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Titolo edilizio annullato: presupposti e sanzioni previste

A seguito di annullamento giurisdizionale del titolo abilitativo edilizio, la P.A. non è vincolata ad adottare misure ripristinatorie. Purtuttavia, l'art. 38 D.P.R. 328/2001, che prevede la sostituzione della sanzione demolitoria con quella pecuniaria, si applica ai soli casi in cui i vizi riguardino la procedura amministrativa e non profili che incidono sulla possibilità stessa di costruire.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
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formato: pdf  
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> INTERVENTI ABUSIVI, CASISTICA --> TITOLO EDILIZIO ANNULLATO --> PRESUPPOSTI

L'art. 38 prevede l'irrogazione di una sanzione qualora l'amministrazione vi faccia ricorso per permettere di "mantenere in vita" un intervento che risulti incompatibile con lo strumento urbanistico.

Ove non sussistano i requisiti per la sanatoria ordinaria, l'esercizio dei poteri discrezionali dell'amministrazione può solo sostanziarsi e confluire nella "motivata valutazione" che inibisce la sanzione demolitoria ai sensi dell'art. 38 d.P.R. 380/2001; altre vie, quali quella della sanatoria in "deroga", non possono che risultare elusive del disposto di legge.

In tema di annullamento del titolo edilizio, l'amministrazione è tenuta a due distinti valutazioni: l'una riguardante la sussistenza dei presupposti per l'esercizio del potere di autotutela che, nel caso in cui si concluda positivamente, porta all'adozione del provvedimento di annullamento del permesso di costruire; l'altra riguardante la sanzione applicabile, che presuppone innanzi tutto la verifica del fatto che non sia possibile la rimozione di vizi riscontrati con l'annullamento dell'atto, e quindi la scelta tra sanzione pecuniaria (che co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'ipotesi ordinaria), e la sanzione della riduzione in pristino, la quale richiede, per essere irrogata, che l'amministrazione con provvedimento motivato dichiari che l'opera contrasta con rilevanti interessi pubblici, disponendo la restituzione in pristino in quanto possibile.

L'art. 38 D.P.R. 380/2001 può trovare applicazione nel solo caso di annullamento di titoli edilizi per ragioni meramente formali e non sostanziali, giacché l'annullamento del titolo, al pari del resto della sua mancanza originaria non può che determinare, quale ordinaria conseguenza, la sanzione reale del ripristino dello stato dei luoghi, quale strumento per garantire il rispetto della legalità in materia edilizia e urbanistica.

L'annullamento del titolo edilizio per mancanza della dotazione minima di parcheggi è disposto per un vizio di carattere «sostanziale», e pertanto è inapplicabile l'art. 38 D.P.R. 380/2001.

A fronte dell'annullamento del titolo edilizio in sede giurisdizionale il comune è chiamato a verificare se il vizio che ha condotto alla caducazione poteva essere considerato sanabile o prendendo a riferimento la normativa urbanistica ed edilizia applicabile al momento della notificazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nza di annullamento del titolo edilizio impugnato. A questo punto: a) se il fabbricato è rispettoso dei parametri e degli standards planovolumetrici previsti dallo strumento urbanistico per la zona di riferimento, sarà applicabile l'art. 38 D.P.R. 380/2001; b) se tali parametri non sono rispettati, andrà apprezzata la qualità delle difformità rispetto alla parte assentita ed assentibile del manufatto e si applicheranno o l'art. 31 o l'art. 34 del D.P.R. cit..

L'art. 38 D.P.R. 380/2001 è inapplicabile nel caso in cui il titolo edilizio annullato sia stato ritenuto invalido per vizi sostanziali, ossia quei vizi che non implicano "ex se" l'esclusione della conformità dell'edificio allo strumento urbanistico.

L'istituto dell'art. 38 D.P.R. 380/2001 si può applicare solamente per sanare quei motivi di annullamento di natura procedimentale o formale, cosicché esso va ricondotto all'accertamento di conformità ex art. 36 D.P.R. cit., dal quale si differenzia solamente per la diversa iniziativa (d'ufficio e non di parte), per la non necessarietà del presupposto della c.d."doppia conformità" e per la diversa disciplina delle conseguenze (pagamento, a titolo di oblazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ntributo di costruzione in misura doppia nel caso dell'art. 36, una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere o loro parti abusivamente eseguite, valutato dall'agenzia del territorio, nel caso dell'art. 38).

Le condizioni per l'applicazione dell'istituto dell'art. 38 D.P.R. 380/2001 sono rigorose e vanno espresse nell'atto con appropriata motivazione.

Qualora non si dimostri la concreta sussistenza dei presupposti di cui all'art. 38 DPR 380/2001, il Comune è tenuto a valutare se le opere difformi incidano sulla struttura con variazioni essenziali ai sensi dell'art. 31 D.P.R. cit. o si possa fare applicazione dell'art. 34 D.P.R. cit., il tutto con le relative conseguenze di legge (obbligatoria demolizione nel primo caso a pena di acquisizione dell'area di sedime al patrimonio comunale, scelta tra la demolizione e la sanzione nel secondo caso).

È illegittima l'applicazione dell'art. 38 D.P.R. 380/2001 qualora nel provvedimento manchi ogni tipo di accertamento circa la possibilità di assentire i lavori in difformità rispetto al permesso a costruire e dell'impossibilità di demolire le parti in difformità senza pregiudizio delle parti conformi.

Qualora l'annullamento sia ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zi formali, l'Amministrazione ha titolo ad emettere un nuovo titolo abilitativo rimuovendo – quando possibile – le irregolarità procedimentali precedentemente commesse, mentre nel caso in cui l'annullamento sia scaturito dall'accertato contrasto sostanziale del progetto con le norme urbanistico-edilizie vigenti l'Amministrazione è chiamata ad operare la scelta tra la sanzione demolitoria e quella pecuniaria attraverso una valutazione preventiva della possibilità che la rimozione della parte abusiva avvenga senza pregiudizio di quella regolare o comunque del restante manufatto, il tutto in esito ad un'approfondita istruttoria e a mezzo di puntuale motivazione.

Ai sensi dell'articolo 38 DPR 380/2001, l'autoannullamento del permesso di costruire non postula di per sé in via automatica il ripristino dei luoghi, visto che una volta determinatasi a ravvisare gli estremi dell'autotutela decisoria, l'amministrazione è poi chiamata a modulare le misure operative che ne conseguono, senza un sistematico ricorso all'integrale autotutela esecutiva.

La disciplina degli interventi eseguiti in base a permesso annullato esaurisce il suo ambito di operatività alle sole violazioni formali delle procedure amministra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; applicabile soltanto qualora non sia possibile la restituzione in pristino.

In caso di annullamento in sede giurisdizionale di una concessione edilizia, ritenuta illegittima per un vizio sostanziale, l'Amministrazione non può emettere un nuovo provvedimento concessorio in applicazione dell'art. 11 legge n. 47 del 1985 (ora art. 38 d.P.R. 380/2001), trattandosi di norma che consente la rimozione esclusivamente di vizi procedurali.

L'impossibilità della rimozione dei vizi procedurali che hanno comportato l'annullamento del titolo edilizio si ha soltanto nel caso in cui sia configurabile un vizio sostanziale conseguente all'accertato contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> INTERVENTI ABUSIVI, CASISTICA --> TITOLO EDILIZIO ANNULLATO --> REGIONI/PROVINCE --> PROVINCIA DI BOLZANO

Per il caso di realizzazione di un intervento edilizio sulla base di una concessione edilizia in seguito annullata, con impossibilità di rimuovere i vizi della procedura amministrativa, l'art. 88 l. urb. prov. Bolzano (in sostanziale conformità alla disciplina dell'ordinamento statale oggi contenuta nell'art. 38 d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380), prevedeva in ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rrogazione di una sanzione pecuniaria pari al quadruplo dell'importo massimo del contributo sul costo di costruzione, tuttavia escludendo tale possibilità (di pagamento della sanzione pecuniaria) per gli interventi insistenti su un'area soggetta a un vincolo di inedificabilità ai sensi dell'art. 27 l. prov. 21 gennaio 1987, n. 4.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> INTERVENTI ABUSIVI, CASISTICA --> TITOLO EDILIZIO ANNULLATO --> REGIONI/PROVINCE --> TOSCANA

L'art. 138 della L.R. Toscana 1/2005, laddove non sia possibile la rimozione dei vizi che hanno condotto all'annullamento del titolo edilizio, indica quale opzione preferenziale la adozione di una sanzione di tipo pecuniario consentendo alla P.A. di disporre la rimessione in pristino solo ove l'opera contrasti con rilevanti interessi pubblici della cui sussistenza deve essere dato conto con apposita motivazione.

L'art. 138 l.r. Toscana 1/2005 si applica per tutti i casi di intervenuto annullamento del titolo edificatorio (quale che ne sia stata la fonte: giurisdizionale, giustiziale, autotutela amministrativa).

L'art. 138 l. reg. Toscana n. 1/2005 non costituisce un semplice riferimento alla necessità di motivare gli atti di autot... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uanto, essendo l'annullamento in autotutela del permesso di costruire il presupposto dell'applicazione dell'art. 138, quest'ultimo non può fornire, per così dire "a valle" una motivazione in ordine all'interesse pubblico che deve essere autonomamente (ed in precedenza) effettuata dall'amministrazione che si accinge ad esercitare il proprio potere di annullamento, ponendo in essere quell'atto (il provvedimento di annullamento) che fungerà appunto da presupposto per l'applicazione dell'art. 138.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> INTERVENTI ABUSIVI, CASISTICA --> TITOLO EDILIZIO ANNULLATO --> RIMOZIONE DEI VIZI

Non è condivisibile la tesi secondo cui i vizi che la P.A. potrebbe rimuovere ai sensi dell'art. 38 D.P.R. 380/2001 al fine di sanare la situazione venutasi a creare con l'annullamento del permesso di costruire, potrebbero riguardare non solo violazioni formali o procedimentali, ma anche difformità urbanistiche sostanziali.

In seguito all'annullamento di un titolo abilitativo edilizio, l'Amministrazione non può dirsi vincolata ad adottare misure ripristinatorie, dovendo, anzi, tale scelta, tipicamente discrezionale, essere adeguatamente motivata, privilegiando, ogni volta c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; sia possibile, la riedizione del permesso di costruire emendato dai vizi riscontrati.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> INTERVENTI ABUSIVI, CASISTICA --> TITOLO EDILIZIO ANNULLATO --> SANZIONE DEMOLITORIA

Per conformarsi, com'è suo obbligo, alla pronuncia di annullamento del titolo edilizio emessa in sede di giudizio di merito, il Comune deve adottare le determinazioni necessarie a far conseguire all'interessato il soddisfacimento del bene della vita, coincidente appunto con la eliminazione delle conseguenze pregiudizievoli derivanti dalla presenza illegittima della costruzione realizzata dal controinteressato.

In caso di caso di edificazione intervenuta in base ad un titolo edilizio successivamente annullato (art. 38 D.p.r. n. 380/2001) la demolizione rappresenta l'extrema ratio che deve essere specificatamente motivata dal comune.

In caso di annullamento del titolo edilizio, è legittima la concessione, ai fini della demolizione, del termine ordinario di 90 giorni stabilito in via generale per ogni ordine di demolizione dall'art. 31 del D.P.R. n. 380/2001.

Nel caso di opere realizzate sulla base di titolo annullato, la loro demolizione deve essere considerata quale extrem... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ivilegiando, ogni volta che ciò sia possibile, la riedizione del permesso di costruire emendato dai vizi riscontrati.

In caso di impossibilità di identificare un elemento progettuale conforme nelle diverse rappresentazioni appare inapplicabile l'ipotesi di una rimozione dei vizi procedimentali, atteso che il profilo di illegittimità attiene all'essenza stessa del manufatto in relazione alla sua concreta dislocazione: la sanzione demolitoria, quindi, è l'unica possibile.

La sostituzione della sanzione demolitoria con quella pecuniaria prevista dall'art. 38 del D.P.R. 380/2001 non si applica qualora i vizi del titolo edilizio non riguardino la procedura amministrativa, ma attengano a profili rilevanti che incidono sulla possibilità stessa di edificare.

A seguito di annullamento giurisdizionale di titolo abilitativo edilizio, l'Amministrazione non può dirsi vincolata ad adottare misure ripristinatorie, dovendo anzi tale scelta tipicamente discrezionale essere adeguatamente motivata quale "extrema ratio" privilegiando ogni volta che ciò sia possibile, la riedizione del permesso di costruire emendato dai vizi riscontrati.

La regola immanente all'art. 38, co. 1, D.P.R. 380/2001... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...appresentata dall'operatività della sanzione reale che, in quanto effetto primario e naturale derivante dall'annullamento del permesso di costruire, non richiede all'Amministrazione un particolare impegno motivazionale, ma rinviene nella legalità violata la sua giustificazione in re ipsa.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> INTERVENTI ABUSIVI, CASISTICA --> TITOLO EDILIZIO ANNULLATO --> SANZIONE PECUNIARIA

L'impossibilità di ripristino che consente ai sensi dell'art. 38 D.P.R. 380/2001 la sostituzione della sanzione ripristinatoria con quella pecuniaria va intesa non come impossibilità di natura tecnica, ma come opportunità di disporre la demolizione, dovendosi comparare l'interesse pubblico al recupero dello status quo ante con il rispetto delle posizioni giuridiche soggettive del cittadino incolpevole che aveva confidato nell'esercizio legittimo del potere amministrativo.

Nella scelta fra le misure conseguenti all'annullamento del titolo edilizio la P.A., qualora opti per la tutela ripristinatoria, deve evidenziare in modo adeguato quali siano i «rilevanti interessi pubblici» compromessi dalla realizzazione dell'opera che non rendano possibile la applicazione della sanzion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a, senza potersi limitare all'affermazione che non sarebbero stati rispettati alcuni parametri urbanistici.

La sanzione pecuniaria prevista dall'art. 11 legge 47/1985 (oggi art. 38 D.P.R. 380/2001) ha natura ripristinatoria in quanto sostitutiva della sanzione demolitoria: essa, pertanto, non si prescrive fino a quando l'abuso persiste e, fino alla sua estinzione a mezzo del pagamento, deve intendersi correlata sul piano soggettivo alla qualità di proprietario dell'immobile abusivo, a prescindere dal fatto che questi non sia anche l'autore dell'abuso.

La sanzione prevista dall'art. 11 legge 47/1985 (oggi art. 38 D.P.R. 380/2001) che sia irrogata nei confronti del direttore dei lavori ha carattere personale, non reale.

La previsione dell'art. 38 D.P.R. 380/2001 secondo cui spetta all'Agenzia del Territorio procedere alla stima del valore dell'abuso prevale su contrarie previgenti disposizioni di legge regionale che attribuiscano ad altri soggetti tale competenza, poiché il legislatore ha voluto attribuire tale competenza ad un unico soggetto estraneo alle amministrazioni locali, e quindi terzo rispetto ad esse.

L'irrogazione della sanzione pecuniaria di cui all'art. 38 T.U. non deve essere preceduta da un c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rio tra P.A. e autore dell'abuso sulla stima compiuta dall'Agenzia del Territorio.

Una volta annullato il titolo edilizio, solo la scelta della irrogazione della sanzione pecuniaria – ovviamente in presenza della motivazione per gli altri profili evidenziati – non richiede specifica motivazione, perché essa costituisce – tra le due sanzioni possibili – quella ritenuta "ordinaria" dal legislatore e meno afflittiva per il cittadino.

L'art. 38 del DPR n. 380/2001, in generale, e, per ciò che riguarda la Regione Toscana, l'art. 138 l. n. 1/2005, intendono esprimere la volontà del legislatore di non accollare in via automatica al cittadino (che ben può essere incolpevole dell'illegittimità) le conseguenze dell'annullamento del titolo autorizzatorio, ed in particolare la sanzione massima (che sarebbe quella "automaticamente" discendente dall'intervenuto annullamento) della riduzione in pristino.

In caso di intervento eseguito in base a titolo edilizio annullato, l'applicazione della pecuniaria è ammessa soltanto quando non è possibile né la regolarizzazione né la riduzione in pristino.

La sanzione alternativa pecuniaria deve intendersi rife... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ole costruzioni assentite mediante titoli abilitativi annullati per vizi formali, e non anche sostanziali.

L'applicabilità della sanzione alternativa pecuniaria è prevista dall'art. 38 D.P.R. 380/2001 avendo riguardo all'ipotesi in cui soltanto una parte del fabbricato risulti abusivamente realizzata e risulti, nel contempo, accertato che la sua demolizione esporrebbe a serio rischio statico la residua parte legittima del fabbricato medesimo.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> INTERVENTI ABUSIVI, CASISTICA --> TITOLO EDILIZIO ANNULLATO --> SOPRAVVENIENZE NORMATIVE FAVOREVOLI

Anche qualora nel lasso di tempo intercorrente fra l'annullamento del titolo e l'adozione della sanzione intervengano leggi di condono o che consentano interventi straordinari in deroga agli strumenti urbanistici, la applicazione della legislazione di favore presupporrebbe pur sempre la attivazione di un autonomo procedimento ad istanza di parte volto ad appurare la sussistenza dei presupposti per poterne beneficiare.

La disciplina del c.d. "Piano casa" non può essere utilizzata per rimuovere ai sensi dell'art. 38 D.P.R. 380/2001 dei vizi sostanziali che hanno portato all'annullamento del titolo edilizio.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...LO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> INTERVENTI ABUSIVI, CASISTICA --> TITOLO EDILIZIO ANNULLATO --> TIPOLOGIE DI ANNULLAMENTO

L'annullamento giurisdizionale del permesso di costruzione si comunica a tutti gli ulteriori titoli edilizi che lo presuppongono in quanto non trarrebbero alcuna autonoma giustificazione giuridico-fattuale in assenza del titolo a monte.

La rimozione dei vizi ex art. 38 d.P.R. 380/2001 non richiede che essi siano di carattere formale, dato che l'art. 38 nulla dice al riguardo e che tale norma costituisce una normativa di favore che differenzia sensibilmente la posizione di colui che abbia realizzato l'opera abusiva sulla base di un titolo annullato, rispetto a coloro che hanno realizzato opere abusive senza alcun titolo, tutelando l'affidamento del privato a poter conservare l'opera realizzata.

Ai fini dell'applicazione dell'art. 38 del d.P.R. 380/2001, la mancanza dell'indefettibile piano di lottizzazione non costituisce un vizio formale, bensì sostanziale.

Nel caso di annullamento in sede giurisdizionale di una concessione edilizia, considerata illegittima per vizio sostanziale, la p.a. non può ricorrere all'art. 38, d.P.R. n. 380/2001, norma che consente di rimediare ai ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ormali o procedurali, poiché la regola posta dal richiamato art. 38, comma 1, si estrinseca nell'operatività della sanzione reale che, in quanto effetto primario e naturale derivante dall'annullamento del permesso di costruire, non impone alla p.a. un particolare onere di motivazione, ma trae la sua giustificazione dalla legalità violata, onde la sanzione alternativa pecuniaria deve intendersi riferita alle sole costruzioni assentite mediante titoli abilitativi annullati per vizi formali.

Nell'ipotesi in cui il permesso di costruire sia stato annullato in sede giurisdizionale a causa di vizi emendabili – e, quindi, fuori dei casi di divieto assoluto di edificazione – l'effetto conformativo che discende dal decisum di annullamento non comporta affatto per il Comune l'obbligo sempre e comunque di disporre la demolizione di quanto realizzato sulla base del titolo annullato, ma è circoscritto al divieto, in caso di adozione di un nuovo titolo edilizio, di riprodurre i medesimi vizi (formali o sostanziali che siano) che detto titolo avevano connotato: tanto evincendosi anche dall'art. 38 del d.P.R. 6 giugno 2001, nr. 380, che disciplina proprio la sorte delle opere realizzate sulla base di un permesso di costruire poi annullato.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../> L'art. 38 D.P.R. 380/2001 si applica anche alle ipotesi in cui il titolo edilizio sia stato annullato in sede giurisdizionale.

L'art. 38 D.P.R. 380/2001 trova applicazione sia in caso di annullamento in autotutela sia in caso di annullamento in sede giurisdizionale.


 
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