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Il fittavolo nell'espropriazione per pubblica utilità


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titolo:SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2018
pagine: 2922 in formato A4, equivalenti a 4967 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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Non sussistono le condizioni previste dal comma II° dell'art. 17 della legge n. 865/1971 (applicabile ratione temporis), qualora i contratti di affitto dei terreni espropriati risultino sottoscritti in data successiva a quella del deposito della relazione esplicativa dell'opera da realizzare di cui all'art. 10 della norma citata, ancorché all'atto della redazione dei processi verbali di accertamento dello stato di consistenza e d'immissione in possesso degli immobili espropriati, i terreni risultino essere coltivati.

La L. n. 11 del 1971, art. 24 ha disposto la trasformazione in affitto dei contratti agrari indicati dalla norma, tra cui "i contratti di pascolo, anche di durata inferiore ad un anno, con corrispettivo rapportato al numero dei capi di bestiame introdotti nel fondo"; siffatta trasformazione tuttavia postulava in base alla norma la "richiesta" del coltivatore e la documentazione del presupposto relativo alla tipologia di corrispettivo.

L'art. 41, L. n. 203 del 1982, in deroga alle norme codicistiche di forma e di trascrizione del contratto di locazione, prevede che il contratto di affitto agrario può essere costituito mediante un accordo verbale ed è opponibile ai terzi anche in mancanza del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione dell'atto. Si ritiene, a garanzia dei terzi, che la durata certa del rapporto o la consegna del fondo all'affittuario siano necessarie per l'opponibilità del rapporto. L'obbligo di registrazione del contratto a fini fiscali è stato introdotto nel 1998 (D.M. 31 luglio 1998).

Il decreto di occupazione di urgenza di un fondo oggetto di contratto di affitto determina la sospensione dell'esecuzione di tale rapporto durante il protrarsi dell'occupazione, con la nascita in capo al conduttore del diritto di conseguire dal locatore, ai sensi dell'art. 1638 c.c. la mancata rendita realizzabile in base al contratto; l'indicato diritto dell'affittuario - poiché per il mancato godimento il proprietario - locatore riscuote, di regola, l'indennità di occupazione - si risolve nella pretesa di ottenerne per il periodo accennato il relativo importo, se ed in quanto riscosso dal locatore.

Il contratto di affitto a coltivatore diretto è una specie particolare del contratto di affitto caratterizzato dal fatto che esso non intercorre tra proprietario e affittuario, bensì tra proprietario e famiglia coltivatrice. Ai sensi dell'art. 48 della L. n 203/1982 in presenza di impresa familiare coltivatrice il rapporto agrario inter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oncedente e famiglia coltivatrice.

Vanno esclusi, dal novero degli aventi diritto all'indennità per il fittavolo ex art. 17.2 L. 865/71, non soltanto l'affittuario esercente attività diversa dalla coltivazione, ma anche l'imprenditore agricolo (colui, cioè, che eserciti quest'ultima attività con prevalenza del fattore capitale sul fattore lavoro e con impegno prevalente di manodopera subordinata), tanto individuale quanto costituito sotto forma di società commerciale, di capitali o di persone.

Gli affittuari non sono destinatari degli atti della procedura.

E' escluso dal novero degli aventi diritto all'autonoma indennità per il fittavolo l'imprenditore agricolo che eserciti l'attività con prevalenza del fattore capitale sul fattore lavoro e con impegno prevalente di manodopera subordinata.

Per sottrarre al fittavolo la disponibilità del bene non è sufficiente un accordo di cessione tra il proprietario e la PA.

SOGGETTI --> TERZI AVENTI DIRITTO --> FITTAVOLO --> COLTIVATORE DIRETTO

La L. n. 865 del 1971, art. 17, nel riconoscere il diritto all'indennità aggiuntiva in favore dei soggetti che traggono i propri mezzi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...amento dalla coltivazione del suolo, ne condiziona la concreta erogazione, oltre che alla titolarità di uno dei rapporti agrari tipici, all'utilizzazione agraria del terreno, ravvisabile in tutte quelle ipotesi in cui la coltivazione del fondo da parte dell'istante avviene con prevalenza del lavoro proprio e di persone della sua famiglia. Il requisito della prevalenza dev'essere a sua volta valutato sulla base del rapporto tra la forza lavorativa totale occorrente per la lavorazione del fondo e la forza lavoro riferibile al titolare ed ai membri della sua famiglia, indipendentemente dall'apporto di mezzi meccanici, in tal modo distinguendosi il coltivatore diretto dalla figura dell'imprenditore agricolo.

La L. n. 865 del 1971, art. 17 non detta una propria definizione di coltivatore diretto, ma rimanda implicitamente a quella contenuta nelle norme dell'ordinamento che disciplinano la materia. La L. 3 maggio 1982, n. 203 art. 6 contiene una definizione di coltivatore diretto, senza dubbio utilizzabile anche ai fini della spettanza di una speciale indennità a carico dell'espropriante del fondo.

La norma contenuta nella L. n. 203 del 1982, art. 7 concorre a definire l'area di applicazione della L. n. 865 del 1971, art. 17 e deve trovare a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... con riguardo alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento del sorgere dell'obbligazione indennitaria, vale a dire alla data del decreto di espropriazione; nessun rilievo, invece, può essere attribuito alla circostanza che il contratto di affitto sia stato stipulato in data anteriore all'entrata in vigore della L. n. 203 del 1982.

La qualifica di affittuario coltivatore diretto si sovrappone a quella di imprenditore agricolo, ma non si identifica con la stessa, in quanto individua, nell'ambito degli imprenditori agricoli, i soggetti che non si limitano alla semplice organizzazione e direzione, ma intervengono con l'attività propria e dei familiari nella fase esecutiva del processo produttivo, provvedendo ad almeno 1/3 del lavoro necessario per la buona conduzione dell'azienda, secondo la nozione di coltivatore diretto di cui all'art. 1,L. 25 giugno 1949, n. 353, richiamato dall'art. 6 , L. n. 203 del 1982.

Sono coltivatori diretti coloro che coltivano il fondo con il lavoro proprio e della propria famiglia a norma dell'art. 1647 c.c. ripreso dalla L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 6, il quale aggiunge che il lavoro della donna è equivalente al lavoro dell'uomo.

In materia di affitto agrario il coltivat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... è tale se la forza lavorativa sua e della sua famiglia costituisce almeno un terzo di quella occorrente per le normali necessità di coltivazione del fondo, indipendentemente dalle altre eventuali attività lavorative.

SOGGETTI --> TERZI AVENTI DIRITTO --> FITTAVOLO --> COLTIVATORE DIRETTO --> PROVA

Ai fini del riconoscimento dell'indennità aggiuntiva di cui all'art. 17 L. n. 865/71 non può essere conferito rilievo esclusivamente alla qualità di affittuario dell'istante, soffermandosi sugli elementi probatori acquisiti agli atti, dai quali emerga l'esistenza del rapporto di affitto con il proprietario espropriato, senza procedere alla verifica delle concrete modalità di sfruttamento del fondo.

L'iscrizione negli elenchi tenuti presso il Servizio dei Contributi Agricoli Unificati assume rilievo essenzialmente ai fini del riconoscimento della qualifica di coltivatore diretto richiesta per la fruizione delle prestazioni previdenziali, nonché ad affermare che l'iscrizione dell'istante quale titolare di un'azienda agricola non esclude l'esercizio dell'agricoltura anche nel fondo espropriato; essa tuttavia non ha fornisce alcuna precisazione in ordine ai mezzi ed alle perso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i per l'attività di coltivazione e produzione agricola, non desumibili neppure dal riferimento agli acquisti compiuti per le esigenze di conduzione del fondo, i quali risultano astrattamente compatibili tanto con un'organizzazione a carattere imprenditoriale quanto con una gestione di tipo personale o familiare.

La presenza sul fondo all'atto di immissione in possesso del comune di un soprassuolo e di animali, non dimostra l'esistenza di uno dei rapporti agrari indicati dall'art. 17 L. n. 865/1971, che vanno specificamente dimostrati attraverso la prova di tutti i presupposti richiesti dagli artt. 1647 segg. cod. civ. e art. 1 e segg. L. n. 11 del 1971 e L. n. 203 del 1982 per configurare il contratto di affitto di fondo rustico a coltivatore diretto.

Non è documento idoneo a comprovare la qualità di coltivatore diretto, al fine del riconoscimento dell'indennità aggiuntiva ex art. 17 L. n. 865/1971, la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, trattandosi di dichiarazione proveniente dallo stesso interessato; ciò a maggior ragione qualora dai verbali di immissione in possesso si ricavino elementi contrari a quanto dichiarato.

Ai fini dell'ottenimento della liquidazione dell'indennit&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...art. 17 L. n. 865/71, deve essere fornita la prova di tutti i tutti i presupposti dalla norma richiesta e segnatamente la qualità di affittuario del fondo, che il fondo sia da questi direttamente coltivato almeno da un anno prima della dichiarazione di p. u. e che allo stesso siano riferibili i requisiti di coltivatori diretti del fondo, ossia di soggetti traenti i propri mezzi di sussistenza dalla coltivazione del suolo.

Ai fini dell'ottenimento della liquidazione dell'indennità ex art. 17 L. n. 865/71 deve essere fornita la prova di tutti i tutti i presupposti dalla norma richiesta e segnatamente la qualità di affittuario del fondo, che il fondo sia da questi direttamente coltivato almeno da un anno prima della dichiarazione di p. u. e che allo stesso siano riferibili i requisiti di coltivatori diretti del fondo, ossia di soggetti traenti i propri mezzi di sussistenza dalla coltivazione del suolo.

L'affermata qualità di affittuario coltivatore diretto può dirsi provata qualora non contestata dall'Autorità espropriante e supportata dalla produzione di documentazione consistente in copia dei contratti di affitto ed iscrizione, quale coltivatore, al servizio dei contributi agricoli.

Il c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... affitto, il pagamento dei contributi agricoli unificati, la partecipazione nella qualità di coltivatore diretto al verbale di immissione in possesso, la notifica del decreto di esproprio nella predetta qualità, costituiscono elementi di prova atti a dimostrare la qualifica di coltivatore diretto.

Le dimensioni di piccole superfici coltivate da terzi (nel caso di specie circa mq. 2000 pari meno del 5% delle aree affittate), non sono sufficienti a far venir meno gli elementi atti a provare la qualifica di coltivatore diretto e ad attribuire la qualifica di imprenditore agricolo.

Le dimensioni non eccessive del fondo affittato (nel caso di specie circa cinque ettari), consentono di ritenere compatibile la qualifica di coltivatore diretto e di ritenere plausibile la coltivazione personale delle aree affittate con mezzi meccanici e con l'aiuto occasionale di familiari e di terzi, potendosi escludere quindi la prevalenza del fattore capitale su quello del lavoro.

SOGGETTI --> TERZI AVENTI DIRITTO --> FITTAVOLO --> ESTINZIONE DEL RAPPORTO

Ai fini dell'accertamento della qualità di affittuario - coltivatore diretto di un fondo espropriato e, quindi, del diritto all'attribuzione dell'indennit&a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ria di cui all'art. 17 L. 22 ottobre 1971 n. 865, deve farsi riferimento alla situazione giuridica esistente alla data di occupazione del fondo, per cui è irrilevante la prosecuzione di fatto del rapporto di affitto, laddove sia stata già accertata la sua cessazione, per effetto della risoluzione del contratto, con una decorrenza anteriore alla data dell'occupazione.

Deve ritenersi venuto meno un contratto di conduzione agraria, per sopravvenuta impossibilità dell'oggetto, qualora l'uso pascolativo dei terreni sia stato interdetto dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, artistici e Storici in vista dell'apposizione di un vincolo ex lege n. 1089/39.

Il decreto di occupazione di un fondo oggetto di un contratto di affitto determina solo la sospensione di tale rapporto che si estingue per effetto della realizzazione dell'opera pubblica implicante la definitiva ed irreversibile apprensione del bene medesimo e, correlativamente, il venir meno dell'oggetto del diritto dell'affittuario.

A seguito dell'occupazione d'urgenza del terreno, il contratto di affitto non si estingue ma resta semplicemente sospeso, fino al provvedimento di esproprio, sicché nel periodo di occupazione l'affittuario no... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; vantare alcun diritto nei confronti della P.A. ma deve indirizzare le proprie richieste nei confronti del proprietario del terreno, limitatamente ai frutti perduti.

SOGGETTI --> TERZI AVENTI DIRITTO --> FITTAVOLO --> INDENNITÀ DI OCCUPAZIONE

Il tenore letterale della L. n. 865 del 1971, art. 17, lascia intendere chiaramente la volontà del legislatore di assegnare al coltivatore un'indennità riferita esclusivamente all'entità di quella espropriativa corrisposta al proprietario, comprensiva di qualsiasi voce di danno determinato dal dover abbandonare il fondo espropriato, mentre il pregiudizio legato all'eventuale sospensione dell'esercizio del godimento personale del fondo - ovvero la pretesa relativa all'indennità di occupazione - potrà essere fatta valere esclusivamente nei confronti del proprietario concedente, in forza del rapporto contrattuale che costituisce legittimo titolo di godimento in capo al coltivatore.

La L. n. 865 del 1971, art. 17 attribuisce espressamente al fittavolo soltanto il diritto ad una indennità corrispondente a quella spettante al proprietario a titolo di esproprio; l'indennità aggiuntiva esaurisce in via onnicomprensiva le spettanze dell'aff... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...entre l'indennità di occupazione è dovuta in via esclusiva al proprietario del fondo espropriato.

SOGGETTI --> TERZI AVENTI DIRITTO --> FITTAVOLO --> PROVA DOCUMENTALE

Ai fini dell'accertamento dell'esistenza di un rapporto di affitto agrario, è necessaria la prova dell'intervenuto "consensus in idem placitum" tra le parti sulla circostanza che una di esse abbia, per fini agricoli determinati, ricevuto in godimento un fondo, del quale l'altra abbia, viceversa, la disponibilità. Non è pertanto sufficiente, a tal fine, l'allegazione di una serie di dichiarazioni sostitutive rilasciate dai proprietari delle aree condotte in affitto, peraltro, nel caso di specie, successive all'inizio del procedimento espropriativo.

La prova della qualità di affittuario di terreno con insistenti manufatti, sottoposto ad occupazione di urgenza, non può fondarsi sulla sussistenza di contratto di locazione di cui si asserisce la avvenuta proroga tacita, qualora quest'ultima sia esclusa dallo stesso contratto.

Ai fini della prova della avvenuta proroga tacita di contratto di locazione di terreni soggetti a procedimento di occupazione di urgenza, non può ritenersi s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'invito del Comune a liberare il fondo dal materiale sullo stesso insistente, atteso che l'espropriante non è tenuto a conoscere le singole clausole del contratto di locazione quali quella escludente la proroga tacita ed essendo comunque lo scopo perseguito dall'Ente quello di ottenere la liberazione del fondo da parte di chi appare essere il proprietario dei materiali in esso esistenti.

Ai fini della sussistenza di una proroga del rapporto di locazione avente ad oggetto un terreno occupato in via d'urgenza, qualora il contratto escluda espressamente la proroga tacita, è necessario provare che l'attività dell'affittuario all'atto dell'occupazione proseguiva regolarmente e che i manufatti esistenti sul fondo erano regolarmente utilizzati.

Colui che domanda la corresponsione dell'indennità aggiuntiva spettante al coltivatore del fondo, non può limitarsi a provare la sua qualità di coltivatore diretto, non avendo diritto a suddetta indennità colui che abbia coltivato il fondo in via di mero fatto. A tal fine occorre viceversa fornire la prova della sussistenza di un rapporto di affitto agrario con il concedente titolare del fondo; tale rapporto sussiste anche se stipulato tra altro membro della... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oltivatrice.

In carenza di prova in ordine alla sussistenza di un contratto di affitto a coltivatore diretto, resta priva di rilevanza ai fini del diritto alla indennità di espropriazione aggiuntiva, l'istanza istruttoria volta a dimostrare con testimoni il concreto esercizio dell'attività di coltivazione.

La circostanza che nel verbale di immissione in possesso è indicata la presenza dell'affittuario sul fondo, unitamente alle risultanze documentali costituite dalla copia di un risalente contratto di affitto, stipulato con un dante causa del proprietario, e dalle ricevute dei vaglia attestanti il pagamento del canone, consente di ritenere accertato il rapporto di affitto ai sensi della indennità spettante al fittavolo.

La qualificazione di "affittuario" da parte di funzionari dell'ente espropriante, prove testimoniali e ricevute di versamento del canone costituiscono elementi sufficienti per ritenere provata la qualità di affittuario.

Non è prova sufficiente a dimostrare la qualità di colono – affittuario l'attestazione contenuta nel verbale relativo allo stato di consistenza.



 
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