Il risarcimento del danno nell'art.43 D.P.R.327/2001: termini di prescrizione

La legittimità dell’istituto dell’occupazione acquisitiva, secondo la ricostruzione della Corte di Cassazione, ha riposato anche su ragioni equitative; l’acquisizione «del fondo alieno per via d’occupazione definitiva illegittima anziché attraverso la rituale procedura espropriativa comporta, infatti, per il privato, un ristoro più completo e per l’ente occupante oneri più gravi.

Mentre l’indennità di espropriazione non rappresenta un’integrale riparazione della perdita subita dal proprietario, bensì il massimo di contributo garantito all’interesse privato, tenuto conto dell’interesse pubblico che l’espropriazione mira a realizzare, il risarcimento del danno dovuto al proprietario del fo... _OMISSIS_ ...ente occupato non potrà mai essere inferiore al valore venale di esso e potrà all’occorrenza superare tale misura in ragione dei frutti perduti.

La somma attribuita a titolo di rivalutazione monetaria a differenza di quella dovuta a titolo d’indennità da espropriazione (principio di consolidata giurisprudenza); l’ammontare della somma risarcitoria non è poi soggetta a decurtazione (come invece quella indennitaria) qualora dalla esecuzione dell’opera pubblica derivi un vantaggio ad altra parte del fondo; il maturare, infine, a carico della p.a. di un debito risarcitorio di entità superiore a quello indennitario non dovrebbe lasciare andar esente da addebito, nei confronti dell’ente di appartenenza, il funzionario responsabile dell... _OMISSIS_ ...del costo della opera pubblica » (Così CASS SSUU 3940/1988).

La soluzione offerta dalla Suprema Corte appare idonea a soddisfare sia il proprietario, attraverso un adeguato risarcimento, che l’Amministrazione, costretta diversamente a subire dannose dispersioni di ricchezza. Il risarcimento del danno, parametrato al valore venale del bene, consente altresì di ricondurre l’istituto dell’occupazione acquisitiva entro i parametri di legalità, viceversa pregiudicati qualora si consentisse la privazione della proprietà senza corresponsione del controvalore del bene. Emerge di conseguenza l’importanza del profilo risarcitorio, quale strumento atto a riequilibrare patrimonialmente il sacrificio imposto al privato.

... _OMISSIS_ ...llora di tutta evidenza che l’effettività della tutela risarcitoria e le segnalate ragioni d’equità e di legalità ad essa sottese, risultano fortemente condizionate dall’operatività della prescrizione del credito risarcitorio ed in particolare dalla soluzione che si voglia dare alle diverse problematiche che, sul punto, hanno da sempre caratterizzato l’istituto dell’occupazione acquisitiva: durata della prescrizione, sua decorrenza, interruzione ed ambito di operatività.

Riguardo al primo profilo da segnalare che la connotazione, a partire dalla sent. Cass. SSUU 1464/1983, in termini d’illecito istantaneo, seppur ad effetti permanenti, dell’occupazione appropriativa, che così si caratterizza dalla fattispec... _OMISSIS_ ...ne usurpartiva di cui è affermata la natura di illecito permanente (CASS 19962/2008, 26727/2007, 19127/2006, 13477/2006, 24819/2005), con conseguente impedimento alla decorrenza della prescrizione (CASS 20985/2008, APP RM 7 luglio 2008, TAR CA 83/2008, NA 9561/2007), ha condotto ad affermare che il diritto di credito al risarcimento è assoggettato alla prescrizione quinquennale (TAR FI 542/2009, BO 211/2009, TRIB BA del 09/09/2008, CDS 4660/2008, CASS 20543/2008, 19229/2008, 17324/2008, 22018/2007, 22479/2006, 8/2000), anche se non sono mancati gli sforzi argomentativi a sostegno della prescrizione decennale.

Al riguardo è stato affermato, muovendo dalla distinzione del profilo possessorio da quello acquisitivo, che il privato, il quale abbia perduto il suo... _OMISSIS_ ... parte ineliminabile dell’opera pubblica, ha diritto non al risarcimento del danno, ma al pagamento del valore che il bene aveva al momento in cui è stato acquistato a titolo originario dalla P.A.; ciò in quanto solo il possesso, e quindi l’occupazione, potrebbe essere valutata in termini di liceità/illiceità, mentre l’irreversibile trasformazione del fondo in opera pubblica esulerebbe dall’ambito del fatto illecito della P.A., costituendo essa sola la fonte della fattispecie acquisitiva e del conseguente obbligo di pagamento del controvalore (CASS 10979/1992, 7952/1991, 12432/1991, 6209/1990, 7210/1990 CONTRA CASS SSUU 12546/1992).

Affermata la durata quinquennale del termine di prescrizione del credito risarcitorio, si tratta di stabi... _OMISSIS_ ... decorrenza dello stesso.

Al riguardo è stato affermato che il termine di prescrizione decorre dal momento di consumazione dell’illecito, a sua volta ricondotto alla data di scadenza dell’occupazione legittima, qualora l’opera sia realizzata nel corso della stessa (TAR BO 4628/2008, CZ 481/2007, CT 1813/2007, 1805/2007, CGA 910/2007); ciò in quanto è dalla scadenza dell’occupazione autorizzata e non dalla realizzazione dell’opera pubblica, che consegue la perdita della proprietà del privato e l’acquisto a titolo originario a favore dell’ente pubblico del bene irreversibilmente trasformato (TAR MI 196/2009, APP NA 28 marzo 2008, TAR CZ 1016/2007, PA 1425/2007, CASS 12626/2006) ed è da questo momento che si perfeziona ... _OMISSIS_ ...to (TAR LE 3373/2007, NA 5748/2007, CASS SSUU 7249/2007).

In via d’ulteriore precisazione, assume rilevante importanza il momento di realizzazione dell’opera; il dies a quo della prescrizione del credito risarcitorio, è così ricondotto alla data di scadenza dell’occupazione legittima, o, se anteriore, a quella di scadenza del termine stabilito dalla dichiarazione di pubblica utilità, qualora l’opera pubblica sia realizzata nel corso di tale occupazione o di tale termine, oppure al momento dell’irreversibile trasformazione del fondo, qualora quest’ultima risulti avvenuta dopo quelle scadenze (TAR MI 196/2009, PE 875/2008, CDS 4660/2008, APP RM 12 maggio 2008, TAR NA 1095/2008, LE 662/2008, PA 3345/2007, 1143/2007, G... _OMISSIS_ ... 223/2007, CGA 722/2007, CASS 7981/2007, 2824/2006, TAR CT 517/2006).

Ulteriore l’ipotesi si verifica qualora la proponibilità della domanda giudiziale risarcitoria sorga per effetto dell’annullamento in sede giurisdizionale degli atti ablatori; in tale fattispecie il termine di prescrizione decorre dalla data di passaggio in giudicato della pronuncia d’annullamento, in ossequio al principio per cui la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere (art. 2935 c.c.) ( TAR CT 612/2008, BS 453/2006, CDS AP 2/2006).

Altro tema rilevante riguarda l’individuazione degli atti idonei a determinazione l’interruzione della prescrizione.

E’ stato negato ... _OMISSIS_ ...erta dell’indennità espropriativa o il suo deposito presso la Cassa DD.PP. costituiscano idonei atti interruttivi del decorso della prescrizione del risarcimento del danno; ciò in quanto esiste una chiara differenza «ontologica e quantitativa tra l’obbligazione indennitaria e quella risarcitoria» (TAR CT 2381/2006, 1546/2006, CASS 9368/1997, 4862/1995, 4329/1994, 9718/1993, CASS SU 12150/1992, CASS 12113/1992, 10159/1990, 2532/1990, 3253/1989).

Altre decisioni hanno viceversa attribuito alla richiesta di ris...


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Autore

Melloni, Ines

Laureata in giurisprudenza, funzionario del Comune di Reggio Emilia