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Responsabilità contabile in materia espropriativa: attenuanti ed esimenti


Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2018
pagine: 2922 in formato A4, equivalenti a 4967 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

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RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI

Con riferimento al danno erariale per oneri aggiuntivi, sussistono le condizioni per esercitare il potere riduttivo previsto dall'art. 52 del R.D. 12 luglio 1934 n. 1214, in relazione alla circostanza che una quota dell'esborso, ed in particolare quella relativa agli interessi legali, è lievitata in ragione della piuttosto lunga durata del giudizio, del mancato accordo tra le parti (mancato accordo da imputare ai soggetti privati piuttosto che all'Ente), nonché alla necessità di ottenere la concessione di apposito mutuo presso la Cassa DD.PP.

Relativamente al danno erariale sussistono validi e giustificati motivi per ricorrere al potere riduttivo, in ragione del tempo decorso dall'epoca dei fatti costitutivi dell'illecito contabile, dell'oggettiva incertezza del quadro fattuale dell'occupazione e dell'esproprio, discendente dalla esistenza di una convenzione di cessione volontaria delle aree erroneamente valutata, delle scelte processuali, del decesso di soggetti la cui responsabilità è accertata fattori che, comunque, non sono idonei a ridurre l'entità, grave, della colpa.

L'importo complessivo del danno addebita... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...getti di cui è accertata la responsabilità va temperato in considerazione: della valutazione del c.d. rischio in amministrazione, con conseguente ripartizione del danno tra dipendente e/o amministratore e la P.A. chiamata a risarcire il danno in sede civile per l'illegittima espropriazione; delle dedotte circostanze (art. 133 c.p.) oggettive (come, ad esempio, il rilevante lavoro svolto in materia di espropriazioni e la delicatezza degli incarichi ricoperti in relazione alle capacità professionali possedute e comparativamente richieste, o l'assenza di articolazione interna dei compiti amministrativi affidati alla struttura e inadeguatezza rispetto al fabbisogno di personale, l'omessa segnalazione e iniziativa degli altri organi amministrativi o politici dell'ente, il notevole impegno profuso nella conclusione di analoghi procedimenti ablativi) e, soprattutto, soggettive (la vita professionale anteatta e i precedenti di servizio e di carriera; l'esclusione di recidiva; iniziative intraprese e diligenza mostrata invece in analoghi procedimenti).

In ipotesi di danno indiretto, derivante dalla pronuncia di condanna a carico del comune, per potere equamente ridurre il valore del danno risarcibile, occorre tenere conto anche delle vicende attinenti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ore aggravio degli oneri accessori derivati dalle procedure esecutive poste in essere nei confronti dell'Ente.

In ipotesi di danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, pur raggiunta la prova in ordine alla sussistenza del nesso causale, tuttavia la condotta omissiva dei soggetti responsabili (Sindaco e funzionario), non può essere ritenuta come la causa unica ed esclusiva dell'evento di danno, qualora nella fattispecie concorrano altri fattori incidenti sul nesso eziologico correlato al descritto pregiudizio.

Non rilevano in termini di esimente della responsabilità del Sindaco, conseguente ad omessa conclusione della procedura, eventuali inerzie di altri soggetti (responsabile dell'ufficio tecnico erariale, segretario comunale); ciò per la primaria competenza intestata ai sindaci unitamente a quella dell'assessore delegato al ramo e, nel caso di specie, in ragione dell'importanza dell'opera pubblica da realizzare per una piccola collettività locale che impone una particolare attenzione a tutti i procedimenti e le attività ad essa funzionali.

Non sussiste colpa grave rilevante ai fini della responsabilità del Sindaco ed Assessore ai LLPP per il danno conseguente ad omessa co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...elle procedura, in caso di incertezza normativa, per essersi tali soggetti trovati ad operare nel periodo ricompreso tra gli effetti prodotti dalla sentenza Corte Cost. n. 5/1980 e l'entrata in vigore della L. n. 359/1992, e qualora la misura della indennità provvisoria fosse comunque oggetto di provvedimento di competenza del Presidente della Giunta Regionale, peraltro sollecitato dal Comune.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> ANNULLAMENTO PUBBLICA UTILITÀ

Non può invocarsi, a giustificazione della mancata tempestiva adozione del decreto di esproprio, l'invalidità che sarebbe allo stesso derivata dall'intervenuto annullamento della dichiarazione di pubblica utilità, qualora questo sia stato pronunciato limitatamente ad altre posizioni fatte valere in giudizio, in ragione della natura di atto plurimo del provvedimento dichiarativo della pubblica utilità.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> ASSORBIMENTO IN ALTRO IMPEGNO PRIORITARIO

La prospettata e plausibile "molteplicità dei compiti" assegnati al soggetto di cui è accertata la responsabilità, che presumibilme... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato un ingorgo amministrativo nell'espletamento dei compiti del proprio ufficio, è circostanza che consente di esercitare il potere riduttivo del danno di cui all'art. 52 del R.D. 12 luglio 1934, n. 1214.

Ai fini della responsabilità amministrativa, nel caso di specie conseguente al danno da occupazione acquisitiva intervenuta a seguito della mancata conclusione del procedimento, rileva quale esimente il fatto che il responsabile dell'Ufficio Tecnico ritenuto responsabile sia stato prevalentemente addetto ad altre mansioni.

Non è responsabile un commissario prefettizio che è stato in carica per soli due giorni alla settimana per otto mesi, mantenendo la titolarità del proprio ufficio principale, e vedendo assorbito in via prioritaria il proprio impegno nel fare fronte alla disastrata situazione contabile dell'ente.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> AVALLO UFFICI

Va esente da responsabilità l'organo di vertice dell'ente locale, il quale, nel concorrere alla decisione riguardo una liquidazione di indennità di esproprio, valuti la vicenda in modo condiviso con il Consiglio comunale e il Segretario Comunale, riponen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto sulla correttezza tecnico-giuridica degli elementi forniti dai propri uffici senza che siano dagli stessi avanzate perplessità, anzi sollevando egli stesso dubbi, superati dalla struttura tecnica.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> BUONA FEDE

Nei piccoli comuni il sindaco - secondo il principio dell'id quod plerumque accidit - non può andare esente da responsabilità per culpa in vigilando, non potendosi sostenere l'applicabilità dell'esimente della buona fede di cui all'articolo 1, comma 1-ter, della L. 20/1994, nel testo introdotto dalla L. 639/1996.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> CARENZA DI ORGANICO

E' ravvisabile la sussistenza delle condizioni per applicare il potere riduttivo previsto dall'articolo 83 del R.D. nr. 2440 del 1923, dall'articolo 52 del T.U. nr. 1214 del 1934 e dall'articolo 19 del D.P.R. nr. 3 del 1957, in ragione di evidenti fattori oggettivi, quali la gravosità, la complessità e la molteplicità dei compiti svolti nell'esercizio dei rispettivi incarichi, specie in un Comune di piccole dimensioni all'interno del quale non vi sono risorse umane in ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato a fronte di funzioni istituzionali diffuse e delicate, nonché di legittime aspettative da parte della collettività di riferimento sul territorio.

In sede di quantificazione del danno erariale, le condotte omissive gravemente colpevoli, consistenti nell'omessa conclusione della procedura espropriativa, vanno valutate nel contesto di una situazione burocratico amministrativa caratterizzata da carenze di personale e da gravi disfunzioni, che hanno certamente concorso in maniera rilevante alla mancata conclusione della procedura espropriativa.

La carenza di organico è causa esimente da responsabilità.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> CIRCOSTANZE CONTINGENTI

La preoccupazione di non perdere l'occasione di rilanciare un'area portuale e da lungo tempo in abbandono costituisce un'attenuante della responsabilità erariale determinata dal fatto di non aver colto, nell'immediato, l'illegittimità della determinazione del canone.

Nel caso di omessa conclusione della procedura espropriativa nei termini, non sussiste colpa grave rilevante ai fini della responsabilità amministrativa dei soggetti obbligati, qualora l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...priativo appaia significativamente influenzato anche da situazioni contingenti ed indifferibili in grado di svolgere un ruolo condizionante il processo deterministico, sviandolo dai binari di una legittima conclusione (nel caso di specie ritardo della Commissione Provinciale Espropri nel rendere il proprio parere in ordine alla rideterminazione delle indennità non accettate, iniziativa dell'azione giudiziale prima della scadenza dei termini per il compimento della procedura espropriativa).

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> COMPLESSITÀ DELLA PROCEDURA

Sul danno erariale esercitatile è il potere riduttivo ex art. 52 comma 2 del R.D. 12 luglio 1934 n.1214 in ragione della complessità della vicenda, nella quale (nel caso di specie), si sono affiancate dinamiche di diversa natura (lottizzazioni e cessioni), con il coinvolgimento di soggetti non chiamati in giudizio (decesso o altre cause), che hanno indubbiamente condizionato l'iter delle procedure espropriative.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> COMPLESSITÀ DELLA STRUTTURA

La complessità della struttura e il fatto che comunque ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...senti anche altri organi preposti a curare e seguire il procedimento ablatorio, giustifica la riduzione in via equitativa del danno imputabile all'Assessore LL.PP. per avere il medesimo mantenuto un comportamento di totale inerzia.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> COMPORTAMENTO DEL DANNEGGIATO

L'Ente espropriante, a fronte dell'indisponibilità del proprietario a rispettare gli impegni assunti in sede di accettazione delle indennità provvisorie, deve procedere comunque all'emanazione del decreto di esproprio. L'indisponibilità del privato ad addivenire alla stipula dell'atto di cessione volontaria non può pertanto di per sé solo essere sufficiente ad escludere ogni responsabilità dell'Amministrazione in ordine al mancato perfezionamento dell'iter espropriativo.

Non sussiste responsabilità del sindaco per il danno conseguente a mancata conclusione della procedura espropriativa, qualora l'occupazione del bene sia avvenuta sulla base del consenso dei proprietari e qualora il mancato trasferimento del bene sia dipeso da comportamento non lineare degli stessi.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...I --> CONCORSO COLPOSO

La somma per cui è condannato il Sindaco per un esproprio fallito può essere ridotta in considerazione del concorso di condotte gravemente colpose, riconducibili idealmente all'apporto di corresponsabili, non evocati in giudizio oppure deceduti.

Alla luce della concreta conformazione e peculiarità della vicenda, il Collegio ritiene, tuttavia, di ridurre il pregiudizio del 50% in ragione delle concorrenti omissioni non gravemente colpose degli organi politici e dei responsabili amministrativi avvicendatisi durante lo svolgimento del processo civile.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> DIFFICOLTÀ FINANZIARIE

In ipotesi di mancata conclusione del procedimento per essersi lo stesso arrestato senza che si potesse procedere alla determinazione e offerta dell'indennità, la dedotta mancanza di disponibilità finanziaria non è giustificazione eccepibile; si deve infatti ritenere che contravviene alla diligenza dell'amministratore dar luogo ad una procedura espropriativa senza verificare la sussistenza di disponibilità finanziarie o la possibilità di reperirne nell'immediato futuro.

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...coltà finanziarie, se, da un lato, non consentono di valutare la colpa di sotto della soglia di rilievo, dall'altro legittimano il potere riduttivo dell'addebito a titolo di danno erariale.

La previsione, nell'ambito del quadro economico di progetto, di somme sufficienti a coprire gli oneri per gli espropri poi eliminata dal quadro economico finale (illegittimamente per avere detta somma, in quanto destinata a ristorare la perdita del diritto dominicale subita dai privati per una causa di pubblica utilità, carattere assolutamente non discrezionale), è tale da escludere la mancanza dei mezzi di copertura dell'onere per gli espropri, mancanza che a sua volta escluderebbe la gravità della colpa rilevante ai fini della responsabilità, conseguente alla mancata conclusione del procedimento.

L'insufficienza dei fondi impegnati e l'insussistenza di nuove risorse per far fronte agli oneri finanziari connessi alla procedura espropriativa, oltre alla circostanza che il Comune non era dotato di un Ufficio Tecnico, la cui competenza potesse servire di supporto agli organi decisionali, se non porta ad escludere in radice qualunque profilo di colpa, è certamente sufficiente ad escludere che tale colpevolezza possa as... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...livello di gravità, rilevante ai fini della responsabilità amministrativa degli amministratori.

La mancanza di risorse finanziarie al momento in cui è stato deliberato l'intervento, non esime da responsabilità per il danno erariale derivante dall' omessa conclusione della procedura, colui che abbia comunque dato avvio alla procedura espropriativa, imponendosi semmai, in tale circostanza, un riesame della decisione da altri adottata ed il reperimento delle risorse finanziarie affermate come carenti.

La difficoltà finanziaria in cui si trova l'Amministrazione, che non avrebbe consentito il versamento delle indennità di esproprio, non può essere fatta valere al fine di escludere la grave colpevolezza del comportamento omissivo in ordine alla mancata conclusione del procedimento, con conseguente condanna dell' Amministrazione stessa al pagamento del risarcimento danni a favore del privato proprietario del bene.

La situazione di difficoltà finanziaria in cui si trovava all'epoca il Comune, che non avrebbe consentito il versamento delle indennità di esproprio, non può valere al fine di escludere la grave colpevolezza del comportamento omissivo tenuto dai ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agli assessori al ramo.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> DIFFICOLTÀ FINANZIARIE --> DISSESTO FINANZIARIO

La dichiarazione di dissesto non può ritenersi incompatibile con il perfezionamento di un procedimento espropriativo; come noto, il procedimento per la dichiarazione dello stato di dissesto, oggetto nel corso degli anni di numerosi interventi legislativi, era semplicemente finalizzata al risanamento finanziario mediante l'instaurazione di una procedura concorsuale che comprendesse tutti i debiti gravanti sull'ente locale ma non avrebbe certo potuto impedire l'espletamento dell'attività gestionale da parte degli organi comunali, soprattutto quando dall'omissione di tale attività sarebbe potuto derivare il rischio di ulteriori pregiudizi patrimoniali alle casse comunali. Non può pertanto tale evento essere invocato quale esimente della responsabilità degli amministratori.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> DIFFICOLTÀ OPERATIVE

Ricorrono i presupposti per l'esercizio del potere riduttivo ex art. 52 R.D. n. 1214/1944 (cd. Testo Unico Corte dei Conti), in presenza di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...attenuanti la responsabilità, quali la rilevante complessità della procedura (di esproprio) e l'essere il soggetto di cui è accertata la responsabilità da poco introdotto alle mansioni in una struttura amministrativa di modeste dimensioni e verosimilmente in stato di parziale riorganizzazione.

La situazione di disordine gestionale esistente nella struttura ed il contesto organizzativo particolarmente caotico al momento dell'assunzione della carica da parte dell'Ingegnere capo preposto all'ufficio tecnico, nonché il circoscritto arco temporale di durata della legittima occupazione quinquennale del terreno che ancora residuava alla data della sua preposizione all'ufficio, inducono ad escludere idonea prova della grave colpevolezza della condotta, in ipotesi di mancata conclusione del procedimento, secondo la concezione cosiddetta "normativa" che richiede un giudizio di disvalore del caso concreto, da operarsi secondo gli indici sintomatici elaborati dalla prassi giurisprudenziale (prevedibilità ed evitabilità del danno, inescusabile negligenza, assoluto disinteresse mostrato nella cura dell'interesse pubblico ecc.).

Un contesto di obbiettive difficoltà operative da gestire, anche in una situaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ica disagevole e precaria incidente sull'ordinata organizzazione della complessa attività, nel quale i soggetti di cui è accertata la responsabilità si sono trovati ad operare, è motivo per l'applicazione del potere riduttivo del danno erariale determinato.

L'agente che perviene nella consapevolezza di una criticità gestoria (in ipotesi omissiva), deve comunque attivarsi per sollecitare il ripristino della regolarità e legittimità procedimentale, anche se l'omissione non dipenda direttamente da lui e se l'intervento ripristinatorio ricada formalmente nelle altrui competenze.

La pedissequa osservanza delle scadenze dei procedimenti dovrebbe essere supportata da idonee collaborazioni della struttura di appartenenza, la cui mancanza, comunque non è sufficiente quale esimente della responsabilità, ma si appalesa idonea per valutare la determinazione del quantum equitativamente addebitabile al responsabile in sede di applicazione del potere riduttivo.

Rilevano sotto il profilo dell'esercizio del c.d. potere di ridurre l'addebito al Sindaco ascrivibile a titolo di danno erariale, il fatto che l'organizzazione comunale non sia improntata ad adeguati criteri di efficienza ed... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e viceversa risulti un modus operandi approssimativo e scoordinato di vari soggetti istituzionali valutati nel loro complesso.

Le carenze organizzative e di personale non possono non incidere sulla quota di danno risarcibile.

La mancanza di anche un minimo apporto propulsivo e sollecitatorio da parte di alcuno degli Uffici coinvolti nel procedimento espropriativo, anche se non decisiva per escludere la responsabilità del Sindaco in ipotesi di danno conseguente a mancata conclusione del procedimento, rileva sotto il profilo dell'esercizio del c.d. potere di ridurre l'addebito al medesimo ascrivibile a titolo di danno erariale.

In ipotesi di mancata conclusione della procedura la misura del danno attribuibile al Dirigente dell'Ufficio Espropri deve essere ridotto in considerazione dell'oggettiva interconnessione delle competenze a lui demandate con le responsabilità di altri uffici interni e, più in generale, deve prendersi atto del precario stato dell'apparato amministrativo comunale nel settore.

La grave situazione disorganizzativa dell'Ufficio Espropri, risalente nel tempo e comunque anteriore all'assunzione dell'incarico, esime da responsabilità conseguente alla mancata conclusione del pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... per insussistenza della colpa grave chi, assunta la dirigenza dell'Ufficio espropri, si sia comunque attivato al fine di pervenire alla definizione del procedimento di esproprio, senza tuttavia pervenire in tempo utile al perfezionamento della procedura.

Nella quantificazione del danno erariale conseguente alla mancata conclusione del procedimento per inerzia imputabile al Sindaco, le difficoltà operative legate all'espletamento del relativo mandato legittimano l'esercizio del potere riduttivo.

La gravosità degli incarichi ricoperti dai soggetti di cui è accertata la responsabilità amministrativa, nonché la complessità della struttura organizzativa e delle procedure di un Comune di notevoli dimensioni, sono elementi di carattere oggettivo che rappresentano validi motivi per l'esercizio da parte del Giudice della responsabilità del potere riduttivo previsto dall'articolo 83 del R.D. 18 novembre 1923, nr. 2440, dall'articolo 52 del T.U. 12 luglio 1934, nr. 1214 e dall'articolo 19 del D.P.R. nr. 3 del 1957.

La brevità del periodo in carica di per sé è irrilevante ai fini della corretta conclusione di un procedimento in corso; tuttavia tale circostanza, correlata a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... situazione di disordine gestionale esistente nella struttura al momento dell'assunzione in carica, inducono ad escludere che il comportamento possa essere caratterizzato da colpa grave e, quindi, censurabile in termini di responsabilità amministrativa conseguente a mancata conclusione del procedimento.

Il continuo avvicendamento dei segretari comunali, per quanto possa rappresentare un problema organizzativo e funzionale, non può comunque costituire un ostacolo all'adozione da parte del sindaco degli atti di direzione amministrativa, funzionali alla conclusione del procedimento espropriativo.

Nella quantificazione del danno da addebitarsi al Sindaco per effetto della mancata conclusione del procedimento, non può prescindersi dal valutare l'incidenza, nella produzione di questo, della mancata o scarsa diligenza collaborativa degli Uffici dipendenti.

In assenza di ogni pur doverosa attività sollecitatoria del Sindaco, la mancata tempestiva collaborazione del soggetto incaricato (nel caso di specie per la redazione del frazionamento funzionale all'emanazione del decreto di espropriazione), non rileva per escludere la responsabilità del soggetto chiamato dalla legge ad espletare la vigilanza sul corr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...namento di uffici e servizi, ma tuttalpiù rileva sotto il profilo dell'esercizio del c.d. potere riduttivo. La mancanza di una pur minima collaborazione dell'ufficio tecnico rende, infatti, più gravoso e difficile il compito del Sindaco.

Se cagionata da obiettive inadeguatezze dell'apparato burocratico, nella circostanza aggravate dall'inesistenza di precise disposizioni al riguardo e da una prassi, relativa alle competenze, sufficientemente incerta ed altalenante, la condotta serbata dagli agenti è priva del requisito della gravità della colpa, rilevante ai fini della responsabilità amministrativa.

La collaborazione degli uffici comunali al di sotto di uno standard collaborativo minimamente accettabile, incide nella determinazione quantitativa del danno erariale, da addebitarsi al soggetto di cui è accertata la responsabilità del danno causato all'Ente a seguito della mancata conclusione della procedura espropriativa.

Il conferimento di incarico esterno da parte del Sindaco per l'espletamento delle procedure espropriative, motivato dal considerevole arretrato nelle numerose pratiche d'esproprio, non è rilevante ai fini della responsabilità amministrativa conseguen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... prodotto da occupazione illegittima provocata dalla mancata conclusione dei procedimento, qualora tale conferimento sia avvenuto successivamente alla scadenza del tempo utile alla conclusione della procedura e comunque con notevole ritardo rispetto all'inizio del mandato.

L'insufficienza di personale è circostanza attenuante ma non esimente da responsabilità.

La sussistenza di un grande carico di lavoro non vale ad esimere dalla responsabilità contabile se si lasciano scadere i termini senza concludere la procedura espropriativa. Né vale ad esimere da responsabilità la circostanza che la transazione con la ditta sia stata condotta da altri funzionari con lentezza e in maniera poco vantaggiosa per l'ente. Né valgono quale esimente le incertezze normative e giurisprudenziali.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> DIFFICOLTÀ OPERATIVE --> FRAZIONAMENTI

In ipotesi di mancata conclusione del procedimento la dedotta impossibilità di procedere alla determinazione dell'indennità per non essere stato effettuato prima il frazionamento, è scusante speciosa, poiché, predisposto il piano particellare, qu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...non si ritenga che già da questo si possono ricavare le indennità spettanti alle singole ditte, le subprocedure di frazionamento sono i primi atti da porre in essere.

Il ritardo, di cui non siano state chiarite le ragioni, nella predisposizione dei frazionamenti di terreni sui quali risultano ormai da tempo realizzati i lavori, evidenzia il disinteresse degli organi ed uffici competenti alla conclusione del procedimento espropriativo, mancando un doveroso sollecito da parte degli stessi.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> DIFFICOLTÀ OPERATIVE --> LAVORI

Le difficoltà incorse nella realizzazione dei lavori non esimono in alcun modo l'amministrazione comunale dal portare a compimento la procedura espropriativa, pagando o almeno depositando l'indennità comunque dovuta.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> DURATA DEL GIUDIZIO

In ipotesi di danno indiretto, derivante dalla pronuncia di condanna a carico del Comune, si deve tener conto della durata del procedimento giudiziale che abbia determinato un aggravio di spesa.

Sussistono le condizioni per esercit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re riduttivo previsto dall'art. 52 del R.D. 12 luglio 1934 n. 1214, in relazione alla circostanza che una quota di esborso, ed in particolare quella relativa agli interessi legali, sia lievitata in ragione della piuttosto lunga durata del giudizio innanzi all'A.G.O.

Ai fini della quantificazione del danno erariale, deve tenersi conto dell'incidenza dei tempi processuali del giudizio civile ai fini del calcolo degli interessi e delle spese legali che abbiano contribuito all'incremento degli importi dovuti.

In ipotesi di danno indiretto derivante da pronunce di condanna a carico dell'Ente, deve tenersi conto della durata dei procedimenti giudiziali, determinando un aggravio di spesa che non può essere posto a carico dei responsabili, in quanto all'evidenza incolpevoli di detto maggior danno esborso.

Correttamente la valutazione di apporti causali di difficile liquidazione (nel caso di specie costituiti dalla durata del procedimento giudiziale), legittima il ricorso alla liquidazione equitativa disciplinata dall'art. 1226 c.c.

In ipotesi di danno indiretto deve tenersi conto della lunga durata del processo civile che abbia concorso ad incrementare le somme dovute per interessi e spese, costituenti danno erariale... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r /> Sussistono le condizioni per l'esercizio del potere riduttivo previsto dall'art.52 del R.D.12 luglio 1934 n.1214 in relazione al fatto che una quota del danno, relativamente agli interessi legali liquidati a favore dei privati proprietari dal giudice civile, sia stata causata dall'eccessiva durata del relativo giudizio.

In ipotesi di danno indiretto derivante da una pronuncia di condanna a carico dell'Amministrazione, deve tenersi conto della durata del procedimento civile che ha portato all'emissione della sentenza. Ciò comporta un aggravio di spesa che non può essere posto a carico dei responsabili del danno erariale, in quanto all'evidenza incolpevoli di detto maggiore esborso.

In sede di quantificazione del danno deve tenersi conto dell'incidenza dei tempi processuali del giudizio civile.

La quota determinata a titolo di danno erariale va ridotta tenuto conto della durata del processo civile, cui deve attribuirsi il valore di causa sopravvenuta che ha concorso ad aggravare l'evento dannoso, come in ipotesi di giudizio di primo grado protratto per circa sei anni e mezzo superando la "giusta durata" (tre anni) prevista dalla legge Pinto, laddove è plausibile ritenere che la sua protrazione abbia inci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e sugli oneri accessori anche sulla lievitazione delle spese legali.

Riguardo alla quantificazione del danno indiretto, derivante cioè da una pronuncia di condanna a carico dell'Amministrazione, conseguente (nel caso di specie) alla mancata conclusione del procedimento, va tenuto conto del procedimento giudiziale in sede civile.

Il danno erariale determinato deve essere sostanzialmente ridotto tenuto conto della durata del processo civile, cui deve attribuirsi il valore di causa sopravvenuta che ha concorso ad aggravare l'evento dannoso.

In ipotesi di danno indiretto derivante da una pronuncia di condanna a carico del Comune, occorre tenere conto, nella quantificazione del danno risarcibile, della durata del procedimento civile, comportando questo un aggravio di spesa che non può essere posto a carico dei responsabili del danno erariale, in quanto all'evidenza incolpevoli di detto maggiore esborso.

In ipotesi di danno indiretto derivante da una pronuncia di condanna a carico del Comune, occorre tenere conto, nella quantificazione del danno risarcibile, della durata del procedimento civile, comportando questo un aggravio di spesa che non può essere posto a carico dei responsabili del danno erarial... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o all'evidenza incolpevoli di detto maggiore esborso.

Va esercitato il potere riduttivo previsto dall'art. 52, comma 2, del R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 in considerazione della durata del processo civile.

Sul danno risarcibile deve essere esercitato il potere riduttivo in considerazione dell'oggettiva lunga durata della causa risarcitoria svoltasi dinanzi giudice civile.

Il principio della "durata ragionevole" del processo deve trovare diritto di cittadinanza anche nel giudizio contabile, evidentemente, al fine di adeguare la pronuncia di diritto agli elementi di fatto onde scongiurare od evitare che eventuali pregiudizi ridondino in danno della sfera giuridico-patrimoniale dei convenuti, a causa degli interessi legali maturati negli ulteriori anni richiesti per la definizione del giudizio risarcitorio, eccedenti il periodo di durata c.d. "fisiologica" .

Sul danno risarcibile deve essere esercitato il potere riduttivo previsto dall'art. 52, comma 2, del R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 in considerazione dell'oggettiva lunga durata della causa risarcitoria svoltasi dinanzi giudice civile.

Si impone una riduzione del danno erariale in considerazione della durata eccessiva del giudizio civile, evidentemente non... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le al soggetto di cui è accertata la responsabilità dell'occupazione sine titulo, la quale durata ha comunque inciso sulla determinazione sugli interessi legali liquidati a favore dei privati proprietari.

La condotta processuale tenuta dall'ente, nonché la consistente durata del pertinente giudizio costituiscono fatti (e/o comportamenti), non imputabili ai convenuti nel giudizio amministrativo – contabile; tali elementi integrano i presupposti per l'esercizio del potere riduttivo dell'addebito, previsto dall'art. 52 del R.D. n. 1214/1934.

Nelle ipotesi di danno indiretto derivante da una pronuncia di condanna, si deve tenere conto della durata del giudizio civile; l'aggravio di spesa che né è derivato non può essere posto a carico dei responsabili del danno erariale, in quanto all'evidenza incolpevoli di detto maggiore esborso.

In ipotesi di mancata conclusione del procedimento, va riconosciuta una decurtazione del danno erariale conseguente alla condanna in sede civile dell'Amministrazione, da porre carico dei soggetti di cui è accertata la responsabilità, in relazione alla lunga durata del processo civile comportante una lievitazione abnorme degli interessi legali e della... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one monetaria.

Sul danno erariale da porre a carico del soggetto di cui è accertata la responsabilità, deve essere esercitato il potere riduttivo previsto dall'art. 52, comma 2, del R.D. 12 luglio 1934, n. 1214, in considerazione dell'oggettiva lunga durata della causa risarcitoria.

In ipotesi di danno indiretto, derivante dalla pronuncia di condanna a carico del comune, occorre tenere conto della durata del procedimento giudiziale conclusosi con la sentenza del giudice civile (nel caso di specie decorsi diciannove anni dalla data di inizio), il tutto in dispregio di norme costituzionali della giusta durata dei processi (art.111 Cost.).

Nell'ambito del processo contabile, sebbene non rilevi sugli altri elementi costitutivi della responsabilità, il principio della durata ragionevole del processo appare suscettibile di essere valorizzato sotto il profilo della rilevanza causale della condotta dei soggetti ritenuti responsabili, nella complessiva determinazione del danno; di tale durata, e degli effetti in termini di produzione del danno erariale a titolo di interessi e rivalutazione, non può ritenersi debbano comunque rispondere, in linea di principio, i soggetti di cui è accertata la responsabilit&a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../>
In ipotesi di danno indiretto, derivante dalla pronuncia di condanna a carico del Comune, occorre tener conto nel vagliare l'imputabilità del danno erariale, della durata del procedimento giudiziale civile.

In ipotesi di danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, i comportamenti inattivi dei soggetti di cui è accertata la responsabilità applicando il principio della "condicio sine qua non" temperato da quello di causalità adeguata, integrano gli unici fatti senza i quali non si sarebbe certamente verificata la fattispecie illecita da cui è scaturito l'esborso sostenuto dall'Ente civico, mentre l'importo della condanna dell'Ente in sede civile, comprensiva degli accessori e delle spese di lite, identifica un mero presupposto oggettivo del danno indiretto; infondate pertanto la pretesa di considerare la lentezza del contenzioso dinanzi al Giudice ordinario e di dedurre gli accessori e le spese di lite versati dal Comune.

L'abnorme durata del processo civile giustifica il potere riduttivo del danno addebitale al soggetto di cui è accertata la responsabilità.

Una decurtazione del danno addibitabile può essere effettuata in considerazione della durata de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...civile (nel caso di specie) protrattosi per quasi sette anni con conseguente lievitazione degli interessi legali e della rivalutazione monetaria.

Costituisce presupposto per l'esercizio dei potere riduttivo del danno addebitale al soggetto di cui è accertata la responsabilità, il lungo periodo di tempo intercorso tra l'evento lesivo (mancato completamento delle procedure espropriative nei termini di occupazioni legittime) ed il pagamento effettuato in esecuzione della sentenza di condanna intervenuta a ben sedici anni di distanza dall'instaurazione del giudizio.

La circostanza che una quota del danno, quella relativa agli interessi legali, sia lievitata in ragione della lunga durata del giudizio civile, è condizione legittimante il potere riduttivo previsto dall'art.52 del R.D. 12 luglio 1934 n.1214.

L'eccessiva durata della controversia giudiziaria che ha visto opposto il Comune ai proprietari ablati, lungo un arco temporale sicuramente eccessivo, è tale da giustificare una riduzione del danno erariale.

I tempi tecnici necessari alla definizione del processo civile sono valutabili tra i motivi determinanti una riduzione dell'addebito a titolo di danno erariale.

I tempi ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essari alla definizione del processo civile sono valutabili tra i motivi determinanti una riduzione dell'addebito a titolo di danno erariale.

In ipotesi di danno indiretto, derivante dalla pronuncia di condanna a carico dell'Amministrazione, occorre tener conto sia della durata del procedimento giudiziale civile nonché delle vicende attinenti all'ulteriore aggravio degli oneri accessori derivati dalle procedure esecutive poste in essere nei confronti dell'Ente.

L'abnorme durata del giudizio civile giustifica una riduzione del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, nella cui determinazione non vanno pertanto computati i conseguenti maggiori oneri a carico dell'Amministrazione.

Sussistono le condizioni per l'esercizio del potere riduttivo previsto dall'art.52 del R.D. 12 luglio 1934 n. 1214 in relazione alla quota di danno causata dall'eccessiva durata del giudizio.

L'eccessiva durata del giudizio civile è condizione per l'esercizio del potere riduttivo previsto dall'art.52 del R.D.12 luglio 1934 n.1214, con riferimento alla quota del danno relativa agli interessi legali liquidati a favore dei privati proprietari dal giudice civile.

Il danno erariale da addebitabile ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di cui è accertata la responsabilità può essere equamente ridotto in considerazione della durata (nel caso di specie) quasi decennale del processo civile.

L'abnorme durata del processo civile legittima l'esercizio del potere riduttivo dell'importo da addebitare ai soggetti di cui è stata accertata la responsabilità a titolo di danno erariale conseguente.

Al fine di determinare l'ammontare del danno erariale va tenuto conto, in riduzione, della quota del danno corrispondente agli interessi legali, liquidati a favore dei privati proprietari dal giudice civile, causati dalla eccessiva durata dei relativi giudizi.

Sul quantum del danno erariale con particolare riferimento agli interessi legali, rileva in termini riduttivi la durata del processo, qualora l'abnorme maturare degli interessi non possa che ritenersi dipeso anche dai tempi dilatati dello stesso.

Non possono essere posti a carico dei soggetti di cui è accertata la responsabilità amministrativa per danno conseguente ad omessa conclusione della procedura espropriativa, l'aggravamento dei costi conseguenti al lungo lasso di tempo intercorso tra la data in cui si è consumato l'illegittimo esproprio e q... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i gli aventi diritto hanno deciso di avviare l'azione risarcitoria ed alla lunghezza del processo.

Ai fini della quantificazione del danno erariale, nel caso di specie conseguente alla omessa conclusione nei termini, della procedura espropriativa, deve essere adeguatamente valutato, in termini riduttivi dell' entità del danno, il lungo lasso di tempo intercoso tra la data in cui si è consumato l'illegittimo esproprio e quella in cui gli aventi diritto hanno deciso di avviare l'azione risarcitoria nonché la lunghezza del processo, fattori che incidono sui costi complessivi ma che non possono essere posti a carico dei responsabili.

Nella quantificazione del danno erariale, nel caso di specie conseguente a condanna per risarcimento del danno della PA a seguito dell'omessa conclusione della procedura espropriativa, occorre tenere conto della durata del procedimento giudiziale che in sede civile ha portato all'emissione della sentenza di condanna. Da ciò consegue infatti un aggravio di spesa, che non può essere posto a carico dei soggetti di cui è accertata la responsabilità.

In sede di quantificazione del danno erariale occorre dare il necessario rilievo, con conseguente riduzio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o, alla lunghezza del procedimento civile che ha concorso alla lievitazione del quantum.

Il lungo periodo intercorrente tra il fatto lesivo ed il pagamento in esecuzione della sentenza di condanna, incide in termini riduttivi sulla quantificazione del danno erariale a cui sono chiamati a rispondere i soggetti di cui è stata accertata la responsabilità.

La eccessiva durata del processo (nel caso di specie anni 10) è titolo giustificativo per esercitare il potere riduttivo nella quantificazione dell'ammontare del danno che i soggetti responsabili sono chiamati a risarcire a favore dell'Amministrazione a titolo di responsabilità amministrativa.

Nella quantificazione dell'addebito da imputare a soggetti di cui è riconosciuta la responsabilità amministrativa per danno causato all'Ente, deve tenersi conto, sotto il profilo dell'apporto causale, della durata del procedimento giudiziale che in sede civile ha accertato l'esborso di denaro a cui l'Ente era tenuto causa la condotta omissiva degli stessi, comportando ciò un aggravio di spesa non imputabile ai responsabili del danno erariale.

L'eccessiva durata del giudizio civile, che ha determinato il gonfiarsi degli int... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; causa riduttiva del danno ascrivile al responsabile.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> DURATA DEL MANDATO

La circostanza della brevità del mandato, dedotta quale causa di esclusione della responsabilità, non rileva se non sotto il profilo della quota di danno da ascrivere a ciascun sindaco.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> INCERTEZZA GIURIDICA

L'ente illegittimamente occupante avrebbe potuto agire in via di autotutela e ripristinare la regolarità amministrativa degli atti, così come avrebbe potuto, anche alla luce del fatto che le aree occupate risultavano già irreversibilmente trasformate, evitare il protrarsi dell'occupazione temporanea oltre il termine di scadenza. Il mancato svolgimento di tali attività non può essere tuttavia imputato a titolo di colpa grave, attesa la problematicità obiettiva del quadro di riferimento normativo e giurisprudenziale nel periodo in cui si sono svolti i fatti.

Le incertezze normative e giurisprudenziali non sono esimente della responsabilità, ma semmai impongono un'attività di impulso ed organi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l sindaco (a prescindere dalle competenze e dalle inerzie burocratiche dell'Ufficio tecnico comunale e degli assessori).

In ipotesi di danno conseguente alla mancata restituzione di beni occupati ma non utilizzati, incertezze interpretative, all'indomani dell'entrata in vigore della L. n. 142/1990, riguardanti il soggetto deputato a disporre la restituzione delle aree rimaste inutilizzate, possono avere influito sulla mancata tempestiva adozione degli atti necessari ad evitare il prodursi del danno contestato. Le stesse pertanto possono costituire presupposto per l'applicazione del potere riduttivo.

In sede di quantificazione del danno erariale, ai fini dell'esercizio del potere riduttivo, va debitamente considerata la notoria situazione di notevole incertezza normativa e giurisprudenziale in cui vennero all'epoca a trovarsi le procedure espropriative, con riferimento ai criteri di determinazione dell'indennità, in conseguenza di pronunce della Corte Costituzionale caducatorie di talune norme primarie fissanti detti criteri (Corte Cost. 31 gennaio 1980 n.5; 19 luglio 1983 n.223), situazione questa protrattasi fino all'emanazione dell'art.5 bis del d.l. 333 del 1992, convertito nella I.n.359 del 1992.

Il comportamento inerte d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... non può trovare giustificazione nella situazione di incertezza legislativa e giurisprudenziale che ha caratterizzato gli anni immediatamente successivi alla sentenza della Corte Cost. n. 5/80 e n. 223/84. Proprio le conseguenze patrimoniali che ne derivavano, avrebbero dovuto richiamare l'attenzione di chi nella qualità di sindaco era preposto alla cura della cosa pubblica, eventualmente avvalendosi della collaborazione dei dipendenti comunali in possesso di specifiche competenze tecniche e giuridiche. Non senza considerare che le difficoltà connesse alla sottostima dell'indennità di esproprio, avrebbero potuto essere affrontate provvedendo, ai sensi dell'art. 15 della legge n. 865/71, al deposito dell'indennità presso la Cassa Depositi e Prestiti ed alla successiva emanazione del decreto di esproprio.

In caso di mancato perfezionamento del procedimento nel periodo utile, non ha efficacia esimente della responsabilità del Sindaco, il richiamo all'incertezza riguardante la disciplina degli espropri, in conseguenza della nota giurisprudenza della Consulta in materia di criteri di determinazione delle relative indennità, in quanto egli avrebbe potuto e dovuto provvedere al deposito dell'indennità provvi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o la Cassa Depositi e Prestiti, come previsto dalla legge all'epoca vigente, emanando comunque il decreto di esproprio.

In ipotesi di mancata conclusione del procedimento, il comportamento del Sindaco che sia rimasto inerte non può trovare giustificazione nella situazione di incertezza legislativa e giurisprudenziale che ha caratterizzato gli anni immediatamente successivi alla sentenza della Corte Costituzionale n. 5/80 ed a quella successiva n. 223/84.

In ipotesi di danno conseguente al giudizio civile instaurato dal proprietario del terreno occupato per la realizzazione di un'opera pubblica senza che la procedura espropriativa sia portata a compimento nei termini fissati, il comportamento inerte del Sindaco non può trovare giustificazione nella situazione di incertezza legislativa e giurisprudenziale che ha caratterizzato gli anni immediatamente successivi alla sentenza della Corte Costituzionale n. 5/80 ed a quella successiva n. 223/84; proprio le conseguenze patrimoniali che ne derivavano a carico dell'amministrazione avrebbero dovuto richiamare l'attenzione di chi nella qualità di sindaco era preposto alla cura della cosa pubblica, eventualmente avvalendosi della collaborazione dei dipendenti comunali in possesso di spe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...petenze tecniche e giuridiche.

In materia d'indennità d'espropriazione la Corte costituzionale aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale prima dell'art. 16 della L. n. 865/1971 modificato dall'art. 14 della l. n.10/1977 (sentenza n. 5/1980) e poi dell'art. 1 della L. n. 385/1980 (sentenza n. 223/1983). Le incertezze erano state tempestivamente superate dalla giurisprudenza civile per la quale riacquistava efficacia la disposizione dell'art. 39 della L. n. 2359/1865. Inoltre, per l'art. 13 della L. n. 865/1971 l'emanazione del decreto di espropriazione richiedeva solo il deposito presso la Cassa DD.PP. dell'indennità non accettata, fatta salva la possibilità per l'espropriando di proporre opposizione davanti alla Corte d'Appello, la cui pronuncia non comportava alcuna condanna al risarcimento dei danni (art. 20 legge n. 865/1971).

L'incidenza dell'incertezza normativa e giurisprudenziale che ha connotato la materia dell'espropriazione integra i presupposti per l'esercizio del potere riduttivo dell'addebito, previsto dall'art. 52 del R.D. n. 1214/1934.

In ipotesi di omessa conclusione del procedimento, il comportamento inerte del Sindaco non può trovare giustificazione nella situazione di incer... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lativa e giurisprudenziale che ha caratterizzato gli anni immediatamente successivi alla sentenza della Corte Costituzionale n. 5/80 ed a quella successiva n. 223/84; le difficoltà connesse alla determinazione dell'indennità di esproprio avrebbero semmai potuto essere affrontate provvedendo ai sensi dell'art. 15 della legge n. 865/71 al deposito dell'indennità provvisoria presso la Cassa Depositi e Prestiti rendendo così possibile l'emanazione del decreto di esproprio.

Il mancato perfezionamento del procedimento nel periodo utile non può trovare giustificazione nella situazione di incertezza legislativa e giurisprudenziale che ha caratterizzato gli anni immediatamente successivi alla sentenza della Corte costituzionale n.5/1980 e a quella successiva n.223/84; al contrario tale vicenda e le onerose conseguenze patrimoniali che ne derivavano a carico dell'amministrazione avrebbero dovuto richiamare l'attenzione di chi nella qualità di sindaco era preposto alla cura della cosa pubblica, eventualmente avvalendosi della collaborazione dei dipendenti comunali in possesso di specifiche competenze tecniche e giuridiche.

La situazione di notevole incertezza normativa e giurisprudenziale in cui vennero a trovarsi (f... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gge n.359 del 1992) le procedure espropriative, con riferimento ai criteri di determinazione dell'indennità di esproprio è condizione legittimante il potere riduttivo previsto dall'art.52 del R.D. 12 luglio 1934 n.1214

In ipotesi di danno conseguente a mancata conclusione del procedimento, non possono rilevare, sotto il profilo soggettivo della colpa, l'incertezza dei provvedimenti legislativi intervenuti a seguito della sentenza n. 5 del 1980 della Corte costituzionale. L'incertezza legislativa da cui fu connotata la materia delle espropriazioni, dopo le sentenze della Corte costituzionale n. 5/1980 e n. 1464/1983, è stata semmai ritenuta costituire solo valido motivo per l'applicazione del potere riduttivo.

La complessità di una disciplina e la presenza di pronunciamenti difformi non integra, ex se, una circostanza esimente della responsabilità erariale, laddove sia ben identificabile una soluzione più largamente condivisa e, soprattutto, più rigorosamente aderente alle disposizioni vigenti.

Non è esimente della responsabilità per danni conseguenti alla mancata conclusione del procedimento espropriativo il richiamo alla giurisprudenza costituzionale in materia di crit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rminazione delle indennità di esproprio attesa l'emanazione di circolari (nel caso di specie circolari regionali Regione Calabria n. 22622 dell'11.12.1984 e n.725 del 27.1.1987) contenenti regole applicative e direttive vincolanti in materia di espropri per pubblica utilità anche con riferimento ai criteri di determinazione delle indennità di esproprio.

Non è esimente della responsabilità conseguente a mancata conclusione del procedimento la situazione di incertezza conseguente alla sentenza della Corte Costituzionale n. 5/1980; ciò in quanto la normativa di settore (legge 25 giugno 1865 n. 2359 art. 24 e segg.) garantiva comunque gli strumenti e le modalità per la determinazione dell'indennità di esproprio.

La notoria situazione di notevole incertezza normativa e giurisprudenziale in cui vennero a trovarsi le procedure espropriative, con riferimento ai criteri di determinazione dell'indennità, in conseguenza di pronunce della Corte Costituzionale caducatorie di talune norme primarie fissanti detti criteri (sentt. Corte Cost. 31 gennaio 1980 n.5; 19 luglio 1983 n.223), situazione questa protrattasi fino all'emanazione dell'art.5 bis del d.l. 333 del 1992, convertito nella l. n.3... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... è condizione per l'esercizio del potere riduttivo previsto dall'art. 52 del R.D. 12 luglio 1934 n. 1214.

La notoria situazione di notevole incertezza normativa e giurisprudenziale con riferimento ai criteri di determinazione dell'indennità, in conseguenza di pronunce della Corte Costituzionale caducatorie di talune norme primarie fissanti detti criteri (sentt.Corte Cost. 31 gennaio 1980 n.5; 19 luglio 1983 n.223), situazione questa protrattasi fino all'emanazione dell'art.5 bis del d.l. 333 del 1992, convertito nella l.n.359 del 1992, è condizione per l'esercizio del potere riduttivo previsto dall'art.52 del R.D.12 luglio 1934 n.1214.

Va esclusa la responsabilità, per assenza della colpa grave, di chi abbia concorso alla stipula di una transazione definitoria delle ragioni creditorie di privato proprietario di beni assoggettati a procedimento ablativo conclusosi con accessione invertita, nonostante al momento della stipula dell'atto transattivo la pretesa risarcitoria potesse intendersi ormai prescritta per decorso del quinquennio; ciò alla luce della non univoca ed ondivaga giurisprudenza in materia di occupazione acquisitiva e di prescrizione del danno all'epoca dei fatti.

Le disposizioni sulla... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i termini in materia espropriativa non appaiono di agevole lettura e di univoca interpretazione, avendo anzi ingenerato molteplici problemi in ordine ai loro limiti applicativi, tanto che sul punto si è registrata una difformità di valutazioni giuridiche da parte degli organi giurisdizionali; tale considerazione conduce ad escludere che sia ravvisabile una negligenza di grado elevato nella condotta dei soggetti che concorsero nel procedimento espropriativo dichiarato illegittimo, dovendosi riconoscere la sussistenza di un errore scusabile.

L'oggettiva incertezza interpretativa della normativa di riferimento concernente (nel caso di specie) la legittimazione all'esercizio delle funzioni amministrative delegate dalla Regione ai Sindaci dei Comuni (art. 106 del DPR n. 616/77, art. 20 della L.R. Calabria n. 18/83), con conseguente legittimo dubbio in ordine alla competenza del Sindaco, in ipotesi di occupazioni concernenti opere non di spettanza dei comuni, ad emanare gli atti finali del procedimento, integra un errore scusabile, con conseguente esonero da qualunque responsabilità in ipotesi di omessa conclusione della procedura.

L'incertezza ingenerata dalla sentenza n. 5/1980, che come è noto è intervenuta sul... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; di determinazione delle indennità di esproprio, può essere invocata ad esimente della colpa grave, in caso di omessa conclusione del procedimento, nella misura in cui sia possibile rinvenire nei fatti di causa una condotta che, in ogni caso, dimostri una diligente attenzione verso la procedura espropriativa in corso; ove viceversa, questa sia totalmente mancata risulta del tutto ininfluente l'esistenza della pronuncia costituzionale e delle difficoltà operative da essa derivanti.

Al fine di determinare l'ammontare del danno erariale va tenuto conto, in riduzione, della situazione di notevole incertezza normativa giurisprudenziale in cui vennero a trovarsi le procedure espropriative, con riferimento ai criteri di determinazione dell'indennità, in conseguenza di pronunce della Corte Costituzionale caducatorie di talune norme primarie fissanti detti criteri.

In ipotesi di espropriazione di terreni agricoli, la mancata emanazione, nei termini, del decreto di esproprio, non può trovare giustificazione nell'incertezza del valore da attribuire ai beni, trattandosi di valutazione mai posta in dubbio dalle ben note sentenze della Corte costituzionale sull'argomento.

La sentenza corte cost. n.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ha comportato incertezza del quadro normativo, solo relativamente ai criteri di valutazione per le aree edificabili e non anche per le aree agricole.

Nel caso di omessa conclusione della procedura, il comportamento di totale inerzia mantenuto dal sindaco non può trovare giustificazione nella situazione di incertezza legislativa e giurisprudenziale che ha caratterizzato gli anni immediatamente successivi alle sent. della Corte Cost. n. 5/80 e n. 223/84; al contrario tale vicenda avrebbe dovuto richiamare l'attenzione di chi, nella qualità di sindaco, era preposto alla cura della cosa pubblica, eventualmente avvalendosi della collaborazione dei dipendenti comunali in possesso di specifiche competenze tecniche e giuridiche .

In ipotesi di responsabilità amministrativa conseguente all'omessa conclusione della procedura espropriativa, le difficoltà connesse al quadro normativo ed al particolare comportamento assunto dall'espropriato, non giustificano l'assoluta e lunga inerzia del soggetto preposto alla conclusione della procedura medesima, che proprio per questo avrebbe dovuto procedere in tempi più celeri alla conclusione del procedimento espropriativo.

In assenza di predisposizione da parte d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Espropriazioni degli atti necessari e indispensabili per l'emissione del decreto di espropriazione, il comportamento dell'Assessore con delega ai LLPP, che ha omesso di adottare gli atti della procedura espropriativa e di attivarsi al fine di evitare le gravi conseguenze della decadenza legale, è ascrivibile a colpa ma non a colpa grave, presupposto fondante la responsabilità amministrativa, in considerazione anche, nel periodo di riferimento, delle difficoltà ed incertezze per gli enti in ordine alle procedure espropriative.

La confusione normativa è scusante della responsabilità erariale; ciò è quanto si è verificato in materia di espropriazione per effetto delle perduranti incertezze in tema di determinazione dell'indennità di espropriazione, nonché alle ripetute proroghe disposte dal legislatore; in tale evenienza la scadenza dei termini di compimento del procedimento di espropriazione non è addebitabile a colpa grave né di amministratori né dei funzionari preposti agli uffici tecnici competenti.

L'errore scusabile, come esimente della colpa, presuppone incertezza sull'interpretazione di una normativa complessa, innovativa o transitoria; ci&ograv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... quanto può dirsi verificato in occasione del passaggio tra " vecchio " e nuovo " ordinamento " degli enti locali, che ha comportato un nuovo riparto di competenze tra organi politici e tecnici rispetto all'ordinamento passato, quest'ultimo tuttavia, ancora suscettibile di trovare applicazione sul piano giurisprudenziale in relazione ai procedimenti espropriativi in corso alla data di entrata in vigore della L. 142/1990.

Non è responsabile del danno erariale conseguente ad omessa conclusione della procedura espropriativa il sindaco che, oltre a sollecitare gli uffici tecnici alla definizione delle procedure in corso, ha rivestito l'incarico proprio negli anni durante i quali le difficoltà di interpretazione delle norme di riferimento (L. n. 865/71), giunsero all'apice dell'incertezza applicativa con la nota sentenza n. 5/80 della Corte costituzionale, determinando una situazione di generalizzato disorientamento in materia tra gli operatori delle pubbliche amministrazioni.

Ai fini della sussistenza della colpa grava rivelante ai fini della responsabilità amministrativa dei soggetti ritenuti responsabili, assume rilevanza l'incertezza del quadro normativo e dell'interpretazione giurisprudenziale, quale in materia esprop... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tema di operatività ed estensione degli istituti di creazione pretoria della c.d. occupazione acquisitiva ed usurpativa.

In ipotesi di responsabilità per danno conseguente alla mancata conclusione della procedura espropriativa, il comportamento di totale inerzia mantenuto dai sindaci non può trovare giustificazione nella situazione di incertezza legislativa e giurisprudenziale che ha caratterizzato gli anni immediatamente successivi alla sentenza della Corte Costituzionale n. 5/80 ed a quella successiva n. 223/84.

L'intervento della Corte Costituzionale che ha censurato l'illegittimità della normativa in materia di determinazione della indennità di esproprio (sentenza n. 223/83) parametrata a criteri già dichiarati costituzionalmente illegittimi dalla stessa Corte, non ha creato, quale effetto, alcun vuoto normativo, riacquistando efficacia le norme generali della legge n. 2359 del 1865; ne consegue che nessuna esimente della responsabilità amministrativa per il danno prodotto dalla mancata conclusione della procedura può essere invocata sull'assunto di tale vuoto dell'ordinamento.

Non è esimente della responsabilità conseguente al risarcimento del danno ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one illegittima per omessa conclusione della procedura nei termini, la incertezza legislativa e giurisprudenziale in materia di quantificazione della indennità.

Non sono esimenti della responsabilità amministrativa per i danni conseguenti al verificarsi della occupazione acquisitiva a seguito di mancata tempestiva conclusione del procedimento di esproprio, le incertezze in ordine alla quantificazione della indennità di esproprio od in ordine all'istituto della occupazione acquisitiva, avendo viceversa entrambe le tematiche ricevuto compiuta definizione oltre a non avere alcuna concreta incidenza sulla fattispecie di danno, in cui ad essere censurato è il mancato compimento ,nei termini normativamente prescritti, degli atti delle procedure in corso.

In materia di criteri per la determinazione dell'indennità di esproprio la giurisprudenza prevalente ha escluso la colpa grave dei soggetti chiamati a rispondere del danno derivato all'ente locale dal protrarsi dell'occupazione di urgenza quando una notevole incertezza interpretativa delle norme di riferimento non abbia reso agevole l'individuazione di quei criteri.

Il periodo di incertezza normativa inizia con la sentenza della Corte Costituzio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../1983, atteso che gli effetti della precedente pronuncia n. 5/1980 erano stati abbastanza "tempestivamente tamponati" dal legislatore con l'emanazione della legge 29 luglio 1980 n. 385, poi travolta dalla citata sentenza n. 223.

L'incertezza dei provvedimenti normativi conseguenti alla sentenza n. 5/1980 della Corte Costituzionale, limitata peraltro a questioni indennitarie, non è idonea a giustificare un comportamento completamente omissivo.

Non si può affermare che alla fine degli anni ottanta non fossero conosciuti gli effetti della occupazione appropriativa o dell'accessione invertita.

L'incertezza legislativa determinatasi a seguito delle sentenze della Corte costituzionale n. 5/1980 ,n. 223/1993 e n. 1464/1983 non può essere invocata quale causa di errore scusabile.

Non sussiste esimente per l'incertezza in ordine ai criteri indennitari, incertezza venuta definitivamente meno dal 1983.

Non sussiste esimente per incertezza di diritto riguardo l'accessione invertita, in quanto a partire dal 1983 l'istituto dell'accessione invertita ha ricevuto una chiara sistemazione.

Le incertezze giurisprudenziali degli anni ottanta in ordine ai criteri indennitari per le aree edi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no tali da giustificare la non configurabilità della colpa grave nel comportamento inerte nell'emanazione del provvedimento di esproprio.

Una volta entrato in vigore l'art. 5 bis, non era più possibile mantenere ferme le procedure in attesa di ulteriori indirizzi o del consolidarsi di orientamenti interpretativi di enti esterni.

La responsabilità è diminuita dalla situazione di notevole incertezza normativa e giurisprudenziale in cui vennero all'epoca a trovarsi (fino alla L. n. 359 del 1992) le procedure espropriative, con riferimento ai criteri di determinazione dell'indennità di esproprio nonché alle proroghe legali della durata della legittima occupazione.

La confusione normativa in materia di espropriazione non costituisce quindi esimente da colpa grave, ferma restando la possibilità di considerarla ai fini del potere riduttivo

Esclude la mancanza di colpa grave la circostanza che nel periodo in questione si riscontravano incertezze, anche giurisprudenziali, sull'individuazione della legislazione applicabile in ordine alla misura dell'indennità di esproprio.

Le sentenze della Corte Costituzionale dei primi anni ottanta relative alla indennit&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...roprio non sono cause di esclusione della colpa grave nel non concludere la procedura espropriativa.

Dal 1980 al 1983 non vi è colpa grave per l'inerzia, a causa dell'incertezza normativa.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> INERZIA UFFICI

Il deposito dell'indennità provvisoria di espropriazione da parte della ragioneria è presupposto necessario per l'adozione del decreto finale di esproprio, per cui tale inadempimento assume rilievo ai fini dell'esercizio del potere riduttivo della misura del danno effettivamente addebitabile ai funzionari responsabili del procedimento.

L'individuazione ex lege della competenza del sindaco in materia espropriativa non implica, ovviamente, che questi debba provvedere alle necessarie incombenze istruttorie e che debba materialmente predisporre gli atti di esproprio, potendo esigersi dal sindaco una fattiva opera di promozione e di impulso per la tempestiva definizione dell'iter procedimentale. Deve essere valorizzata quindi a scomputo dell'addebito imputabile – l'inerzia serbata dagli uffici amministrativi e dall'ufficio tecnico.

Del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento &eg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nsabile il sindaco che abbia ricoperto tale carica nel quinquennio utile alla definizione della procedura espropriativa. Non può essere valutata, al fine di escludere la gravità della colpa, la circostanza che il tecnico comunale abbia omesso di porre in essere gli atti prodromici necessari al completamento della procedura ablativa; ciò in quanto il sindaco, titolare esclusivo della potere espropriativo, nonché capo dell'Amministrazione, avrebbe dovuto esigere dal dipendente pubblico gli adempimenti necessari per l'emissione del decreto d'esproprio.

In sede di determinazione del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, da porre a carico del sindaco che sia rimasto inerte, deve tenersi conto del contributo causale riconducibile all'ufficio tecnico, da ravvisarsi non solo in relazione alla mancata predisposizione degli atti preordinati al completamento del procedimento espropriativo, ma anche alla incongrue previsioni del piano particellare di esproprio, nonostante il mutato quadro normativo.

E' compito del sindaco attivarsi perché gli uffici competenti lo pongano in condizione di adempiere ai propri obblighi gravando sullo stesso la funzione di vigilanza e di propulsione. Ne consegue che no... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; essere addotta da parte del Sindaco stesso, in ipotesi di mancata conclusione del procedimento, l'impossibilità ad emettere il provvedimento di esproprio per mancata determinazione dell'indennità provvisoria di competenza dell'ufficio tecnico e dell'ufficio finanziario.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> INVALIDITÀ ATTI

Se all'Ufficio espropri viene richiesto di completare una procedura, seppur sulla base di una serie deliberativa nulla (per carenza del termine), non per ciò solo il relativo dirigente sarebbe sollevato dall'obbligo di darvi seguito, rientrando nei propri doveri di ufficio quello di eseguire e dar seguito agli atti di impulso. D'altro canto se il dirigente intende contestare la legittimità degli atti di impulso della procedura espropriativa, siccome nulli od illegittimi, deve farlo all'epoca in cui li riceve per la relativa esecuzione, con la conseguenza che rilevarne in sede di giudizio per danno erariale i vizi di nullità non può valergli quale esimente di responsabilità.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> LIVELLO CULTURALE

Rileva sotto il pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sercizio del c.d. potere di ridurre l'addebito al Sindaco ascrivibile a titolo di danno erariale il fatto che il Sindaco non disponga delle necessarie competenze tecniche essendo in possesso della sola licenza elementare.

Non rilevano quale causa di esclusione della responsabilità del Sindaco per il danno da occupazione illegittima conseguente alla mancata adozione dei provvedimenti dovuti, la scarsa conoscenza della materia espropriativa (per mancanza di nozioni giuridiche) o l'affidamento riposto dal primo cittadino nelle strutture tecniche del Comune.

Non rileva in termini di esimente della responsabilità del Sindaco, conseguente ad omessa conclusione della procedura, la mancanza di adeguate cognizioni giuridiche nella complessa materia degli espropri, atteso l'elevato grado di professionalità che esige la scelta di assumere cariche politiche, in particolare quella organo di vertice dell'amministrazione comunale.

L'assoluta inerzia tenuta da chi è preposto al settore delle espropriazioni si configura, nel collegamento causale secondo i principi posti dall' art.41 c.p., quale causa concomitante con quella degli organi politici nella produzione del danno subito dall'Ente per mancata conclusione della... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... anche in considerazione del livello di preparazione culturale e professionale (nel caso di specie dirigente in possesso di laurea), atto a consentire di valutare e prevedere le conseguenze dannose dell'omessa definizione dell'esproprio.

Per riattivare la procedura espropriativa con una nuova dichiarazione di pubblica utilità non è necessario conoscere gli istituti dell'occupazione acquisitiva o usurpativa, né tantomeno il fondamento e le finalità dell'occupazione d'urgenza; deve essere applicato in suddetta ipotesi il terzo comma dell'art. 13 della legge 2359/1865, e questo bene avrebbo potuto fare un Sindaco insegnante di lettere, in quanto tale non uno sprovveduto e in grado di leggere e comprendere la disposizione suddetta, essendo i destinatari delle norme giuridiche tutti i cittadini e non solo i laureati in giurisprudenza.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> NON CONOSCENZA DEL PROCEDIMENTO

Le limitate dimensioni del Comune lasciano presumere che gli amministratori e i tecnici siano a conoscenza delle espropriazioni in corso, soprattutto quando correlate con la realizzazione di importanti opere pubbliche, così come, sempre in via generale,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ersi che l'onere di portare a compimento le procedure di esproprio sia facilmente percepibile nella sua doverosità, anche con riferimento alla necessità di liquidare ai proprietari pretermessi l'indennizzo per il loro sacrificio pubblico.

Con riferimento al Sindaco che pur abbia assunto la carica pubblica in periodo utile per la conclusione del procedimento ma che tuttavia non abbia avuto conoscenza diretta dei fatti per essere stata l'opera pubblica ultimata prima dell'inizio del suo mandato e per non avere lo stesso ricevuto alcuna comunicazione al riguardo, pur a voler ipotizzare la culpa in vigilando, non può fondatamente affermarsi che essa rivesta i caratteri della colpa grave, essenziale per la responsabilità amministrativo/patrimoniale, essendo arduo configurare un comportamento persistentemente inerte omettendo qualunque iniziativa per addivenire al perfezionamento del procedimento di espropriazione.

Non può invocarsi, quale causa esimente della responsabilità conseguente alla mancata conclusione del procedimento, il fatto che non vi sia stato nei confronti del soggetto ritenuto responsabile, un passaggio formale di consegne ed una ricognizione espressa delle procedure attive. Infatti, in virt&ugr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nerale principio gestorio della continuità dell'azione gestionale pubblica, l'agente subentrante ha comunque l'onere di accertare la situazione delle "pendenze" soprattutto quando riguardino procedure cosiddette "allarmate", ovverosia meritevoli, per la loro particolare natura, di essere valorizzate con la massima costante priorità (contenziosi, espropri ecc.).

Non può essere esimente della responsabilità degli amministratori per i danni conseguenti alla mancata conclusione del procedimento, la asserita non chiarezza del luogo di deposito della somma offerta e rifiutata in quanto è ampiamente noto che la stessa avrebbe dovuto essere depositata presso la Cassa DD.PP.

La mancata conoscenza della procedura in corso non è esimente della responsabilità conseguente al danno arrecato all'Ente dall'omessa conclusione della procedura espropriativa; ciò in quanto i titolari di un servizio hanno l'obbligo di accertarsi, al momento dell'assunzione delle proprie funzioni, dell'esistenza di procedure espropriative in corso, notoriamente cause di controversie giudiziarie e fonti di notevoli danni per gli enti locali.

La "presa di consegna" degli atti del proprio ufficio (delle pratiche relat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; atto dovuto dell'Assessore competente delegato al ramo, a prescindere da qualsiasi "attivazione" o "sollecitazione" degli organi burocratici di supporto. L'inerzia (l'attesa passiva di essere portato a conoscenza degli atti del proprio ufficio) è un comportamento che rappresenta semmai aggravante dell'inadempimento al proprio dovere.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> PRASSI OMISSIVE

La riconosciuta esistenza della prassi diffusa– in violazione del principio di economicità, efficacia e legalità dell'azione pubblica – nelle amministrazioni comunali di non concludere le procedure espropriative, e, in certa misura, di predeterminare le condizioni per i contenziosi civili quasi sempre conclusi con la soccombenza della parte pubblica non esime dal dover comunque individuare caso per caso la sussistenza dei presupposti per l'addebito di responsabilità.

La prassi diffusa nelle amministrazioni comunali di non concludere le procedure espropriative, palesemente omissiva, non costituisce esimente di responsabilità, in quanto, pur diffusa, non era generalizzata e si palesava completamente contraria al principio di legalità dell'azione am... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a che prescrive per le procedure amministrative regole e passaggi cogenti, tenuto conto che in esse si esprime al massimo grado il potere autoritativo della pubblica amministrazione e, per converso, la massima compressione del fondamentale diritto alla tutela della proprietà privata.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> PROROGHE LEGALI

Le normative che hanno disposto la proroga legale (art. 5 bis del DL 901 del 22.12.1984 conv. in L. n. 42 del 01.03.1985 e art. 14 del DL 534 del 29.12.1987 conv. in L. n. 47 del 29.02.1988), non sono idonee ad escludere la riferibilità del danno alle condotte di coloro che omisero, contra ius, le iniziative necessarie a portare a compimento la procedura espropriativa entro i termini originariamente previsti, tenuto conto che il perfezionamento dell'atto ablativo avrebbe impedito l'addebito all'ente degli oneri accessori costituenti il danno erariale contestato. Detta riferibilità sussiste, quindi sia per tutti coloro che non si attivarono nel periodo di occupazione legittima secondo l'originaria scadenza sia per coloro che, per effetto delle proroghe, potevano ancora adoperarsi per concludere il procedimento mediante l'emissione del decreto.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sistenza di norme di differimento di termini finali per l'adozione degli atti d'esproprio non rileva ai fini dell'affermazione di una responsabilità amministrativa legata all'accertamento di una condotta 'personale' e quindi necessariamente limitata – sia sul piano soggettivo, sia sul piano delle conseguenze economico-patrimoniali che da essa derivano - alla durata in carica di soggetti che, potendo perfezionare il procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere nei termini previsti, con conseguente danno erariale indiretto a carico della pubblica amministrazione. Le leggi di proroga, infatti, non trasformano un termine finale (quello dell'adozione del decreto d'esproprio) in un termine dilatorio, ossia che impedisce l'adozione dell'atto, se non al suo spirare.

Le proroghe legali dell'occupazione non giustificano affatto l'inerzia degli amministratori e funzionari che abbiano fatto scadere i termini per la definizione del procedimento ma anzi l'accentuano rendendola ancora più odiosa ed intollerabile proprio perché ad amministratori e dipendenti è riconosciuto un maggior lasso di tempo per attivarsi e ultimare dette procedure.

La proroga legale dei termini era senz'altro destinata ad avere rilievo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa, in cui la causa petendi è costituita dalla condotta omissiva di soggetti che, potendo perfezionare il procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere per portarlo a compimento tanto da causare un danno erariale indiretto a carico della pubblica amministrazione.

Il meccanismo delle proroghe dei termini di esproprio disciplinato dall'art. 5 bis del D.L. n. 901/1984, convertito con la L. n. 42/985, dall'art. 14, comma 2, del D.L. n. 534/1987, convertito con la L. n. 47/1988 e dalla L. n. 158/1991, ha assunto rilievo nei processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa, in cui la causa petendi è costituita dalla condotta omissiva di soggetti che, potendo perfezionare il procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere per portarlo a compimento, tanto da causare un danno erariale indiretto a carico della pubblica amministrazione.

Non sussiste specifica colpa grave del responsabile dell'Ufficio Espropri per i danni conseguenti alla mancata conclusione della procedura nei termini originari; il termine per l'emissione del decreto di espro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sulla base della formulazione astratta della disposizione di cui alla L. n. 158 del 20.05.1991, art. 22, ben poteva infatti intendersi formalmente prorogato in forza di operatività automatica della norma, id est senza necessità di adozione di un formale provvedimento di proroga da parte dell'amministrazione procedente, nella misura di un biennio dalla precedente scadenza.

Il meccanismo delle proroghe del termine utile per il perfezionamento della procedura di esproprio disciplinato dall'art. 5 bis del D.L. n. 901/1984, convertito con la L. n. 42/985, dall'art. 14, comma 2, del D.L. n. 534/1987, convertito con la L. n. 47/1988 e dalla L. n. 158/1991, ha assunto rilievo nei processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa, in cui la causa petendi è costituita dalla condotta omissiva di soggetti che, potendo perfezionare il procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere nei termini previsti, con conseguente danno erariale indiretto a carico della pubblica amministrazione.

Le proroghe legali dei termini di occupazione stabilite dalle varie disposizioni di legge succedutesi in materia non avrebbero giustificazione razionale se non implicitament... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...li anche ai termini finali per l'esproprio contenuti nella dichiarazione di pubblica utilità; ne consegue che il fatto illecito, con conseguente sorgere dell'obbligazione risarcitoria in capo all'Ente, rilevante ai fini della responsabilità amminitrativo – contabile, deve intendersi verificato soltanto allo scadere, in virtù delle suddette proroghe, del definitivo periodo di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.

Sono da ritenere irrilevanti, ai fini dell'individuazione delle omissioni imputabili a titolo di responsabilità amministrativa, i provvedimenti legislativi che hanno inciso sul termine di occupazione (in virtù delle proroghe legali ex art. 14 del D.L. 29.12.1987 n. 534 conv. in legge n. 21.2.1988 n. 47 ed art.22 della legge 20.5.1991 n. 158); ciò in quanto suddette proroghe non possono automaticamente modificare i termini per il compimento dei lavori e delle espropriazioni.

Il sistema delle proroghe legali (L. n. 42/1985 e L. n. 47/1988) dei termini di occupazione d'urgenza ha assunto rilievo nei processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa, in cui la causa petendi è costituita dalla condotta ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... soggetti che potendo perfezionare il procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere nei termini previsti, con conseguente danno erariale indiretto a carico della pubblica amministrazione.

Il sistema della proroghe legali dei termini di occupazione d'urgenza, che hanno prolungato, in maniera diretta e senza la necessità di alcuno specifico provvedimento, il termine di scadenza dei periodi di occupazione temporanea, ha assunto un rilievo nei processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa, in cui la causa petendi è costituita dalla condotta omissiva di soggetti che, potendo perfezionare il procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere nei termini previsti.

Il sistema della proroghe legali dei termini di occupazione d'urgenza, avendo semplicemente prolungato, in maniera diretta e senza la necessità di alcuno specifico provvedimento, il termine di scadenza dei periodi di occupazione temporanea, ha assunto un rilievo nei processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità amministrativa, in cui la causa petendi è costituita dalla condotta omissiva di soggetti che potendo perfe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere nei termini previsti.

Non è esimente della responsabilità amministrativa conseguente a risarcimento del danno causato da comportamento omissivo (nel caso di specie mancata emissione nei termini del provvedimento ablatorio), l'errore scusabile in relazione al convincimento dell'operatività delle proroghe legali dei termini dell'occupazione, posto che l'obbligo di diligenza che incombe sul debitore impone che l'adempimento della prestazione non venga inutilmente differito nel tempo, con esposizione al rischio della sua impossibilità sopravvenuta e/o inutilità.

Ai fini della responsabilità amministrativa conseguente al danno prodotto da occupazione illegittima, risultano irrilevanti le condotte omissive successive alla scadenza della P.U., essendo il periodo di pubblica utilità il solo utile per il perfezionamento della procedura espropriativa a prescindere dalla varie proroghe dell'occupazione nel frattempo intervenute.

La proroga legale dei termini dell'occupazione legittima è destinata ad avere rilievo nei processi civili per il risarcimento del danno aquiliano, ma non in quelli per responsabilità am... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a, in cui la causa petendi è costituita dalla condotta omissiva di soggetti che potendo perfezionare il procedimento di esproprio, non hanno fatto quanto in loro dovere nei termini previsti, con conseguente danno erariale indiretto a carico della pubblica amministrazione.

Anche in caso di proroghe legali, il termine dell'occupazione legittima non può superare i cinque anni, e ciò vale anche ai fini della individuazione dei soggetti responsabili.

Il meccanismo delle proroghe del termine utile per il perfezionamento della procedura di esproprio non ha la valenza di escludere la responsabilità amministrativa per il danno erariale derivante dall'occupazione illegittima di un bene privato.

La proroga legale dell'occupazione legittima non esime dalla conclusione tempestiva della procedura entro i termini, ancorché prorogati.

Le proroghe legali dei termini di occupazione legittima non giustificano la condotta omissiva dei soggetti tenuti a concludere le procedure espropriative.

Le proroghe legali del termine di occupazione temporanea non escludono la responsabilità amministrativa per il danno erariale derivante dall'occupazione illegittima di un bene privato, quando n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ate concluse le procedure espropriative entro i termini prorogati.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> RAGGIUNGIMENTO DELLO SCOPO

La fattispecie appropriativa costituisce violazione del principio di legalità, ma l'atto di destinazione della proprietà al raggiungimento di uno scopo pubblico diviene scriminante dell'illecito, a differenza dell'occupazione usurpativa.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> RATIONE TEMPORIS

Va esclusa la grave colpa con riferimento alla formazione di delibere, tenuto conto della circostanza per cui la contestata condotta si è esplicata in un momento in cui era già stata emessa la delibera.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> REPERIMENTO RISORSE FINANZIARIE

Non si può ritenere una esimente della condotta vincolata del Sindaco, il fatto che il Comune si trovò a dover gestire un numero considerevole di procedimenti espropriativi o il fatto che lo stesso Comune non avesse le disponibilità finanziarie sufficienti per corrispondere agli aventi titolo il valore dei beni espropri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...isure dovute, anche per supposte difficoltà interpretative nella normativa di riferimento.

E' improntata a colpa grave la condotta omissiva del Sindaco, che non ha esperito alcuna attività, neppure di impulso, nei confronti dell'ufficio tecnico affinché fossero predisposti gli atti necessari per la tempestiva definizione della procedura ablatoria, entro il termine di scadenza del periodo di occupazione legittima. Alcuna efficacia scusante può avere l'essersi attivato per la contrazione di un mutuo volto al pagamento degli oneri di esproprio, qualora a tale iniziativa non abbia fatto seguito alcuna attività diretta al perfezionamento ed al materiale impiego delle somme.

Per il danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, va esclusa la responsabilità del Sindaco che non solo abbai richiesto puntuali notizie sullo stato dei procedimenti, ma abbia anche promosso l'inserimento in bilancio delle dotazioni economiche occorrenti al finanziamento della spesa per indennità, adoperandosi pertanto per l'utile definizione della vicenda.

L'interruzione del procedimento per mancanza di copertura finanziaria esime da responsabilità conseguente alla mancata conclusione del proce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r insussistenza della colpa grave, chi abbia assunto la dirigenza dell'Ufficio esproprio e peraltro segnalato tale problema in via generale in occasione della ricognizione delle procedure espropriative pendenti assegnate all'ufficio.

Per quanto si possa considerare che la sentenza n. 5/1980 della Corte Costituzionale abbia creato non poche difficoltà gestionali ai Comuni per via delle maggiori spese che essa ha comportato, non vi è dubbio che la possibilità di accedere a mutui con oneri di ammortamento a carico del bilancio statale ha messo in condizione gli amministratori diligenti di definire le procedure in corso. Risponde pertanto a titolo di responsabilità amministrativa il sindaco che, pur avendo richiesto il mutuo, per reperire i mezzi finanziari occorrenti alla definizione delle procedure espropriative, non abbia adottato le misure atte a suddetta definizione.

Il reperimento di risorse finanziarie (nel caso di specie richiesta ed erogazione di mutuo rientrante nei finanziamenti previsti a fronte dei maggiori oneri di esproprio dalla legge 20 ottobre 1988 n. 458), non esonera il soggetto obbligato da responsabilità per danno conseguente ad omessa conclusione della procedura, qualora a tale iniziati... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a fatto seguito alcuna attività diretta al materiale impiego delle somme e alla conclusione della procedura.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> RIFIUTO INDENNITÀ

La mancata accettazione da parte di una ditta esproprianda dell'indennità offerta non può certo paralizzare la procedura ablatoria, considerata la possibilità (rectius: la necessità) di portare comunque avanti la procedura, depositando l'indennità non accettata presso la Cassa depositi e Prestiti (art. 12 della l.n. 865/1971). Ne consegue che tale evenienza non è esimente della responsabilità conseguente all'intervenuta occupazione acquisitiva.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> SEGNALAZIONI AI SUPERIORI

Va esclusa la responsabilità per danni conseguenti a condotta omissiva (nel caso di specie mancata conclusione del procedimento espropriativo con conseguente verificarsi della occupazione illegittima), del soggetto che pur preposto al settore deputato alla conclusione del procedimento espropriativo abbia comunque espletato attività di sollecitazione, nel caso di specie producendo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ed al Sindaco ipotesi di accordo stragiudiziale al fine di una definizione bonaria della vicenda, qualora detta soluzione non abbia avuto seguito per volontà dell'organo politico con conseguente preclusione di qualsiasi altra iniziativa da parte dell'organo tecnico.

Se il funzionario informa l'amministratore per l'adozione dei provvedimenti di competenza, va esente da responsabilità.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> TENTATIVI DI ACCORDO

Le iniziative di mediazione e i tentativi di componimento messi in atto dal Sindaco in carica negli ultimi mesi di occupazione legittima, tesi ad ottenere col minor aggravio possibile la conclusione della procedura espropriativa, integrano un quadro di cura della vertenza che consente di escludere la ricorrenza della grave ed inescusabile negligenza, richiesta per l'addebito di responsabilità erariale, in ipotesi di intervenuta occupazione acquisitiva.

L'attività del sindaco che si è profuso per la stipulazione di atto di cessione volontaria nell'ambito di procedimento espropriativo, non esonera lo stesso dall'accusa di avere tenuto una condotta comunque omissiva rispetto agli obblighi di s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... avrebbe dovuto osservare, qualora nessuna concreta iniziativa è seguita per il perfezionamento, nei termini di legge, della relativa procedura.

La colpa grave rilevante ai fini della responsabilità erariale conseguente al risarcimento del danno prodotto all'Ente dalla mancata conclusione della procedura espropriativa, non può essere esclusa dal tentativo, parimente asserito ma che non sarebbe andato a buon fine, di accordo "bonario" con i privati espropriati, quando lo stesso sia stato esperito in data di gran lunga antecedente alla scadenza del temine della conclusione del procedimento.

Tentativi di accordo dopo la scadenza dei termini per la conclusione della procedura espropriativa sono irrilevanti ai fini dell'eventuale esenzione dalla colpa grave, potendo semmai attenuare la responsabilità quando la resistenza delle controparti si riveli eccessiva.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> ATTENUANTI ED ESIMENTI --> VISTO DI LEGITTIMITÀ

Deve ritenersi che l'art. 1 della l.n. 20/1994, nella formulazione introdotta dall'art. 17 del D.L. n. 78/2009, nella parte che esclude la sussistenza della colpa grave quando il fatto dannoso tragga origine dall'emanazione di u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato e registrato in sede di controllo preventivo di legittimità, considerata la lettera dell'invocata disposizione normativa ed in particolare il riferimento dalla stessa operato all' "atto vistato e registrato in sede di controllo preventivo di legittimità", senza ulteriori specificazioni circa l'organo che effettua il controllo, insieme alla sua collocazione sistematica nell'ambito della l.n. 20/1994 recante disposizioni in materia non solo di giurisdizione ma anche di controllo della Corte dei conti, abbia riguardo esclusivamente all'esito del controllo preventivo di legittimità esercitato dalla Corte dei conti ai sensi dell'art. 3 della stessa legge (con esclusione pertanto del controllo di organo amministrativo quale il Comitato Regionale di Controllo).

L'art. 1 della l.n. 20/1994, nella formulazione introdotta dall'art. 17 del D.L. n. 78/2009, nella parte che esclude la sussistenza della colpa grave quando il fatto dannoso tragga origine dall'emanazione di un atto vistato e registrato in sede di controllo preventivo di legittimità, non può che operare per l'avvenire, e pertanto non può essere invocata da coloro le cui posizioni ai fini processuali sono state definite anteriormente alla sua adozione.

L... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n cui è stato delimitato il campo di applicazione dell'art. 1 della l.n. 20/1994, nella formulazione introdotta dall'art. 17 del D.L. n. 78/2009, che esclude la colpa grave, all'esito del controllo preventivo di legittimità esercitato dalla Corte dei conti, con esclusione pertanto del controllo esercitato da un "organo amministrativo" (Comitato Regionale di Controllo), appare non palesemente arbitraria, attesa la eterogeneità delle situazioni poste a confronto e pertanto la prospettata violazione dell'art. 3 della Costituzione appare manifestamente infondata.

In relazione alla previsione introdotta nell'art. 1 della legge n. 20/1994 dal D.L. n. 78/2009, conv. con mod. nella legge n. 102/2009, il legislatore ha espressamente circoscritto l'effetto scriminante agli elementi oggetto di valutazione in sede di controllo di legittimità, con ciò implicitamente richiedendo che l'atto di controllo ne contenga l'esplicitazione. Detta formulazione vale, in altri termini, ad escludere che la norma operi come generale clausola di esenzione, ancorandone il funzionamento a procedimenti di controllo che si concludano con giudizi argomentati, e nei limiti delle argomentazioni prospettate.



 
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