Carrello
Carrello vuoto



Esproprio fallito: responsabilità per danno all'immagine


Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2018
pagine: 2922 in formato A4, equivalenti a 4967 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


Il danno all'immagine consiste per le P.A. nella lesione del diritto alla propria identità personale, al proprio buon nome, alla propria reputazione e credibilità, in sé considerate, tutelato dall’art. 97 Cost..

Il danno all'immagine si concretizza ogniqualvolta un soggetto, legato da un rapporto di servizio con la Pubblica Amministrazione, ponga in essere un comportamento criminoso e sfrutti la posizione ricoperta per il soddisfacimento di scopi personali utilitaristici e non per il raggiungimento di interessi pubblici generali, così minando la fiducia dei cittadini nella correttezza dell’azione amministrativa, con ricadute negative sull’organizzazione amministrativa e sulla gestione dei servizi in favore della collettività.

La violazione del diritto all’immagine della P.A. è economicamente valutabile, concretizzandosi in un onere finanziario che si ripercuote sull’intera collettività.

La quantificazione della lesione del danno all'immagina va compiuta in via equitativa ai sensi dell'art. 1226 c.c., i cui paremetri devono essere forniti dall’attore pubblico, anche con il concorso dei fatti notori, di cui all’art. 115, co. 2, c.p.c., e delle presunzioni, di cu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... 2727 e ss. c.c.. L'esercizio di tale potere, tuttavia, è subordinato, però, alla condizione che sia obiettivamente impossibile, o particolarmente difficile, per la parte interessata e, quindi, per il Pubblico Ministero contabile, provare il danno nel suo preciso ammontare.

Per la quantificazione del danno all'immagine è possibile fare riferimento alle spese direttamente sostenute e/o a quelle eventuali da sostenere per il ripristino dell’immagine pubblica lesa e a tutte le ulteriori conseguenze che secondo l’id quod plerumque accidit possono derivare in futuro dalla condotta illecita.

L'art. 1 d.l. 103/2009 conv. in legge 141/2009 che ha modificato l'art. 17, co. 30-ter, d.l. 78/2009 conv. in legge 102/2009 ha consacrato la figura di danno all’immagine subito da un’amministrazione pubblica, ma ne ha ristretto l'operatività dello stesso ai soli casi in cui i pubblici dipendenti siano stati condannati, con sentenza irrevocabile, per i delitti contro la pubblica amministrazione previsti nel capo I del titolo II del libro II del codice penale.

Il danno all’immagine può essere connesso solo a gravi condotte integranti gli estremi dell’illecito penale, poste in essere dai dipendent... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di cui si sia avuta eco nell’ambito della comunità organizzata, tanto da minare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni, con effetti distorsivi sull’organizzazione amministrativa e conseguenti costi aggiuntivi da quantificare in via equitativa ai sensi degli artt. 1226 e 2056 c.c..

Sono parametri per la quantificazione del danno all'immagine: a) la qualifica posseduta dal convenuto al momento del commesso illecito; b) la reiterata condotta criminosa; c) il notevole disvalore sociale connesso alla gravità del reato unitamente all’entità della pena inflitta; d) la diffusione della notitia criminis.

La risarcibilità del danno all’immagine rappresenta ormai un approdo univoco sia della magistratura contabile sia della stessa Corte di Cassazione, anche nella più recente giurisprudenza di quest’ultima.

Rientra nella giurisdizione della Corte dei conti anche l'azione di responsabilità per il danno arrecato da pubblici dipendenti (o da soggetti comunque inseriti nell'apparato organizzativo di una pubblica amministrazione) all'immagine dell'ente, trattandosi di danno che, anche se non comporta una diminuzione patrimoniale diretta, è tuttavia suscettibile di valutazione patrimoni... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...il profilo della spesa necessaria al ripristino del bene giuridico leso.

Il “danno all'immagine” è un danno pubblico in quanto lesione del buon andamento della P. A. che perde, con la condotta illecita dei suoi dipendenti (in senso ampio), credibilità ed affidabilità all'esterno, ed ingenera la convinzione che i comportamenti patologici posti in essere dai propri lavoratori siano un connotato usuale dell'azione dell'Amministrazione.

La riscossione di una tangente da parte di un amministratore quale corrispettivo per il rilascio di una concessione edilizia è fatto idoneo ad integrare una fattispecie di danno all'immagine della P.A..

Nell'ambito del “rispetto dell'immagine” della P. A. e nell'interesse costituzionalmente garantito dall'art. 97, comma 2°, è necessario che le competenze siano individuate e rispettate; le funzioni assegnate vengano esercitate e le responsabilità proprie dei funzionari vengano attivate: ne consegue che ogni azione del pubblico dipendente che leda tali interessi si traduce in un'alterazione dell'identità della pubblica amministrazione e, più ancora, nell'apparire di una sua immagine negativa in quanto struttura organizzata confusamente, gestit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a inefficiente, non responsabile né responsabilizzata.

La violazione del diritto all'immagine, inteso come diritto al conseguimento, al mantenimento ed al riconoscimento della propria identità come persona giuridica pubblica, è economicamente valutabile.

Il danno all'immagine si risolve in un onere finanziario che si ripercuote sull'intera collettività, dando luogo ad una carente utilizzazione delle risorse pubbliche ed a costi aggiuntivi per correggere gli effetti distorsivi che, nell'organizzazione della pubblica amministrazione, si riflettono in termini di minor credibilità e prestigio e di diminuzione di potenzialità operativa.

Le lesioni all’immagine della P.A. derivano solo dalla violazioni di doveri di servizio, ben potendo ipotizzarsi in astratto forme di lesioni che provengano anche da estranei alla P.A stessa, e quindi in regime di responsabilità extracontrattuale; ma ipotesi del genere non riguardano quella consistente parte delle lesioni che proviene da personale proprio dell’Amministrazione e che comunque, ai fini della giurisdizione, impegnano la Corte dei conti.

Il collegamento funzionale dei fondamentali principi costituzionali di legalità, buon andamento e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ità (ex art. 97 cost.) all’immagine pubblica e la grande rilevanza sociale di tale bene-valore, offrono il senso concreto dell’attuale collocazione giurisprudenziale del danno all'immagine nell’ambito del “danno esistenziale”.

Rientra nella giurisdizione della Corte dei conti anche l’azione di responsabilità per il danno arrecato da pubblici dipendenti (o da soggetti comunque inseriti nell’apparato organizzativo di una pubblica amministrazione) all’immagine dell’ente, trattandosi di danno che, anche se non comporta una diminuzione patrimoniale diretta, è tuttavia suscettibile di valutazione patrimoniale, sotto il profilo della spesa necessaria al ripristino del bene giuridico leso.

Il danno all'immagine è quello conseguente alla perdita di prestigio ed al grave detrimento dell’immagine e della personalità pubblica ed è risarcibile anche in assenza dell’accertamento di reato, sempre che risultino accertate condotte gravemente trasgressive dei più elementari doveri di fedeltà di ogni pubblico agente.

Il danno all'immagine va di regola liquidato in via equitativa, facendo riferimento a presunzioni, nozioni di comune esperienza, a criter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., soggetti o sociali, come il rilievo e la delicatezza dell’attività svolta dall’amministrazione pubblica, la posizione le negative ricadute socioeconomiche (il non poter più fare) sui componenti dell’amministrazione o sui soggetti da essa amministrati come quelle derivanti dalla presenza di sistema concussivo idoneo a scoraggiare l’attività imprenditoriale, la diffusione, la gravità e la ripetitività dei fenomeni di malamministrazione, la significativa rilevante compromissione dell’efficienza dell’apparato, la necessità di onerosi interventi correttivi, la negativa impressione suscitata dal fatto lesivo nell’opinione pubblica per effetto del clamor fori e/o della risonanza data dai mezzi di informazione di massa.

Secondo la consolidata giurisprudenza della Corte dei Conti, il danno all'immagine costituisce un'ipotesi di danno esistenziale, da collocare nell’ambito dei danni non patrimoniali come danno-evento e non come danno–conseguenza; tale indirizzo non risulta smentito da Cass., SS. UU., 26972/2008, atteso che l’espressione danno esistenziale risponde ad esigenze puramente descrittive.

L’inadempimento degli obblighi di servizio che comporti la violazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cipi costituzionali di legalità, imparzialità e buon andamento della P.A. può ben implicare una lesione di interessi non patrimoniali costituzionalmente rilevanti della persona giuridica pubblica, che si sostanzia nella perdita di immagine pubblica, della dignità e del prestigio che deriva dal comportamento gravemente illecito del soggetto legato alla P.A. dal rapporto di servizio.

La lesione all'immagine della P.A. deve considerarsi tanto più grave quando si accerti che sia conseguenza di comportamenti che, al di là dei loro risvolti penali, siano stati contraddistinti da volontaria pretermissione dell’interesse pubblico primario sotteso all’opera appaltata, tenuti talvolta con pervicacia e arroganza, ma comunque sempre con sostanziale disprezzo dell’opinione pubblica, all'insegna non della trasparenza dell'azione amministrativa, ma dell'opacità spinta sino al mendacio.



 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI