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DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> CTU

La Corte d'Appello può limitarsi a confermare la valutazione indnenitaria del c.t.u., disattendendo implicitamente e senza espressa disamina le censure di parte implicanti un diverso apprezzamento valoriale.

Non è possibile determinare il valore di esproprio motivando con un generico rinvio alla ragionevolezza di una non meglio precisata indicazione, sicché un apodittico riferimento a "valori di mercato" privo di indicazione a dati di riferimento vizia la determinazione per insufficiente motivazione.

E' viziata, per insufficienza della motivazione, la sentenza con la quale il giudice di merito, al fine di determinare l'importo dovuto a titolo di indennità di esproprio, si sia limitato ad aderire alle conclusioni del consulente tecnico, assumendo che la consulenza era stata elaborata adottando un convincente metodo sintetico-comparativo, in quanto la correttezza del metodo utilizzato dall'ausiliario non esime il giudice dal dovere di indicare i dati obiettivi sui quali ha ritenuto di fondare la propria valutazione, ai fini di consentire un controllo sulla congruità della motivazione.

Rientrando nel potere del consulente tecnico d'ufficio attingere aliunde notizie e dati, non rilevabili dagli atti processuali e concernenti fatti e situazioni formanti oggetto del suo accer... _OMISSIS_ ... necessario per espletare convenientemente il compito affidatogli, dette indagini possono concorrere alla formazione del convincimento del giudice solo quando ne siano indicate le fonti, in modo che le parti siano messe in grado di effettuarne il controllo.

Qualora condivida i risultati del consulente, il giudice non è tenuto ad esporre in modo specifico le ragioni del suo convincimento, atteso che la decisione di aderire alle risultanze della consulenza implica, da una parte, il rigetto delle contrarie deduzioni delle parti, e, dall'altra, delinea il percorso logico della decisione e ne costituisce motivazione adeguata, insuscettibile di censure in sede di legittimità. A fortiori, ciò vale quando, il giudice del merito abbia aderito alle conclusioni del consulente tecnico che nella relazione abbia tenuto conto, replicandovi, dei rilievi dei consulenti di parte. In tal caso, le critiche di parte, che tendano al riesame degli elementi di giudizio già valutati dal consulente tecnico, si risolvono in mere argomentazioni difensive, che non possono configurare il vizio di motivazione previsto dall'art. 360 c.p.c., n. 5.

In linea di massima si afferma che il giudice, quando accoglie le conclusioni del consulente tecnico di ufficio, non è tenuto a confutare dettagliatamente le contrarie argomentazioni delle parti. Ma è pur vero che, quando le parti muovano alla consulenza argomentat... _OMISSIS_ ...cifici elementi di comparazione non presi in esame dal consulente, detto giudice non può limitarsi ad ignorarli del tutto o a disattenderli con generiche e non controllabili affermazioni di adesione agli accertamenti suddetti, ma è tenuto ad una puntuale e dettagliata motivazione che ne dimostri le ragioni dell'infondatezza, o comunque quelle per le quali devono comunque essere preferiti questi ultimi.

I criteri adottati dal c.t.u. e gli apprezzamenti espressi nella sua relazione, pur non avendo efficacia vincolante ai fini della decisione, possono essere disattesi soltanto attraverso una valutazione critica saldamente ancorata alle risultanze processuali, nonché congruamente e logicamente motivata mediante l'indicazione degli elementi probatori e degli argomenti logico-giuridici in base ai quali il giudice ha ritenuto di pervenire ad esili contrastanti con il parere del consulente.

Qualora nel corso del giudizio vengano espletate più consulenze, in tempi diversi e con la prospettazione di soluzioni difformi, il giudice, ove voglia uniformarsi ad una di esse, disattendendo l'altra, non può limitarsi ad un'acritica adesione, ma è tenuto a motivare la propria preferenza, anche mediante l'esame delle critiche sollevate dalle parti, e può ben discostarsi da entrambe le soluzioni prospettate, ma solo dando adeguata giustificazione del proprio convincimento, anche attraverso... _OMISSIS_ ...to risolvere, sulla base di corretti criteri e cognizioni proprie, tutti i problemi tecnici sottesi alla valutazione degli elementi rilevanti ai fini della decisione.

Il giudice, ove ritenga inaccettabili i criteri adottati e le valutazioni espresse dal c.t.u., non può giustificare il proprio dissenso attraverso il mero richiamo dei valori accertati in altri giudizi aventi ad oggetto l'espropriazione di fondi situati nella stessa area e magari destinati alla realizzazione della medesima opera pubblica, ma deve verificare la concreta omogeneità tra i predetti immobili e quello che costituisce oggetto del giudizio, mediante il confronto delle rispettive classificazioni urbanistiche e delle caratteristiche obiettive (superficie, accessibilità, giacitura, presenza di infrastrutture e servizi pubblici, etc.) ordinariamente incidenti sulla valutazione di mercato dei terreni.

Ricordato che la consulenza tecnica d'ufficio è un mezzo istruttorio e non una prova vera e propria, si deve sottolineare che l'estimo dei terreni concerne ipotesi in cui la CTU può anche non apparire necessaria non dovendosi misurare o accertare l’esistenza, o l’entità, di determinati elementi o fatti di causa attraverso l’utilizzo di metodi scientifici, fisici, o tecnici i quali, come tali, non sono surrogabili in base alle comuni conoscenze (c.d. consulenza deducente).

La val... _OMISSIS_ ...

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