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INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza

INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE

La L. n. 244 del 2007, art. 2, comma 89 e 90, laddove introducono l'abbattimento del 25%, trattandosi di un'opera afferente a riforma economico sociale, si applicano soltanto alle procedure espropriative soggette al Testo Unico, mentre nelle procedure soggette al regime pregresso rivive la L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 35 e va, quindi, fatto riferimento al valore di mercato.

La riduzione del 25% di cui all'articolo 37.1 TUEs non si applica alle espropriazioni regolate - ratione temporis - dall'articolo 39 della legge 2359/1865.

Affinché sussista il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale, che giustifica la riduzione del 25 per cento del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità, esso deve riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate ed essere, quindi, attuato in forza di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> CASISTICA

La detrazione del 25% prevista dal D.P.R. 327, art. 37, non trova applicazione nel caso in cui il procedimento sia adottato per realizzare un semplice programma di edilizia convenzionata o di P.I.P. inidonei ad integrare il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale cui la norma riconduce la riduzione del 25% del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità: intervento, che deve invece riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate, in attuazione di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

La detrazione del 25% prevista dal D.P.R. n. 327, art. 37, non trova applicazione nel caso in cui il procedimento sia adottato per realizzare un semplice programma di edilizia convenzionata o di P.I.P. inidonei ad integrare il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale cui la norma riconduce la riduzione del 25% del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità, intervento, che deve invece riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate, in attuazione di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

L’espropriazione disposta per la creazione e attuazione di interventi infrastrutturali industriali (nella specie attuati da un Consorzio di Sviluppo Industriale ex Legge Regionale Friuli Venezia Giulia n. 3/99), non rientra nell'ipotesi di cui al primo comma dell’art. 37 DPR n. 327/2001 (così come modificato dall’art. 2 comma 89 della legge n. 244/2007), di intervento di riforma economico-... _OMISSIS_ ...to destinato ad un ambito ristretto e non alla vita economica e sociale della comunità intera o di una parte rilevante di essa.

Deve escludersi l'applicazione della riduzione del 25%, tra le altre, alle espropriazioni rivolte a consentire la realizzazione di piani di edilizia pubblica e a quelle rivolte alla esecuzione di programmi industriali di interesse pubblico (attribuiti dalle leggi regionali ai Consorzi ASI), sia perché non considerati specificamente dal legislatore nell'ambito di "possibili interventi programmati di riforma economica o migliori condizioni di giustizia sociale", sia perché rientranti nelle generiche e normali funzioni istituzionali di detti enti costituiti proprio per la sistematica realizzazione degli interventi in questione.

La realizzazione di Sistema Direzionale Orientale ex L. n. 396/1990, a differenza di quanto accade per gli interventi di edilizia economica e popolare, inserendosi come piano di ristrutturazione del tessuto urbanistico della città, non è collocabile nell'ambito degli interventi di "riforma economico sociale", ma piuttosto sul diverso livello della pianificazione urbanistica che incide, in definitiva, anch'esso nella struttura economico - sociale ma che è limitato all'ambito territoriale a cui si riferisce (la città in cui è realizzato) e non assume il carattere dell'innovatività, ponendosi solo come strumento di ristrutturazione e utilizzazione funzionale del territorio.

Alla mera elaborazione di un nuovo, per quanto razionale, programma di espansione cittadina finalizzato alla realizzazione di una decentrata "città degli uffici", non può attribuirsi di per sé una funzione di riforma sociale tale da ricondurre tale intervento e normativa relativa nell’ambito degli interventi aventi natura di riforma economico-sociale.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> CASISTICA --> EDILIZIA CONVENZIONATA

La riduzione del 25% prevista dalla Legge Finanziaria n. 244 del 2007, art. 2, commi 89 e 90, non trova applicazione nel caso in cui il procedimento sia adottato per realizzare un semplice programma di edilizia convenzionata, inidoneo ad integrare il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale cui la norma riconduce la riduzione del 25% del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità: intervento, che deve invece riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate, in attuazione di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

Nel caso in cui il procedimento di espropriazione per pubblica utilità sia adottato per realizzare un programma di ed... _OMISSIS_ ...iste il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale, che giustifica la riduzione del 25% del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità, dovendo esso riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate ed essere, quindi, attuato in forza di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

Un'espropriazione disposta per realizzare interventi di edilizia convenzionata non può ritenersi diretta ad attuare interventi di riforma economico-sociale, i quali devono riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate ed essere quindi attuati in forza di una previsione normativa che in tal senso li definisca.

La detrazione del 25% prevista dal D.P.R. n. 327, art. 37 non trova applicazione nel caso in cui il procedimento sia adottato per realizzare un semplice programma di edilizia convenzionata, inidoneo ad integrare il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale, che deve invece riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate, in attuazione di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

La detrazione del 25% prevista dal D.P.R. n. 327/2001, art. 37 non trova applicazione nel caso in cui il procedimento sia adottato per realizzare un semplice programma di edilizia convenzionata, inidoneo ad integrare il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale, intervento che deve invece riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate, in attuazione di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

Una espropriazione disposta per realizzare interventi di edilizia convenzionata non può ritenersi diretta ad attuare interventi di riforma economico-sociale, i quali devono riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate ed essere quindi attuati in forza di una previsione normativa che in tal senso li definisca.

L'espropriazione per la realizzazione di alloggi di edilizia convenzionata non rientra nella categoria degli interventi di riforma economico-sociale.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> CASISTICA --> EDILIZIA RESIDENZIALE

La Giurisprudenza ha statuito che l’applicazione della riduzione del 25%, prevista dall’art. 2, commi 89 e 90, L. n. 244/2007, del valore dei terreni non si applica alla realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, in quanto gli “interventi di riforma economico-sociale”, contemplati da tale norma, sono solo quelle opere individuate in un dato periodo storico non dalla Pubblica Amministr... _OMISSIS_ ...Legislatore, per le quali viene espressamente stabilita la riduzione del 25% dell’indennità di espropriazione, pari al valore venale.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> CASISTICA --> EDILIZIA SCOLASTICA

Ai fini della determinazione della indennità di esproprio di area destinata ad edilizia scolastica, non sussiste il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale che giustifica la riduzione del 25% del valore venale del bene, dovendo esso riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate ed essere quindi attuato in forza di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> CASISTICA --> INSEDIAMENTI INDUSTRIALI

La promozione di poli industriali e lo sviluppo produttivo della zona giustifica bensì l'espropriazione dei suoli per motivi di pubblico interesse, ma non esprime in sé alcun tipo di "riforma" economico-sociale, la cui individuazione, nel senso sopra detto, costituisce eccezione alla regola, mutuata dalla giurisprudenza della CEDU, secondo cui l'indennità deve normalmente riflettere il valore del bene espropriato.

La decurtazione del 25% dell'indennità prevista dalla L. n. 244/2007, come ipotesi riservata ad espropriazioni finalizzate a realizzare interventi che investono il territorio in maniera generalizzata e di vera riforma economico - sociale, non è applicabile in presenza di un esproprio mirante a realizzare infrastrutture in un'aerea industriale di un piccolo comune.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> CASISTICA --> INTERPORTO

La realizzazione del polo interportuale di Marcianise - Maddaloni, che costituisce un crocevia e snodo di scambi commerciali nell'ottica del rilancio del Mezzogiorno d'Italia anche su scala internazionale, va qualificata come intervento di riforma economico - sociale del territorio; risulta pertanto applicabile la riduzione del 25% dell'indennità, prevista dall'art. 2 comma 89 L n. 244/2007.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> CASISTICA --> L. N. 219 DEL 1981

Obiettivi legittimi di utilità pubblica ben possono giustificare un indennizzo inferiore al valore di mercato effettivo; ciò si è verificato con la L. 14 maggio 1981, n. 219... _OMISSIS_ ...atto che il D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, comma 1 come sostituito dalla L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 89, preveda una riduzione (del 25%) più contenuta di quella consentita dalla legge del 1981, sia in ragione della specialità, temporaneità ed eccezionalità della legge stessa, sia perché comunque, in linea di principio, l'avanzamento, nel prosieguo della legislazione, del livello di garanzia di un valore costituzionale non comporta l'illegittimità della normativa precedente attestata su un livello inferiore di tutela.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> CASISTICA --> L. N. 874 DEL 1980

L’indennità di espropriazione costituente il parametro per il calcolo dell’indennità di occupazione dovuta a fronte di requisizione disposta per le finalità previste dalla L. n. 874/1980, art. 3 deve essere calcolata sulla base del valore venale del bene, non rientrando tale fattispecie tra gli interventi di riforma economico – sociale.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> CASISTICA --> MERCATO COPERTO

In ipotesi di realizzazione di mercato coperto, non è applicabile la riduzione del 25% sulla somma determinata a titolo di indennità di esproprio, prevista "quando l'espropriazione è finalizzata ad attuare interventi di riforma economica sociale" (art. 37 TU, come modificato dall'art. 2, c.c. 89 e 90, L. n. 244 del 2007 cit.), in quanto tale tipo di intervento non può essere compreso tra gli interventi di tal genere.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> CASISTICA --> PEEP/PIP

La detrazione del 25% del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità prevista dalla L. n. 244/2007, art. 2 comma 89, non trova applicazione nel caso in cui il procedimento sia adottato per realizzare un semplice programma di edilizia convenzionata o di P.I.P., inidoneo ad integrare il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale cui la norma riconduce suddetta riduzione, intervento, che deve invece riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate, in attuazione di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> CASISTICA --> PEEP/PIP --> PEEP

In t... _OMISSIS_ ...lica utilità, ove il procedimento sia adottato per realizzare un piano di zona per l'edilizia economica e popolare, non sussiste il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale, che giustifica la riduzione del 25 per cento del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità, dovendo esso riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate ed essere, quindi, attuato in forza di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

Ove il procedimento sia adottato per realizzare un piano di zona per l'edilizia economica e popolare, come nella specie, non sussiste il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale, che giustifica la riduzione del 25 per cento del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità, dovendo esso riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate ed essere, quindi, attuato in forza di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

La realizzazione di un piano per l'edilizia pubblica non è riconducibile ad un "intervento di riforma economico- sociale". Affinché sussista il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale, che giustifica la riduzione del 25 per cento del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità, esso deve riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate ed essere, quindi, attuato in forza di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

La realizzazione di un piano per l'edilizia economica e popolare non rientra tra gli "interventi di riforma economico - sociale" per cui la L. n. 244 del 2007, art. 2, commi 89 e 90, prevede una riduzione dell'indennità del venticinque per cento rispetto al valore venale delle aree espropriate, perché il fine di riforma economico - sociale connota una particolare qualità di fini di utilità pubblica, perseguiti in un dato momento storico e, pertanto, è devoluto esclusivamente non già al potere discrezionale dell'amministrazione espropriante e neppure all'interpretazione del giudice in caso di opposizione giudiziale alla stima della indennità, ma al legislatore, al quale soltanto spetta di decidere (nel rispetto dei vincoli individuati dalla giurisprudenza costituzionale e comunitaria) se e quando avvalersi del potere di prevedere una riduzione del tipo prefigurato dalla norma.

Il PEEP non è riconducibile all'ambito degli interventi in funzione di riforma economico-sociale, che giustificano la riduzione del 25% dell'indennizzo espropriativo, prevista dal T.U. del 2001, art. 37, comma 1.

L'intervento di riforma economico-sociale, premessa per giustificare la decurtazione del 25% - deve avere i carat... _OMISSIS_ ...eccezionalità, temporaneità che, ovviamente, difettano totalmente nella ipotesi di un intervento funzionale alla attuazione di un PEEP. Resta quindi ferma la correttezza della decisione di escludere la decurtazione del 25%.

La riduzione del 25% prevista dalla L. n. 244 del 2007 nei casi in cui l'espropriazione sia finalizzata ad interventi di riforma economico sociale, si riferisce ad interventi di riforma generale, e non alla realizzazione di un'opera isolata di edificazione di alloggi popolari, ciò che ne estenderebbe a dismisura la portata, in contrasto con la ratio della deroga, del tutto eccezionale.

La possibilità di far ricadere tra gli interventi di riforma economica e sociale gli espropri diretti alla realizzazione di un PEEP, va recisamente esclusa alla luce della lettura restrittiva data dalle S.U. della Corte di Cassazione (da S.U. 5265 del 2008 a S.U. 9595 del 2012) e per la quale sono del genus riferito solo gli interventi assistiti dai requisiti di specialità, temporaneità ed eccezionalità che, all'evidenza, difettano negli interventi attuativi di strumenti urbanistici ordinari.

In ipotesi di area inclusa in un PEEP, non è applicabile lo ius superveniens costituito dalla L. n. 244 del 2007, art. 2, commi 89 e 90 in base ai quali "Quando l'espropriazione è finalizzata ad attuare interventi di riforma economico-sociale, l'indennità è ridotta del venticinque per cento".

Non è invocabile lo ius superveniens costituito dalla L. n. 244 del 2007, art. 2, commi 89 e 90 in base ai quali "Quando l'espropriazione è finalizzata ad attuare interventi di riforma economico - sociale, l'indennità è ridotta del venticinque per cento", in ipotesi di espropriazione di area inclusa in un PEEP: ciò in quanto l'espropriazione in tale ipotesi non rientra in quest'ultima categoria bensì nella prima generale ipotesi per la quale la stessa norma dispone "che l'indennità di espropriazione di un'area edificabile è determinata nella misura pari al valore venale del bene.

L'espropriazione per la realizzazione di un programma di edilizia economica e popolare non rientra nella categoria individuata dall’art. 2 comma 89 L. n. 244/2007, per cui "Quando l'espropriazione è finalizzata ad attuare interventi di riforma economico - sociale, l'indennità è ridotta del venticinque per cento”, bensì nella prima generale ipotesi per la quale anch'essa dispone "che l'indennità di espropriazione di un'area edificabile è determinata nella misura pari al valore venale del bene" .

L'espropriazione finalizzata a realizzare unicamente un numero limitato di alloggi popolari, secondo un modello ampiamente diffuso e da tempo sperimentato nel te... _OMISSIS_ ...n carattere di eccezionalità e neppure inserito in una più vasta pianificazione di riforma strutturale, è del tutto al di fuori dello schema legislativo di cui all'art. 37 comma DPR 327/2001 relativo ad interventi di riforma economico-sociale.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> CASISTICA --> PEEP/PIP --> PIP

Ove il procedimento sia adottato per realizzare un p.e.e.p. o un p.i.p., non si è in presenza di un intervento di riforma economico-sociale che giustifichi la predetta riduzione, dovendo esso riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate ed essere, quindi, attuato in forza di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

I piani d'insediamenti produttivi sono degli ordinari strumenti di pianificazione dei territorio, dai qual esula ogni connotazione di riforma, economico sociale o di altro genere, tale da giustificare la pretesa che possa trovare applicazione la previsione del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, comma 1, seconda parte, nel testo di cui alla L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 89.

Il presupposto dell'intervento di riforma, che giustifica la riduzione del 25 per cento del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, resta integrato quando l'intervento riguardi l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate e sia, quindi, attuato in forza di una previsione normativa che in tal senso lo definisca (ipotesi non ricorrente in caso di PIP).

L'intervento riformatore che legittimi l'applicazione del D.P.R. n. 327 del 2001, art. 37, commi 1 e 2 come novellato dalla L. n. 244 del 2007, art. 2, commi 89 e 90 là dove concerne la riduzione del 25% del valore venale dell'area, deve avere i caratteri della specialità, eccezionalità, temporaneità caratteri che, ovviamente, difettano totalmente nell'ipotesi di un intervento funzionale all'attuazione di un PIP.

La detrazione del 25% prevista dal D.P.R. 327/2001, art. 37 non trova applicazione nel caso in cui il procedimento sia adottato per realizzare un semplice programma di edilizia convenzionata o di P.I.P. inidoneo ad integrare il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale cui la norma riconduce la riduzione del 25% del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità: intervento, che deve invece riguardare l'intera collettività, o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate, in attuazione di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

L'intervento di riforma economico-sociale deve avere i caratteri della specialità, eccezional... _OMISSIS_ ...; che, ovviamente, difettano totalmente nell'ipotesi di un intervento funzionale alla attuazione di un PIP.

L'intervento di riforma economico-sociale cui è applicabile la riduzione del 25% del valore venale secondo il disposto del D.P.R. n. 327 del 2001, art. 37, commi 1 e 2, come novellato dalla L. n. 244 del 2007, art. 2, commi 89 e 90, deve avere i caratteri della specialità, eccezionalità, temporaneità che, ovviamente, difettano totalmente nell'ipotesi di un intervento funzionale all'attuazione di un PIP.

L'approvazione del PIP non comporta, data la ordinarietà dello strumento, quei profili di eccezionalità, temporaneità e specialità il cui solo ricorrere integra la previsione di interventi di riforma economico sociale.

L'intervento di riforma economico-sociale legittimante la riduzione del 25% del valore venale ai fini della liquidazione dell'indennità deve avere i caratteri della specialità, eccezionalità, temporaneità che, ovviamente, difettano totalmente nell'ipotesi di un intervento funzionale alla attuazione di un PIP. Resta quindi ferma la correttezza della decisione di escludere, in tale ipotesi, la decurtazione del 25%.

Il PIP non è intervento di riforma economico-sociale e pertanto è inapplicabile la riduzione del 25% del valore venale; l'intervento riformatore deve avere, infatti, i caratteri della specialità, eccezionaiità, temporaneità che, ovviamente, difettano totalmente nell'ipotesi di un intervento funzionale all'attuazione di un PIP.

I piani d'insediamenti produttivi sono degli ordinari strumenti di pianificazione del territorio (hanno valore di piano particolareggiato d'esecuzione, ai sensi della L. 17 agosto 1942, n. 1150), dai quali esula ogni connotazione di riforma, economico sociale o di altro genere, tale da giustificare la pretesa che possa trovare applicazione la previsione del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, comma 1, seconda parte, nel testo di cui alla L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 89.

L'occupazione di aree per l'attuazione di un PIP non rientra nella categoria di interventi di riforma economico-sociale.

L'intervento di attuazione di un P.I.P. non rientra tra quelli finalizzati all’attuazione di interventi di riforma economico-sociale di cui all’art. 2 comma 89 L. n. 244/2007.

L'esproprio diretto a realizzare infrastrutture in un'area industriale (pip) di un piccolo comune, non è intervento di riforma economico - sociale.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> CASISTICA --> PIANI DI ZONA

In caso di esproprio concernente un territorio limitato, per un obi... _OMISSIS_ ...zazione del c.d. piano di zona) appare inconferente ed improprio ogni richiamo all'impegnativo e ben più ampio concetto generale di riforma economico- sociale, indicato dall'art. 37 DPR 327/2001, per l'abbattimento del 25% dell'indennizzo.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> CASISTICA --> VIABILITÀ

In nessun modo dalla dichiarazione di p.u. posta a base dell'avvenuta espropriazione, volta a realizzare una rete stradale urbana, si potrebbe desumere un'ipotesi di esproprio per riforma economico-sociale, con conseguente decurtazione del 25% consentita dalla L. n. 244 del 2007, art. 2, comma 89, sul valore venale del bene, difettando radicalmente i requisiti di cui alla invocata previsione di legge.

L'espropriazione per la costruzione di opere di completamento della viabilità di un agglomerato industriale a favore di Consorzio ASI non rientra nella categoria degli interventi di riforma economico – sociale individuata dalla L. n. 244/2007, art. 2 comma 89 bensì nella prima generale ipotesi per la quale anch'essa dispone "che l'indennità di espropriazione di un'area edificabile è determinata nella misura pari al valore venale del bene".

L'occupazione di aree per l'attuazione di opere di viabilità non rientra nella categoria interventi di riforma economico-sociale.

L'espropriazione disposta per opera viabilistica non rientra nella categoria degli interventi di riforma economico-sociale.

La realizzazione di una strada, indipendentemente dalla sua effettiva utilità, di per sé non può essere considerata come lo strumento attuativo di una "riforma economico - sociale".

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> NOZIONE

La riduzione del venticinque per cento del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio è prevista dal novellato D.P.R. n. 327 del 2007, art. 37 (introdotto dalla L. n. 244 del 2007, art. 2, comma 89,) soltanto per le aree edificabili, non per quelle agricole.

Le norme fondamentali di riforma economico-sociale sono quelle di ampio respiro, dotate di un carattere profondamente innovativo, sì da essere attuate in modo uniforme su tutto il territorio nazionale avendo con esse il legislatore avuto di mira la definizione di problemi di rilevanza sociale ed economica.

All'espressione "finalizzata ad attuare interventi di riforma economico - sociale", di cui all'art. 37 DPR 327/2001, nella versione novellata dall'art. 2, comma 89 della L. n. 244/2007, deve nece... _OMISSIS_ ...nificato più pregnante del mero perseguimento di una qualsiasi pubblica utilità.

Il riferimento ad interventi di riforma contenuto nell'espressione "finalizzata ad attuare interventi di riforma economico - sociale", di cui all'art. 37 DPR 327/2001 nella versione novellata dall'art. 2, comma 89 della L. n. 244/2007, impone di considerare detti interventi, non come isolati, diretti alla realizzazione di una o più opere destinate a soddisfare interessi settoriali e magari contingenti della collettività, bensì di tipo eccezionale, niente affatto comuni, in un quadro e nell'ambito di un piano di ampie dimensioni, aventi natura strutturale.

Gli interventi di riforma economico – sociale devono essere idonei a modificare gli assetti stessi dell'economia e/o della società (il riferimento è, a titolo di esempio, ad una legge organica per il riassetto idrogeologico del territorio o per una ricostruzione successiva ad una calamità di vaste proporzioni, come l'epidemia di colera, rispetto alla legge per la città di Napoli, ecc.).

Per "norme di riforma economico - sociale" debbono intendersi quelle caratterizzate dall'incisiva innovatività del contenuto normativo, tenuto conto anche delle finalità perseguite dal legislatore in ordine ad un fenomeno vasto di primaria importanza nazionale, dall'attinenza della disciplina dettata a un problema di grande rilevanza per la definizione del rapporto tra proprietà privata e potere pubblico e, quindi, per la vita economica e sociale della comunità intera e, infine, dalla connotazione delle norme considerate come principi che esigono un'attuazione uniforme su tutto il territorio nazionale.

Per norme di riforma economico-sociale debbono intendersi quelle caratterizzate dall’incisiva innovatività del contenuto normativo, tenuto conto anche delle finalità perseguite dal legislatore in ordine ad un fenomeno vasto di primaria importanza nazionale, dall'attinenza della disciplina dettata a un problema di grande rilevanza per la definizione del rapporto tra proprietà privata e potere pubblico e, quindi, per la vita economica e sociale della comunità intera e, infine, dalla connotazione delle norme considerate come principi che esigono un'attuazione uniforme su tutto il territorio nazionale.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> PREVISIONE NORMATIVA

Il bilanciamento tra esigenze di tutela della proprietà privata e funzione sociale della proprietà spetta solo al legislatore, che, con la L. n. 244 del 2007, art. 2, comma 89, di modifica del D.P.R. n. 327 del 2001, art. 37, comma 1, lo ha individuato nell'ipotesi dell'interve... _OMISSIS_ ...le, prevedendo la riduzione dell'indennità del 25%. Un intervento può ritenersi di tal natura quando riguardi l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate e che sia, appunto, attuato in forza di una specifica previsione normativa che in tal senso lo definisca.

Il presupposto dell'intervento di riforma economico-sociale, che giustifica la riduzione del 25 per cento del valore venale del bene ai fini della determinazione dell'indennità, resta integrato quando l'intervento riguardi l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate e sia, quindi, attuato in forza di una previsione normativa che in tal senso lo definisca.

Il fine di riforma economico - sociale connota una particolare qualità di fini di utilità pubblica, perseguiti in un dato momento storico e, pertanto, devoluta esclusivamente, non già al potere discrezionale dell'amministrazione espropriante o all'interpretazione del giudice in caso di opposizione giudiziale alla stima dell'indennità, bensì al legislatore, al quale soltanto spetta di decidere se e quando avvalersi del potere dì prevedere una riduzione del tipo prefigurato dalla suddetta norma.

Gli interventi di riforma economico-sociale devono riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate, ed essere quindi attuati in forza di una previsione normativa che in tal senso li definisca.

Il fine di riforma economico-sociale (di cui all'art. 37 comma 1 seconda parte D.P.R. n. 327 del 2001, nel testo di cui all'art. 2 comma 89 L. n. 244 del 2007) connota una particolare qualità di fini di utilità pubblica, perseguiti in un dato momento storico e, pertanto, è devoluto esclusivamente - non già al potere discrezionale della amministrazione espropriante e neppure alla interpretazione del giudice in caso di opposizione giudiziale alla stima della indennità, ma al legislatore, al quale soltanto spetta di decidere (nel rispetto dei vincoli individuati dalla giurisprudenza costituzionale e comunitaria) se e quando avvalersi del potere di prevedere una riduzione del tipo prefigurato dalla norma.

Il presupposto per l'abbattimento del 25% previsto dall'art. 37 comma 1 del D.P.R. n. 327 del 2001 non opera nel caso in cui si tratti di realizzare interventi di edilizia popolare. La giurisprudenza della S.C. è nel senso che il fine di riforma economico-sociale connota una particolare qualità di fini di utilità pubblica, perseguiti in un dato momento storico e, pertanto, è devoluto esclusivamente - non già al potere discrezionale della amministrazione espropriante e neppure alla interpretazione del giudice in caso di opposizione giudiziale alla stima della indennità, ma al legisla... _OMISSIS_ ... di decidere se e quando avvalersi del potere di prevedere una riduzione del tipo prefigurato dalla norma.

Il Giudice delle Leggi (Corte cost. n. 348/2007), ha riaffermato che il legislatore non ha il dovere di commisurare integralmente l'indennità di espropriazione al valore di mercato del bene ablato, stante la funzione sociale della proprietà, evidenziata dall'art. 42 Cost., spettando comunque al legislatore valutare "se l'equilibrio tra l'interesse individuale dei proprietari e la funzione sociale della proprietà debba essere fisso e uniforme, oppure, in conformità all'orientamento della Corte europea, debba essere realizzato in modo differenziato, in rapporto alla qualità dei fini di utilità pubblica perseguiti", non potendosi certamente assimilare singoli espropri per finalità limitate, a piani di esproprio volti a rendere possibili interventi programmati di riforma economica o migliori condizioni di giustizia sociale.

Gli interventi di riforma economico-sociale di cui al D.P.R. n. 327 del 2001, art. 37, comma 1, così come novellato, devono riguardare l'intera collettività o parti di essa geograficamente o socialmente predeterminate, ed essere quindi attuati in forza di una previsione normativa che in tal senso li definisca.

Le misure di riforma economica o di giustizia sociale che giustificano lo scostamento al valore venale dell'immobile ablato, non possono consistere nelle normali finalità che giustificano il ricorso al potere ablativo per la realizzazione di opere pubbliche o di opere di pubblica utilità, rimesso al potere discrezionale degli enti preposti alla tutela dei relativi interessi pubblici, bensì in una particolare qualità di fini di utilità pubblica dovuti perseguire in un dato momento storico e perciò devoluta esclusivamente non già al potere discrezionale dell'amministrazione espropriante, nonché all'interpretazione del giudice di merito in caso di opposizione giudiziale alla stima dell'indennità, ma al legislatore.

Il fine di riforma economico sociale connota una particolare qualità di fini di utilità pubblica, perseguiti in un dato momento storico, e perciò devoluta esclusivamente non già al potere discrezionale dell'amministrazione espropriante, e neppure all'interpretazione del giudice in caso di opposizione giudiziale alla stima dell'indennità, ma al legislatore, al quale soltanto spetta di decidere (nel rispetto dei vincoli individuati dalla giurisprudenza costituzionale e comunitaria), se e quando avvalersi del potere di prevedere una riduzione del tipo prefigurato dal D.P.R. 327/2001, art. 37, comma 1, seconda parte, nel testo di cui alla L. n. 244/2007, art. 2, comma 89.

La finalità dell'espropriazione ad attuare interventi di riforma ec... _OMISSIS_ ...la riduzione dell'indennità, alla luce della giurisprudenza della Corte Edu, della sentenza della Corte Cost. n. 348/2007 ed ai sensi della L. n. 244/2007, si traduce in una particolare qualità di fini di utilità pubblica perseguiti in un dato momento storico e perciò devoluta esclusivamente non già al potere discrezionale dell'amministrazione espropriante o all'interpretazione del giudice di merito in caso di opposizione giudiziale alla stima dell'indennità, ma al legislatore.

Non pare che la natura dell'intervento, come di riforma economico - sociale, possa discendere da una mera qualificazione attribuita dal soggetto espropriante, essendo invece indispensabile che essa sia prevista direttamente dalla legge, che quell'intervento programma e finanzia.

La disposizione di cui all’art. 37 DPR 327/2001, concernente la riduzione dell'indennità del 25%, "quando l'espropriazione è finalizzata ad attuare interventi di riforma economico - sociale", attiene a quegli espropri organizzati nell'ambito di un coordinamento nazionale, o quanto meno regionale, miranti all'attuazione di riforme d'interessi generali, oggetto di apposita previsione normativa.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE EDIFICABILI --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO-SOCIALE --> REGIONI/PROVINCE --> PROVINCIA DI BOLZANO

La decurtazione dell'indennità del 25% prevista dalla L. P. Provincia di Bolzano n. 10 del 1991 (modificata dalla L.P. n. 4/2008), per le espropriazioni finalizzate all'insediamento di attività produttive su iniziativa pubblica, non è estendibile alle espropriazioni estranee a siffatta finalità (nel caso di specie insediamenti produttivi... _OMISSIS_ ...