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I beni appartenenti al demanio marittimo

I beni appartenenti al demanio marittimo (art.822 Cod. Civ.) comprendono: il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti. In maniera più precisa, invece, sebbene senza distinguere tra demanio necessario ed accidentale, l'art.28 Cod. Nav. fa riferimento a: 1) lido, spiaggia, porti e rade; 2) lagune, foci dei fiumi che sboccano in mare, bacini d'acqua salsa o salmastra che comunicano con il mare; 3) canali utilizzabili ad uso pubblico marittimo.

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titolo:IL CODICE DEL DEMANIO MARITTIMO, FLUVIALE E LACUALE
anno:2018
pagine: 4005 in formato A4, equivalenti a 6808 pagine in formato libro
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Avvocato

DEMANIO E PATRIMONIO --> DEMANIO --> DEMANIO MARITTIMO

La generale individuazione legislativa dei beni del demanio marittimo è contenuta nell'art. 822 c.c., che indica: il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti, e più specificamente nell'art. 28 cod. nav., secondo cui appartengono al demanio marittimo: a) il lido, la spiaggia, i porti e le rade; b) le lagune, le foci dei fiumi che sboccano in mare, i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell'anno comunicano liberamente col mare; c) i canali utilizzabili ad uso pubblico marittimo.

La demanialità necessaria di un bene marittimo è qualità che deriva originariamente ad esso dalla corrispondenza con uno dei tipi normativamente definiti, ovvero ad un accertamento fattuale affatto collegato all'esercizio di poteri discrezionali.

L'art. 28 cod. nav. non distingue tra demanio necessario ed accidentale, fermo restando che solo le valli della laguna veneta, non comunicanti liberamente con il mare neanche in parte di anno, possono essere di proprietà privata.

I principi che regolano il demanio lacuale non sono estensibili al demanio marittimo e ai porti naturali, che sono disciplinati da norme diverse.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../> Il regime delle pertinenze del demanio marittimo (art. 29 cod. nav.) è diverso da quello dei beni appartenenti al demanio marittimo ai sensi dell'art. 28 cod. nav.: pertanto, è necessario volta per volta accertare in forza di quale fatto giuridico e di quale disposizione un'opera artificiale sia sussumibile nel demanio marittimo.

Per stabilire se una darsena appartenga al demanio marittimo occorre stabilire se sia un bacino di acqua salsa o salmastra comunicante "liberamente" con il mare e, comunque, se sussiste l'elemento funzionale, ossia se lo stesso può essere adibito alle stesse utilizzazioni a cui adempie il mare.

Agli effetti dell'art. 28, lett. b), cod. nav., l'indispensabile elemento fisico-morfologico della comunicazione con il mare del bacino d'acqua salmastra, pur essendo irrilevante che questa sia assicurata attraverso l'opera dell'uomo che impedisca il progressivo interramento delle acque, non costituisce di per sé solo il fattore decisivo e qualificante della demanialità, ma esso deve essere accertato e valutato in senso finalistico - funzionale, in quanto, cioè, si presenti tale da estendere al bacino di acqua salmastra le stesse utilizzazioni cui può adempiere il mare, r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...idoneità attuale, e non meramente potenziale e futura, del bene, secondo la sua oggettiva conformazione fisica, a servire ai pubblici usi del mare, anche se in atto non sia concretamente destinato all'uso pubblico.

Una darsena non può ritenersi appartenere al demanio per il semplice fatto che sia adibita a porto turistico: essa, infatti, è un bene artificiale e, come tale, appartiene al demanio soltanto qualora vi sia un atto della P.A. volto a destinare il bene ad un servizio o ad una funzione, pur se la scelta è dettata dalla possibilità di annoverare l'opera artificiale in una determinata categoria.

I beni del demanio marittimo sono soggetti ad un particolare regime giuridico per la loro stessa conformazione, in quanto sono cioè rivolti a realizzare gli interessi che attengono ai pubblici usi del mare per la loro (naturale) attitudine ad essere posti in via permanente al servizio dell'interesse della collettività in questo particolare settore della vita sociale.

I beni demaniali che hanno ricevuto in forza di atti o provvedimenti destinazione commerciale preordinata alla loro valorizzazione, non sono tout court assorbiti nel regime pubblicistico strettamente demaniale.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ina codicistica dei beni demaniali si completa, per il demanio marittimo, con la normativa di cui agli artt. 28 - 35 c.n.; in particolare, l'art. 28 c.n., comma 1, lett. c, stabilisce che fanno parte del demanio marittimo "le lagune, le foci dei fiumi che sboccano in mare, i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell'anno comunicano liberamente col mare".

L'indispensabile elemento fisico-morfologico della comunicazione con il mare non costituisce di per sé solo il fattore decisivo e qualificante della demanialità, ma esso deve essere accertato e valutato in senso finalistico-funzionale, in quanto, cioè, si presenti tale da estendere al bacino di acqua salmastra le stesse utilizzazioni cui può adempiere il mare, rilevando l'idoneità attuale, e non meramente potenziale e futura, del bene, secondo la sua oggettiva conformazione fisica, a servire i pubblici usi del mare, anche se in atto non sia concretamente destinato all'uso pubblico.

Il lido del mare e la spiaggia sono beni pubblici, cioè beni finalizzati a soddisfare interessi della collettività, e in particolare beni demaniali, come si evince dall'art 822 c.c.

In materia di demanio marittimo ex art. 8... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rt. 28 c.n., per lido del mare si intende quella porzione di riva a contatto diretto con le acque del mare, da cui resta normalmente coperta per le ordinarie mareggiate: sicché riesca impossibile ogni altro uso che non sia quello marittimo.

In tema di demanio marittimo ai sensi dell'art. 822 c.c. e dell'art. 28 c.n., la spiaggia è costituita non solo da quei tratti di terra prossimi al mare che siano sottoposti alle mareggiate straordinarie, ma comprende anche l'arenile, e cioè quel tratto di terraferma che risulti relitto dal normale ritirarsi delle acque, restando idoneo ai pubblici usi del mare, anche se in via solo potenziale.

Perchè l'arenile sia ricompreso nel demanio marittimo ai sensi dell'art. 822 c.c. non è sufficiente che esso sia derivato dall'abbandono del mare, ma è necessario che esso non abbia altresì perso l'attitudine a realizzare i pubblici usi del mare.

Qualora venga in discussione l'appartenenza di un bene, nella sua attuale consistenza, al demanio marittimo, il giudice di merito ha il potere-dovere di accertare i caratteri obiettivi con i quali il bene si presenta al momento della decisione, per effetto dei quali esso rientra nella categoria prevista dalla legge.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...> Il potere autorizzatorio di cui all'art. 35 d. lgs. 152/1999 (ora art. 109 d. lgs. 152/2006) avente ad oggetto l'immissione in mare di materiali di escavo di fondali marini o salmastri o di terreni litoranei emersi è funzionalmente indirizzato a perseguire l'interesse pubblico alla tutela delle acque dall'inquinamento: di conseguenza, è da ritenere che, in caso di ripascimento del litorale, l'autorità possa valutare le caratteristiche della sabbia da prelevare solo sotto questo profilo e non sotto altri aspetti, quali quelli riguardanti aspetti esecutivi dell'opera appaltata.

Il ripascimento di una spiaggia di pregio ambientale con sabbia di granulometria, composizione mineralogica e gradazione cromatica diverse dalla preesistente sono difetti tali da rendere il lavoro assolutamente inaccettabile ai sensi dell'art. 197 D.P.R. 554/1999.

La Pubblica Amministrazione ha l'onere di procedere alla delimitiazione del demanio marittimo solo nel caso in cui sussista una oggettiva incertezza del confine con la proprietà privata.

Per stabilire se un'area rivierasca debba o meno essere considerata appartenente al demanio marittimo risulta indifferente la natura geografica del terreno.

per stabilire se... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vierasca debba o meno essere considerata appartenente al demanio marittimo sono decisive le seguenti circostanze: 1) che l'area sia normalmente coperta dalle mareggiate ordinarie; 2) che, sebbene non sottoposta a mareggiate ordinarie, sia stata in antico sommersa e tuttora utilizzabile per uso marittimo; 3) che, comunque, il bene sia necessariamente adibito ad usi attinenti alla navigazione anche solo allo stato potenziale.

La generalità dei beni appartenenti al demanio marittimo trova la ragione della demanialità nell'essere utilizzati o utilizzabili per i c.d. "usi del mare" e si caratterizza per la naturale attitudine ad essere posti direttamente a servizio dell'interesse sociale; tra tali usi rientra la balneazione, intesa come modalità di godimento del bene che consente alla collettività di fruirne indistintamente ed in modo immediato e diretto, senza ostacoli che si frappongano al libero esercizio.

Nel demanio marittimo è incluso, oltre il lido del mare e la spiaggia, anche l'arenile, cioè quel tratto di terraferma che risulti relitto dal naturale ritirarsi delle acque; esso infatti, come la spiaggia, è destinato agli usi pubblici marittimi.

La natura demaniale dell'arenile perman... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lora una parte di esso sia stata utilizzata per realizzare una strada comunale, atteso che ciò non implica né la sdemanializzazione della restante parte, quella meno vicina al mare, né la libera occupabilità da parte dei privati.

L'attitudine dell'arenile a realizzare i pubblici usi del mare, costituente presupposto della sua appartenenza al demanio marittimo, non può dirsi venuta meno per il semplice fatto che il privato abbia iniziato ad esercitare su di esso un potere di fatto, realizzandovi opere e manufatti, senza il permesso della competente amministrazione

Il procedimento di delimitazione del demanio marittimo, previsto nell'art. 32 c.n., tendendo a rendere evidente la demarcazione tra il demanio predetto e le proprietà private finitime si presenta quale proiezione specifica, nel campo del demanio marittimo, della normale actio finium regundorum (art. 950 cod. civ.) e si conclude con un atto di mero accertamento.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> CATEGORIE DI BENI --> MARE

La demanialità delle acque del mare discende dalla legge, senza che vi sia necessità che tale demanialità sia segnalata in una mappa.

DEMANIO E PATRIMONIO... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ANIO --> DEMANIO MARITTIMO --> MARE

Il mare territoriale, in quanto res communis omnium, non può essere ritenuto di proprietà statale e non fa parte, quindi, del demanio marittimo.

DEMANIO E PATRIMONIO --> DEMANIO --> DEMANIO MARITTIMO --> CANALI DI VENEZIA, NON APPARTENENZA

I canali e i rii interni della città di Venezia non appartengono al demanio marittimo, in quanto sono inidonei agli usi pubblici del mare, ma svolgono una funzione assimilabile alle strade; essi, pertanto, vanno inclusi nel demanio comunale stradale, in quanto ai sensi dei RR.DD. 1040/1872, 5269/1888 e 721/1904 tali canali e rivi sono di esclusivo interesse del Comune e assoggettati alla sua giurisdizione e manutenzione.

CATEGORIA DEMANIO E PATRIMONIO --> DEMANIO --> DEMANIO MARITTIMO --> AREE MARINE PROTETTE

I privati non hanno diritto di partecipare al procedimento di istituzione dell'Area Marina Protetta, non potendo costoro vantare (diversamente dai Comuni ricompresi nel perimetro oggetto di tutela, quali enti esponenziali degli interessi delle comunità locali coinvolte) un autonomo titolo alla partecipazione stessa.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> CATE... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...NI --> LAGUNE

Ai fini dell'accertamento dell'appartenenza di un bene al demanio marittimo non è pertinente il richiamo ai principi affermati con riferimento alle darsene a secco, trattandosi di principi concernenti in genere il demanio idrico e non quello marittimo, ed essendo, al contrario, le lagune espressamente menzionate tra le componenti del demanio necessario marittimo.

La laguna non è bene demaniale per presunzione assoluta di legge, in quanto non è detto che essa possieda il requisito dell'uso pubblico proprio del mare.

La natura demaniale della laguna non va accertata sulla base di una destinazione attuale all'uso pubblico, ma della semplice idoneità a svolgere una siffatta funzione pubblica, alla stregua della sua attuale conformazione, secondo criteri di accertamento che devono essere applicati con particolare rigore, posto che è in questione la natura pubblica o meno di un bene astrattamente demaniale per forza di legge.

CATEGORIA DEMANIO E PATRIMONIO --> DEMANIO --> DEMANIO MARITTIMO --> PROCEDIMENTO DI DELIMITAZIONE

Il procedimento di cui all'art. 32 cod. nav. costituisce il corrispondente amministrativo di quello giurisdizionale ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... c.c..

Il verbale ex art. 32 cod. nav., non diversamente dal negozio privato di accertamento, assume una rilevanza probatoria, agli effetti dell'accertamento del confine, che può essere superata soltanto adducendo concreti elementi atti ad inficiarne la validità, sul piano formale o per intrinseci vizi sostanziali.

Non può ipotizzarsi che un manufatto regolarmente insistente su area privata divenga abusivo e passibile di rimozione coatta, in un secondo tempo, per effetto della determinazione unilaterale con cui la pubblica amministrazione ha realizzato una nuova demarcazione del confine demaniale, configurandosi, in tal caso, gli effetti propri di una misura ablativa non prevista dall'ordinamento.

L'estensione del demanio marittimo necessario è determinata da eventi naturali e varia al variare di essi, sicché le operazioni che l'autorità effettua per delimitare detto demanio hanno valore puramente dichiarativo.

Il carattere accertativo dei confini del bene demaniale rispetto alle proprietà confinanti escludono in radice ogni posizione di interesse legittimo, non potendosi configurare una tale posizione nel mero interesse formale alla rimozione dell'atto illegittimo.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n assenza di specifica delineazione del confine demaniale, l'autorità competente non è legittimata ad adottare provvedimenti sanzionatori, senza violare l'art. 32 cod nav, ed art. 58 reg. relativo, e senza ingiustamente ledere le legittime aspettative del privato, che, ex art. 32 cit., vanta il diritto a fare valere la propria posizione legittimante nel corso del formale procedimento di verifica del confine demaniale.

Il procedimento di delimitazione del demanio marittimo ha carattere semplicemente ricognitivo e non costitutivo della demanialità del bene.

Il procedimento di delimitazione ex art. 32 cod. nav. si pone non già quale esplicazione di poteri autoritativi della P.A. cui corrisponde una posizione di soggezione del proprietario, bensi in funzione di mero accertamento in sede amministrativa dei confini del demanio marittimo rispetto alle proprietà private.

La procedura ex art. 32 cod. nav., tendendo a rendere evidente la demarcazione tra il demanio marittimo e le proprietà private finitime (senza, tuttavia, che ne resti alterata la situazione giuridica preesistente), si presenta quale proiezione specifica, nel campo del demanio marittimo, della normale actio finium regundorum, di cui al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...c.c..

L'appartenenza al demanio marittimo di un'area deriva dalle sue caratteristiche intrinseche.

La competenza alla delimitazione tra demanio marittimo e proprietà private non è stata trasferita alle Regioni dall'art. 59 D.P.R. 616/1977, che ha unicamente trasferito solo l'esercizio delle funzioni inerenti al "turismo ed industria alberghiera".

Il procedimento di delimitazione di cui all'art. 32 cod. nav. non deve essere esperito in ogni situazione ma solo allorché vi sia obiettiva incertezza in ordine al confine demaniale.

L'assenza di strumenti e di personale in capo alla P.A. non può giustificare l'inerzia sull'istanza di delimitazione del confine del demanio marittimo ai sensi dell'art. 32 cod. nav..

Presupposto per attivare il procedimento di delimitazione del demanio marittimo è la presenza di una situazione di incertezza obiettiva in merito alla definizione dei confini tra demanio e proprietà privata.

Il procedimento di delimitazione del demanio marittimo , contemplato nell'art. 32 comma 1, c. nav. costituisce mera facoltà e non un obbligo per l'amministrazione, la quale può essere esercitata sul presupposto che esista un ragi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bio in ordine all'esatto confine del bene demaniale, non ravvisabile allorquando l'area in argomento risulta, in base a rilievi svolti in epoca recente, ricadere nel demanio marittimo.

CATEGORIA DEMANIO E PATRIMONIO --> DEMANIO --> DEMANIO MARITTIMO --> PROVA DELLA DEMANIALITÀ

La demanialità di un bene non è desumibile dalla prossimità alla spiaggia del mare, circostanza che non è di per sé concludente e decisiva per stabilire l'appartenenza al demanio marittimo.

La verificazione disposta in giudizio consente di superare la perizia tecnica giurata da cui risulta che la linea di confine della proprietà coincide con la linea del demanio.

La natura pubblica di un'area, in relazione all'estensione del demanio marittimo (non a caso definito come demanio "naturale e necessario") deriva direttamente dalla qualificazione giuridica di cui all'art. 822 cod. civ., collegata alla situazione fisico-topografica dei luoghi; pertanto, l'intrinseca natura del bene demaniale marittimo, non solo è insensibile ad eventuali atti negoziali, o concessori, ma è altresì insensibile a qualsivoglia accertamento giurisdizionale di tipo costitutivo.

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tenenza di un bene al demanio marittimo consegue direttamente dalla legge (art. 822 c.c. e art. 28 c.n.), e non postula l'emanazione di atti amministrativi, che sono necessari solo nella diversa ipotesi in cui si discuta non tanto sulla natura demaniale del bene, ma sull'esatta delimitazione dei suoi confini.

Se un bene è compreso nelle categorie previste dall'art. 28 cod. nav. ed è adibito a usi attinenti alla navigazione, rientra nel demanio marittimo, anche in mancanza di un esplicito atto di destinazione.

L'eventuale immemorabile possesso del suolo, da parte di privati in buona fede, in epoca anteriore all'entrata in vigore del codice della navigazione del 1942 non comporta implicitamente la perdita delle caratteristiche della demanialità.

Non vale a escludere la demanialità dell'area l'eventuale stipula di un contratto di cessione a privati del terreno da parte dell'Amministrazione statale se non preceduta dalla necessaria procedura di sdemanializzazione.

E' legittimo assumere la natura demaniale di un'area non oggetto di sclassifica sulla base della comparazione tra i documenti allegati all'istanza di sclassifica (che evidenziano i beni sdemanializzati) e i documenti pubblici predispost... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cio tecnico erariale (che evidenziano i beni originariamente demaniali).

E' congrua la motivazione dell'appartenenza di un bene al demanio marittimo che fa riferimento alle risultanze catastali, alle caratteristiche oggettive e all'allocazione del terreno occupato, escludendo inoltre la ammissibilità di una sdemanializzazione tacita, in mancanza cioè del formale provvedimento costitutivo di declassificazione a norma dell'art. 35 c.n..

Ai fini della delimitazione del demanio marittimo, le risultanze catastali non possono contrastare con atti d'imperio della pubblica amministrazione, avendo esse un valore solo indicativo e non costitutivo di diritti reali.

Ove i privati contestino il confine del demanio marittimo, vale a dire il carattere demaniale di un'area, hanno l'onere di attivarsi in sede giudiziaria per chiedere il regolamento dei confini, con onere della prova a carico di chi contesta il confine catastale, non avendo essi diritto all'attivazione del procedimento di delimitazione da parte dell'amministrazione.

Ai fini del riconoscimento della demanialità delle aree marittime, il fatto che un terreno sia indicato nelle mappe catastali come compreso nel demanio marittimo dimostra che è sta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mpo espletata la procedura di delimitazione di cui al combinato disposto degli art. 32, c. nav. e 58, regolamento di attuazione per la navigazione marittima. In assenza, quindi, di alterazioni dello stato di fatto la natura demaniale del terreno, così come verificata e registrata, non può essere oggetto di contestazione.

DEMANIO E PATRIMONIO --> DEMANIO --> DEMANIO MARITTIMO --> PROVA DELLA DEMANIALITÀ --> COMUNICAZIONE CON IL MARE

Agli effetti dell'art. 28 cod. nav., lett. b), secondo cui fanno parte del demanio (necessario) marittimo i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell'anno comunicano "liberamente" con il mare, l'indispensabile elemento fisicomorfologico della comunicazione con il mare, pur essendo irrilevante che questa sia assicurata attraverso l'opera dell'uomo che impedisca il progressivo interramento delle acque, non costituisce di per sé solo il fattore decisivo e qualificante della demanialità, ma esso deve essere accertato e valutato in senso finalistico-funzionale, in quanto, cioè, si presenti tale da estendere al bacino di acqua salmastra le stesse utilizzazioni cui può adempiere il mare, rivelando l'idoneità attuale, e non mer... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nziale e futura, del bene, secondo la sua oggettiva conformazione fisica, a servire ai pubblici usi del mare, anche se in atto non sia concretamente destinato all'uso pubblico.

Ai fini dell'accertamento dell'appartenenza del bene al demanio marittimo è irrilvante che l'attuale conformazione dell'area sia stata determinata da interventi umani.

DEMANIO E PATRIMONIO --> DEMANIO --> DEMANIO MARITTIMO --> PROVA DELLA DEMANIALITÀ --> IDONEITÀ ALL'USO PUBBLICO

I beni del demanio marittimo necessario sono tali se ed in quanto ordinati agli usi del mare e, a seconda che acquistino o perdano l'attitudine a servire a tali usi, acquistano o sperdono il carattere di bene demaniale, a prescindere da risultanze catastali o altro.

L'attitudine a servire ai c.d."usi del mare" (navigazione, diporto, pesca, balneazione, ecc.) costituisce il criterio delimitativo dell'estensione dei beni demaniali marittimi e tale funzione costituisce la "ratio" e il limite per l'affermazione del loro carattere demaniale.

Per tutti i beni facenti parte del demanio marittimo il punto essenziale dell'indagine che riguarda la identificazione del bene come appartenente a tale categoria giuridica deve es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rato sull'elemento funzionale, cioè sulla idoneità del bene a realizzare gli interessi che attengono ai pubblici usi del mare.

Non solo per i bacini di acqua salmastra, ma per tutti gli altri beni facenti parte del demanio marittimo, il punto essenziale dell'indagine che riguarda la identificazione del bene come appartenente a tale categoria giuridica è incentrato sull'elemento funzionale, ossia sull'idoneità del bene a realizzare gli interessi che attengono ai pubblici usi del mare.

L'uso pubblico dei bacini salsi o salmastri deve essere ravvisato tutte le volte che essi, per la loro conformazione ed estensione, consentano l'esercizio di attività economiche del tutto simili a quelle che possono svolgersi in mare aperto, come la pesca e la molluschicultura che, appunto, costituiscono indubbia espressione di una utilizzazione immediata delle acque in questione del tutto identica a quella cui può adempiere il mare.

E' sufficiente il rilievo dell'esercizio della pesca e della molluschicoltura nella laguna per ritenere integrata la sussistenza del requisito della destinazione delle acque agli usi pubblici del mare.

I beni del demanio marittimo sono soggetti ad un particolare regime ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...er la loro stessa conformazione, in quanto rivolti a realizzare gli interessi che attengono ai pubblici usi del mare per la loro naturale attitudine ad essere posti in via permanente al servizio dell'interesse della collettività in questo particolare settore della vita sociale.

Condizione indefettibile perché un bene possa appartenere al demanio marittimo è l'elemento funzionale, ossia la sua idoneità a realizzare gli interessi che attengono ai pubblici usi del mare.

La tassativa elencazione dei beni facenti parte del demanio marittimo contenuta all'art. 822 c.c. è una tassatività per tipi, che consente l'applicazione della normativa dei beni pubblici anche a beni che presentino tutte le caratteristiche di quelli menzionati, e ciò in quanto l'essenza del demanio marittimo è la destinazione necessaria e funzionale del bene a servire ai pubblici usi del mare.

Non solo per i bacini di acqua salmastra, ma anche per tutti gli altri beni facenti parte del demanio marittimo, il punto essenziale dell'indagine che riguarda la identificazione del bene come appartenente al demanio marittimo è incentrato sull'elemento funzionale, cioè sull'idoneità del bene a realizzare ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si che attengono ai pubblici usi del mare.

DEMANIO E PATRIMONIO --> DEMANIO --> DEMANIO MARITTIMO --> PROVA DELLA DEMANIALITÀ --> MAPPE CATASTALI

Le risultanze catastali (che anche ex art. 950 c.c. costituiscono l'extrema ratio per l'accertamento del confine) non possono spiegare rilevanza ai fini delle prova della proprietà e, pertanto, superare quelle provenienti da altre prove di natura documentale, come quelle costituite dall'accertamento ex art. 32 cod. nav., concluso in contraddittorio tra le parti.

Un semplice sopralluogo, nel quale ci si limiti a fare uso di mappe catastali e rullina metrica, non permette di ritenere compiute tutte le attività necessarie e sufficienti atte a configurare una delimitazione del demanio marittimo ex art. 32 cod. nav..

La circostanza che un terreno o un fabbricato sia indicato nelle mappe catastali come compreso nel demanio marittimo dimostra la natura demaniale dell'area che deriva dall'espletamento della procedura di delimitazione di cui all'art. 32 C.d.N., per cui tale natura del terreno può essere contestata solo con la prova o con un concreto principio di prova (che deve essere fornita dai ricorrenti) dell'intervento di obiettive alterazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato di fatto, quali quelle determinate da reali sconvolgimenti del terreno o da effettivi fenomeni di spostamento della linea di battigia per cause naturali.

DEMANIO E PATRIMONIO --> DEMANIO --> DEMANIO MARITTIMO --> PROVA DELLA DEMANIALITÀ --> SISTEMA INFORMATIVO DEMANIO MARITTIMO (SID)

Le rilevazioni del S.I.D. rappresentano documenti ufficiali dotati di particolare certezza e univocità consistendo essenzialmente in sovrapposizioni tra gli estratti di mappa catastale e le aerofotogrammetrie.

Il S.I.D. consta di una banca dati integrata capace di gestire dati di natura cartografica e amministrativa, che descrive l'estensione dei beni censiti, sicché l'univoca identificazione dei beni del demanio marittimo sul territorio comporta la ricostruzione documentata della linea giuridica che separa il demanio marittimo da terzi.

La realizzazione del Sistema Informativo Demanio marittimo (S.I.D.), affidata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al Consorzio CO.G.I. (Consorzio Generale per l'Informatica), è stata avviata nel 1993, con la finalità di consentire una efficace gestione dei beni del demanio marittimo attraverso la puntuale identificazione e conoscenza del loro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o d'uso disponendo, per l'intero territorio nazionale, di una cartografia catastale aggiornata e revisionata.

Nella Regione Sicilia, il S.I.D. è stato esteso alle aree demaniali marittime della Regione stessa ed alla relativa fascia di rispetto, assumendo la denominazione di Sistema Informativo Demanio marittimo Estensione Regione Siciliana (S.I.D.E.R.SI), con il principale obiettivo nel censimento dello stato di utilizzo dei beni demaniali attraverso la localizzazione sulle basi catastali delle concessioni e degli abusi documentati.

CATEGORIA DEMANIO E PATRIMONIO --> DEMANIO --> DEMANIO MARITTIMO --> RIPARTO DI FUNZIONI AMMINISTRATIVE

Le competenze regionali in ordine al demanio marittimo non possono incidere sulle facoltà che spettano allo Stato in quanto proprietario, le quali precedono logicamente la ripartizione delle competenze, venendo con ciò ribadita la essenziale e prioritaria rilevanza della proprietà demaniale dei beni.

La competenza delle Regioni a Statuto Ordinario, in materia di demanio marittimo e ricreativo, ferma restando la residua compresenza di aspetti di pertinenza statale, è antecedente alla modifica del titolo V della Costituzione, in quanto riviene dal... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....P.R. 616/1977.

A seguito della l. cost. 3/2001 è da escludere che il richiamo effettuato al D.P.C.M. 21 settembre 1995, che individua i porti e le aree di interesse nazionale, dal D. Lgs. 112/1998 possa determinare una cristallizzazione dell'elenco delle aree di interesse regionale e interregionale, sottratte al trasferimento delle competenze alle Regioni in considerazione del loro preminente interesse nazionale: infatti, soltanto soltanto un nuovo esame, da svolgere a cura di Stato e Regione nell'ambito e nell'attuazione di un principio di leale collaborazione, proprio in considerazione delle peculiari esigenze connesse alla rilevanza strategica di alcune aree può consentire la conservazione dell'attribuzione allo Stato della competenza in materia di rilascio e revoca delle concessioni demaniali.

Il D. Lgs. 112/1998 non attribuisce alla Regione alcun potere di controllo e di annullamento d'ufficio degli atti posti in essere dal Comune nella materia del demanio marittimo: in presenza di atti comunali che ledano il riparto di competenze previsto dalla normativa regionale, dunque, la Regione dovrà avvalersi degli ordinari strumenti di tutela giurisdizionale previsti dall'ordinamento giuridico, al fine di ottenere l'annullamento d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ali atti illegittimi posti in essere dal Comune.

Nel vigente contesto normativo il demanio marittimo è considerato essenzialmente sotto il profilo funzionale, piuttosto che della sola appartenenza: restano, infatti, allo Stato funzioni relative ad usi specifici, di portata nazionale, quali la sicurezza della navigazione marittima e l'approvvigionamento energetico, mentre tutto il resto deve intendersi trasferito alle Regioni e, tendenzialmente, in via di ulteriore decentramento, ai Comuni.

A seguito del trasferimento di competenze operato con il d. lgs. 112/1998 la gestione amministrativa dei beni del demanio marittimo è stata interamente devoluta ai comuni che provvedono, tra l'altro, al rilascio ed al rinnovo delle concessioni demaniali marittime, mentre l'Agenzia del Demanio è rimasta solo formalmente titolare del diritto di proprietà..

La competenza delle Regioni a Statuto Ordinario, in materia di demanio marittimo e ricreativo, ferma restando la residua compresenza di aspetti di pertinenza statale è antecedente alla modifica del titolo V della Costituzione, fondandosi sul disposto di cui all'art. 59 D.P.R. 616/1977.

L'art. 105, comma 2, lett. l), d.lgs. n. 112 del 1998, si occupa ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o delle competenze amministrative in materia di "rilascio di concessioni del demanio marittimo", ma questa disposizione non ha inteso trasferire la proprietà demaniale marittima dallo Stato alle Regioni.

E' da escludere, dopo l'introduzione del nuovo regime delle competenze da parte della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3, che il richiamo effettuato dall'art.105 del d.lgs. 112/1998 al dpcm. del 1995 possa cristallizzare nel tempo l'appartenenza di aree portuali di interesse regionale e interregionale al novero di quelle escluse dal conferimento di funzioni alle Regioni in vista del loro preminente interesse nazionale.

Dopo la l. cost. 3/2011, la materia del turismo deve attualmente considerarsi di competenza legislativa residuale, e dunque piena, delle Regioni, non potendosi più attribuirsi attuale valenza all'inserimento dei porti turistici e commerciali, di rilevanza economica regionale ed interregionale, nel D.P.C.M. 21 dicembre 1995, impregiudicata restando la possibilità che siano le stesse Regioni interessate, in ossequio al principio di leale collaborazione, a riconoscere a taluni porti quel carattere di rilevanza economica internazionale o di preminente interesse nazionale che sia idoneo a giustificare la compete... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tiva ed amministrativa dello Stato sul porto stesso e sulle connesse aree portuali.

Il legislatore già modificando con l'art. 9 legge 88/2001 la disposizione dell'art. 105 d. lgs. 112/1998 aveva conferito alle regioni, con decorrenza dall'1 gennaio 2002, le funzioni relative al "rilascio di concessioni di beni del demanio della navigazione interna, del demanio marittimo e di zone del mare territoriale per finalità diverse da quelle di approvvigionamento di fonti di energia", avendo cura di specificare che il conferimento non operava esclusivamente nei porti finalizzati alla difesa militare ed alla sicurezza dello Stato e nei porti di rilevanza economica internazionale e nazionale, nonché nelle aree di preminente interesse nazionale individuate con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 dicembre 1995.

La competenza in ordine al procedimento di rilascio della concessione demaniale per la gestione della struttura portuale non è dello Stato ma della Regione, che può delegarla ai Comuni.

Le sole funzioni attribuite allo Stato in tema di aree protette marine sono quelle previste dall'art. 19, co. 6, legge 394/1991, ossia le concessioni in uso esclusivo per la finalità di gestion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... medesima: ne consegue che il rilascio delle concessioni per i servizi annessi alla nautica da diporto non rientra tra le funzioni attribuite allo Stato dalla legge 394/1991, ma alle Regioni.

A seguito del mutamento del quadro normativo per effetto delle ricordate disposizioni di cui agli artt. 104 e 105 d. lgs. 112/1998 e dell'art. 127 d. lgs. 163 del 2006, la richiesta obbligatoria del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici è esclusa solo con riguardo ai progetti definitivi di opere portuali di competenza regionale che non siano finanziati per almeno il cinquanta per cento dallo Stato, o che siano di importo non superiore a venticinque milioni di euro.

Il mantenimento del parere obbligatorio del Consiglio superiore dei lavori pubblici per i progetti defintivi di opere portuali di competenza regionale che siano finanziati per più del 50% dallo Stato o che siano di importo superiore a venticinque milioni di euro costituisce principio fondamentale della materia «porti e aeroporti civili», e pertanto le norme regionali che escludano il suddetto parere sono costituzionalmente illegittime.

Residuano allo Stato solo le funzioni concernenti porti internazionali e nazionali, mentre risultano attribuite a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tutte le funzioni concernenti i porti regionali, con esclusione della subordinazione dell'esercizio di tali attività al parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici.

Il nuovo sistema delle competenze, introdotto dalla l. cost. 3/2001 impedisce che possa attribuirsi attuale valenza all'inserimento di porti turistici e commerciali, di rilevanza economica regionale ed interregionale, nel D.P.C.M. 21 dicembre 1995, ai fini del riparto delle funzioni amministrative in materia portuale: è pertanto legittima la devoluzione di competenze in materia di gestione del demanio marittimo operata dalla Capitaneria di Porto in favore dell'ente locale, per effetto della ritenuta insussistenza di preminenti interessi nazionali tali da suggerire la perdurante inclusione del porto nel novero di quelli che permangono nella orbita di funzioni attribuite alla amministrazione statale.

La Regione Campania, con la D.G.R. 2000/2002 aveva chiarito che con riferimento alle concessioni demaniali marittime richieste anteriormente al trasferimento delle competenze dalle Capitanerie di Porto alle Regioni (a partire dal 01/01/2002, ai sensi del d. lgs. 112/1998), le concessioni fossero rilasciate solo se di preminente interesse ed utilità pubblica, ovvero... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n cui le Capitanerie avessero già definito positivamente l'iter istruttorio: di conseguenza, con riferimento ad un'istanza la cui istruttoria si chiusa anteriormente al 1° gennaio 2002, è illegittimo un provvedimento regionale che arresta l'iter procedimentale e determina una regressione dello stesso alla fase iniziale, dovendo la Regione avvalersi dell'istruttoria già compiuta dalla Capitaneria e unicamente deliberare sull'istanza.

L'esercizio delle funzioni concessorie sui beni del demanio marittimo e dei porti, salvi i porti finalizzati alla difesa militare ed alla sicurezza dello Stato, i porti di rilevanza economica internazionale e nazionale, nonché le aree di preminente interesse nazionale individuate con il D.P.C.M. 21 dicembre 1995, spetta alle Regioni: di conseguenza, è viziato da incompetenza il provvedimento della Capitaneria di Porto che rilascia la concessione demaniale marittima.

Il rilascio delle concessioni demaniali marittime per la realizzazione di impianti eolici off-shore e le funzioni amministrative afferenti all'utilizzo del pubblico demanio marittimo e di zone del mare territoriale per finalità di approvvigionamento di fonti di energia spetta allo Stato: di conseguenza, è i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la disposizione della legge regionale che vieti l'installazione degli impianti eolici off-shore.

Il richiamo al D.P.C.M. 21 dicembre 1995 contenuto nell'art. 105, co. 2, d. lgs. 112/1998 non ha inteso attribuire a detto atto efficacia legislativa, ma vale semplicemente a definire per relationem la portata del limite introdotto dal decreto legislativo al conferimento di funzioni, ma con riguardo al contenuto dell'atto richiamato quale esiste attualmente nell'ordinamento, e nei limiti in cui l'efficacia di esso propria tuttora permanga.

Il richiamo al D.P.C.M. 21 dicembre 1995 contenuto nell'art. 105, co. 2, d. lgs. 112/1998 non può interpretarsi nel senso di una cristallizzazione nel tempo dell'appartenenza di aree portuali di interesse regionale o interregionale al novero di quelle escluse dal conferimento di funzioni alle Regioni in vista del loro preminente interesse nazionale: occorrerà pertanto, caso per caso, verificare la presenza di questo interesse, tanto più dopo l'entrata in vigore della l. cost. 3/2001.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> CAPITANERIA DI PORTO

In base alla vigente legislazione regionale siciliana, alla Capitaneria di Porto non sono più intestati poteri di ammin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...attiva in relazione al rilascio o meno di richieste concessioni demaniali marittime, fungendo essi soltanto da "tramite" per le domande indirizzate alla competente Autorità amministrativa regionale.

Nella Regione Sicilia, la Capitaneria di Porto ed il Genio Civile, che fanno parte integrante dell'amministrazione statale, operano in regime di avvalimento nell'attesa dell'istituzione degli uffici periferici del demanio marittimo regionale, sulla base di specifica convenzione, per cui non sono legittimati passivi nelle cause di impugnazione dei provvedimenti assessorili.

E' illegittimo e deve essere integralmente annullato l'atto regolamentare con il quale la Capitaneria di porto, anziché disciplinare la sola sicurezza degli approdi, secondo quanto concesso dall'art. 30 cod.nav., ha disciplinato i rapporti economice tra concessionario ed utenti, che devono invece essere affidati al diritto comune.

Le concessioni relative ad aree demaniali indicate dal D.P.C.M. 21.12.1995 non rientrano nella competenza della Regione, bensì della Capitaneria di Porto.

L'attività istruttoria svolta dalla Capitaneria di Porto con riguardo alla concessione demaniale marittima è viziata da pal... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di attribuzione, dal momento che la materia rientra nella competenza della Regione e, per essa, del Comune territorialmente competente.

Nella Regione Siclia, le Capitanerie di porto e gli altri uffici statali competenti in materia di concessioni demaniali marittime non sono altro che una longa manus, dell'Autorità regionale competente, per cui l'interesse pubblico al quale deve aversi riguardo resta sempre quello "specifico" affidato alla cura dell'Amministrazione di riferimento del bene, che può anche raccordarsi agli interessi propri della portualità, ma non può esserne sovrastata, se non violando lo Statuto e la legge di attuazione.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> LEGA NAVALE ITALIANA

Le sezioni periferiche della Lega Navale Italiana sono da considerarsi associazioni non riconosciute, sono caratterizzate da autonoma soggettività sotto il profilo organizzativo e patrimoniale rispetto alla Lega Navale Italiana, e si ricollegano alla stessa attraverso un sistema di riconoscimento/affiliazione.

Il riconoscimento della natura di ente di diritto pubblico non economico della Lega Navale Italiana operato dalla parte IV della Tabella allegata alla legge 70/1975 e og... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to dall'art. 65, co. 1, D.P.R. 90/2010, non può automaticamente trasmettersi anche alle Sezioni periferiche, perché questi ultimi sono enti che trovano riconosciuta, nelle norme di organizzazione, la propria autonoma soggettività giuridica.

CATEGORIA DEMANIO E PATRIMONIO --> DEMANIO --> DEMANIO MARITTIMO --> POLIZIA MARITTIMA

Il potere di polizia marittima (art. 59 reg. es. cod. nav. mar.), localizzato nell'ambito portuale, integra una persistente ed esclusiva attribuzione propria del capo del circondario che non può ritenersi trasferita ai Comuni ove la Regione abbia delegato soltanto le funzioni relative all'uso del demanio per finalità turistico-ricreative.



 
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