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DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ

PUBBLICA UTILITÀ --> OPERA DI INTERESSE GENERALE

Le opere di interesse generale integrano una categoria logico giuridica nettamente differenziata rispetto a quella delle «opere pubbliche», comprendendo quegli impianti e attrezzature che, sebbene non destinati a scopi di stretta cura della p.a., sono idonee a soddisfare bisogni della collettività, ancorché vengano realizzati e gestiti da soggetti privati. Devono ritenersi di interesse generale le opere realizzabili nelle zone F dei piani regolatori, nelle quali vanno posizionate non soltanto le strutture pubbliche in senso stretto (quali scuole, chiese, ospedali) ma anche quelle private, purché contrassegnate da una generale fruibilità pubblica.

Le opere di interesse generale costituiscono una categoria logico-giuridica nettamente differenziata rispetto a quella delle "opere pubbliche", poiché si riferiscono a quegli impianti ed attrezzature che, sebbene non destinate a scopi di stretta cura della pubblica Amministrazione, sono idonei a soddisfare bisogni della collettività, ancorché vengano realizzate e gestite da soggetti privati: in tale ambito, ci si riferisce a supermercati, strutture alberghiere, stazioni di servizio, banche, discoteche, etc.

L’opera di interesse comune (id est pubblico) non può che essere finalisticamente indirizzata, in via diretta o in... _OMISSIS_ ... un interesse generale; non può considerarsi tale l’immobile destinato a mera attività lucrativa.

Le opere di interesse generale costituiscono una categoria logico-giuridica distinta rispetto a quella delle opere pubbliche, comprendendo quegli impianti ed attrezzature che, sebbene non destinati a scopi di stretta cura della P.A., siano idonei a soddisfare bisogni della collettività, ancorché vengano realizzati e gestiti da soggetti privati, come, a titolo esemplificativo, nel caso di un istituto di credito, di una discoteca, di una struttura sanitaria-assistenziale o di un centro polifunzionale per lo sviluppo sociale, culturale ed assistenziale

PUBBLICA UTILITÀ --> OPERA PRIVATA --> ALBERGHI

L’art. 1 del r.d.l. n.2180 del 1937 convertito dalla legge n.475 del 1938 prevedeva che le opere occorrenti per la costruzione di nuovi alberghi, l’ampliamento e la trasformazione di quelli esistenti nei Comuni di interesse turistico sono dichiarate di pubblica utilità con decreto del Presidente della Repubblica e l’art.4 dichiarava applicabile la legge n. 2359/1865 sia per le espropriazioni che per le indennità. Senonché la normativa di cui alla legge n.475/30 di conversione del d.l. n.2180/937 è stata abrogata dall’art.24 comma 1 del d.l. n.112 del 2008 convertito dalla legge n.133 del 2008, con conseguente elimin... _OMISSIS_ ...tale disciplina mentre la richiamata l. n. 2359/1865 è stata abrogata dall’art. 58 DPR 327/2001.

Il vigente ordinamento prevede l'espropriazione anche nei casi in cui occorra realizzare opere private di pubblica utilità (artt. 1, 2 comma 1, lett. c), 6, comma 9, DPR 327/2001). Tuttavia, la persistenza della possibilità di espropriazione per opere private di interesse pubblico, e la disciplina di quest'ultima a livello generale, non implicano che ciò possa trovare applicazione per la realizzazione di interventi di ampliamento e/o ristrutturazione di alberghi, dal momento che il legislatore con la disposta abrogazione della L. n.475 del 1938 ha fatto venir meno da una parte la possibilità di qualificare gli interventi di tipo alberghiero quali opere di pubblica utilità ai fini espropriativi e dall’altra parte ha “rimosso” il conferimento del potere espropriativo così finalizzato in capo all’autorità amministrativa, come richiesto dall’art.2 comma 1 del DPR n.327/2001.

Posto che "la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge" (come prevede il secondo comma dell'art. 42 Cost.), l'espropriazione della stessa è possibile "per motivi di interesse generale" e soprattutto "nei casi preveduti dalla legge" (comma terzo). Gli interventi di costruzione e ampliamento di alberg... _OMISSIS_ ...ta abrogazione della relativa disciplina (l. n. 475/1938), non costituiscono più una ipotesi che la legge prevede come finalità tale da consentire l'espropriazione della proprietà privata. A tal fine non può assumere alcun rilievo la valenza di tipo pubblicistico indubbiamente riconducibile, sia pure lato sensu all’attività alberghiera, derivante da altre previsioni normative, come ad esempio la normativa urbanistico – edilizia.

L'art. 24, co. 1, d.l. n. 112/2008, conv. in l. 133/2008, ha abrogato la l. 7 aprile 1938 n. 475, recante: “Conversione in legge del R.D.L. 21 ottobre 1937, n. 2180, contenente provvedimenti per la dichiarazione di pubblica utilità delle espropriazioni per la costruzione di nuovi alberghi e per l'ampliamento e la trasformazione di quelli esistenti in Comuni di particolare interesse turistico".

Il vigente ordinamento dell’espropriazione per pubblica utilità, pur come delineato a seguito del DPR n. 327/2001, prevede l’istituto anche nei casi in cui occorra realizzare opere private di pubblica utilità (artt. 1, 2 comma 1, lett. c), 6, comma 9, 36). Tuttavia, la persistenza della possibilità di espropriazione per opere private di interesse pubblico, e la disciplina di quest’ultima a livello generale, non implicano che ciò possa trovare immediata e specifica applicazione per la realizzazi... _OMISSIS_ ...

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