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IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> ANTERIORITÀ DEL VINCOLO

L'art. 32 comma 27, lett. d), d.l. n. 269 del 2003 esclude dalla sanatoria le opere abusive realizzate su aree caratterizzate da determinate tipologie di vincoli subordinando peraltro l'esclusione a due condizioni costituite: a) dal fatto che il vincolo sia stato istituito prima dell'esecuzione delle opere abusive; b) dal fatto che le opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo risultino non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

In caso di vincolo di inedificabilità introdotto successivamente alla realizzazione del manufatto abusivo se, da una parte, l’Amministrazione non può non tenerne conto, dall’altra è tenuta a effettuare una valutazione di compatibilità dell’opera particolarmente approfondita da cui emergano in modo puntuale e dettagliato le ragioni che impediscono il mantenimento della stessa nel contesto ambientale in cui è collocata.

E' illegittimo il parere contrario al condono edilizio motivato sulla base di vincoli di inedificabilità introdotti successivamente alla realizzazione del manufatto, nel qual caso l’Amministrazione è tenuta ad accertarne la sola compatibilità con il contesto ambientale, con riferimento al momento in cui viene esaminata la domanda di sanatoria (e non anche la conformità al vincolo essendo questo per l’appunto successivo).

Il combinato disposto dell'art. 32 della l. 28 febbraio 1985, n. 47 e dell’art. 32, comma 27, lett. d) del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, comporta che un abuso edilizio realizzato in area sottoposta a vincolo di inedificabilità, sia questo di natura relativa ovvero assoluta non può essere condonato laddove ricorrano, contemporaneamente le seguenti condizioni: a) il vincolo di inedificabilità sia stato apposto prima della esecuzione delle opere; b) le opere siano state realizzate in assenza o difformità dal titolo edilizio; c) l’intervento non sia conforme alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

L’esistenza del vincolo va valutata al momento in cui deve essere valutata la domanda di condono, a prescindere dall'epoca della sua introduzione e, quindi, anche per le opere eseguite anteriormente all'apposizione del vincolo stesso, avendo cura di precisare che i vincoli di inedificabilità sopravvenuti alla realizzazione dell'intervento edilizio non operano quali fattori di preclusione assoluta al condono, ma costituiscono vincoli relativi ai sensi dell'art 32 della l. n. 47 del 1985, che impongono un apprezzamento concreto di compatibilit&... _OMISSIS_ ...