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IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> TRE CONDONI, DISTINZIONE

Come si ricava dal richiamo ai capi IV e V della l. 47/1985, l'art. 32 del d.l. 269/2003 si sostanzia nella possibilità di sanare vicende non mai definite o ancora da concludere e non già in quella di riaprire procedimenti che hanno trovato il loro compimento e si sono già consolidate.

Non è possibile applicare l’art. 32, c. 14 del DL 269/2003, così selettiva e specifica per il c.d. “terzo” condono edilizio, a fattispecie già a suo tempo sanate ed alle quali continuano ad applicarsi le norme proprie che regolarono la sanatoria che le riguardò, di stretta interpretazione e tali da non prestarsi a quelle letture costituzionalmente orientate già escluse per l’autonoma composizione dei procedimenti attivati in base a ciascuna delle tre discipline di condono.

Il c.d. terzo condono esclude la possibilità di sanatoria per le opere abusive realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali o regionali a tutela, tra l’altro, di interessi idrogeologici, delle falde acquifere, ambientali e paesaggistici, a meno che non siano conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Dal terzo condono edilizio di cui alla l. n. 326/03 restano esclusi gli edifi... _OMISSIS_ ...izzate da vincolo istituito prima dell’esecuzione delle opere abusive, realizzate in assenza e/o difformità dal titolo abilitativo e che risultino non conformi alle norme ed alle prescrizioni poste dagli strumenti urbanistici.

L'art. 32 comma 27 lett. d), d.l. n. 269 del 2003 convertito dalla l. n. 326 del 2003, prescrive l'insuscettibilità della sanatoria di opere edilizie non autorizzate, realizzate su immobili soggetti a vincoli, istituti prima dell'esecuzione di dette opere, ove le stesse non siano conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Il condono, di cui all'art. 32, comma 25, del decreto legge n. 269 del 30 settembre 2003, è più restrittivo di analoghe normative precedenti nella misura in cui si esclude comunque la sanabilità delle opere in determinate circostanze, con particolare riferimento alle opere realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali, a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici qualora istituiti prima dell’esecuzione di dette opere nonché alle opere realizzate nei porti e nelle aree appartenenti al demanio marittimo, lacuale e fluviale.

La sanatoria prevista dal d.l. 269/2003 ha natura straordinaria, poiché da essa consegue l’effetto estintivo dei reati connessi al compimento di... _OMISSIS_ ...
L’art. 32 d.l. 269/2003 deve essere letto ed interpretato tenendo presente che nell’emanare tale norma il legislatore aveva l’interesse rivolto non alla sanatoria amministrativa degli abusi edilizi, quanto piuttosto alla estinzione delle conseguenze penali degli abusi edilizi, perché questa, più che la sanatoria meramente amministrativa, avrebbe potuto influire sulla “discovery” degli abusi edilizi.

L’art. 39, comma 20, della legge n. 724 del 1994, che escludeva dal regime dell'art. 33 della legge 47 del 1985 “il divieto transitorio di edificare, previsto dall’art. 1 quinquies del decreto legge 27 giugno 1985, n. 312”, convertito in legge 8 agosto 1985, 431 (il quale a sua volta vietava – fino all’adozione dei piani regionali – ogni modifica delle aree e dei beni, individuati dall’art. 2 del decreto ministeriale del 21 settembre 1984, recante dichiarazione di notevole interesse pubblico, tra l'altro, dei “territori costieri”) non appare riferibile alla procedura di condono, di cui all’art. 32, comma 25 del decreto legge n. 269 del 30 settembre 2003, che nel successivo comma 27 escludeva “comunque” la sanabilità delle opere “realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali, a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambi... _OMISSIS_ ...alora istituiti prima dell’esecuzione di dette opere”.

In tema di cd. terzo condono, ai sensi dell'art. 32 comma 27, lett. d), d.l. 30 settembre 2003 n. 269, convertito dalla l. 24 novembre 2003 n. 326, sono sanabili le opere abusivamente realizzate in aree sottoposte a specifici vincoli, fra cui quello ambientale e paesistico, purché ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: a) che si tratti di opere realizzate prima dell'imposizione del vincolo, anche se questo non comporta l'inedificabilità assoluta dell'area; b) che, seppure realizzate in assenza o in difformità del titolo edilizio, siano conformi alle prescrizioni urbanistiche; c) che siano opere di minore rilevanza, corrispondenti alle tipologie di illecito di cui ai nn. 4, 5 e 6, dell'allegato a del d.l. n. 269 del 2003 (restauro, risanamento conservativo e manutenzione straordinaria) senza quindi aumento di superficie; d) che vi sia il previo parere favorevole dell'Autorità preposta al vincolo.

Per gli immobili realizzati in ambito vincolato il "terzo condono" 2003 si atteggia quasi a una sorta di accertamento di conformità non essendo ammissibile la sanatoria di opere contrastanti con le norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

L’inserimento del requisito della conformità urbanistica nella fattispecie del condono edilizio ex D.L. n. 269/2003... _OMISSIS_ ...

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...continua.

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