L'art.43 T.U. Espropriazione e la Corte Costituzionale

Davvero interessante l’ordinanza di rimessione alla Corte costituzionale del Tar Campania-sez.Napoli-.

Essa, coraggiosamente, intende rappresentare la coscienza critica del giudice amministrativo che, nella stragrande maggioranza, è stato visto dagli interpreti come strenuo difensore dell’art.43 testo unico espropriazione e delle soluzioni in esso esposte nel tentativo di riportare l’ordinamento interno su canoni di conformità alle norme convenzionali sancite dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo.

Già in altra occasione abbiamo tentato di fare una compiuta analisi della disposizione introdotta traumaticamente all’interno del testo unico espropriazione e ad essa ci permettiamo di rinviar... _OMISSIS_ ...e cenno che si renderà fare specificamente nel prosieguo, per evitare sterili e poco proficue ripetizioni-Conti, L’occupazione acquisitiva.Tutela della proprietà e dei diritti umani, Milano, 2006,473-625-.

Non resta, allora, che concentrarsi sui vizi di costituzionalità prospettati dal giudice remittente, alcuni dei quali si dirà subito, non convincono, rimettendosi alla completa disamina in fatto della vicenda processuale già compiuta da Paolo Loro nel suo scritto, già pubblicato su questa Rivista -Loro, Sollevata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 43-.

Il giudice campano ha per un verso ipotizzato che l’interpretazione della disposizione appena ricordata espressa dalle Corti amministrative - ex plurimis ... _OMISSIS_ ...len.n.2/2005 -, nel consentire che l’atto di acquisizione sanante intervenga successivamente alla declaratoria giurisdizionale di restituzione dell’area- anche se irreversibilmente trasformata- al legittimo proprietario in dipendenza dell’accertata illegittimità della procedura ablatoria, finirebbe con l’intaccare l’intangibilità del giudicato, vulnerando uno dei principi fondamentali dell’ordinamento, scolpito dall’art.2909 c.c.

D’altro lato, dubbi vengono espressi in ordine alla concreta utilizzazione che le Amministrazioni hanno fatto dell’art.43, facendolo assurgere a momento “ordinario” dell’azione amministrativa concernente l’acquisizione al patrimonio pubblico di aree destinat... _OMISSIS_ ...zione di opere di pubblica utilità, in tal modo stravolgendo il sistema fissato in via generale dallo stesso testo unico e dunque legittimando operazioni elusive degli obblighi procedimentali dell’instaurazione del contraddittorio.

Non mancano, ancora, riferimenti espliciti alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che avrebbe individuato nello strumento introdotto nel testo unico il rischio di operazione arbitrarie in danno del proprietario sostanzialmente sovrapponibili a quelle che avevano caratterizzato la stagione giurisprudenziale dell’occupazione acquisitiva - e di quella usurpativa-.

Il par.7 della motivazione si diffonde, ancora, sul tema dei rapporti fra ordinamento interno e diritto sovranazionale... _OMISSIS_ ...cendo esplicito richiamo alla sentenza n.349/2007 della Corte costituzionale che ha dichiarato l’incostituzionalità del criterio risarcitorio introdotto dal comma 7 bis dell’art.5 bis della l.n.359/1992, probabilmente intendendo completare il ragionamento espresso al par.6.2.2.

Quanto al par.8, esso è invece dedicato integralmente ai profili per così dire “di rito” diffondendosi sui possibili vizi dell’art.43 per eccesso di delega e dunque sull’ipotetico contrasto della disposizione con l’art.76 Cost. per violazione dei principi guida fissati nella legge delega n.59/1999.

Così riassunti i termini del provvedimento in rassegna, i primi due profili, che possono esaminarsi congiuntamente, non ... _OMISSIS_ ...si su argomentazioni idonee a sostenere l’incostituzionalità della disposizione “incriminata”.

Devesi infatti ricordare che la Corte costituzionale italiana ha ripetutamente affermato che le leggi non si dichiarano costituzionalmente illegittime perché è possibile darne interpretazioni incostituzionali, ma perché è impossibile darne interpretazioni costituzionali- Corte cost. 2003 n.301-.

Principio ulteriormente chiarito quando si è riconosciuto che «eventuali residue incertezze di lettura sono destinate a dissolversi una volta che si sia adottato, quale canone ermeneutico preminente, il principio di supremazia costituzionale che impone all’interprete di optare, fra più soluzioni astrattamente possibili, per quella ... _OMISSIS_ ...sposizione conforme a Costituzione» [1].

In modo ancora più chiaro è stato poi sottolineato da Corte cost. n. 190/2000 che l’interpretazione conforme a Costituzione deve essere privilegiata per evitare il vizio di incostituzionalità della norma interpretata.

Se dunque il giudice è abilitato a sollevare la questione di legittimità costituzionale solo dopo avere accertato che è impossibile seguire un’interpretazione costituzionalmente corretta [2], ne consegue l’inammissibilità delle questioni che non si danno carico di chiarire se sia possibile offrire un’interpretazione costituzionalmente orientata dalla norma.

Ecco, allora, che lo scenario che il giudice rimettente campano descrive in parte qua, a ... _OMISSIS_ ..., muove dall’interpretazione della disposizione operata da un numero consistente di operatori del settore- amministrazioni – e dal diritto vivente -giudici- che avrebbe condotto a risultati abnormi tanto sotto il profilo dell’ambito operativo dell’art.43, quanto in ordine alla possibilità stessa di consentire l’operatività dell’art.43 in sede di ottemperanza, in tal modo rendendo caducabile l’accertamento in ordine al diritto alla restituzione del fondo operato dal giudice amministrativo nella fase di merito attivata dal proprietario e, con esso, la forza del giudicato.

Ma rispetto a queste considerazioni sembra agevole osservare che il remittente sembra non considerare i principi fissati dalla Corte costituzionale di ... _OMISSIS_ ...onto sopra.

In altri termini, nulla avrebbe impedito al giudice remittente di considerare l’illegittimità dell’atto di acquisizione sanante adottato dall’amministrazione nel corso del giudizio di ottemperanza come richiesto dai ricorrenti nel secondo ricorso, proprio per le ragioni esposte a sostegno del lamentato vizio di costituzionalità.Senza che ciò imponesse una declaratoria generale di incostituzionalità della norma.Del resto, il rischio di reiterazione di un atto illegittimo all’infinito prospettato dal giudice remittente non sembra essere causa giustificativa della caducazione della norma se appunto si muove dal presupposto che l’utilizzo di tale strumento da parte dell’Amministrazione sia scorretto- come pare ritene... _OMISSIS_ ...udice remittente-.

Ed analoghe considerazioni sembrano valere in ordine al lamentato vizio concernente l’uso “a cuor leggero” che le amministrazioni avrebbero fatto dell’art.43, ancora una volta potendo il giudicante uniformarsi alle letture secundum costitutionem che pure erano state ipotizzate –v.volendo,Conti, op.cit.-all’indomani del varo dell’art.43 proprio per ovviare a risultati interpretativi astrattamente consentiti dall’ampia formula letterale utilizzata nella redazione ...


...continua.  Qui sono visibili 8000 su 16284 caratteri complessivi dell'articolo.

 Sono omessi dal presente articolo eventuali note ed altri contenuti reperibili nel prodotto

Acquista per soli 6,00 € l'articolo, che ti verrà inviato via mail e che potrai scaricarti dalla tua area privata nella sua interezza e senza omissis.

Acquista articolo

Autore

Conti, Roberto

Magistrato della Corte di Cassazione