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La ristrutturazione c.d. «pesante»


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titolo:SCIA e DIA
anno:2016
pagine: 1379
formato: pdf  
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magistrato TAR

Costituiscono interventi di ristrutturazione c.d. «pesante» quelli che, ai sensi dell'art. 10, co. 1, lett. c), T.U., portino «ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti di destinazione d'uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni».

La formulazione della norma non è del tutto chiara, specie dopo le modifiche apportate alla lettera in esame dal D. Lgs. n. 301/2002, che ha previsto che l'intervento debba portare ad un «organismo in tutto o in parte diverso», e da altri due recenti interventi normativi.

Infatti:
a) l'art. 30, co. 1, lett. c), del d.l. n. 69/2013, al fine di allargare l'ambito degli interventi di ristrutturazione assentibili con s.c.i.a., ha previsto che gli interventi che comportano la modifica della sagoma siano di ristrutturazione c.d. «pesante» (e necessitino di permesso di costruire) soltanto se realizzati su immobili sottop... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...olo storico-artistico (diretto o indiretto) o paesaggistico;
b) l'art. 17, co. 1, lett. d) del d.l. n. 133/2014 ha ulteriormente ristretto la categoria degli interventi di ristrutturazione edilizia che richiedono il permesso di costruire, che, secondo la nuova formulazione della lettera che si sta esaminando, è richiesto soltanto se i lavori comportano un aumento della volumetria complessiva dell'edificio o dei prospetti.

Ci si potrebbe chiedere, invero, se il fatto che l'intervento debba portare ad un «organismo in tutto o in parte diverso» sia un requisito ulteriore che deve accompagnarsi e cumularsi alla modificazione delle caratteristiche essenziali dell'edificio oppure se in realtà sia un'aggiunta puramente descrittiva, quasi che le opere che incidono su volume, prospetti ecc. portino sempre ad un organismo diverso dal precedente.

In dottrina c'è chi non si è posto nemmeno il problema, sottolineando che la trasformazione di un fabbricato in uno diverso sia il denominatore comune di tutte le ipotesi di ristrutturazione, ma non si può che condividere l'opinione di chi ha rilevato che l'aggiunta operata dal D. Lgs. n. 301/2002 non può essere priva di significato.

Questo e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te per due motivi: da un lato, la ristrutturazione può ma non deve necessariamente portare ad un edificio del tutto o in parte diverso dal precedente, tanto che l'art. 3, co. 1, lett. d), T.U., nel definire questo tipo di intervento, parla di «… opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente»; dall'altro, questa interpretazione sembra coerente con la ratio della legge n. 443/2001 e del D. Lgs. n. 301/2002 e del successivo d.l. n. 69/2013, con cui si è voluto sottoporre a permesso di costruire soltanto quegli interventi di ristrutturazione che siano rilevanti e riconoscibili, restringendo il concetto di «ristrutturazione pesante».

Ma gli interrogativi non finiscono qua: in che rapporto devono stare i diversi parametri tra loro? L'aumento della volumetria complessiva dell'edificio deve accompagnarsi oppure no alla modifica dei prospetti e, limitatamente agli immobili vincolati ai sensi del D. Lgs. n. 42/2004, della sagoma?

La risposta a tutte queste domande non è puro esercizio classificatorio, ma ha una rilevante portata pratica, perché incide sul confine tra permesso di costruire e s.c.i.a. (in passato: d.i.a. «semplice»). Ad esemp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...itiene che l'intervento, oltre che a comportare una modifica delle caratteristiche dell'edificio, debba anche portare ad un organismo del tutto o in parte diverso dal precedente, potrebbe anche sostenersi che l'apertura o lo spostamento di una finestra non è ristrutturazione pesante, ma «leggera».

Con riferimento alla previgente formulazione dell'art. 10, co. 1, lett. c), T.U., la giurisprudenza, non senza incertezze, sembrava interpretare la norma in modo assai rigoroso, e concepiva i parametri contemplati dalla lettera che si sta esaminando (volumetria, sagoma, prospetti, superfici) come alternativi, e pertanto riteneva sufficienti anche la modifica anche di uno solo di essi per ricadere nell'ipotesi di «ristrutturazione pesante», e tale orientamento sembra predicabile anche con riferimento all'attuale testo della norma, risultato delle innovazioni introdotte dal d.l. n. 69/2013 e dal d.l. n. 133/2014.

Quanto alle modifiche apportate dal d.l. n. 69/2013, occorre ricordare che la previgente formulazione dell'art. 10, co. 1, lett. c), T.U. riconduceva agli interventi di ristrutturazione c.d. «pesante» tutte le opere che comportavano una modifica della sagoma, sottraendole all'ambito applicativo della s.c.i.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Il recente intervento normativo, invece, ha previsto che la modifica della sagoma comporti l'assoggettamento dell'intervento a permesso di costruire soltanto nel caso di immobili sottoposti a vincolo storico-artistico o paesaggistico, e ciò ha spostato all'ambito della ristrutturazione c.d. «leggera» assentibile con s.c.i.a. tutte quelle opere che incidono sulla conformazione planovolumetrica di edifici non tutelati al D. Lgs. n. 42/2004.

Come si è già detto al paragrafo 6, la dottrina ha manifestato più di qualche perplessità sul reale impatto pratico delle modifiche apportate dal d.l. n. 69/2013: sul piano strettamente operativo, infatti, è assai difficile concepire un intervento di modifica della sagoma che non incida anche sul prospetto e, tenuto conto che la giurisprudenza tende a ritenere che anche la modifica di uno solo dei parametri contemplati dall'art. 10, co. 1, lett. c), T.U. determina un intervento di ristrutturazione edilizia c.d. «pesante», basterà modificare anche solo il prospetto per escludere che l'intervento sia assentibile con s.c.i.a..

Un ulteriore restringimento della fattispecie della ristrutturazione edilizia c.d. «pesante» è... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne operata con il d.l. n. 133/2014, perché, se in passato il permesso di costruire o la «super d.i.a.» erano necessari quando le opere determinavano un aumento di unità immobiliari o alteravano la volumetria o i prospetti o le superfici, oggi detti titoli sono indispensabili soltanto qualora l'intervento comporti una modifica della volumetria complessiva del fabbricato o dei prospetti.

Come si può vedere dal semplice confronto tra la formulazione previgente della norma e quella attuale, la novità è significativa, perché sono state sottratte dall'ambito della ristrutturazione edilizia sottoposta a permesso di costruire le opere che determinano un aumento delle unità immobiliari e quelle che comportano una modifica delle superfici e si è inoltre specificato che ad essere rilevante è la modifica apportata alla volumetria complessiva dell'edificio e non l'alterazione del volume della singola unità immobiliare, isolatamente considerata.

Ciò si spiega perché il d.l. n. 133/2014 ha profondamente innovato la categoria della manutenzione straordinaria, riconducendovi gli interventi di frazionamento e di accorpamento delle unità immobiliari, anche se comport... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...he della superficie e un aumento del carico urbanistico, e prevedendo la possibilità che le opere possano anche modificare la superficie o la volumetria delle singole unità immobiliari.

Gli unici limiti che il legislatore ha mantenuto fermi con riferimento alla manutenzione straordinaria sono il mantenimento della volumetria complessiva dell'immobile e la conservazione della sua destinazione d'uso, per cui ben si può comprendere perché le ipotesi in cui l'intervento incide su queste caratteristiche del manufatto devono essere ricondotte alla ristrutturazione edilizia c.d. «pesante» e richiedono di essere autorizzate con permesso di costruire o «super d.i.a.».

In conclusione, le modifiche apportate all'art. 10, co. 1, lett. c), T.U. hanno l'obiettivo di coordinarlo con la nuova formulazione dell'art. 3, co. 1, lett. b), T.U. e con l'allargamento delle fattispecie riconducibili agli interventi di manutenzione straordinaria.

Un altro problema che si pone, su un piano più generale, è la linea di confine tra gli interventi di «ristrutturazione edilizia» e quelli di «nuova costruzione», considerato che entrambi hanno in comune la possibilità ch... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sato realizzi un incremento di volumetria e modifichi la sagoma, in quest'ultimo caso addirittura non più con permesso di costruire, ma con semplice s.c.i.a. se l'immobile non è vincolato.

Non si deve credere, infatti, che si abbia nuova costruzione soltanto quando l'interessato realizzi un intervento che trasforma una nuda area, poiché l'art. 3, co. 1, lett. e.1), T.U. considera «comunque» come tale «l'ampliamento» di manufatti edilizi fuori terra o interrati «all'esterno della sagoma esistente, fermo restando, per gli interventi pertinenziali, quanto previsto dalla lettera e.6)».

È proprio la disposizione appena citata che fornisce il criterio di massima per distinguere i due interventi: quando le opere realizzate determinano uno sviluppo in accrescimento della sagoma, tale da configurare un'entità autonoma che produce un proprio determinato carico urbanistico, si ha nuova costruzione.

Sempre in generale, si ritiene che la valutazione in ordine alla necessità del tipo di titolo abilitativo per la realizzazione di opere all'interno o in aggiunta di un manufatto preesistente vada effettuata sulla scorta dei due parametri consistenti nella natura e dimensio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ere e della loro destinazione e funzione, dovendosi ritenere necessario il permesso di costruire quando l'intervento comporti una significativa trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio.

Esempi di interventi sull'esistente che possono essere qualificati come «nuova costruzione» sono: l'accorpamento di due o più manufatti in uno unico; l'edificazione di una struttura che si affianca ad una più modesta costruzione preesistente e la ingloba; la sopraelevazione di un nuovo piano o di un terrazzo con la creazione di un nuovo vano o con l'installazione di una copertura; la trasformazione di un'opera di copertura di un campo da bocce in una stabile struttura, realizzata con l'edificazione di un muro perimetrale comportante la formazione di un locale da adibire a sala da pranzo; il rifacimento del tetto che comporti un significativo incremento di altezza dell'edificio; l'installazione di nuovi servizi igienici che alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari; la realizzazione sulla terrazza di un fabbricato preesistente di un locale con muro perimetrale esterno in laterizio o, sempre sul terrazzo, di un ampliamento da destinare a camera da letto e la costituzione di un corpo a sbalzo utilizzato per il deposi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arca; la realizzazione di un porticato aperto o chiuso lateralmente su due lati, nonché la sua tamponatura, nel caso in cui si addivenga a volume chiuso con pareti fisse; la chiusura di un piano piloty o di una tensostruttura o di una tettoia precedentemente aperta ai lati; la trasformazione di edificio già adibito a capannone industriale in un complesso da destinare a residenza, ad uffici o ad attività commerciali; la rimozione e la sostituzione delle strutture esistenti in un impianto di distribuzione di carburanti non limitate alle componenti tecnologiche; i lavori di copertura di un pozzo luce posto sul lato di un'abitazione, che comportino la costruzione di un nuovo vano coperto; l'installazione di una copertura stabile in PVC su di una pompeiana e la tamponatura laterale della stessa; la realizzazione di un solaio a sbalzo coperto da tettoia con struttura portante in legno e copertura in tegole; la sostituzione di un tetto in lamiera mediante una copertura in cemento armato; la realizzazione di una piattaforma elevatrice munita di autonomo vano di scorrimento che fuoriesce dalla sagoma dell'edificio asservito; la trasformazione di un pergolato ligneo con funzione ombreggiante e coperto da stuoie di canne in una tettoia con copertura in legno e guaina i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zzante; l'installazione di canne fumarie in palese evidenza rispetto alla costruzione e alla sua sagoma e che quindi, per la loro dimensione e la loro conformazione, non possano considerarsi come elementi meramente accessori ovvero di ridotta e aggiuntiva destinazione pertinenziale, che restino assorbiti o occultati dalla preesistente struttura dell'immobile; la tamponatura di una pensilina; l'ampliamento della larghezza di un passo carraio con demolizione e spostamento di un pilastro del muretto di confine; l'edificazione di abbaini; l'installazione di una bussola-veranda coperta a protezione dell'ingresso di un'abitazione, realizzata con pannelli in plexiglas montati su telaio in alluminio verniciato, innestata sul muro perimetrale dell'edificio e sormontata da una copertura; la realizzazione di un terrazzo, di una scala in muratura e di un manufatto composto da due corpi collegati da un muro e adibito a forno, armadio, ripostiglio e contenitore per caldaia; la realizzazione di una serra solare che si risolva in un ampliamento dell'edificio all'esterno della sagoma esistente; la realizzazione di una passerella fissata stabilmente al suolo con viti e finalizzata a consentire l'accesso alla parte superiore di un edificio; la realizzazione di un bagno con vano doccia, di un secon... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di una veranda costituita da infissi in alluminio e copertura con pannelli in plastica trasparente; la realizzazione di un loggiato, di porte e finestre, di un volume aggiuntivo in luogo di una precedente struttura precaria e di scale esterne in pietra con sbancamento di terreno; l'installazione sul lastrico solare di una struttura costituita da scatolati di ferro in funzione verticale, fissati sul parapetto, con sovrastante telaio in ferro, copertura di lamiere coibentate e chiusa con lamiere coibentate su due lati e con blocchi precompressi faccia vista sugli altri due lati; l'edificazione di un sottotetto a falda piana in luogo di un sottotetto a falda inclinata con conseguente incremento di altezza e di volumetria dell'edificio rispetto a quanto autorizzato, con tre aperture e due lucernari; la realizzazione di un fabbricato di civile abitazione al posto di un precedente garage, con dimensioni notevolmente superiori.

Si resterà invece all'interno della categoria della «ristrutturazione edilizia» non soltanto nei casi in cui i volumi siano diminuiti o trasformati, ma anche nei casi in cui essi abbiano subito incrementi limitati e la sagoma non sia stata stravolta, purché il risultato dell'intervento sia comunque un fabbricato in cui s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mantenuti inalterati gli elementi strutturali che individuano e qualificano l'edificio preesistente.

In dottrina si evidenzia inoltre che dovrebbero qualificarsi sempre come ristrutturazione le opere pertinenziali che determinino una modifica di volume e di sagoma, poiché l'art. 3, co. 1, lett. e.1), T.U. fa salvo proprio quanto disposto dalla lettera che regola questo tipo di interventi.

Resta da ricordare che, come si è già avuto modo di accennare al paragrafo 6, nel caso di mutamento dei parametri urbanistico-edilizi, il principio per cui gli interventi di ristrutturazione restano regolati dalle norme urbanistiche vigenti al tempo in cui venne rilasciato il titolo edilizio per la costruzione dell'edificio e non sono interessati dalle previsioni urbanistiche sopravvenute non si applica; pertanto, nei limiti in cui la ristrutturazione alteri parametri diversi dall'attuale volumetria, sagoma e destinazione d'uso, quali l'aumento delle superfici o il mutamento di destinazione d'uso, le relative opere devono essere conformi alla disciplina urbanistica vigente al momento della presentazione del permesso di costruire o della «super d.i.a.» e dovranno anche rispettare le distanze legali.

Venendo alla casist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tati considerati interventi di «ristrutturazione pesante»: la divisione di un capannone in una pluralità di laboratori e il frazionamento di un piano piloty; la trasformazione di un sottotetto o di una cantina o di un terrazzo o di un lavatoio-stenditoio in un'unità immobiliare; la trasformazione di una serra in appartamenti; la realizzazione di un lucernario, in quanto realizza un'oggettiva trasformazione del lastrico solare del palazzo mediante la sostituzione e l'inserimento di elementi nuovi; l'inserimento di un nuovo piano sottotetto; l'installazione di una tettoia che comporti una modifica della sagoma o del prospetto del fabbricato e che per la sua conformazione e per le sue dimensioni non abbia una mera finalità di arredo o di riparo e protezione; l'apertura di nuovi vani luce unitamente alla realizzazione ex novo di una superficie autonomamente utilizzabile quale vano cucina; la realizzazione di un balcone che modifichi il prospetto del fabbricato a cui accede o anche il suo ampliamento; l'apertura di finestre o il loro accorpamento o ancora il loro ampliamento o la loro chiusura o il loro spostamento o infine la loro riapertura; l'apertura di una porta al posto di una preesistente finestra o di una porta finestra; tutte le opere che com... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...modificazione dei prospetti; l'eliminazione di una parte della parete esterna di un locale e la realizzazione di un'unica vetrina prospiciente la via pubblica; l'installazione della struttura di sostegno di una tenda realizzata sul terrazzo di un fabbricato, costituita da due elementi verticali di acciaio e ancorata sul pavimento e nella parete perimetrale; la realizzazione in un preesistente locale destinato a ricovero di barche di un solaio latero-cementizio su muratura portante perimetrale, con quattro pilastri in calcestruzzo armato e relativi plinti di fondazione e conseguente incremento dell'altezza interna; la parziale rimozione della copertura in tegole di un immobile con successiva realizzazione di un terrazzino a tasca; la sostituzione del tetto a spiovente con quello a terrazza; la sostituzione della preesistente copertura a tetto con altra costituita parte da tetto e parte da terrazzo; la sostituzione con strutture in ferro, ondulati in lamiera e soletta in cemento e tetto a terrazza di una preesistente copertura avente strutture in ferro ed eternit e tetto ad arco di un capannone in muratura; la demolizione del tetto e la ricostruzione di una nuova copertura a doppia falda, con nuovo rivestimento delle pareti, e demolizione di una precedente veranda e la costruzione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...va veranda in muratura con parapetto in muratura e scalini di accesso, di dimensioni maggiori di quella preesistente; la modifica della conformazione di un tetto, originariamente a falde inclinate e trasformato con la creazione di una soletta piana e la sopraelevazione della quota di gronda; l'edificazione di nuove pareti in muratura sul ballatoio di uno stabile da destinare a vano a protezione della caldaia; l'esecuzione di tamponamenti laterali su un terrazzo avente sovrastante copertura fissa; la chiusura di una preesistente tettoia o di un ballatoio o di un patio con ricavo di un vano abitativo; la sostituzione di una recinzione metallica con un nuovo muro di mattoni; l'abbassamento della quota di calpestio interna al fabbricato che non incide sulla sagoma dell'edificio; la sostituzione delle coperture in P.V.C. di due verande con solai in travetti prefabbricati di materiale latero-cementizio, con aumento della volumetria dell'immobile; la realizzazione di una scala esterna che alteri la sagoma dell'edificio o anche il suo spostamento; la realizzazione di un gazebo formato da quattro pali in legno e coperto con telo di stoffa, di un ripostiglio adibito a legnaia e di un basamento in mattoni refrattari con sovrastante barbecue in muratura; l'apertura di una veranda coperta; i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to e la modifica del tetto con la creazione dei piccoli incrementi volumetrici aggiuntivi; la diversa dislocazione delle unità commerciali ed abitative, con inserimento di un vano scala e di gruppi di servizi e con mutamento delle facciate interne ed esterne; la realizzazione di muri di perimetrazione e la posa di pilastrini sul terrazzo di copertura di un edificio; le opere che comportano l'apertura di nuovi accessi, la sostituzione del lucernario con una nuova copertura ad una quota più alta, l'ampliamento del piano interrato con realizzazione di cantine e depositi, l'aumento di volumetria con nuove celle frigorifere, la creazione di un ascensore esterno al fabbricato, la demolizione di pareti, la ridistribuzione degli spazi e la creazione di nuove scale; l'installazione sul lastrico solare di un albergo di una struttura in alluminio anodizzato per ricovero attrezzi e arredi; la realizzazione di un tratto di canna fumaria in rame in luogo della preesistente struttura in muratura interna; le modifiche strutturali apportate ad un immobile che comportano la riallocazione e il rinnovato dimensionamento di alcuni vani esistenti, con l'attribuzione ad alcuni degli stessi di nuove funzioni e il rifacimento degli impianti tecnologici e dei servizi igienici, nel sostanzia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di superfici, volumi, dimensioni e tipologia del fabbricato; la trasformazione di una vasca per fiori in piscina scoperta; la creazione di una nuova distribuzione interna con spostamento di tramezzi, creazione di un vano controsoffittato, predisposizione di piani cottura, realizzazione di nuovi servizi igienici e di nuovi volumi, modifica delle rampe di scale, dismissione delle coperture e realizzazione di un nuovo solaio; la realizzazione di un bagno nel piano sottotetto, in quanto trasforma una superficie non residenziale in residenziale; la demolizione di un muro di recinzione con inserimento di una cancellata di accesso al resede di un fabbricato di abitazione; la sostituzione di elementi in ferro di un capannone con una struttura sostanzialmente in cemento; l'intervento che, pur mantenendo fissa la quota di spiccato, comporta la traslazione della quota dell'intradosso dell'ultimo solaio abitabile, la modifica della copertura e dell'altezza; la costruzione di un porticato con solaio in sostituzione di una preesistente tettoia; l'innalzamento della quota del solaio di copertura accompagnata dalla modifica della destinazione di un volume tecnico (torrino scale) in volume utile (abitazione); la trasformazione di una cisterna interrata in camera da letto; la creazione di una nu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cie abitabile attraverso la realizzazione di aperture e la messa in comunicazione di due porzioni dell'immobile in precedenza distinte e separate, accompagnata dalla modifica della sagoma dell'immobile; l'installazione di alcune fioriere sul tetto di un edificio che ha l'effetto di sopraelevare i muri perimetrali del fabbricato e di rendere praticabile la copertura come un vero e proprio lastrico solare; la tamponatura di una tettoia con realizzazione di una camera da letto e di un bagno e l'ampliamento di una sala da pranzo con l'abbattimento di un muro e annessione del terrazzo.

Vi sono poi delle figure che meritano particolare approfondimento, come la chiusura di balconi, logge, terrazze, con loro trasformazione in veranda. Sul punto la giurisprudenza non è univoca, in quanto, accanto a pronunce che parlano espressamente di ristrutturazione e ritengono sanzionabile la realizzazione abusiva di verande ai sensi dell'art. 33 T.U. o del previgente art. 9 della legge n. 47/1985, ve ne sono altre che si esprimono in senso diverso, inquadrandole tra gli interventi di nuova costruzione e richiamano l'art. 7 della legge n. 47/1985 o il corrispondente art. 31 T.U..

Si possono poi trovare, in numero ben più nutrito, altre sentenze in cui, dopo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...so la possibilità di ricondurre questi manufatti ad opere di manutenzione o di restauro e risanamento conservativo e averne negato la natura precaria, si fa riferimento genericamente alla necessità che questi manufatti siano assentiti con permesso di costruire, senza prendere posizione in ordine alla precisa qualificazione dell'intervento.

La giurisprudenza ha sino ad oggi ricondotto alla ristrutturazione «pesante» anche i soppalchi, sia pure con la specificazione che essi devono essere di dimensioni non modeste e comportare un incremento delle superfici dell'immobile e quindi anche un ulteriore possibile carico urbanistico.

Questa fattispecie merita particolare considerazione, in quanto in passato rappresentava il tipico esempio di «opera interna» realizzabile con la relazione asseverata di cui all'art. 26 della legge n. 47/1985, quantomeno nel caso in cui non desse luogo ad una superficie utilizzabile mediante la permanenza stabile di persone: questo indirizzo era stato confermato anche dopo che il T.U. aveva abrogato la norma appena citata, ma è stato poi abbandonato sulla base del rilievo per cui le opere interne non sono più previste come categoria autonoma e devono ritenersi riconducibili al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...urazione edilizia, quando comportino un aumento di unità immobiliari, ovvero modifiche dei volumi, dei prospetti o delle superfici o di destinazione d'uso, proprio come accade nel caso di realizzazione di un soppalco, opera che comporta l'aumento della superficie utile calpestabile.

Dallo stralcio della motivazione che si è riportato si evince che questa ricostruzione si basava sulla previgente formulazione dell'art. 10, co. 1, lett. c), T.U., che sottoponeva a permesso di costruire quegli interventi di ristrutturazione edilizia che determinavano una modifica della superficie dell'immobile, e ciò – secondo la giurisprudenza – anche se volumi, prospetti, sagoma e destinazione d'uso del fabbricato rimanevano inalterati.

Sennonché, il testo attualmente vigente dell'art. 10, co. 1, lett. c), T.U. non contiene più alcun accenno alla modificazione della superficie, ma prevede ai fini della sottoposizione di un intervento di ristrutturazione a permesso di costruire o a «super d.i.a.» rileveranno unicamente l'aumento della volumetria complessiva dell'edificio o la modifica dei prospetti o della sagoma (solo se l'immobile è vincolato ai sensi del D. Lgs. n. 42/2004) o il mutamento di destinazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...se l'edificio è in zona A), per cui la giurisprudenza dovrà chiarire in che misura sarà ancora possibile sostenere che la realizzazione di un soppalco sia un'opera riconducibile alla ristrutturazione edilizia c.d. «pesante».

Infine, l'art. 10, co. 1, lett. c), T.U. considera come ristrutturazione pesante le opere che comportino mutamenti della destinazione d'uso di immobili compresi nei centri storici, e questo a prescindere dalla modifica delle altre caratteristiche fondamentali del fabbricato.

Secondo un'autorevole opinione, l'utilizzo del plurale («mutamenti») starebbe ad indicare che la ristrutturazione è da considerare «pesante» persino nell'ipotesi in cui siano posti in essere mutamenti anche solo parziali, senza che sia cambiato l'uso caratterizzante l'edificio nel suo complesso.

 
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