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SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> ATTI DI GESTIONE E ATTI DI INDIRIZZO

Il nuovo sistema del riparto di competenze tra Giunta e Consiglio comunale previsto dagli artt. 42 e ss. del t.u. 18 agosto 2000 n. 267, è retto dal principio secondo cui l'organo elettivo (Consiglio comunale) è chiamato ad esprimere gli indirizzi politici ed amministrativi di rilevo generale, che si traducono in «atti fondamentali» tassativamente elencati all'art. 32 della l. 8 giugno 1990 n. 142, poi trasfuso nell'art. 42 del t.u. approvato con d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267, mentre la Giunta Municipale compie gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla legge al consiglio e che non rientrino nelle competenze, previste dalle leggi o dallo statuto, del sindaco, degli organi di decentramento, del segretario o dei funzionari dirigenti.

Il ruolo del Consiglio comunale va ragionevolmente riferito alle sole determinazioni che comportano un'effettiva incidenza sulle scelte fondamentali dell'ente, mentre la Giunta resta investita del compito di attuare gli indirizzi formulati dall'organo elettivo, eventualmente anche svolgendo attività pur sempre con finalità esecutive, ma che implichino una valutazione di natura in qualche misura politico-amministrativa e, come tale, non spettante alla competenza della dirigenza.

In presenza di una norma che individua espressamente l’organo delegato all’esercizio di poteri provvedimentali (nel caso di specie art. 50, co. 3, l., reg. Lombardia 12 settembre 1983 n. 70), non può trovare applicazione quanto previsto in ordine al passaggio di competenza all’emanazione di provvedimento da organi di indirizzo politico – amministrativo ad organi con attività gestionale. E ciò in quanto tale trasferimento di competenza (interno ad una specifica amministrazione) presuppone la titolarità del potere, e non già il mero esercizio del medesimo sulla base di delega (per di più attribuita per legge).

Le modeste dimensioni di un territorio comunale e il suo ridotto numero di abitanti non possono condurre a derogare ai principi di cui all'art. 107 D.Lgs. 267/2000, dal momento che proprio il suddetto articolo precisa che solo in base alla legge può derogarsi, e in forma espressa, ad essi.

All'interno del sistema di cui al D. Lgs. 267/2000 esiste una netta separazione di ruoli tra organi di governo locale e relativa dirigenza, dove ai primi spettano i compiti di indirizzo (la fissazione delle linee generali cui attenersi e degli scopi da perseguire), e alla seconda quelli di gestione. Più in particolare, alla Giunta competono tutti gli atti rientranti nelle funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo che non siano assegnati agli altri organi di governo, e per converso ai dirigenti è attribuita tutta la gestione... _OMISSIS_ ...e tecnica, comprensiva dell'adozione di tutti i provvedimenti, anche discrezionali, incluse le autorizzazioni e concessioni (e quindi anche i loro simmetrici atti negativi), e sugli stessi dirigenti incombe la diretta ed esclusiva responsabilità della correttezza amministrativa della medesima gestione.

Il sistema del riparto delle attribuzioni rileva rispetto alla decisione conclusiva che nel definire il procedimento sostanzia la funzione e produce effetti incidenti sulle posizioni giuridiche e rilevanti in termini di tutela.

Con la legge regionale 13.5.1996 n. 7, la Regione Calabria ha inteso rimodulare la propria organizzazione amministrativa, adeguandola ai principi espressi, a livello nazionale, dal D.lgs. 3 febbraio 1993 n. 29, tra cui quello inerente la separazione delle funzioni di indirizzo e controllo da quella di gestione.

Le "disposizioni regolamentari organizzative" a cui fa riferimento l'art. 53, co. 23, legge 388/2000 per l'attribuzione, nei comuni con meno di 5.000 abitanti, ai componenti dell'organo esecutivo la responsabilità degli uffici e dei servizi ed il potere di adottare atti anche di natura tecnica gestionale non necessariamente indicano l'approvazione di un regolamento.

L'art. 70 d. lgs. 165/2001 non si applica alle autorità portuali.

Il d. lgs. 29/1993 ha introdotto, con l’art. 3, una regola generale, immediatamente vincolante per tutte le amministrazioni pubbliche, che pone disposizioni delle quali non si può ignorare l’obbligatorietà. Tali disposizioni, costituendo principi ai sensi dell’art. 128 Cost. e fungono dunque da limiti alla autonomia normativa dei Comuni e delle Province e sono immediatamente attributive delle competenze di cui si tratta ed hanno effetto abrogativo delle disposizioni statutarie e regolamentari dei Comuni con le stesse contrastanti.

Gli atti del procedimento di bonifica dei siti di interesse nazionale, compresi quelli conclusivi, rientrano nella competenza tecnico-gestionale degli organi esecutivi (dirigenti) poiché non contengono elementi di indirizzo politico-amministrativo che possono attrarre detta competenza nella sfera riservata agli organi di governo (i quali ultimi definiscono solo gli obiettivi e programmi da attuare, verificandone i risultati, il cui raggiungimento è riservato alla responsabilità dirigenziale).

Tutti i provvedimenti di gestione amministrativa in materia edilizia ed urbanistica, compreso il rigetto di una richiesta di concessione edilizia in sanatoria o di condono, rientrano ora nella sfera di competenza del dirigente.

La Provincia autonoma di Bolzano, a cui spetta la competenza legislativa primaria in materia urbanistica, non ha recepito i principi di cui alla legge statale 15 maggio 1997 n. 127. Di conseguenza il sindaco, e non il dirig... _OMISSIS_ ...mettere i provvedimenti in materia edilizia nella Provincia autonoma, in virtù degli artt. 80 e seguenti della legge provinciale 11 agosto 1997 n. 13.

La distinzione dei compiti di indirizzo politico da quelli di gestione è imposta anche per le Regioni a statuto speciale e per le Province autonome dall’articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ed è stata attuata in Trentino con la legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7.

È vero che l'art. 4 L. R. Sicilia 71/1978 attribuiva all'Assessore al territorio e all'ambiente la competenza ad approvare gli strumenti urbanistici generali dei Comuni siciliani, tuttavia in ossequio al principio di separazione tra indirizzo politico e potere di gestione deve ritenersi che la relativa competenza si sia radicata in capo agli organi di livello dirigenziale.

Il principio della distinzione fra atti di indirizzo politico-amministrativo (spettanti agli organi politici) e atti di gestione (spettanti agli organi burocratici) costituisce un vero e proprio principio generale dell'ordinamento giuridico.

Al Sindaco spettano compiti che si esauriscono sul piano delle scelte urbanistiche ed edilizie identificantesi in atti di indirizzo e di controllo, mentre in capo ai Dirigenti comunali residua la competenza ad adottare atti singoli, privi del connotato della discrezionalità, quali rilascio, diniego ed annullamento delle concessioni edilizie.

Ai sensi dell'art. 107 del D.Lgs. n. 267/2000, ai dirigenti degli Enti locali è affidata la gestione amministrativa, finanziaria e tecnica del settore cui sono specificamente preposti nonché, in coerenza con detto potere gestionale, la competenza alla stipulazione dei contratti ed alla adozione di tutti gli atti impegnativi dell'Amministrazione verso l'esterno, non riservati espressamente dalla legge o dallo statuto agli organi di governo dell'ente.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> ATTI DI GESTIONE E ATTI DI INDIRIZZO --> COMPETENZE DEI DIRIGENTI

L’atto di risoluzione dell’accordo pubblico ex art. 11 L. 241/90 è un atto gestorio, rientrante nella sfera di competenza dell’organo che lo ha adottato.

I provvedimenti con i quali si disciplina la circolazione sulla viabilità comunale, la modalità di accesso alla stessa ed i relativi orari, l'eventuale divieto per talune categorie di veicoli, i controlli e le sanzioni, ai sensi degli artt. 6 e 7 del Codice della Strada, assumono natura tipicamente gestoria ed esecutiva e quindi appartengono alla competenza dei dirigenti e non del Sindaco.

Stante la pacifica natura gestoria e meramente vincolata dell’ordine di rimozione della pedana posta abusivamente su suolo pubblico in mancanza di un apposito provvedimento favorevole da parte dell’ente, non può negarsi la... _OMISSIS_ ...relativa adozione.

Nei piccoli comuni l’adozione degli atti amministrativi ben può essere posta in essere da soggetti formalmente sprovvisti di qualifica dirigenziale, ma regolarmente preposti agli uffici dotati dei correlati poteri, in omaggio a quanto disposto dall’art. 107 del D. L.vo n. 267/2000.

Il rigetto dell’istanza di trasferimento del vincolo di inedificabilità, assunto nei confronti del Comune con apposito atto pubblico, va inquadrato nell’ambito degli atti di gestione di competenza dirigenziale.

La generale devoluzione delle competenze del Sindaco ai Dirigenti del Comune, ai sensi degli artt. 4 e 51 della legge 8.6.1990 n.142, trova applicazione anche in Sicilia in forza del rinvio che ne fa l’art. 1 della legge regionale n. 48 del 1991.

Spettano ai dirigenti i provvedimenti di autorizzazione, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga ... _OMISSIS_ ...