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GLI IMPIANTI DI TELECOMUNICAZIONE

l’art. 87 d.lgs. 259/2003


editore: Exeo
collana: avanguardia giuridica
numero in collana: 34
isbn: 978-88-95578-72-9
sigla: MA34
categoria: MONOGRAFIE
tipologia: studio applicato
genere: annuario/agenda/rivista
altezza: cm 24
larghezza: cm 17
funzioni permesse: stampa=SI - copia incolla=SI
protezione: digital watermarking
disponibità: illimitata
destinatari: professionale accademico
soggetto: diritto
consigliato da :  
 
prezzo:
€ 30,00

leggi i seguenti brani : La normativa relativa agli impianti di telecomunicazioni: le origini
La normativa attuale degli impianti di telecomunicazioni
Gli impianti di telecomunicazione: misurare i valori-soglia
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Il tema degli impianti di telecomunicazione può essere trattato prendendo in considerazione i principi e la normativa che disciplinano la materia per poi addentarsi nelle questioni più spinose quali il riparto di competenze tra Stato e Regioni, la sovrapposizione di norme che spesso crea problemi di coordinamento tra più discipline, il cui esempio più calzante è rappresentato dall’intreccio tra il T.U. dell’edilizia e il Codice delle comunicazioni elettroniche e, infine, il procedimento che regola il rilascio del provvedimento di concessione del diritto a installare le infrastrutture in questione.
Il Codice delle comunicazioni elettroniche rappresenta la normativa di riferimento per comprendere la logica che ha spinto il nostro legislatore nel disciplinare il crescente sviluppo del fenomeno in questione. Essa, infatti, rappresenta l’equilibro tra più esigenze contrapposte quali la tutela degli interessi sensibili e lo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazioni su tutto il territorio nazionale al fine di garantire il diritto degli utenti di usufruire del servizio erogato senza limitazioni di carattere spaziale. Per raggiungere tali obiettivi il legislatore ha imposto alle pubbliche amministrazioni di seguire procedure «trasparenti, pubbliche e non discriminatorie». La normativa di riferimento, inoltre, è sorretta dal canone della semplificazione, dal principio collaborativo e dalla consapevolezza dell’importanza dell’ingresso della Tecnica nel diritto.
Per comprendere il riparto di competenze tra Stato e Regioni occorre far riferimento alla Costituzione e alla legge n. 36/2001 corredando la normativa dagli opportuni interventi della Corte costituzionale che ha messo in evidenza come la materia degli impianti di telecomunicazione sia una materia trasversale capace di interessare differenti settori del diritto . In questo quadro complesso e articolato gli unici punti di riferimento sono dati dalla consapevolezza che allo Stato è attribuito il compito di fissare i valori-soglia non derogabili neppure in melius dalle Regioni, le quali mantengono ferme le proprie autonomie in materia di utilizzo del territorio. L’art. 87 del Codice delle comunicazioni elettroniche si inserisce nel contesto appena delineato individuando nell’Ente locale il soggetto competente nel rilascio del titolo autorizzatorio.
Il collegamento tra i Codice delle comunicazioni elettroniche e il T.U. dell’edilizia crea un problema di coordinamento delle due discipline. La giurisprudenza costituzionale e amministrativa è stata chiamata in causa per trovare una soluzione al problema, il quale ha conosciuto la contrapposizione di due opposte teorie: una che ritiene la necessità di mantenere in piedi entrambi i procedimenti con la conseguente duplicazione dei titoli abilitativi, l’altra, invece, afferma la possibilità di procedere all’assorbimento del procedimento autorizzatorio sancito nel T.U. dell’edilizia nel procedimento predisposto dal Codice delle comunicazioni elettroniche, cosicché una volta effettuate le valutazioni inerenti a quest’ultimo si ottenevano anche quelle edilizie.
Il procedimento previsto dall’art. 87 del Codice delle comunicazioni elettroniche prevede che colui che intende ottenere l’autorizzazione per l’installazione delle infrastrutture di telecomunicazione deve presentare istanza corredata dai documenti idonei a comprovare il rispetto dei valori-soglia all’Ente locale competente in materia. Qualora l’impianto avesse una potenza inferiore a 20 watt per singola antenna è sufficiente presentare denuncia di inizio attività. L’istanza deve essere pubblicata. In caso di documentazione inidonea è previsto un potere-dovere in capo al responsabile del procedimento di richiedere, per una sola volta ed entro 15 gg dalla presentazione dell’istanza, l’opportuna integrazione. La documentazione serve anche ad effettuare gli opportuni controlli dall’Organismo a ciò abilitato di cui all’articolo 14 della legge n. 36/2001.
La normativa in tema di impianti di telecomunicazione, i criteri guida della materia: la determinazione dei valori-soglia per il rilascio dell’autorizzazione, il riparto di compentenze tra stato e regione, il codice delle comunicazioni elettroniche e il t.u. dell’edilizia, il potere regolamentare del comune e la pianificazione degli impianti di telecomunicazione, il procedimento autorizzatorio, il procedimento per l’installazione degli impianti di telecomunicazione ad uso pubblico, la tutela dei controinteressati, la coubicazione e la condivisione di infrastrutture, la realizzazione di impianti di telecomunicazione ad uso privato, gli impianti di telecomunicazione appartenenti alle amministrazioni dello stato, i piani di risanamento, il sistema sanzionatorio.

Nell’ultimo decennio gli impianti di telecomunicazione hanno rappresentato un tema in grado di attirare l’interesse del legislatore, della giurisprudenza e della dottrina. In questa prospettiva, è possibile ritenere gli impianti in questione un fenomeno dai mille risvolti giuridici, dal momento che una loro analisi concede all’interprete la possibilità di affrontare numerose tematiche giuridiche. Per comprendere la ragione che ha condotto gli impianti di telecomunicazione a costituire il perno intorno al quale ruotano numerose riflessioni giuridiche ad esso correlate, occorre ricordare che il tema in questione è in grado di confluire nel fenomeno di più ampio respiro che tocca, in generale, l’inquinamento da esposizione a campi elettromagnetici. In questo modo, è possibile evidenziare il collegamento tra gli impianti di telecomunicazione e i problemi connessi alla tutela degli interessi sensibili. Detto collegamento consente di inquadrare gli impianti di telecomunicazione tra le problematiche socio-ambientali che necessitano di attenzione costante, in vista del loro collegamento a temi attuali quali, ad esempio, i dubbi e i timori della comunità scientifica e della popolazione circa gli effetti negativi prodotti dall’esposizione a campi elettromagnetici accompagnati da una continua evoluzione tecnologica, che, come affermato dalla giurisprudenza amministrativa (TAR Puglia, Lecce, 24/08/2009, n. 4279), «ha rappresentato, a partire dall’inizio degli anni ‘90 del XX secolo, una delle rivoluzioni tecnologiche e sociali più rilevanti dell’epoca moderna, e ciò sia per le aziende e gli imprenditori, sia per i comuni cittadini, tanto da cambiare radicalmente le abitudini di vita delle moderne società». Il tutto si ripercuote in un’iperproduzione normativa poco coordinata e, pertanto, destinata a generare contenziosi di varia natura tra soggetti coinvolti a vario titolo. Si deve precisare, infine, che il nostro legislatore ha scelto di regolare il fenomeno in modo da favorire il più possibile l’incontro tra Pubblica Amministrazione e privato, affinché le regole del gioco fossero sorrette dal bilanciamento dei diversi interessi coinvolti nel procedimento amministrativo diretto a consentire il rilascio dell’autorizzazione a installare infrastrutture di telecomunicazione. Per comprendere quest’ultima affermazione, occorre analizzare l’iter logico che ha sorretto l’approfondimento del tema degli impianti di telecomunicazione. In questa prospettiva, si parte dall’analisi della normativa che, oltre a consentire al lettore di comprendere gli interventi più incisivi del legislatore, ha evidenziato l’importanza non trascurabile della scienza e della tecnica nel diritto, la quale costituisce l’impronta che regola i nuovi fenomeni giuridici. Il legislatore, infatti, ha rimesso allo Stato la redazione di appositi decreti per individuare i valori-soglia delle differenti tipologie di sorgente, i quali, a loro volta, hanno avuto bisogno di un ulteriore intervento per determinare le procedure di misurazione, determinazione e di calcolo. Quest’ulteriore intervento si è realizzato grazie all’operato dei proprietari/gestori della rete che, in collaborazione con le agenzie per la protezione dell’ambiente, hanno redatto una proposta dal contenuto tecnico, la quale è stata successivamente approvata e ufficializzata con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Questa collaborazione, oltre a consentire l’emanazione di norme appropriate e al passo con i tempi, consente anche di sensibilizzare il pubblico sul tema in questione attraverso la realizzazione di campagne di monitoraggio in grado di avviare percorsi di informazione e di comunicazione che coinvolgono sia istituzioni pubbliche sia privati cittadini. L’incontro tra privati e Pubblica Amministrazione non si esaurisce in questa fase di redazione normativa e sensibilizzazione del pubblico. Essa, infatti, arriva a toccare il momento in cui vengono decisi i criteri di pianificazione degli impianti di telecomunicazione. Si tratta di una questione molto importante perché tocca da vicino materie quali l’urbanistica e l’edilizia, attirando, di conseguenza, l’attenzione del pubblico timoroso delle conseguenze negative provocate dall’esposizioni a campi elettromagnetici, degli Enti locali che possiedono prerogative nel disciplinare l’uso del territorio e degli operatori economici che hanno interesse a realizzare l’impianto in questione. In questa prospettiva, si è ritenuto necessario subordinare la pianificazione degli impianti di telecomunicazione a due caratteristiche interconnesse tra loro. Da un lato, infatti, la pianificazione deve essere il frutto di un’ampia concertazione tra i proprietari/gestori della rete e l’Ente locale che predispone le regole in questione e, dall’altro lato, la pianificazione deve essere garantita da un’ampia e approfondita istruttoria tecnica al fine di predisporre piani sorretti dai criteri di idoneità e razionalità. L’interconnessione di queste due caratteristiche si comprende se si ricorda che solo attraverso il confronto con il privato, l’Ente pubblico possiede le informazioni necessarie e può compiere quella approfondita istruttoria tecnica che è alla base della redazione di piani razionali e idonei agli scopi perseguiti. L’incontro tra pubblico e privato si realizza anche in sede di configurazione dei piani di risanamento, i quali vengono redatti dalle Regioni sui criteri stabiliti dallo Stato, previa predisposizione di una proposta da parte dei proprietari/gestori della rete. Non bisogna dimenticare, infine, che il continuo confronto tra Pubblica Amministrazione e privato non serve solo a inquadrare gli impianti di telecomunicazione dal punto di vista squisitamente tecnico. Esso, infatti, è idoneo a garantire il bilanciamento dei diversi interessi coinvolti nel procedimento amministrativo diretto a rilasciare l’autorizzazione per l’installazione degli impianti in questione, il tutto in vista della realizzazione del giusto equilibrio tra le diverse esigenze contrapposte al fine di evitare al massimo l’impatto delle emissioni elettromagnetiche e, allo stesso tempo, realizzare gli impianti necessari al Paese. Si tratta, dunque, di bilanciare gli interessi sensibili con il contrapposto interesse pubblico alla realizzazione di una rete di telecomunicazione su tutto il territorio nazionale, in modo da porre il cittadino nella condizione di effettuare e ricevere chiamate senza limiti geografici. Per realizzare questo bilanciamento non solo vengono utilizzati i principi di precauzione e quello delle migliori tecnologie disponibili contemperatati dal fattore della proporzionalità, ma si ricorre anche al procedimento amministrativo che, come ha giustamente ricordato la dottrina, rappresenta la naturale stanza di compensazione degli interessi coinvolti. In questa prospettiva, il legislatore ha emanato il Codice delle comunicazioni elettroniche che detta un’attenta disciplina del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione a installare infrastrutture di telecomunicazione, il quale regola anche le ipotesi in cui fossero necessarie norme peculiari per fronteggiare situazioni particolari. Infine, un ultimo cenno deve essere rimesso al sistema sanzionatorio che, sebbene possieda alcune criticità, serve a garantire una tutela contro la violazione delle norme in tema di impianti di telecomunicazione al fine di non rendere l’intera disciplina inutile.
CAPITOLO I
INTRODUZIONE
CAPITOLO II
LA NORMATIVA
1. Premesse
2. La normativa precedente l’ultimo decennio: le fondamenta giuridiche della disciplina attuale
3. L’ultimo decennio di normativa: la situazione attuale
4. La normativa in tema di impianti di telecomunicazione: alcune riflessioni
CAPITOLO III
I PRINCIPI E I CRITERI GUIDA DELLA NORMATIVA
1. Premesse
2. I principi regolatori della materia
3. I criteri guida della materia: la determinazione dei valori-soglia per il rilascio dell’autorizzazione per l’installazione degli impianti di telecomunicazione
CAPITOLO IV
GLI IMPIANTI DI TELECOMUNICAZIONE E IL RIPARTO DI COMPENTENZE TRA STATO E REGIONE
1. Premesse
2. Le norme
3. La giurisprudenza costituzionale
CAPITOLO V
GLI IMPIANTI DI TELECOMUNICAZIONE E LA DISCIPLINA URBANISTICA
1. Premesse
2. Il codice delle comunicazioni elettroniche e il t.u. dell’edilizia: rapporti tra discipline
3. Il potere regolamentare del Comune in materia di impianti di telecomunicazione
4. Il potere regolamentare del Comune e la pianificazione degli impianti di telecomunicazione
5. La tutela nei riguardi delle scelte in tema di pianificazione
CAPITOLO VI
IL PROCEDIMENTO AUTORIZZATORIO
1. Premesse
SEZIONE I
IL PROCEDIMENTO PER L’INSTALLAZIONE DEGLI IMPIANTI DI TELECOMUNICAZIONE AD USO PUBBLICO
1. I principi del procedimento
2. Le fasi del procedimento
2.1. Individuazione del soggetto titolare del potere autorizzatorio
2.2. I due modelli per l’avvio del procedimento: l’istanza e la denuncia di inizio attività
2.3. L’integrazione dell’istanza
2.4. La pubblicazione dell’istanza
2.5. La tutela dei controinteressati
2.6. I controlli
2.7. La conferenza di servizi
2.8. La chiusura del procedimento
2.9. L’art. 87, comma 3-bis
3. La realizzazione di impianti di telecomunicazione ad uso pubblico: ipotesi particolari
3.1. Prima ipotesi: la realizzazione dell’impianto di telecomunicazione richiede la realizzazione di opere civili, scavi ed occupazione di suolo pubblico
3.2. Seconda ipotesi: la realizzazione dell’impianto di telecomunicazione richiede la coubicazione e la condivisione di infrastrutture
3.3. Terza ipotesi: la realizzazione dell’impianto di telecomunicazione richiede limitazioni legali della proprietà
3.4. Quarta ipotesi: la realizzazione dell’impianto di telecomunicazione richiede l’occupazione di reti autostradali
4. Il procedimento autotorizzatorio e le regole che completano la disciplina
SEZIONE II
LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI DI TELECOMUNICAZIONE AD USO PRIVATO: CENNI
SEZIONE III
GLI IMPIANTI DI TELECOMUNICAZIONE APPARTENENTI ALLE AMMINISTRAZIONI DELLO STATO
CAPITOLO VII
I PIANI DI RISANAMENTO
1. Premesse
2. I soggetti coinvolti nell’attività di risanamento
3. L’adozione dei piani di risanamento
4. I principi che reggono il risanamento degli impianti di telecomunicazione
5. Mancato risanamento
6. Criticità residue
CAPITOLO VIII
IL SISTEMA SANZIONATORIO
1.Premesse
2. La normativa sanzionatoria
3. La tutela giurisdizionale
4. Criticità residue
CAPITOLO IX
BREVI SPUNTI CONCLUSIVI
BIBLIOGRAFIA
SITOGRAFIA
SENTENZE CITATE

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