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Interessi e rivalutazione con riguardo all'indennità di espropriazione


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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2016
pagine: 3597 in formato A4, equivalenti a 6115 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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Il prezzo della cessione volontaria d'immobile sottoposto a procedura espropriativa, non diversamente dall'indennità di espropriazione, è debito di valuta, perché oggetto di obbligazione indennitaria, e non risarcitoria, alla quale si applica il principio nominalistico sancito dall'art. 1224 c.c.

Il credito relativo all'indennità, per giurisprudenza costante, ha natura di credito di valuta trattandosi di obbligazione pecuniaria tale sin dall'origine e quindi soggetta al principio nominalistico.

Sulle maggiori somme dovute a titolo di indennità di espropriazione e con decorrenza dalla data di esproprio sono dovuti interessi in misura legale nonché, con identica decorrenza, l'ulteriore percentuale annua pari alla differenza tra il rendimento annuo netto dei BOT e il tasso annuo legale di interesse come sopra già riconosciuto.

I principi in materia di mora debendi dettano una disciplina di carattere generale che non può non applicarsi, senza ingenerare discriminazioni, anche alle indennità espropriative.

Il riconoscimento, ai sensi dell'art. 1224 c.c., comma 2, dell'ulteriore danno conseguente alla svalutazione monetaria della maggiore somma riconosciuta a titol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ità di esproprio presuppone la mora dell'espropriante e, quindi, un suo comportamento colpevole ai sensi degli artt. 1218 e 1176 c.c..

La "mora debendi" rilevante ai fini dell'ulteriore danno conseguente alla svalutazione monetaria della maggiore somma riconosciuta a titolo di indennità di esproprio, si configura solo a partire dalla data dell'inizio del giudizio di opposizione alla stima o di determinazione dell'indennità (o del conguaglio), poiché prima di ciascuno di detti procedimenti l'ente espropriante (che sia estraneo al procedimento di determinazione), non ha alcuna facoltà di interferire nelle determinazioni amministrative, siano esse accettate dall'espropriato ovvero impugnate, in quanto completamente estranee alla sua sfera giuridico-economica e attribuite per legge a organi terzi.

Costituendo l'indennità d'espropriazione debito di valuta e non di valore, soltanto gli interessi legali d'indole compensativa possono farsi decorrere dalla data del decreto ablativo, e non anche la rivalutazione del credito, che, sebbene attribuibile a titolo di maggiore danno ex art. 1224 c.c., comma 2, presuppone anche la mora del debitore e, dunque, potrebbe farsi decorrere soltanto dall'introduzione de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... a condizione inoltre che da quell'epoca il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi fosse stato superiore al saggio degli interessi legali.

Non appare dovuta la rivalutazione monetaria sull'indennità di espropriazione, trattandosi di un debito di valuta.

Sull'indennità dovuta a fronte della perdita del bene e su quella di occupazione, quali debito di valuta, vanno calcolati gli interessi al saggio legale, dal deposito della sentenza all'effettivo soddisfo.

L'indennità di espropriazione è obbligazione di valuta; in ordine agli accessori, vigendo il principio nominalistico per le obbligazioni di valuta, il debitore deve corrisponderne l'esatto ammontare, salva la messa in mora. Da tale data e fino al soddisfacimento del relativo credito decorreranno gli interessi moratori. E', invece, da escludersi ogni rivalutazione, trattandosi di obbligazione di valuta e non di valore.

Nel caso di ritardato adempimento di una obbligazione di valuta, il maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, può ritenersi esistente in via presuntiva in tutti i casi in cui, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scade... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eriore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali. Ricorrendo tale ipotesi, il risarcimento del maggior danno spetta a qualunque creditore, quale che ne sia la qualità soggettiva o l'attività svolta (e quindi tanto nel caso di imprenditore, quanto nel caso di pensionato, impiegato, ecc), fermo restando che se il creditore domanda, a titolo di risarcimento del maggior danno, una somma superiore a quella risultante dal suddetto saggio di rendimento dei titoli di Stato, avrà l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio.

Sull'importo, avente natura di debito di valuta, riconosciuto a titolo di differenza tra l'indennità determinata in via amministrativa e quella liquidata dall'Autorità giudiziaria a seguito del giudizio di opposizione alla stima, gl'interessi sono dovuti in misura legale con decorrenza dalla data in cui, per effetto dell'emissione del decreto di espropriazione, ha avuto luogo l'acquisto della proprietà del fondo da parte dell'espropriante, con la conseguente insorgenza dell'obbligo di corrispondere l'indennità.

L'indennità di espropriazione e quella di occupazione legittima, sia per la parte originariamente fissata nel provvedimento abla... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...per quella ulteriore, eventualmente liquidata nel giudizio di opposizione alla stima, costituiscono debiti di valuta non suscettibili di automatica rivalutazione in relazione al deprezzamento della moneta, il quale può solo giustificare, ai sensi dell'art. 1224 cod. civ., il riconoscimento, in aggiunta agli interessi, del maggior danno causato dalla mora del debitore.

Essendo l'indennità di esproprio debito di valuta, gli interessi decorrono dalla data della domanda.

In caso di inadempimento o di ritardato adempimento di un'obbligazione avente ad oggetto una somma di denaro - assoggettata, in quanto tale, alla disciplina dell'art. 1277 cod. civ. - la rivalutazione monetaria del credito può essere riconosciuta solo a condizione che il creditore alleghi e dimostri, ai sensi dell'art. 1224 c.c., comma 2, l'esistenza del maggior danno derivante dalla mancata disponibilità della somma durante il periodo di mora, non compensato dalla corresponsione degli interessi legali nella misura predeterminata dall'art. 1224 c.c.

L'indennità di espropriazione è oggetto di un credito di valuta, al quale si applicano il primo ed il secondo comma dell'art. 1224 c.c.: sullo stesso sono dovuti, dal giorno dell'espro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gli interessi legali, di natura compensativa, per il solo fatto che la relativa somma è rimasta a disposizione dell'ente espropriante, a prescindere da una sua colposa responsabilità per il ritardo nel pagamento dell'indennità. L'eventuale rivalutazione di quest'ultima, per contro, presuppone la mora dell'espropriante e, quindi, un suo comportamento colpevole, idoneo a far sorgere l'obbligo di ulteriore risarcimento ai sensi dell'art. 1224, secondo comma cod. civ.

Essendo l'indennità di espropriazione debito di valuta, non deve procedersi alla relativa rivalutazione, e neppure può riconoscersi il risarcimento del maggior danno da svalutazione monetaria, ai sensi dell'art. 1224 c.c., qualora nel periodo in considerazione il tasso degli interessi legali sia stato sempre superiore a quello dell'inflazione.

Le somme attribuite a titolo di conguaglio dovuto sia sul corrispettivo per la cessione e sia sull'indennità di occupazione legittima, costituiscono entrambi debito di valuta e non di valore.

Qualora, in materia di crediti di valuta (quale è quello alla indennità di esproprio), il maggior danno lamentato consista unicamente nella differenza, su base annua, tra il saggio degli int... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...li previsto nel periodo in osservazione ed il tasso di svalutazione monetaria fissato dall'Istat, deve essere riconosciuta la sola rivalutazione per i periodi in cui la relativa percentuale sia superiore al tasso degli interessi legali, mentre nella ipotesi inversa sono dovuti solo questi ultimi.

L'indennità di espropriazione, giudizialmente riconosciuta, ha natura di debito di valuta; nulla è pertanto dovuto a titolo di rivalutazione ed in difetto di prova dell'eventuale maggior danno patito ex art. 1224 cpv. Cod. Civ.

La "rivalutazione" dell'indennità è esclusa in radice dal noto carattere di valuta da sempre attribuito dalla giurisprudenza a quel credito.

Il debito dell'espropriante di pagare l'indennità di espropriazione costituisce un'obbligazione di valuta e sullo stesso sono dovuti, dal giorno dell'espropriazione, gli interessi legali, di natura compensativa, per il solo fatto che la relativa somma è rimasta a disposizione dell'ente espropriante, a prescindere da una sua colposa responsabilità per il ritardo nel pagamento dell'indennità. Solo se l'espropriato prova di avere subito un danno maggiore di quello già risarcito dagli interessi legali, spetta a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arcimento del danno ulteriore.

L'eventuale rivalutazione dell'indennità di espropriazione presuppone la mora dell'espropriante e, quindi, un suo comportamento colpevole, idoneo a far sorgere l'obbligo di ulteriore risarcimento ai sensi dell'art. 1224, secondo comma cod. civ. (configurabile, peraltro, solo a partire dall'instaurazione del giudizio di opposizione alla stima); tale ulteriore pregiudizio non e' presunto, ma deve essere dimostrato dalla parte interessata, che non può' limitarsi ad invocare generiche presunzioni, desunte dalla notoria svalutazione o da non precisati investimenti produttivi.

Le obbligazioni derivanti dall'occupazione temporanea di un bene debitamente autorizzata e dalla successiva espropriazione, se pronunciata nel termine fissato, sono obbligazioni pecuniarie, sicché nessuna delle due indennità è suscettibile di automatica rivalutazione in correlazione al deprezzamento della moneta.

Le somme dovute a titolo di indennità di espropriazione e di indennità di occupazione sono debiti di valuta per cui non deve procedersi alla relativa rivalutazione, e neppure può riconoscersi il risarcimento del maggior danno da svalutazione monetaria, ai sensi dell'art. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ualora nel periodo in considerazione il tasso degli interessi legali sia stato sempre superiore a quello dell'inflazione.

L'obbligazione indennitaria è obbligazione di valuta; non va pertanto riconosciuta la rivalutazione monetaria in mancanza della prova del maggior danno.

Il credito relativo alla indennità ha natura di credito di valuta trattandosi di obbligazione pecuniaria tale sin dall'origine e quindi soggetta al principio nominalistico.

Poiché il pagamento dei conguagli degli importi fissati nell'atto di cessione a titolo di indennità di espropriazione, integra un debito di valuta, sulla somma liquidata non può essere riconosciuta la rivalutazione monetaria, in difetto di prova di un maggior danno ex art. 1224 secondo comma c.c.

Il credito relativo alla indennità di espropriazione ha natura di credito di valuta trattandosi di obbligazione pecuniaria tale sin dall'origine e quindi soggetta al principio nominalistico, con logico diritto agli interessi meramente compensativi del ritardo nel pagamento della somma non pagata tempestivamente. La rivalutazione non è dovuta, in mancanza di espressa domanda e prova del maggior danno da svalutazione, conseguente al decorso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ai sensi dell'art. 1224 c.c. A titolo di maggior danno da ritardo trattandosi di obbligazione pecuniaria ex art. 1224 comma secondo c.c. è dovuta, ove ricorra, l'ulteriore percentuale annua pari alla differenza tra il rendimento annuo netto dei BOT e il tasso annuo legale di interesse come sopra già riconosciuto.

In mancanza della prova di un danno ulteriore rispetto quello coperto dagli interessi legali, l'indennità di espropriazione non può essere rivalutata, il relativo debito avendo natura di debito di valuta.

Sulla somma dovuta a titolo di conguaglio dell' indennità di espropriazione la rivalutazione monetaria non è dovuta in quanto trattasi di debito di valuta e non di valore ed in mancanza di prova del maggior danno di cui all'art. 1224 comma 2 c.c.

Il prezzo di cessione dell'immobile sottoposto a procedura espropriativa, non diversamente dalla stessa indennità di espropriazione, è debito di valuta, perché oggetto di obbligazione indennitaria e non risarcitoria, alla quale si applica il principio nominalistico sancito dall'art. 1224 c.c.

L'indennità di espropriazione è credito di valuta; non si applica pertanto la rivalutazione che ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... invece che si tratti di un credito di valore.

Sulla somma dovuta a titolo di indennità di espropriazione nulla è dovuto a titolo di rivalutazione monetaria, trattandosi di debito di valuta e in mancanza di prova di un maggior danno.

L'indennità di esproprio è debito di valuta, soggetto al principio nominalistico; non può farsi luogo alla rivalutazione automatica.

Sugli importi dovuti a titolo di indennità di espropriazione ed occupazione non è dovuta la rivalutazione monetaria, stante la natura di debito di valuta delle indennità medesime.

L'indennità di esproprio è credito di valuta non sottoposto a rivalutazione, presupponendo questo un credito di valore.

Il riconoscimento, ex art. 1224 c.c., comma 2, dell'ulteriore danno conseguente alla svalutazione monetaria della maggiore somma riconosciuta a titolo di indennità di esproprio, presuppone la mora dell'espropriante e, quindi, un suo comportamento colpevole ai sensi degli artt. 1218 e 1176 cod. civ.; sicché detta "mora debendi" si configura solo a partire dalla data dell'inizio del giudizio di opposizione alla stima o di determinazione dell'indennità.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../> L'indennità di espropriazione costituisce debito di valuta, per cui non deve procedersi alla relativa rivalutazione, e neppure può riconoscersi il risarcimento del maggior danno da svalutazione monetaria, ai sensi dell'art. 1224 c.c., qualora nel periodo in considerazione, il tasso degli interessi legali sia stato sempre superiore a quello dell'inflazione.

Il corrispettivo per la cessione volontaria del bene sottoposto ad espropriazione è credito di valuta; trova pertanto applicazione l'art. 1224 c.c., con conseguente calcolo dei soli interessi legali di cui al comma primo della citata norma, in assenza di qualsivoglia indizio di maggior danno.

L'indennità di espropriazione ha natura di debito di valuta; va esclusa pertanto la rivalutazione monetaria automatica.

L'indennità di espropriazione ha natura di debito di valuta ed è pertanto ex se insuscettibile di rivalutazione monetaria.

L'indennità di espropriazione e di occupazione temporanea integrano debiti di valuta, soggetti al principio nominalistico, e, pertanto, non sono suscettibili di automatica rivalutazione in correlazione al deprezzamento della moneta, il quale può solo giustificare una richiesta d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto del maggior danno per effetto della mora del debitore, in aggiunta agli interessi, ai sensi dell'art. 1224.2. cod. civ..

INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> RIVALUTAZIONE E INTERESSI --> INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> CONGUAGLIO

L'obbligazione relativa al conguaglio dovuto sul corrispettivo della cessione volontaria non costituisce debito di valore ma di valuta, soggetto al principio nominalistico, con la conseguenza che il ritardo nell'adempimento non ne consente l'automatico adeguamento al mutato potere di acquisto della moneta, né giustifica il riconoscimento del danno da lucro cessante, in assenza della prova del pregiudizio da parte del creditore.

Il conguaglio dovuto sul corrispettivo della cessione volontaria stipulata ai sensi della L. 29 luglio 1980, n. 385, da determinarsi in riferimento al valore che l'immobile ceduto aveva alla data della cessione, condivide la natura indennitaria del corrispettivo originariamente stabilito. L'obbligazione relativa a tale conguaglio non costituisce, pertanto, debito di valore ma di valuta, soggetto al principio nominalistico, con la conseguenza che il ritardo nell'adempimento non ne consente l'automatico adeguamento al mutato potere di acquisto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a, né giustifica il riconoscimento del danno da lucro cessante, in assenza della prova del pregiudizio da parte del creditore.

INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> RIVALUTAZIONE E INTERESSI --> INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> ESPROPRIO PARZIALE

In ipotesi di esproprio parziale, essendo unica l'indennità, le singole voci che la compongono, ivi compresi gli oneri di spesa causati dal distacco, hanno tutte la stessa natura di debito di valuta, soggetto alla disciplina di cui all'art. 1224 c.c. ma insuscettibile di rivalutazione automatica, propria invece dei debiti di valore.

L'art. 40 L. n. 2359/1865, per il deprezzamento dell'area residua, contribuisce a determinate l'ammontare complessivo dell'indennità espropriativa, e non è da essa distinguibile, sicché partecipa della medesima natura di credito di valuta.

L'indennità di espropriazione è oggetto di un debito di valuta, con la conseguenza che l'eventuale maggior danno di cui all'art. 1224 c.c. deve essere allegato e provato. Il principio non subisce in caso di espropriazione parziale, per quel che concerne la diminuzione di valore dell'area residua; anche in questo caso, pertanto, l'indenn... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di espropriazione integra un debito di valuta soggetto al principio nominalistico, e pertanto non è suscettibile di rivalutazione automatica in correlazione con il deprezzamento della moneta, che può solo giustificare una richiesta dell'espropriato di risarcimento del maggior danno per effetto della mora del debitore espropriante, in aggiunta agli interessi, ai sensi e nei limiti di cui all'art. 1224 c.c., comma 2.

L'indennità dovuta dalla pubblica amministrazione per la espropriazione parziale di un fondo del privato, quale debito di valuta, non può essere rivalutata dal giudice di appello, se non su tempestiva ed esplicita richiesta dell'espropriato, sorretta dalla prova, anche presuntiva, della verificazione del maggior danno ai sensi dell'art. 1224 cod. civ. per effetto della svalutazione monetaria, in conseguenza dell'impossibilità di investire il denaro, non riscosso a tempo debito, in modo redditizio.

INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> RIVALUTAZIONE E INTERESSI --> INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> MAGGIORAZIONI ED INDENNITÀ AGGIUNTIVE

Sebbene l'indennità aggiuntiva spettante ex L. n. 865 del 1971, ex art. 17 abbia carattere autonomo, tuttavia il ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onseguirla da parte dei soggetti indicati da detta norma, ivi compreso il fittavolo, presuppone che il proprietario abbia perduto la titolarità del diritto dominicale sul bene da loro coltivato e ciò a seguito di decreto di esproprio o di cessione volontaria del suolo ex art. 12 del medesimo testo normativo, se non anche per il fenomeno dell'occupazione appropriativa; ne consegue che non possono ritenersi fondate le domande concernenti la decorrenza anticipata a quella data degli interessi sul capitale riscosso.

Sull'intera somma determinata a titolo di indennità aggiuntiva al conduttore coltivatore diretto, costituente debito di valuta, sono dovuti gli interessi legali decorrenti dalla data di emissione del decreto di esproprio a quella del versamento; per contro, poiché nelle obbligazioni pecuniarie il maggior danno da ritardo nel pagamento non spetta in via automatica, sicché la sua sussistenza deve essere provata quantomeno in via presuntiva, è onere del ricorrente di specificare, ai sensi dell'art. 366 c.p.c., n. 4, su quali elementi di fatto, debitamente allegati in sede di giudizio di merito ed ignorati dalla corte territoriale, si fondi la domanda di riconoscimento della rivalutazione monetaria.

L... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; aggiuntiva a favore dell'affittuario coltivatore diretto è debito di valuta; non deve pertanto procedersi alla relativa rivalutazione, e neppure può riconoscersi il risarcimento del maggior danno da svalutazione monetaria, ai sensi dell'art. 1224 cc, in assenza di domanda.



 
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