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IL CODICE DELL'EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E AGEVOLATA

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> DELEGA --> EDILIZIA RESIDENZIALE --> IACP

Ai fini del riparto delle responsabilità risarcitorie tra Comune e IACP, in ipotesi di espropriazione di aree incluse in piano per l'edilizia economico – popolare, qualora l'occupazione sia stata ritenuta illegittima ab origine essendo stato annullato con effetto ex tunc dal giudice competente lo stesso piano in zona ed in mancanza quindi del decreto di occupazione legittima, a sua volta conseguente alla mancanza di dichiarazione di pubblica utilità è sufficiente, per radicare la responsabilità dello IACP, il fatto che sia stato "autore materiale" delle opere e materiale occupante dei fondi, non assumendo rilevanza a tal fine la distinzione tra delega al compimento dei soli lavori e delega al compimento anche delle operazioni di espropriazione.

Nel caso di espropriazione disposta per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, mentre relativamente all'indennizzo risarcitorio per l'illecita "occupazione appropriativa", la correlativa obbligazione di pagamento ricade sull'occupante, in ragione della ormai acquisita natura di atto illecito della c.d. accessione invertita e del principio generale di personalità della responsabilità ex art. 2043 c.c., lo stesso non può dirsi con riferimento all'indennità di occupazione legittima, collocata all'interno del procedimento espropriativo per cui l'Iacp è stato delegato dal Comune e la cui debenza deve effettivamente, perciò, far capo all'ente delegante.

Dei danni da occupazione appropriativa, subiti dal proprietario del fondo per l’irreversibile trasformazione del medesimo verificatasi nell’ambito di un procedimento di espropriazione finalizzato alla realizzazione di alloggi popolari, in assenza di tempestiva emanazione, da parte del Comune delegante, del decreto d’esproprio, sono corresponsabili l’ente delegante e quello delegato (IACP) alla realizzazione dell'opera pubblica, in assenza di idonea dimostrazione della realizzazione dell’opera stessa entro il termine di occupazione legittima.

Nel caso in cui nell'ambito della procedura di localizzazione, ai sensi e per gli effetti dell’art. 52 della legge 865/71, di un programma costruttivo, l’I.a.c.p., in forza della stipulazione di apposita convenzione, sia soltanto il soggetto attuatore dell’intervento, delegato alla effettuazione dell’esproprio ed eventuale acquisto delle aree concesse in diritto di superficie e delle aree non residenziali in nome e per conto del Comune, in caso di mancata conclusione del procedimento resta ferma la esclusiva responsabilità per eventuali danni cagionati a terzi del Comune predetto, con salvezza della facoltà di eventuale rivalsa nei confronti del soggetto attua... _OMISSIS_ ...i occupazione appropriativa, nel caso in cui l'Ater (già Iacp) sia stata delegata al compimento delle operazioni espropriative, grava su di essa l'onere di armonizzare l'attività amministrativa con l'attività materiale, facendo sì che il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e che quindi la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità: altrimenti essa degrada ad illecito, di cui il soggetto delegato anche alla cura dell'espropriazione deve rispondere per il suo colpevole comportamento omissivo, se non prova di aver fatto il possibile per evitare il danno, sollecitando la collaborazione dell'ente espropriante all'emissione degli atti della procedura.

Nel giudizio promosso dal privato concernente una procedura espropriativa divenuta illegittima per mancata adozione, entro i termini di legge, del decreto di esproprio, sussiste la legittimazione passiva dello IACP che sia stato espressamente incaricato dell’attuazione del programma costruttivo e delegato dal Comune a procedere direttamente all’espropriazione e a porre in essere tutti gli atti occorrenti per la definizione della procedura espropriativa, fermo restando eventuali future azioni di rivalsa dell'Istituto nei confronti del Comune beneficiario dell'esproprio.

Deve affermarsi la responsabilità solidale del Comune e dell'Istituto Autonomo per le Case Popolari in ordine al diritto vantato dal privato al risarcimento dei danni derivanti dall'occupazione appropriativa di un terreno di proprietà dei medesimo, in applicazione della regola generale di cui all'art. 2055 c.c., in base alla quale, in assenza di elementi certi dai quali ricavare la gravità delle colpe, queste ultime devono presumersi uguali, qualora difetti una specifica disposizione in tal senso nella convenzione stipulata tra le parti ex L. n. 865 del 1971, art. 35.

Ai fini del risarcimento del danno viene in rilievo la responsabilità dello IACP che abbia agito in qualità di ente delegato dal Comune all’espropriazione e che abbia acquisito al suo patrimonio i terreni di proprietà privata.

L'I.A.C.P. che, delegato dal Comune (L. 22 ottobre 1971, n. 865, artt. 35 e 60) per la sola realizzazione dell'opera, la ultimi quando è ancora pendente il termine di occupazione temporanea legittima, non è responsabile, in caso di occupazione appropriativa, per il danno conseguente all'irreversibile trasformazione del fondo, atteso che la fattispecie di danno viene in essere con lo spirare del periodo di occupazione legittima e che non spetta al delegato occuparsi del decreto di espropriazione, mentre il comportamento omissivo dell'ente delegante, che ha trascurato di azionare o sollecitare la procedura espropriativa, è da solo sufficiente a determinare l'evento dannoso.

In tema di occ... _OMISSIS_ ...so in cui l'ATER (già IACP) sia stato delegato anche all'acquisizione delle aree e, quindi, necessariamente al compimento dell'espropriazione, il fatto che l'opera sia stata ultimata in periodo di occupazione legittima non esonera definitivamente il delegato da responsabilità, ricadendo su di lui l'onere di armonizzare l'attività amministrativa con l'attività materiale, facendo sì che il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e che quindi la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità.

In caso di ultimazione da parte dell'IACP dell'opera pubblica in pendenza del termine di occupazione temporanea legittima e di mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio, ove detto Istituto sia stato delegato dal Comune (L. n. 865/1971) anche al compimento dell'espropriazione, il fatto che l'opera sia stata ultimata in periodo di occupazione legittima non esonera il delegato da responsabilità, perché proprio su di lui ricade l'onere di attivarsi per far sì che il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e che la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità. Tuttavia, in questo secondo caso, sussiste anche una corresponsabilità dell'ente delegante, in quanto l'espropriazione si svolge non solo "in nome e per conto" del Comune, ma d'"intesa" con questo (art. 60 legge cit).

In caso di ultimazione da parte dell'I.A.C.P. dell'opera pubblica in pendenza del termine di occupazione temporanea legittima e di mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio, ove detto Istituto sia stato delegato dal Comune (L. n. 865/71, artt. 35 e 60) soltanto alla realizzazione dell'opera, va esclusa la sua responsabilità per la lesione patrimoniale subita dal proprietario a seguito dell'irreversibile trasformazione del fondo, atteso che non spetta al delegato occuparsi del decreto di espropriazione. In tale ipotesi l'illecito è effetto solo del ritardo e dell'omissione dell'ente locale, che deve rispondere da solo dei danni.

In tema di espropriazione per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica da parte di un I.A.C.P. su delega del comune, quest'ultimo, quale ente delegante, è tenuto al pagamento dell'indennità di occupazione legittima.

In tema di espropriazione per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, l'Iacp delegato dal Comune che, al termine dell'occupazione legittima, non abbandoni il suolo del privato, ma continuando ad occuparlo sine titulo vi costuisca l'opera pubblica, consentendone l'acquisizione all'ente pubblico territoriale in collaborazione con il quale è stato avviato detto procedimento, è responsabile nei confronti del privato per il risarcimento del danno derivante dall'abusiva occupazione del suolo e da... _OMISSIS_ ...e ad esso dell'opera eseguita, con la conseguenza che l'Istituto è legittimato passivamente rispetto alla domanda risarcitoria del danneggiato.

In ipotesi in cui il Comune abbia delegato l'IACP alla realizzazione delle opere comprese nel Piano di zona nonché ad espropriare, in suo nome e per suo conto, i vari lotti necessari per l’attuazione del Piano medesimo, deve affermarsi la sussistenza della legittimazione passiva nel giudizio in cui è richiesta tutela risarcitoria, sia in capo allo IACP, quale ente formalmente delegato alle espropriazioni, che al Comune, in quanto ente titolare del potere espropriativo, nonché beneficiario finale delle espropriazioni.

Qualora un Comune deleghi la sola realizzazione dell'opera all’IACP e non anche il compimento della procedura espropriativa, del danno arrecato risponde solo il Comune delegante che ha trascurato di compiere legittimamente e /o di az... _OMISSIS_ ...