L’acquisizione sanante resuscita dalle ceneri dell’art.43 t.u. espropriazione

uo;art.42 bis t.u. espropriazione introdotto dall’art.34 del d.l. 6 luglio 2011 n.98 convertito dalla l. n.111/2011[1] ha riprodotto, con talune rilevanti modifiche, l’art. 43 dichiarato incostituzionale, per ragioni collegate all’eccesso di delega, da Corte cost. n.293/2010.

E’ proprio l’esame della disposizione che, per un verso, mostra come sia in corso un crescente ed ormai ineludibile confronto fra le Autorità nazionali ed il diritto vivente sul tema della tutela del diritto di proprietà.

La riproposizione del meccanismo della procedura espropriativa sanante nei suoi tratti essenziali già descritti con l’art.43 t.u. espropriazione non elide alcuni interrogativi di base che pure la dottrina, nei prim... _OMISSIS_ ...ldo, ha continuato a sottolineare [2].

Sul versante della verifica di convenzionalità della disposizione appena evocata, sembra necessario sottolineare che la stessa, per un verso, elide i dubbi sollevati in ordine al 3^ comma dell’art.43 ed al meccanismo che consentiva all’amministrazione di chiedere al giudice amministrativo la condanna al risarcimento del danno con esclusione della restituzione del bene senza limiti di tempo qualora fosse impugnato uno dei provvedimenti indicati nei commi 1 e 2.

Si tratta, a ben considerare, di una scelta saggia, che il legislatore sembra avere operato non solo in ossequio alle accuse mosse dalla giurisprudenza di Strasburgo della quale si è già dato conto - sent. Sciarrotta c. Italia 12 gennaio 2... _OMISSIS_ ... generale al senso di profonda ingiustizia che detto comma evocava in pregiudizio del proprietario.

La precisazione che l’atto di acquisizione è destinato a non operare retroattivamente sembra, in apparenza, costituire una risposta ad uno dei rilievi espressi dalla Corte costituzionale incidente sul regime transitorio [3]; tale prospettiva, tuttavia trova nel comma 8 dello stesso art.42 bis un potente antidoto, rendendo chiaro che la retroattività di cui parla il primo comma dell’art.42 bis fa riferimento all’epoca alla quale si deve ritenere operante il provvedimento di acquisizione- escludendosi in altri termini gli effetti ex tunc risalenti all’irreversibile trasformazione - e restando invece confermata dal legislatore la possibili... _OMISSIS_ ...e il provvedimento ex tunc, anche “ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore ed anche se vi è già stato un provvedimento di acquisizione successivamente ritirato o annullato” [4].

Il legislatore ordinario ha quindi reiterato il meccanismo sanante, agganciandolo questa volta ad una valutazione amministrativa più stringente rispetto a quella espressa dall’art.43, dovendosi valutare le “attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico”, comparandole con i contrapposti interessi privati ed evidenziando l’assenza di ragionevoli alternative alla sua adozione.

Formula, quest’ultima, che appare ridondante e che, in ogni caso, nulla aggiunge al diritto vivente formatosi sull’art.43 t.u.e. ad opera ... _OMISSIS_ ...i Stato [5] e sulla quale occorrerà comunque soffermarsi tra poco.

Come merita attenzione il possibile vulnus rappresentato dall’accostamento delle ipotesi di totale assenza –iniziale o sopravvenuta per effetto dell’annullamento del provvedimento di vincolo preordinato ad esproprio- della dichiarazione di p.u. a quelle di occupazione assistita da valida dichiarazione di p.u.

Resta solo da aggiungere che l’art.42 bis si è dato carico di regolare gli effetti prodottisi in ragione di un’eventuale pregressa adozione del provvedimento di acquisizione sanante reso nel vigore dell’art.43 t.u.e. o di altro provvedimento ablatorio caducato, inoltre prevedendo che la liquidazione dell’indennizzo spettante al propr... _OMISSIS_ ...e pagamento avvenga entro il termine di trenta giorni dall’emanazione dell’atto che, previa notifica, comporta il passaggio del diritto di proprietà sotto condizione sospensiva del pagamento delle somme dovute ai sensi del comma 1, ovvero del loro deposito effettuato ai sensi dell’articolo 20, comma 14.

Poco v’è da dire, infine, sulla possibilità che l’art.42 bis operi anche per le servitù, visto che la previsione è palesemente distonica, come già lo era l’art.43 t.u., rispetto alla granitica giurisprudenza di legittimità che aveva escluso la possibilità di costituzione di tale diritto reale minore per effetto della condotta di asservimento illecita [6], mentre merita un cenno l’introduzione, all’ultimo comma del... _OMISSIS_ ...bis, dell’obbligo di chi adotta l’atto di trasmetterlo alla Corte dei Conti [7].

Tale disposizione, in effetti, sembra volere contribuire a controbilanciare l’azione amministrativa volta all’adozione del provvedimento di acquisizione, costituendo misura dissuasiva destinata a marginalizzare l’uso dello strumento da parte di coloro che potrebbero rispondere del danno erariale; ipotesi, quest’ultima tutta da verificare in concreto per effetto del parametro della colpa grave che, ad essere concreti, difficilmente potrà riscontrarsi nei confronti degli amministratori per effetto di un quadro normativo e giurisprudenziale assai frastagliato sviluppatosi nel corso degli ultimi lustri.
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