Carrello
Carrello vuoto



I termini della dichiarazione di pubblica utilità negli accordi di programma


Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
anno:2018
pagine: 1876 in formato A4, equivalenti a 3189 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


Qualora la dichiarazione di pubblica utilità discenda dalla natura di strumento esecutivo dell'accordo di programma stipulato a norma dell'art. 27 della legge 8 giugno 1990, nr. 142 (oggi art. 34 del d.lgs. nr. 267 del 2000), il termine di efficacia di tale strumento in esso stabilito comprende in sé i termini di inizio e conclusione della procedura di esproprio, essendo ex se sufficiente a esternare la serietà della volontà dell'Amministrazione di realizzare l'opera pubblica; nel caso di specie non vi è pertanto necessità di fissazione dei termini iniziale e finale dei lavori e delle espropriazioni di cui all'art. 13 della legge 25 giugno 1865, nr. 2359.

La previsione di cui all'art. 34, comma 6, del d.lgs. nr. 267 del 2000, secondo cui la dichiarazione di pubblica utilità implicita nell'accordo di programma perde efficacia se i lavori non iniziano entro tre anni dall'accordo medesimo, non trova applicazione in ipotesi in cui lo stesso sia stato stipulato sotto il previgente regime normativo di cui all'art. 27 della legge nr. 142 del 1990, che non conteneva tale previsione, con il risultato che la durata della dichiarazione di pubblica utilità finiva per coincidere sic et simpliciter con quella dell'accordo m... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... />
La disciplina dell'accordo di programma, successiva alla legge nr. 865 del 1971, si pone rispetto a quest'ultima in evidente rapporto di specialità, connotandosi soprattutto per il fatto che in questo caso si procede uno actu non solo all'approvazione della variante urbanistica ed alla dichiarazione di pubblica utilità, ma anche all'approvazione del progetto dell'opera pubblica (art. 34, comma 6, del d.lgs. nr. 267 del 2000), ciò che manifesta in modo ancor più serio ed effettivo la volontà di realizzare quest'ultima, rendendo in toto superflua l'applicazione di qualsiasi diversa disposizione in materia di termini (ivi compresa, laddove si proceda poi con decreti di occupazione d'urgenza, quella di cui all'art. 20, comma 2, della legge nr. 865 del 1971).

Il termine di cinque anni di efficacia del decreto di occupazione deve considerarsi eliso e assorbito dal termine (decennale) di efficacia dell'Accordo di programma, il quale è l'unico di per sé idoneo e sufficiente a garantire circa la serietà e la concretezza dell'intento dell'Amministrazione di realizzare l'opera pubblica. La specialità della disciplina dell'accordo di programma rende giustizia della sua non contraddittorietà r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e conclusioni diverse, in materia di termini, raggiunte dalla giurisprudenza relativamente a fattispecie solo apparentemente analoghe, ossia in ipotesi di Piani per l'edilizia economica e popolare (P.E.E.P).

Qualora la dichiarazione di pubblica utilità delle opere e d'indifferibilità ed urgenza dei lavori non derivino dall'approvazione del progetto ex art. 1 della legge 3 gennaio 1978, n.1, ma conseguano al conferimento del carattere di strumento urbanistico esecutivo al piano urbanistico particolareggiato approvato dalle Autorità con la stipulazione dell'accordo di programma, alcun obbligo di fissare termini iniziali e finali dei lavori e delle espropriazioni sussiste in sede di ratifiche del citato accordo da parte dei Consigli Comunali.

A norma dell'articolo 34, comma 6 d.lg. 18 agosto 2000, n. 267 "l'approvazione dell'accordo di programma comporta la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle medesime opere; tale dichiarazione cessa di avere efficacia se le opere non hanno avuto inizio entro tre anni". Ne consegue che solo l'inizio dei lavori entro suddetto termine (indipendentemente dalle aree interessate), evita la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità (con tutte l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...conseguenze).

Qualora l'approvazione dell'accordo di programma e la sua ratifica ad opera dei comuni interessati, produca un effetto di variante dei rispettivi piani regolatori generali e valore di strumento urbanistico esecutivo, nessuna necessità sussiste di fissare i termini ex art.13 della Legge n.2359/1865, essendo la funzione di questi termini - quella di garantire l'attualità dell'interesse pubblico da perseguire e della serietà ed effettività del progetto – adempiuta dalla disposizione dell'accordo che, in conformità al disposto dell'art.17 della Legge n.1150/1942, abbia definito i tempi di attuazione del progetto (e quindi la durata massima dell'efficacia del piano urbanistico approvato).

La previsione di "attuazione" a pena di decadenza nel termine di 36 mesi contenuta in un accordo di programma ex art. 34 dlgs n.267/2000, unitamente alla comminatoria di decadenza, in sede di decreto di approvazione, per l'ipotesi di mancata attuazione, conduce alla conclusione per cui con il suddetto termine le Amministrazioni contraenti abbiano voluto anticipare in 36 mesi il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, in deroga quindi al termine legale suppletivo stabilito dall'art 13 c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r. 327/2001.

La ratifica dell'accordo di programma che abbia conferito al piano urbanistico ad esso allegato valore di strumento urbanistico esecutivo, esclude l'applicabilità dell'art. 13 L. n. 2359/1865. In tale ipotesi pertinente è infatti il richiamo all'orientamento giurisprudenziale che esclude la necessità di fissazione dei termini di cui al cit. art. 13, nel caso di dichiarazione di pubblica utilità conseguente all'approvazione di strumenti urbanistici esecutivi, nel presupposto che l'efficacia di tale dichiarazione è indissolubilmente correlata all'efficacia temporale del piano così come disciplinata dalla legge che lo regola.

La ratifica dell'accordo di programma ad opera dei comuni interessati, che, oltre a produrre un effetto di variante dei rispettivi piani regolatori generali, abbia conferito al piano urbanistico ad esso allegato valore di strumento urbanistico esecutivo, non necessita di fissazione dei termini ex articolo 13 L. n. 2359/1865, essendo la funzione di questi adempiuta dalla disposizione dell'accordo che, in conformità al disposto dell'articolo 17 L n. 1150/1942, ha definito i tempi di attuazione del progetto (e quindi la durata massima dell'efficacia del piano urbanistico... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....

La dichiarazione di pubblica utilità conseguente all'approvazione dell'accordo di programma ex art. 34 comma 6 D.Lgs. n. 267/2000 cessa di avere efficacia qualora le opere non abbiano avuto inizio entro tre anni.

Quando legislativamente previsto (ovvero per opere già programmate dall'Amministrazione e finanziate), la dichiarazione di pubblica utilità conseguente all'approvazione di accordo di programma, cessa di avere efficacia dopo tre anni ex art. 34, comma 6 D.Lgs. n. 267/2000, mentre per i casi in cui si debba fare riferimento allo strumento urbanistico generale (modificabile anche con accordo di programma), la procedura espropriativa rimane effettuabile in vigenza del vincolo preordinato all'esproprio, vincolo per il quale è prevista la durata di cinque anni.

Il dies a quo del decorso del termine di efficacia di accordo di programma avente effetto di variante urbanistica e di dichiarazione di PU, deve individuarsi non già nella data di pubblicazione sul bollettino regionale del decreto del Presidente della giunta regionale di approvazione dell'accordo medesimo, bensì nell'ultima data di ratifica dell'organo consiliare degli enti titolari della competenza urbanistica.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i di accordo di programma comportante approvazione di piano urbanistico particolareggiato (nel caso di specie per insediamento di strutture interportuali), e dichiarazione di P.U., non è necessaria l'indicazione dei termini di cui all'art. 13 L. n. 2359/1865, in quanto la stessa è da ritenersi assorbita nella durata decennale di validità dell'accordo di programma, da ritenersi a tali effetti equiparato a uno strumento urbanistico attuativo (alla stregua di un piano per gli insediamenti produttivi ex lege n. 865 del 1971).

La ratifica dell'accordo di programma ad opera dei comuni interessati, che oltre a produrre un effetto di variante dei rispettivi piani regolatori generali, abbia conferito al piano urbanistico ad esso allegato valore di strumento urbanistico esecutivo non necessita di fissazione dei termini ex articolo 13 L. n. 2359/1865, essendo la funzione di questi adempiuta dalla disposizione dell'accordo che, in conformità al disposto dell'articolo 17 L n. 1150/1942, ha definito i tempi di attuazione del progetto (e quindi la durata massima dell'efficacia del piano urbanistico approvato).



 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI