OCCUPAZ ILLEGITTIMA

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L'occupazione illegittima di un fondo privato è inidonea di per sé a determinarne il trasferimento della proprietà in capo alla P.A.

La trasformazione del fondo seguita alla realizzazione dell'opera pubblica non determina né l'acquisto della proprietà dell'area in capo alla p.a. procedente né tantomeno la cessazione dell'illecito causato dall'occupazione illegittima.

Riparto della giurisdizione sulle controversie in materia di occupazione illegittima da parte della P.A.

Appartengono alla giurisdizione amministrativa le controversie, anche risarcitorie, che abbiano a oggetto un'occupazione originariamente legittima, e che sia poi divenuta “sine titulo”

Riparto di giurisdizione tra giudice ordinario ed amministrativo per le controversie in materia di occupazione illegittima di aree private da parte della P.A.

Le controversie in cui si fa questione di attività di ingerenza e trasformazione di un bene privato conseguenti ad una dichiarazione di pubblica utilità, e quindi espressione di un potere autoritativo, rientrano nella giurisdizione amministrativa.

Le occupazioni illegittime ex art. 43 T.U.Es. davanti a Corte EDU e Corte costituzionale

Nel 2000 la Corte EDU condannava l’Italia a risarcire il danno sofferto da alcuni privati che non si erano rassegnati all’espropriazione indiretta. Secondo la Corte, la legalità pretesa dalla norma convenzionale comprendeva anche una ragionevole prevedibilità, per cui risultava lesa da un istituto che non consentisse al privato di prevedere i futuri sviluppi del suo diritto dominicale. Il problema era di capire se tali pronunce potessero applicarsi all'art. 43 T.U.Es. entrato in vigore nel 2003.

Giurisdizione sulle occupazioni sine titulo rette da una dichiarazione di pubblica utilità ancorché illegittima

Va riconosciuta la giurisdizione amministrativa ove le domande di restituzione e di risarcimento del danno conseguente alle occupazioni sine titulo siano comunque rette da una dichiarazione di pubblica utilità, ancorché illegittima (senza che rilevi la qualità del vizio di legittimità da cui è affetta), o inefficace o comunque non seguita dal completamento della procedura espropriativa.

Criteri di riparto della giurisdizione in caso di occupazione illegittima di aree private da parte della p.a.

Ai sensi dell'art. 133, comma 1, lett. g), c.p.a, quando il comportamento della P.A. sia la conseguenza di un assetto di interessi conformato da un originario provvedimento ablativo, espressione di un potere amministrativo in concreto esistente, riguardante l'individuazione e la configurazione dell'opera pubblica sul territorio, cui la condotta successiva, anche se illegittima, si ricollega in senso causale, la controversia è devoluta al giudice amministrativo.

Giurisdizione amministrativa e ordinaria nelle controversie ex art. 42 bis del D.P.R. n. 327 del 2001

Ove si discuta della quantificazione dell'importo dell'indennità dovuto in applicazione del D.P.R. n. 327 del 2001, art. 42 bis, la giurisdizione è del giudice ordinario, mentre tale giurisdizione deflette in favore del giudice amministrativo nel diverso caso in cui sia in contestazione la legittimità in sé del provvedimento di acquisizione sanante.

Occupazione illegittima di aree private da parte della p.a.: autorità giudiziaria ordinaria o giudice amministrativo?

Sussiste la giurisdizione del G.A. in tutte le ipotesi in cui l'occupazione e la irreversibile trasformazione del fondo siano avvenute anche in assenza o a seguito dell'annullamento del decreto di esproprio, ma in presenza di una dichiarazione di pubblica utilità, anche se questa sia poi stata annullata, mentre spetta al G.O. la giurisdizione nei casi in cui l'occupazione e la irreversibile trasformazione del fondo siano avvenute in assenza o per inefficacia della dichiarazione di p.u.

Giurisdizione amministrativa o ordinaria in caso di occupazione illegittima di aree private da parte della p.a.

Se l’amministrazione ha agito illegittimamente con lo strumento espropriativo, il privato può utilizzare il rimedio del ricorso giurisdizionale amministrativo. Stesso discorso vale, mutatis mutandis, per un’occupazione de facto. Se invece l’aggressione è stata realizzata sul piano privatistico ed in particolare sotto forma di mancato rilascio di un bene in precedenza detenuto in forza di un contratto, il privato non può che esperire i rimedi all’uopo previsti dal c.c. e al c.p.c.

Giurisdizione esclusiva amministrativa sulle controversie aventi ad oggetto atti, provvedimenti e comportamenti in materia di espropriazione per p.u.

Sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie aventi ad oggetto gli atti, i provvedimenti, gli accordi e i comportamenti riconducibili, anche mediatamente, all'esercizio di un pubblico potere, delle Pubbliche Amministrazioni in materia di espropriazione per pubblica utilità, anche se si tratti di occupazione illegittima, purché la P.A. abbia agito sulla scorta della dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle opere.

Riparto di giurisdizione in tema di occupazione illegittima appropriativa ed usurpativa di aree private da parte della p.a.

Sussiste la giurisdizione del G.A. sulla richiesta di condanna al risarcimento dei danni subiti a seguito dell'illegittima occupazione e dell'irreversibile trasformazione del terreno, ogni volta che gli atti del procedimento ablativo intrapreso dall'ente siano venuti comunque meno perché annullati; rientrano invece nella giurisdizione ordinaria le domande risarcitorie e restitutorie relative ad occupazione usurpativa, intesa come occupazione di un fondo in assenza di provvedimento ablatorio.

Giurisdizione amministrativa sulla dichiarazione di p.u. dell’opera non seguita dall'adozione di un valido provvedimento espropriativo

Sussiste la giurisdizione amministrativa sulla controversia riguardante le conseguenze dell'immissione in possesso di un soggetto pubblico di un bene di proprietà privata, nel corso di un procedimento espropriativo, connotato da una dichiarazione di pubblica utilità dell’opera non seguita dall'adozione di un valido provvedimento espropriativo, venendo dedotto nella fattispecie in giudizio l’illegittimo esercizio del potere amministrativo.

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