Articolo

 Questo articolo è tratto dal testo in formato PDF nel riquadro, scaricabile in pochi minuti

 COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con citazione della fonte e link

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> DELEGA --> TRASLAZIONE DEI POTERI

Un contratto nell’ambito di un rapporto privatistico riconducibile ad un mandato con rappresentanza, è inidoneo a conferire all’appaltatore poteri pubblicistici in ordine alla procedura espropriativa, dovendo l'appaltatore provvedere a tali attività in nome e per conto del mandante, in favore del quale è peraltro disposto il decreto di esproprio. Pertanto le responsabilità e le manleve previste dal contratto, venendo in rilievo un mandato con rappresentanza, possono assumere rilevanza solo nei rapporti (privatistici) interni fra committente ed appaltatore, senza effetti diretti nei confronti dei terzi, rispetto ai quali il contratto di appalto/mandato si pone come res inter alios acta, salva la possibilità della mandataria committente di agire in rivalsa in sede civile in forza di tale rapporto privatistico.

Da sempre la materia delle espropriazioni è caratterizzata dalla figura dell’organo indiretto della P. A., attraverso la quale il legislatore ha previsto la possibilità del trasferimento, in tutto o in parte, al concessionario, dell'esercizio delle funzioni oggettivamente pubbliche proprie del concedente e necessarie per la realizzazione delle opere: a partire dall’art. 324 della legge fondamentale sui lavori pubblici, n. 2248/1865, All. F , sino all’art. 3, comma 1, lett. b) del T. U. n. 327/2001.

Non è ipotizzabile una traslazione contrattuale di poteri pubblicistici: l'attribuzione di tali poteri ad un soggetto privato non può che avvenire per atto unilaterale autoritativo, emesso dall'ente dotato di quello che, in passato, veniva definito potere d'imperio, limitandosi il profilo consensuale alla sola possibilità, per il privato, di rifiutare la attribuzione.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> DELEGA --> TRASLAZIONE DEI POTERI --> PRINCIPIO DI LEGALITÀ

Non è ipotizzabile una generale facoltà degli enti pubblici di trasferire le loro funzioni a terzi, consentita solo in base ad un'espressa previsione di legge; qualora la legge (nel caso specifico L. n. 646/1950 relativa ai lavori di competenza della Cassa per il Mezzogiorno) non preveda un tale trasferimento, deve per ciò solo negarsi la possibilità di ravvisare una delle figure a rilevanza esterna (delegazione amministrativa intersoggettiva, affidamento in proprio, concessione e simili), che comportano l'esclusione da ogni responsabilità dell'ente delegante.

Il ricorso agli strumenti della concessione e dell'appalto non può portare, indiscriminatamente, ad attribuire all'affidatario dell'opera la titolarità di poteri espropriativi, ove ciò la legge espressamente non consenta, restando, in tal caso, obbligato al deposito dell'i... _OMISSIS_ ...

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

...continua.

Acquista l'articolo per soli 4,00 €, potrai visualizzarlo sempre sul nostro sito e ti verrà inviata una mail con il PDF dell'articolo in allegato

Acquista