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Responsabilità in materia espropriativa: l'apporto causale


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titolo:SOGGETTI E RESPONSABILITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2018
pagine: 2922 in formato A4, equivalenti a 4967 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

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Non può essere imputato al tecnico comunale che abbia curato l'espropriazione il fatto che in nessuna fase della procedura – anche a seguito dell’opposizione alla stima – abbia proceduto alla riliquidazione dell’indennità sulla base dei corretti criteri di stima, stante il fatto che nella procedura espropriativa spetta alla Commissione Provinciale Espropri o al collegio tecnico ex art. 21 TUEs rideterminare l'indennità provvisoria non accettata.

Non è responsabile di un'espropriazione fallita un funzionario pubblico che, pur non essendo il responsabile del procedimento espropriativo, né incombendo su di lui alcun obbligo giuridico relativo all’adozione del provvedimento finale espropriativo, né potendo agire per sollecitare il versamento delle somme de quibus o chiedere l’integrazione dei fondi, si sia comunque adoperato nella sua qualità di responsabile amministrativo del servizio urbanistico e grandi opere, ad emanare una determinazione con la quale abbia chiesto all’Ufficio di Ragioneria di procedere al versamento dell’indennità provvisoria di espropriazione alla Cassa DD.PP..

Sono corresponsabili in solido i soggetti le cui azioni od omissioni - nell'ambito d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... causale che ha determinato l'insorgenza del danno per effetto della spoliazione subita a causa dell'irreversibile trasformazione del fondo per la realizzazione dell'intervento pubblico - abbiano concorso in modo efficiente a produrre il danno.

La responsabilità risarcitoria è imputabile in via solidale agli Enti che, con il proprio comportamento o con un proprio provvedimento amministrativo, abbiano concorso alla produzione dell’evento dannoso; rileva al riguardo l’art. 2055 cod. civ., il quale, nel prevedere che la responsabilità di un fatto va attribuita in modo pieno a tutte le persone che hanno contribuito a cagionarlo, esprime un principio di ordine generale applicabile anche alle persone giuridiche pubbliche.

Non può essere esclusa la responsabilità da espropri falliti in capo agli amministratori (Sindaco e assessore competente) che si siano trovati nella pienezza delle loro funzioni quando le opere furono completate.

Le condotte reiteratamente omissive concorrono tutte alla produzione del danno; ciò non significa, peraltro, che non si valorizzino talune delle circostanze evidenziate dagli appellanti ai fini della determinazione della misura del danno in concreto addebitabile ad essi.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...>Il Giudice contabile ha l’obbligo, nel decidere sulla responsabilità dei soggetti convenuti in giudizio, di tenere conto anche in astratto degli eventuali concorsi causali, nella produzione del nocumento erariale, di altri dipendenti o agenti pubblici, ovvero di soggetti privati non sottoposti alla giurisdizione del giudice contabile, pur se non direttamente evocati nella controversia dall’Ufficio Requirente o non convenibili, ovvero dei soggetti assolti nel medesimo giudizio, a tal fine provvedendo alla riduzione dell’addebito in favore delle parti in causa per le quali sussistono gli estremi della condanna, nei limiti delle quote corrispondenti all’effettiva rilevanza causale della loro condotta singolarmente considerata.

Una volta individuati, sulla base dei risultati rivenienti dalla cosiddetta prova di resistenza, espressione del noto principio penalistico della “conditio sine qua non”, gli antecedenti senza i quali il nocumento erariale non si sarebbe certamente verificato, tutte le voci di pregiudizio che siano diretta ed immediata conseguenza del contegno antigiuridico in parola, sebbene maturate nel corso del tempo, non possono che essere ascritte al soggetto o ai soggetti che hanno provocato il danno erariale, anc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la sopravvenuta cessazione dal proprio incarico, ovvero la traslazione della competenza concernente la gestione della procedura, abbia precluso la possibilità di successivi interventi di salvaguardia dei beni giuridici intestati all’Amministrazione.

Il giudice contabile, nel vagliare l’imputabilità del danno erariale alla condotta del convenuto, può accertare la partecipazione causativa all’evento anche di soggetti rimasti estranei al processo, valutando in modo virtuale il quantum ascrivibile a comportamenti di terzi, anche se non chiamati in giudizio, così da evitare che i primi debbano sopportare il peso di un risarcimento che invece sarebbe spettato anche ad altri. A maggior ragione ciò vale ove si ritenga che il danno erariale sia stato causato anche dalla condotta di soggetti nel frattempo deceduti.

Il giudice contabile può accertare la partecipazione causativa all’evento anche di soggetti rimasti estranei al processo, valutando in modo virtuale il quantum ascrivibile a comportamenti di terzi; in ipotesi in cui il danno indiretto derivi da atto transattivo intervenuto a distanza di molto tempo dall'irreversibile trasformazione del bene, comportante un aggravio di spesa, in termini di inter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lutazione, ciò non può essere posto a carico dei soggetti di cui è accertata la responsabilità per non avere concluso il procedimento, in quanto all'evidenza incolpevoli di detto maggiore esborso.

La parte di danno ascrivibile alla parte di cui è accertata la responsabilità va determinata considerando anche la concorrenza causale di più condotte negligenti.

La misura complessiva del danno risarcibile può ridursi, in considerazione dell’apporto concausale alla produzione dello stesso di altri soggetti, non convenuti in giudizio.

Correttamente la misura del risarcimento è addebitata a ciascun soggetto di cui è accertata la responsabilità facendo applicazione delle disposizioni sulla natura personale della responsabilità amministrativa e sull’addebito proporzionato alla compartecipazione di ciascuno alla produzione del danno in ipotesi di colpa grave (art. 1, commi 1 e 1 quater, della legge n. 20 del 1994), tenendo conto non solo del periodo di servizio da ciascuno espletato (e della contestuale condotta omissiva) ma anche (a scomputo) del contributo causale di soggetti deceduti o non chiamati in giudizio.

Dalla piana lettura delle disposizioni normative ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... L. n. 865/71 (vigenti ratione temporis), è agevole ritenere che è contraria al “buon andamento” della P.A. ogni interpretazione incentrata sulla segmentazione dell’azione amministrativa atteso che questa è orientata, invece, ad unico fine senza artificiosa “compartimentalizzazione stagna” delle competenze di ciascuno dei soggetti coinvolti nel procedimento che pur rimane unico nel fine. Ai fini di escludere la responsabilità in caso di omessa conclusione del procedimento non bisogna pertanto confondere l’ordinaria distribuzione delle competenze nell’adozione dei provvedimenti (decreto di occupazione d’urgenza / decreto di esproprio) in materia, rispetto all’addebito consistente nell’omissione gravemente colposa degli atti endo procedimentali necessari all’emanazione dei provvedimenti finali.

Occorre tenere debito conto nella valutazione della quota di danno da addebitare, con la precisazione che non si tratta di riduzione del danno cagionato ma di valutazione dei singoli apporti concausali nella produzione dello stesso, della parte del danno diretta conseguenza di scelte comportamentali addebitabili ad altri soggetti non evocati a tale specifico titolo.

L'art. 1... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...20/1994 consente al giudice contabile di modulare, se del caso, il quantum debeatur, ossia di determinare il danno da imputare a ciascun convenuto,  anche in considerazione delle condotte di soggetti estranei al processo qualora dovesse emergere che con le loro condotte vi abbiano avuto parte. Così operando si evita che i convenuti debbano sopportare per intero il peso di un risarcimento che invece sarebbe spettato anche ad altri se ritualmente chiamati in giudizio.

Ai fini della determinazione del quantum da porre concretamente a carico del soggetto di cui è accertata la responsabilità, va tenuto conto sia del ruolo causale svolto da altri organi e dipendenti dell’ente che di altri fattori che hanno fatto lievitare l’ammontare del danno. Invero, nell'ambito di un procedimento complesso quale l'espropriazione per la realizzazione di opere pubbliche vi è la necessità di una interazione, ai fini del raggiungimento del fine voluto dalla legge, tra la componente politica e quella burocratica, da identificarsi nel tecnico comunale o, in sua assenza, del segretario comunale tenuti alla predisposizione di tutti gli atti del procedimento preordinati all'emanazione del provvedimento finale.

La... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a che l’assessore ai lavori pubblici sia deceduto e che la Procura non abbia ritenuto sussistenti i presupposti per l’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti degli eredi, non esclude l’applicazione del principio generale di ripartizione dell’addebito secondo l’apporto causale da ciascuno dato alla produzione del danno.

Nella liquidazione del danno complessivo occorre tener conto della condotta dei soggetti che, anche se non evocati o rimasti del tutto estranei al giudizio, pur avendone il potere-dovere, nessuno sforzo di diligenza e di attenzione hanno profuso nel ricercare eventuali soluzioni transattive o conciliative della lite insorta per il risarcimento dei danni, e che abbiano potuto contribuire in qualche misura alla determinazione del danno patrimoniale, attesa l’incidenza concausale della pluralità di condotte poste in essere da più soggetti, seppure di matrice colpose e indipendenti, comunque collegate al fatto dannoso provocato dalla complessa azione amministrativa, sulla base dell’applicazione del principio di equivalenza delle cause e del principio di parziarietà, immanente in materia di responsabilità amministrativa.

L’importo contestato quale pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a decurtato di una percentuale a ragione del concorso nella causazione del danno di chi (non evocato in giudizio poiché deceduto), in violazione del compito specifico di vigilanza al medesimo intestato, non impedì il perfezionamento dell’illecito.

L’obbligazione risarcitoria gravante su ciascuno dei soggetti dei quali è accertata la responsabilità, in ipotesi di omessa conclusione della procedura, va determinata in proporzione alla durata dei rispettivi mandati rispetto al quinquennio previsto per il perfezionamento dell’esproprio e dunque al netto della quota in ipotesi riferibile ai periodi di carica per i soggetti prosciolti o non citati.

Nelle ipotesi di unicità di danno prodotto da una pluralità di condotte, le singole condotte sono autonomamente valutabili ai fini dell’attribuzione delle quote di danno ai compartecipi sulla scorta dell’autonomia delle condotte e del carattere personale e parziario della responsabilità amministrativa; il giudice deve pertanto limitarsi a giudicare le quote di danno riferibili ai convenuti, restando ininfluente l’assenza in giudizio di altri probabili corresponsabili.

Il giudice contabile, nel vagliare l’imputabilità d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ariale alle condotte dei convenuti, può accertare la partecipazione causativa all’evento anche di altri soggetti rimasti estranei al processo. In questa ipotesi si dovrà isolare la porzione di responsabilità addebitale al soggetto chiamato in giudizio, valutando astrattamente il quantum ascrivibile a comportamenti di terzi, anche se non evocati in giudizio, così da evitare che i primi debbano sopportare integralmente il peso  del risarcimento patito dall’Ente pubblico. Ciò vale a fortiori nell'ipotesi in cui sussista la partecipazione di altri soggetti nella causazione del danno e nel frattempo deceduti.

In ordine alla ripartizione dell'addebito deve ritenersi congruo il ricorso a criteri che tengano conto, quale espressione dell'apporto da ciascuno arrecato alla produzione del danno, da un lato della posizione rivestita in seno all'organizzazione comunale e dall'altro della permanenza nella carica.

Dall’importo complessivo costituente danno erariale da addebitare ai soggetti di cui è stata accertata la responsabilità, vanno detratte anche le quote di danno ascrivibili al comportamento di soggetti non citati in giudizio ma la cui responsabilità va accertata in via incidentale.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ancata chiamata in giudizio di altri soggetti responsabili dello stesso danno, potrà essere valutata sotto il profilo dell’addebito o sotto il profilo di eventuali responsabilità disciplinari del procuratore, ma non può portare all’assoluzione di chi sia ritenuto responsabile di (almeno parte) del danno.

Sussistono giusti motivi per addivenire ad una riduzione dell’importo da porre a carico dei responsabili in considerazione dell’esistenza, certificata dagli atti acquisiti in esito all’istruttoria, di altri soggetti convenibili non chiamati in giudizio.

Il danno va ripartito tra i soggetti di cui è accertata la responsabilità, in ragione dell’apporto causale.

Il richiamo alla responsabilità di altri soggetti non costituisce giustificazione idonea ad escludere la gravità della condotta omissiva contestata.

Nella quantificazione del danno erariale da addebitare al soggetto di cui è accertata la reaponsabilità va tenuto conto dell'apporto causale di altri soggetti assenti nel giudizio (nel caso di specie per decesso).

Nella determinazione del danno erariale, conseguente alla mancata conclusione del procedimento, deve essere conside... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...7;astratto apporto causale imputabile anche ad altri soggetti in carica nel periodo di legittima occupazione del terreno, anche se non chiamati in giudizio.

La ripartizione del danno in proporzione alla durata in carica di ciascun sindaco di cui è stata accertata la responsabilità in caso di omessa conclusione del procedimento, appare un criterio equo e razionale per quantificare le singole quote di danno.

Nel giudizio contabile risulta possibile tener conto di altri contributi causali alla produzione del danno da parte di soggetti non convenuti nel giudizio di primo grado, ma solo incidenter tantum e ai fini di una diversa ripartizione del danno stesso.

La somma quantificata a titolo di danno erariale va addebitata ai soggetti di cui è accertata la responsabilità in ragione della diversità dei ruoli funzionali ricoperti da ciascuno.

E' corretta la quantificazione delle quote del pregiudizio patrimoniale imputate a ciascuno dei soggetti responsabili, in base alle rispettive attribuzioni, alla durata dell’incarico ed al contributo causale.

L’addebito del danno erariale in ipotesi in cui sia accertata la responsabilità di più soggetti, va effettuato su... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla diversità dei ruoli  funzionali ricoperti da ciascuno dei responsabili e durata dei relativi mandati.

Nella ripartizione del danno erariale tra più soggetti di cui è accertata la responsabilità, qualora vi sia una sostanziale inscindibilità causale (attiva o da omessa vigilanza), delle singoli posizioni nella produzione del danno derivante dal sostanziale abbandono della procedura espropriativa, può ritenersi equa una ripartizione in misura uguale tra tutti i convenuti.

In caso di accertamento della responsabilità amministrativa di più soggetti, il danno va addebitato considerando la diversità dei ruoli ricoperti da ciascun responsabile.

In sede di determinazione del danno erariale deve equitativamente tenersi conto del fatto che alla causazione dello stesso abbia contribuito anche la condotta di altri soggetti, anche se non può esserne affermata la responsabilità per mancanza di colpa grave o perché non convenuti in giudizio.

Nella quantificazione del danno erariale rileva, in termini riduttivi, l'astratto apporto causale alla produzione del danno medesimo che può essere imputato a soggetti non citati nel giudizio di responsabilit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Nel calcolo del danno erariale da imputare ai soggetti di cui è accertata la responsabilità, deve tenersi conto del concorso di altre persone nella produzione del danno medesimo.

Nella quantificazione del danno erariale conseguente all’omessa conclusione della procedura espropriativa occorre considerare, in termini riduttivi del quantum, come significativo apporto causale all'evento, il comportamento anch'esso omissivo, di soggetti estranei al processo.

Alla luce del disposto dell'articolo 1, comma 1 quater, introdotto nella L. n. 20/1994, dall’articolo 3, comma 1, del D.L. n. 543/1996, convertito, con modificazioni, nella L. n. 639/1996, in ipotesi di “fatto commesso da più persone” occorre valutare le “singole responsabilità”, giudicando ciascuno “per la parte che vi ha preso”.

Ai fini della ripartizione del danno erariale, conseguente nel caso di specie all'omessa conclusione della procedura espropriativa, occorre considerare il diverso ruolo funzionale dei soggetti ritenuti responsabili rispetto al dovere di servizio di procedere, nei termini di legge, al perfezionamento dell'esproprio.

Nella ripartizione del danno a cui i soggetti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...li sono chiamati al risarcimento a favore dell’Ente di appartenenza, il giudice provvede in percentuale in relazione all’apporto causale ed alla competenza riferibile agli stessi.

Nell’ambito di un giudizio di responsabilità la valutazione della colpa in concreto, per cui assume rilevanza il rapporto di contraddizione tra la volontà del soggetto e le norma, cioè l'atteggiamento antidoveroso della volontà, ha consentito di modellare la colpa secondo le diversità dei casi in base alla maggiore o minore antidoverosità del comportamento del soggetto; ciò assume rilevanza ai fini della ripartizione dell'entità del danno risarcibile da rapportare al grado di colpa.

In mancanza di ogni precisazione in citazione, il riparto della responsabilità deve effettuarsi in parti uguali tra sindaco, assessore e tecnico.

La responsabilità deve essere considerata nei limiti della quota a ciascun soggetto effettivamente imputabile. E’ legittimo un processo che si svolge solo nei confronti di alcuni e non di tutti i possibili responsabili del fatto dannoso.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> APPORTO CAUSALE --> CESSAZIONE DEL MANDATO


Se alla data di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ei termini della procedura espropriativa il soggetto che era stato Sindaco fino ad alcuni anni prima, già da molto tempo non aveva più alcun potere di controllo o di impulso sulla vicenda espropriativa, è evidente che la sua condotta risulta oggettivamente priva di influenza etiologica rispetto all’evento dannoso, a nulla rilevando in contrario la ritenuta configurabilità, nel comportamento del predetto, di una concausa agevolativa del danno, questa essendo priva di rilevanza quando ad essa ne sia seguita un’altra da sola sufficiente a determinarlo.

Se è vero che il Sindaco inerte è responsabile di una condotta omissiva rispetto al dovere di impartire direttive all’apparato amministrativo e di vigilare sulla esecuzione dei singoli adempimenti connessi alla procedura acquisitiva di p.u., condotta connotata perlomeno dall’elemento soggettivo della colpa grave, così come è vero che normale diligenza deve indurre il Sindaco ad assumere cognizione dello stato dei procedimenti in corso e di adoperarsi, per quanto di competenza, per un sollecito perfezionamento del loro iter, entro i termini di scadenza delle occupazioni, è pur vero che prima della occupazione del terreno una responsabilità legata a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione illegittima non può esistere; ne consegue che non può ritenersi responsabile del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento il Sindaco la cui carica sia già cessata al momento della occupazione.

In sede di quantificazione della somma da addebitare ai soggetti responsabili, deve essere valutato il concorso nella causazione dell'illecito amministrativo - contabile di soggetti comunque coinvolti, anche se non citati in giudizio, condannando i primi esclusivamente per l'efficienza causale che il loro comportamento ha assunto nella produzione del danno.

Con riferimento al danno erariale conseguente alla mancata conclusione del procedimento addebitale al Sindaco di cui sia stata accertata la responsabilità, deve attribuirsi adeguato peso specifico, per la determinazione del quantum debeatur, alla circostanza che i termini fissati per il completamento della procedura espropriativa siano giunti a scadenza allorquando il sindaco aveva esaurito le relative finzioni.

L'addebito del Sindaco di cui è accertata la responsabilità in ipotesi di mancata conclusione del procedimento, deve essere determinato tenendo conto del brevissimo (nel caso di specie poco più di sei mesi), periodo di tempo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tivarsi, nell’ambito della residua permanenza in carica.

La reiterata inerzia del Sindaco, sino all’abbandono della procedura da lui intrapresa, rappresenta sicuramente una condizione efficiente alla verificazione del danno. Né tale convincimento può essere revocato dalla considerazione che l’irreversibile trasformazione del bene si sia verificata in epoca successiva al suo mandato. Molteplici, infatti, sono le fattispecie di illecito contabile in cui l’azione e l’effetto lesivo sono distanziati nel tempo.

La cessazione dalla carica di amministratore in epoca antecedente la data di scadenza della legittima occupazione del fondo non elimina l’innegabile contributo concausale offerto dalla condotta del sindaco e dal nesso eziologico sussistente tra essa e la determinazione del danno secondo un criterio o rapporto di regolarità causale o di adeguatezza, avendo lasciato trascorrere inutilmente il periodo nel quale poter provvedere alla conclusione del procedimento intrapreso in esecuzione degli obblighi di servizio, sulla base dell’applicazione del principio di equivalenza delle cause (art. 41, co. 1, c.p.) e della natura parziaria della responsabilità amministrativa (art. 1, co. 1 quat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...0/1994 e s.m. e i.).

Nessun rilievo ai fini dell’esclusione della responsabilità del Sindaco e dell'Assessore ai LL.PP. può essere riconosciuta alla circostanza della cessazione dalla carica anteriormente alla scadenza del termine per la definizione della procedura espropriativa qualora la sua mancata conclusione ed il danno che ne è derivato in termini di esborso di oneri accessori sia causalmente riconducibile alla condotta omissiva di tali soggetti.

E’ giurisprudenza costante che gli amministratori rispondono anche dei danni che si verificano successivamente alla cessazione del mandato purché risalenti a comportamenti tenuti nel corso del mandato.

In ipotesi di mancata conclusione del procedimento non è responsabile del conseguente danno erariale il Sindaco che abbia rivestito la carica per un periodo non significativo sotto il profilo della mancata definizione della procedura espropriativa, avendo terminato il suo mandato ad occupazione non ancora intervenuta.

Non risponde del danno erariale conseguente ad occupazione d'illegittima, il Sindaco che sia cessato dalla carica in data antecedente al verificarsi dell'occupazione sine titulo per mancanza dell'adozione delle ordinanze sin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ccupazione d’urgenza.

Il Sindaco che abbia rivestito la carica in un periodo ormai ininfluente ai fini dell’utile completamento del procedimento ablatorio, essendo ormai scaduti i termini per l’emanazione del tempestivo decreto di esproprio, non può ritenersi responsabile dei danni conseguenti.

Non risponde della mancata conclusione del procedimento espropriativo il Sindaco in carica in periodo in cui era già scaduto il termine per il completamento della procedura.

Non risponde della mancata conclusione del procedimento espropriativo l’Assessore ai LLPP che abbia svolto le relative funzioni in periodo in cui era ampiamente scaduto o prossimo a scadere il termine per il completamento della procedura.

In ordine al danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, non sussiste responsabilità degli amministratori che hanno cessato dalla carica prima dell’inizio del procedimento o poco dopo l’inizio dello stesso.

Va affermata la responsabilità del Sindaco che non ha di­mostrato di aver posto in essere ogni utile iniziativa volta alla conclusione del procedimento, a nulla rilevando che egli sia cessato dalla carica alcuni mesi prima dello sc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ermine di occupazione legittima, poiché il suo comportamento omissivo ha comunque rivestito rilievo causale nello svolgersi degli eventi.

Non si deve attendere l’ultimo momento per avviare al completamento la procedura ablatoria, per cui la circostanza che l'Assessore ai Lavori Pubblici sia cessato dalla carica in tempi più o meno lontani dalla scadenza dell’occupazione legittima è del tutto irrilevante ai fini dell’interruzione del rapporto di causalità.

I Sindaci che abbiano cessato dalla carica molto tempo prima della scadenza del termine per l’esproprio, non possono essere ritenuti responsabili del danno conseguente alla mancata conclusione della procedura, non essendo ravvisabile nella condotta da essi tenuta gli estremi della colpa grave.

Del danno conseguente ad omessa conclusione del procedimento è responsabile l'Assessore ai LLPP, che sia rimasto in carica il tempo sufficiente ad emanare gli atti idonei ad evitare il mancato rispetto dei termini della procedura ablatoria in essere; la circostanza di essere cessato dalla carica in tempi più o meno lontani dalla scadenza dell’occupazione legittima è del tutto irrilevante ai fini dell’interruzione del rapporto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tà.

La posizione dell'amministratore che indugia sul compimento di un atto non indifferibile del proprio ufficio non può essere considerata tout court alla stessa stregua di quella dell'amministratore che omette di compierlo in tempo utile con inevitabili ripercussioni sulle successive sequenze della vicenda procedimentale. Non è pertanto responsabile del danno erariale conseguente ad omessa conclusione della procedura espropriativa il sindaco che sia rimasto inerte, qualora suddetta inerzia abbia interessato un periodo di tempo allo scadere del quale non si era ancora esaurita l'intera fase destinata alla consumazione dei poteri espropriativi.

Non è responsabile del danno conseguente al verificarsi di ipotesi di occupazione acquisitiva, per effetto della mancata conclusione del procedimento espropriativo, il Sindaco che ha mantenuto la carica per il periodo di mesi 16 a fronte di complessivi mesi 39 per la conclusione della procedura espropriativa; non sono infatti addebitabili allo stesso le conseguenze della mancata conclusione del procedimento e pertanto non è ravvisabile né la colpa grave né il nesso casuale tra la condotta del medesimo ed il danno erariale addebitato.

In tema di responsabil... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r danno erariale conseguente al risarcimento del danno corrisposto a fronte di mancata conclusione della procedura espropriativa, non rileva sul nesso eziologico, il fatto storico della materiale cessazione dalla carica da parte del Sindaco, prima della chiusura del termine massimo entro il quale si doveva provvedere; va infatti allo stesso riferito anche il periodo successivo, qualora la genesi ed il consolidamento del danno hanno il loro esordio a causa della protratta omissione nel provvedere a lui direttamente e causalmente riferibile.

L'inerzia mantenuta dal sindaco in materia espropriativa integra condotta gravemente colposa, e ciò anche se si sia verificata la cessazione dalla carica anteriormente al termine finale stabilito per la legittima occupazione dell'area e per il completamento della procedura espropriativa, poiché questi non deve attendere l'ultimo momento per dar corso agli adempimenti previsti a tal fine.

Va esclusa la responsabilità dell’Assessore delegato ai lavori pubblici per danno erariale, conseguente alla omessa conclusione nei termini della procedura espropriativa, qualora suddetta delega sia intervenuta quando il termine utile per il completamento della procedura espropriativa era già scaduto.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...>L’atto di rinuncia al mandato assessoriale ad un ramo dell’amministrazione, comportante il venir meno della responsabilità e compentenze dell’Assessore, conferito con atto di delega, ha natura recettizia; la delega medesima pertanto non può venire meno se non con l'accettazione esplicita, da parte dello stesso organo che l’ha conferita, delle dimissioni e non già a seguito di mero atto unilaterale di volontà del singolo.

Nel caso di danno erariale procurato all’Ente, a seguito di occupazione divenuta illegittima per scadenza dei termini, deve riconoscersi la responsabilità degli amministratori i cui mandati hanno avuto termine prima del tempo utile per la conclusione della procedura, in quanto il concorso di cause preesistenti, simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall'azione od omissione del responsabile, non esclude il rapporto di causalità fra l'azione od omissione di quest'ultimo e l'evento, ancorché dette cause derivino da fatto illecito altrui.

Deve riconoscersi, nel caso di danno erariale procurato all’Ente, a seguito di occupazione divenuta illegittima per scadenza dei termini, la responsabilità degli amministratori i cui mandati hanno avuto termin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tempo utile per la conclusione della procedura, in quanto il rapporto di causalità tra omissione ed evento non è escluso dalla concorso di cause preesistenti simultanee o sopravvenute anche se indipendenti dalla azione od omissione del responsabile.

L'operato inerte del sindaco non è idonea e sicura testimonianza di inescusabile disinteresse nel caso manchino ancora anni, all'atto della sua cessazione dalla carica, alla naturale scadenza dei termini dell'occupazione temporanea e di urgenza, sì che appare concettualmente illogico considerare irrimediabilmente omesso ciò che invece poteva ancora essere compiuto secondo le regole e i tempi prescritti.

Non sono colpevoli sindaci rimasti in carica poco tempo prima della scadenza dell'occupazione legittima, non destinatari di particolari premure o sollecitazioni, alle quali, dopo l'entrata in vigore della L. 142/90, erano tenuti i responsabili degli uffici tecnici comunali.

La condotta omissiva è condizione necessaria e sufficiente a determinare il prodursi dell'intero danno, la cessazione dal mandato non costituendo fattore idoneo ad interrompere il nesso causale

La scadenza del mandato due anni prima che scadessero i termini dell'occupazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ei suoli esonera da responsabilità.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> APPORTO CAUSALE --> CESSAZIONE DEL RAPPORTO DI SERVIZIO


Non è responsabile il Dirigente dell'Ufficio Espropri per i danni conseguenti alla mancata conclusione della procedura, qualora lo stesso sia cessato dalla carica prima della scadenza dei termini di occupazione.

Non risponde chi non lavorava più per l’amministrazione all'inizio dell'occupazione temporanea e nel lasso di tempo in cui era ancora giuridicamente efficace la dichiarazione di pubblico interesse, e sussistenti i termini per adottare il decreto di esproprio.

Se il rapporto di servizio è cessato prima della scadenza del termine per concludere le procedure espropriative, ciò non vale ad esimere il soggetto da responsabilità contabile per l’eventuale successivo sopraggiungere dell’occupazione illegittima, quando gli sia imputabile una condotta omissiva.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> APPORTO CAUSALE --> COMPORTAMENTI COMMISSIVI ED OMISSIVI


Il nesso di causalità va individuato, secondo i principi generali dell’art.41 c.p., con riferimento alla circostanza che l’appellante, oltre ad essere stato a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l sindaco all’Ufficio Espropri, venne formalmente incaricato di redigere la relazione estimativa delle indennità e quindi era perfettamente a conoscenza della tempistica in cui versava la procedura di esproprio in questione. Senonché, il predetto omise di intraprendere la benché minima iniziativa, almeno documentalmente provata, entro la scadenza della legittima occupazione, per rappresentare all’organo politico la necessità di definire la procedura di cui è causa nella vicenda, anche sotto il profilo del reperimento della copertura finanziaria dell’onere degli espropri.

E' fuor di dubbio che gli interessi legali liquidati nelle sentenze civili promosse dai privati a seguito di occupazione acquisitiva e le spese dei giudizi che esse hanno definito, si ricollegano in termini di nesso quantomeno concausale -secondo i principi generali contenuti nell'art. 41 c.p.- alla condotta antigiuridica omissiva ascritta ai convenuti nel giudizio per responsabilità erariale, in quanto la definizione amministrativa del procedimento espropriativo, con l'emanazione del relativo provvedimento entro il periodo di durata della legittima occupazione, sarebbe stata ovviamente idonea ad evitare l'esito vittorioso delle azioni giudiziali in f... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti, con la conseguente condanna dell'ente al pagamento delle somme da questo derivanti, ivi compresi i relativi oneri accessori.

In ipotesi di mancata conclusione del procedimento comportante la condanna dell'Ente in sede civile per effetto della verificata accessione invertita, gli interessi legali liquidati in sentenza dal giudice civile e le spese del giudizio civile non possono non ricollegarsi in termini di nesso quantomeno concausale - secondo i principi generali posti dall’art.41 c.p.- alla condotta antigiuridica omissiva, in quanto la definizione amministrativa del procedimento espropriativo, con l’emanazione del relativo provvedimento entro la durata della legittima occupazione, sarebbe stata ovviamente idonea ad evitare l’esito vittorioso dell’azione giudiziale intentata dal privato.

Nel caso di comportamenti omissivi la relativa responsabilità non richiede per concretarsi la obiettiva certezza che l'iniziativa sarebbe stata idonea a produrre un effetto preclusivo del verificarsi del danno.

In ipotesi di danno conseguente a mancata conclusione della procedura, sussiste il nesso di causalità rilevante ai fini della responsabilità contabile tra la condotta omissiva di chi (amministratori e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...in forza di un preciso obbligo giuridico, si impegnava a garantire l’esatta e puntuale osservanza delle regole giuridiche poste a fondamento di una corretta azione dell’Ente territoriale, essendo tale condotta sintomatica di un evidente spregio delle regole giuridiche conosciute ma volontariamente e coscientemente disattese e violate e l’evento dannoso che, qualora detti soggetti avessero adempiuto fedelmente i propri doveri, non si sarebbe sicuramente verificato.

In tema di responsabilità per danno conseguente ad omessa conclusione della procedura espropriativa, i comportamenti omissivi si pongono, secondo criteri di regolarità causale, come causa esclusiva dell'evento dannoso che diversamente non si sarebbe verificato.

In caso di omessa conclusione della procedura espropriativa deve ritenersi sussistente il nesso causale, rilevante ai fini della responsabilità amministrativa, tra le condotte antidoverose tenute dai soggetti a cui competeva il perfezionamento della procedura e l' evento dannoso, considerato che, qualora la procedura ablativa fosse stata conclusa nel termine, l’Ente non sarebbe stato condannato in sede civile al risarcimento del danno con i maggiori esborsi.

Nell’am... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...udizio di responsabilità amministrativa, nel caso di specie conseguente al danno prodotto all’Ente a seguito del mancato perfezionamento nei termini del procedimento espropriativo, l'individuazione del soggetto responsabile va fatta con riferimento alla condotta di carattere omissivo dello stesso e al sussistente nesso eziologico di essa con l'eventus damni.

In caso di danno subito dall’Ente per omessa conclusione della procedura espropriativa, deve ritenersi sussistente il nesso causale, rilevante ai fini della responsabilità amministrativa, tra le condotte antidoverose tenute dai soggetti a cui competeva il perfezionamento della procedura e l'evento dannoso, considerato che, qualora la procedura ablativa fosse stata conclusa nel termine, l’Ente non sarebbe stato condannato in sede civile al risarcimento del danno.

La condotta “omissiva impropria” o “commissiva mediante omissione” assume una peculiare connotazione in quanto è riferibile a chi, violando speciali doveri collegati alla posizione di garanzia che riveste nell'ordinamento, non abbia impedito il verificarsi dell'evento. L'eventuale concorso di cause preesistenti, simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall'azione od omi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...responsabile, non esclude il rapporto di causalità fra l'azione od omissione di quest'ultimo e l'evento.

Ai fini della sussistenza della responsabilità amministrativa deve riconoscersi il nesso eziologico tra condotta omissiva e danno procurato all’Ente per effetto della mancata conclusione del procedimento espropriativo nei termini legali, imputabile ad inerzia dei soggetti a ciò tenuti.

Si ravvisa la responsabilità amministrativa degli Amministratori comunali i quali, con una condotta connotata da prolungata incuria rifluita nella mancata emissione degli atti di impulso procedimentale e nell'omissione degli atti ablatori di loro competenza, abbiano provocato l'interversione del titolo dell'occupazione di un fondo, da legittimo ad illegittimo, ed abbiano omesso di corrispondere un'indennità al proprietario inciso, provocando conseguentemente da parte di quest'ultimo un'azione di risarcimento del danno, che abbia causato esborsi aggiuntivi all'Ente locale.

Equivalendo il non impedire al provocare, il problema della causalità debba esser risolto, nelle ipotesi di comportamenti omissivi, alla medesima stregua di quelli commissivi.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> APPORTO CAUSALE --> D... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...INCARICO


In ipotesi di danno erariale conseguente alla mancata restituzione di beni occupati ma non utilizzati, costituiscono presupposti per l’applicazione del potere riduttivo della quota da addebitare ai soggetti, Sindaco e Responsabile dell'Ufficio Tecnico, di cui è accertata la responsabilità, il fatto che la richiesta di restituzione dell’area sia pervenuta quando il Sindaco era tale da poco più di un anno ed il Responsabile dell'Ufficio Tecnico era già, a quella data, collocato a riposo.

Correttamente l’entità del danno patrimoniale direttamente riconducibile alla colpevole inerzia dei soggetti di cui è accertata la responsabilità è calcolata considerando il periodo limitato di permanenza in carica.

In merito al danno erariale indiretto conseguente alla mancata conclusione del procedimento, sotto il profilo del nesso di causalità, la durata - più o meno lunga- del mandato ricoperto e l’epoca –più o meno prossima alla scadenza dell’occupazione legittima – di cessazione dello stesso non sono elementi idonei ad interrompere il nesso di collegamento concausale, in applicazione dei principi generali recati dall’art. 41 c.p., tra la ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ciascuno tenuta nella vicenda e l’evento dannoso, potendo dette circostanze soltanto incidere eventualmente sulla quota di danno da ascrivere a ciascun sindaco.

In assenza da parte dell'Assessore con delega ai LL.PP. di attività di impulso e di adozione di atti finalizzati alla regolarizzazione della procedura espropriativa, difficile poter rinvenire in suddetta condotta gli estremi della colpa grave, qualora la delega sia stata conferita per un periodo relativamente breve.

Deve escludersi qualsiasi responsabilità di Sindaci ed Assessori ai lavori pubblici per i danni conseguenti alla mancata conclusione del procedimento qualora accomunati da un mandato così breve, se rapportato alla durata di un procedimento espropriativo, da dover ragionevolmente escludere qualsiasi ipotesi di condotta dannosa.

Il ridotto periodo di attività riservata al Sindaco, non può certamente valere a scriminare ed escludere integralmente la sua responsabilità, in ipotesi di mancata conclusione del procedimento, non potendosi tollerare una condotta contraddistinta da asserita dimenticanza o non perfetta conoscenza dei problemi e dello stato giuridico e fisico dei beni (terreni) attinti dall’intervento traslativo coattivo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l comune e sacrificati al soddisfacimento del pubblico interesse, assumendo rilievo, per converso, il ridotto periodo di attività svolta nell’ambito della ripartizione del danno imputabile ai singoli concorrenti.

In ipotesi di mancato completamento della procedura espropriativa va esclusa qualsiasi ipotesi di responsabilità amministrativa nei confronti  del sindaco e dell’assessore a carico dei quali, per la assoluta brevità del mandato rispetto al termine di esproprio, non può configurarsi alcuna colpa grave, non potendo per il breve lasso di tempo, avere conoscenza di tutte le problematiche connesse agli espropri in atto per poterne così assicurare il perfezionamento.

La durata -più o meno lunga- del mandato politico ricoperto e l’epoca –più o meno prossima alla scadenza dell’occupazione legittima– di cessazione dello stesso, non sono elementi idonei ad interrompere il nesso eziologico tra il comportamento inerte degli amministratori ed il danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento.

L’entità dell’obbligazione risarcitoria, a titolo di danno erariale, deve inevitabilmente essere modulata sulla base di un apporto causale ch... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to della durata della carica ricoperta da parte del soggetto di cui è accertata la responsabilità.

Nelle ipotesi di danno derivante dall'omessa adozione del provvedimento di esproprio, la brevità dell’incarico di Assessore ai LL.PP. (nel caso di specie di appena quattro mesi), è circostanza idonea ad escludere la sua responsabilità in relazione al danno erariale cagionato al Comune dal mancato perfezionamento delle procedure espropriative.

Risponde del danno erariale costituito dagli oneri accessori derivanti dal giudicato civile conseguente ad intervenuta occupazione illegittima, il Sindaco che abbia ricoperto la carica nel periodo dei fatti contestati, indipendentemente dal fatto che il giudizio civile abbia abbia avuto inizio e fine a carica cessata.

La durata - più o meno lunga-  del mandato politico ricoperto  e l’epoca –più o meno prossima alla scadenza dell’occupazione legittima – di cessazione dello stesso non sono elementi idonei ad interrompere il nesso eziologico sussistente tra condotta omissiva e danno erariale conseguente alla condanna dell'ente in sede civile.

Non è responsabile del danno conseguente alla mancata conclusione del p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... il Presidente della Provincia che ha ricoperto detta carica in un arco temporale oggettivamente troppo breve (tanto più ove si consideri che il breve periodo che lo ha visto a capo dell’amministrazione è coinciso con l’inizio della procedura espropriativa), per poter ragionevolmente configurare una sua partecipazione causale, prima ancora che soggettiva, al danno erariale.

La valutazione del comportamento degli assessori con delega ai LLP. riguarda l’attività svolta nel periodo di carica e con riferimento alla data di cessazione di validità della dichiarazione di p.u.; di conseguenza non hanno alcuna rilevanza causale od esimente, rispetto alla responsabilità dei convenuti, le circostanze sopravvenute.

In ipotesi di danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, la condotta omissiva del soggetto cui è stata conferita la reggenza del servizio espropri, non supera la soglia della colpa grave rilevante ai fini della responsabilità, qualora il periodo di preposizione all’Ufficio espropri sia brevissimo rispetto alla scadenza del procedimento.

Il breve periodo di svolgimento dell'incarico (nel caso di specie del commissario prefettizio) è circostanza idonea a lim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a escludere del tutto, la responsabilità per danni conseguenti alla mancata conclusione del procedimento.

Condizione per la realizzazione della cosiddetta “occupazione acquisitiva” è la radicale trasformazione del terreno con l'irreversibile sua destinazione alla realizzazione dell'opera pubblica; in tale data si verifica una trasformazione che produce l'insuscettibile utilizzazione del terreno da parte del proprietario con la conseguente richiesta di risarcimento dei danni. Conseguentemente, è a tale momento che occorre correlarsi perché possano essere individuate le presunte responsabilità contabili.

Il breve periodo di svolgimento della carica di Sindaco non è esimente delle responsabilità dello stesso per il danno conseguente al ritardo nell’emanazione degli atti del procedimento rispetto ai quali lo stesso abbia omesso di assumere sollecitamente tutte le iniziative, nell’ottica della sua posizione di garanzia, idonee ad evitare le conseguenze pregiudizievoli per il patrimonio dell’Ente.

Va esclusa la responsabilità dell'Assessore ai LL.PP. per il danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento qualora lo stesso risulti essere rimasto in carica s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve tempo (quattro mesi); non è infatti ipotizzabile, in tale circostanza, alcun profilo di colpa grave in relazione ad eventuali comportamenti omissivi posti in essere, nell’ambito della procedura espropriativa, nel brevissimo periodo in cui è stato ricoperto l'incarico.

In ipotesi di mancata conclusione della procedura, la brevità del periodo in carica correlata alla situazione di disordine gestionale esistente nella struttura, inducono ad escludere la colpa grave del comportamento del responsabile dell'ufficio tecnico, censurabile in termini di responsabilità amministrativa.

Non è assolutamente ipotizzabile alcun profilo di colpa grave in relazione ad eventuali comportamenti omissivi posti in essere, nell’ambito della procedura espropriativa, a carico dell'Assessore ai Lavori Pubblici che sia rimasto in carica per un brevissimo periodo utile per la definizione della procedura.

In ipotesi di danno conseguente ad omessa conclusione della procedura, la durata - più o meno lunga- del mandato ricoperto da sindaci ed assessori e l’epoca – più o meno prossima alla scadenza dell’occupazione legittima – di cessazione dello stesso, non sono elementi idonei ad interromp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o di collegamento concausale, in applicazione dei principi generali recati dall’art.41 c.p., tra la condotta da ciascuno tenuta nella vicenda e l’evento dannoso.

E' connotata da colpa grave la condotta di chi, nonostante abbia ricoperto il mandato sindacale per un periodo esiguo (nel caso di specie otto mesi), abbia proseguito nell’inerzia del suo predecessore fino al punto da lasciare scadere, con assoluto lassismo, il termine fissato per la procedura espropriativa.

La brevità del termine in cui l'Assessore ai LLPP ha svolto le sue funzioni (nel caso di specie 4 mesi), assume rilevanza ai fini della corretta conclusione di un procedimento in corso; non è infatti ipotizzabile, in ipotesi di mancata conclusione del procedimento, alcun profilo di colpa grave in relazione ad eventuali comportamenti omissivi posti in essere, nell’ambito della procedura espropriativa, nel brevissimo periodo in cui ha ricoperto l’incarico di Assessore ai Lavori pubblici.

In ipotesi di danno conseguente all'omessa conclusione del procedimento, la peculiare responsabilità incombente sul Sindaco, rende irrilevante l’eccepita brevità del periodo di tempo in cui il medesimo ha svolto le proprie funz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r>
L’estrema brevità del tempo in cui il Sindaco ha utilmente ricoperto la carica ( circa un mese e mezzo), unitamente alla rilevante circostanza che non vi è traccia agli atti del fatto che lo stesso sia stato messo a conoscenza delle rilevanti problematiche connesse alla pendenza del procedimento ablatorio con imminente “scadenza”, non permette di qualificare il suo comportamento come “gravemente colposo”, atteso che ciò implica un’evidente e macroscopica violazione degli obblighi di servizio.

La brevità del mandato non esclude la responsabilità, per il danno conseguente alla mancata conclusione della procedura espropriativa, del soggetto che ha dato avvio al procedimento, al quale, proprio per effetto di tale circostanza, non poteva difettare la consapevolezza della necessità di dare il necessario impulso alla conclusione del procedimento.

Nel caso di omessa conclusione della procedura espropriativa con conseguente condanna dell’Ente al risarcimento del danno, deve escludersi la responsabilità, per insussistenza del nesso causale tra condotta omissiva e l’evento del danno, del responsabile dell’ufficio tecnico, il quale abbia assunto l’incari... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...po prima della scadenza del termine finale dell'occupazione; un’azione tempestiva non avrebbe infatti reso comunque possibile la conclusione, nei termini, del procedimento.

La brevità della durata in carica dell’ Assessore, nel caso di specie con delega ai lavori pubblici, che non ha esercitato la funzione per tutto il periodo utile entro il quale avrebbe potuto completare legittimamente la procedura espropriativa, non può valere come giustificazione dell’ inerzia e della superficialità nell'azione amministrativa

Un assessore preposto alle espropriazioni per soli sei mesi non è responsabile.

Nel processo per responsabilità erariale va considerato l’apporto causale nella produzione del danno e la conseguente legittimazione passiva sostanziale in capo all’amministratore o al funzionario che, essendo in carica durante il termine utile per il perfezionamento della procedura, ha tenuto una condotta omissiva al pari degli altri soggetti che gli sono subentrati.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> APPORTO CAUSALE --> FILIERA DEI RESPONSABILI


Le condotte reiteratamente omissive concorrono tutte alla produzione del danno; e ciò anche con riferimento ai ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e sono stati in carica quando era ancora in corso il periodo di occupazione legittima, per l’assorbente considerazione che - ove la procedura espropriativa fosse stata completata nel quinquennio - attendibilmente sull’ente locale non sarebbero gravati i maggiori oneri derivanti dall’azione giudiziaria. In casi del genere la responsabilità non può ricadere solo sull’amministratore o il funzionario in carica alla scadenza del periodo, in quanto il danno indiretto subito dall’ente locale in conseguenza della condanna civile scaturisce dall’inerzia tenuta da ciascuno, quella dei soggetti cessati costituendo l’antecedente causale di quella dei subentranti.

In ipotesi di omessa conclusione del procedimento espropriativo la responsabilità non può ricadere solo sull’amministratore in carica alla scadenza del periodo di occupazione legittima, in quanto il danno indiretto subito dall’ente locale in conseguenza della condanna civile scaturisce (in applicazione del principio generale recato dall’art. 41, comma 1, c.p.), dall’inerzia tenuta da ciascuno, quella dei soggetti cessati costituendo l’antecedente causale di quella dei subentranti.

Il procedimento di esproprio dev... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...olto con la massima sollecitudine ed anche quando la dichiarazione di pubblica utilità assegna un ampio spazio di tempo per la sua conclusione, ogni soggetto che si avvicenda nella carica di responsabilità nel corso di esso è tenuto ad agire con scrupolo e diligenza, onde il provvedimento finale venga emesso entro il limite temporale fissato, anche perché sarebbe sommamente ingiusto caricare,in caso di insuccesso, ogni colpa al soggetto che si è trovato a gestire l’affare nella fase finale.

Ai fini della responsabilità erariale per il danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, riguardo al nesso di causalità, il danno indiretto subito dall’ente in conseguenza della condanna civile è cagionato, in applicazione del principio generale recato dall’art.41, comma 1, c.p. dall’inerzia di ciascun amministratore in carica entro l’arco temporale entro cui poteva essere legittimamente definito l’esproprio, nessuna delle quali ha valenza causale tale da escludere quella degli altri ma ciascuna dovendosi soltanto calibrare, in ragione della carica ricoperta e del periodo di durata della stessa.

Ai fini della responsabilità erariale per il danno conseguente alla manc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione del procedimento, quanto al connotato soggettivo della grave colpevolezza della condotta, appare indubitabile che essa non possa farsi ricadere solo sull’amministratore, che in quanto in carica alla data di scadenza, si è trovato “col cerino in mano” ma anche su tutti i predecessori che hanno indugiato, denotando anch’essi un’altrettanto inescusabile trascuratezza nell’assolvimento dei doveri d’ufficio, nel curare l’adozione degli atti procedimentali indispensabili per emettere il decreto di esproprio definitivo.

Obblighi di diligenza impongono al debitore di adempiere tempestivamente alla propria obbligazione evitando il rischio di un sua impossibilità sopravvenuta e/o inutilità; ciascun amministratore è chiamato a rispondere per il periodo in cui è stato in carica e non potendosi far gravare la responsabilità esclusivamente su chi l’ha rivestita nell’ultimo periodo utile, in particolar modo allorquando l’opera risulti completata durante la sua sindacatura e nessuna consegna sia stata fatta ai subentranti nella carica. Non senza considerare che, specularmente, i successori inevitabilmente tenderebbero a scaricare la responsabilità su chi li ha preceduti con l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...itabile formazione di aree di sostanziale irresponsabilità.

Qualora la vicenda sia stata gestita con particolare negligenza da parte dei soggetti coinvolti, a diverso titolo e nei diversi ruoli, la concorrente responsabilità di taluno non è idonea ad escludere quella di altri, con la quale concorre secondo le regole generali della responsabilità amministrativa (art. 1, c. 1-quater, legge n. 20/94).

In caso di mancata conclusione del procedimento e conseguente condanna in sede civile, l’assoluta inerzia mantenuta dal Sindaco integra gli estremi della colpa grave; non può attribuirsi efficacia esimente alla circostanza che il suo successore avrebbe potuto emettere il decreto di esproprio,  dovendo ciascun amministratore rispondere per il periodo in cui è stato in carica e non potendosi far gravare la responsabilità esclusivamente su chi l’ha rivestita nell’ultimo periodo utile.

In ragione dell’art. 40 e 41 del c.p., la condotta omissiva successivamente mantenuta da terzi è condizione concorrente sotto il profilo eziologico che non esclude la responsabilità di chi per anni è rimasto completamente inadempiente rispetto ai  propri doveri d’ufficio.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...>Gli eventi di danno possono conseguire alla condotta gravemente colposa di due o più agenti, realizzando una sorta di “compartecipazione causale”, nella quale ogni apporto è di per sé determinante, pur nella sua autonomia dagli altri. Vale a riguardo la regola che ciascun agente deve rispondere alla parte del danno che ha cagionato con la propria condotta (principi della personalità e parziarietà della responsabilità amministrativa).

Le procedure espropriative, realizzando una compressione eccezionale del diritto soggettivo del privato, devono essere concluse nel più breve tempo possibile, senza giungere a ridosso dello spirare dei termini individuati di volta in volta dal legislatore; è pertanto iniquo addebitare l’intero nocumento conseguente alla mancata conclusione del procedimento ai soggetti che hanno materialmente posto in essere l’ultimo comportamento in ordine di tempo della variegata catena causale che ha generato l’evento dannoso.

In ipotesi di mancata conclusione del procedimento, non può avere effetto esimente della conseguente responsabilità del Sindaco, l’assunto difensivo dell’affidamento prestato per la definizione delle procedure sui suoi su... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bentrati nella guida del Comune. E’ di tutta evidenza che una simile impostazione porterebbe specularmente gli stessi successori ad addebitare ogni obbligo su quanti li hanno preceduti, in modo che la legittimazione di tutti i comportamenti omissivi comporterebbe in vicende analoghe il formarsi di aree di sostanziale irresponsabilità.

Ogni sindaco per il periodo di svolgimento del proprio mandato, è tenuto ad assolvere ai propri obblighi di servizio; questi non possono essere fatti gravare in maniera esclusiva su chi riveste tale ruolo nell’ultimo giorno di occupazione legittima, potendosi solo sancire una concorrente responsabilità dei  diversi soggetti che si sono succeduti nella carica nel periodo rilevante ai fini della conclusione del procedimento.

L'ammontare del danno da ascriversi ai soggetti di cui è accertata la responsabilità, deve considerare il potenziale apporto causale alla sua produzione ascrivibile ai soggetti (amministratori e funzionari), in carica nel periodo di legittima occupazione non chiamati in giudizio.

Il Sindaco che abbia retto il Comune per ben due anni consecutivi sino all'approssimazione della scadenza del quinquennio (1987) utile per la conclusione della procedu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tiva, è responsabile del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, non avendo alcuna rilevanza il fatto che l’opera fosse stata avviata da altri.

Del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento rispondono tutti i sindaci titolari della carica durante l’arco temporale in cui si è intrapresa, gestita e consumata inutilmente l’iniziativa ablatoria.

Ogni soggetto che si avvicenda nella carica di responsabilità è tenuto ad agire con scrupolo e diligenza, onde il provvedimento finale venga emesso entro il limite temporale fissato, anche perché sarebbe sommamente ingiusto caricare,in caso di insuccesso, ogni colpa al soggetto che si è trovato a gestire l’affare nella fase finale; ne consegue che l’avvenuta cessazione dalla carica di assessore in epoca di gran lunga antecedente la data di scadenza della legittima occupazione non vale ad escludere il contributo concausale dello stesso allo produzione del danno.

Con riferimento al danno conseguente ad intervenuta occupazione acquisitiva, la durata - più o meno lunga-  del mandato ricoperto e l’epoca –più o meno prossima alla scadenza dell’occupazione legittima – di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dello stesso, non sono elementi idonei ad interrompere il nesso di collegamento concausale, in applicazione dei principi generali recati dall’art.41 c.p., tra la condotta da ciascuno sindaco succedutosi tenuta nella vicenda e l’evento dannoso, potendo dette circostanze soltanto incidere eventualmente sulla quota di danno da ascrivere a ciascun sindaco.

In caso di mancata conclusione nei termini di legge di procedimenti amministrativi di durata pluriennale, ogni periodo temporale è rilevante nella medesima misura ai fini della produzione del danno, incidendo comunque sul termine ritenuto dal legislatore congruo e ragionevole per l’emanazione del provvedimento finale.

Anche quando la dichiarazione di pubblica utilità assegna un ampio spazio di tempo per la sua conclusione, ogni soggetto che si avvicenda nella procedura è tenuto ad agire con scrupolo e diligenza, onde il provvedimento finale venga emesso entro il limite temporale fissato. Gli effetti conseguenti al mancato perfezionamento della procedura vanno pertanto equamente ripartiti tra tutti coloro che si sono occupati della questione; sarebbe sommamente ingiusto caricare, in caso di insuccesso, ogni colpa al soggetto che si è trovato a gestire l’affare... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... finale.

In ipotesi di mancata conclusione del procedimento, va ravvisata la responsabilità dei sindaci che si sono succeduti  nel quinquennio entro il quale doveva essere conclusa la procedura espropriativa, e determinata la quota di danno in proporzione alla durata in carica.

In caso di mancata conclusione nei termini di legge di procedimenti amministrativi di durata pluriennale, ogni periodo temporale è rilevante nella medesima misura ai fini della produzione del danno, in quanto incide sul termine ritenuto dal legislatore congruo e ragionevole per l’emanazione del provvedimento finale. Per tale motivo non può ritenersi che l'apporto causale alla produzione del danno del sindaco in carica nel periodo iniziale sarebbe inferiore a quello dei sindaci in carica nel momento più prossimo alla scadenza del termine.

Il succedersi di più amministratori nell’arco temporale cui sono riferibili comportamenti omissivi, non interrompe, di norma, il nesso di casualità tra ogni singolo comportamento omissivo, quale che ne sia la collocazione temporale, e l’evento dannoso.

In ipotesi di danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, il danno va ripartito sulla bas... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...7;incidenza causale dell’inerzia dei sindaci che si sono succeduti nell’incarico; tuttavia va valutata con particolare rigore la responsabilità del soggetto in carica nel periodo che precede la scadenza del termine finale per l'adozione dei provvedimenti di legge, momento nel quale l'amministrazione ha irreversibilmente consumato il potere per l'esercizio legittimo dell'azione autoritativa.

Nella quantificazione del danno erariale da addebitare ai soggetti di cui è accertata la responsabilità, va tenuto conto della quota di responsabilità addebitabile ad altri soggetti che si sono avvicendati nella carica nell’arco temporale di riferimento.

Nelle procedure amministrative causative di danno per l'erario, in caso di omissione continuativa da parte di più soggetti, sussiste comunque il dovere di adempiere da parte di tutti, essendo gli stessi corresponsabili per il trascorrere del tempo, ferma restando, ovviamente, la valutazione delle singole posizioni nel caso concreto.

Nelle procedure amministrative causative di danno per l’erario, in caso di omissione continuativa da parte di più soggetti, sussiste comunque il dovere di adempiere da parte di tutti, essendo gli stessi corresponsabi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rascorrere del tempo, ferma restando, ovviamente, la valutazione delle singole posizioni nel caso concreto.

Al fine di determinare l’ammontare del danno erariale va tenuto conto dell’astratto apporto causale che va imputato ai numerosi altri amministratori, sia ordinari che straordinari (commissari prefettizi), che si avvicendarono nel periodo di efficacia dell’esproprio e dell’occupazione, come pure al responsabile dell’ufficio tecnico comunale, nei confronti dei quali la Procura non ha ravvisato le condizioni per la chiamata in giudizio.

In materia di responsabilità amministrativa, nella ripartizione dell'addebito è congruo il ricorso a criteri che tengano conto, quale espressione dell'apporto da ciascuno arrecato alla produzione del danno, da un lato, della posizione rivestita in seno all'organizzazione comunale e dall'altro della permanenza nella carica.

Nei giudizi di responsabilità amministrativo-contabile, trova applicazione il principio della equivalenza delle cause desumibile dagli artt. 40 e 41 c.p., secondo il quale, qualora l'evento lesivo si ricolleghi ad una pluralità di condotte succedutesi nel tempo e riferibili a più soggetti, deve essere riconosciuta a ciascuna ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...icacia causale rispetto al danno se, nella successione degli avvenimenti, i singoli fatti - e le relative condotte - abbiano determinato una situazione tale che, senza alcuno di essi, non si sarebbe verificato l'evento dannoso.

Il riparto del danno fra i soggetti ritenuti responsabili, va determinato in relazione al tempo di durata in carica degli stessi.

In materia di responsabile amministrativa conseguente a comportamento omissivo, la quota di danno è ascrivibile a ciascun convenuto in ragione della durata della carica alla quale è correlata l'inerzia serbata da ciascuno; la tesi secondo cui, finché non è spirato il termine quinquennale di occupazione legittima, non è addebitabile al titolare della funzione alcuna condotta colposa correlata all'omissione, comportebbe l’impossibilità di individuare uno o più responsabili nel caso di identiche condotte omissive che si protraggano nel tempo.

La brevità del mandato del soggetto che ha dato avvio al procedimento non esclude la sua responsabilità per il danno conseguente alla mancata conclusione della procedura espropriativa di cui sarebbero responsabili solo i successori; specularmente quest’ultimi potrebbero “scaricare̶... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ligo su quanti li hanno preceduti, giungendo così ad una legittimazione di tutti i comportamenti omissivi, soprattutto ove si tenga presente la frequenza, nella realtà amministrativa degli enti locali, di continue alternanze per brevi periodi nelle cariche di governo.

Il danno da responsabilità per danno conseguente a omessa conclusione della procedura espropriativa va ripartito tra i soggetti di cui è stata accertata la responsabilità (nel caso di specie sindaci, tecnici comunali ed assessori ai lavori pubblici), in ragione della durata della carica di ciascuno e dall'intensità della violazione dell'obbligo di servizio.

Nel caso di una pluralità di soggetti, contemporaneamente o consecutivamente tenuti al compimento di determinati compiti od attività, l'inerzia di alcuni non giustifica né esclude la responsabilità di altri.

Nel caso in cui, per effetto dell’intervenuta proroga dei termini di occupazione, all’inerzia del soggetto di cui è accertata la responsabilità per danno conseguente alla mancata conclusione nei termini della procedura espropriativa, si aggiunga quella di altri soggetti, che abbia contribuito, in maniera rilevante, al mancata completame... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rocedura espropriativa, della stessa va tenuto conto ai fini della rilevanza causale dell'omissione del responsabile, rispetto a quella degli altri soggetti, nella produzione del danno.

Nel caso di occupazione illecita di terreno, non può sussistere una corresponsabilità “cd. oggettiva” dei direttori dei lavori che si sono avvicendati, a meno che non si provi la loro conoscenza circa il fatto illecito già perpetrato dai predecessori e l'esistenza di una condotta omissiva tenuta, dolosa o gravemente colposa, per non aver provveduto ovvero tentato di rimuovere le relative conseguenze negative.

Nel processo per responsabilità erariale conseguente al danno subito dall’Ente a seguito di una sentenza risarcitoria civile per mancato perfezionamento, nei termini, del procedimento espropriativo, sussiste l'apporto causale nella produzione del danno in capo all'amministratore o al funzionario che, essendo in carica durante il termine utile per il perfezionamento della procedura, abbia tenuto una condotta omissiva, al pari degli altri soggetti che gli siano subentrati nell'esercizio delle funzioni amministrative.

Ove più soggetti si siano succeduti in una carica, detto avvicendamento ha come unica co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a ripartizione dell'addebito tra tutti i soggetti interessati. Nei giudizi di responsabilità amministrativo- contabile trova, infatti, applicazione il principio della equivalenza delle cause, desumibile dagli artt. 40 e 41 c.p., secondo il quale, qualora l'evento lesivo si ricolleghi ad una pluralità di condotte, attive od omissive, succedutesi nel tempo e riferibili a più soggetti, deve essere riconosciuta a ciascuna di esse efficacia causale rispetto al danno.

Nel ripartire tra i soggetti riconosciuti responsabili il danno risarcibile, occorre tenere equitativamente conto del diverso apporto causale dato da ciascuno di essi alla verificazione dell'evento dannoso, con particolare riferimento alla durata della permanenza in carica, alla maggiore o minore qualificazione dei poteri esercitati, all'intensità dell'elemento soggettivo, alla pluralità dei compiti che gravavano sugli interessati.

L'avvicendamento nelle cariche, anche frequente, rientra nella normale fisiologia della gestione della cosa pubblica ed il rispetto del principio di continuità non fa venir meno la responsabilità di ciascuno (per la propria parte), nel caso di specie conseguente all’omessa conclusione nei termini del procedimento espro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...b>

Non è esimente della responsabilità del sindaco ed assessori, conseguente al risarcimento del danno da occupazione illegittima per omessa conclusione della procedura nei termini, l’affidamento prestato per la definizione della procedura sui successori alle rispettive cariche così come per i successori non è possibile “scaricare” ogni obbligo su quanti li hanno preceduti.

Il danno erariale conseguente nel caso di specie ad occupazione illegittima per mancata conclusione della procedura espropriativa, deve essere ripartito tra i soggetti responsabili, nella fattispecie, sindaci, assessori ai lavori pubblici e tecnico comunale, in ragione della durata della carica di ciascuno e dell'intensità della violazione dell'obbligo di servizio.

Di un'occupazione illegittima rispondono in concorso i sinadaci che si sono succeduti all'epoca dei fatti, con una condotta colpevolmente inerte (ad esempio non muovendosi per addivenire ad una composizione della vertenza) che ha avuto incidenza causale sull'evento finale, anche se questo si è concretizzato molti anni dopo.

Nella ripartizione del danno da porre a carico di ciascuno dei soggetti riconosciuti responsabili deve equitat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nersi conto del diverso apporto causale (sotto il profilo della durata del mandato e della qualificazione dei poteri esercitati), nonché dell’eventuale condotta di altri soggetti che abbia contribuito alla causazione del danno, anche se non convenuti in giudizio.

Non può sussistere una corresponsabilità “cd. oggettiva” degli amministratori che si sono successivamente avvicendati alle cariche comunali, a meno che non si provi:1) la loro conoscenza circa il fatto illecito già perpetrato dai predecessori;2) l'esistenza di una condotta omissiva tenuta, dolosa o gravemente colposa, per non aver provveduto ovvero tentato di rimuovere le relative conseguenze negative.

Non ricorre in caso di mancata conclusione della procedura espropriativa una fattispecie a formazione progressiva nella quale tutti i soggetti coinvolti nella pluralità di fatti o di circostanze funzionalmente collegati quanto all'esito finale possono ritenersi ugualmente corresponsabili dell'evento di danno.

Ogni soggetto che si avvicenda nella carica di responsabilità nel corso della procedura espropriativa è tenuto ad agire con scrupolo e diligenza onde il provvedimento finale venga emesso entro il limite temporale fissat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ndo ammissibile che, in caso di insuccesso, ogni colpa venga gravata su colui che si è trovato a gestire l'affare nella fase finale.

Rispondono tutti coloro che, tenendo una condotta omissiva, si sono succeduti in carica durante il termine utile per il perfezionamento della procedura.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> APPORTO CAUSALE --> FILIERA DEI RESPONSABILI --> OCCUPAZIONE USURPATIVA


Nell'ipotesi di avvicendamento di più soggetti alla realizzazione dell'opera pubblica, qualora l'occupa¬zione d'urgenza risulti ab initio illegittima, tutta l'attività svolta nel corso dell'indebita trasformazione del fondo del privato, da chiunque esplicata, risulta conseguentemente abusiva, purché sussista un nesso di causalità con il danno, divenendo fonte di responsabilità per tutti gli autori tenuti, peraltro, al rela¬tivo risarcimento ai sensi degli artt. 2043 e 2055 cod. civ.

L'illecito amministrativo può ritenersi realizzato “istantaneamente”, cioè solo nel momento in cui si è concretizzata l'occupazione del bene immobile di proprietà del privato, anche se i suoi effetti si protraggono “permanentemente”. Per l'intero periodo di occupazione illecit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...opo l'ultimazione dell'opera pubblica, pur permanendo i suddetti effetti, essi sono da considerare giuridicamente irrilevanti ai fini della rappresentabilità della prosecuzione della condotta causativa di danno erariale.

Nell'occupazione usurpativa è consentita al proprietario una tutela restitutoria fino al momento in cui non ritenga di invocare la tutela risarcitoria, rinunciando implicitamente al proprio diritto: è a tale momento che si deve avere riguardo per individuare le condotte perseguibili.

La condotta causativa di danno erariale è ravvisabile in capo ai soggetti che durante l’occupazione illegittima hanno dato un apporto causale alla fattispecie generatrice del danno, contribuendo alla trasformazione del fondo, nonché in capo ai soggetti che, consapevoli del fatto illecito perpetrato dai predecessori, non hanno, con condotta omissiva dolosa o gravemente colposa, tentato di porvi rimedio.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> APPORTO CAUSALE --> INIZIO DEL MANDATO


In ipotesi di occupazione acquisitiva, nessuna responsabilità può essere addebitata al Presidente della Provincia che sia stato nominato successivamente alla scadenza di validità della dichiarazione di pubblica... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...4;; ciò e la conseguente occupazione illegittima, infatti, non avrebbero certo consentito l’adozione di un valido decreto d’esproprio.

Non sussiste responsabilità, per assenza del nesso causale tra la sua condotta e l’evento dannoso, del responsabile dell'Ufficio Tecnico, che abbia assunto tale ruolo successivamente alla promozione dal parte dei privati del processo civile da cui è scaturita la condanna della P.A. al risarcimento del danno.

E’ da escludersi la responsabilità per i danni conseguenti alla mancata conclusione della procedura, dei Sindaci che abbiano operato in epoca successiva alla conclusione del termine ultimo di validità della procedura espropriativa e della stessa conclusione dei lavori.

Non è responsabile il Sindaco che non era in carica nel periodo in cui risulta essere stata realizzata l’occupazione illecita (e la successiva trasformazione irreversibile), alla base della successiva condanna in sede civile.

E’ responsabile del mancato perfezionamento del procedimento espropriativo nei termini di legge, l’Assessore ai LLPP che abbia assunto l’incarico in data coincidente con l’avvio della procedura, in relazione al q... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sulta che abbia compiuti atti per il sollecito avanzamento e/o completamento della pratica.

E’ esente da responsabilità conseguente ad omessa conclusione del procedimento, il Sindaco che abbia assunto la carica solo poche settimane prima dell’irreversibile trasformazione del fondo e pochi mesi prima della scadenza del termine utile per l’esproprio.

Deve essere ritenuto esente da responsabilità per il danno conseguente a condotta omissiva dei suoi predecessori, il Sindaco il cui mandato sia iniziato in epoca abbondantemente successiva alla scadenza dell’occupazione legittima.

In ipotesi di omessa conclusione della procedura, va esclusa la responsabilità del Sindaco che abbia ricoperto la carica per un periodo non coincidente, se non per breve lasso di tempo, con quello in cui avrebbe potuto essere concluso il procedimento.

Dopo la scadenza del periodo di occupazione legittima, l’eventuale emanazione del decreto di esproprio è, secondo la pacifica giurisprudenza civile, inutiliter data, essendosi ormai prodotto l’illecito civile. Va pertanto esclusa la responsabilità degli amministratori in carica nel periodo successivo alla scadenza della legittima occupazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Non sussiste responsabilità del Sindaco ed Assessore ai LLPP per il danno conseguente ad omessa conclusione delle procedura, qualora il termine per l'emissione del decreto di espropriazione risulti già scaduto al momento dell'inizio dei relativi mandati.

Non può ritenersi responsabile il Presidente della Provincia del danno conseguente ad ipotesi di occupazione usurpativa, qualora lo stesso abbia assunto la carica in epoca successiva al perfezionamento di quest’ultima a seguito della realizzazione dell’opera pubblica o comunque una volta scaduti i termini di occupazione legittima; ciò in quanto la sua condotta non può aver avuto alcun rilievo nella causazione del danno.

Nel caso di responsabilità amministrativa conseguente a risarcimento del danno da occupazione illegittima per omessa conclusione della procedura espropriativa, va esclusa la responsabilità del sindaco ed assessori che hanno rivestito la relativa carica in un periodo ormai irrilevante ai fini dell'utile completamento del procedimento ablatorio, essendo ormai scaduti i termini per l'emanazione di un tempestivo decreto di esproprio.

Va esclusa la responsabilità amministrativa per danni conseguenti ad occupazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tima, divenuta tale a seguito della scadenza dei termini della procedura espropriativa, dei soggetti che hanno ricoperto la carica di sindaco, assessore e di segretario generale solo successivamente alla scadenza dei termini per l’esproprio o comunque per breve lasso di tempo prima della suddetta scadenza, dovendo ritenersi in suddette fattispecie l’apporto causale alla produzione del danno nullo o comunque minimo.

Va esclusa la responsabilità amministrativa del Sindaco per danno erariale procurato all’Ente a causa dell’esborso di somme di denaro conseguenti al verificarsi di ipotesi di occupazione acquisitiva per non essere stata la procedura di esproprio conclusa nei termini previsti, qualora lo stesso si sia trovato in carica in un momento in cui si erano già consumati i termini per la legittima occupazione del fondo, dovendosi ravvisare l'estraneità alla causazione del verificarsi del danno erariale.

Sono imputabili di responsabilità i Sindaci che si sono succeduti nella carica durante il periodo dell'occupazione legittima, conclusasi senza che sia stata tempestivamente conclusa la procedura espropriativa, e non i soggetti che hanno operato nella struttura comunale nel periodo successivo, il ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... al danno finanziario sarebbe marginale (limitato ai soli interessi sul capitale liquidato) ed il cui comportamento non appare comunque connotato da colpa grave.

Non può essere individuato alcun comportamento omissivo connotato da grave ed inescusabile colpevolezza da parte del sindaco che ha assunto il mandato quando ormai era scaduto il termine dell'occupazione scaturente dalla proroga amministrativamente autorizzata.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> APPORTO CAUSALE --> INIZIO DELL'INCARICO


Riguardo al danno subito dall'Ente in conseguenza del mancato perfezionamento del procedimento espropriativo, va affermata l’estraneità del tecnico comunale che abbia svolto le funzioni di responsabile dell’Ufficio tecnico comunale in periodo successivo al quinquennio utile per il completamento della procedura espropriativa stabilito nella dichiarazione di p.u. dell’opera pubblica.

In ipotesi di danno indiretto la disamina del merito deve prendere le mosse dal contenuto della sentenza di condanna della p.a., dovendo il giudice contabile avere a riferimento sia il danno indicato dal giudice ordinario (che rappresenta la condizione e la misura del danno contabile), ma anche la condotta eziologicamente c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... danno accertato, che costituisce il presupposto per la condanna dell’amministrazione al risarcimento. Qualora pertanto il presupposto della condanna al risarcimento è rappresentato dalla mancata apposizione dei termini di cui all’art. 13 della l. 2359/1865 nella delibera di approvazione del progetto dell’opera pubblica, non è ipotizzabile, neanche in astratto, alcuna condotta che possa aver determinato il danno da parte di chi (Sindaco – Assessori e funzionari), non era in carica in tale momento in cui è stata posta in essere la condotta illegittima.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> APPORTO CAUSALE --> INTERRUZIONE DEL NESSO CAUSALE


Anche in materia di responsabilità amministrativa trova applicazione il principio sancito dall’art. 41, comma 2, c.p., secondo cui «le cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità, quando sono state da sole sufficienti a determinare l’evento». La norma, secondo le più condivisibili interpretazioni dottrinali e giurisprudenziali, non può essere intesa nel senso di una valorizzazione di un qualunque fattore sopravvenuto, valendo, invece, ad escludere il nesso causale con i fatti illeciti antecedenti quando nel processo produttivo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...;evento si sia inserito un avvenimento imprevedibile e straordinario in ragione del peculiare carattere di deviazione dalla regolarità causale.

Della mancata conclusione del procedimento per mancata determinazione dell'indennità risponde l’Assessore con delega ai LLPP nella misura in cui l'inerzia al medesimo addebitabile sia causa del mancato completamento della procedura espropriativa, in applicazione dei principi generali in materia di causalità di fatto ex artt. 40 e 41 c.p.; tale responsabilità non sussiste qualora, anche se l’indennità fosse stata quantificata, la mancanza di disponibilità economica avrebbe comunque impedito il completamento della procedura espropriativa.

Perché si abbia interruzione del nesso causale ai fini della sussistenza della responsabilità amministrativa, occorre che i fatti successivi siano stati da soli idonei alla causazione del danno, sì da degradare le cause precedenti a semplici occasioni.

La decisione di resistere in giudizio operata dagli amministratori subentranti non esclude il nesso di casualità tra il comportamento imputabile ai predecessori (inerzia nel procedimento espropriativo) e le maggior somme pagate a titolo di interes... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alla data di costituzione in giudizio nonché di spese giudiziali; ciò in quanto i comportamenti omissivi contestati ai precedenti amministratori si pongono, secondo criteri di regolarità causale, come causa esclusiva dell'evento dannoso.

In materia di responsabilità amministrativa l’ annullamento degli atti inerenti la procedura espropriativa sopraggiunto al già verificato fenomeno della occupazione acquisita per decorrenza dei termini, non ha efficacia causale idoneo ad escludere il nesso eziologico tra il comportamento omissivo ed il danno erariale; il comportamento omissivo (omesso completamento procedura espropriativa ) si pone infatti secondo criteri di regolarità causale come causa dell'evento dannoso che diversamente non si sarebbe verificato.

Per escludere che un determinato fatto abbia concorso a cagionare un danno, occorre fare riferimento al concatenarsi degli accadimenti nella loro realtà effettuale, non essendo sufficiente dare rilievo ad una causa ipotetica per cui il danno avrebbe potuto verificarsi anche in assenza di quel fatto quale, nel caso di danno da occupazione illegittima conseguente a mancata emanazione nei termini del provvedimento acquisitivo, la presunta illegittimit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ichiarazione di PU, che avrebbe reso il decreto esproprio inutiler datum.

Il mancato raggiungimento di un accordo transattivo non interrompe il nesso causale tra il danno e chi è imputabile delle inadempienze che, a monte, hanno caratterizzato la gestione del procedimento espropriativo.

Il rapporto di causalità materiale è interrotto solamente quando il fattore sopravvenuto abbia alterato il normale sviluppo del processo causale e quando il fattore eccezionale abbia interferito in una serie causale antecedente, che non avrebbe potuto avere, di per sé, alcuna capacità di cagionare l'evento.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> APPORTO CAUSALE --> PARCELLIZZAZIONE DELLE COMPETENZE


Non è corretto ritenere che la parcellizzazione delle competenze non consenta di operare proficuamente per realizzare un concerto ed una cooperazione fra più uffici amministrativi, allertando gli organi deliberativi: una concorrente competenza funzionale, infatti, semmai, farebbe propendere per una altrettanto concorrente responsabilità, qualora si registri totale inerzia e non per una esclusione di responsabilità, quasi a voler realizzare uno ‘scarico’ di responsabilità su altri, indis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ci che non si sarebbero adoperati.

RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> APPORTO CAUSALE --> RITARDO DURANTE L'OCCUPAZIONE LEGITTIMA


Il fatto che alla data di scadenza del mandato ricoperto residuino ancora diversi mesi per l’utile completamento della procedura espropriativa, non è rilevante ai fini dell'esclusione della responsabilità; ciò in quanto non si deve attendere l’ultimo momento per avviare al completamento la procedura ablatoria.

L'antigiuridico ritardo nel provvedere all'espropriazione si è accumulato non solo dopo la scadenza dei termini di occupazione, ma anche e soprattutto nel periodo di occupazione legittima, ovvero a partire dal momento del provvedimento di occupazione in poi.

Il riparto del danno erariale deve considerare l'apporto causale sia di coloro che presiedevano all'esproprio durante il periodo di occupazione legittima, sia di coloro che se ne occuparono dopo la scadenza del termine delle espropriazioni



 
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