Il secondo protocollo alla Convenzione PIF: il riciclaggio

Lo scopo In linea con quanto già detto a proposito del Primo Protocollo sulla corruzione, anche il Secondo protocollo [1] alla Convenzione PIF, sempre redatto sulla base dell’art. K3 del Trattato di Maastricht, deriva dalla constatazione che, oltre alla frode, sono anche altre le condotte che possono rappresentare una minaccia per gli interessi finanziari delle Comunità Europee.

Esaminate frode e corruzione, il presente atto si concentra invece sul riciclaggio e, nuovamente, su atti compiuti per conto di persone giuridiche.

Il protocollo, pertanto, si propone di adattare, ove necessario, le legislazioni nazionali per prevedere la responsabilità degli enti nei casi di frode, corruzione attiva e riciclaggio compiuti per un loro beneficio, ... _OMISSIS_ ...esto caso, solo nei limiti in cui tali atti abbiano recato un danno alle finanze comunitarie.

Il riciclaggio, in particolare, è percepito quale atto assai pericoloso in quanto impedisce il recupero di quanto oggetto di frode o corruzione ai danni della UE e, per questo motivo, il protocollo tende a volere introdurre più efficaci misure di confisca dei proventi di reato nei singoli Stati membri. Inoltre, l’atto in questione intende rafforzare la cooperazione giudiziaria tra gli Stati, permettendo loro un più efficace scambio di informazioni, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali.

L’atto si apre con una serie di definizioni tratte per lo più dalla Convenzione PIF e dal primo protocollo, quali quelle d... _OMISSIS_ ...o;frode”, “corruzione attiva” e “corruzione passiva” e si concentra poi sui concetti di “persona giuridica” e “riciclaggio”.


Il riciclaggio e la responsabilità degli enti Per definire il concetto di riciclaggio, il protocollo fa riferimento, nell’art. 1 lett. e), ad un altro atto normativo comunitario, la direttiva del Consiglio 91/308/CEE del 10.6.1991 e passa poi ad enunciare immediatamente, negli artt. 2 e 3, uno dei principali contenuti del documento, cioè l’invito a ciascuno Stato membro a prendere provvedimenti affinché il riciclaggio sia considerato un reato e affinché le persone giuridiche possano essere ritenute responsabili di frode, corruzione attiva e passiva e anche ri... _OMISSIS_ ...ssi in loro favore dai loro rappresentanti o comunque da soggetti con poteri decisionali o di controllo delle stesse.

La norma prevede quindi espressamente la possibilità di responsabilità degli enti per tale reato.

Si può notare, al riguardo, la differenza di formulazione con la Convenzione, che, come evidenziato, prevedeva già raccomandazioni per la responsabilità delle persone giuridiche in materia di frode; la raccomandazione della Convenzione, però, era diretta alla responsabilità penale dei dirigenti delle imprese, cioè alla responsabilità di persone fisiche che comportasse come conseguenza quella dell’ente, mentre adesso l’art. 3 del Secondo protocollo menziona espressamente e direttamente la responsabilità delle persone giu... _OMISSIS_ ...e sempre per atti commessi da persone fisiche.

Inoltre, la formulazione degli artt.3 e 4 del Secondo protocollo è certamente più minuziosa e dettagliata di quella del corrispondente articolo della Convenzione PIF.

L’art. 3 comma 2 del secondo protocollo prevede anche la responsabilità dell’ente quando la frode, la corruzione o il riciclaggio siano avvenuti per carenza di sorveglianza o di controllo da parte dei soggetti all’interno dell’ente che avevano il potere e il dovere di esercitare il controllo stesso.

Le sanzioni che, secondo l’art. 4, possono essere inflitte all’ente vanno dall’esclusione dal godimento di un vantaggio o di un aiuto pubblico a quella estrema dello scioglimento.
... _OMISSIS_ ...me si vedrà, la previsione della responsabilità degli enti per riciclaggio è rimasta a lungo inattuata nell’ordinamento italiano.


Confisca e cooperazione con la Commissione Europea Il principio ribadito dall’art. 5 del secondo protocollo è quello dell’adozione degli strumenti di sequestro e confisca dei proventi di frode, corruzione e riciclaggio; lo scopo è evidentemente quello del recupero delle somme e del risarcimento del danno.

A tale fine, la norma invita gli Stati ad adottare anche le forme di sequestro e confisca “per equivalente”.

Il recupero degli importi oggetto di reato è per la UE essenziale per la tutela dei propri interessi finanziari, e quindi uno strumento come il sequestro p... _OMISSIS_ ...è fondamentale.

A questo proposito, in questa sede, più che richiamare i concetti di diritto generale su tale istituto e le problematiche connesse – cui si è già fatto cenno nel commento alla Convenzione al quale si rinvia –, sembra importante ricordare come la Commissione Europea, per conto della Unione, in particolare anche grazie all’opera dell’OLAF, che opera quale raccordo con le autorità giudiziarie nazionali, ma anche del proprio Servizio Giuridico, cerchi di utilizzare tutti gli strumenti che la normativa mette a disposizione per il recupero delle somme e il risarcimento del danno.

Strumento molto importante in questo senso è, per esempio, la


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