescrizioni urbanistico paesistiche del P.T.P. costituisce ragione sufficiente a rendere doveroso il diniego del condono di opera abusiva.

In materia di sanatoria di abusi edilizi su aree soggette a vincolo, è esclusa la sanatoria ai sensi dell'art. 32, comma 27, lett. d), d.l. n. 269 del 2003 se il vincolo è stato istituto prima dell'esecuzione delle opere abusive e/o le opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo non sono conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

A proposito di un’istanza di titolo edilizio in sanatoria, concernente opere già eseguite, non è ravvisabile a carico della... _OMISSIS_ ...escrizioni tese a rendere l'intervento compatibile con la strumentazione urbanistica. Difatti, ancorché ciò sia previsto - peraltro come mera facoltà e non come obbligo - in sede di autorizzazione preventiva sull'opera ancora da realizzare, è illogico che ciò sia possibile in relazione ad un manufatto già eseguito.

In base all’art. 32, comma 27, lett. d), del d.l. n. 269/2003 (convertito con l. n. 326/2003) i presupposti che debbono sussistere contestualmente, ai fini del rigetto della domanda di sanatoria di un abuso edilizio, sono la sussistenza di un vincolo anteriore all’abuso, l’assenza o difformità dal titolo abilitativo prescritto ed il contrasto con norme urbanistiche e con prescrizioni degli strumenti urbanistici.

In base all’art. 32, comma 27, lett. d), del d.l. n. 269/2003 i presupposti che debbono sussistere contestualmente, ai fini del rigetto della domanda di sanatoria di un abuso edilizio, sono la sussistenza di un vincolo anteriore all’abuso, l’assenza o difformità dal titolo abilitativo prescritto ed il contrasto con norme urbanistiche e con prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Fra i vincoli ostativi al rilascio del condono edilizio ai sensi dell’art. 32, comma 27, lett. d), D.L. n. 269/03, rientrano i vincoli paesaggistici, sia pure di carattere relativo, qualora non vi sia la confor... _OMISSIS_ ...

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