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Occupazione illegittima di terreni privati per pubblica utilità: responsabilità degli amministratori


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titolo:SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2018
pagine: 2922 in formato A4, equivalenti a 4967 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

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In ipotesi di danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento conseguenza anche del mancato pagamento delle indennità da parte dell'impresa appaltatrice tenuta in forza di convenzione, sussiste comunque la responsabilità degli amministratori (Sindaco e assessore ai LL.PP.) che avrebbero dovuto – diligentemente – revocare la convenzione in prossimità della scadenza del termine quinquennale di occupazione, riappropriandosi del procedimento senza attendere in maniera colposamente inerte gli eventi.

In ipotesi di danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, la posizione degli amministratori, sindaci ed assessori, è aggravata dalla circostanza che alcune ditte espropriande abbiano espressamente dichiarato la loro disponibilità a cedere le aree occupate dal Comune, a condizione che venisse loro corrisposto l'indennizzo a prezzo di mercato, senza che alcuna trattativa venisse avviata dal Comune con i legittimi proprietari per definire la vertenza in atto.

In ipotesi di danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, amministratori, sindaci ed assessori, rispondono del comportamento omissivo; ove gli stessi si fossero, infatti, attivati tempestivamente, sollecitando i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... uffici a predisporre gli atti necessari per perfezionare gli espropri (decreto esproprio e determinazione indennità), l'Ente avrebbe evitato la soccombenza nei giudizi civili intrapresi dai proprietari per il risarcimento dei danni derivanti dall'attività espropriativa divenuta illegittima.

L'errore consistente nel mancato inserimento nel piano particellare dell'area da espropriare, di evidente natura tecnica, non è in alcun modo imputabile agli organi elettivi del Comune: Sindaco, Assessori e Consiglieri comunali, con altrettanto evidente carenza di ogni loro colpa, nel caso di annullamento degli atti per tale vizio, tale da potersi qualificare "grave".

Secondo costante giurisprudenza, vanno individuate precise responsabilità nel comportamento degli amministratori, sindaco ed assessore ai lavori pubblici, in carica nell'arco temporale in cui avrebbe dovuto essere definito il procedimento espropriativo.

In un ente di elevate dimensioni e con a disposizione un ufficio preposto esclusivamente alle procedure di esproprio, gli organi amministrativi si pongono su un piano di diligente tutela del patrimonio pubblico già con l'istituzione di un adeguato apparato tecnico, avendo con ciò, da un lato... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...interesse per il corretto e legittimo espletamento delle funzioni espropriative intestate al comune e, dall'altro, adempiuto all'obbligo di servizio che per tali enti si può ragionevolmente e concretamente configurare a loro carico, ossia assumere scelte programmatiche e gestionali finalizzate ad assicurare, con le necessarie risorse organiche e strumentali, la legittimità ma anche l'efficacia e l'economicità dell'azione amministrativa nel settore degli espropri.

Salvo specifica dimostrazione del contrario, non è possibile configurare per gli amministratori la "personalizzazione" della miriade di pratiche espropriative naturalmente trattate dalla struttura burocratica a ciò preposta, per cui non si vede come possa farsi discendere la responsabilità per danni dalla mera intestazione al sindaco della competenza in materia; l'esistenza dell'ufficio espropri è di per sé sufficiente a escludere qualsiasi responsabilità nei confronti del vertice amministrativo.

I danni derivanti da espropri illegittimi sono da ricondurre agli amministratori nella misura in cui si siano disinteressati dell'attività degli uffici, venendo meno ai doveri di impulso e di coordinamento dell'apparato burocrati... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
La condotta omissiva tenuta dal Sindaco ed Assessore ai Lavori Pubblici, comportante la mancata conclusione del procedimento, è connotata, oltre che dalla prevedibilità ed evitabilità dell'evento dannoso – in esito al giudizio civile intentato dai privati – anche da negligenza inescusabile, scriteriatezza ed assoluta approssimazione nella cura dell'interesse pubblico dell'ente locale, elementi questi che costituiscono sintomi del connotato gravemente colposo della condotta stessa.

Deve ravvisarsi la colpa grave degli Amministratori comunali, in primo luogo del Sindaco, che, con una condotta connotata da prolungata incuria, consistente nell'omissione degli atti di impulso procedimentale e degli atti ablatori di competenza, abbiano provocato l'inversione del titolo di occupazione di un fondo, da legittimo ad illegittimo, ed abbiano omesso di corrispondere un'indennità al proprietario inciso, determinando conseguentemente da parte di quest'ultimo un'azione di risarcimento del danno.

Non sussiste colpa grave rilevante ai fini della responsabilità erariale degli amministratori locali, qualora la mancata conclusione del procedimento sia dipeso dalla mancata corresponsione dell'indennità a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rio inciso, la cui determinazione risulti di competenza della Giunta Regionale.

In forza della normativa che ha imposto la separazione tra politica ed amministrazione (art. 51 della L. 142/90 e d. lgs 29/93), la responsabilità amministrativa degli organi politici in relazione ad atti rientranti nella competenza propria degli uffici tecnici o amministrativi può venire in rilievo esclusivamente in ipotesi di condotte commissive tenute in mala fede (escludendosi, quindi, il rilievo di quello omissive – art. 1, 1-ter, legge 14 gennaio 1994, n. 20); non sussiste pertanto l'elemento della colpa grave rilevante ai fini della responsabilità di sindaci ed assessori, in ipotesi di danno conseguente ad omessa conclusione della procedura espropriativa.

E' connotata da colpa grave la condotta di chi, prima in veste di assessore ai lavori pubblici e quindi in quella di Sindaco abbia omesso l'adozione degli atti necessari alla conclusione del procedimento.

E' ravvisabile colpa grave degli Amministratori comunali, che, omettendo l'adozione degli atti di impulso procedimentale e degli atti ablatori di competenza, abbiano provocato l'inversione del titolo di occupazione di un fondo, da legittimo ad illegittimo, ed abb... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di corrispondere un'indennità al proprietario inciso, determinando conseguentemente da parte di quest'ultimo un'azione di risarcimento del danno.

La previsione dell'esimente espressamente consacrata all'art. 1, comma 1-ter, della L. n. 20/1994, è ispirata al principio della ricerca di un ponderato punto di equilibrio tra le contrapposte esigenze, da un lato, di perseguire le più rilevanti condotte dannose e, dall'altro lato, di sollevare i pubblici amministratori dal timore c.d. "della firma" o "della "delibera", che rischierebbe di condurre alla paralisi o comunque ad un indesiderabile vischiosità dell'agire amministrativo.

Appartiene alla giunta la "scelta politica" di approvare il progetto esecutivo dell'opera, mentre deve essere l'ufficio tecnico, che ha fornito parere positivo di regolarità tecnica, a curare i profili di sua competenza, quali l'apposizione del termine finale alla dichiarazione di pubblica utilità. E' da ritenersi pertanto applicabile nei confronti degli amministratori che hanno approvato suddetto atto (poi annullato) la c.d scriminante politica di cui all'art. 1 comma 1 ter della legge 14.1.1994 n. 20 come sostituito dall'art. 3 della legge n. 20.12.1996 n. 639.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i amminstratori rispondono solo per le implicazioni politiche del loro operato.

Agli amministratori, posti al vertice di un organo o ente, possono essere contestate carenze e irregolarità del modulo organizzativo che li riguarda, quando risulti che gli stessi non abbiano assunto le opportune iniziative finalizzate al regolare funzionamento dell'ente cui sono preposti.

Gli amministratori rispondono pur sempre per culpa in vigilando.

La responsabilità dell'assessore non esclude quella del sindaco.

Rispondono il Sindaco e l'Assessore delegato, non l'intera Giunta.

Rispondono gli amministratori per le procedure ante 2000.

Rispondono gli amministratori per le procedure espropriative espletate prima della separazione tra funzione amministrativa e di indirizzo politico.

Sindaci ed Assessori rispondono per culpa in vigilando.



 
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