Carrello
Carrello vuoto



Procedimento di sanatoria e condono dell'abuso paesaggistico

Il condono “paesistico” (art.1, comma 37, L.308/2004), subordinato all'accertamento della compatibilità paesaggistica dell'intervento, comporta la sottrazione del fatto alla disciplina penale ed a quella amministrativa attinenti alla tutela paesistica, rimanendo ferma però la sanzionabilità del fatto edilizio sotto i profili amministrativo e penale.

Questo articolo è composto da massime giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le massime si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:IL CODICE DEL PAESAGGIO
anno:2016
pagine: 1922 in formato A4, equivalenti a 3267 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA

La realizzazione su una ben individuata area sottoposta a tutela paesaggistica di una superficie utile eccedente quella precedentemente autorizzata preclude la sanatoria per opere minori.

L'art. 167, comma 4, d.lg. 22 gennaio 2004, n. 42, non consente il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica a sanatoria quando il manufatto realizzato in assenza di valutazione di compatibilità abbia determinato la creazione o l'aumento di superfici utili o di volumi.

Ove le opere risultino diverse da quelle sanabili e indicate nell'art. 167 del Codice del Beni Culturali, le competenti autorità non possono che emanare un atto dal contenuto vincolato e cioè esprimersi nel senso della reiezione dell'istanza di sanatoria, con l'unica eccezione a tale rigida prescrizione per il caso in cui i lavori, pur se realizzati in assenza o difformità dell'autorizzazione paesaggistica, non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati.

L'autorizzazione paesaggistica in sanatoria (L'art. 167 D. lgs. n. 42/2004) non è consentita quando il manufatto determini la creazione o l'aumento di super... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o di volumi.

Nel caso di abusi paesaggistici realizzati mediante opere diverse da quelle sanabili e indicate nell'art. 167 del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, le competenti autorità non possono che emanare un atto dal contenuto vincolato e cioè esprimersi nel senso della reiezione dell'istanza di sanatoria, con l'unica eccezione a tale rigida prescrizione per il caso in cui i lavori, pur se realizzati in assenza o difformità dell'autorizzazione paesaggistica, non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati.

L'art. 167, comma 4, del d.lgs. 42/2004, non consente il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica in sanatoria qualora il manufatto realizzato in assenza di valutazione di compatibilità abbia determinato la creazione o l'aumento di superfici utili o di volumi.

Ha natura interpretativa l'art. 2 comma 46, l. 23 dicembre 1996 n. 662, ai sensi del quale l'inapplicabilità delle sanzioni amministrative, sancita in termini generali dall'art. 38, l. n. 47 del 1985, per gli abusi condonati, non si estende alle sanzioni in materia paesistica di cui all'art. 15, l. n. 1497 del 1939, anche se l'abuso edilizio sia stato ritenuto cond... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'autorità preposta alla tutela del vincolo.

L'asserita compressione dell'area non legittima l'amministrazione a tollerare ulteriori abusi e non esonera dall'adozione di provvedimenti volti a salvaguardare il residuo valore paesistico delle zone.

In zona vincolata l'acquisizione del titolo abilitativo per opere che comportano aumento di volumetria deve essere preceduta, ai sensi dell'art. 146, D. Lgs. 42/2004, dall'acquisizione dell'autorizzazione paesaggistica, cosicché non è possibile acquisire tale atto di assenso dopo la realizzazione dell'opera, stante il divieto di rilascio di autorizzazioni paesistiche in sanatoria.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI COMPATIBILITÀ PAESAGGISTICA

La valutazione relativa alla compatibilità paesaggistica delle opere di cui si chiede la sanatoria deve avvenire al momento della adozione del provvedimento a nulla rilevando che la data di realizzazione dell'abuso sia anteriore a quella della apposizione del vincolo paesaggistico.

Il provvedimento di accertamento di conformità è atto a contenuto pienamente vincolato, posto che manca ogni apprezzamento di opportunità ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zioni del suo assenso, dipendente solo dall'effettiva e piena conformità urbanistica del manufatto realizzato sine titulo alla disciplina vigente al momento della sua realizzazione.

Non sono suscettibili di accertamento di compatibilità paesaggistica gli interventi che determinano congiuntamente un aumento di superficie utile e di volume.

L'accertamento postumo di compatibilità paesaggistica è atto dovuto in tutti i casi relativi ad interventi edilizi realizzati in assenza di autorizzazione ovvero in difformità da questa, ove rilasciata.

L'accertamento di compatibilità paesaggistica riguarda esclusivamente le opere che si intendono sanare, riferite al reale stato dei luoghi, pertanto non è possibile un'autorizzazione paesaggistica laddove la relativa richiesta preveda la futura demolizione delle opere realizzate abusivamente.

In presenza di un parere favorevole della Soprintendenza, è illegittimo il provvedimento comunale che rilascia l'autorizzazione paesaggistica sottoponendola a determinate prescrizioni non contenute nel parere della stessa Soprintendenza.

La possibilità di un'autorizzazione paesaggistica in sanatoria è dunque l'ecce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... principio generale di segno contrario.

Sino all'entrata in vigore della L. n. 308 del 15 dicembre 2004 era annessa, alla esecuzione di opere in assenza della necessaria autorizzazione paesaggistica, la sanzione della rimessione in pristino ovvero, alternativamente, quella del pagamento di una somma equivalente al maggiore importo tra il danno arrecato ed il profitto conseguito mediante la trasgressione, secondo quanto l'autorità preposta alla tutela del vincolo riteneva più opportuno a protezione dei beni tutelati.

La legge 308/2004 ha introdotto due ipotesi di condono: il primo straordinario per tutte le violazioni paesaggistiche commesse entro il 30 settembre 2004, previsto dall'art. 1, co. 37-39 della medesima legge, ed il secondo permanente introdotto dall'art. 1, co. 36, della predetta legge e previsto dall'art. 181, co. 1-ter D. Lgs. 42/2004.

La domanda di accertamento di compatibilità paesaggistica (art. 1, co. 38, legge 308/2004) non consente di ottenere il condono edilizio anche per abusi diversi da quelli di minore entità, poiché la specifica disciplina ha riguardo solo agli effetti penali e non anche amministrativi in mancanza di norme di coordinamento con la normativa in materia di condo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....

Stante l'autonomia tra la disciplina edilizia e quella della tutela del paesaggio, è ben possibile che tra tali discipline esistano delle correlazioni, ma resta comunque fermo che tali correlazioni devono trovare un preciso riferimento sul piano normativo.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI COMPATIBILITÀ PAESAGGISTICA --> ACCERTAMENTO CONDIZIONATO

La Soprintendenza ben può ritenere accoglibile l'istanza di sanatoria, quando la demolizione di volumi legittimamente assentiti consenta di ritenere che, nel suo complesso, la volumetria legittimamente assentibile non sia inferiore a quella da porre a base del provvedimento di sanatoria.

Non sussiste alcun obbligo in capo all'amministrazione di imporre prescrizioni per rendere un abuso paesaggistico esteticamente compatibile con l'area tutelata, in quanto tale finalità non rientra nei compiti d'istituto, dovendo l'amministrazione limitarsi a valutare il contenuto della domanda di sanatoria allo scopo di accertarne la compatibilità paesaggistica e non già per suggerire attività ulteriori volte a legalizzare comportamenti contra legem.

Se per un verso nessuna... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne preclude all'Amministrazione preposta alla tutela del vincolo di esprimere pareri favorevoli condizionati ad interventi di adeguamento, per altro verso non sussiste un obbligo normativo in proposito.

Soltanto ove non si ravvisi alcuna soluzione tecnica idonea a mitigare l'impatto visivo della costruzione sul paesaggio circostante, neppure ordinando severe prescrizioni di compatibilizzazione dell'intervento con i valori paesaggistici espressi dai luoghi, l'autorità può legittimamente accedere alla soluzione del diniego di autorizzazione in sanatoria ed al consequenziale ordine di riduzione in pristino dello stato dei luoghi.

Soltanto in caso di contrasto netto ed insuperabile tra il manufatto realizzato ed i valori paesaggistici dei luoghi la autorità paesaggistica può esprimere il suo motivato dissenso rispetto all'intervento.

Il fatto che l'amministrazione preposta alla tutela del vincolo abbia ritenuto che un manufatto abusivo esistente per il quale è stato chiesto il condono fosse compatibile con il contesto ambientale non esclude la facoltà della stessa di dettare, in ordine a progetti di successivi interventi edilizi sul manufatto condonato, le prescrizioni che ritenga migliorative del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tesso e così del fabbricato risultante da tale distinto e ulteriore intervento edilizio.

Il certificato di compatibilità paesaggistica previsto dall'art. 1, comma 37, l. 308/04, non può essere condizionato.

Sebbene l'articolo 2, comma 46, della legge n. 662/1996 non subordini il rilascio della concessione in sanatoria al pagamento della indennità di cui all'art. 15 della legge n. 1497 del 1939, non può escludersi il potere del Comune di stabilire ulteriori condizioni per il rilascio della concessione in sanatoria, caso per caso, a garanzia del puntuale adempimento degli obblighi di legge da parte dei destinatari degli atti di condono.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI COMPATIBILITÀ PAESAGGISTICA --> DOMANDA

La Soprintendenza non è tenuta a limitare il proprio esame alle sole opere indicate nella istanza di parte, posto che, per contro, la stessa deve ritenersi abilitata al vaglio di legittimità dell'intero manufatto sul quale incidano gli abusi sottoposti alla verifica di sanabilità.

Il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica a sanatoria è possibile solo con le modalità ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l quinto comma dell'articolo 167 del codice dei beni culturali e del paesaggio: il proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo dell'immobile o dell'area presenta apposita domanda all'autorità preposta alla gestione del vincolo, ai fini dell'accertamento della compatibilità paesistica degli interventi medesimi; l'autorità competente si pronuncia sulla domanda entro il termine perentorio di centottanta giorni, previo parere vincolante della Soprintendenza, da rendersi entro il termine perentorio di novanta giorni; qualora venga accertata la compatibilità paesaggistica, il trasgressore è tenuto al pagamento di una somma equivalente al maggiore importo tra il danno arrecato e il profitto conseguito mediante la trasgressione.

Per ottenere la sanatoria degli abusi paesaggistici minori, il proprietario dell'immobile è tenuto a presentare apposita domanda all'Autorità preposta al vincolo, che si pronuncia sull'istanza entro il termine perentorio di centottanta giorni, previo parere vincolante della Soprintendenza, da rendersi entro il termine perentorio di novanta giorni.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI COMPATIBILITÀ PAESAGGISTICA --&g... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...--> EFFETTI

La presentazione dell'istanza finalizzata ad ottenere l'accertamento di compatibilità paesaggistica non determina la sospensione del processo penale per il reato previsto dall'art. 181 D. Lgs. 42/2004, perché tale sospensione non è prevista dalla legge.

La domanda di condono paesistico non produce effetto sospensivo del procedimento penale.

Non si può estendere alla disciplina del condono paesaggistico l'effetto sospensivo previsto per il condono edilizio.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI COMPATIBILITÀ PAESAGGISTICA --> EFFETTI AMMINISTRATIVI

L'accertamento della compatibilità paesistica non costituisce un'opzione subordinata rispetto alla rimessione in pristino: se l'opera abusiva non ha prodotto un'intollerabile lesione dei valori paesistici o ambientali oggetto di tutela, l'abuso deve essere derubricato come formale e deve poter accedere alla sanatoria.

Gli accertamenti di compatibilità paesistica previsti dall'art.167, co. 4, e dall'art. 181, co. 1-ter, d. lgs. 42/2004 (attinenti al rilascio in via ordinaria della autorizzazione paesaggistica per lavori già re... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i limitata entità e ritenuti compatibili con le esigenze di tutela del paesaggio) e dall'art. 182, co. 3-bis, d. lgs. 42/2004 (relativi alla definizione dei procedimenti attivati con la presentazione, entro il 30 aprile 2004, di domande di autorizzazioni paesaggistiche in sanatoria) hanno valenza limitata al solo profilo paesaggistico e sono irrilevanti ai fini della definizione del condono, edilizio e paesaggistico, ex art. 32, co. 25 - 27, d.l. 269/2003.

L'accertamento della compatibilità paesaggistica (artt. 146, co. 4 e 167, co. 4 e 5, d. lgs. 42/2004) è istituto diverso dall'applicazione della sanzione pecuniaria in luogo di quella demolitoria, in quanto può operare anche prima che venga ordinata la demolizione ai sensi dell'art. 167, co. 1 d. lgs. 42/2004 ed impedisce la demolizione perché, attraverso il rilascio ex post del titolo abilitativo, fa venir meno il carattere abusivo dell'intervento.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI COMPATIBILITÀ PAESAGGISTICA --> EFFETTI PENALI

L'istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica di cui alla legge 308/2004, nel vigente quadro legislativo, è intesa al conseguimento di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... penale, con effetti di estinzione del reato ambientale, ferma restando l'applicazione delle sanzioni amministrative; in ogni caso, l'art. 1 comma 37, lettera a), circoscrive l'applicazione del beneficio alle tipologie edilizie previste e assentite dagli strumenti di pianificazione paesaggistica.

In materia paesaggistica la deroga al principio generale per il quale la autorizzazione non può essere rilasciata in sanatoria, successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli interventi, fissata dal D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 146, comma 12, è limitata agli interventi minori, individuati dal cit. Decreto, art. 181, comma 1 ter; solo per questi, quindi, ferme restando le sanzioni amministrative ex art. 167, non si applicano le sanzioni penali di cui all'art. 181.

In tema di reati paesaggistici, il rilascio del provvedimento di compatibilità paesaggistica non determina automaticamente la non punibilità dei predetti reati, in quanto compete sempre al giudice l'accertamento dei presupposti di fatto e giuridici legittimanti l'applicazione del cosiddetto condono ambientale.

L'accertamento di compatibilità paesaggistica, rilasciato dall'Autorità competente successivamente all'irrevocabilità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enza di condanna per reato paesaggistico, è idoneo ad incidere sull'ordine di rimessione in pristino dello stato dei luoghi a spese del condannato previo obbligo, per il giudice dell'esecuzione, di valutarne la legittimità.

L'istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica ai sensi dell'art. 1, co. 37-39, legge 308/2004 è rilevante ai soli fini del processo penale.

Il rilascio di un'autorizzazione paesistica in sanatoria per lavori di adeguamento statico e sismico su immobile preesistente non sana l'abuso consistente in un diverso intervento di totale demolizione e ricostruzione di immobile in zona paesaggistica.

L'art. 1, co. 37-39, legge 308/2004 ha inserito nel quadro del d. lgs. 42/2004 una vera e propria sanatoria ambientale riprendendo l'istituto dell'autorizzazione paesistica postuma e collegando al giudizio di compatibilità e al pagamento di una sanzione pecuniaria non solo il consolidamento dell'abuso sul piano amministrativo, ma anche l'estinzione del reato ai sensi dell'art. 181 del d. lgs. 42/2004, risolvendo così i dubbi interpretativi sollevati dal testo originario del decreto.

Il rilascio postumo dell'autorizzazione paesistica è inidoneo a determinar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one del reato previsto dall'articolo 181 del decreto legislativo n. 42/2004.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI COMPATIBILITÀ PAESAGGISTICA --> EFFETTI PENALI --> RAPPORTO CON I REATI EDILIZI

Mentre il rilascio del titolo abilitativo edilizio estingue anche il reato per la violazione del vincolo paesistico, il condono paesistico (art. 1, co. 37, legge 308/2004) estingue solo ed esclusivamente i reati in materia paesaggistica.

Il condono ambientale introdotto dalla L. n. 308 del 2004, art. 1, commi 37, 38 e 39 estingue esclusivamente il reato di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181 e gli altri reati paesaggistici, ma non si estende al reato edilizio attesa la mancanza di norme di coordinamento, diversamente da quanto disciplinato con la L. n. 326 del 2003 (cosiddetto condono edilizio), che espressamente prevedeva che il rilascio del titolo abilitativo edilizio estinguesse anche il reato per la violazione del vincolo.

Una volta intervenuto l'accertamento di compatibilità paesaggistica (art. 1, co. 37, legge 308/2004) l'abuso può essere qualificato in termini soltanto edilizi, e occorrerà valutare se si ricada in una fattispecie di var... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enziale per l'aumento della volumetria e dell'altezza o se si possa parlare di una difformità parziale.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI COMPATIBILITÀ PAESAGGISTICA --> FASE TRANSITORIA

Il divieto di autorizzazione paesaggistica in sanatoria non si applica per le opere realizzate anteriormente all'entrata in vigore del D. Lgs. 157/2006: le norme sulla sanabilità degli abusi paesistici hanno natura sostanziale, in quanto attengono al patrimonio giuridico incorporato nel fondo al momento della trasformazione non assentita, e quindi, per il principio di certezza del diritto, rimangono applicabili anche nel successivo e più severo regime.

Il regime transitorio dell'autorizzazione paesaggistica ha avuto applicazione fino al 31.12.2009 per effetto di quanto stabilito dapprima dall'art. 38 d.l. 207/2008 e, successivamente, dall'art. 23, co. 6, d.l. 78/2009.

La legislazione regionale non può prorogare il termine del regime transitorio dell'autorizzazione paesaggistica.

Il divieto di rilascio di autorizzazione paesaggistica in sanatoria opera soltanto a regime e non è applicabile nel regime transitorio previsto dall... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... lgs. 42/2004.

Solo con il decreto legislativo n. 157/2006 il divieto di rilasciare l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria è stato esteso al procedimento per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica durante la c.d. la fase transitoria.

Dopo l'entrata in vigore dell'art. 146, co. 10, lett. c) d. lgs. 42/2004 non è più possibile rilasciare l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria dopo la realizzazione, anche parziale, degli interventi: tale norma si applica anche agli interventi, realizzati in assenza di nulla osta paesaggistico, prima dell'entrata in vigore del d. lgs. 42/2004 (1° maggio 2004).

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI COMPATIBILITÀ PAESAGGISTICA --> INTERVENTI SANABILI, CASISTICA

L'art. 167, co. 4, D. Lgs. 42/2004, pur non consentendo di sanare le opere edilizie che abbiano comportato l'aumento di volumi (anche tecnici), proprio perché intende valorizzare e salvaguardare le aree sottoposte al vincolo paesaggistico, consente però alla Soprintendenza di esaminare favorevolmente l'istanza di sanatoria, quando questa preveda la demolizione di volumi, del tutto legittimamente realizzati, per «co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...quo; il mantenimento di altri, realizzati senza titolo.

La sostituzione dei serbatoi di un impianto produttivo (nella specie costituenti una mera parte integrante e servente di un più complesso e strutturato macchinario volto alla produzione di asfalto, già esistente da circa 60 anni) e la loro ricollocazione in posizione verticale anziché in orizzontale (come in origine) non determina la formazione di alcun nuovo volume ed è quindi pacificamente sussumibile entro la fattispecie di cui agli artt. 167, co. 4, lett. a) e 181, co. 1 ter, lett. a), del D.lgs. n. 42/2004, come tale possibile oggetto di autorizzazione in sanatoria.

Il divieto del rilascio dell'autorizzazione paesaggistica in sanatoria non opera qualora il manufatto non abbia creato o aumentato le superfici utili ed i volumi o laddove siano stati utilizzati materiali in difformità dall'autorizzazione paesaggistica.

Il principio generale per il quale l'autorizzazione paesaggistica non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli interventi è derogabile solo prevedendo la possibilità di una valutazione postuma della compatibilità paesaggistica di alcuni interventi min... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... realizzati in assenza o difformità dall'autorizzazione paesaggistica, che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati; dell'impiego di materiali in difformità dall'autorizzazione paesaggistica; dei lavori configurabili quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, ai sensi dell'art. 3 del T.U. Edilizia.

La superficie utile a cui fa riferimento l'art. 167, ad impedimento della regolarizzazione postuma degli interventi edilizi in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, è soltanto quella che muta l'assetto dei luoghi.

La sanatoria di interventi edilizi abusivi in aree vincolate ai sensi dell'art. 167, co. 4, D. Lgs. n. 42/2004, presuppone la realizzazione di opere che comportino un impatto minimo sul territorio.

Lo sfruttamento più intensivo della superficie ad uso agricolo attraverso il tombinamento di parte di un fosso di campagna non demaniale e la piantumazione di alberi analoghi ad altri già insistenti sull'area costituisce un intervento edilizio in area vincolata suscettibile di sanatoria ai sensi dell'art. 167, co. 4, D. Lgs. n. 42/2004.

Ai fini del rilascio dell'autorizzazione di cui all'art. 167 ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 42/2004 non deve escludersi che il volume tecnico (rispetto alla nozione di volume edilizio) possa ricevere, in considerazione della peculiare destinazione funzionale, una valutazione differenziata, caso per caso, suscettibile di concludersi con l'autorizzazione paesaggistica postuma, qualora in concreto il manufatto non presenti elementi incompatibili o comunque di estraneità con il paesaggio nel quale è destinato a collocarsi.

Non si può far luogo all'autorizzazione paesaggistica in sanatoria nel caso di interventi non edilizi di alterazione di territori coperti da foreste e da boschi.

La necessità di interpretare le eccezioni al divieto di rilasciare l'autorizzazione paesistica in sanatoria (previste dall'articolo 167, co. 4, D. Lgs. 42/2004 ) in coerenza con la ratio dell'introduzione di tale divieto, inducono a ritenere che esulino dall'eccezione prevista dal cit. art. 167, co. 4, lett. a), gli interventi che abbiano contestualmente determinato la realizzazione di nuove superfici utili e di nuovi volumi e che, di converso, siano suscettibili di accertamento della compatibilità paesistica anche i soppalchi, i volumi interrati ed i volumi tecnici.

L'innalzamento del tetto, in forza della realizza... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... controsolaio, giustificato da mere ragioni di isolamento termico può essere assimilato ad un volume tecnico e ammesso alla sanatoria paesaggistica ex post.

Il divieto di autorizzazione paesaggistica in sanatoria non opera per i c.d. volumi tecnici e, quindi, con riferimento a interventi destinati a operare il solo adeguamento funzionale dell'edificio e, ciò, senza che vengano realizzati manufatti suscettibili di essere abitabili o di un'autonoma destinazione, non funzionale al complesso nell'ambito del quale incidono.

L'autorizzazione paesaggistica in sanatoria può essere rilasciata per l'intervento consistente nella realizzazione di due serbatoi idrici con relativo autoclave e di una canna fumaria.

A seguito della riforma apportata dalla legge n. 308 del 2004, l'art. 181 del codice dei beni culturali consente la condonabilità degli abusi paesaggistici minori, e dunque per le sole ipotesi tassativamente previste dalla legge, al comma 1 ter.

La copertura di una scala di accesso non rientra tra le opere per le quali gli artt. 146 e 167 D. Lgs. 42/2004 precludono radicalmente il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica in sanatoria.

L'accertamento di compatibilità paesag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; precluso (e, se rilasciato, non determina alcun effetto nel processo penale) qualora i lavori abusivi abbiano determinato la creazione di volumi e superfici utili.

L'aumento di volumi e superficie è di per sé ostativo al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica in sanatoria di cui all'art. 167, comma 4, d. lgs. 42/2004.

L'originaria formulazione dell'art. 146 d. lgs. 42/2004 precludeva in radice il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica in sanatoria; soltanto a seguito del d. lgs. 157/2006 e del d. lgs. 63/2008 tale divieto è stato mitigato permettendone il rilascio per i lavori realizzati in assenza o difformità dall'autorizzazione paesaggistica, che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumenti di quelli legittimamente realizzati, per l'impiego di materiali difformi dall'autorizzazione paesaggistica, e per i lavori comunque configurabili quale manutenzione ordinaria o straordinaria in base al D.P.R. 380/2001.

L'autorizzazione paesaggistica in sanatoria non può essere rilasciata per un intervento che abbia portato ad un incremento dell'altezza del fabbricato e quindi anche del volume nonché ad una maggiore superficie pavimentata all'esterno dell'edif... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
L'art. 167, co. 4, lett. a) non è preclusivo del rilascio dell'autorizzazione paesaggistica in sanatoria quando n stretta considerazione delle caratteristiche complessive del manufatto, si tratti di difformità di minima, o meglio trascurabile, entità ed incidenza in confronto alle esigenze di tutela del paesaggio, che presiedono al giusto rigore limitativo della norma.

Il fatto che, dal punto di vista edilizio, l'intervento si qualifichi come ristrutturazione non è ostativo al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica in sanatoria qualora dall'intervento non derivi un incremento dei volumi e delle superfici utili.

La tettoia non costituisce volume o superficie utile pertanto è rientra tra le fattispecie sanabili ai sensi dell'art. 167, co. 4, d. lgs. 42/2004.

La costruzione dell'edificio con una sagoma ed un'area di sedime parzialmente differenti da quelle previste nel progetto precedentemente assentito (e ritenute compatibile con il vincolo), sebbene a parità di volumi, esclude l'accertamento in corso d'opera della compatibilità con il vincolo dell'intervento non assentito.

Esulano dall'eccezione prevista dall'art. 167 comma 4, lett. a), d.lgs. 42/2004 gli int... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... abbiano contestualmente determinato la realizzazione di nuove superfici utili e di nuovi volumi, essendo invece suscettibili di accertamento della compatibilità paesistica gli interventi insuscettibili di incidere sul vincolo, quali i soppalchi, i volumi interrati e i volumi tecnici

Qualora si tratti di opere che comportino modifiche della sagoma, in assenza di nulla osta paesistico conseguito prima dell'attività edificatoria, non può essere inoltrata un'istanza di accertamento di conformità, posto che l'autorizzazione paesaggistica di cui all'art. 146, l. n. 42 del 2004 non può essere rilasciata in sanatoria dopo la realizzazione dell'opera.

Non è possibile aprioristicamente sussumere nella fattispecie astratta dell'accertamento di compatibilità paesaggistica l'intera categoria della ristrutturazione edilizia prevista dal d.P.R. 380/01, dovendosi avere riguardo al concreto atteggiarsi dell'intervento.

Gli interventi che abbiano dato luogo alla realizzazione di soli volumi tecnici sono suscettibili di accertamento della compatibilità paesaggistica.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI COMPATIBILITÀ PAESAGGI... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; PRESUPPOSTI

L'art. 167, commi 4 e 5, D.Lgs. n. 42 del 2004, in base al quale l'autorità amministrativa competente accerta la compatibilità paesaggistica, secondo le procedure di cui al comma 5 suddetto, per i lavori, realizzati in assenza o difformità dall'autorizzazione paesaggistica, che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati, nello stabilire il campo di applicazione dell'accertamento di compatibilità paesaggistica fa riferimento a concetti di natura urbanistica che, come tali, richiedono una verifica diretta, al riguardo, da parte della stessa autorità urbanistico edilizia comunale.

Ai fini della valutazione di compatibilità paesaggistica la nozione di volume tecnico è del tutto ininfluente dovendosi in tale sede accertare se un determinato manufatto è o meno compatibile con i caratteri del territorio che il vincolo o il piano paesaggistico intendono preservare; in tale ottica è del tutto secondario il fatto se l'opera possa o meno generare carico urbanistico essendo, invece, rilevante il suo impatto sull'ambiente circostante.

La nozione di «volume» presa in considerazione dall'art. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 42/2004 ai fini della sanatoria paesaggistica non può che riguardare qualsiasi tipo di opera suscettibile di incidere sull'aspetto esteriore del territorio a prescindere dalla sua funzione primaria o strettamente tecnica.

L'art. 167 D. Lgs. 42/2004 esclude in modo perentorio il rilascio della sanatoria per le opere che danno luogo a nuovi volumi, senza ammettere la possibilità di difformi valutazioni in relazione ai singoli casi concreti.

L'art. 167 D. Lgs. 42/2004 considera ostativa al conseguimento della sanatoria la circostanza che le opere realizzate in assenza di previa autorizzazione paesaggistica si caratterizzino anche soltanto per l'avvenuta creazione di superfici utili senza un aumento di volume.

Ai fini della sanatoria paesaggistica, la nozione di superficie utile deve essere intesa in senso ampio e finalistico, ossia non limitata agli spazi chiusi o agli interventi capaci di provocare un aggravio del carico urbanistico, quanto piuttosto considerando l'impatto dell'intervento sull'originario assetto del territorio e, quindi, l'idoneità della nuova superficie, qualunque sia la sua destinazione, a modificare stabilmente la vincolata conformazione originaria del territorio.

Il divieto di re... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uperfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati" (art. 167 D. Lgs. 42/2004) si estende anche a quelli che non sono considerati normalmente rilevanti secondo le norme che regolano l'attività edilizia.

Ai fini della sanatoria ex art. 167 D.lgs 42/2004, la nozione di superficie utile deve essere intesa in senso ampio e finalistico, ossia non limitata agli spazi chiusi o agli interventi capaci di provocare un aggravio del carico urbanistico, quanto piuttosto considerando l'impatto dell'intervento sull'originario assetto del territorio e, quindi, l'idoneità della nuova superficie, qualunque sia la sua destinazione, a modificare stabilmente la vincolata conformazione originaria del territorio.

Per l'applicabilità della cd. mini sanatoria ambientale di cui all'art. 167 co. 4 D.lgs. 42/2004, secondo il quale, in determinate ipotesi, si può far luogo, previo accertamento della compatibilità paesaggistica, all'applicazione di una mera sanzione pecuniaria, presupposto fondamentale è la presentazione di apposita istanza da parte del proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo dell'immobile o dell'area interessati dagli interventi abusivi.

La valutazione di compatibil... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...paesaggistica di un intervento edificatorio presuppone una comparazione tra la situazione precedente all'intervento e l'impatto derivante dall'edificazione, con la conseguenza che, in caso di autorizzazione postuma, l'amministrazione deve poter effettuare tale comparazione sulla base di idonea documentazione relativa alla condizione dei luoghi antecedente l'intervento, da prodursi dall'interessato.

La legittimità di un nulla osta comunale deve essere valuto sulla base dei valori paesistici giuridicamente tutelati non dovendosi considerare lo stato di fatto della zona al momento della decisione dell'istanza di sanatoria.

Ai fini della valutazione e della dichiarazione di compatibilità paesaggistica, è richiesto il solo parere espresso dalla Soprintendenza e non sono richiesti gli adempimenti di cui all'art. 146 del D.Lgs. 42/2004, dato che non si tratta di autorizzazione paesaggistica ordinaria ma di accertamento di compatibilità paesaggistica in sanatoria.

Gli elementi essenziali dell'accertamento di conformità presuppongono la già avvenuta esecuzione delle opere e la loro integrale conformità alla disciplina urbanistica, dal momento che la compatibilità paesaggistica va scrutina... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ardo alle opere già eseguite e non a quelle da eseguire.

L'art. 167 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, in considerazione delle prassi applicative delle leggi succedutesi in materia di condoni e sanatorie (caratterizzate di regola dall'esercizio di poteri discrezionali delle Autorità preposte alla tutela del vincolo paesaggistico), ha inteso tutelare più rigorosamente i beni sottoposti al medesimo vincolo, precludendo in radice ogni valutazione di compatibilità ex post delle opere abusive, tranne quelle tassativamente indicate nello stesso art. 167.

Il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica a sanatoria è possibile solo nelle ipotesi previste dal quarto comma dell'articolo 167 del codice dei beni culturali e del paesaggio: lavori che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzabili; impiego di materiali in difformità dall'autorizzazione paesaggistica; lavori comunque configurabili quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, ai sensi dell'art. 3, d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380.

Ove le opere risultino diverse da quelle sanabili e indicate nell'art. 167 D. Lgs. 42/2004, le autorità non possono che ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'istanza di sanatoria, ad eccezione del caso in cui i lavori, pur se realizzati in assenza o difformità dell'autorizzazione paesaggistica, non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati.

L'accertamento di compatibilità paesaggistica di cui all'art. 167, co. 4, d. lgs. 42/2004 non è necessario qualora l'intervento sine titulo si risolva in modifiche tali da non essere percepibile all'esterno: infatti, costituendo la percepibilità della modificazione dell'aspetto esteriore del bene protetto un prerequisito di rilevanza paesaggistica del fatto, la sua insussistenza è da ritenersi idonea ad elidere, alla radice, non solo la sussistenza dei presupposti di sanzionabilità dell'illecito commesso, ma finananche la necessità stessa del previo rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, senza che possa darsi, dunque, corso a valutazioni o apprezzamenti di sorta sull'esistenza di superfici utili o di volumi.

Ai sensi dell'art. 167, comma 4, lett. a), D.Lg.vo n. 42/2004, non può essere rilasciata l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria laddove sia stato realizzato un piano abitabile in più (con conseguente incremento volumetrico) r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uanto autorizzato.

Per le opere comportanti un aumento di volumetria, l'autorizzazione paesaggistica non può essere rilasciata ex post dall'Autorità preposta alla tutela del vincolo.

A norma dell'art. 146, comma 4, del d.lgs. n. 42/2004, al di fuori delle ipotesi contemplate dal successivo art. 167, comma 4, non può essere rilasciato un titolo abilitativo in sanatoria dopo la realizzazione, anche parziale, di interventi incidenti su beni assoggettati a vincolo paesaggistico.

Il minicondono previsto dall'art. 181, co. 1-ter, d. lgs. 42/2004 è esclusivamente applicabile agli abusi minori, che non abbiano determinato la creazione di superfici utili o volumi: pertanto esso non si applica all'ipotesi di realizzazione di un'impianto di distribuzione carburanti.

L'art. 167 D. L.vo 42/04 sottende il divieto di effettuare ex post la valutazione di compatibilità paesaggistica (salvo eccezioni) non nei casi di mancanza di titolo edilizio ma nei casi di mancanza di autorizzazione paesaggistica o in difformità di essa.

Per gli interventi edilizi effettuati in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi della l. n. 1497/1939 (e quindi anteriormente all'entrata in vigore de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i beni culturali e del paesaggio), nel corso del procedimento di sanatoria di cui all'art. 13 l. n. 47/1985, l'Amministrazione preposta alla tutela del vincolo paesaggistico può rilasciare in via postuma l'autorizzazione paesaggistica ex art. 7 l. n. 1497/1939, previa valutazione, ovviamente, della compatibilità dell'intervento già realizzato con il vincolo paesaggistico.

Sono suscettibili di sanatoria a norma dell'art. 1, comma 37 della legge 308/04 solo le opere che in origine sarebbero assentibili perché compatibili con il paesaggio.

La Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, non può porre quale condizione per il rilascio del nulla osta previsto dall'art. 181, co. 1-quater, D. Lgs. 42/2004 (accertamento della compatibilità paesaggistica in sanatoria) il rilascio all'istante dell'accertamento di conformità da parte del Comune, altrimenti verrebbe arbitrariamente invertita la sequenza procedimentale.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI COMPATIBILITÀ PAESAGGISTICA --> PRESUPPOSTI --> PARERE FAVOREVOLE DELLA P.A.

L'indennità ambientale è compatibile con la sanatoria edilizia, ed anzi ques... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...d in particolare il parere di "compatibilità" rilasciato dall'autorità preposta alla tutela del vincolo ambientale, costituiscono proprio il presupposto per l'applicazione della prima, imponendosi, diversamente, la più radicale sanzione della demolizione.

Il termine di novanta giorni assegnato alla Soprintendenza per esprimere il proprio parere sull'istanza di rilascio di autorizzazione paesaggistica in sanatoria ai sensi dell'art. 167 D. Lgs. 42/2004 non è perentorio e non è neppure possibile configurare una forma di silenzio devolutivo.

Il parere della Soprintendenza nel procedimento di autorizzazione paesaggistica in sanatoria ha natura vincolante.

Il parere favorevole su un'istanza di autorizzazione paesaggistica in sanatoria, espresso della Soprintentenza con invito a verificare il non avvenuto aumento di cubatura e superficie utile, equivale sostanzialmente a un parere negativo.

Il parere della Soprintendenza ha carattere vincolante ai fini della domanda di accertamento di compatibilità paesaggistica.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> CONDONO PAESISTICO

L'art. 32 della l. n. 47/1985 non distingue tra vinco... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enti o sopravvenuti alle opere da condonare, essendo unico scopo della norma quello di consentire - alla data di concreto esercizio della potestà amministrativa - di verificare se la costruzione (antecedente o meno all'imposizione del vincolo) sia compatibile con i valori paesaggistici, cui corrispondono interessi pubblici primari, di natura culturale ed ambientale.

L'art. 167 del D.Lgs. n. 42 del 2004, evidentemente in considerazione delle prassi applicative delle leggi succedutesi in materia di condoni e sanatorie, caratterizzate di regola dall'esercizio di poteri discrezionali delle autorità preposte alla tutela del vincolo paesaggistico, ha inteso tutelare più rigorosamente i beni sottoposti al medesimo vincolo, precludendo in radice ogni valutazione di compatibilità ex post delle opere abusive, tranne quelle tassativamente indicate nello stesso art. 167. Fuori da tali ultimi casi, le autorità non possono che emanare un atto dal contenuto vincolato e cioè esprimersi nel senso della reiezione dell'istanza di sanatoria.

In materia paesaggistica assume rilevanza anche il vincolo successivo alla realizzazione materiale degli interventi edilizi abusivi, atteso che la compatibilità dell'opera con il con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ntale deve essere valutata con riferimento al momento in cui deve essere esaminata la domanda di sanatoria. Di conseguenza, se non viene presentata alcuna istanza di sanatoria ambientale il Comune può disporre la demolizione.

Ai fini del condono edilizio non rileva che l'abuso sia stato realizzato in epoca remota giacché il decorso del tempo non determina l'insorgere di alcun affidamento tutelabile in capo al privato, il cui interesse è necessariamente recessivo rispetto all'interesse sotteso all'apposizione del vincolo paesaggistico.

Posto che la ratio dell'art. 167 del Codice dei beni culturali e del paesaggio è volta a stabilire una soglia elevata di tutela del paesaggio, quale interesse di rilevanza costituzionale primaria, va esclusa la possibilità generalizzata di rilascio ex post dell'autorizzazione paesaggistica al fine di sanare interventi già realizzati, consentendo tale possibilità solo per gli abusi di minima entità, valutando comunque in concreto l'effettiva compatibilità paesaggistica dell'opera realizzata.

Con riferimento all'esclusione dalla sanatoria prevista, per i beni vincolati dall'art. 32 comma 27, lett. d), d.l. n. 269 del 2003 non occorre che i vinc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mposti su singoli immobili per effetto di un provvedimento puntuale.

L'art. 37 della legge n. 308/2004 (c.d."condono ambientale") è del tutto inidoneo a configurare l'estinzione della sanzionabilità amministrativa dell'abuso edilizio, la necessità di parere sulla compatibilità paesaggistica dell'abuso e di espressa motivazione sul punto del provvedimento che esita la domanda.

La l. n. 308 del 2004 consente la sanabilità dei soli abusi di lieve entità e segnatamente di quelli che non comportino aumento di superficie utile o di volume o configurabili come interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria.

Il parere della Commissione edilizia non è necessario (ma, al più, facoltativo) nell'ambito delle procedure condonistiche, connotate da una spiccata specialità rispetto a quelle ordinarie di concessione del titolo edilizio.

Il condono "paesistico" di cui all'art. 1, comma 37, della legge n. 308 del 2004 comporta la sottrazione del fatto alla disciplina penale ed a quella amministrativa attinenti alla tutela paesistica, rimanendo ferma però la sanzionabilità del fatto edilizio sotto i profili amministrativo e penale.

I... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mbientale di cui all'art. 1 L. 308/2004 è destinato a far venire meno solo gli effetti penali conseguenti alla consumazione del reato di cui all'art. 181, d.lgs. n. 42 del 2004, non avendo alcuna refluenza né sui reati cd. "edilizi", né sul diverso procedimento amministrativo per l'ottenimento del condono ex D.L. 269/2003, che conserva i propri diversi presupposti ed efficacia.

Gli ostacoli alla sanabilità degli abusi edilizi compiuti in zona vincolata non possono venir meno per effetto del rilascio della autorizzazione ex L. n. 308 del 2004.

Mentre il condono edilizio per abusi su immobili vincolati estingue sia il reato per la violazione del vincolo (art. 32, co. 1, legge 47/1985, introdotto dall'art. 32, co. 43, d.l. 269/2003) sia i reati edilizi (alle condizioni di cui all'art. 32, co. 36, d.l. 269/2003), il condono paesaggistico ai sensi dell'art. 1, co. 37, legge 308/2004 estingue solo ed esclusivamente i reati paesaggistici.

Il condono "paesistico" di cui all'art.1 comma 37 della legge n.308 del 2004 comporta la sottrazione del fatto alla disciplina penale ed a quella amministrativa attinenti alla tutela paesistica, rimanendo ferma però la sanzionabilità del fatto edilizio sotto i profi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rativo e penale, e dunque l'incondonabilità del bene in oggetto.

Il condono "paesistico" di cui all'art. 1 comma 37 della legge n. 308 del 2004 comporta la sottrazione del fatto alla disciplina penale ed a quella amministrativa attinenti alla tutela paesistica, rimanendo ferma però la sanzionabilità, sempre sotto il profilo sia amministrativo che penale, del fatto edilizio.

L'attinenza del condono previsto dall' art. 1 comma 37 della legge n.308 del 2004 alla tutela paesistica sotto il profilo penale, e quindi anche quello amministrativo specifico, e la diversità dei beni tutelati dalle norme paesistiche e da quelle che, bilanciando i vari interessi in gioco, disciplinano profili paesistici e profili edilizi del condono sotto l'aspetto amministrativo e quello penale, impediscono di interpretare queste ultime alla luce delle altre (posto che le une e le altre sono norme eccezionali insuscettibili di interpretazione estensiva o analogica ). Il condono "paesistico" di cui all'art. 1 comma 37 della legge n.308 del 2004 comporta dunque la sottrazione del fatto alla disciplina penale ed a quella amministrativa attinenti alla tutela paesistica, rimanendo ferma però la sanzionabilità del fatto edilizio sotto i profi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rativo e penale.

Le disposizioni di cui alla legge n. 308/2004 sul mini condono paesaggistico operano anche dal punto di vista dell'illecito amministrativo, in deroga alla disciplina di cui all'art. 146 d.lgs. n. 42/2004.

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> SANATORIA --> RAPPORTO CON LE SANATORIE EDILIZIE

In relazione al rapporto tra istanza di sanatoria edilizia ed autorizzazione paesaggistica, a prescindere dal momento dell'introduzione del vincolo, ciò che rileva è la data di valutazione della domanda di sanatoria e non quella di costruzione dell'immobile, essendo irrilevante che il vincolo paesaggistico sia sopravvenuto rispetto alla commissione dell'abuso e alla data di presentazione della domanda di sanatoria.

I commi 37, 38 e 39 dell'art. 1 della della legge 15 dicembre 2004, n. 308 disciplinano soltanto una forma di condono dei reati a rilevanza paesaggistica, senza escludere la repressione degli abusi edilizi per le diverse finalità di tutela del territorio.

I poteri di cui dispone l'Amministrazione preposta alla tutela del vincolo paesaggistico, ai fini del rilascio del condono edilizio, vanno esercitati in vista di consentire, se possibile, il salvatag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e. In sostanza, il parere negativo dell'Amministrazione competente deve essere supportato dalla considerazione, e dalla dimostrazione, dei relativi elementi fattuali a sostegno, per cui la sanatoria dell'opera vincolata comprometterebbe irrimediabilmente, ed in misura rilevante, gli interessi che il vincolo mira a tutelare.

I presupposti del condono edilizio e della cd. mini sanatoria ambientale di cui all'art. 167 D. Lgs. n. 42/2004 sono del tutto diversi e pertanto le due procedure devono ritenersi assolutamente autonome.

L'oblazione di cui agli art. 31 s., l. 28 febbraio 1985 n. 47, e l'indennità prevista dall'art. 15, l. 29 giugno 1939 n. 1497, trovano disciplina in normative differenti che delineano procedimenti autonomi nei quali intervengono differenti autorità titolari di interessi finalizzati alla tutela dell'ambiente: pertanto l'indennità è dovuta anche in caso in cui sia intervenuto il condono edilizio delle opere abusive ricadenti in zone paesaggisticamente vincolate, per le quali l'autorità preposta alla tutela del vincolo abbia espresso parere favorevole.

Il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica a sanatoria in area ambientalmente vincolata, è il presupposto legale per l'appl... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla sanzione amministrativa di cui all'articolo 167 del D.lgs. n. 42/2004 e costituisce l'eccezione alla regola generale che prevede di norma la demolizione degli abusi in danno all'ambiente.

Il procedimento di accertamento di compatibilità paesaggistica non incide sulla sanabilità urbanistico-edilizia dell'opera, volto com'è ad ottenere una condonabilità ai fini ambientali ex lege n. 308/04 che vale unicamente a preservare il richiedente dal regime sanzionatorio previsto in conseguenza del pregiudizio arrecato ai valori paesaggistici.

Il condono previsto dalla legge 308/2004 attiene alla tutela paesistica sotto il profilo penale e si distingue dalla disciplina edilizia-amministrativo del condono edilizio di cui al d.l. 269/2003; la diversità dei beni tutelati dalle norme di natura penale e da quelle che, bilanciando i vari interessi in gioco, disciplinano profili paesistici e profili edilizi del condono sotto l'aspetto amministrativo impediscono di interpretare queste ultime alla luce delle altre (posto che le une e le altre sono norme eccezionali insuscettibili di interpretazione estensiva o analogica).

E' necessario che l'autorità competente attenda l'esito del procedimento attivato a segui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...io della domanda di condono paesaggistico ex art. 1, comma 39 legge n. 308/2004 affinché possa provvedere in via definitiva sulla istanza di condono edilizio.

Gli ostacoli alla sanabilità degli abusi edilizi compiuti in zona vincolata non possono venire meno per effetto del rilascio dell'autorizzazione ex l. n. 308 del 2004.


    Il prodotto da cui è tratto questo articolo è un comodo pdf
    Il prodotto si acquista in questo sito
    L'acquisto inizia cliccando sul carrello e dura pochi minuti
    Il prodotto si scarica immediatamente dopo l'acquisto



© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI