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L'omissione dei termini nella dichiarazione di pubblica utilità


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titolo:DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
anno:2018
pagine: 1876 in formato A4, equivalenti a 3189 pagine in formato libro
formato: pdf  
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PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> OMISSIONE

A seguito dell'entrata in vigore del T.U. del 2001, che prevede che, in caso di mancata indicazione del termine entro il quale può essere emanato il decreto di esproprio, esso si intende fissato in cinque anni, non è più rilevante la mancata precisazione dei termini nella dichiarazione di pubblica utilità.

La mancata indicazione dei termini entro i quali debba esser compiuta l'espropriazione e debbano essere iniziati i lavori, in violazione della L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 13 non comporta carenza del potere espropriativo con riferimento alle opere previste dalla L. 3 gennaio 1978, n. 1, art. 1 in cui la dichiarazione di pubblica utilità è implicita nell'approvazione del progetto dell'opera pubblica, e la previsione ex lege del termine triennale per l'inizio dei lavori rende superflua la fissazione del termine di cui all'art. 13.

La mancata indicazione del termine entro il quale deve intervenire il decreto di esproprio non rappresenta un vizio insanabile dell'atto con cui è approvato il progetto definitivo, atteso quanto previsto dai commi 3 e 4 dell'art.13 del D.P. R. n. 327/01.

La m... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cazioni dei termini di inizio e fine lavori, non vizia la dichiarazione di pubblica utilità, dovendosi comunque rispettare il termine massimo quinquennale, per l'adozione del decreto di esproprio, di cui al comma 4 del D.P.R. 327/2001.

In tema di dichiarazione di pubblica utilità implicita nell'approvazione dei progetti di opere pubbliche, la L. n. 1/1978, art. 1 prevede solo un ulteriore termine di decadenza per il mancato inizio delle opere nel triennio successivo ma non stabilisce dei termini legali per l'inizio e il compimento delle espropriazioni e dei lavori, che - se non desumibili da altre disposizioni di leggi speciali - devono essere fissati dall'amministrazione procedente, a norma della L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 13, a pena d'invalidità ed inefficacia della dichiarazione.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> OMISSIONE --> ANNULLABILITÀ

L'omissione dei termini per l'inizio e l'ultimazione dei lavori comporta l'annullabilità e non la nullità della dichiarazione di pubblica utilità, non sussistendo una situazione di carenza di potere, con la conseguenza che l'atto deve essere impugnato nei termini.

La violazione dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... n. 2359/1865 costituisce un vizio di legittimità che deve essere fatto valere entro il termine decadenziale di impugnazione.

Non può configurarsi un'ipotesi di nullità della dichiarazione di pubblica utilità per il fatto di non avere indicato i termini di inizio e fine lavori e di inizio e conclusione delle espropriazioni in quanto, in tale ipotesi, non appare configurabile una fattispecie di carenza assoluta di potere amministrativo ablatorio, bensì una fattispecie di illegittimità.

La mancata indicazione dei termini per l'inizio ed il compimento delle espropriazioni e dei lavori nel provvedimento di approvazione del progetto e di dichiarazione della pubblica utilità, non determina l'estinzione del potere espropriativo, con la conseguenza che il soggetto interessato è tenuto ad impugnare i relativi provvedimenti nei termini decadenziali contemplati dall'ordinamento.

Ogni eventuale illegittima omissione dell'indicazione dei termini iniziali e finali dei lavori e delle espropriazioni ex art. 13 L. n. 2359/1865 nel contesto dell'atto deliberativo avente ex lege efficacia di provvedimento dichiarativo della pubblica utilità, così come ogni eventuale ipotesi di illegi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ga di ciascuno di detti termini, costituisce un vizio dell'atto stesso, da denunciarsi con ricorso proponibile esclusivamente nei termini decadenziali.

La giurisprudenza è pacificamente orientata nel senso che la fissazione dei termini per l'inizio ed il compimento dei lavori e delle procedure espropriative attiene ai presupposti di costituzionalità dell'espropriazione per pubblica utilità e deve essere indicata nell'atto iniziale, al quale la legge attribuisce l'effetto di dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle opere con la conseguenza dell'illegittimità della dichiarazione che ometta i suddetti termini.

Deve ritenersi annullabile, e non nullo per carenza di potere, l'atto dichiarativo della pubblica utilità mancante della fissazione dei termini previsti dall'art. 13 della legge 25 giugno 1865 n. 2359; tale principio è stato recepito dal legislatore con l'art. 21 septies della L. n. 241/1990.

La prevalente giurisprudenza amministrativa, in contrasto con la Cassazione, nega la figura della carenza di potere in concreto per la mancata fissazione dei termini nel provvedimento dichiarativo della pubblica utilità ed afferma che in tale caso l'att... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ivo della pubblica utilità è semplicemente illegittimo.

L'omissione e/o violazione dei termini ex art. 13 L n. 2359/1865 non determina la nullità ex art. 21 septies L. n. 241/90, ma la sola annullabilità della dichiarazione stessa, da impugnare nei termini decadenziali.

La mancanza dei prescritti termini di inizio e fine lavori ed espropriazioni può inficiare la legittimità dell'atto dichiarativo della pubblica utilità, se tempestivamente gravato secondo i termini decadenziali, ma non pregiudica l'esistenza stessa dell'atto sì da renderlo addirittura nullo o inesistente.

Illegittime la deliberazione di approvazione del progetto di opera pubbica (nel caso di specie collettore fognario) mancante dell'indicazione dei termini per il completamento dei lavori e delle espropriazioni, in violazione dell'art. 13 della legge n. 2359 del 1865.

E' illegittimo il provvedimento di approvazione del progetto comportante la dichiarazione di PU mancante della fissazione dei termini d'inizio e fine dei lavori e delle espropriazioni ex art. 13 L. n. 2359/1865.

La violazione del precetto di cui all'art. 13 della L. n. 2359/1865, che impone la fissazione dei termini dell'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one e dei lavori, integra gli estremi della violazione di legge in quanto vizio di legittimità dell'atto amministrativo.

Anche alla luce del disposto di cui all'art. 21 septies della L. n. 241/1990, l'omissione dei termini di inizio e fine dei lavori non determina la nullità ma soltanto l'annullabilità della dichiarazione di pubblica utilità, il che ne impone l'impugnazione, nei termini decadenziali di cui all'art. 21 della legge n. 1034/1971.

L'atto dichiarativo della pubblica utilità dell'opera, mancante della fissazione dei termini iniziali e finali per la procedura espropriativa e dei termini di inizio e ultimazione dei lavori previsti dall'art. 13 L. 25 giugno 1865 n. 2359, è atto autonomamente lesivo e va tempestivamente impugnato nel rispetto del termine di decadenza.

La mancata indicazione dei termini previsti dall'art. 13 della Legge n. 2359/1865, non comportando la nullità, ai sensi dell'art. 21 septies Legge n. 241 del 1990, costituisce, ove effettivamente esistente, un mero vizio di legittimità che deve essere fatto valere nei consueti termini decadenziali, in sede di impugnazione del provvedimento contenente la dichiarazione di pubblica utilità.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ullabile e non invece nullo, l'atto dichiarativo di pubblica utilità che sia privo dei termini di durata massima degli espropri e dei lavori di cui all'art. 13 della legge n. 2359 del 1865; ne consegue che l'atto va impugnato nei termini decadenziali, non potendosene invocare successivamente la disapplicazione dal giudice amministrativo

La dichiarazione di P.U. mancante dei termini di compimento dei lavori e della procedura espropriativa ex art. 13 L. 2359/1865, risulta viziata e deve essere annullata.

È annullabile, e non nullo per carenza di potere, con conseguente cognizione da parte del giudice amministrativo, l'atto dichiarativo della pubblica utilità mancante della fissazione dei termini ex art. 13 L n. 2359/1865. Tale principio pare essere stato recepito dall'art. 21 septies L. n. 241/1990 che introducendo nella categoria della nullità del provvedimento solo il difetto assoluto di attribuzione, il quale rievoca la c.d."carenza in astratto del potere", fa così implicitamente rientrare nell'area dell'annullabilità per violazione di legge la categoria della c.d. nullità per carenza di potere in concreto.

E' illegittima la dichiarazione di pubblica utilità priva... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cazione dei termini iniziali e finali delle espropriazioni e dei lavori di cui all'art. 13 r.d. 25 giugno 1865 n. 2359, trattandosi di elemento necessario alla sua validità evitabile unicamente se la funzione garantista sia egualmente svolta facendo ricorso ad altre disposizioni (ad esempio, in tema di piani per l'edilizia economica e popolare).

La dichiarazione di pubblica utilità che non rechi l'indicazione dei termini di cui all'art. 13 L. n. 2859 del 1865 non è nulla e/o inesistente ma semplicemente annullabile per violazione di legge.

E' annullabile, e non nullo per carenza di potere, l'atto dichiarativo della pubblica utilità mancante della fissazione dei termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865.

E' annullabile e non nullo l'atto dichiarativo della pubblica utilità, quando l'amministrazione eserciti il potere amministrativo senza fissare la durata massima del procedimento espropriativo, in violazione del medesimo art. 13.

L'omissione dei termini di cui all'articolo 13 della legge 2359/1865 nel provvedimento dichiarativo della PU è causa di annullabilità e non di nullità del provvedimento stesso.

La dichiarazione di PU priva dei termini ex ar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... legge 2359/1865 è atto annullabile e non nullo, che va impugnato nei termini decadenziali.

L'omissione dei termini di pubblica utilità, non determina la nullità ma l'annullabilità dell'atto

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> OMISSIONE --> CONSEGUENZE SULLA PROCEDURA

Anche in caso di sussistenza di dichiarazione di p.u., tuttavia mancante dei termini di cui agli art. 13 della L. n. 2359/865, si versa nell'ipotesi di "occupazione usurpativa". Infatti, sia nei procedimenti secondo la L. n. 2359-865 che in quelli di cui alla L. n. 865-1971, che nei procedimenti ex legge 1/1978, i termini previsti dall'art.13 per l'inizio e la fine dei lavori e delle espropriazioni, devono essere necessariamente indicati nell'atto che dichiara la p.u. o, al più, nell'atto di determinazione dell'indennità provvisoria ed a pena d'inesistenza della dichiarazione di P.U.

La dichiarazione di p.u. priva dei termini di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 13 è da decenni qualificata come provvedimento emesso dalla p.a. in carenza di potere, perciò inidoneo ad incidere sul diritto dominicale del privato, nonché a consentire la pronunci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssivo decreto di espropriazione comportandone l'invalidità derivata ed il potere dovere di disapplicazione d'ufficio da parte del giudice ordinario in conformità al disposto della L. n. 2248 del 1865, art. 5, All. E.

La previsione dei termini di inizio e di completamento dell'opera pubblica rende la dichiarazione di pubblica utilità idonea a sottoporre la proprietà privata alla procedura ablatoria, ragion per cui la loro carenza priva l'amministrazione del potere di disporre sia l'espropriazione dell'area occorrente per la realizzazione dell'opera che la sua occupazione d'urgenza.

La indicazione dei termini di inizio e fine dei lavori e delle espropriazioni, ai sensi dell'art. 13 l. n. 2359/1865 (applicabile ratione temporis), deve intendersi come obbligatoria (comportando l'omissione l'illegittimità degli atti del procedimento espropriativo) e deve avvenire con il primo atto con il quale si manifesta in concreto l'intenzione di esercitare i poteri espropriativi.

La mancata fissazione dei termini di cui all'art. 13 della L. n. 2359 del 1865, relativi all'inizio e conclusione dei lavori e delle espropriazioni, comporta l'annullabilità e non la nullità della dichiarazione di pubblica ut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...;; pertanto non determina carenza di potere rispetto ai successivi atti espropriativi.

Dalla mancata indicazione dei termini di efficacia della dichiarazione di p.u., consegue la mancanza di potere ablatorio in capo alla P.A.

L'omessa fissazione dei termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865, comporta la giuridica inesistenza della dichiarazione di p.u.; ciò determina una situazione di carenza di potere che incide (negativamente) sia sull'adozione dei decreti ablatori sia sull'irreversibile trasformazione dell'immobile che si verifichi successivamente.

La fissazione dei termini ex art. 13 L. n. 2359/1865 è necessaria per la giuridica esistenza e validità della dichiarazione di pubblica utilità, con la conseguenza che l'inutile decorso dei termini fissati comporta la cessazione della programmata destinazione del bene all'interesse generale e determina il venir meno del potere espropriativo sul bene stesso.

La dichiarazione di PU, nulla per mancanza dei termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865, è inidonea a far sorgere il potere espropriativo e ad affievolire il diritto soggettivo di proprietà sui beni espropriandi; determina una situazione di carenza di potere che incide ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nte) sia sul decreto di occupazione temporanea (nonché su quello di esproprio), sia sull'irreversibile trasformazione dell'immobile che si verifichi successivamente.

Ove la dichiarazione manchi o sia radicalmente nulla per la mancata apposizione dei termini di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 13, il diritto di proprietà risorge nella sua pienezza, ed all'amministrazione non è più consentito di continuare nel procedimento ablativo; ne consegue il diritto del proprietario di ottenere la restituzione dell'immobile.

La mancata indicazione nel provvedimento di approvazione del progetto, dei termini d'inizio e di completamento dell'opera, priva la relativa, pur implicita, dichiarazione di pubblica utilità, dell'idoneità di sottoporre la proprietà privata alla procedura ablatoria e rende l'Amministrazione carente del potere di disporre sia l'espropriazione dell'area occorrente per la realizzazione dell'opera stessa, che la sua occupazione d'urgenza.

La mancata apposizione, nella dichiarazione di pubblica utilità, dei termini previsti dall'art. 13 della L. n. 2359/1865, ne determina l'originaria invalidità che si traduce in giuridica inesistenza per carenza di un suo caratt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ale tipico della procedura espropriativa; ne consegue che la realizzazione dell'opera pubblica, comunque avvenuta in forza di occupazione d'urgenza, configura fattispecie di occupazione usurpativa.

L'assenza, nella dichiarazione di pubblica utilità, dei termini per l'inizio e la fine dei lavori e delle espropriazioni come richiesto dall'art. 13. L. n. 2359/1865, rende illegittimo fin dall'origine il comportamento della p.a. e configura la sussistenza di un illecito a carattere permanente.

L'omissione dell'indicazione, nell'atto che dà avvio alla procedura, dei termini di inizio e conclusione della procedura espropriativa, determina l'illegittimità degli atti del procedimento.

L'approvazione di un progetto per la costruzione di un'opera pubblica che non contenga la fissazione dei termini ex art. 13 L. n. 1865/2359, da fissarsi obbligatoriamente (nel caso di specie per effetto del disposto della L.R. Sicilia n. 35/1978), è inidoneo ad affievolire ad interesse legittimo il diritto di proprietà del privato; nel caso di intervenuta occupazione questi ha titolo a pretendere il risarcimento dei danni integrale non suscettibile di prescrizione quinquennale, trattandosi di occupazione illegittima posta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... in carenza del relativo potere ablatorio.

La L. n. 2359 del 1865, art. 13 stabilisce che nella dichiarazione di pubblica utilità siano inseriti i termini di inizio e completamento dei lavori e della procedura espropriativa, con la conseguenza che l'omessa fissazione di tali termini rende invalida la dichiarazione di pubblica utilità ed urgenza e quindi la stessa inidonea a degradare il diritto dei privati ad interesse legittimo.

I termini per il compimento dei lavori di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865 sono indispensabili per la giuridica esistenza e validità della dichiarazione di pubblica utilità; ne consegue che l'omessa previsione dei termini di inizio e fine dei lavori comporta la carenza del potere ablativo e determina l'illegittimità ab origine dell'intero procedimento di espropriazione ivi compresa l'occupazione di urgenza.

La mancata indicazione dei termini di inizio e di completamento dell'opera pubblica, priva la dichiarazione di pubblica utilità della sua idoneità a sottoporre la proprietà privata alla procedura ablatoria e rende l'amministrazione carente del potere di disporre sia l'espropriazione dell'area occorrente per la realizzazione dell'opera, che la sua occu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rgenza.

E' illegittima la deliberazione che stabilisce di ricorrere alla procedura espropriativa senza contestualmente fissare i termini di inizio e compimento dei lavori e della procedura stessa.

Ai sensi dell'art. 13 della legge n. 2359 del 1865 i termini entro i quali dovranno cominciarsi e compiersi le espropriazioni ed i lavori dovevano essere indicati nel provvedimento di approvazione del progetto che è il primo atto con cui si manifesta in concreto l'intenzione di esercitare il potere espropriativo. I vizi di tale delibera attinenti all'omissione dell'indicazione dei termini si trasmette, per invalidità derivata, agli atti successivi della procedura espropriativa.

L'infruttuoso decorso dei termini di cui all'art. 13 della Legge n. 2359 del 1865, fa cessare gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, rendendo pertanto illegittima l'occupazione dei beni e l'esproprio degli stessi.

La carenza dei termini di pubblica utilità è fonte di occupazione usurpativa, e non acquisitiva.

L'assenza dei termini obbligatori di pubblica utilità rende l'atto illegittimo ma non nullo o inesistente, e configura un'ipotesi di occupazione appropriativa e non... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., per la quale ultima competente a conoscere è il giudice ordinario.

L'annullamento della dichiarazione di pubblica utilità priva di termini determina la caducazione dei successivi atti del procedimento espropriativo.

Non essendo il decreto di espropriazione sostenuto da valida dichiarazione di p.u. per omissione dei termini finali nel primo atto della procedura, lo stesso va disapplicato con conseguente illegittima occupazione del fondo in quanto attuata "sine titulo".

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> OMISSIONE --> EMENDABILITÀ

La ratio dell'art. 13 L. n. 2359/1865, consistente nell'evitare che i diritti di proprietà restino esposti sine die all'esercizio del potere ablatorio, ha indotto ad escludere che la mancata fissazione dei termini possa costituire oggetto di convalida, sanatoria o integrazione ad opera di provvedimenti successivi, essendo necessario, per la certezza dei rapporti, che i predetti termini siano stabiliti fin dall'inizio della procedura, e potendosi quindi far fronte alla loro omissione soltanto mediante il riavvio della procedura, con l'approvazione di una nuova dichiarazione di pubblica utilità.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mette che possa ovviarsi all'assenza dei termini con un successivo provvedimento integrativo, a meno che esso intervenga prima di qualsiasi altro provvedimento avente come presupposto la dichiarazione di pubblica utilità.

Il primo atto della procedura - corrispondente nelle dichiarazioni di p.u. implicite al provvedimento di approvazione del progetto – deve contenere l'apposizione dei termini per il compimento delle espropriazioni e dei lavori di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 13: con il corollario che la loro mancata prefissione non ammette equipollenti, né sanatorie attraverso provvedimenti successivi, ma comporta pur essa la giuridica inesistenza della dichiarazione di p.u.

La ratio dell'art. 13 della L. n.2359/1865, consistente nell'evitare che i diritti di proprietà restino esposti sine die all'esercizio del potere ablatorio, ha indotto ad escludere che la mancata fissazione dei termini possa costituire oggetto di convalida, sanatoria o integrazione ad opera di provvedimenti successivi, essendo necessario, per la certezza dei rapporti, che i predetti termini siano stabiliti fin dall'inizio della procedura, e potendosi quindi far fronte alla loro omissione soltanto mediante il riavvio della procedura, con l'approv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...na nuova dichiarazione di pubblica utilità.

Non può escludersi la possibilità di un'integrazione della dichiarazione di pubblica utilità con l'indicazione dei termini L. n. 2359 del 1865, ex art. 13, dei quali la stessa sia originariamente priva. Invero, la possibilità di integrazione, con le forme previste per la dichiarazione di pubblica utilità, è insita nella possibilità di rinnovazione dell'atto invalido, fermo restando che la successiva integrazione non può avere efficacia retroattiva.

La dichiarazione di pubblica utilità priva dei termini per il compimento delle espropriazioni e dell'opera, in quanto giuridicamente inesistente e radicalmente nulla, non ha possibilità di convalida, sanatoria od integrazione ad opera di provvedimenti successivi.

La fissazione dei termini per l'esecuzione dei lavori ed il compimento delle espropriazioni ai sensi della L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 13 - necessaria per la giuridica esistenza e validità della dichiarazione di pubblica utilità, deve essere contenuta nel primo atto della procedura finalizzata sia all'esecuzione dei lavori che al compimento delle espropriazioni e, in mancanza, non può e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nuta in atto successivo con funzione integrativa.

Se i termini non sono indicati nell'atto di approvazione del progetto definitivo, non è legittima la fissazione nella successiva delibera di approvazione del progetto esecutivo, in quanto si tratterebbe di omissione che non sarebbe suscettibile di successiva integrazione, convalida o sanatoria a mezzo dell'emanazione di atti successivi.

La mancanza dell'indicazione dei termini per l'inizio ed il compimento dei lavori e delle espropriazioni, di cui all'art. 13 l. 25 giugno 1865 n. 2359, rende illegittimo l'atto dichiarativo della pubblica utilità, che deve essere conseguentemente annullato, senza che possa ritenersi sanabile il detto vizio dal successivo adempimento a tale onere con un atto successivo.

La mancata individuazione dei termini per la conclusione dei lavori e della procedura espropriativa determina l'illegittimità ab origine dell'occupazione d'urgenza e l'illiceità permanente dell'opera pubblica, di modo che il successivo atto contenente l'indicazione di detti termini non integra una sanatoria della dichiarazione di pubblica utilità in cui siano stati omessi. Il principio trova applicazione anche nel caso di dichiarazione di pubblica utilit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... lege.

L'assenza dell'indicazione per l'avvio ed il completamento dei lavori e delle procedure espropriative comporta l'invalidità e l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità, insuscettibile di essere sanata dall'intervenuta individuazione con successivo atto.

L'indicazione dei termini iniziali e finali delle procedure ablatorie e dei lavori deve essere contenuta nell'atto con cui è approvato il progetto di opera pubblica avente ex lege valore di dichiarazione di pubblica utilità dell'opera; deve escludersi che tale onere possa essere assolto mediante atti successivi - seppure in forma di convalida o sanatoria - inidonei ad eliminare l'intrinseca illegittimità del primo atto.

In coerenza con i principi generali sul procedimento amministrativo e con quelli specificamente desumibili dalla legge n. 2359 del 1865, ben si può ammettere che un atto del procedimento ablatorio possa essere seguito dalla sua sanatoria, prima della conclusione del procedimento. Legittima pertanto è l'integrazione del contenuto del provvedimento mancante dell'indicazione dei termini di inizio e compimento del procedimento espropriativo, disposta prima dell'emanazione del provvedimento di occupazione d'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... />
La funzione garantistica dell'indicazione dei termini di inizio e fine dei lavori e della procedura espropriativa non viene meno se i termini predetti vengono comunque fissati prima dell'inizio dell'attività espropriativa e dell'impossessamento delle aree occorrenti per iniziare i lavori.

L'omessa indicazione dei termini di inizio e di compimento dei lavori e delle espropriazioni, ai sensi dell'art. 13 L. n. 2359/1865, non può essere oggetto di successiva integrazione, ovvero di convalida o di sanatoria attraverso l'emanazione di atti successivi.

La nullità della dichiarazione di PU, conseguente all'omessa fissazione dei termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865, non è suscettibile di convalida, sanatoria o integrazione ad opera di provvedimenti successivi.

L'omissione dell'indicazione dei termini ex art. 13 L. n. 2359/1865, non può essere oggetto di successiva integrazione ovvero di convalida o di sanatoria attraverso l'emanazione di atti successivi.

L'indicazione dei termini di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 13, deve necessariamente avvenire nell'atto dichiarativo della pubblica utilità; il relativo onere non può essere assolto mediante atti successiv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...in forma di convalida e di sanatoria.

La mancata indicazione nell'atto comportante la dichiarazione di PU, dei termini iniziali e finali dei lavori e delle espropriazioni prescritta dall'art. 13 L. n. 2359/1865, non può essere sanata con indicazione degli stessi in atto successivo, quale l'approvazione del progetto esecutivo; viceversa è concepibile un' integrazione, purché ciò avvenga in quello che si ritiene il primo atto del procedimento, come nel caso di indicazione dei termini con emendamenti all'atto (peraltro non ancora efficace), in sede di chiarimenti forniti all'organo di controllo.

Anche nell'ipotesi di dichiarazione di pubblica utilità di un'opera conseguente ex lege all'approvazione del progetto (nel caso di specie ex art 1 L. n. 1/1978), l'obbligo di indicazione dei termini non può essere oggetto di successiva integrazione ovvero assolto mediante atti successivi, neppure in via di convalida o sanatoria.

La mancata indicazione dei termini per la conclusione dei lavori e della procedura espropriativa, di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865, determina l'illegittimità ab origine dell'intero procedimento, dovendosi escludere che vi possano essere successive indicazioni di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ni, ovvero atti di sanatoria della dichiarazione di pubblica utilità in cui essi siano stati omessi.

L'omissione dell'indicazione dei termini di compimento dei lavori e delle espropriazioni nel primo atto con cui l'amministrazione manifesta in concreto la sua intenzione di esercitare il potere ablatorio, non può essere oggetto di successiva integrazione ovvero di convalida o di sanatoria attraverso l'emanazione di atti successivi.

La mancata indicazione nell'atto di approvazione del progetto dei termini di cui all'art. 13 della l. n. 2359/1865, non può essere sanata con le indicazione contenute nel decreto di occupazione, in quanto atto successivo ed imputabile ad organo diverso

La impossibilità di sanare la nullità della dichiarazione di p.u. contenuta in un progetto per l'omessa indicazione dei termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865, non può essere elusa dall'espropriante attraverso l'espediente di "riapprovare" il progetto ai soli fini di integrarlo con la loro apposizione; la riapprovazione del progetto implica infatti la rinnovazione della procedura strumentale alla dichiarazione di pubblica utilità.

E' illegittima la delibera di approvazione di un ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... opera pubblica (viabilità) mancante della fissazione dei termini per l'esecuzione dei lavori e delle espropriazioni (di cui all'art. 13 della L. 2359/1865), non essendo tale adempimento integrabile in una fase successiva.

In ordine alla omessa indicazione dei termini iniziali e finali del procedimento espropriativo nel primo atto del procedimento, non è ipotizzabile né una sanatoria con efficacia "ex tunc" mediante convalida, né "ex nunc" mediante integrazione postuma dell'atto incompleto.

La mancata indicazione dei termini per i lavori e per l'espropriazione, nella dichiarazione tacita di pubblica utilità, determina l'illegittimità ab origine dell'occupazione d'urgenza e l'illiceità permanente dell'opera pubblica, e non è sanabile con provvedimento successivo.

Nella occupazione "usurpativa" resta irrilevante una nuova tacita dichiarazione di pubblica utilità connessa ad una nuova approvazione del progetto.

L'omessa fissazione dei termini di cui all'articolo 13 della legge 2359/1865 nell'approvazione del progetto definitivo equivalente a dichiarazione di pubblica utilità non è suscettibile di sanatoria "ex tunc" n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... convalida "ex nunc", mediante una postuma integrazione.

L'omessa indicazione dei termini nel provvedimento che statuisce o implica dichiarazione di pubblica utilità è un vizio non emendabile con integrazione postuma.

Si possono fissare in un secondo momento i termini di pubblica utilità in precedenza omessi, purché ciò avvenga prima di qualsiasi atto espropriativo. Diventa in sostanza una nuova dichiarazione di pubblica utilità con efficacia ex nunc.

E' possibile riapprovare il progetto, al quale non sia ancora stata data esecuzione, mettendo i termini di pubblica utilità prima omessi.

L'omissione dei termini di inizio lavori ed espropriazioni nell'approvazione del progetto definitivo è emendabile nel periodo immediatamente successivo (nella fattispecie tre mesi) purché prima dell'avvio della procedura espropriativa e dell'occupazione d'urgenza.

L'assenza dei termini di inizio e fine lavori ed espropriazioni in sede di approvazione del progetto definitivo non può essere rimediata mettendo tali termini nel provvedimento di approvazione del progetto esecutivo.

i termini sono elemento indefettibile della dichiarazione di PU... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...implicita, e la loro assenza non può essere sanata successivamente

E' possibile riapprovare il progetto definitivo ai fini dell'esplicitazione dei termini di p.u., omessi nella precedente delibera di approvazione del progetto.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> OMISSIONE --> NULLITÀ

La dichiarazione di pubblica utilità deve avere i 4 termini di inizio e fine opere ed espropri.

La mancata indicazione nella dichiarazione di pubblica utilità, in violazione della L. n. 2359 del 1865, art. 13, dei termini previsti da tale norma per il compimento dei lavori e delle procedure espropriative determina l'inesistenza o la radicale nullità della dichiarazione di pubblica utilità.

La dichiarazione di pubblica utilità che manchi di uno dei suoi elementi ex lege essenziali a costituirlo (nella specie: l'indicazione del termine di durata delle opere di pubblica utilità, che stabilendo il limite del sacrificio imposto al privato di un diritto costituzionalmente protetto è essenziale alla definizione del potere della pubblica amministrazione, e quindi alla sua stessa sussistenza), è da qualificarsi radicalmente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onea produrre ex se effetti di alcun genere. Queste premesse di principio fondano il potere-dovere del giudice ordinario, nel valutare i comportamenti della pubblica amministrativa produttivi di danni, di non tener conto degli atti amministrativi radicalmente nulli.

In ordina alla mancata fissazione dei termini per il completamento delle espropriazioni e dei lavori, la giurisprudenza di legittimità è stabilmente orientata nel senso che tale omissione determina l'inesistenza o la radicale nullità della dichiarazione di pubblica utilità, escludendone l'idoneità a legittimare l'esercizio del potere espropriativo e a determinare l'affievolimento dei diritti dominicali dei proprietari espropriando con la conseguente configurabilità di una situazione di carenza di potere, che incide negativamente non solo sul decreto di occupazione e su quello di esproprio, ma anche sull'irreversibile trasformazione degl'immobili occupati.

Il provvedimento amministrativo privo dei termini per il compimento delle espropriazioni e dell'opera, di cui all'art. 13 della L. n. 1865 n. 2359 (applicabile ratione temporis), rispondente alla necessità di rilievo costituzionale (art.42 terzo comma Cost) di limitare il potere discrezi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... P.A. non esercitabile senza limiti temporali, è radicalmente nullo ed inefficace. Ne consegue che ogni atto di occupazione delle aree oggetto di un siffatta dichiarazione costituisce comportamento materiale in nessun modo ricollegabile ad un esercizio anche abusivo dei poteri della P.A..

La dichiarazione di pubblica utilità priva di termini iniziali e finali per l'avvio e compimento dei lavori e delle occupazioni è da ritenere radicalmente nulla, onde l'occupazione costituisce mero comportamento materiale, disposta in carenza di potere, con conseguente giurisdizione a favore dell'A.G.O.

L'inefficacia del provvedimento amministrativo di dichiarazione di pubblica utilità dell'opera da realizzare, effetto della mancanza del termine finale della procedura ablatoria di cui alla L. n. 2659 del 1865, art. 13, comporta in ogni caso il difetto assoluto di attribuzione e la inefficacia dell'atto da qualificare tamquam non esset; a differenza di quello solo annullabile ma efficace, non è tale atto attuativo di alcun potere pubblico o autoritativo della P.A., dovendosi negare l'esistenza in diritto di un potere di vincolare senza limiti temporali e senza indennizzo il diritto di proprietà dei privati, ai sensi dell'ar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....

Il provvedimento contenente la dichiarazione di pubblica utilità priva dei termini per il compimento delle espropriazioni e dell'opera, di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 13, rispondente alla necessità di rilievo costituzionale (art. 42 Cost., comma 3) di limitare il potere discrezionale della P.A. non esercitatile senza limiti temporali, è radicalmente nullo ed inefficace, con la conseguenza che ogni atto di "occupazione" delle aree oggetto della dichiarazione è da ritenere comportamento meramente materiale in alcun modo collegabile ad un esercizio anche abusivo dei poteri della P.A.

La dichiarazione di pubblica utilità priva dell'indicazione dei termini relativi al compimento delle espropriazioni e dei lavori previsti dalla L. n. 2359 del 1865, art. 13, in quanto giuridicamente inesistente e radicalmente nulla - senza possibilità di convalida, sanatoria od integrazione ad opera di provvedimenti successivi - è inidonea a far sorgere il potere espropriativo e ad affievolire il diritto soggettivo di proprietà sui beni espropriandi, determinandosi una situazione di carenza di potere che incide (negativamente) sia sul decreto di occupazione temporanea (e su quello di esproprio).
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... La dichiarazione di pubblica utilità richiede in linea di principio, secondo le regole generali (se non derogate da specifiche previsioni normative, quali quelle introdotte dalla L. n. 167 del 1962 per i piani di zona, di peculiare configurazione), oltre alla esistenza e vigenza del vincolo espropriativo, l'indicazione dei termini di inizio e compimento delle opere e delle espropriazioni, a norma della L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 13, termini la cui mancanza comporta la giuridica inesistenza della dichiarazione in argomento.

L'omessa fissazione dei termini di cui all'art. 13 della L. n. 2359/1865 comporta la giuridica inesistenza della dichiarazione di p.u., perciò non più idonea a far sorgere il potere espropriativo e, dunque, ad affievolire il diritto soggettivo di proprietà sui beni espropriandi e determina una situazione di carenza di potere che incide (negativamente) sia sull'adozione dei decreti ablatori sia sull'irreversibile trasformazione dell'immobile che si verifichi successivamente.

L'atto privo dei termini inderogabilmente previsti dall'art. 13 della L. 2359 del 1865 (applicabile ratione temporis), deve considerarsi mancante di un elemento essenziale e, quindi, radicalmente nullo (non essendo concepibil... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arazione di p.u. che protragga sine die i propri effetti).

La mancata indicazione dei termini d'inizio e di completamento dell'opera deliberata priva la relativa pur implicita dichiarazione di pubblica utilità dell'idoneità, che le sarebbe propria, a sottoporre la proprietà privata alla procedura ablatoria e rende l'Amministrazione carente del potere di disporre sia l'espropriazione dell'area occorrente per la realizzazione dell'opera stessa, che la sua occupazione d'urgenza.

L'omessa fissazione dei termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865 comporta la giuridica inesistenza della dichiarazione di p.u.

La carenza nel provvedimento contenente la dichiarazione di p.u., dei termini finali per il compimento delle espropriazione e dei lavori, si traduce in giuridica inesistenza dell'atto per mancanza di un suo carattere essenziale.

L'omessa fissazione dei termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865, comporta la giuridica inesistenza o radicale nullità della dichiarazione di p.u..

Dalla mancata fissazione dei termini di inizio e fine dei lavori e del procedimento espropriativo, consegue la giuridica inesistenza (o la radicale nullità) dell'atto dichiarativo di PU che quell'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... deve contenere; la conseguente occupazione deve ritenersi usurpativa in quanto operata in totale carenza di potere da parte della pubblica amministrazione.

L'omessa fissazione dei termini di inizio e di compimento delle espropriazione e dei lavori di cui all'art. 13 della L. n. 2359/1865, vizia in radice la dichiarazione stessa, comportandone l'originaria invalidità (che si traduce in giuridica inesistenza per carenza di un suo carattere essenziale tipico), e, quindi, l'inidoneità del provvedimento che la contiene ad affievolire il diritto dominicale.

La mancata indicazione dei termini stabiliti dalla L. n. 2359 del 1865, art. 13, per l'inizio ed il compimento dei lavori nonché delle espropriazioni, è causa di nullità assoluta o giuridica inesistenza della dichiarazione di pubblica utilità.

L'omessa fissazione dei 4 termini (e cioè quelli di inizio e di compimento della espropriazione e dei lavori) di cui all'art. 13 della L 2359/ 1865 da indicarsi necessariamente nello stesso provvedimento dichiarativo della pubblica utilità dell' opera, vizia in radice la dichiarazione stessa, comportandone l'originaria invalidità che si traduce in giuridica inesistenza per carenza d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rattere essenziale tipico.

L'omessa fissazione dei termini di cui all' art. 13 L. n. 2359/1865 comporta la giuridica inesistenza della dichiarazione di p.u.; tale situazione non è idonea a far sorgere il potere espropriativo e, dunque, ad affievolire il diritto soggettivo di proprietà sui beni espropriandi e determina una situazione di carenza di potere che incide (negativamente) sui successivi atti e comportamenti della procedura ablativa come tale esaminabile e rilevabile (anche di ufficio) dal giudice ordinario.

L'assenza dei termini di p.u. nel provvedimento dichiarativo della p.u. non costituisce motivo di annullabilità del provvedimento, ma presupposto di una domanda di risarcimento del danno conseguente ad occupazione sine titulo da proporsi al giudice ordinario.

La dichiarazione di pubblica utilita' deve contenere, per la sua giuridica esistenza e validità, la fissazione dei termini per l'esecuzione dei lavori e per il compimento delle espropriazioni sicché l'inutile decorso dei termini, come su predeterminati, comporta la cessazione della programmata destinazione del bene all'interesse generale e determina il venir meno del potere di espropriazione sul bene stesso.

PUBBLIC... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> OMISSIONE --> SCADENZA TERMINI, DIFFERENZA

A differenza della scadenza del termine fissato per il completamento dei lavori, che, comportando l'inefficacia sopravvenuta della dichiarazione di pubblica utilità, non esclude l'originaria legittimità del comportamento dell'Amministrazione consistente nell'occupazione e nella trasformazione del fondo e la conseguente idoneità dell'opera, ove già realizzata, a determinare l'acquisto della proprietà in favore dell'espropriante, la mancata fissazione dei termini di cui all'art. 13 della L. n. 2359 del 1865 rende inefficace l'atto fin dall'origine, escludendo quindi la liceità dell'apprensione e della trasformazione del fondo, nonché la loro idoneità a determinare la cd. accessione invertita.



 
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