La separazione tra politica e amministrazione in materia espropriativa

3. La separazione tra politica e amministrazione in materia espropriativa



Occorre ricordare che la l. n. 142/1990 prima, e il d. lgs. n. 267/2000 poi, hanno sancito il principio della separazione tra politica e amministrazione.

Secondo tale principio «i poteri di indirizzo e di controllo politico-amministrativo spettano agli organi di governo, mentre la gestione amministrativa, finanziaria e tecnica è attribuita ai dirigenti mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo»[1].

In sostanza, l’organo di indirizzo politico fissa gli obbiettivi che, in un contesto di autonomia di gestione, spetterà ai dirigenti (organi tecnici) attuare.

... _OMISSIS_ ...ti, però, rispondono del raggiungimento degli obbiettivi a loro assegnati.

Per quanto riguarda più nel dettaglio l’espropriazione per pubblica utilità il d.P.R. n. 327/2001 ha imposto alle Regioni, agli Enti locali e agli altri Enti pubblici di individuare ed organizzare un apposito ufficio espropriazioni, ovvero di attribuire i relativi poteri ad un ufficio già presente nella loro struttura organizzativa[2].

Deve essere, inoltre, presente un responsabile del procedimento che, secondo il d.P.R. n. 327/2001 e nel rispetto di quanto sancito dal capo II della l. n. 241/1990, «coordina e cura tutte le operazioni e gli atti del procedimento, anche avvalendosi dell’ausilio di tecnici»[3].

A capo dell’uffici... _OMISSIS_ ...riazioni deve essere preposto «un dirigente o, in sua mancanza, il dipendente con la qualifica più elevata»[4].

Come è noto, il dirigente capo della struttura ha il compito, tra l’altro, di dirigere, coordinare e controllare l’attività degli uffici posti alle sue dipendenze, nonché dei responsabili dei procedimenti amministrativi, esercitando anche poteri di sostituzione in caso di inerzia[5].

In base a quanto previsto dal t.u. espropri, spetterà al dirigente preposto all’ufficio espropriazioni emanare «ogni provvedimento conclusivo del procedimento o di singole fasi di esso, anche se non predisposto dal responsabile del procedimento», quindi, tipicamente, il decreto di esproprio[6].

A mon... _OMISSIS_ ...ibuzioni è collocata l’attività di indirizzo politico-amministrativo che, come già anticipato, ricade nella competenza degli organi posti a livello politico.

Circoscrivendo il discorso al Comune, all’organo consigliare comunale compete l’attività di programmazione attraverso l’individuazione dell’opera pubblica o di pubblica utilità da realizzare e del fondo, vale a dire il bene da espropriare, sul quale essa va realizzata.

È la fase della sottoposizione del bene al vincolo preordinato all’esproprio, e della sua eventuale proroga, di cui al capo II del d.P.R. n. 327/2001, il quale può realizzarsi ad opera del Consiglio comunale o attraverso l’atto di approvazione del piano urbanistico generale, oppure at... _OMISSIS_ ...uo;adozione di una variante del piano urbanistico medesimo[7].

Residuali sono, invece, le competenze riconosciute in capo alla Giunta, organo esecutivo[8], tra le quali rientra l’approvazione del progetto definitivo dell’opera pubblica o di pubblica utilità, atto, quest’ultimo, che comporta la dichiarazione di pubblica utilità[9].

Quando però il progetto definitivo prevede una variante, la competenza alla sua approvazione spetta al Consiglio[10].

Non bisogna, inoltre, dimenticare quanto disposto dall’art. 1 comma 1 ter della l. n. 20/1994, secondo il quale «nel caso di deliberazioni di organi collegiali la responsabilità si imputa esclusivamente a coloro che hanno espresso voto favorevole. Nel caso di... _OMISSIS_ ...rano nella competenza propria degli uffici tecnici o amministrativi la responsabilità non si estende ai titolari degli organi politici che in buona fede li abbiano approvati ovvero ne abbiano autorizzato o consentito l’esecuzione».

«Appartiene alla giunta», dice la giurisprudenza contabile, «la “scelta politica” di approvare il progetto definitivo dell’opera, mentre deve essere l’ufficio tecnico, che ha fornito parere positivo di regolarità tecnica, curare i profili di sua competenza, quale l’apposizione del termine finale alla dichiarazione di pubblica utilità. È da ritenersi pertanto applicabile nei confronti degli amministratori che hanno approvato il suddetto atto (poi annullato) la scriminante po... _OMISSIS_ ...quo;art. 1 comma 1 ter della legge 14.1.1994 n. 20»[11].

Sembrerebbe, in tal modo, scongiurata la paura “della firma” o “della delibera” la quale non dovrebbe più condurre ad un blocco dell’azione amministrativa[12].

È necessario, però, precisare alcuni limiti all’operare della c.d. scriminante politica.

Innanzitutto, secondo la giurisprudenza della Corte dei conti, l’art. 1, comma 1 ter, della l. n. 20/1994 «non è applicabile ai casi in cui l’organo politico abbia esercitato un attribuzione propria, in ordine alla quale gli uffici abbiano svolto funzioni istruttorie o consultive e, comunque, di mero supporto strumentale, per cui i conseguenti atti posti in essere s... _OMISSIS_ ...nei confronti dell’attività dell’organo politico, in un rapporto di controllo»[13].

«In altri termini», proseguono i giudici contabili, «il precetto posto dalla norma in questione tende ad escludere, in un corretto contesto di bilanciamento di poteri e responsabilità, un coinvolgimento degli organi politici in quest’ultima, ove ricollegata all’esercizio di competenze proprie degli uffici».

Inoltre, la scriminante politica non opera anche nell’ipotesi in cui «l’evidenza dell’erroneità dell’atto sia stata tale da escludere qualsiasi buona fede»[14].

Diverso era, invece, il quadro delineato dalla normativa previgente, il R.D. n. 148/1915 (t.u. d... _OMISSIS_ ...nali e provinciali), in base alla quale agli organi di governo, il Sindaco e Presidente della, così era denominata allora, Deputazione provinciale, spettavano anche compiti di amministrazione attiva .

Il Sindaco, in modo particolare, non solo era il responsabile esclusivo del buon andamento dei servizi resi dall’Amministrazione comunale a norma degli artt. 142 e 151 del suddetto R.D., ma, in forza di quanto disposto dal d.P.R. n. 616/1977 e da leggi regionali, quali ad esempio per quanto riguarda la Regione Piemonte la l. n. 56/1977, era competente ad emanare direttamente i provvedimenti di esproprio per l’attuazione di opere di edilizia residenziale pubblica[15].

Per cui «vigenti le norme organizzative ed attributive ... _OMISSIS_ ...nzioni “ante” legge n. 142 del 1990 […] il dovere di vigilanza del Sindaco sugli Uffici comunali, unito al dovere-potere di coordinamento e verifica dell’attività delegata agli assessori preposti alla cura di specifici settori amministrativi di rilievo, così come il dovere dell’assessore delegato dal Sindaco allo specifico ramo amministrativo di curare e definire gli affari amministrativi riconducibili allo stesso, si proponevano come assorbenti delle relative competenze e funzioni rimesse agli Uffici tecnici ...


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