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Durata della pubblica utilità: l'articolo 13 del dPR 327/2001


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titolo:DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
anno:2018
pagine: 1876 in formato A4, equivalenti a 3189 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> ART. 13 DPR 327/2001

La previsione di un termine unico è divenuta la regola nel D.P.R. n. 327 del 2001, il cui art. 13 ha unificato i due termini finali fissandone la durata massima in 5 anni, prorogabili dall'autorità preposta per un periodo non superiore ad altri due, ove ricorrano le condizioni stabilite nel comma 5 della norma.

L'obbligo d'indicare nella delibera di approvazione del progetto di opera pubblica i termini di inizio e di ultimazione dei lavori della procedura espropriativa, già posto dall'art. 13 della Legge 25.6. 1865 n. 2359, è stato abolito dall'art. 13 del T.U. 8.6.2001 n. 327, il quale ha previsto, ma soltanto in via facoltativa, l'indicazione del termine entro il quale deve essere emanato il decreto di esproprio ed ha stabilito che, in mancanza di detta previsione, si applica il termine massimo di cinque anni.

Ai sensi dell'art. 13, c. 5 del D.P.R. n. 327 del 2001, il provvedimento oblatorio può essere emanato entro il termine di cinque anni decorrente dalla data in cui diventa efficace l'atto che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera.

L'obbligo di indicare nella delibera di a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del progetto di opera pubblica i termini di inizio e di ultimazione dei lavori della procedura espropriativa, già prescritto dall'art. 13 della Legge 25.6.1865 n. 2359, è stato abolito dall'art. 13, del T.U. 8.6.2001 n. 327, il quale ha previsto, ma solo come facoltativa, l'indicazione del termine entro il quale deve essere emanato il decreto di esproprio ed ha stabilito che, in mancanza di detta previsione, si applica il termine massimo di cinque anni.

Non assume rilievo l'omessa indicazione dei termini di inizio e fine delle procedure espropriative, in asserita violazione dell'art. 13, comma 4, del d.P.R. 327/2001: ciò in quanto l'obbligo di indicare nella delibera di approvazione del progetto di opera pubblica i termini di inizio e ultimazione dei lavori e della procedura espropriativa, già prescritto dall'art. 13 della legge 25 giugno 1865, n. 2359, è stato abolito dall'art. 13 del t.u. 8 giugno 2001 n. 327.

L'art.13 del D.P.R. n.327 del 2001 al comma 3 prevede che "nel provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera può essere stabilito il termine entro il quale il decreto di esproprio va emanato"; al successivo comma 4 poi è espressamente contemplato ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e manca l'espressa determinazione del termine di cui al comma 3, il decreto di esproprio può essere emanato entro il termine di cinque anni, decorrente dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera".

L'art. 13, commi 3 e 4 DPR 327/2001, ha reso facoltativa l'indicazione dei termini iniziali e finali delle procedure espropriative e dei lavori, prevedendo, in caso di omessa previsione, l'applicazione di quello quinquennale.

Con l'entrata in vigore del d.P.R. n. 327/2001 (30 giugno 2001), ha perso ogni rilievo la fissazione dei termini relativi ai lavori, mentre, relativamente ai termini per le espropriazioni, all'art. 13, si prevede unicamente la facoltà (non l'obbligo) dell'autorità espropriante di indicare «il termine entro il quale il decreto di esproprio va emanato» (comma 3), aggiungendo che, in difetto dell'indicazione del termine, «il decreto di esproprio può essere emanato entro il termine di cinque anni, decorrente dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità» (comma 4).

L'obbligo di indicare, nella delibera di approvazione del progetto di opera pubblica, i termini di inizio e di ultimazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ri e della procedura espropriativa, già prescritto dall'art. 13 della legge 25 giugno 1865 n. 2359, risulta sostanzialmente abolito dal vigente art. 13 d.P.R. n. 327/2001, il quale ha previsto, ma solo come facoltativa, l'indicazione del termine entro il quale deve essere emanato il decreto di esproprio ed ha stabilito che, in mancanza di detta previsione, si applica il termine massimo di cinque anni.

La determinazione dei termini di inizio e fine dei lavori e delle espropriazioni può essere effettuata preventivamente dal legislatore; questa è divenuta la regola nel D.P.R. n. 327 del 2001, il cui art. 13 ha unificato i due termini finali fissandone la durata massima in 5 anni, prorogabili dall'autorità che l'ha dichiarata per un periodo non superiore ad altri due, ove ricorrano le condizioni stabilite nel comma 5 della norma.

Con l'entrata in vigore d.P.R. n. 327 del 2001, nell'atto comportante la dichiarazione di pubblica utilità, ha perso ogni rilievo la fissazione dei termini relativi ai lavori, mentre, relativamente ai termini per le espropriazioni, all'art. 13, si prevede unicamente la facoltà (non l'obbligo) dell'autorità espropriante di indicare il termine entro il quale il decreto di esproprio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... (comma 3), aggiungendo che, in difetto dell'indicazione del termine, il decreto di esproprio può essere emanato entro il termine di cinque anni, decorrente dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità.

In mancanza di indicazione dei termini per l'emanazione del decreto di esproprio, trova applicazione il termine quinquennale di cui all'art. 13, IV comma, del D.Lgs. n. 327/2001, scaduto il quale si esaurisce l'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.

La nuova disciplina in materia di espropri di cui al DPR 327/2001 esclude che dalla mancata fissazione dei termini di inizio e fine lavori possa essere fatta discendere l'illegittimità della dichiarazione di pubblica utilità, in quanto, in assenza di diversa previsione, i termini massimi entro cui l'Amministrazione deve provvedere sono fissati ex lege. Risulta, quindi, del tutto superata la giurisprudenza formatasi sulla scorta dell'art. 13 della legge 2359 del 1865.

L'obbligo di indicare, nella delibera di approvazione del progetto di opera pubblica, i termini di inizio e di ultimazione dei lavori e della procedura espropriativa, già prescritto dall'art. 13 della legge 25 giugno 1865 n. 2359, risulta sost... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... abolito dal vigente art. 13, D. Lgs. 8 giugno 2001 n. 327, il quale ha previsto, ma solo come facoltativa, l'indicazione del termine entro il quale deve essere emanato il decreto di esproprio ed ha stabilito che, in mancanza di detta previsione, si applica il termine massimo di cinque anni.

Sono i termini stabiliti "ex lege" per la dichiarazione di pubblica utilità previsti dall'art. 13 DPR 327/2001, a realizzare le garanzie costituzionali a tutela della proprietà ed a rendere superfluo l'obbligo di fissare tempi certi per il compimento dei lavori, dovendo questi realizzarsi sempre all'interno dell'arco temporale imposto all'atto avente valenza di dichiarazione di p.u.

Con l'entrata in vigore del d.P.R. n. 327/2001 ha perso ogni rilievo la fissazione dei termini relativi ai lavori, mentre, relativamente ai termini per le espropriazioni, all'art. 13, si prevede unicamente la facoltà (non l'obbligo) dell'autorità espropriante di indicare «il termine entro il quale il decreto di esproprio va emanato» (comma 3), aggiungendo che, in difetto dell'indicazione del termine, «il decreto di esproprio può essere emanato entro il termine di cinque anni, decorrente dalla data in cui diventa efficace l'atto che... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a pubblica utilità» (comma 4).

Alla luce della normativa di cui al DPR 327/2001 è priva di conseguenze giuridiche la mancata indicazione dei termini espropriativi: ma ciò non perché si tratti di termini inutili ma in quanto l'espropriante non può, comunque, superare il termine massimo quinquennale stabilito per legge a cui occorre riferirsi anche quando l'amministrazione non indica alcun termine.

Data l'essenzialità del termine finale di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, il legislatore ha previsto (da ultimo nel testo dell'art. 13 del DPR 327/2001) che, in mancanza della fissazione di tale termine da parte dell'amministrazione esso non possa essere superiore a cinque anni, decorrenti dal momento in cui è divenuto efficace il provvedimento con cui è stata dichiarata la pubblica utilità, entro i quali deve essere adottato il decreto di esproprio.

Legittimamente l'Amministrazione con l'approvazione contestuale del progetto definitivo e di quello esecutivo fissa i relativi termini di espropriazione, con la precisazione che un'eventuale omissione sarebbe sanata dalla previsione dell'art. 13 D.P.R. n. 327/2001 che fissa il termine legale di cinque ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... completamento delle procedure espropriative.

La previsione di termini legali è divenuta la regola nel nuovo T.U. per le espropriazioni di p.u. appr. con D.P.R. n. 327 del 2001, il cui art. 13 ha unificato i due termini finali fissandone la durata massima in 5 anni, prorogabili dall'autorità che l'ha dichiarata per un periodo non superiore ad altri due, ove ricorrano le condizioni stabilite nel quinto comma della norma.

L'art 13 commi 3 e 4 d.p.r. 327/2001, nell'introdurre, con disposizione innovativa rispetto alla disciplina precedente, un generale termine legale quinquennale suppletivo dell'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, decorrente dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità, ne consente la previsione di un termine diverso purché inferiore.

L'obbligo di indicare nella delibera di approvazione del progetto di un'opera pubblica i termini di inizio e ultimazione dei lavori e della procedura espropriativa, prescritto dall'art. 13, della L. n. 1865/1971, è stato abolito dall'art. 13 del DPR n. 327/2001 che ha previsto, ma solo come facoltativa, l'indicazione del termine entro il quale deve essere emanato il decreto di esproprio ed ha stabilito c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anza di detta previsione, si applica il termine massimo di cinque anni decorso il quale si determina l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità.

Qualora il provvedimento che ha dichiarato la pubblica utilità non abbia stabilito il termine entro il quale il decreto di espropriazione deve essere emanato, si applica il quarto comma dell'articolo 13 del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.

L'art. 13 del D.P.R. 327 del 2001 richiede solo l'indicazione del termine entro cui va emanato il decreto di espropriazione e in mancanza dell'espressa sua determinazione, nessuna nullità o illegittimità dell'atto ablatorio consegue, ma soltanto la fissazione ex lege dello stesso in cinque anni decorrenti dalla data di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità (4° comma).

L'obbligo di indicare nella delibera di approvazione del progetto di opera pubblica i termini di inizio e ultimazione dei lavori e della procedura espropriativa, già previsto dall'art. 13, l. 25 giugno 1865 n. 2359, è stato abolito dall'art. 13, t.u. 8 giugno 2001 n. 327, il quale ha previsto, ma solo come facoltativa, l'indicazione del termine entro il quale deve essere emanato il decreto di esproprio ed ha stabilito c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anza di detta previsione, si applica il termine massimo di cinque anni.

Qualora la P.A. non abbia fissato i termini di conclusione delle procedure espropriative, queste ultime, conseguentemente, restano assoggettate al termine finale quinquennale di cui al comma 4 dell'art. 13 DPR 327/2001.

L'apposizione preventiva dei termini delle espropriazioni e dei lavori da parte del legislatore è divenuta la regola nel D.P.R. n. 327 del 2001, il cui art. 13 ha unificato i due termini finali fissandone la durata massima in 5 anni, prorogabili dall'autorità che l'ha dichiarata per un periodo non superiore ad altri due, ove ricorrano le condizioni stabilite nel quinto comma della norma.

La nuova disciplina di cui all'art. 13 DPR 327/2001 prescinde da ogni specifico adempimento relativo alla scansione temporale del procedimento ablatorio, direttamente fissando il criterio per il quale il decreto espropriativo può intervenire nei cinque anni decorrenti dalla data in cui la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera diviene efficace.

Nel provvedimento che dichiara la pubblica utilità dell'opera non è più necessario indicare espressamente i termini di avvio e di conclusione delle pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...opriative giacché, mentre il primo è stato ormai soppresso definitivamente dal comma 3 dell'art. 13 del D.P.R. n. 327/2001, qualora non fosse stato fissato il secondo, si applica (ai sensi del successivo comma 4) il termine suppletivo legale di 5 anni.

Con l'entrata in vigore del D.P.R. n. 327/2001 ha perso ogni rilievo la fissazione dei termini relativi ai lavori, mentre, relativamente ai termini per le espropriazioni, all'art. 13, si prevede unicamente la facoltà (non l'obbligo) dell'autorità espropriane di indicare «il termine entro il quale il decreto di esproprio va emanato» (comma 3), aggiungendo che, in difetto dell'indicazione del termine, «il decreto di esproprio può essere emanato entro il termine di cinque anni, decorrente dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità» (comma 4).

Alla stregua della normativa introdotta dal DPR 327/2001, art. 13, priva di conseguenze giuridiche è la mancata indicazione dei termini espropriativi; ciò non perché si tratti di termini inutili ma in quanto è la legge stessa a prevedere il termine quinquennale per l'emanazione del definitivo decreto di esproprio a cui occorre riferirsi.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... L'art. 13 della L. n. 2359/1865 è stato abrogato dall'entrata in vigore del D.P.R. 327/2001 il cui art. 13, ha fortemente innovato la disciplina relativi ai termini; a prescindere dal verificare se nel provvedimento impugnato dichiarativo della pubblica utilità, siano stati o meno indicati i termini di inizio e fine espropriazioni e lavori, tale circostanza appare del tutto irrilevante ai fini della legittimità del provvedimento stesso.

Il termine quinquennale previsto dal D.P.R. 6 giugno 2001, n. 327, unanimemente è ritenuto suppletivo rispetto ad eventuali e diverse previsione inserite nell'atto che dichiara (anche implicitamente) la pubblica utilità, nel senso di prevedere unicamente un accorciamento del termine finale per il completamento delle espropriazioni.

In base all'art. 13 del D.P.R. 327/01, ove manchi la determinazione del termine per la conclusione del procedimento espropriativo, esso è stabilito legislativamente in cinque anni.

In ipotesi di mancata determinazione espressa del termine entro il quale il decreto di esproprio può essere emanato, opera la previsione legislativa quinquennale contenuta nel comma 4 dell'art. 13 del DPR 327/2001.

L'art. 13 DPR 32... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ibuisce efficacia quinquennale alla dichiarazione di p.u., salvo diverso termine che può essere contenuto nella stessa dichiarazione; ne consegue che l'apposizione di una durata ridotta rispetto a quella quinquennale risulta legittima, in quanto espressione di una facoltà attribuita dalla legge all'Amministrazione.

In mancanza di indicazione dei termini per l'emanazione del decreto di esproprio, trova applicazione l'art. 13, IV comma, del D.Lgs. n. 327/2001 che così dispone: "il decreto di esproprio può essere emanato entro il termine di cinque anni, decorrente dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera".

La disposizione di cui all'art. 13 comma 4 DPR 327/2001, risulta applicabile solo per il caso che l'Amministrazione non determini espressamente, ai sensi del precedente comma 3, un termine entro il quale il decreto di esproprio deve essere emanato.

La determinazione dei termini di inizio e fine dei lavori e delle espropriazioni può essere effettuata preventivamente dal legislatore; questa è divenuta la regola nel D.P.R. n. 327 del 2001, il cui art. 13 ha unificato i due termini finali fissandone la durata massima in 5 anni, prorogabil... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rità che l'ha dichiarata per un periodo non superiore ad altri due, ove ricorrano le condizioni stabilite nel comma 5 della norma.

Nel sistema del testo unico DPR 327/2001, non è più necessaria la definizione, nel primo atto della procedura espropriativa, dei termini iniziali e finali dei lavori e dell'espropriazione, atteso che, l'art. 13, al comma 3, prevede la possibilità – ma non la necessità – che nel provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, sia stabilito il termine entro il quale il decreto di esproprio va emanato.

Nel sistema del testo unico DPR 327/2001 l'art. 13 al comma 4 stabilisce il termine sussidiario di cinque anni, dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera, per l'emanazione del decreto di esproprio, per il caso in cui manchi la determinazione del termine da parte dell'Autorità amministrativa.

Alla luce dell'esaustiva disciplina legislativa di cui all'art. 13 commi 3 e 4 DPR 327/2001, nonché del successivo art. 23 che stabilisce che il decreto di esproprio è emanato entro il termine di scadenza dell'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...24 comma 1, in base al quale l'esecuzione del decreto di esproprio ha luogo entro il termine perentorio di due anni, non è più necessaria l'autonoma fissazione, nell'atto di dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, dei termini dei lavori e delle espropriazioni.

Nel sistema del testo unico DPR 327/2001 l'art. 13 al comma 4 stabilisce, per l'emanazione del decreto di esproprio, il termine sussidiario di cinque anni dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera, per il caso in cui manchi la determinazione del termine da parte dell'Autorità amministrativa.

L'art. 13 della L. 2359/1865, che conteneva l'espresso obbligo di indicare i termini di inizio e di fine dell'espropriazione e dei lavori nell'atto dichirativo della pubblica utilità di un'opera, è stato espressamente abrogato (unitamente a tutta la legge), per effetto dell'art. 58 del D.P.R. 327/2001, a decorrere dall'entrata in vigore del T.U. stesso.

Ai sensi dell'art. 13 del DPR 327/2001 l'approvazione del progetto non deve essere obbligatoriamente accompagnato dalla fissazione dei quattro termini di inizio e fine dei lavori e della procedura espropriativa; è viceversa prevista ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one facoltativa del solo termine entro il quale deve essere emanato il decreto di esproprio nonché stabilito, in mancanza di detta previsione, il termine massimo di cinque anni.

Va dichiarata la manifesta infondatezza dell'eccezione di incostituzionalità della disposizione di cui all'art. 13 DPR 327/2001, per asserita violazione degli artt.42 e 97 della Costituzione, atteso che la previsione di un termine massimo, con data di decorrenza certa, per l'emanazione del decreto di esproprio, soddisfa sia le esigenze di adeguata tutela del diritto di proprietà, sia quelle di buona amministrazione, impedendo l'indefinita ed irresponsabile protrazione della procedura espropriativa.

E' manifestatamene infondata la questione di illegittimità costituzionale dell'art. 13 dpr 327/2001, per non avere previsto l'obbligo per l'Amministrazione di fissare i termini di inizio e compimento delle opere e delle espropriazioni, in quanto in contrasto con i principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento dell'Amministrazione, in considerazione del fatto che quest'ultima ha comunque la possibilità, in base alla suddetta norma, di modificare i termini legali se non ritenuti congrui.

L'articolo 13 del DPR ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., a differenza dell'abrogato art. 13 L. n. 2359/1865, prevede solo il termine per l'emanazione del decreto di esproprio, ma ne rende facoltativa e non obbligatoria l' indicazione nel provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità. La norma precisa al comma 4, che ove manchi l'espressa determinazione di detto termine, il decreto di esproprio può essere emanato entro cinque anni dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità.

La fissazione dei termini iniziale e finale non risulta più prescritta dall'art. 13, terzo comma, del d.p.r. n. 327/2001, che prevede che, in sede di dichiarazione di pubblica utilità, possa essere stabilito il termine entro il quale il decreto di esproprio debba essere emanato, con la conseguenza che non assume alcun rilievo la mancata fissazione del termine iniziale e finale dei lavori.

Nel regime del testo unico, la mancata previsione di un termine ad hoc non determina l'illegittimità del provvedimento con cui è stata dichiarata la pubblica utilità delle opere, ma semplicemente l'applicabilità del termine di cinque anni stabilito dalla legge.

La sopravvenuta normativa di cui al Dpr n. 327/01 non prevede... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one dei vecchi termini ex art. 13 della citata normativa del 1865.

Non è necessaria la fissazione del termine entro cui deve essere adottato il decreto di esproprio, dal momento che viene comunque in rilievo il criterio residuale stabilito dalla legge, che fissa in cinque anni il termine massimo per l'espropriazione.

In regime di testo unico non è più necessario indicare i termini iniziali e finali dei lavori e delle espropriazioni.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> ART. 13 DPR 327/2001 --> DIVERSA STATUIZIONE

Si ritiene che l'indicazione contenuta eventualmente nella legge, del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità implicita, non è idonea a sostituire la prescrizione della L. n. 2359/1865, art. 13; sicché la Corte costituzionale ha potuto escludere che la L. n. 865/71, art. 11, comma 1, violi l'art. 42 Cost., comma 3, nella parte in cui non prevede che l'autorità cui spetta dichiarare la pubblica utilità delle opere, debba fissare i termini per l'inizio e l'ultimazione delle espropriazioni e dei lavori, poiché è giurisprudenza pacifica che la fissazione di tali termini costituisca r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ettibile di ogni procedimento espropriativo in base alla L. n. 2359 del 1865, art. 13, applicabile anche dopo l'entrata in vigore della citata L. n. 865 del 1971 (Corte cost. 21.12.1985, n. 355).

Non si applica il termine quinquennale di cui all'art. 13, del d.lgs. 8 giugno 2001 n. 327, qualora il provvedimento contenente la dichiarazione di pubblica utilità contenga puntuali indicazioni al riguardo.

La disposizione di cui all'art. 13- V comma DPR 327/2001 integra il provvedimento di dichiarazione di pubblica utilità mancante della fissazione del termine entro cui va emanato il decreto di esproprio; la fissazione espressa, in un atto diverso e successivo, di un termine più breve, ed in apparente contrasto con il primo, può interferire con quest'ultimo soltanto se costituisce la consapevole espressione dello stesso potere e della stessa volontà già esercitati attraverso il provvedimento che, inizialmente, aveva comportato la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera. Non idoneo a tal fine il decreto di occupazione appartenente sì allo stesso procedimento, ma con contenuto e finalità suoi propri.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 327/2001 --> INIZIO/FINE ESPROPRIAZIONI

L'attuale art. 13, comma 3, DPR n. 327/2001 stabilisce espressamente che l'unico termine perentorio è quello per l'emanazione del decreto di esproprio. Ciò risulta coerente con quanto statuito dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nelle Sentenze del 30.5.2000 (Carbonara e Ventura c/ Governo italiano e Belvedere Alberghiera S.r.l. c/ Governo italiano), le quali hanno ancorato il principio di legalità, sancito dall'art. 1, comma 2, del Protocollo addizionale alla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (resa esecutiva con L. n. 848/1955), al potere di espropriazione e non al compimento dei lavori.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> ART. 13 DPR 327/2001 --> INIZIO/FINE LAVORI

Secondo la giurisprudenza pacificamente formatasi sul DPR 327/2001, alla stregua della nuova normativa (art. 13) il termine (iniziale e finale) dei lavori è privo di ogni rilievo pratico, prima ancora che giuridico, atteso che, se esso poteva avere un senso nei casi di occupazione anticipata ed urgente preordinata all'esproprio, in alternativa con la procedura espropriativa, ora, con la pre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e eccezionale dell'occupazione d'urgenza, ammissibile unicamente nelle ipotesi previste dall'art. 22 bis, i lavori possono iniziarsi e compiersi senza alcun vincolo, ma unicamente allorquando l'espropriante è divenuto proprietario con l'esecuzione del decreto di esproprio.

Alla stregua della normativa di cui al D.P.R. n. 327/2001, art. 13, il termine (iniziale e finale) dei lavori è privo di ogni rilievo pratico, prima ancora che giuridico, atteso che, se esso poteva avere un senso nei casi di occupazione anticipata ed urgente preordinata all'esproprio, in alternativa con la procedura espropriativa, viceversa, con la previsione come eccezionale dell'occupazione d'urgenza, ammissibile unicamente nelle ipotesi previste dall'art. 22 bis del D.P.R. n. 327/2001, i lavori possono iniziarsi e compiersi senza alcun vincolo, ma unicamente allorquando l'espropriante è divenuto proprietario con l'esecuzione del decreto di esproprio.

Alla stregua della normativa di cui al D.P.R. n. 327/2001, art. 13, priva di conseguenze giuridiche è la mancata indicazione dei termini espropriativi: ma ciò non perché si tratti di termini inutili ma in quanto l'espropriante non può, comunque, superare il termine massimo quinquenna... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o per legge quando l'amministrazione non indica alcun termine.

L'inutile decorrenza del termine di compimento dei lavori senza che ne possa derivare la decadenza della dichiarazione della p.u. è rilevabile dalla disposizione di cui all'art. 13 del DPR n. 327/2001, che ha previsto come facoltativa l'apposizione del solo termine entro il quale adottare il decreto di esproprio e ha stabilito che in mancanza di detta previsione, si applica il termine massimo di cinque anni.

La nuova disciplina in materia di espropri di cui al DPR 327/2001 nulla dice con riferimento al termine iniziale dei lavori, dal momento che, perché possa dirsi avvenuta l'esecuzione del decreto d'esproprio, è sufficiente, come previsto dall'art. 24, che sia stato redatto il verbale di immissione in possesso, mentre l'unico riferimento al termine finale dei lavori si ha con riferimento alla decadenza del diritto di ottenere la retrocessione (articolo 46).

Alla luce della normativa di cui al DPR 327/2001 il termine (iniziale e finale) dei lavori è privo di ogni rilievo pratico, prima ancora che giuridico; con la previsione, infatti, come eccezionale dell'occupazione d'urgenza, ammissibile unicamente nelle ipotesi previste dall'art. 22 bis TU... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...possono iniziarsi e compiersi senza alcun vincolo, ma unicamente allorquando l'espropriante è divenuto proprietario con l'esecuzione del decreto di esproprio.

Alla stregua della normativa di cui al DPR 327/2001, art. 13 il termine (iniziale e finale) dei lavori è privo di ogni rilievo pratico, prima ancora che giuridico, atteso che, con la previsione come eccezionale dell'occupazione d'urgenza, ammissibile unicamente nelle ipotesi previste dall'art. 22 bis del D.P.R. n. 327/2001, i lavori possono iniziarsi e compiersi senza alcun vincolo, ma unicamente allorquando l'espropriante è divenuto proprietario con l'esecuzione del decreto di esproprio.

Il termine per il completamento dei lavori non è più previsto dall'art. 13 DPR 327/2001 e non può essere più opposto ai fini di escludere gli effetti della decadenza della dichiarazione di pubblica utilità conseguenti alla scadenza del termine per l'emanazione del decreto di esproprio.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> ART. 13 DPR 327/2001 --> LEGITTIMITÀ

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> ART. 13 DPR 327/2001 --> TERMINE SUPPLETI... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br /> Ai sensi dell'art. 13 del D.P.R. n. 327/2001, nel provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera può essere stabilito il termine entro il quale il decreto di esproprio va emanato. Se, però, manca l'espressa determinazione del termine, il decreto di esproprio può essere emanato entro il termine di cinque anni, decorrente dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera.Quindi, in caso di mancata fissazione del termine, trova applicazione quello stabilito dalla norma.

Intervenuta l'abrogazione della l. n. 2359/1865, l'art. 13 del vigente DPR n. 327/2001, prevede (co. 4), che, in mancanza di espressa determinazione del termine per l'emanazione del decreto di esproprio, questo può essere emanato entro il termine di cinque anni, decorrente dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera.

Alla luce del disposto di cui all'art. 13, commi 3 e 4, del d.P.R. n. 327/2001, è pacifico che, in assenza di diversa indicazione, il termine massimo entro il quale deve intervenire il decreto di esproprio è di 5 anni e che tale termine deve intendersi come perentorio.

Qualora il provve... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...approvazione del progetto definitivo si sia limitato a fissare il termine per il compimento dei lavori e non anche il termine per l'ultimazione della procedura espropriativa, questo resta fissato in quello massimo quinquennale ex lege di efficacia della dichiarazione, di cui all'art. 13 comma 4 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.

Ai sensi dell'art. 13, comma 3, del d.P.R. n. 327 del 2001, in assenza di indicazione dei termini nel provvedimento che reca la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, il decreto di esproprio deve essere adottato entro il termine di cinque anni dalla data in cui tale atto diventa efficace.

Alla mancanza dell'indicazione dei termini di inizio e fine dell'espropriazione, ai sensi dell'art. 13 del DPR 327/2001, deriva solamente l'applicazione dei termini di legge, fissati in cinque anni, e dunque tale omissione non comporta l'invalidità dell'atto.

Qualora il provvedimento di approvazione del progetto, non contenga il termine finale per il compimento delle espropriazioni e dei lavori, trova applicazione l'art. 13, IV comma, del d.P.R. 327/01. Nel provvedimento che determina la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera può essere stabilito il termine entro il quale il decreto di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...va emanato (III comma): ma, se manca l'espressa determinazione del termine "il decreto di esproprio può essere emanato entro il termine di cinque anni, decorrente dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera".

Il termine legale suppletivo stabilito dall'art 13 comma 4 d.p.r. 327/2001 interviene, ragionevolmente, solo nelle ipotesi dell'assenza di una puntuale disciplina.



 
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