Obbligo di motivazione dei provvedimenti di reiterazione dei vincoli espropriativi scaduti

Chi credeva o, forse, sarebbe meglio dire, sperava che la problematica della reiterazione dei vincoli espropriativi scaduti e, segnatamente, l’obbligo di motivazione della relativa delibera, avesse perso attualità per effetto della sentenza n.7 del 24 maggio 2007 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, si sbagliava.

Il tema continua, eccome, a suscitare equivoci, problematiche e discussioni tanto tra gli operatori di settore quanto nella giurisprudenza amministrativa.

I primi, alle prese con il braccio armato dei proprietari e le loro legittime ire, dal momento che si trovano a dover fronteggiare nuove previsioni vincolistiche della PA, spesso causa di danni e di mancato utilizzo di immobili.

La seconda bisogno... _OMISSIS_ ...e a contenziosi molte volte ancorati a dati meramente formali piuttosto che sostanziali ed impegnata a dettare indicazioni e delucidazioni sul modus operandi delle PA.

E’ un dato, però, che il tema continua, nonostante l’approdo dell’Adunanza Plenaria del 2007, ad essere attuale ed affrontato nelle aule di giustizia amministrativa, tanto da aver interessato, negli ultimi tempi, due rilevanti decisioni del Consiglio di Stato, sez. IV: la sentenza 15 settembre 2009 n.5521 e la n.91 del 13 gennaio 2010.

Le due sentenze meritano di essere richiamate poiché ritornano, in parte con sfumature simili all’Adunanza Plenaria, in parte differenti, sul tema della reiterazione dei vincoli.

Solo incidentalmente si deve... _OMISSIS_ ...i vincoli espropriativi hanno una durata quinquennale, decorsa la quale decadono rendendo l’area priva di destinazione urbanistica e, quindi, zona bianca, come tale bisognosa di ripianificazione da parte della PA.

Siamo nel campo di applicazione dell’art.39 del D.p.r. n.327/01 che, seppur non brillando per chiarezza, fornisce anche indicazioni sull’eventuale riconoscimento di una indennità da reitera ai soggetti interessati, ponendo sugli stessi, l’onere della prova dell’effettivo danno subito.

I vincoli espropriativi, fondamentali in sede di raccordo tra previsioni urbanistiche di piano ed avvio delle procedure ablative, hanno tanto valore da rendere impossibile un legittimo esproprio senza la loro preventiva pre... _OMISSIS_ ...
Non c’è esproprio senza vincolo, come ben sappiamo; ne costituisce sicura prova già l’art.8 del D.p.r. n.327/01, il quale nel dettare le regole alla base del procedimento ablativo, richiede la presenza di un vincolo preordinato all’esproprio accanto alla previsione dell’opera da realizzare nello strumento urbanistico generale o in una sua variante.

Ma non c’è esproprio senza un vincolo a tal fine predeterminato; non può non ricordarsi, infatti, che altra cosa è il vincolo espropriativo, come tale incidente sul diritto di proprietà del singolo in modo da svuotarlo di contenuto, altra cosa è quello conformativo, che non svuota di contenuto il diritto dominicale, salvaguardando l’utilizzo del bene dal proprietario o ... _OMISSIS_ ...usiva o in maniera mista con la PA.

Il tema è tanto dibattuto, da interessare sia la giurisprudenza amministrativa che quella ordinaria; la prima secondo cui il vincolo espropriativo svuota il diritto di proprietà diversamente da quello conformativo; la seconda, per la quale il vincolo espropriativo localizza lenticolarmente l’intervento pubblico o di pubblica utilità da porre in essere, mentre quello conformativo zonizza l’assetto generale del territorio.

La giurisprudenza amministrativa si interessa della problematica dei vincoli, come ben noto, poiché essa è deputata a sindacare la legittimità dei procedimenti ablativi; la giurisprudenza ordinaria, invece, tratta dei vincoli quando è chiamata a pronunciarsi sul quantum dell&rsquo... _OMISSIS_ ...petto alla quale vi è, in un modo o nell’altro, una loro incidenza (cfr. art.32 T.U. espropri).

Solo i vincoli realmente espropriativi, hanno una validità limitata nel tempo a cinque anni, decorsi i quali decadono, con possibilità (ovviamente non obbligo, ben potendo la PA diversamente orientarsi) per l’amministrazione di riapporli attendendosi ad alcune regole ben precise in tema di istruttoria e motivazione.

Inutile ricordare, se non velocissimamente per i nostri fini, che l’autorità amministrativa agente deve obbligatoriamente pronunciarsi su eventuali istanze e/o diffide alla ripianificazione ad essa indirizzate dai proprietari interessati alla scadenza di vincoli espropriativi, i quali, addirittura, hanno lo strumento del... _OMISSIS_ ...o il silenzio direttamente azionabile dinanzi al TAR competente per territorio.

La PA non può, in altri termini, rimanere inerte dinanzi la scadenza di vincoli espropriativi e, soprattutto, dinanzi le richieste di ripianificazione da parte dei proprietari incisi, a prescindere da come esse si presentino.

Tanto ricordato sul tema generale dei vincoli, ciò che interessa, in questa sede, è capire come deve comportarsi la PA che decida di reiterarli decorsi i famosi cinque anni dalla loro vigenza; in particolare come ed in quale misura debba motivare il provvedimento specificamente interessato all’esito di una approfondita istruttoria procedimentale.

Arriviamo, allora, a quanto indicato nella citata ultima sentenza del Consiglio... _OMISSIS_ ... scorso 13 gennaio.

A tale riguardo sembrerebbe, ad una lettura superficiale, che i giudici amministrativi, richiedendo sempre e comunque una motivazione specifica per reiterare vincoli espropriativi, si siano disinteressati delle distinzioni, che tra breve richiameremo, rintracciate dall’Adunanza Plenaria del 2007 ai fini del diverso grado motivazionale del provvedimento di reiterazione.

In realtà, i punti di contatto con l’autorevole precedente sono più di quanto possa, ad una prima lettura, sembrare.

E’ utile riportare testualmente, allora, il punto che interessa della sentenza ultima della IV sezione del massimo organo di giustizia amministrativa, nella parte in cui dispone che: «… è opportuno pr... _OMISSIS_ ... evocati principi, in base ai quali la scelta di reiterare un vincolo scaduto impone all’Amministrazione un puntuale onere motivazionale in ordine alle specifiche ragioni che la impongono, valgono indipendentemente dalla qualificazione formale del provvedimento di variante urbanistica in cui essa è contenuta, purché si tratti – come risulta per tabulas nel caso di specie – di prescrizione “puntuale”, destinata a investire gli specifici suoli già interessati dal vincolo scaduto (cfr. Cons. Stato, sez. IV, 15 settembre 2009, nr. 5521)».

Il Consiglio di Stato, in pratica, ritiene che debba prescindersi dalla circostanza che la reiterazione di un vincolo espropriativo discenda direttamente dall’adozione di una variante... _OMISSIS_ ...tosto che particolare, al PRG; a contare, infatti, è la puntualità della prescrizione.

Come dire, non interessa la fonte, ma interessa il suo contenuto.

Solo apparentemente, allora, il citato decisum sembrerebbe discostarsi dall’insegnamento dell’Adunanza Plenaria n.7/07 che, seppure per sommi capi, è utile analizzare di seguito ripercorrendone i tratti essenziali.

Sulla motivazione che deve contraddistinguere il provvedimento di reiterazione, l’Adunanza Plenaria ha stabilito che occorre...


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