DEMANIO PATRIMONIO BENI PUBBLICI

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Tutela giurisdizionale in materia di retrocessione parziale

Oggi, nella vigenza del t.u. espropri, a distanza di quasi centocinquant’anni, la natura della situazione giuridica soggettiva dell’espropriato nell’ipotesi della retrocessione parziale è rimasta immutata. Ci si trova, infatti, in presenza di una situazione giuridica soggettiva di interesse legittimo, riconosciuta in capo all’ex proprietario, a che il soggetto beneficiario dell’espropriazione o, in mancanza, l’ente espropriante, si pronuci circa l’inservibilità dei beni ablati.

Il corrispettivo della retrocessione

Nella valutazione del corrispettivo bisogna applicare lo stesso criterio di quantificazione utilizzato in sede di liquidazione dell’indennità di esproprio: se il bene fu considerato edificabile ai fini espropriativi, con l’applicazione del relativo criterio indennitario, similmente occorrerà fare in sede di quantificazione della retrocessione. Nulla impedisce dunque che il prezzo della retrocessione, pur nell’identità dei criteri di determinazione, sia più alto dell’indennità a suo tempo fissata

Retrocessione: il diritto di prelazione del Comune

A seguito dell’entrata in vigore del t.u. espropri, il diritto di prelazione del Comune è oggi contemplato per entrambe le ipotesi di retrocessione. Si tratta di un diritto di prelazione riconosciuto nei confronti delle aree, comprese nel territorio del Comune, che non sono state utilizzate ai fini della realizzazione delle opere oggetto della dichiarazione di pubblica utilità, e che, qualora esercitato, consente di far confluire le aree medesime nel patrimonio indisponibile dell’ente locale

Nozione e ratio della retrocessione nell’espropriazione per pubblica utilità

Secondo un significato più propriamente giuridico la retrocessione può essere identificata con l’atto del ritrasferire la titolarità di un bene o di un altro diritto al suo precedente titolare, sia che ciò avvenga in base ad un atto consensuale, sia che avvenga in forza di una norma di legge. In questo articolo, però, restringeremo ulteriormente il campo definitorio, concentrando l’attenzione relativa alla nozione della retrocessione nell’ambito dell’espropriazione per pubblica utilità.

Il contenuto del decreto di esproprio

Il contenuto del decreto di esproprio di cui all’art. 22 va individuato sulla base delle disposizioni di cui allo stesso articolo nonché del successivo art. 23, negli elementi di seguito indicati ...

Decreto di esproprio: modalità di notifica e destinatari

Nulla è prescritto dall’art. 22 in ordine alle modalità di notifica. Elementi possono essere tratti dalle disposizioni relative alla notifica del decreto d’esproprio (23) nonché dell’indennità provvisoria d’espropriazione (23.4), partecipando il provvedimento di cui all’art. 22 di entrambi i contenuti.

Esecuzione del decreto di esproprio

Il duplice contenuto del provvedimento di cui all’art. 22, come già rilevato, consente, da una parte, di addivenire alla determinazione dell’indennità definitiva e dall’altra di eseguire la disposta espropriazione, attraverso l’immissione nel possesso.

Il sistema delle strade pubbliche prima dell’Unità d’Italia

Una prima distinzione circa il sistema delle strade pubbliche è già rinvenibile in epoca romana, in base a quanto affermato da Gaio, il quale oltre a evidenziare la distinzione tra ‹‹res divinii iuris›› e ‹‹res humanii iuris››, distingueva in quest’ultima categoria le ‹‹res publicae›› e ‹‹res privatae››.

Il sistema stradale instaurato con la legge sui lavori pubblici del 1865

I vari provvedimenti che furono intrapresi cercarono di ridurre i gravi squilibri esistenti nella penisola italiana, in primis attraverso il riordinamento della viabilità comunale, con l’obbligo per i singoli Comuni di provvedere alla costruzione e sistemazione delle strade comunali necessarie per l’allacciamento con il capoluogo o con il maggior centro di popolazione dei Comuni vicini .

Strade: la riforma del 1923 e successive modifiche

La classificazione delle strade pubbliche effettuata con la legge del 1865, venne sostituita dal R.D. del 15 novembre 1923 n. 2506, attraverso una ripartizione in cinque classi, avente come criterio di distinzione l’onere finanziario per la manutenzione delle medesime .

Nozione di strada pubblica

Sotto il profilo giuridico, con il termine strada, si intende ‹‹l’area ad uso aperta alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali››. Tale definizione è contenuta nell’art. 2 del codice della strada, approvato con d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 e successive modifiche

Natura giuridica demaniale delle strade

Le attuali disposizioni del codice civile inerenti ai beni appartenenti allo Stato e alle altre pubbliche amministrazioni (art. 822c.c. e seg.) furono introdotte allo scopo di assoggettare alcune tipologie di beni ad un regime speciale, affinché fossero in grado di garantire una pluralità di interessi pubblici.

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