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La natura dei termini della dichiarazione di pubblica utilità


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titolo:DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
anno:2018
pagine: 1876 in formato A4, equivalenti a 3189 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> NATURA

La natura dei termini (perentori, ordinatori e/o accelleratori), dipende, oltre che dalla loro intrinseca funzione, anche dalla volontà del legislatore e non può essere rimessa all'interpretazione delle parti, tanto più quando non si sia in presenza di un atto negoziale, ma di un provvedimento unilaterale dell'amministrazione (nel caso di specie) dichiarativo della pubblica utilità.

Per giurisprudenza unanime i termini per l'inizio dei lavori e delle espropriazioni hanno natura ordinatoria e sollecitatoria. Per quanto riguarda invece i termini finali per il completamento dei lavori e delle espropriazioni, una parte della giurisprudenza propende per considerare perentorio, con riguardo alla data del decreto di esproprio, il solo termine di fine lavori, mentre un'altra parte della giurisprudenza propende per considerare perentori entrambi i termini.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> NATURA --> INIZIALI ORDINATORI FINALI PERENTORI

Mentre i termini iniziali per le espropriazioni e per l'inizio dei connessi lavori sono di natura ordinatoria e/o acceleratoria, per cui la lor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e non comporta l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità, il termine del compimento delle procedure espropriative, in attuazione dell'art. 42, comma 3, Cost., ha lo scopo di evitare che i beni di proprietà privata rimangano soggetti alla possibilità di essere espropriati per un tempo indeterminato e devono quindi ritenersi di natura perentoria.

Sulla natura perentoria e non ordinatoria del termine quinquennale entro cui adottare l'atto conclusivo del procedimento ablativo, non pare sussistano dubbi, in ossequio ad un più che ormai consolidato orientamento giurisprudenziale, in base al quale al termine finale va riconosciuto, a differenza del termine iniziale, natura perentoria e tanto con riferimento anche al regime giuridico descritto sul punto dall'art.13 della legge n.2359 del 1865, norma sostanzialmente riprodotta nell'omologo art.13 del D.P.R. n.327/2001.

Non si può ritenere che il termine indicato per il compimento della procedura espropriativa abbia natura meramente ordinatoria: l'orientamento della giurisprudenza è infatti consolidato nel senso che, a differenza del termine iniziale (di natura, questo sì, acceleratoria), il termine finale della procedura ablatoria (e dei lavori) as... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...notato della perentorietà.

Essenziale è il rispetto dei termini di completamento dell'opera mentre l'inosservanza dei due termini iniziali (relativi all'espropriazione ed ai lavori), ai quali si è riconosciuta natura ordinatoria, non comporta la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità.

Al termine finale quinquennale entro cui concludere il procedimento ablativo va riconosciuto, a differenza del termine iniziale, natura perentoria e tanto anche con riferimento al regime giuridico descritto sul punto dall'art.13 della legge n.2359 del 1865, norma sostanzialmente riprodotta nell'omologo art.13 del DPR n.327/2001.

A differenza dei termini iniziali, per loro natura dilatori e acceleratori, i termini finali assumono il connotato della perentorietà.

A differenza dei termini iniziali, per loro natura dilatori e acceleratori, i termini finali delle procedure ablatorie e dei lavori assumono il connotato della perentorietà.

I termini ex art. 13, l. 25 giugno 1865 n. 2359 hanno natura acceleratoria, con riferimento a quelli iniziali, e perentori, con riferimento a quelli finali, con la conseguenza che l'atto conclusivo del procedimento deve essere posto in essere da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...razione procedente entro il termine finale indicato nella dichiarazione di pubblica utilità, in modo tale da concretarsi come conclusione cronologicamente definita e certa della sequenza.

I termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/865 hanno natura acceleratoria con riferimento a quelli iniziali e natura perentoria con riferimento a quelli finali.

A differenza dei termini iniziali, per loro natura dilatori e acceleratori - i termini finali delle procedure ablatorie e dei lavori assumono il connotato della perentorietà.

La natura dei termini ex art. 13 legge n. 2359/1865 (applicabile ratione temporis), che governano la scansione temporale del procedimento espropriativo, è stata ritenuta dalla giurisprudenza amministrativa come acceleratoria, con riferimento a quelli iniziali, e perentoria, con riferimento a quelli finali.

La fissazione del termine iniziale dei lavori ha carattere meramente sollecitatorio; solo l'indicazione del termine finale ha carattere di perentorietà, rappresentando il limite finale di validità della dichiarazione di pubblica utilità.

Secondo consolidata giurisprudenza, ha carattere perentorio unicamente il termine finale previsto per il completame... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...spropriazioni, con la conseguenza che il mancato rispetto del termine iniziale non comporta l'invalidità delle operazioni espropriative intraprese.

L'esercizio della potestà ablatoria può avvenire solo entro i confini certi dei termini, in specie finali, che corredano la dichiarazione di pubblica utilità, così da escludersi che il proprietario possa rimanere assoggettato a tale potere pubblico a tempo indeterminato; da ciò deriva, a fronte della natura meramente ordinatoria dei termini iniziali delle espropriazioni e dei lavori, quella perentoria dei corrispondenti termini finali.

La giurisprudenza amministrativa ha più volte precisato che i termini ex art. 13 L. n. 2359/1865 hanno la natura di termini acceleratori, con riferimento a quelli iniziali, e perentori, con riferimento a quelli finali. Ne consegue che l'atto conclusivo del procedimento deve essere posto in essere dall'amministrazione procedente entro il termine perentorio indicato nella dichiarazione di pubblica utilità.

I termini che governano la scansione temporale del procedimento espropriativo hanno natura acceleratoria, con riferimento a quelli iniziali, e perentoria con riferimento a quelli finali; ciò sign... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ue, che l'atto conclusivo del procedimento dev'essere posto in essere dall'amministrazione procedente entro il termine perentorio indicato nella dichiarazione di pubblica utilità, in modo tale da concretarsi come conclusione cronologicamente definita e certa della sequenza procedimentale.

I termini iniziali per le espropriazione e/o per i lavori sono di natura ordinatoria e acceleratoria, per cui la loro violazione non comporta l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità; sono infatti da ritenersi essenziali ai fini di tutela delle posizioni soggettive dei privati solo i termini finali di completamento delle opere e delle procedure espropriative.

Ai termini iniziali di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865 deve essere riconosciuta natura acceleratoria, mentre a quelli finali perentoria.

Secondo la giurisprudenza consolidata i termini stabiliti per l'inizio dei lavori e delle espropriazioni hanno natura ordinatoria ed acceleratoria e il loro decorso non produce la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità, che consegue semmai solo alla scadenza del termine finale di completamento dei lavori stessi.

Solo i termini finali di cui all'articolo 13 della legge 2359/1865 sono perentori.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...LICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> NATURA --> INIZIALI SOLLECITATORI

Il termine "iniziale" di esproprio ha carattere ordinatorio.

In base ad un pacifico e condivisibile orientamento i termini iniziali per le espropriazione e/o per i lavori ex art. 13 L. n. 2359/1865, sono di natura ordinatoria e/o acceleratoria.

E' da escludersi che l'inosservanza dei due termini iniziali (dei lavori e delle espropriazioni), ai quali si è riconosciuta natura ordinatoria, possa comportare la decadenza della dichiarazione di PU.

Secondo l'orientamento consolidato della giurisprudenza amministrativa, i termini fissati per l'inizio delle espropriazioni e dei lavori, in base all'art. 13 l. 25 giugno 1865 n. 2359, hanno natura meramente esortativa e acceleratoria e quindi il loro decorso non fa venire meno l'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità delle opere.

L'inutile decorso dei termini iniziali per il compimento delle espropriazioni e dei lavori, per il loro ritenuto carattere meramente ordinatorio ed acceleratorio, non provoca l'invalidità della procedura espropriativa, né fa cessare l'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... La mancata prefissione di termini meramente ordinatori, quali sono sicuramente quelli iniziali, non rileva neppure ai fini della legittimità della dichiarazione di pubblica utilità.

I termini iniziali per le espropriazioni e/o per i lavori sono di natura ordinatoria e/o acceleratoria, per cui la loro violazione non comporta l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità.

I termini iniziali dei lavori e delle espropriazioni hanno mera natura sollecitatoria, e il loro mancato rispetto non è viziante.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> NATURA --> PERENTORI ENTRAMBI I FINALI

Il principio secondo cui l'inefficacia di cui all'art. 13, comma 3 L. n. 2359/1865, consegue non già soltanto all'inutile decorso del termine fissato per il compimento delle operazioni di esproprio (che è interno al segmento temporale compreso tra il provvedimento contenente la dichiarazione di p.u. e quello finale di compimento dell'opera), sebbene alla scadenza anche dell'altro termine (esterno e finale) fissato per il compimento dell'opera, non significa che sia sufficiente il materiale compimento dell'opera e che il decreto di esproprio possa essere emesso ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... l'amministrazione voglia, ma significa soltanto che "fino a quando questo termine non sia spirato ben può l'amministrazione espropriante emanare un legittimo decreto ablativo".

L'eventuale compimento dell'opera pubblica nel termine a tal fine stabilito, non esclude la caducazione del potere di completare il procedimento espropriativo, caducazione che deriva dal definitivo superamento dell'altro termine (per l'emanazione del provvedimento conclusivo) essenziale e definitivo.

Per inverarsi la decadenza e/o l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità recata dal provvedimento di approvazione del progetto definitivo di opera pubblica, è necessario che siano trascorsi tutti i quattro termini previsti dall'art.13 della legge n. 2359/1865, ivi compreso, quindi quello della procedura espropriativa, non essendo sufficiente che sia trascorso quello relativo al compimento dei lavori.

L'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità consegue non soltanto all'inutile decorso del termine fissato per il compimento delle operazioni di esproprio, ma alla scadenza anche dell'altro termine fissato per il compimento dell'opera con la conseguenza che, fino a quando questo non sia spirato, l'Amministraz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riante può legittimamente emanare il decreto ablativo.

L'inefficacia di cui all'art. 13, comma 3, L. n. 2359/1865 consegue non già soltanto all'inutile decorso del termine fissato per il compimento delle operazioni di esproprio, ma alla scadenza anche dell'altro termine fissato per il compimento dell'opera sicché, sino a quando questo non sia spirato ben può l'Amministrazione espropriante emanare un legittimo decreto ablativo.

La dichiarazione di pubblica utilità diviene inefficace soltanto dopo la scadenza di entrambi i termini per il compimento dei lavori e delle espropriazioni.

L'inefficacia della dichiarazione di PU per scadenza dei termini di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 13, comma 3, consegue non già soltanto all'inutile decorso del termine fissato per il compimento delle operazioni di esproprio, ma anche alla scadenza dell'altro termine fissato per il compimento dell'opera.

Entrambi i termini di fine lavori e fine espropriazioni sono perentori.

Entrambi i termini di fine lavori e fine espropriazioni ex articolo 13 legge 2359/1865 sono perentori.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> NATURA --... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ORIO L'ULTIMO DEI DUE FINALI

I termini entro i quali devono cominciare e compiersi le espropriazioni ed i lavori, stabiliti dalla L. n. 2359 del 1865, art. 13, comma 1 non hanno eguale rilievo rispetto all'efficacia temporale della dichiarazione di pubblica utilità, in quanto l'inosservanza del termine per il compimento della procedura espropriativa non ne determina la decadenza, qualora non sia ancora perento il termine finale per il compimento.

La giurisprudenza formatasi in materia ritiene che la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità consegua alla scadenza del termine per l'esecuzione dei lavori; si tratta però di una giurisprudenza che si riferisce a fattispecie in cui il termine finale per il completamento del procedimento espropriativo è fissato in epoca anteriore alla scadenza del termine per l'esecuzione dei lavori; viceversa, nel caso in cui per il completamento dei lavori sia stato fissato un termine inferiore al termine finale per il completamento del procedimento espropriativo, appare corretto ritenere che la decadenza si sia verificata solo a seguito della scadenza del termine per il completamento del procedimento espropriativo.

L'inosservanza dei termini di inizio della proced... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iativa e dei lavori, ai quali è riconosciuta natura ordinatoria e acceleratoria, non comporta la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità, poiché l'inefficacia di cui all'art. 13, comma 3, della legge 25 giugno 1865, nr. 2359, consegue non già soltanto all'inutile decorso del termine fissato per il compimento delle operazioni di esproprio, ma alla scadenza anche dell'altro termine fissato per il compimento dell'opera, sicché fino a quando questo non sia spirato ben può l'amministrazione espropriante emanare un legittimo decreto ablativo.

Il fatto che il termine per il completamento dei lavori sia ordinariamente l'ultimo dei quattro previsti dal citato art. 13 L. n. 2359/1865 (e che pertanto finisca nel concreto per essere quello perentorio), non esclude comunque, che possa essere fissato, quale ultimo termine, quello relativo alla conclusione della procedura espropriativa e che pertanto in tal caso, l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità debba essere ancorata all'avvenuta scadenza di quest'ultimo.

E' pacifico, nella giurisprudenza formatasi sotto l'impero della normativa antecedente l'entrata in vigore del DPR n. 327/01, che la dichiarazione di pubblica utilità diviene... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... quando sono scaduti tutti i termini; legittimo pertanto il decreto di esproprio, ancorché emesso dopo la scadenza del termine per il completamento della procedura espropriativa, purché ancora pendente il termine per il compimento dei lavori.

Qualora la dichiarazione di pubblica utilità preveda due diverse scadenze per il compimento delle espropriazioni e dei lavori, l'inefficacia della dichiarazione medesima, con il consequenziale venir meno del potere ablatorio dell'amministrazione, è determinata solo dal decorso di entrambi gli indicati termini; ciò anche qualora quello per il compimento dei lavori, diversamente da quanto di regola accade, sia fissato anteriormente a quello per le espropriazioni.

Qualora la dichiarazione preveda due diverse scadenze per il compimento delle espropriazioni e dei lavori, non basta che sia scaduto il primo di essi per determinarne l'inefficacia; ciò in quanto l'art. 13 della L. n. 2359/1865 postula che il mancato rispetto dei termini prefissati nella dichiarazione di p.u. comporti la perdita del potere espropriativo solo qualora siano decorsi tutti e quattro, determinando ipso iure la decadenza della dichiarazione medesima.

Qualora la dichiarazione di pubblic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; preveda due diverse scadenze per il compimento delle espropriazioni e dei lavori, l'inefficacia della dichiarazione medesima, ai sensi della L. n. 2359 del 1865, art. 13, con il consequenziale venir meno del potere ablatorio dell'amministrazione, è determinata solo dal decorso di entrambi gli indicati termini, con la conseguenza che è efficace il decreto d'esproprio emesso in pendenza del termine per il compimento delle espropriazioni, nonostante sia scaduto quello per l'ultimazione dei lavori.

Con riferimento ai termini fissati ex art.13 legge n 2359/1865 in sede di approvazione del progetto di opera pubblica comportante dichiarazione di pubblica utilità, la inefficacia della pubblica utilità consegue solo alla scadenza dell'ultimo dei due termine finali qualora gli stessi non siano coincidenti.

Non può ritenersi che la scadenza del termine per l'esecuzione dei lavori, fissato in data antecedente a quello concernente il perfezionamento della procedura espropriativa, privi di efficacia la dichiarazione di pubblica utilità e renda, per ciò solo, illegittimo il decreto di esproprio.

Il tenore letterale dell'art. 13 L. n. 2359/1865 induce a ritenere che solo la scadenza dell'ultimo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i previsti dalla dichiarazione di pubblica utilità comporta l'inefficacia della stessa e la conseguente illegittimità dei successivi atti della procedura.

Quando il termine per l'esecuzione delle opere scade prima di quello fissato per il perfezionamento della procedura, il decreto di esproprio emesso nel termine a tal fine previsto dalla dichiarazione di pubblica utilità non può essere ritenuto illegittimo se è mancata la tempestiva ultimazione dell'opera.

Qualora la dichiarazione di pubblica utilità preveda due scadenze successive per l'espropriazione e per il compimento dei lavori, l'inefficacia della dichiarazione medesima, ai sensi dell'art. 13 ultimo comma della L. 25 giugno 1865 n. 2359, con il conseguenziale venir meno del potere ablatorio dell'amministrazione e dell'affievolimento della posizione soggettiva del privato, è determinata solo dal decorso dal secondo degli indicati termini, la cui pendenza, nonostante l'eventuale scadenza del primo, esprime la persistenza dell'interesse pubblico alla realizzazione dell'opera.

La perdita di effetti della dichiarazione di pubblica utilità deriva dalla scadenza dell'ultimo dei due termini finali, quale che sia la successione cro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... essi.

L'effetto decadenziale della PU deriva dalla scadenza di entrambi i termini finali di cui all'articolo 13 della legge 2359/1865.

Scaduti entrambi i termini finali per il compimento dei lavori e delle espropriazioni non può procedersi ad emettere il decreto di esproprio, anche se i lavori siano stati eseguiti entro i termini.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> NATURA --> PERENTORIO SOLO FINE ESPROPRI

Nell'interpretazione giurisprudenziale dell'art. 13 della Legge 25.6.1865, n. 2359, la mancata indicazione del termine entro il quale avrebbero dovuto iniziarsi i lavori e le espropriazioni, non infirmano la validità e l'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, a tale ultimo fine rilevando unicamente la mancata fissazione del termine finale entro il quale emettere il provvedimento di esproprio.

L'intervenuta scadenza e la mancata proroga del termine per il completamento dei lavori, non inficiano la legittimità del provvedimento acquisitivo adottato, trattandosi di un termine di natura ordinatoria con funzione meramente acceleratoria della procedura ablativa, onde la sua scadenza non comporta di per sé l'invalidit&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...procedura seguita.

L'intervenuta scadenza del termine per il completamento dei lavori non inficia la legittimità del provvedimento acquisitivo adottato entro i termini per il completamento della procedura espropriativa, trattandosi di un termine di natura ordinatoria con funzione meramente acceleratoria della procedura ablativa, onde la sua scadenza non comporta per sé l'invalidità della procedura seguita.

Solo il termine finale per il completamento del procedimento espropriativo deve ritenersi di natura perentoria, in quanto la fattispecie della mancata ultimazione dell'opera pubblica entro il termine prestabilito risulta appositamente disciplinata dall'ordinamento giuridico, il quale consente al proprietario di chiedere la pronuncia costitutiva della retrocessione del bene; a riprova di ciò, l'attuale art. 13, comma 3, DPR n. 327/2001 stabilisce espressamente che l'unico termine perentorio è quello per l'emanazione del decreto di esproprio.

L'unico termine perentorio è quello per l'emanazione del decreto di esproprio.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> NATURA --> PERENTORIO SOLO FINE LAVORI

E' stato rimarcato che il te... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ell'art. 13 della legge n. 2359 del 1865 deve essere interpretato nel senso che solo la scadenza del termine finale di compimento dell'opera determina la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità e, di conseguenza, la perdita del potere espropriativo, mentre agli altri termini (riguardanti l'inizio e la fine del procedimento espropriativo e l'inizio dei lavori), deve riconoscersi natura ordinatoria e acceleratoria, sicché la loro inosservanza non dà luogo a carenza di potere, deducibile innanzi al giudice ordinario, ma a vizi di legittimità del procedimento, che vanno fatti valere innanzi al giudice amministrativo.

Secondo l'indirizzo giurisprudenziale maturato soprattutto nell'ambito della giurisprudenza civile in applicazione dell'art. 13 della legge n. 2359 del 1865, è necessario fare riferimento alla scadenza del termine di ultimazione dei lavori per stabilire l'efficacia temporale della dichiarazione di pubblica utilità.

Ai fini di quanto stabilito dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 13, solo la scadenza del termine finale per il compimento dei lavori ha carattere perentorio, dovendo a tutti gli altri termini attribuirsi, invece, efficacia acceleratoria e ordinatoria.

E' solo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del secondo termine per il completamento dei lavori, avente carattere perentorio, a comportare il venir meno del potere espropriativo, mentre la scadenza del termine fissato per il compimento delle procedure espropriative, dà luogo ad un mero vizio di legittimità del procedimento ablatorio, da farsi valere mediante l'impugnazione del decreto di esproprio dinanzi al Giudice amministrativo.

Collocandosi il termine per il compimento delle espropriazioni all'interno del segmento temporale compreso tra la dichiarazione di pubblica utilità ed il termine per l'ultimazione dei lavori, è solo alla scadenza di quest'ultimo termine che può ricollegarsi il perfezionamento della fattispecie prevista dall'art. 13, comma 3, L. n. 2359/1865 mentre agli altri tre termini deve riconoscersi una natura meramente acceleratoria, con la conseguenza che alla loro scadenza non può ricollegarsi l'inefficacia della dichiarazione stessa.

I termini di inizio dell'espropriazione e dei lavori hanno natura ed effetti diversi rispetto ai termini di conclusione, poiché solo la scadenza del termine finale per la realizzazione dell'opera determina il venire meno del potere espropriativo.

I termini previsti dall'art. 13, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... n. 2359/1865 non hanno gli stessi effetti rispetto alla efficacia temporale della dichiarazione di pubblica utilità, giacché solo la scadenza del termine finale per la realizzazione dell'opera determina il venire meno del potere espropriativo, laddove gli altri termini hanno solo natura ordinatoria e il loro mancato rispetto non comporta l'invalidità della procedura espropriativa né fa cessare l'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.

L'inosservanza del termine per il compimento della procedura espropriativa non determina la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità, con conseguente illegittimità del decreto di esproprio emesso dopo la sua scadenza, qualora sia ancora pendente il termine finale per il completamento delle opere.

I termini entro i quali devono cominciare e compiersi le espropriazioni ed i lavori previsti dalla L. n. 2359 del 1865, art. 13, non hanno uguale rilievo rispetto all'efficacia temporale della dichiarazione di pubblica utilità in quanto l'inosservanza del termine per il compimento della procedura espropriativa non ne determina la decadenza, con la conseguenza che il decreto di esproprio emesso dopo la sua scadenza è legittimo qualora non sia an... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o il termine finale per il compimento dell'opera.

Solo la scadenza del termine finale di compimento dell'opera determina la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità e, di conseguenza, la perdita del potere espropriativo, mentre agli altri termini (riguardanti l'inizio e la fine del procedimento espropriativo e l'inizio dei lavori) deve riconoscersi natura ordinatoria e acceleratoria.

L'inefficacia della dichiarazione di P.U. consegue non già soltanto all'inutile decorso del termine fissato per il compimento delle operazioni di esproprio, bensì alla scadenza anche dell'altro termine fissato per il compimento dell'opera; sicché fino a quando questo non sia spirato ben può l'amministrazione espropriante emanare un legittimo decreto ablativo.

I termini entro i quali devono cominciare e compiersi le espropriazioni ed i lavori, stabiliti dall'art. 13 L. l. n. 2359 del 1865, non hanno eguale rilievo rispetto all'efficacia temporale della dichiarazione di pubblica utilità; l'inosservanza del termine per il compimento della procedura espropriativa non ne determina la decadenza e, conseguentemente, il decreto di esproprio emesso successivamente alla sua scadenza è legittimo, qualora non ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...perento il termine finale per il compimento dell'opera.

Ai fini di quanto stabilito dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 13 solo la scadenza del termine finale per il compimento dei lavori ha carattere perentorio, dovendo a tutti gli altri termini attribuirsi, invece, efficacia ordinatoria; tuttavia dall'efficacia ordinatoria e non perentoria di suddetti termini non può discendere che gli stessi devono ritenersi come non apposti per cui, terminata nei termini assegnati l'opera pubblica, il decreto di esproprio possa intervenire in qualsiasi momento.

L'orientamento costante della Cassazione, secondo cui solo la scadenza dell'ultimo termine, e cioè quello fissato per l'ultimazione dei lavori, comporta l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità, ha un ambito di operatività limitato alle sole ipotesi di dichiarazione esplicita di pubblica utilità; nell'ipotesi di dichiarazione implicita assume infatti rilevanza anche il termine triennale di inizio lavori.

Nel caso di realizzazione di un'opera pubblica, l'indicazione del termine iniziale dei lavori, secondo quanto previsto dall'articolo 13 L. n. 2359/1865, ha una funzione meramente sollecitatoria; soltanto l'indicazione del termine finale... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., un carattere di perentorietà, e rappresenta il limite finale di validità della dichiarazione di pubblica utilità.

Solo la scadenza del termine finale per la realizzazione dell'opera determina il venire meno del potere espropriativo. Hanno viceversa natura ordinatoria tutti gli altri termini.

L'art. 13, comma 1, della L. n. 2359/1865 dispone che nel provvedimento dichiarativo di p.u. dell'opera devono essere fissati 4 termini (e cioè quelli di inizio e di compimento della espropriazione e dei lavori) e stabilisce, nel comma 3 che "trascorsi i termini, la dichiarazione di pubblica utilità diventa inefficace". Secondo il prevalente indirizzo della giurisprudenza, solo la scadenza del termine finale per il compimento dei lavori ha carattere perentorio, dovendosi a tutti gli altri termini attribuirsi efficacia invece ordinatoria.

L'indicazione del termine iniziale dei lavori ha una funzione meramente sollecitatoria, mentre soltanto l'indicazione del termine finale ha un carattere di perentorietà, rappresentando il limite finale di validità della dichiarazione di pubblica utilità.

L'inosservanza del termine per il compimento della procedura espropriativa non ne deter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...adenza

Solo il termine per il compimento dei lavori ha carattere perentorio e funzione essenziale di garanzia del soggetto espropriando.

Il mancato rispetto del termine finale per il completamento dei lavori rende inefficace la dichiarazione di p.u., e il decreto di esproprio, successivamente intervenuto, risulta illegittimamente emesso, anche se tempestivo rispetto al termine finale delle espropriazioni, essendo perentorio il solo termine finale dei lavori.

Se i lavori vengono ultimati oltre il termine stabilito dall'amministrazione nella dichiarazione di pubblica utilità, il decreto di occupazione d'urgenza deve ritenersi emanato in carenza del potere espropriativo, venuto appunto meno con l'inefficacia della dichiarazione stessa.

Solo la scadenza del termine finale per il compimento dei lavori ha carattere perentorio, dovendosi a tutti gli altri termini attribuirsi efficacia invece ordinatoria.

Solo la scadenza del termine finale per la realizzazione dell'opera determina il venir meno del potere espropriativo, laddove gli altri termini hanno esclusivamente natura ordinatoria.

L'emanazione del decreto di esproprio in prossimità della scadenza del termine di fine lavori, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a impossibile il rispetto dello stesso per la successiva realizzazione dei lavori, non rende il decreto illegittimo per sviamento di potere, ma può semmai configurare il diritto alla retrocessione in capo ai proprietari; l'ente dal canto suo può poi sempre riapprovare il progetto.

In tema d'espropriazione per pubblica utilità, qualora sia scaduto il termine finale per il compimento dell'opera, la dichiarazione di pubblica utilità diventa inefficace, e un decreto di esproprio successivo può essere disapplicato dal giudice ordinario, anche se l'opera cui detta dichiarazione si riferisce sia stata tempestivamente eseguita.

Il decreto di esproprio è legittimo se emanato entro il termine finale dei lavori ex art. 13 L. 2359/1865, anche se sia già scaduto il termine finale delle espropriazioni, e anche se i lavori siano stati tempestivamente conclusi.

Solo la scadenza del termine finale per la realizzazione dell'opera previsto dall'articolo 13 L. 2359/1865 determina il venir meno del potere espropriativo, mentre gli altri termini previsti dalla norma (inizio e fine espropri e inizio lavori) hanno natura ordinatoria ed acceleratoria.

Solo la scadenza del termine finale per la re... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dell'opera determina il venir meno del potere espropriativo, laddove gli altri termini hanno natura ordinatoria.

Solo il termine per il compimento dell'opera è perentorio, e il suo mancato rispetto determina il venir meno della dichiarazione di pubblica utilità.

Solo la violazione del termino previsto per il completamento dei lavori comporta l'inefficacia della dichiarazione di p.u., sicché l'eventuale decreto di espropriazione successivamente pronunziato deve ritenere "inutiliter datum".

Solo il termine di fine lavori è perentorio

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> NATURA --> TUTTI PERENTORI

Il mancato rispetto dei termini fissati nel provvedimento dichiarativo di P.U. ex art. 13 L. 2359/1865 comporta la perdita del potere espropriativo, solo qualora gli stessi siano decorsi tutti e quattro e, quindi, anche il termine per l'esecuzione dei lavori che è l'ultimo nell'ordine indicato dalla norma.

tutti e quattro i termini sono perentori



 
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