Estinzione del diritto di proprietà, impossibilità di abbandono dei beni immobili e poteri di supplenza del giudice

1. E’ notizia di pochi giorni orsono: la sezione III del Tar Puglia, nel suo recente arresto giurisprudenziale del 22 settembre (Sentenza 2176/2008) ha sconvolto i consolidati orientamenti giurisprudenziali delle supreme Giurisdizioni della Cassazione e del Consiglio di Stato [1] in materia di tutela dei privati dinanzi alle occupazioni sine titulo consumate dalle P.A.

La vera e propria rivoluzione copernicana prospettata dal Tar Puglia, se non fosse sconfessata in sede d’appello dal Consiglio di Stato potrebbe ingenerare degli scenari fortemente innovativi rispetto a quello che generalmente si è abituati ad osservare nel procedimento, ci si passi l’espressione, “para-espropriativo” conseguente all’utilizzo da pa... _OMISSIS_ ...ità esproprianti di moduli operativi residuali e non assistiti ab origine dal principio di legalità.

Mettendo a fuoco nello specifico l’oggetto della sentenza in esame, il Collegio pugliese ha inteso statuire sull’inestricabile groviglio di elementi legislativi e, soprattutto, giurisprudenziali che si pongono di fronte all’operatore giuridico in relazione alla sorte del diritto dominicale del privato a seguito del procedimento espropriativo di natura indiretta.

Sul tema, a lungo regolato da creazioni giurisprudenziali più o meno sofisticate, quali l’accessione invertita, il ricorso ai criteri dell’irreversibile trasformazione del fondo occupato, l’avvenuta realizzazione dell’opera pubblica o fondato su r... _OMISSIS_ ...cistici quali l’art. 2058 c.c. (eccessiva onerosità per il danneggiante nello schema risarcitorio) o l’art. 2933 c.c. (pregiudizio all’economia nazionale), si è oggi innestata tutta la problematica relativa all’interpretazione e alla relativa applicazione dell’art. 43 del t.u. degli espropri (D.P.R 8/6/2001 n. 327).

La predetta normativa, recependo il contenuto delle varie statuizioni di condanna da parte della Corte EDU [2] nei confronti dell’Italia in materia di espropriazione indiretta, ha imposto un riassetto della tematica più rigoroso quanto all’applicazione del principio di legalità dell’azione amministrativa e soprattutto volto al superamento di una prassi patologica nel senso dell’abuso degli stru... _OMISSIS_ ...denziali cui prima si faceva cenno.

In particolare, l’art. 43 del t.u. sancisce a chiare lettere che, in mancanza del decreto d’esproprio o della cessione spontanea del bene da parte del privato, il diritto di proprietà può estinguersi solo se vengano utilizzate le procedure di “sanatoria” dell’occupazione illegittima previste ai commi 1 e 3, ovvero l’adozione di un provvedimento amministrativo espresso e formale di acquisizione o la formulazione di una domanda al giudice da parte della P.A., chiamata in sede contenziosa dal privato, di condanna al risarcimento del danno con esclusione della restituzione del bene.

Da questa fondamentale impostazione, fondata sul rispetto e sulla valorizzazione degli indirizzi ... _OMISSIS_ ...li della Corte EDU, il Tribunale Amministrativo fa discendere un’interpretazione originale dell’esposto apparato normativo che, probabilmente, ne disegna i contorni in modo più rispettoso dei contrapposti interessi che a questa disposizione fanno da sfondo.

Nel rapporto tra privato e P.A., è evidente che debba riconoscersi al soggetto espropriato un contenuto minimo di certezza, stante la sua soggezione di fronte al procedimento ablatorio pubblico, e tale assicurazione viene data dal rispetto dell’iter normativo prestabilito dal t.u. delle espropriazioni; d’altro canto, è molto utile fornire alle amministrazioni esproprianti dei moduli d’azione concretamente operativi per realizzare le infrastrutture programmate in termini ragione... _OMISSIS_ ...CRLF| Per tale ragione, il contemperamento tra le contrapposte esigenze, nonché tra le differenti impostazioni giurisprudenziali, l’una quella della Corte EDU fortemente improntata alla tutela privatistica, l’altra quella delle nostre supreme giurisdizioni più orientata al soddisfacimento degli interessi pubblicistici, ha portato alla formulazione, nell’art. 43 del t.u., delle due esplicite previsioni di sanatoria delle occupazioni illegittime sia ab origine che in via sopravvenuta, prima richiamate.

Conformemente a quanto espresso dall’Ad. Plen. 2/2005, il Collegio Giudicante di Bari è partito dall’assunto che l’amministrazione occupante la quale utilizzi di fatto il fondo, o che addirittura vi abbia già stabilito l&rsquo... _OMISSIS_ ...ata, non può estinguere di per sé il contenuto del diritto dominicale. La perdita del diritto di proprietà, in altre parole, non è giustificabile in virtù di mere ricognizioni di fatto ed ex post. In tali casi l’estinzione della proprietà può avvenire solo ed esclusivamente in relazione all’operatività di una delle due forme di acquisizione sanante previste dall’art. 43 t.u. .

A tale soluzione però, il Consiglio di Stato aveva invero precisato sin dalla suddetta Ad. Plen., n.2 del 29/04/2005, che la restituzione del bene, nei casi in cui la p.a. non avesse utilizzato uno dei meccanismi di acquisizione sanante previsti, avrebbe potuto essere impedita solo da una autonoma scelta del privato che rinunci alla restituzione.

Tale im... _OMISSIS_ ...e oggi contrastata profondamente dal Tar Puglia il quale afferma perentoriamente, confliggendo anche con gli orientamenti espressi dalla Suprema Corte di Cassazione pure a SS.UU., che non può ammettersi nel nostro ordinamento giuridico l’estinzione del diritto di proprietà per una scelta unilaterale di natura abdicativa del privato.

Nel caso di specie la raffinata impostazione giuridica del citato Consiglio di Stato nonché della Cassazione (sia pure espressa in modo perspicuo nelle sentenze nn. 1814 del 18/04/2000 e, SS.UU., 1172 del13/11/2000) farebbe di fatto rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, ovvero la possibilità di estinguere il diritto di proprietà senza il rispetto dei principi di certezza e legalità dell’azione amminist... _OMISSIS_ ...
Questo perché tale orientamento appena citato implica necessariamente che, nei casi in cui l’amministrazione espropriante non si sia avvalsa del meccanismo dell’acquisizione sanante, essa possa comunque scongiurare la restituzione del bene al privato facendo coincidere alla eventuale domanda risarcitoria di quest’ultimo l’effetto di una rinuncia implicita al proprio diritto. Sostanzialmente, l’opzione del privato per la tutela risarcitoria in luogo di quella restitutoria comporterebbe ex se l’estinzione del diritto dominicale.

Proprio su tale punto il Tar Puglia si dimostra se non rivoluzionario, quantomeno audace nel contraddire i canoni interpretativi della Cassazione (la quale ha statuito addirittura a SS. UU. su... _OMISSIS_ ...ermando con decisione l’estraneità del principio dell’abdicazione del diritto di proprietà, relativo a beni immobili, al nostro ordinamento giuridico.

Tale affermazione, a parte la forma forte in cui viene espressa, rivela dei contenuti tutt’altro che peregrini rispetto al combinato disposto dei principi codicistici in materia di proprietà ed il nuovo assetto legislativo imposto dall’art. 43 del t.u.

In effetti, secondo il giudice pugliese, nel campo dei beni immobili no...


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Autore

De Paolis, Jacopo

Praticante avvocato in Roma