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Interessi e rivalutazione con riguardo all'indennità di espropriazione


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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2019
pagine: 3241 in formato A4, equivalenti a 5510 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> RIVALUTAZIONE E INTERESSI --> INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE

L'indennità di espropriazione, in quanto espressa ab origine in valori monetari, ha natura di debito di valuta, natura che non muta per il fatto che i criteri della sua determinazione vadano riferiti al valore del bene al tempo del provvedimento ablativo, in quanto, una volta che sia stato accertato, il relativo numerarlo costituisce, come si è detto, il ristoro, di cui all'art. 42 Cost. per la perdita del diritto reale, al quale si sostituisce.

Nonostante l'adozione di un analogo parametro di riferimento (valore venale del bene) le indennità di espropriazione e di occupazione, da una parte, ed risarcimento del danno derivante da occupazione illegittima, dall'altra, conservano la loro ontologica differenza, in quanto ricollegabili la prima ad un'attività legittima dell'Amministrazione, fondata sull'art. 42 Cost. e art. 832 c.c., e la seconda ad una condotta illecita dell'occupante, sanzionata dall'art. 2043 c.c., con la conseguenza che, a differenza dell'obbligazione risarcitoria, l'obbligazione indennitaria ha natura di debito di valuta, sicché infondatamente si invocano gli accessori -rivaluta... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...teressi sulle somme annualmente rivalutate- propri dei debiti di valore.

Poichè l'indennità espropriativa non costituisce un debito di valore da rivalutare annualmente ed automaticamente onde adeguarlo al pregiudizio effettivo, ma integra (indennità e non risarcimento e, quindi) debito di valuta, la rivalutazione della sorte è soggetta alle regole imposte dall'art. 1224 c.c. in tema di maggiore danno.

Nessuna alternatività può essere posta tra il costo delle opere cc.dd. di urbanizzazione e la rivalutazione dell'indennizzo; la natura ed il rilevo dei costi di cui si dice ha una incidenza assolutamente diversa dalla rivalutazione monetaria che attiene, invece, al solo computo del danno per l'ipotesi di inadempimento dell'obbligo di pagamento dell'indennizzo. La diversità di natura e di scopo non consente, dunque, tra gli stessi una relazione di alternatività. Piuttosto, mentre il costo degli oneri deve essere tenuto presente nel calcolo del valore del bene, la rivalutazione dovrà essere valutata in caso d'inadempimento del pagamento dell'indennizzo.

Il prezzo della cessione volontaria d'immobile sottoposto a procedura espropriativa, non diversamente dall'indennità di... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ione, è debito di valuta, perché oggetto di obbligazione indennitaria, e non risarcitoria, alla quale si applica il principio nominalistico sancito dall'art. 1224 c.c.

Il credito relativo all'indennità, per giurisprudenza costante, ha natura di credito di valuta trattandosi di obbligazione pecuniaria tale sin dall'origine e quindi soggetta al principio nominalistico.

Sulle maggiori somme dovute a titolo di indennità di espropriazione e con decorrenza dalla data di esproprio sono dovuti interessi in misura legale nonché, con identica decorrenza, l'ulteriore percentuale annua pari alla differenza tra il rendimento annuo netto dei BOT e il tasso annuo legale di interesse come sopra già riconosciuto.

I principi in materia di mora debendi dettano una disciplina di carattere generale che non può non applicarsi, senza ingenerare discriminazioni, anche alle indennità espropriative.

Il riconoscimento, ai sensi dell'art. 1224 c.c., comma 2, dell'ulteriore danno conseguente alla svalutazione monetaria della maggiore somma riconosciuta a titolo di indennità di esproprio presuppone la mora dell'espropriante e, quindi, un suo comportamento colpevole ai sensi degli artt. 1... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...c.c..

La "mora debendi" rilevante ai fini dell'ulteriore danno conseguente alla svalutazione monetaria della maggiore somma riconosciuta a titolo di indennità di esproprio, si configura solo a partire dalla data dell'inizio del giudizio di opposizione alla stima o di determinazione dell'indennità (o del conguaglio), poiché prima di ciascuno di detti procedimenti l'ente espropriante (che sia estraneo al procedimento di determinazione), non ha alcuna facoltà di interferire nelle determinazioni amministrative, siano esse accettate dall'espropriato ovvero impugnate, in quanto completamente estranee alla sua sfera giuridico-economica e attribuite per legge a organi terzi.

Costituendo l'indennità d'espropriazione debito di valuta e non di valore, soltanto gli interessi legali d'indole compensativa possono farsi decorrere dalla data del decreto ablativo, e non anche la rivalutazione del credito, che, sebbene attribuibile a titolo di maggiore danno ex art. 1224 c.c., comma 2, presuppone anche la mora del debitore e, dunque, potrebbe farsi decorrere soltanto dall'introduzione del giudizio a condizione inoltre che da quell'epoca il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a do... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...osse stato superiore al saggio degli interessi legali.

Non appare dovuta la rivalutazione monetaria sull'indennità di espropriazione, trattandosi di un debito di valuta.

Sull'indennità dovuta a fronte della perdita del bene e su quella di occupazione, quali debito di valuta, vanno calcolati gli interessi al saggio legale, dal deposito della sentenza all'effettivo soddisfo.

L'indennità di espropriazione è obbligazione di valuta; in ordine agli accessori, vigendo il principio nominalistico per le obbligazioni di valuta, il debitore deve corrisponderne l'esatto ammontare, salva la messa in mora. Da tale data e fino al soddisfacimento del relativo credito decorreranno gli interessi moratori. E', invece, da escludersi ogni rivalutazione, trattandosi di obbligazione di valuta e non di valore.

Sull'importo, avente natura di debito di valuta, riconosciuto a titolo di differenza tra l'indennità determinata in via amministrativa e quella liquidata dall'Autorità giudiziaria a seguito del giudizio di opposizione alla stima, gl'interessi sono dovuti in misura legale con decorrenza dalla data in cui, per effetto dell'emissione del decreto di espropriazione, ha avuto luogo l'acquisto della pro... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e; del fondo da parte dell'espropriante, con la conseguente insorgenza dell'obbligo di corrispondere l'indennità.

L'indennità di espropriazione e quella di occupazione legittima, sia per la parte originariamente fissata nel provvedimento ablatorio, sia per quella ulteriore, eventualmente liquidata nel giudizio di opposizione alla stima, costituiscono debiti di valuta non suscettibili di automatica rivalutazione in relazione al deprezzamento della moneta, il quale può solo giustificare, ai sensi dell'art. 1224 cod. civ., il riconoscimento, in aggiunta agli interessi, del maggior danno causato dalla mora del debitore.

Essendo l'indennità di esproprio debito di valuta, gli interessi decorrono dalla data della domanda.

In caso di inadempimento o di ritardato adempimento di un'obbligazione avente ad oggetto una somma di denaro - assoggettata, in quanto tale, alla disciplina dell'art. 1277 cod. civ. - la rivalutazione monetaria del credito può essere riconosciuta solo a condizione che il creditore alleghi e dimostri, ai sensi dell'art. 1224 c.c., comma 2, l'esistenza del maggior danno derivante dalla mancata disponibilità della somma durante il periodo di mora, non compensato dalla corresponsione de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...si legali nella misura predeterminata dall'art. 1224 c.c.

L'indennità di espropriazione è oggetto di un credito di valuta, al quale si applicano il primo ed il secondo comma dell'art. 1224 c.c.: sullo stesso sono dovuti, dal giorno dell'espropriazione, gli interessi legali, di natura compensativa, per il solo fatto che la relativa somma è rimasta a disposizione dell'ente espropriante, a prescindere da una sua colposa responsabilità per il ritardo nel pagamento dell'indennità. L'eventuale rivalutazione di quest'ultima, per contro, presuppone la mora dell'espropriante e, quindi, un suo comportamento colpevole, idoneo a far sorgere l'obbligo di ulteriore risarcimento ai sensi dell'art. 1224, secondo comma cod. civ.

Essendo l'indennità di espropriazione debito di valuta, non deve procedersi alla relativa rivalutazione, e neppure può riconoscersi il risarcimento del maggior danno da svalutazione monetaria, ai sensi dell'art. 1224 c.c., qualora nel periodo in considerazione il tasso degli interessi legali sia stato sempre superiore a quello dell'inflazione.

Le somme attribuite a titolo di conguaglio dovuto sia sul corrispettivo per la cessione e sia sull'indennità di occupazione legitt... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uiscono entrambi debito di valuta e non di valore.

Qualora, in materia di crediti di valuta (quale è quello alla indennità di esproprio), il maggior danno lamentato consista unicamente nella differenza, su base annua, tra il saggio degli interessi legali previsto nel periodo in osservazione ed il tasso di svalutazione monetaria fissato dall'Istat, deve essere riconosciuta la sola rivalutazione per i periodi in cui la relativa percentuale sia superiore al tasso degli interessi legali, mentre nella ipotesi inversa sono dovuti solo questi ultimi.

L'indennità di espropriazione, giudizialmente riconosciuta, ha natura di debito di valuta; nulla è pertanto dovuto a titolo di rivalutazione ed in difetto di prova dell'eventuale maggior danno patito ex art. 1224 cpv. Cod. Civ.

La "rivalutazione" dell'indennità è esclusa in radice dal noto carattere di valuta da sempre attribuito dalla giurisprudenza a quel credito.

Il debito dell'espropriante di pagare l'indennità di espropriazione costituisce un'obbligazione di valuta e sullo stesso sono dovuti, dal giorno dell'espropriazione, gli interessi legali, di natura compensativa, per il solo fatto che la relativa somma è ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...isposizione dell'ente espropriante, a prescindere da una sua colposa responsabilità per il ritardo nel pagamento dell'indennità. Solo se l'espropriato prova di avere subito un danno maggiore di quello già risarcito dagli interessi legali, spetta anche il risarcimento del danno ulteriore.

L'eventuale rivalutazione dell'indennità di espropriazione presuppone la mora dell'espropriante e, quindi, un suo comportamento colpevole, idoneo a far sorgere l'obbligo di ulteriore risarcimento ai sensi dell'art. 1224, secondo comma cod. civ. (configurabile, peraltro, solo a partire dall'instaurazione del giudizio di opposizione alla stima); tale ulteriore pregiudizio non e' presunto, ma deve essere dimostrato dalla parte interessata, che non può' limitarsi ad invocare generiche presunzioni, desunte dalla notoria svalutazione o da non precisati investimenti produttivi.

Le obbligazioni derivanti dall'occupazione temporanea di un bene debitamente autorizzata e dalla successiva espropriazione, se pronunciata nel termine fissato, sono obbligazioni pecuniarie, sicché nessuna delle due indennità è suscettibile di automatica rivalutazione in correlazione al deprezzamento della moneta.

Le somme dovute ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... indennità di espropriazione e di indennità di occupazione sono debiti di valuta per cui non deve procedersi alla relativa rivalutazione, e neppure può riconoscersi il risarcimento del maggior danno da svalutazione monetaria, ai sensi dell'art. 1224 cc, qualora nel periodo in considerazione il tasso degli interessi legali sia stato sempre superiore a quello dell'inflazione.

L'obbligazione indennitaria è obbligazione di valuta; non va pertanto riconosciuta la rivalutazione monetaria in mancanza della prova del maggior danno.

Il credito relativo alla indennità ha natura di credito di valuta trattandosi di obbligazione pecuniaria tale sin dall'origine e quindi soggetta al principio nominalistico.

Poiché il pagamento dei conguagli degli importi fissati nell'atto di cessione a titolo di indennità di espropriazione, integra un debito di valuta, sulla somma liquidata non può essere riconosciuta la rivalutazione monetaria, in difetto di prova di un maggior danno ex art. 1224 secondo comma c.c.

Il credito relativo alla indennità di espropriazione ha natura di credito di valuta trattandosi di obbligazione pecuniaria tale sin dall'origine e quindi soggetta al principio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ico, con logico diritto agli interessi meramente compensativi del ritardo nel pagamento della somma non pagata tempestivamente. La rivalutazione non è dovuta, in mancanza di espressa domanda e prova del maggior danno da svalutazione, conseguente al decorso del tempo ai sensi dell'art. 1224 c.c. A titolo di maggior danno da ritardo trattandosi di obbligazione pecuniaria ex art. 1224 comma secondo c.c. è dovuta, ove ricorra, l'ulteriore percentuale annua pari alla differenza tra il rendimento annuo netto dei BOT e il tasso annuo legale di interesse come sopra già riconosciuto.

In mancanza della prova di un danno ulteriore rispetto quello coperto dagli interessi legali, l'indennità di espropriazione non può essere rivalutata, il relativo debito avendo natura di debito di valuta.

Sulla somma dovuta a titolo di conguaglio dell' indennità di espropriazione la rivalutazione monetaria non è dovuta in quanto trattasi di debito di valuta e non di valore ed in mancanza di prova del maggior danno di cui all'art. 1224 comma 2 c.c.

Il prezzo di cessione dell'immobile sottoposto a procedura espropriativa, non diversamente dalla stessa indennità di espropriazione, è debito di valuta, perc... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ggetto di obbligazione indennitaria e non risarcitoria, alla quale si applica il principio nominalistico sancito dall'art. 1224 c.c.

L'indennità di espropriazione è credito di valuta; non si applica pertanto la rivalutazione che presuppone invece che si tratti di un credito di valore.

Sulla somma dovuta a titolo di indennità di espropriazione nulla è dovuto a titolo di rivalutazione monetaria, trattandosi di debito di valuta e in mancanza di prova di un maggior danno.

L'indennità di esproprio è debito di valuta, soggetto al principio nominalistico; non può farsi luogo alla rivalutazione automatica.

INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> RIVALUTAZIONE E INTERESSI --> INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> CONGUAGLIO

L'obbligazione relativa al conguaglio dovuto sul corrispettivo della cessione volontaria non costituisce debito di valore ma di valuta, soggetto al principio nominalistico, con la conseguenza che il ritardo nell'adempimento non ne consente l'automatico adeguamento al mutato potere di acquisto della moneta, né giustifica il riconoscimento del danno da lucro cessante, in assenza della prova del pregiudizio da parte del cr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... />
Il conguaglio dovuto sul corrispettivo della cessione volontaria stipulata ai sensi della L. 29 luglio 1980, n. 385, da determinarsi in riferimento al valore che l'immobile ceduto aveva alla data della cessione, condivide la natura indennitaria del corrispettivo originariamente stabilito. L'obbligazione relativa a tale conguaglio non costituisce, pertanto, debito di valore ma di valuta, soggetto al principio nominalistico, con la conseguenza che il ritardo nell'adempimento non ne consente l'automatico adeguamento al mutato potere di acquisto della moneta, né giustifica il riconoscimento del danno da lucro cessante, in assenza della prova del pregiudizio da parte del creditore.

INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> RIVALUTAZIONE E INTERESSI --> INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> ESPROPRIO PARZIALE

In ipotesi di esproprio parziale, essendo unica l'indennità, le singole voci che la compongono, ivi compresi gli oneri di spesa causati dal distacco, hanno tutte la stessa natura di debito di valuta, soggetto alla disciplina di cui all'art. 1224 c.c. ma insuscettibile di rivalutazione automatica, propria invece dei debiti di valore.

L'art. 40 L. n. 2359/1865, per il deprezzamento dell'area r... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tribuisce a determinate l'ammontare complessivo dell'indennità espropriativa, e non è da essa distinguibile, sicché partecipa della medesima natura di credito di valuta.

L'indennità di espropriazione è oggetto di un debito di valuta, con la conseguenza che l'eventuale maggior danno di cui all'art. 1224 c.c. deve essere allegato e provato. Il principio non subisce in caso di espropriazione parziale, per quel che concerne la diminuzione di valore dell'area residua; anche in questo caso, pertanto, l'indennità di espropriazione integra un debito di valuta soggetto al principio nominalistico, e pertanto non è suscettibile di rivalutazione automatica in correlazione con il deprezzamento della moneta, che può solo giustificare una richiesta dell'espropriato di risarcimento del maggior danno per effetto della mora del debitore espropriante, in aggiunta agli interessi, ai sensi e nei limiti di cui all'art. 1224 c.c., comma 2.

L'indennità dovuta dalla pubblica amministrazione per la espropriazione parziale di un fondo del privato, quale debito di valuta, non può essere rivalutata dal giudice di appello, se non su tempestiva ed esplicita richiesta dell'espropriato, sorretta dalla prova, anch... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a, della verificazione del maggior danno ai sensi dell'art. 1224 cod. civ. per effetto della svalutazione monetaria, in conseguenza dell'impossibilità di investire il denaro, non riscosso a tempo debito, in modo redditizio.

INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> RIVALUTAZIONE E INTERESSI --> INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> MAGGIORAZIONI ED INDENNITÀ AGGIUNTIVE

Sebbene l'indennità aggiuntiva spettante ex L. n. 865 del 1971, ex art. 17 abbia carattere autonomo, tuttavia il diritto a conseguirla da parte dei soggetti indicati da detta norma, ivi compreso il fittavolo, presuppone che il proprietario abbia perduto la titolarità del diritto dominicale sul bene da loro coltivato e ciò a seguito di decreto di esproprio o di cessione volontaria del suolo ex art. 12 del medesimo testo normativo, se non anche per il fenomeno dell'occupazione appropriativa; ne consegue che non possono ritenersi fondate le domande concernenti la decorrenza anticipata a quella data degli interessi sul capitale riscosso.

Sull'intera somma determinata a titolo di indennità aggiuntiva al conduttore coltivatore diretto, costituente debito di valuta, sono dovuti gli interessi legali decorrenti dalla da... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ione del decreto di esproprio a quella del versamento; per contro, poiché nelle obbligazioni pecuniarie il maggior danno da ritardo nel pagamento non spetta in via automatica, sicché la sua sussistenza deve essere provata quantomeno in via presuntiva, è onere del ricorrente di specificare, ai sensi dell'art. 366 c.p.c., n. 4, su quali elementi di fatto, debitamente allegati in sede di giudizio di merito ed ignorati dalla corte territoriale, si fondi la domanda di riconoscimento della rivalutazione monetaria.

L'indennità aggiuntiva a favore dell'affittuario coltivatore diretto è debito di valuta; non deve pertanto procedersi alla relativa rivalutazione, e neppure può riconoscersi il risarcimento del maggior danno da svalutazione monetaria, ai sensi dell'art. 1224 cc, in assenza di domanda.


 
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