Danno da occupazione illegittima: prospettive di risarcimento e art.43 T.U. espropriazione

Le (limitate) prospettive risarcitorie nel sistema di tutela interno (malgrado Corte cost.n.349/2007) D’altro canto, tale separazione fra i sistemi di protezione (nazionale e sovranazionale) si ispessisce se si considerano le limitate prospettive risarcitorie che il proprietario può legittimamente sperare di ottenere dalle Corti interne (sia giudice ordinario che giudice amministrativo) che continuano ad applicare i “classici” meccanismi risarcitori per le fattispecie di occupazione acquisitiva od usurpativa (il che concretamente dovrebbe verificarsi per i casi non disciplinati ratione temporis –e cioè prima entrata in vigore del t.u. espropriazione [art.57 t.u.], secondo quanto sostenuto dalla Cassazione- dall’art. 43 t.u. espropriazione) ... _OMISSIS_ ... cui, anche dopo l’entrata in vigore del t.u. espropriazione, non vi sia stato atto di acquisizione sanante e si ravvisi, però, una scelta abdicativa del proprietario che pretende il risarcimento del danno. A giocare tale ruolo “riduttivo” delle pretese proprietarie starebbe, del resto, Corte cost. n. 349/2007, tutta protesa ad individuare il limite del risarcimento nel “valore del bene”.

Prospettiva che sembra confermata dai primi pronunciamenti successivi alla sentenze dell’ottobre 2007-v.Tar Emilia Romagna 7 dicembre 2007 n. 3966, ove si afferma che “il risarcimento del danno che, in applicazione dell’articolo 42 della Costituzione avrebbe dovuto essere commisurato al valore di mercato del bene”-.
... _OMISSIS_ ...loga prospettiva che, del resto, si coglie considerando la recente legge finanziaria approvata dopo Corte cost. nn. 348 e 349 del 2007 (art. 89 l. 24 dicembre 2007 n. 244), nella parte in cui, modificando l’art. 55 t.u. espropriazione, ha ritenuto di chiarire che “Nel caso di utilizzazione di un suolo edificabile per scopi di pubblica utilità, in assenza del valido ed efficace provvedimento di esproprio alla data del 30 settembre 1996, il risarcimento del danno è liquidato in misura pari al valore venale del bene”. Norma che, nella precedente formulazione- non intaccata da Corte cost. n. 349/2007- già in epoca successiva alla sentenza n. 349/2007 era stata ritenuta implicitamente abrogata da Cons. Stato, Sezione IV, 16 novembre 2007 – n. 5830-.
... _OMISSIS_ ...n considerare, infatti, la Corte Costituzionale si era mossa sulle coordinate fissate dalle ordinanze di rimessione che, come avevamo per tempo rammentato, non avevano ritenuto di mettere in discussione i presupposti costitutivi del fenomeno dell’occupazione acquisitiva e, quindi, l’effetto estintivo-acquisitivo proprio dell’istituto dell’occupazione acquisitiva correlato alla irreversibile trasformazione del bene.

Tali coordinate, a ben considerare, condizionano alla radice il problema delle liquidazione del risarcimento del danno.

Ed infatti, lasciando per un momento da parte il non risolto problema della prescrizione dell’azione risarcitoria che pure permane in tutta la sua gravità - per cui v., di recente il div... _OMISSIS_ ...resso dal Consiglio di Stato nelle tre pronunzie già ricordate -, ci si avvede che se si continuerà a considerare come dato di partenza del fenomeno (giurisprudenziale) dell’occupazione acquisitiva la perdita della proprietà del bene ed il passaggio all’espropriante - proprio in ragione dell’esistenza di una dichiarazione di p.u. - del bene radicalmente trasformato, si produrrà, sul versante risarcitorio, un effetto automaticamente contrario alle coordinate espresse in via di principio dal giudice di Strasburgo, come si è visto tutte indirizzate a considerare come regola il diritto alla restituzione del bene e come eccezione la liquidazione di un risarcimento che non può tuttavia tralasciare di prendere in considerazione, fra le poste attive - per l’... _OMISSIS_ ... -, anche il plus valore rappresentato dalla realizzazione dell’opera che ha aumentato il valore del fondo originariamente “spoglio” e pur sempre da considerare come “non transitato” nel patrimonio dell’occupante.

Conclusione che sembra, per l’appunto, coniugarsi col principio per cui qualora manca un provvedimento amministrativo o giurisdizionale di acquisizione al patrimonio pubblico del bene opera il principio di diritto comune dell’accessione diretta, secondo cui la costruzione appartiene al proprietario del suolo-cfr. TAR Puglia, Sezione I Lecce, 22 novembre 2007 n 3957-.

Con le conseguenze in tema di risarcimento del danno previste dall’art. 936 c.c. pur in una prospettiva rivolta a ... _OMISSIS_ ...proprietario del suolo l’acquisto di quanto sullo stesso realizzato.

In definitiva, un problema di compatibilità del rinnovato art.55 t.u. espropriazione – modificato dall’art. 89 l. n. 244/2007- con la giurisprudenza di Strasburgo non potrà essere tralasciato dalla giurisdizione interna(ordinaria e amministrativa), proprio nella parte in cui, per le espropriazioni ante 30 settembre 1996, prevede un sistema risarcitorio agganciato ineludibilmente ed esclusivamente al parametro del valore venale.

Esso, in buona sostanza, perpetua la convinzione, espressa dalla giurisprudenza di legittimità, secondo la quale ai fini della liquidazione del danno da occupazione acquisitiva non devono essere tenuti in considerazione gli eventuali v... _OMISSIS_ ...nti al fondo dall’esecuzione dell’opera, essi risultando da fatti posteriori a quello produttivo della perdita del diritto dominicale (Cass. 22 dicembre 1988 n. 7014; Cass. 7 luglio 1980 n. 4324; Cass. S.U.14 aprile 1980 n. 2386).

A ben considerare, la giurisprudenza della Corte di Strasburgo in tema di quantificazione del danno in favore del proprietario colpito da espropriazione illecita muove da un presupposto esattamente opposto a quello espresso dalla giurisprudenza interna che non consentiva in alcun modo di considerare il vantaggio che il fondo avrebbe potuto ottenere dalla realizzazione dell’opera, come anche l’insensibilità all’eventuale modifica dello strumento urbanistico in senso più favorevole al proprietario in epo... _OMISSIS_ ...quo;edificazione.

L’impermeabilità rispetto a tali fattori coerentemente nasceva, nella costruzione della giurisprudenza interna, dal prodursi dell’effetto traslativo in ragione dell’irreversibile trasformazione - Cass.23 aprile 1990 n.3368 -.

Ma la discontinuità di tali conclusioni rispetto alle coordinate di Strasburgo è palpabile se si guarda alle sentenze qui esaminate ed in particolare alla vicenda Pasculli, nella quale si è dato espressamente risalto ad un valore reale del bene al momento della liquidazione ancorché questo fosse “inferiore” rispetto a quello esistente al momento dell’irreversibile trasformazione in ragione del crollo del mercato immobiliare, senza nemmeno procedere alla quantificaz... _OMISSIS_ ...ressi e della rivalutazione del valore considerato all’attualità e non al momento dell’irreversibile trasformazione.

La Corte europea sembra, in altri termini, più che mai orientata a garantire al proprietario il giusto prezzo che l’immobile avrebbe avuto in una contrattazione libera al momento della liquidazione, cercando di considerare ogni circostanza rilevante sul piano commerciale.

Risarcimento del danno e art.43 t.u. espropriazione V’è poi da considerare che il problema di cui si discute assume analoghi profili problematici...


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Autore

Conti, Roberto

Magistrato della Corte di Cassazione